Essere bravi giornalisti non basta. Chi vuole comunicare in ambito bioetico deve avere una formazione accurata in campo scientifico ed etico, e questo richiede grande preparazione e grande onestà. Con queste parole p. Pedro Barrajòn, rettore dellAteneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma, ha introdotto il simposio su Bioetica e mass-media. La società, in quanto comunità umana - ha affermato il bioeticista p. Gonzalo Miranda -, è chiamata a farsi unidea su temi che riguardano ciascuno singolarmente ma hanno un forte impatto sociale. Non cè giorno in cui i giornali non ne parlino. E allora il problema è: come se ne parla?. Durante il simposio è stato anche presentato il premio Una penna per la vita, che nellintento di sensibilizzare i giornalisti, darà un riconoscimento a un comunicatore per la buona e corretta informazione in ambito bioetico. Del peso delle parole e della persuasione delle tecniche comunicative, soprattutto a proposito di eutanasia e testamento biologico, ha parlato Claudio Pensieri, del Campus biomedico, indagando quanto effettivamente i mass media influiscano nella creazione di un giudizio critico. Carla Basili, del Centro nazionale delle ricerche, ha invece affrontato il problema dellinformazione scientifica nei media: Dal processo di decodifica e semplificazione - ha detto - nasce, accanto alla verità scientifica, una seconda verità giornalistica.
(Avigliana-Torino, dallinviata SIR) - Se il potere, inteso come ego che vuole vincere sullaltro, non viene esercitato nella forma del servizio è sempre una forma di violenza: è la provocazione lanciata oggi pomeriggio dal semiologo Silvano Petrosino, docente di teoria della comunicazione allUniversità Cattolica di Milano, nel suo intervento al seminario Rel-azioni violente. La violenza e i suoi linguaggi, promosso dal Gruppo Abele ad Avigliana (Torino), in corso fino a domani. Tutti i filosofi e le tradizioni religiose - ha osservato Petrosino - concordano sul fatto che la violenza fa parte dellio. Se il 70% delle violenze sulle donne è compiuto dai mariti, vuol dire che la violenza è tra di noi. Per Petrosino non si tratta di una questione di genere ma di potere. A suo avviso quando le donne arrivano al potere si rivelano violente come gli uomini. Lo ha spiegato con una metafora: Basta una divisa o un ruolo: docente, medico, poliziotto, prelato. Quando si abusa del proprio ruolo per imporre il proprio ego, si esercita una forme di violenza, anche se sottile. Dobbiamo recuperare un dimensione di maggiore serietà e umiltà nei confronti dellaltro.
Non dimentichiamo che i bambini non sono mini esseri umani, ma titolari di diritti a pieno titolo; dobbiamo quindi proteggerli contro la violenza sessuale. Il segno di una semplice molestia rimane nella memoria di un bimbo per tutta la vita. Di qui limportanza di rafforzare la cooperazione internazionale. Così Maud de Boer Buquicchio, vicesegretario generale del Consiglio dEuropa, intervenuta oggi a Firenze alla conferenza sugli abusi sessuali sui bambini promossa dallorganismo di Strasburgo, secondo il quale in Europa nella sua vita un bambino su cinque è vittima, almeno una volta, di molestia sessuale. Dopo avere illustrato il paziente lavoro del CdE e richiamato la campagna di sensibilizzazione One in five, de Boer ha annunciato che oggi 15 paesi hanno già adottato la Convenzione di Lanzarote sulla protezione dei bambini contro lo sfruttamento e labuso sessuale; altri 28 paesi hanno firmato ladesione e in molti il processo di ratifica è in corso. Grazie alla Convenzione, ha aggiunto, abbiamo strumenti giuridici e strategie a disposizione per combattere il turpe fenomeno: abbiamo individuato le lacune legislative e dei trattati internazionali. Sono stati rimossi gli ostacoli che impedivano di perseguire gli autori dei reati. Per la prevenzione del reato, conclude, è urgente rafforzare la cooperazione internazionale.
Sarebbe interessante - ha aggiunto Marletti - capire ora, dopo quanto è avvenuto di recente a Roma, se i media hanno imparato qualcosa da Genova, cioè se hanno fatto attenzione a non creare allarmismo sociale e a non inquadrare tutto come devianza giovanile. Sul tema della violenza alle donne, che alcuni studiosi preferiscono chiamare femminicidio, secondo Marletti si tende ad occultare aspetti essenziali, primo tra tutti il fatto che la maggior parte dei crimini avvengono tra le mura domestiche. Da parte dei giornalisti è necessaria dunque una sensibilità e preparazione maggiore su questi fatti, mentre oggi i giornalisti sono costretti ad occuparsi di tutto. Ad avviso del sociologo siamo alla fine dellera della sola televisione, la comunicazione in rete ha fatto diventare obsolete molte professionalità. Oggi bisogna studiare per stare al passo con i tempi e permettere maggiore pluralismo e qualità dellinformazione.
Malgrado ciò, a livello di percezione soggettiva, siamo in una situazione di panico morale ed allarmismo, ha evidenziato Marletti, con forme di violenza di cui si parla troppo, come la cronaca nera e la criminalità degli immigrati e altre forme di cui si parla troppo poco, come la violenza sulle donne, le guerre dimenticate, le violazioni dei diritti umani e le torture. Cè poi il problema delle azioni violente durante le manifestazioni di massa promosse dai movimenti sociali. Il caso emblematico è stato il G8 di Genova. Diverse ricerche, ha spiegato il sociologo, dicono che cè stato un tentativo da parte dei settori istituzionali di occultare la gravità dei fatti e le violenze. Però i media non hanno contribuito a questa azione di occultamento. Anche se in realtà, ha osservato, i media non ne escono puliti perché hanno dato grande spazio alle violenze dei manifestanti ma con una cornice di senso inadeguata, ossia trattandole solo in termini di devianza giovanile. (segue)
(Avigliana-Torino, dallinviata SIR) - Unalleanza tra operatori sociali, forze istituzionali e giornalisti per creare un giornalismo intelligente che dia una lettura corretta di fenomeni complessi come la violenza. La grande chance - anche se internet non è una panacea - è costituita dalla profonda trasformazione dei media dovuta ai processi di digitalizzazione, che permette maggiore pluralismo dellinformazione e possibilità per azioni di prevenzione e difesa. E il parere del sociologo Carlo Marletti, che ha parlato oggi pomeriggio del rapporto tra media e violenza durante il seminario Rel-azioni violente. La violenza e i suoi linguaggi, promosso dal Gruppo Abele ad Avigliana (Torino) fino a domani. Marletti è partito da una domanda di fondo: la società odierna è più o meno violenta rispetto al passato? Tutte le ricerche oggettive dicono che è meno violenta del passato - ha osservato -. Un gruppo di studiosi riuniti ad Harvard ha stabilito che oggi un europeo ha 50 volte meno possibilità di subire violenza rispetto ai suoi antenati medievali. Anche il numero dei reati violenti, stando alle relazioni in apertura degli anni giudiziari, tendono a diminuire, con dati variabili a seconda dei periodi di crisi che, a causa della precarietà e disoccupazione, aumentano la spinta a delinquere. (segue)
Il Forum del Terzo Settore condivide pienamente le tre parole dordine sulle quali il Governo Monti intende fondare la sua azione: rigore, crescita ed equità. Parole che - si legge in una nota - manifestano un importante passo verso un cambiamento di rotta culturale di questo Governo in direzione della inclusione e della coesione sociale del Paese. Il Forum sottolinea, in particolare, lattenzione posta sul tema della riforma fiscale e assistenziale: Un grande risultato per il terzo settore - dichiara il portavoce del Forum, Andrea Olivero - a dimostrazione del fatto che il nuovo governo ha accolto le nostre preoccupazioni. Ci riconosciamo - prosegue il portavoce - nellulteriore rilevante segnale lanciato da questo Governo, lattenzione alle donne e ai giovani. Due risorse sprecate per la crescita del nostro Paese, sulle quali bisogna investire, valorizzandone le capacità e assicurandone la piena inclusione. Il Forum, infine, esprime il suo apprezzamento per la volontà di riconciliare i cittadini e le istituzioni, i cittadini alla politica. Una posizione di apertura e dialogo - continua Olivero - che porta ad una sintesi e non ad una spaccatura del Paese.
Una città per il bene comune: è questo il titolo di un ciclo di conferenze che comincia questa sera, ad Ascoli Piceno, organizzato in sinergia dalla diocesi e dal comune marchigiano. Presentando liniziativa il vescovo, mons. Silvano Montevecchi, ha dichiarato che la circostanza delle difficoltà economiche e sociali che preoccupano i cittadini chiede a tutti un impegno per favorire il bene comune, cioè un situazione nella quale le persone possono operare ed esprimere la loro capacità e creatività. Lappuntamento di oggi è sul tema della Zero Poverty - Ponti solidali nella comunità: relatore sarà Aluisi Tosolini, filosofo e pedagogista; i successivi incontri saranno il 2 dicembre con mons. Giuseppe Petrocchi e il 20 gennaio con Luigino Bruni, docente allUniversità Bicocca di Milano. Il sindaco della città, Guido Castelli, ha sottolineato che la crisi deve rappresentare unoccasione di discernimento e di nuova progettualità e va affrontata a partire da quei valori, centralità della persona e della famiglia, libertà di educare e dimensione etica delleconomia che sono il pavimento solido su cui la nazione italiana si è fondata. Gli incontri sono realizzati con la collaborazione dellIstituto superiore di scienze religiose Mater Gratiae, del Consorzio della cooperative sociali cattoliche Il picchio e del gruppo editoriale Città Nuova.
Documentare e riflettere su come sono presentate le altre religioni nei testi scolastici per le scuole sia del primo ciclo sia nel secondo ciclo. E lobiettivo della ricerca promossa dallIstituto Superiore di Scienze Religiose di Padova in collaborazione con lUfficio Scuola diocesano, grazie alla collaborazione di alcuni docenti di religione. La ricerca, dal titolo Le altre religioni nei testi scolastici di religione cattolica, prenderà lavvio domani, a Padova (ore 16, Facoltà teologica del Triveneto, via del Seminario 29), con un primo incontro sul tema Le religioni di fronte alle grandi domande delluomo: la prospettiva della Nostra Aetate. Ad introdurre lincontro - informano gli organizzatori - sarà Paul Renner, dellIstituto teologico di Bolzano-Bressanone, cui seguirà lintervento di padre Matteo Giuliani, docente di didattica dellInsegnamento della religione cattolica al Corso superiore di Scienze religiose di Trento. Il lavoro di ricerca si articolerà poi in gruppi di lavoro e tre laboratori (per la scuola primaria, per la scuola secondaria inferiore e per la scuola secondaria superiore) condotti da docenti dellIssr e da insegnanti di religione cattolica. Prima della presentazione al pubblico della ricerca, il 9 marzo 2012, sono previsti altri due incontri di lavoro: il 16 dicembre prossimo e il 13 gennaio 2012. Info: www.issrdipadova.it.
È con un seminario sullEuropa e la nuova evangelizzazione, che si terrà a Roma il 22 novembre (Palazzo San Pio X - via della Conciliazione 5) che il Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali dEuropa) intende celebrare i quarantanni di attività a servizio per la comunione tra i vescovi in Europa. Lincontro, organizzato con il Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, si aprirà con i saluti del cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, e del presidente del Ccee, card. Péter Erdő. Concluderà lincontro mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. Mercoledì 23 novembre una delegazione mista di vescovi cattolici e metropoliti ortodossi che hanno partecipato al 2° Forum europeo cattolico-ortodosso (Rodi, 18-22 ottobre 2011) sul tema Relazioni Chiesa-Stato, consegnerà a Benedetto XVI unedizione speciale degli Atti del Forum. La visita romana si concluderà venerdì 25 novembre con ludienza privata della presidenza del Ccee con il Santo Padre.
Sarà presentato domani, presso la curia vescovile di Trieste (via Caneva 16, ore 11), il ciclo di incontri per lAvvento 2011, organizzato dalla diocesi tramite La cattedra di san Giusto. Il tema proposto per questa nuova serie di appuntamenti sarà Uscire dalla crisi. Alla conferenza stampa di domani parteciperanno il vescovo di Trieste, mons. Giampaolo Crepaldi, e il vicario episcopale per il laicato e la cultura, mons. Ettore Malnati. La cattedra di San Giusto è uniniziativa voluta da mons. Crepaldi, e intende con questo quarto ciclo di incontri continuare a rappresentare per la diocesi e per la città di Trieste un importante punto di riferimento per la riflessione, il confronto e il discernimento, sia spirituale che culturale. Info: www.diocesi.trieste.it.
Larcivescovo di Siena, mons. Antonio Buoncristiani, domani sera incontra le Acli provinciali, presso lauditorium Santo Stefano La Lizza di Siena, per una visita pastorale. Lincontro - spiega Francesco Rossi, presidente delle Acli senesi - è stato sollecitato dallassociazione: vogliamo confrontarci su aspetti che coinvolgono e avvicinano le Acli e la Chiesa. Lincontro - continua Rossi - è oggi più che mai necessario per nuovi fenomeni e tendenze che, anche a livello locale, sollecitano una riflessione su cosa fare e come comportarsi per recuperare lequilibrio, per superare limpasse e la crisi non solo economica e avviare un percorso verso una nuova crescita. Durante lincontro si parlerà di rilancio delle politiche familiari, tutela dei diritti sociali, coesione, attenzione alle categorie più disagiate, temi sui quali - dichiara Rossi - possiamo agire insieme alla Chiesa. Prima della visita pastorale vera e propria, l‘arcivescovo Buoncristiani e il presidente provinciale delle Acli incontreranno la stampa.
La dottrina sociale della Chiesa favorisce la diffusione di principi e valori di giustizia, carità, equa distribuzione del lavoro, dei redditi, delle possibilità di sviluppo delle persone: lo ha detto al convegno sulla dottrina sociale della Chiesa in corso a Roma Antonio Magliulo, docente di economia allUniversità S. Pio di Roma. Il relatore ha sottolineato che uno dei temi che più viene sviluppato nellenciclica è quello della gratuità, un principio che deve essere scoperto, o meglio ri-scoperto, come fondamento dei rapporti interpersonali e sociali, quindi anche economici. I cattolici - ha concluso - hanno dato un contributo rilevante alla costruzione della democrazia in Italia, di quella ‘sostanziale, di quella ‘formale e di quella ‘compiuta con la stesura della carta costituzionale. Da allora la democrazia si è progressivamente estesa, allargata, fino a diventare forma di governo nella società civile. Senza il pilastro dei grandi valori, di cui ci parla la Caritas in Veritate, è difficile costruire la casa comune, ha concluso.
Le persone amano gli altri, sono felici quando fanno il bene degli altri e però, essendo imperfette, fanno il loro interesse: lo ha detto oggi pomeriggio allUniversità Lateranense di Roma leconomista Francesco Forte, relatore al colloquio internazionale sulla dottrina sociale della Chiesa. Leconomia sociale di mercato è una soluzione al problema dellegoismo e dellinteresse dei vari poteri contrapposti - ha detto Forte - anche se non possiamo ipotizzare un ‘governo poliarchico, in quanto sarebbe impossibile da organizzare e gestire su scala planetaria. Riguardo allodierna crisi finanziaria gli stati non sono intervenuti sulla base del principio di carità per salvare i debitori e lasciare loro le case da riscattare con mutui ridotti a lungo termine, ma per salvare le banche generatrici della crisi stessa. Lo sviluppo della crisi, che in Europa si manifesta con le difficoltà dei debiti pubblici e la caduta delle borse, esige soluzioni complesse a livello di politiche monetarie, fiscali ed economiche che tengano conto delle esigenze personali e morali indicate dallenciclica Caritas in Veritate.
E la prima volta che, in sede associativa, si propone un dibattito etico-politico su un tema di così grande rilevanza per la tenuta della nostra democrazia. A sottolinearlo è Lucio Romano, copresidente nazionale di Scienza & Vita, alla vigilia del Congresso nazionale dellassociazione, che si aprirà domani (ore 16, Centro Congressi Tv2000, Via Aurelia 796) con la lectio magistralis del card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, sul tema del Manifesto associativo, che dà il titolo al convegno: Scienza e cura della vita: educazione alla democrazia. Seguirà una tavola rotonda, moderata dal direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, a cui parteciperanno gli onorevoli Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani, Pier Ferdinando Casini e Roberto Maroni. La tavola rotonda - spiega Romano - vuole offrire un contributo per un supplemento di riflessione sulle questioni bioetiche, biogiuridiche e biopolitiche. Obiettivo del convegno è favorire un confronto di alto profilo sui temi del nostro Manifesto, in ragione della loro attualità nel dibattito pubblico. Il Manifesto di Scienza & Vita, elaborato nel marzo scorso dal Consiglio esecutivo nazionale con il contributo delle 104 associazioni locali, afferma e riconosce nel sociale la centralità di ogni essere umano e il rispetto della sua intrinseca dignità indipendentemente da qualsiasi giudizio sulle sue condizioni esistenziali.
Sui temi portanti del Sinodo - riconciliazione, giustizia, pace - il vescovo ricorda che la Chiesa annuncia il Vangelo della riconciliazione negli ambienti in cui, per la Divina Provvidenza, vive e svolge la propria attività, e con lesempio dei suoi membri la testimonia. In tale modo, contribuisce notevolmente alla riconciliazione degli uomini e delle donne di buona volontà dellintera società. L‘Africae munus - prosegue - indicherà le grandi linee dellattività delle Chiese particolari e della Chiesa a livello continentale nei prossimi anni. Esse riguarderanno soprattutto limpegno per la riconciliazione, la giustizia e la pace alla luce della Parola di Dio, in forza dei Sacramenti e seguendo le indicazioni del Magistero. LEsortazione evidenzia vari problemi e numerose sfide alla Chiesa in Africa. Tuttavia, mantiene sempre un approccio positivo, pieno di speranza per la Chiesa e per lAfrica.
NellEsortazione apostolica postsinodale, con il contributo particolare proprio del carisma petrino, Benedetto XVI presenta i risultati dei lavori sinodali, riproponendo il Vangelo della riconciliazione alla Chiesa in Africa, tenendo conto dellattuale situazione ecclesiale e sociale del continente. Così mons. Nikola Eterović, segretario generale del Sinodo dei vescovi, anticipa in unintervista al SIR (clicca qui) alcuni contenuti dellEsortazione apostolica postsinodale Africae munus, che Benedetto XVI consegnerà nel corso della visita apostolica in Benin (18-20 novembre). Il documento, nella prima parte, analizza - spiega mons. Eterović - le strutture portanti della missione ecclesiale in Africa in vista della riconciliazione, della giustizia e della pace. Nella seconda parte, poi, sono specificati i contributi che tutti i membri del Popolo di Dio devono offrire dando il proprio apporto alla riconciliazione in seno alla Chiesa e alla società, nel comune impegno per la giustizia e per la pace. In unAfrica segnata da vari problemi, la Chiesa indica la via verso Cristo che, in forza dello Spirito, assicura la sua unità nella diversità dei doni ricevuti per il bene comune. I pastori devono, poi, tradurre le indicazione dellEsortazione in linee operative nelle singole Chiese particolari. (segue)
La speranza - si legge ancora nel testo - gioca sul terreno fragile dei desideri. Li supera, e in qualche modo, li contesta. Per questo richiede una matura esperienza del limite, che può restituirci al coraggio della verità sulla nostra vita e riportarci così alla speranza. Per educare alla speranza, secondo Tonelli serve inoltre la ricostruzione di un senso maturo della storia: Noi - spiega - veniamo da una stagione che ha fatto del passato il punto di riferimento; ha affidato al presente solo la funzione di riscoperta del passato e di banco di prova su cui verificare e ‘meritare il futuro. Oggi, i giovani sono tutti concentrati sul presente. Il passato è ignorato e il futuro diventa solo qualcosa cui pensare poco per sopravvivere, superando il rischio dellincertezza e della paura. Nel nostro caso e nel loro, abbiamo perso il senso della storia, che è intreccio dinamico e progettuale di passato, presente e futuro. Servire la speranza in modo sapiente significa, invece, godere del presentismo che i giovani consegnano agli adulti, scoprendo il piccolo frammento di oggi che è sempre dono e responsabilità, ma nello stesso tempo restituire a chi ha solo il presente la ricchezza del passato, per poter spalancare verso un futuro che è sogno e maturazione. Così, solo assieme, ritroviamo il senso della storia.
Il primo servizio educativo alla speranza si realizza nel modo con cui ci impegniamo a guardare la realtà, la valutiamo e suggeriamo linee di intervento per la sua trasformazione. Ne è convinto don Riccardo Tonelli, docente emerito dellUniversità Pontificia Salesiana, il cui intervento è stato letto oggi durante la riunione del Tavolo interassociativo, convocato dallUfficio Cei per leducazione, la scuola e luniversità. La fede - spiega don Tonelli - è quellatteggiamento che permette di vedere anche quello che non si vede, fino al punto di valutare ed esprimere quello che si vede dalla parte di chi non si vede. In questa prospettiva, il compito di un educatore cattolico, in un tempo in cui il desiderio diventa il modo concreto di vivere nella speranza, è anzitutto quello di ricostruire le ali della trascendenza, bruciate dal consumismo. Il cristiano, in altre parole, quando tutti scivolano verso la disperazione, sa offrire una parola di speranza che permette di risalire la corrente. Quando serpeggia la convinzione di avere finalmente risolto tutti i problemi o, almeno, di possedere la chiave del futuro, riporta con i piedi per terra e ridimensiona i sogni troppo sicuri.
La Caritas diocesana di Amalfi-Cava de Tirreni e la Regione Campania inaugurano un percorso di informazione per volontari Aiutare chi aiuta destinato a tutti coloro che desiderano aiutare persone che non sono in grado di svolgere gli atti quotidiani a causa delletà, di una disabilità, di una malattia. Il percorso si struttura in cinque incontri che affronteranno tematiche come lapproccio al volontariato: motivazioni e aspettative, la relazione psicodinamica nel rapporto tra assistenti e familiari del diversamente abile, rapporto empatico, ascolto attivo, principi di educazione alimentare, nozioni di igiene personale e le competenze sulla movimentazione del disabile. Lintento della Caritas è di sensibilizzare un numero crescente di persone al volontariato, offrendo a ciascun partecipante la possibilità di donare gratuitamente qualche ora ma soprattutto sé stessi nei confronti di famiglie fragili, consentendo ai familiari di allontanarsi per dedicare del tempo a se stessi. Questa figura, sottolineano alla Caritas diocesana, ha una funzione di supporto fondamentale, svolge un ruolo di sostegno alle attività di vita quotidiana e garantisce la soddisfazione dei bisogni primari, come ligiene personale e lalimentazione. Il primo incontro è domani pomeriggio.
Nomi e numeri del volontariato nella valle del Sarno saranno presentati durante un convegno promosso dal periodico diocesano di Nocera Inferiore-Sarno, Insieme. Lappuntamento è per stasera, alle ore 18.30, presso la sala Agostino Pepe della curia vescovile di Nocera Inferiore. Durante liniziativa, che vedrà la presenza delle associazioni dellAgro e di alcuni esperti, sarà presentata una ricerca sul volontariato locale condotta dalla sociologa Anna Spinelli, per conto dellassociazione Progetto famiglia-vita. Lincontro-dibattito, a cui prenderanno parte don Silvio Longobardi, direttore editoriale di Insieme, e il vescovo diocesano, mons. Giuseppe Giudice, prende spunto dal Primo piano pubblicato sul numero di novembre del giornale diocesano. Il dossier, dal titolo La risorsa del Paese, illustra la ricerca della sociologa Spinelli, ma presenta anche le varie facce del volontariato dellAgro: da quello al servizio dei diversamente abili, alla cooperazione internazionale, allassistenza familiare. Il convegno è una delle tante iniziative volute nel mese di novembre per promuovere la buona stampa. Rappresenta, infatti, lapice degli appuntamenti della Giornata diocesana di Insieme, nata per dare un impulso decisivo allinformazione diocesana.
Riflettere sullalleanza educativa a servizio dei più piccoli e ridire insieme limpegno che lAzione cattolica da sempre pone per la famiglia, sia con riferimento alla centralità e allimportanza che la stessa assume nel cammino di crescita della singola persona, sia per il contributo che offre allintera società. È quanto propone il seminario Sotto lo stesso tetto. Il coraggio delle relazioni educative, promosso da sabato a Roma dallAc dei Ragazzi e dallarea Famiglia e vita dellAzione cattolica italiana (Domus Mariae - fino a domenica 19 novembre). Nel decennio che la Chiesa italiana dedica al tema delleducazione, lAc ribadisce il suo impegno a sostenere la crescita di quanti la comunità ci affida perché ciascuno possa vivere lincontro vivo e vero con il Signore che cambia la vita, sottolinea Teresa Borrelli, responsabile nazionale Acr, e aggiunge: Oggi è il tempo buono e propizio in cui testimoniare la fedeltà del servizio ai piccoli, che si concretizza nel dono del tempo, delle proprie forze, delle proprie competenze, di tutto quello che si è per il bene dellaltro. Tra i relatori Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia dello sviluppo (Università di Roma La Sapienza); Riccardo Grassi (Iard Milano); Domenico Simeone, presidente Conferenza italiana consultori di ispirazione cristiana; Franco Miano, presidente nazionale Ac.
Dieci anni dopo la sua adozione, la Convenzione di Budapest resta l‘unico trattato internazionale accettato a tutela della libertà, della sicurezza e dei diritti umani online. I risultati raggiunti e le sfide ancora aperte saranno discussi nella Conferenza annuale del Consiglio d‘Europa sul cybercrime, il 21 e il 22 novembre a Strasburgo, seguita il 23 novembre da una riunione speciale per celebrare il 10° anniversario della Convenzione. Stabilire regole efficaci per uno spazio che tutti utilizzano ma di cui nessuno è padrone è compito molto impegnativo, ma le norme sono necessarie per massimizzare la libertà e minimizzare i rischi legati alla navigazione nel cyberspazio, afferma il segretario generale CdE, Thorbjørn Jagland. Tra i temi su cui si confronteranno a Strasburgo esperti provenienti di tutto il mondo, in rappresentanza di governi, polizia e industria di Internet: misure efficaci contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali commessi nei confronti dei minori; strategie in materia di criminalità informatica: elementi chiave e buone prassi; unità specializzate nella lotta alla criminalità ad alta tecnologia; rafforzamento delle capacità: risultati dei progetti di cooperazione tecnica. Tra i relatori Robert McLelland, procuratore generale australiano; Howard Schmidt, coordinatore sicurezza informatica US White House, James Brokenshire, ministro britannico dell‘Interno per la criminalità e la sicurezza.
Un ponte di solidarietà unisce Rho allAfrica, attraverso la musica. Si tiene sabato 19 novembre alle ore 20.45, nel santuario della Madonna Addolorata dei Padri Oblati a Rho, la terza edizione di Children for Africa, il concerto di musica spiritual e gospel a favore di Medici con lAfrica Cuamm. Il ricavato della serata di beneficenza andrà a sostenere il progetto di accesso gratuito al parto sicuro e cura del neonato avviato di recente dal Cuamm in quattro ospedali africani (in Angola, Etiopia, Tanzania e Uganda). Gli Old Spirit Gospel Singers e il coro Musiré si alterneranno nellesecuzione di 12 brani del loro ampio e coinvolgente repertorio, per scaldare il cuore del pubblico e avvicinarlo allAfrica. Il coro Old Spirit Gospel Singers nasce a Pregnana Milanese nel settembre del 2000. Questi coristi cantano il gospel alla vecchia maniera, cioè senza accompagnamento musicale, come facevano gli schiavi neri dAmerica. Il Coro Musirè nasce nel 1993 nellambito delle attività didattiche della scuola di musica Centro studi Musirè di Cassina de Pecchi, dalliniziativa del suo primo direttore Vittorio Lucarelli e del direttore didattico Marilina Scicolone. Propone brani di carattere sacro (gospel e spiritual) e di musica etnica (dai nativi indiani dAmerica, alla tradizione africana e sud americana).
La solidarietà non è una parola vuota in Europa. Laccordo odierno dà un contenuto concreto al sostegno che possiamo fornire al Veneto, colpito da gravi inondazioni lo scorso anno. Ciò aiuterà lItalia a migliorare le condizioni di vita della popolazione colpita da questo tremendo evento naturale. Johannes Hahn, commissario Ue responsabile del Fondo di solidarietà, spiega le motivazioni che hanno portato lEsecutivo a destinare 16,9 milioni di euro alle aree colpire, tra la fine di ottobre e i primi di novembre 2010, da piogge torrenziali. Ad agosto 2011 le autorità italiane hanno completato la domanda per ottenere aiuti comunitari. Il fenomeno meteorologico di un anno fa ha provocato la rottura degli argini dei fiumi e linondazione di una vasta zona, causando danni alla rete stradale, alle infrastrutture, allagricoltura, alle imprese e alle zone residenziali. I danni totali stimati si aggirano attorno ai 675 milioni di euro. La richiesta del governo sottolineava in particolare il danno alle proprietà private, alle infrastrutture vitali (come lautostrada A4), alle imprese, allagricoltura e al patrimonio culturale, concentrato nel bacino del fiume Bacchiglione. Il Fondo di solidarietà Ue è stato istituito in seguito alle inondazioni che hanno colpito lEuropa centrale nel 2002. Esso - chiarisce una nota della Commissione - concede aiuti di emergenza agli Stati membri e ai paesi in via di adesione. La dotazione annuale ammonta a 1 miliardo di euro.
LIstituto di diritto europeo aiuterà a costruire una cultura giuridica a livello comunitario. Vivian Reding, vice presidente della Commissione e responsabile per la giustizia, commenta lavvio dei lavori dellIstituto che ha sede a Vienna. La prima riunione tematica è stata dedicata alla possibilità di realizzare un diritto comune dei 27 sulla vendita. LIstituto, fondato nel giugno scorso, intende migliorare la coerenza giuridica in Europa, fornendo consulenza pratica ai responsabili politici e alle autorità, e contribuire allevoluzione del diritto dellUnione. Si tratta di una organizzazione indipendente senza fine di lucro e dovrebbe fornire, nelle intenzioni dellUe, un contributo importante per conseguire lobiettivo generale di costruire uno spazio europeo di diritto e giustizia. Reding aggiunge: Una maggiore coerenza tra i diversi sistemi giuridici contribuirà a rafforzare la fiducia reciproca, la fiducia dei nostri cittadini nel sistema giuridico dellUnione e la fiducia nello stato di diritto Ue, che è il cemento che tiene insieme lUnione. Ciò renderà tangibile lo spazio europeo di giustizia, permettendo ai cittadini di esercitare i loro diritti e di mettere a frutto le opportunità del mercato unico. LIstituto si impegnerà in progetti che avranno ripercussioni concrete sulla vita dei cittadini e degli operatori del diritto.
In attesa del nuovo patriarca, Venezia rinnova il voto alla Madonna della Salute. Con il patriarcato tuttora sede vacante e in attesa della nomina del successore del card. Angelo Scola, sarà lamministratore apostolico mons. Beniamino Pizziol a presiedere la messa solenne di lunedì 21 novembre nella Basilica della Salute a Venezia (ore 10). A guidare invece il pellegrinaggio diocesano dei giovani, la sera di domenica 20 novembre da S. Marco alla Salute, interverrà mons. Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia-Pordenone e delegato triveneto alla Pastorale giovanile. "Svolta obbligata… tornarono in cerca di Lui è il motto del pellegrinaggio. Svolta obbligata, spiega il coordinatore della Pastorale giovanile don Renato Mazzuia, non è tanto un essere costretti a fare qualcosa ma la consapevolezza che servono delle svolte nella nostra vita; e che queste svolte devono riportare a Cristo. I giovani spesso non hanno resistenze nei confronti della fede; ma a volte quello che manca è il protagonista, Gesù. La festa della Salute - da sempre molto sentita ed accompagnata da una foltissima partecipazione popolare - risale a quasi quattro secoli fa, nel 1630, quando la Serenissima fece voto di erigere una nuova chiesa - intitolata a S. Maria della Salute e affidata per la costruzione al Longhena - a conclusione della terribile pestilenza che minacciava di distruggere la città.
Un invito a riscoprire il senso e il valore dellaccoglienza di fronte al fenomeno immigrazione. È quello lanciato ieri pomeriggio da mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni Narni Amelia, intervenuto al convegno promosso dalla Caritas diocesana "Dall‘emergenza all‘accoglienza". Limmigrazione è una delle grandi questioni nazionali. Ed è una tema che infiamma - ha osservato il presule-. Ma è necessario affrontarlo con uno sguardo sereno e un largo accordo. Dobbiamo riscoprire il senso e il valore dellaccoglienza. Per mons. Paglia occorre promuovere uno sguardo positivo e costruttivo su questo fenomeno storico che segna la vita del paese. Cè bisogno di politica, aggiunge, e specifica: Ci vuole una politica internazionale nel Sud del mondo. Il rafforzamento della cooperazione, intesa in modo da suscitare una rinnovata iniziativa delle società del Sud del mondo, è un fatto prioritario se si vuole governare limmigrazione. Di qui lesortazione: Dobbiamo imparare la civiltà del convivere! Convivere vuol dire avere una casa che si allarga, non tante casette poste una accanto allaltra. E limmigrazione ci ricorda che i popoli del mondo globalizzato hanno un destino che ci lega in modo molto più intimo che mezzo secolo fa. Lintegrazione, comunque, non è un fatto scontato o naturale. E una impresa plurima che richiede limpegno di tutti. Ovviamente a partire da una sapiente politica.
È importante oggi che un governo tecnico attento agli effetti delle liberalizzazioni sui mercati possa porre al centro della sua azione il cittadino, specie le fasce più deboli: è sul bene comune che si fonda larchitrave del mercato dei beni e dei servizi. Con queste parole Alberto Gambino, professore ordinario di diritto privato e direttore del dipartimento di Scienze Umane allUniversità Europea di Roma, ha aperto oggi la tavola rotonda sulle pratiche commerciali scorrette che ha visto il confronto tra mondo accademico ed operatori e commissari dellAntitrust italiana, nella stessa università. La tavola rotonda ha affrontato lo stato dellarte della tutela degli utenti-consumatori e gli strumenti e le procedure per lattuazione dei loro diritti. Si tratta - secondo Gambino - di strumenti giuridici strategici che la legge italiana ed europea impongono di gestire nellinteresse del risparmiatore ed utente debole, con la massima apertura alla concorrenza, e non a protezione di posizioni monopolistiche retaggio di interessi economici particolari.
Accende lumen sensibus è il pomeriggio di studio in programma il 29 novembre a Padova (Istituto teologico SantAntonio Dottore - via San Massimo 25, ore 15). Proposto dal biennio di specializzazione in Teologia spirituale della Facoltà teologica del Triveneto in collaborazione con lIstituto teologico SantAntonio Dottore e rivolto a studenti e operatori pastorali, ma aperto a tutta la cittadinanza, lincontro verrà aperto da Luciano Bertazzo, vicedirettore dello stesso biennio. Interverranno quindi Paolo Tomatis, docente di liturgia e sacramentaria alla Facoltà teologica dellItalia settentrionale, e Giorgio Bonaccorso, docente allIstituto di Liturgia pastorale di Santa Giustina a Padova e alla Facoltà teologica del Triveneto. Il tema dei sensi spirituali - spiegano i promotori - costituisce un ambito di ricerca su cui la teologia è tornata a riflettere, ponendosi in continuità con una intensa tradizione spirituale che affonda le sue radici nellesperienza dei Padri del deserto. Sensi spirituali, ma a partire dallessere corpo quale luogo teologico in cui corpo e spirito si «co-fondono» in una reciprocità esperienziale. La giornata culturale rientra nellambito del seminario-laboratorio del biennio di specializzazione in Teologia spirituale, in corso nel presente anno accademico, dal titolo: La ‘via pulchritudinis come via dellesperienza cristiana.
Gli eroi indistinti è il nome del progetto sostenuto dallIstituto nazionale per la Memoria e dalla Confederazione dei prigionieri politici della Slovacchia, al fine di tenere viva la memoria delle vittime del regime comunista prima del 1989, specialmente tra i giovani. Gli studenti delle scuole superiori di tutto il Paese hanno cercato informazioni sui destini e sulle testimonianze delle persone che hanno sofferto e sono state perseguitate a causa dei loro atteggiamenti, delle loro opinioni o delle loro credenze religiose. I risultati di tali ricerche verranno presentati alla conferenza che si conclude domani a Bratislava sotto legida del primo ministro della Repubblica di Slovacchia, Iveta Radicova. Sono 149 i giovani che hanno tracciato 59 storie di studenti perseguitati, del vescovo della Chiesa greco-cattolica, di contadini, artisti, uomini trascinati via nei gulag e altri ancora. La lotta di tutte queste persone per la libertà ha svolto un ruolo significativo nel portarci fuori dalla prigione del regime totalitario, ha affermato Frantisek Neupauer dellIstituto per la Memoria. Sarà presente alla conferenza anche il prigioniero di coscienza della Bielorussia Vital Rymasheuski, candidato dellopposizione alle elezioni presidenziali 2010, che fu imprigionato per la partecipazione ad una dimostrazione pacifica contro i risultati elettorali.
Per il servizio svolto a favore del mantenimento della pace in occasione delle tornate elettorali in Benin, la radio cattolica Radio Immaculée Concepition riceverà, il prossimo 3 dicembre, il Premio Oscar del Benin 2011 come miglior media. La radio, fondata nel 1998 dal frate francescano dellImmacolata p. Alfonso Maria Bruno, è partner privilegiato del comitato organizzatore della visita di Benedetto XVI in Benin (18-20 novembre) garantendo la copertura totale degli eventi. Lo scopo dellemittente, la cui sede è al Centro Mariano dAllada (Sud Benin), è linformazione e la formazione alla luce dei valori eterni ed universali del Vangelo affinché, nel rispetto delle culture, la società e il popolo beninese in particolare, si sviluppi e costruisca la civiltà dellamore, spiega p. Bruno. Il palinsesto contempla sette temi: formazione cristiana, preghiera, cultura, attualità, informazione, sviluppo e musica. Le numerose chiamate telefoniche e le numerose lettere e corrieri elettronici (e-mail) che giungono alla redazione - precisa il religioso - testimoniano la partecipazione attiva ed entusiasta di un grande pubblico, non solo cattolico. Accanto alla Radio è nata anche la Famiglia degli Ascoltatori di Radio Immaculée Conception, perché la Radio oltre ad essere unemittente radiofonica rappresenta un fenomeno di aggregazione sociale.
Come interpretare il ruolo del diritto internazionale in un mondo ‘globale e nel quale si percepiscono cambiamenti repentini di fronte ai quali la regolazione (principi e norme) non è altrettanto rapida, fino ad essere spesso impossibile?: se lo è chiesto Vincenzo Buonomo, docente di diritto internazionale alla Pontificia Università Lateranense, nella relazione proposta al colloquio internazionale sulla dottrina sociale della Chiesa aperto oggi. Buonomo ha risposto facendo riferimento ai numerosi attori internazionali presenti (enti e realtà sovranazionali) e affermando che le prospettive sono da ricercarsi in quellattuazione di una Comunità internazionale dove lordine sociale risulta conforme non ad un astratto quadro morale, ma a quella coscienza che è comune allumanità e che traduce i principi della legge naturale ponendoli a fondamento del diritto delle genti. La Caritas in veritate - ha aggiunto - indica quel raccordo tra sfera morale e sociale, tra politica e sfera economica e civile che è già prospettato nello Statuto delle Nazioni Unite. In particolare riguardo alla crisi economica ha detto che la Caritas in Veritate offre il parametro di un ‘governo delleconomia mondiale che punti al risanamento delle economie colpite dalla crisi e dei conseguenti maggiori squilibri.
A parere dei vescovi queste sfide richiedono passaggi essenziali che se intrapresi possono rappresentare delle promesse di speranza per tutta la Regione. I vescovi delineano nel comunicato finale quattro passaggi che ritengono determinanti. Il primo è il passaggio dalla paura di manifestare la propria religione alla affermazione tranquilla delle proprie convinzioni di fede nel rispetto delle opinioni altrui e allinterno di un dibattito senza più tabù sullimportanza della promozione di tutte le libertà, compresa la libertà di coscienza. Altra sfida cruciale per tutto il Nord Africa è il passaggio da una vita sociale abitata dalla paura e dal rischio della libertà allimpegno affinchè tutta la nazione possa vivere nella democrazia e nel rispetto della dignità della persona. Altro punto sottolineato è la presa di parola e responsabilità delle donne che chiedono di essere più rispettate nella loro dignità e nei loro diritti. Infine, i vescovi danno voce al grido dei giovani che esigono per sé formazione di buon livello e finalizzata ad una reale avvenire professionale. Le comunità cristiane vogliono dare il loro contributo per la promozione dei valori nei quali essi si riconoscono pienamente. Sentono la responsabilità di incoraggiare quella volontà di libertà, cittadinanza e apertura che si è espressa chiaramente nella primavera araba: cercano di farlo accompagnando nel discernimento e dando testimonianza della loro speranza anche in mezzo alle reali difficoltà che incontrano.
Sfide e promesse della primavera araba al centro dellincontro che la Conferenza dei vescovi della Regione del Nord Africa (Cerna) ha svolto a Tunisi dal 13 al 16 novembre. Vi hanno partecipato i vescovi, i vicari e gli amministratori apostolici della regione. Dalla Libia, alla Algeria alla Tunisia. Era presente anche mons. Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo (Italia) che come rappresentante di una terra europea vicina al Maghreb ospiterà il prossimo anno la riunione (17-22 novembre 2012). I vescovi - si legge in un comunicato diffuso ieri - hanno potuto scambiare lungamente le esperienze vissute in questo periodo di profondi cambiamenti nei loro differenti paesi. I vicari apostolici di Libia hanno parlato della rivoluzione libica e di come è stata vissuta dalla comunità cristiana ed hanno testimoniato la gioia della popolazione di sentirsi libera e lurgenza ora di riconciliazione nazionale. Della Tunisia, si è parlato dello svolgimento delle ultime elezioni che ha manifestato la sete di una cittadinanza responsabile da parte degli abitanti della regione. In linea generale i vescovi hanno sottolineato dappertutto nel Maghreb la libertà di parola e la volontà di strutturare la vita sociale e politica in un rispetto crescente per le opinioni diverse. Ed aggiungono: sono tre le sfide essenziali che emergono in questi paesi: sfida religiosa, politica e socio-economica. (segue)
Secondo il metodo Adler le vittime di abusi, dopo un percorso individuale di due anni, vengono inserite in un gruppo di psicoterapia. Di Summa è contraria ai gruppi di auto-aiuto formati da persone con vissuti simili perché rafforzano troppo la patologia. La psicoterapeuta evidenzia però anche il fenomeno di tanti uomini maltrattati da donne, soprattutto a livello psicologico e di donne che maltrattano altre donne. E inoltre necessario lavorare anche sugli autori degli abusi, i cosiddetti maltrattanti, perché, come diceva Adler, anche nel peggior delinquente cè qualcosa di buono, per cui bisogna mettere in luce e recuperare la parte sana della persona. Gli uomini che picchiano le donne, ad esempio, sono spinti da un desiderio di potenza che non si interseca con lattenzione verso laltro, ma si trasforma in desiderio di dominio. Sono problematiche difficili che necessitano di un lungo lavoro - conclude Di Summa -. Abbiamo avuto alcuni successi, e continuiamo a credere che uscire dalla violenza è possibile.
(Avigliana-Torino, dallinviata SIR) - Nessun trauma può essere totalmente cancellato ma elaborato sì. Le vittime di violenze, con un buon trattamento psicoterapeutico, possono acquisire strumenti nuovi per aprirsi nuovamente alla vita. Ne è convinta Francesca Di Summa, direttore della Scuola Adleriana di psicoterapia (sede di Torino), sulla base della sua lunga esperienza di consulente presso i tribunali civili ed ecclesiastici di Torino con persone che hanno subìto abusi. E possibile aiutare le donne vittime a ricostruire lautostima, minata da una dipendenza affettiva, spiega al SIR, a margine della sua relazione di oggi al seminario Rel-azioni violente. La violenza e i suoi linguaggi, promosso dal Gruppo Abele ad Avigliana (Torino) fino a domani. Alla base del lavoro terapeutico, precisa, ci sono alcuni punti-base, come il riconoscimento, nelle relazioni di abuso, dellintermittenza di momenti di estrema violenza e momenti di dolcezza. Le vittime tendono a concentrarsi solo sugli aspetti positivi e a rimuovere invece gli aspetti della violenza. Inoltre, molte vittime hanno subito nellinfanzia dei traumi che hanno azzerato le loro potenzialità di resilienza, che permettono alle persone di resistere agli urti e alle avversità della vita. La terapia cerca di rintracciare queste potenzialità. (segue)
Le istituzioni internazionali devono essere guidate da gente virtuosa. Gli ideali morali e pratici della dottrina sociale della Chiesa si realizzeranno soltanto quando cambierà lindole: lo ha detto oggi a Roma, al colloquio internazionale presso la Pontificia Università Lateranense, George Garvey, docente alla Catholic University of America, di Washington. Il relatore si è occupato dei concetti di sussidiarietà e poliarchia nelle organizzazioni per lo sviluppo economico. Descrivendo lo stato di crisi attuale e le frequenti situazioni di tensione sociale, ha affermato: il messaggio deprimente è che le istituzioni umane non riusciranno mai a soddisfare completamente le esigenze umane, e non perché le risorse non esistano. E soprattutto la mancanza del senso radicale della solidarietà insegnato dalla Chiesa. Ad avviso del politologo, linteresse personale, una conoscenza imperfetta e il peccato renderanno sempre lUtopia irrangiungibile. Ha poi notato che aumenta il differenziale fra i ricchi e i poveri anche allinterno delle cosiddette nazioni sviluppate; che la disoccupazione molto alta è destinata a rimanere tale e che il debito pubblico e privato sta diventando ingestibile così come stanno franando le reti di sicurezza sociale. La Chiesa - ha concluso - deve rimanere nostra madre e maestra in questi tempi problematici e così dinamici.
Di fronte alla crisi finanziaria attuale si pone il problema del significato dello sviluppo autentico, e di come perseguirlo. Una risposta al problema dello sviluppo orientato al bene comune e alla promozione della persona lo troviamo, in linea con la Centesimus annus, nella combinazione di sussidiarietà e di solidarietà, i due principi costanti della dottrina sociale cattolica: così si è espresso questa mattina, allapertura dei lavori del colloquio internazionale sulla dottrina sociale della Chiesa, il rettore della Pontificia Università Lateranense di Roma, il vescovo mons. Enrico Dal Covolo. Riflettendo sul ruolo delle istituzioni alla luce dei principi di sussidiarietà, di poliarchia e di solidarietà, mons. Dal Covolo ha affermato che il principio di sussidiarietà - come afferma lenciclica Caritas in veritate - va mantenuto strettamente connesso con il principio di solidarietà e viceversa, perché se la sussidiarietà senza la solidarietà scade nel particolarismo sociale, è altrettanto vero che la solidarietà senza la sussidiarietà scade nell‘assistenzialismo, che umilia il portatore di bisogno (52). Al termine del suo intervento il rettore ha poi dato lannuncio della imminente istituzione di una commissione accademica di studio interdisciplinare per lAfrica, sui temi del pensiero, della cultura e dei diritti.
Approfondendo il concetto di globalizzazione e le difficoltà a conciliare le diverse posizioni in gioco, Flavio Felice ha attirato lattenzione sulla parola poliarchia contenuta nella Caritas in Veritate: tra le definizioni di governance, offertaci dalla ‘Commissione sulla Governance Globale, istituita nel 1995 dalle Nazioni Unite, la quale definisce la governance come ‘La modalità in cui individui e istituzioni, pubbliche e private, affrontano le questioni di interesse collettivo. La governance - ha proseguito - è poliarchica in quanto rappresenta un processo attraverso il quale interessi diversi e in conflitto possono esser conciliati (kathechein-moderamen-governance), dando vita ad istituzioni pubbliche e private basate sulla cooperazione tra differenti soggetti coinvolti. Felice ha quindi richiamato un passo della Caritas in veritate: La globalizzazione ha certo bisogno di autorità, in quanto pone il problema di un bene comune globale da perseguire; tale autorità, però, dovrà essere organizzata in modo sussidiario e poliarchico, sia per non ledere la libertà sia per risultare concretamente efficace.
Sono passati tre anni da quei giorni convulsi e la massima ‘Too big to fail oggi mostra tutta la sua inadeguatezza di fronte allo tsunami che sta investendo quanto di più grande, dal punto di vista istituzionale, la politica sia in grado di offrire: il bilancio, il patrimonio e liniziativa economica dello ‘Stato. Lo ha detto stamane, in apertura del colloquio alla Pontificia università lateranense su istituzioni, solidarietà e sussidiarietà, Flavio Felice, direttore dellarea di ricerca Caritas in Veritate della Lateranense. Dopo aver ricordato che lincontro appena inaugurato rappresenta il primo colloquio internazionale di Dottrina sociale della Chiesa, dedicato ad una riflessione sul ruolo delle istituzioni nazionali e sovranazionali, alla luce dei principi solidarietà, di sussidiarietà e di poliarchia, Felice si è chiesto: cosa cè di più grande dello ‘Stato? Oggi che abbiamo sorprendentemente realizzato che anche lo ‘Stato, per quanto grande, può fallire, che cosa ci dovremmo inventare? Lo ‘Stato mondiale? Forse il Leviathan globale? Un Leviathan i cui rappresentanti, non eletti, - ha proseguito - non risponderebbero a nessuno (irresponsabili) se non a chi li ha nominati, magari in ragione delle quote di partecipazione ad un fantomatico fondo finanziario globale.
Partirà oggi a Napoli il primo corso di formazione sui temi dellimmigrazione rivolto ai giornalisti e ai collaboratori dei mass media locali. Si chiama Differenti alfabeti e lo promuove la cooperativa sociale Dedalus, da oltre ventanni impegnata in servizi a sostegno dei migranti e di contrasto alla tratta di esseri umani. Liniziativa mira a creare ponti tra il mondo dellinformazione e quello sociale, offrendo la possibilità ai partecipanti di conoscere a fondo tutti i temi legati al fenomeno dellimmigrazione, dalle leggi sulla materia al lavoro quotidiano degli operatori e dei mediatori culturali, con focus su linguaggi, marginalità, convivenze e conflitti in contesti di difficoltà urbana, migrazione irregolare. In una seconda fase, il percorso formativo offrirà anche la possibilità ai partecipanti di acquisire specifiche competenze tecniche di comunicazione multimediale applicata ai temi sociali. Il corso è gratuito ed è autorizzato dal ministero dellInterno (Dipartimento per le libertà civili e limmigrazione - Direzione centrale per le politiche dellimmigrazione e dellasilo). Lo finanzia il Fondo europeo per lintegrazione di cittadini di Paesi terzi dellUnione europea. Per partecipare è necessario iscriversi entro il 31 ottobre. Info: www.coopdedalus.it.
Sono scioccato e atterrito: così mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), in un comunicato diffuso ieri su una serie di omicidi a sfondo razzista perpetrati in Germania da un gruppo terroristico neonazista negli ultimi dieci anni. La recente scoperta di alcuni Dvd, in cui il gruppo rivendica nove omicidi di cittadini turchi e greci, ha fatto scandalo nel Paese poiché i responsabili erano noti ai servizi segreti fin dal 1997. Questi delitti sono espressione di puro disprezzo degli esseri umani, manifestato contro tutto ciò che rappresenta la nostra convivenza, ha affermato mons. Zollitsch, assicurando agli immigrati la vicinanza della Chiesa cattolica. Larcivescovo ha inoltre sottolineato la necessità di interrogarsi pubblicamente e nel mondo politico su eventuali negligenze e su come migliorare in futuro la tutela da tali delitti e di non trascurare lopera di sensibilizzazione particolarmente dei giovani. Mons. Zollitsch ha infine esortato tutti a fare maggior attenzione, poiché lindifferenza e lignoranza possono diventare alleati della disumanità.
I tempi che viviamo ci insegnano che non cè futuro se non ci confrontiamo e rapportiamo con laltro e con la sua vita. Non cè futuro senza laltro. La scommessa che abbiamo davanti è quindi quella di entrare in relazione con le altre culture e con il diverso da noi. Lo ha detto ieri sera Elisa Manna, responsabile delle politiche culturali del Censis e vicepresidente del Comitato media e minori, intervenendo al laboratorio online Animatori cultura e comunicazione del Copercom (Coordinamento delle associazione per la comunicazione - www.copercom.it) sul tema Coscienza ed educazione. Dove va il pensiero nella mediasfera?. Il confronto con culture diverse - ha continuato Manna - può esserci utile per smussare quegli aspetti che non sono positivi per le altre culture e a capire quali sono le cose essenziali e veramente importanti per noi. Concludendo lincontro Paolo Bustaffa, vicepresidente del Copercom, ha ricordato che anche nella complessità della mediasfera il pensiero, la cultura e una retta coscienza aiutano a essere persone libere, responsabili e di conseguenza persone felici.
(Strasburgo) - Preservare il carattere aperto e neutrale di internet e garantire che i provider di servizi internet non riducano laccesso ai contenuti, applicazioni o servizi ai cittadini. Sono due punti chiave della risoluzione che giunge oggi al voto della plenaria dellEuroparlamento intesa a creare uno spazio web libero e sicuro. Il testo, presentato dalleurodeputato tedesco Herbert Reul ha già ottenuto il voto unanime della commissione industria del Parlamento Ue. La risoluzione chiede che le disposizioni della normativa comunitaria sulle telecomunicazioni relative alla neutralità della rete siano applicate e fatte rispettare correttamente. Lemiciclo si occupa nella seduta odierna anche di alcuni casi di violazione di diritti umani e di politica marittima e pesca: si tratta, fra laltro, di uno stanziamento di 40 milioni di euro per preservare le risorse dei mari europei. Laula ha invece ieri approvato una normativa sul marchio del patrimonio europeo che potrà essere assegnato, dal 2013, ai luoghi simbolo della storia e dellintegrazione europea. In particolare si riserverà attenzione ai siti transnazionali, visto il loro speciale simbolismo per la storia comune. LEuroparlamento ha dato quindi il via libera al testo di riforma della legislazione Ue sulla liberalizzazione dei servizi ferroviari, con lintento di recuperare i ritardi (infrastrutture, servizi, costi) del sistema-treni rispetto ad altri mezzi di trasporto.
Si è svolto nei giorno scorsi lincontro annuale dei rappresentanti dei Consigli permanenti delle Conferenze episcopali di Slovacchia e Ungheria, sotto la guida del presidente della Chiesa ungherese, card. Péter Erdo. La delegazione slovacca è stata guidata da Stanislav Zvolenský, arcivescovo di Bratislava. Le due delegazioni si sono scambiate le esperienze negli ambiti della nuova evangelizzazione, nella pastorale delle minoranze (in particolare quella Rom) ma anche nellambito delle attività sociali e caritative. I partecipanti allincontro hanno discusso anche di questioni liturgiche, della situazione della Chiesa cattolica nella società e del suo status giuridico in Ungheria e Repubblica Slovacca. Lultimo incontro dei Consigli permanenti delle Conferenze episcopali dei due Paesi si era tenuto a Bratislava nellaprile 2010. Momento decisivo nello sviluppo delle buone relazioni reciproche è stata la celebrazione della messa a Esztergom nel 2006. Altro punto positivo nella cooperazione sono gli incontri di preghiera dei credenti delle due nazioni, che si tengono ogni anno nel santuario ungherese di Mátraverebély-Szentkút. Mons. Robert Bezák, arcivescovo di Trnava (Slovacchia), ha presieduto la messa in questo santuario il 25 giugno di questanno.