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09:47 - MIGRAZIONI: MALMSTRÖM (COMMISSIONE UE), “FATTORE D’INNOVAZIONE E SVILUPPO”

(Sir Europa - Bruxelles) - “La migrazione e la mobilità sono motori essenziali dello sviluppo sostenibile, ma la cooperazione mondiale deve passare a una marcia superiore. Il dialogo ad alto livello delle Nazioni Unite di ottobre rappresenta un’occasione eccezionale per far avanzare il programma mondiale sulla migrazione e lo sviluppo e promuovere misure concrete che contribuiscano a migliorare la vita dei migranti”: Cecilia Malmström, commissaria per gli affari interni, spiega il senso di un documento dell’Esecutivo Ue su migrazioni e sviluppo per definire una posizione comune dell’Ue in vista del dialogo su questo tema organizzato dall’Assemblea generale Onu il 3 e 4 ottobre prossimi. Si discuterà di “governance delle migrazioni”, “inclusiva e basata sui diritti”, anche al fine di “promuovere il ruolo dei migranti quali agenti di innovazione e sviluppo”. La Commissione in particolare segnala alcuni elementi: riconoscere la migrazione come fattore di sviluppo; rispettare la dignità dei migranti e difenderne i diritti fondamentali; “prestare attenzione alla connessione tra cambiamenti climatici, degrado ambientale e migrazione”; “riconoscere le sfide che l’aumento dell’urbanizzazione pone alle città”; rafforzare la governance della migrazione “attraverso la cooperazione bilaterale e regionale, anche coinvolgendo la società civile”; “favorire la mobilità dei lavoratori a livello internazionale e regionale”.

09:42 - SPIRITUALITÀ: SERAPHICUM, UN INCONTRO OGGI SU PADRE MASSIMILIANO KOLBE

Padre Massimiliano Kolbe, la sua testimonianza cristiana e la sua devozione per Maria saranno al centro di un incontro, stasera, nella biblioteca della Pontificia Facoltà teologica “San Bonaventura” Seraphicum. L‘occasione è la presentazione delle due novità editoriali di padre Raffaele di Muro: “Massimiliano Kolbe - Un mistico nella scia dell‘Immacolata” con presentazione del cardinale Claudio Hummes e “Pensieri su Maria”, entrambi pubblicati dalla Libreria editrice vaticana (Lev). All‘incontro, cui parteciperà l‘autore, saranno presenti come relatori Marisa Del Genio e Pier Luigi Borriello. “San Kolbe - spiega padre Di Muro - è conosciuto soprattutto per la realizzazione delle città dell‘Immacolata e per aver dato la sua vita al posto di un altro prigioniero nel campo di sterminio di Auschwitz. Meno a fondo è conosciuto per il suo essere uomo di preghiera e mistico. E proprio partendo da questa sua dimensione si può comprendere l‘atto estremo di donare la sua vita per salvare un padre di famiglia”. Padre Raffaele Di Muro, docente di teologia spirituale, è anche direttore della Cattedra Kolbiana istituita nel 2008 presso la Facoltà “San Bonaventura”. L‘appuntamento odierno si inserisce nelle iniziative promosse dalla Facoltà sulla figura del martire di Auschwitz con il quale c‘è uno stretto legame, essendo stato studente al Seraphicum dal 1912 al 1919.

09:35 - MIGRAMED: APPELLO CARITAS INTERNATIONALIS SU SIRIA. VOCI DA LIBANO E TURCHIA

Un milione e mezzo di profughi fuggiti dalla Siria, con 10.000 nuovi ingressi al giorno alle frontiere di Turchia, Libano, Giordania, Iraq fino all’Egitto. Fuggono anche i cristiani. Ogni Paese regge da anni una media di mezzo milione di presenze. Un po’ meno in Iraq ed Egitto, ma pur sempre un peso enorme, con tensioni sociali sul punto di esplodere e problemi emergenti come la tratta di persone a scopo di sfruttamento lavorativo e sessuale, i matrimoni forzati. In Libano, ma anche in Turchia, alcune famiglie vendono figlie giovanissime per 5.000 dollari. Le donne si prostituiscono per soli 3 dollari. E molti siriani, visto che il conflitto non accenna a placarsi, stanno cercando vie di fuga verso l’Europa. Oggi Caritas internationalis, impegnata per la Siria con progetti pari a circa 15 milioni di euro (destinati alle varie Caritas locali che aiutano complessivamente oltre 100 mila persone), lancia un appello in cinque punti per chiedere la fine delle violenze, la ricerca di una soluzione diplomatica e maggiore solidarietà. Abbiamo raccolto alcune voci (clicca qui) al Migramed meeting in corso in questi giorni ad Otranto, organizzato da Caritas italiana, con oltre 100 partecipanti dalle Caritas diocesane, europee e del bacino del Mediterraneo.

09:12 - CARDINALE BAGNASCO: CON DON GALLO “UN RAPPORTO FRATERNO E RISPETTOSO” (2)

A san Benedetto al Porto, ha proseguito il cardinale Bagnasco, “c’è un parroco tuttora vivente, don Federico Rebora, che è stato per lui veramente un fratello. Qui ha avviato la sua comunità, detta appunto di San Benedetto al Porto, impegnandosi in un recupero sistematico dei disagiati. Si è occupato di questa comunità, sempre aiutato dagli arcivescovi di Genova che si sono susseguiti negli anni”. Ora, questa esperienza “è cresciuta, si è strutturata organizzandosi al proprio interno”. Anche se, come “è chiaro”, don Gallo “era sempre il punto di riferimento ideale, il fondatore”. In questi sei anni, “da quando sono tornato a Genova come arcivescovo”, ha detto il cardinale, “ci siamo incontrati diverse volte. A volte veniva lui, a volte lo convocavo io. Sempre in una dialettica e in un dialogo di lealtà, di chiarezza, di paternità da parte mia; di amicizia e di affetto da parte sua. Non mancando di affrontare quelle situazioni che potevano creare qualche perplessità. In questo dialogo abbiamo avuto un rapporto sempre fraterno e rispettoso”. Il cardinale ha infine espresso un auspicio: “Spero di poter tornare a Genova per presiedere il funerale così come faccio immancabilmente per tutti i miei sacerdoti. Spero che sia venerdì pomeriggio, quando saranno ormai conclusi i lavori dell’assemblea della Cei”.

09:11 - CARDINALE BAGNASCO: CON DON GALLO “UN RAPPORTO FRATERNO E RISPETTOSO”

“Fraterno e rispettoso” in “una dialettica” e in “un dialogo di lealtà, di chiarezza, di paternità da parte mia; di amicizia e di affetto da parte sua”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, ha definito il suo rapporto con don Andrea Gallo, il sacerdote genovese scomparso ieri a 84 anni, dopo una lunga malattia. Conversando ieri sera con i giornalisti, a margine della 65ª assemblea generale della Cei (Roma, 20-24 maggio), il cardinale ha raccontato di essere andato a trovare don Gallo una settimana fa. “Stava benino - ha detto -, abbiamo preso un caffè in piedi, recitato l’Ave Maria e poi gli ho dato la mia benedizione. Era certamente deperito, molto magro ma lucido e sereno, pur consapevole della sua difficile situazione di salute”. È stato “un incontro molto cordiale”. In questi giorni di assemblea generale, a Roma, ha proseguito il cardinale, “i miei collaboratori, da Genova, mi hanno informato che la sua situazione medica era precipitata fino alla triste conclusione di oggi”. L’arcivescovo ha poi ricordato alcuni momenti della vita di don Gallo: “Accolto in diocesi dal cardinale Siri, al quale aveva chiesto di essere incardinato, venne inviato prima come viceparroco nella parrocchia di Nostra Signora del Carmine, nel centro storico, e successivamente nella parrocchia di san Benedetto al Porto”. (segue)

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