Siete venuti ad augurarmi la buona notte e di cuore vi ringrazio; ma adesso dovete lascarmi andare a dormire, altrimenti la notte non sarebbe buona, e ci aspetta il giorno di domani. Così Benedetto XVI si è rivolto ai giovani che si erano radunati sotto la nunziatura apostolica, dove è alloggiato, per dedicargli una serenata al termine della prima giornata del suo viaggio apostolico in Portogallo. Salutando i giovani il Pontefice ha detto di aver apprezzato la loro viva e numerosa partecipazione allEucaristia sul Terreiro do Paço, dando prova della loro fede e della loro volontà di costruire il futuro sul Vangelo di Gesù Cristo. Grazie per la gioiosa testimonianza che offrite a Cristo, leternamente giovane, e per la premura manifestata al suo povero Vicario in terra con questo incontro serale. Benedetto XVI ha poi affermato di provare grande gioia nel potermi unire alla moltitudine dei pellegrini di Fatima in occasione del X anniversario della Beatificazione di Francesco e di Giacinta. Essi, con laiuto della Madonna, hanno imparato a vedere la luce di Dio nellintimo dei loro cuori e ad adorarla nella loro vita. Il Papa si era già rivolto ai giovani nella messa del pomeriggio invitandoli a cercare Gesù, a crescere nellamicizia con lui e a riceverlo nella comunione. Testimoniate a tutti la gioia per questa sua presenza forte e soave cominciando dai vostri coetanei.
Al termine della messa nel Terreiro do Paço di Lisboa, Benedetto XVI ha ricordato il monumento a Cristo Re, quasi nella chiusura delle celebrazioni per i suoi 50 anni. Eretto alle porte di Lisbona, il Cristo Re nasce come un progetto nazionale con il voto formulato dai vescovi portoghesi che a Fatima, il 20 aprile 1940, si impegnarono a costruire una grande opera dedicata al Sacro Cuore di Gesù se il Portogallo non fosse entrato in guerra. Il voto fu esaudito. Vorrei additare alle nuove generazioni - ha detto il Papa - gli esempi di speranza in Dio e lealtà al voto fatto, che in esso ci hanno lasciato scolpiti i Vescovi e i fedeli cristiani di allora, in segno di amore e riconoscenza per la preservazione della pace in Portogallo. Di là limmagine di Cristo stende le braccia allintero Portogallo, quasi a ricordargli la Croce dove Gesù ha ottenuto la pace delluniverso e si è manifestato Re e servo, perché è il vero Salvatore dellumanità. Nella sua funzione di santuario - ha concluso - diventi sempre più un luogo in cui ogni fedele possa verificare come i criteri del Regno di Cristo siano impressi nella sua vita di consacrazione battesimale, per promuovere ledificazione dellamore, della giustizia e della pace con interventi nella società a favore dei poveri e degli oppressi.
Tuttavia, ha avvertito, spesso ci preoccupiamo affannosamente delle conseguenze sociali, culturali e politiche della fede, dando per scontato che questa fede ci sia, ciò che purtroppo è sempre meno realista. Si è messa una fiducia forse eccessiva nelle strutture e nei programmi ecclesiali, nella distribuzione di poteri e funzioni; ma cosa accadrà se il sale diventa insipido?. Perché ciò non accada, bisogna annunziare di nuovo con vigore e gioia levento della morte e risurrezione di Cristo. La risurrezione di Cristo ci assicura che nessuna potenza avversa potrà mai distruggere la Chiesa. Cè dunque un vasto sforzo capillare da compiere affinché ogni cristiano si trasformi in un testimone in grado di rendere conto a tutti e sempre della speranza che lo anima. Il Papa ha ricordato il glorioso posto che il Portogallo si è guadagnato in mezzo alle nazioni per il servizio offerto alla diffusione della fede: nelle cinque parti del mondo ci sono Chiese locali che hanno avuto origine dallazione missionaria portoghese. Così come in passato oggi, partecipando alledificazione della Comunità europea, portate il contributo della vostra identità culturale e religiosa.
Nonostante non le manchino figli riottosi e persino ribelli, è nei Santi che la Chiesa riconosce i propri tratti caratteristici e, proprio in loro, assapora la sua gioia più profonda. Li accomuna tutti la volontà di incarnare il Vangelo nella propria esistenza. Lesempio dei santi portoghesi, Verissimo, Massima e Giulia, San Vincenzo, SantAntonio, San Giovanni di Brito o San Nuno di Santa Maria, è stato additato da Benedetto XVI alla chiesa lusitana per ricordarle che chi crede in Gesù non resterà deluso: è Parola di Dio, che non si inganna né può ingannarci. Nel corso della messa nel Terreiro do Paco di Lisboa, al termine della sua prima giornata di visita in Portogallo, il Pontefice ha affermato che fissando lo sguardo sui propri Santi, questa Chiesa locale ha giustamente concluso che oggi la priorità pastorale è quella di fare di ogni donna e uomo cristiani una presenza raggiante della prospettiva evangelica in mezzo al mondo, nella famiglia, nella cultura, nelleconomia, nella politica. (segue)
Larcivescovo Buti Tihagale, presidente della Conferenza episcopale sudafricana, ha chiesto al governo di investire risorse per sradicare ogni forma di corruzione e schiavitù nellambito della tratta di donne e minori a scopo di sfruttamento sessuale. In occasione dei Mondiali di calcio che si svolgeranno nel mese di giugno è infatti previsto larrivo di oltre 40.000 sex workers. Da circa 2 anni i vescovi del Sudafrica stanno lavorando per proteggere le vittime dello sfruttamento e sensibilizzare contro il fenomeno della tratta la popolazione e i turisti che arriveranno per i mondiali. Larcivescovo Tihagale, in una omelia pronunciata domenica scorsa, ha accusato i vertici del governo di ipocrisia per latteggiamento di chiudere un occhio davanti a certe forme di violenza istituzionalizzata, simile alla complicità. Ha invitato perciò i cristiani e lopinione pubblica in generale a lottare con forza contro questa pericolosa e degradante forma di schiavitù moderna.
Dal 23 aprile 2010 ad oggi sono stati aperti 270 nuovi dossier presso la Commissione preposta dalla Conferenza episcopale belga per il trattamento dei casi di abuso sessuale. Lo annuncia oggi una nota firmata da Peter Adriaenssens, presidente della Commissione. Dodici casi provengono dal Belgio francofono. Il 90% delle vittime sono maschi. La Commissione - precisa Adriaenssens - ha rafforzato la sua equipe per dare una risposta più adeguata alle necessità. Molte lettere e e-mail ancora devono ricevere una risposta, visto il numero di lamentele esposte. Riguardo ai colpevoli, prosegue, apprezziamo la collaborazione in seguito allappello di mons. Andre-Joseph Leonard, arcivescovo di Bruxelle-Malines e presidente della Conferenza episcopale belga, il quale aveva chiesto alle vittime di abuso sessuale di farsi conoscere presso la Commissione e alla giustizia. La Commissione sollecita anche lattenzione dei media riguardo al rispetto della vita privata delle vittime: Numerosi casi riportati dalla stampa non dicono chiaramente se è stata ottenuta unautorizzazione, anche se i dati vengono forniti nel rispetto dellanonimato. Perciò si incoraggiano le vittime a contattarci sapendo che sarà garantita loro discrezione.
Nella storia il male non avrà l‘ultima parola, nonostante difficoltà e dolore, nonostante l‘ingiustizia, nonostante la stessa morte: si apre con queste parole la nota a firma del direttore, Giovanni Maria Vian, su LOsservatore Romano, in edicola questa sera. Il titolo è L‘ottimismo di Benedetto XVI e fa riferimento alle parole del Papa, pronunciate questa mattina sullaereo che lo portava in Portogallo, nel consueto incontro con i giornalisti al suo seguito. Lottimismo - scrive Vian - è una chiave di lettura che gli è propria da sempre. Benedetto XVI guarda alla storia con occhi cristiani. Con uno sguardo positivo e sereno che non ignora i drammi e le tragedie della storia (..) Il suo ottimismo è dunque realista perché sa che il male attacca sempre, ma sa anche che le forze del bene sono presenti e che il Signore è più forte del male. Vian cita al riguardo la crisi economica odierna come un esempio chiarissimo della necessità di riaprire il pragmatismo dell‘economia alle ragioni dell‘etica. Ancora, segnata dall‘ottimismo si è rivelata la considerazione del secolarismo da parte del Papa, perché - aggiunge il direttore - per lo sguardo ottimista di Benedetto XVI, infatti, la presenza del secolarismo è di per sé normale, mentre anomale e negative sono invece la contrapposizione e l‘esclusione di Dio dall‘orizzonte dell‘uomo.
Per essere un buon comunicatore, lessenziale è il rapporto di fiducia tra chi parla e chi ascolta. Lo ha detto padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa pontificia, ricevendo oggi il Premio Paoline Comunicazione e Cultura 2010, consegnato oggi al termine del convegno organizzato alla Lateranense nellambito della Settimana della Comunicazione e in vista della Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali. Se ti fidi - ha spiegato il religioso ripercorrendo le tappe del suo costante impegno pastorale esercitato a servizio della Parola, come recita la motivazione del premio - la gente capisce che tu ti apri, e apri in dialogo con loro. Secondo Cantalamessa, il prete nei media deve essere un annunciatore della Buona Novella, e questo dà luogo ad una figura totalmente diversa, perché il Vangelo è totalmente altro, ma nello stesso tempo è qualcosa che risponde talmente ai desideri più profondi delluomo da scavalcare tutte le difficoltà. Tra gli ostacoli principali ad una buona comunicazione, il francescano ha citato lecclesiastichese, che fa sì che il messaggio della Chiesa fatichi ad uscire dai propri circuiti. La virtù da recuperare, invece, è la semplicità: Non cè una verità così profonda che, col linguaggio adatto, non si possa portare alla comprensione di ogni persona, ha concluso Cantalamessa.
Da dove ripartire? I promotori del seminario si riconoscono in una cooperazione che non è costituita da aiuti, assistenza, progetti, infrastrutture, e neanche dalla risposta a emergenze o calamità, ma che invece è prima di tutto mettersi in relazione con le persone e le comunità del Sud del mondo, rispettando le differenze che esistono tra gli attori in campo. La cooperazione deve guardare non ai bisogni, ma ai diritti, attraverso lauto-organizzazione della società civile dei paesi ricchi e dei paesi più poveri. Su questa idea tre soggetti molto diversi, il Cnca impegnato nella lotta alla marginalità in Italia, Solidarietà e Cooperazione Cipsi coordinamento di solidarietà internazionale, e gli attori pubblici che si riconoscono negli Enti locali per la pace hanno iniziato un percorso che ha nel seminario di oggi la sua prima manifestazione pubblica. Queste tre organizzazioni sono consapevoli del fatto che le cause di impoverimento che agiscono nel Nord e nel Sud del mondo sono le stesse e che, quindi, sia necessaria una nuova, forte alleanza tra tutti i soggetti interessati a rinnovare profondamente la cooperazione. Per questo invitano chiunque fosse interessato a dar vita a un processo condiviso di riflessione, di iniziativa politica e di sensibilizzazione sociale.
La cooperazione sta morendo, bisogna ripensarla radicalmente a partire da nuove relazioni tra Nord e Sud del mondo, unendo chi è impegnato per i diritti in Italia e chi nei paesi impoveriti. Questo il messaggio che arriva dal Seminario internazionale Requiem per la cooperazione?, promosso oggi da Solidarietà e Cooperazione Cipsi, Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca) ed Enti locali per la pace, in occasione dei 25 anni del Cipsi e della Marcia Perugia-Assisi 2010, cui hanno partecipato 30 relatori provenienti dai quattro continenti e 150 partecipanti. Molteplici le proposte emerse dagli interventi e dal dibattito. La cooperazione così come labbiamo conosciuta sta morendo: o perché intesa come sostegno al commercio estero, o perché intrecciata con gli interventi militari, demergenza, di pace o umanitari, o per ragioni culturali legate al modello di sviluppo assistenziale, o anche per la richiesta di protagonismo delle comunità del Sud del mondo che non sono più interessati ad essere soggetti beneficiari passivi degli interventi. (segue)
In quella che si può definire la giornata più sanguinosa dellIraq nel 2010, con attentati a Mosul, Baghdad, Hilla e Bassora che hanno provocato oltre 100 morti e circa 300 feriti, il 10 maggio centinaia di studenti di Bagheeda sono scesi in piazza per gridare la loro condanna contro lattacco subito da studenti cristiani il 2 maggio a Mosul che ha provocato 4 vittime e 170 feriti. Secondo quanto riferisce oggi il sito Ankawa.com il corteo si è snodato dalla chiesa del monastero di Mar Gorges per terminare sotto il palazzo comunale di Al-Hamdania. Oltre a cartelli e striscioni i giovani hanno issato grandi foto dei loro colleghi rimasti uccisi nellattentato per poi srotolare un telo di colore rosso, a ricordare il sangue versato dai morti, fino a coprire del tutto libri e testi scolastici. Con loro hanno marciato anche rappresentanti del clero locale, tra cui padre Andrews Habbash, della parrocchia di Karakosh, villaggio da cui provenivano i giovani coinvolti nellattentato. Sotto il comune i giovani sono stati ricevuti dal sindaco, mentre uno di loro, Jameel Salahalddin Jameel, rimasto ferito nellesplosione, ha letto una poesia in ricordo delle vittime. Al termine tutti gli studenti hanno invocato protezione e sicurezza e chiesto alla comunità internazionale di intervenire.
Si aprirà giovedì a Como presso l‘Auditorium Don Guanella la giornata di studio Da Marsiglia a Como - Mediterraneo senza handicap. L‘incontro intende proseguire il cammino di sensibilizzazione, iniziato dall‘Associazione Mediterraneo senza handicap nel 2001, in merito alla dignità e ai diritti di cittadinanza reale delle persone con disabilità, attraverso un percorso di condivisione delle conclusioni emerse nel IV Congresso internazionale svoltosi a Marsiglia nellaprile 2009. All‘evento presero parte 24 Paesi europei, arabi e africani con oltre 55 interventi tra relazioni e comunicazioni, con una notevole opportunità di confronto transculturale ed interdisciplinare. Tre le aree tematiche intorno alle quali si svilupperà la giornata: la cittadinanza difficile, la cittadinanza vulnerabile, dalla frantumazione dell‘indifferenza alla partecipazione. Dopo i saluti di mons. Angelo Riva, vicario episcopale per la cultura diocesi di Como, interverranno tra gli altri don Remigio Oprandi, superiore Provincia S. Cuore dell‘Opera Don Guanella, e don Cesare Perego, responsabile Settore disabili della medesima; suor Michela Carrozzino, presidente Mediterraneo senza handicap; Adriano Pessina, direttore Centro di bioetica Università Cattolica del Sacro Cuore, e i pedagogisti Vittore Mariani e Antonio Valentini.
Nella Rete - ha affermato mons. Pompili - il prete è colui che riduce le distanze tra la Chiesa e le persone, anche quelle che si sentono lontane da Dio. Abitando il mondo digitale, il sacerdote anima un ambito che fa dellorizzontalità la propria bandiera aprendola alla verticalità, senza la quale la Rete rischia di essere vuota e autoreferenziale. Come per altre figure di riferimento, è la tesi di mons. Pompili, lautorevolezza del prete non sta tanto nel suo ruolo, che oggi non ha grande rilevanza sociale: lunica forma di autorevolezza che viene riconosciuta è la qualità della propria testimonianza. Il ‘ruoloè illuminato soltanto da una testimonianza credibile, altrimenti diventa una zavorra. Di qui la necessità del feedback, che è una modalità tipica della Rete: solo la libertà dellessere umano può rendere tutto il percorso significativo, ha concluso.
Il prete nella Rete deve essere un poeta. Ne è convito mons. Domenico Pompili, direttore dellUfficio Cei per le comunicazioni sociali e sottosegretario Cei, intervenuto al convegno in corso alla Pontificia Università Lateranense in vista della 44ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (16 maggio). Citando un saggio di Karl Rahner del 1963, Sacerdote e poeta, mons. Pompili ha spiegato che la parola poetica è quella che consente al lettore di interpretare la propria esistenza, perché invoca la Parola di Dio: come il poeta, il sacerdote è ministro della Parola. La parola poetica, ha proseguito, è intrisa di significato e di relazionalità, più che essere informativa. Come la conchiglia, sa evocare, sa suscitare qualcosa dellinfinità del vasto mare. La Rete non va occupata, va abitata, ha ammonito mons. Pompili soffermandosi sullimportanza, per il sacerdote, di utilizzare Internet e le nuove tecnologie nellagire pastorale, in quanto straordinaria pista per accorciare le distanze. (segue)
Il Forum e le 500 associazioni nazionali e locali che lo compongono saranno in piazza San Pietro, domenica 16 maggio, come proposto dalla Consulta nazionale delle aggregazioni laicali (Cnal) per la recita del Regina Coeli insieme al Papa. Crediamo che le colpe di cui si sono macchiati alcuni preti non possono avere scusanti e rappresentano, da un lato, un orribile tradimento della loro missione e, dallaltro, un peccato sociale che non può non vedere lintervento delle istituzioni sociali afferma Francesco Belletti, presidente del Forum. Crediamo anche che al cuore dei tanti attacchi rivolti in questi giorni a Benedetto XVI non ci siano intenzioni moralizzatrici ma essenzialmente ragioni politiche ed ideologiche. In molti tentano di approfittare di questa vicenda per liberarsi della Chiesa che avvertono come una presenza ingombrante e fastidiosa. Tuttavia, secondo Belletti, è proprio nella misura in cui la Chiesa riuscirà a mantenersi unita, capace di generare anticorpi affinché gli abusi non abbiano a ripetersi ma anche fedele sotto la guida dei pastori, che la tempesta di queste settimane potrà trasformarsi per il Popolo di Dio in una rinnovata capacità di presenza nella società al servizio della famiglia umana.
Per entrare nella Rete, ciò che è necessario, oltre le competenze, è il cuore appassionato dei credenti. A ricordare questa frase del Papa è stato oggi mons. Dario E.Viganò, preside del Pontificio Istituto Redemptor Hominis della Pontificia Università Lateranense, aprendo il seminario su Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola, organizzato dal citato Istituto, dallUfficio Cei per le comunicazioni sociali, dallUfficio per le comunicazioni sociali e dal Servizio per la pastorale giovanile della diocesi di Roma, da Avvenire, dallAzione Cattolica di Roma e dallUcsi Lazio. Liniziativa rientra nella Settimana della comunicazione promossa dai Paolini, in preparazione alla Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (16 maggio). In questa prospettiva, ha spiegato mons. Viganò, il mondo digitale può essere loccasione per realizzare quel cortile dei gentili auspicato dal Papa, che anche per i curiosi, o i non credenti, può essere loccasione per incontri personali che poi possono anche condurre al dono della fede.
Verrà beatificato il prossimo 30 ottobre nella cattedrale romano-cattolica di Oradea, in Romania, il vescovo romano-cattolico Szilard Ignac Bogdanffy (1911-1953), ausiliare di Oradea e Satu Mare, morto il 3 ottobre 1953 a 42 anni nella prigione di Aiud; primo martire per la fede della Chiesa romena durante il comunismo ad essere elevato allonore degli altari. Lo scorso 27 marzo Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il decreto riguardante il suo martirio. In questi giorni il vescovo di Oradea, mons. Laszlo Bocskei, ha incontrato a Roma larcivescovo Angelo Amato, prefetto della stessa Congregazione, per definire data e luogo della cerimonia. La notizia della beatificazione del vescovo Bogdanffy - afferma mons. Ioan Robu, arcivescovo metropolita di Bucarest e presidente della Conferenza episcopale romena - suscita grande gioia in tutta la Chiesa cattolica della Romania. Certo, mons. Bogdanffy, quale sacerdote e vescovo, ha servito le diocesi di Oradea e Satu Mare, però quale martire per la fede, reca gioia allintera Chiesa cattolica. Consacrato vescovo in clandestinità nel 1949, poco dopo fu arrestato e rinchiuso in carcere dove morì nel 1953. A presiedere la cerimonia del 30 ottobre mons. Bocskei ha invitato il cardinale Peter Erdö, primate dUngheria. Larcivescovo Amato presenterà il decreto di beatificazione.
Parlando poi dello scandalo degli abusi sessuali commessi da esponenti del clero Benedetto XVI ha usato parole chiare: non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dallinterno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa. Anche questo si è sempre saputo, ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione alla Chiesa non viene dai nemici di fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa, e che la Chiesa quindi ha profondo bisogno di reimparare la penitenza, di accettare la purificazione, di imparare da una parte il perdono, ma anche la necessità della giustizia. Il perdono non sostituisce la giustizia.
La grande sfida di questo momento è che i due si incontrino, così che trovino la loro vera identità. E una missione dellEuropa e una necessità umana in questa nostra storia. Benedetto XVI si è poi soffermato sulla crisi economica che rischia di minare la stabilità stessa dellEuropa comunitaria. Prendendo spunto dalla Dottrina sociale della Chiesa, che invita il positivismo economico a entrare in dialogo con una visione etica delleconomia, il Papa ha anche confessato che la fede cattolica ha spesso lasciato, in passato, le questioni economiche al mondo pensando solo alla salvezza individuale. Tutta la tradizione della Dottrina sociale della Chiesa - ha spiegato il Pontefice - va nel senso di allargare laspetto etico e della fede, oltre l‘individuo, alla responsabilità del mondo, a una razionalità ‘performata‘ dalletica. E daltra parte, gli ultimi avvenimenti sul mercato in questi ultimi due-tre anni hanno dimostrato che la dimensione etica è interna e deve entrare nellinterno dellagire economico. Solo così lEuropa realizza la sua missione. (segue)
Secolarizzazione, crisi economica e sue conseguenze sullEuropa, sono questi, insieme ad una riflessione sulle ferite provocate alla Chiesa dallo scandalo degli abusi sessuali, alcuni dei temi toccati da Benedetto XVI, nellincontro con la stampa avvenuto a bordo dellAirbus 320 Alitalia che lo portava in Portogallo, per il 15° dei suoi viaggi internazionali. Parlando della realtà di secolarizzazione del Portogallo, un tempo profondamente cattolico, Benedetto XVI, secondo quanto riferisce Radio Vaticana, ha riconosciuto anzitutto la presenza lungo i secoli di una fede coraggiosa, intelligente e creativa, testimoniata dalla nazione lusitana anche in molte parti del mondo, come in Brasile. Pur notando come la dialettica tra fede e secolarismo in Portogallo conti una lunga storia, tuttavia non sono mancate persone, ha detto il Papa, intenzionate a creare dei ponti, a creare un dialogo tra le due posizioni. Un compito tuttora attuale: la missione dellEuropa - ha spiegato il Papa - in questa situazione è trovare questo dialogo, integrare fede e razionalità moderna in un‘unica visione antropologica che completa lessere umano e rende così anche comunicabile le culture umane. La presenza del secolarismo è una cosa normale, ma la separazione, la contrapposizione tra secolarismo e cultura della fede è anomala e deve essere superata. (segue)
Chiediamo ‘più trasparenza a coloro che ai vari livelli amministrano la cosa pubblica e maggiore attenzione verso i cittadini che versano in gravi situazioni socio-economiche. La richiesta è stata rivolta dal presidente della Fondazione San Vito onlus (Mazara del Vallo), don Francesco Fiorino, al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nel corso di unudienza privata avvenuta ieri sera presso la Prefettura di Trapani. A riferire dellincontro una nota diffusa oggi dalla Fondazione in cui viene riportata una lettera consegnata al presidente della Repubblica. Sappiamo che la sua responsabilità non è di governo - scrive don Fiorino -, ma siamo certi che continuerà a seguire con molta attenzione il nostro impegno sociale. Il presidente della Fondazione riporta i sentimenti e le attese delle tante persone che si rivolgono a noi, lamentando tra laltro politiche sociali degli Enti locali inadeguate ai più urgenti bisogni dei cittadini più deboli e che spesso non tengono conto di quanto viene già realizzato dagli Enti del privato-sociale, un utilizzo dei beni confiscati alla criminalità che non è sufficientemente sostenuto dai Comuni che ne hanno già la proprietà indisponibile. Nella lettera vengono infine riaffermate le motivazioni che ci spingono ad operare nella gratuità e che trovano origine dai valori universali della fede cristiana e dalla passione per il bene comune.
Venerdì 14 maggio torna l‘appuntamento con i "Dialoghi del venerdì", liniziativa culturale dell‘archidiocesi di Spoleto-Norcia avviata il 23 aprile scorso dal card. Camillo Ruini con una relazione sulla sfida educativa. Alle ore 18, presso la Scuola di Polizia, Ettore Gotti Tedeschi, presidente dell‘Istituto per le opere religiose (Ior), darà una lettura della crisi economica alla luce della Caritas in veritate", proporrà un‘analisi sulle origini dell‘attuale crisi finanziaria, presenterà i disattesi compiti dell‘economia e individuerà possibili soluzioni alla luce dell‘ultima enciclica del Papa spiegano gli organizzatori. Con questa iniziativa, afferma larcivescovo mons. Renato Boccardo, vogliamo suscitare e accompagnare una riflessione attenta su alcuni temi di particolare attualità come l‘educazione, l‘economia e la politica. Nel nostro mondo, sempre più immerso nella confusione e nel pressapochismo, è necessario che gli uomini e le donne di buona volontà riflettano con sapienza e con discernimento sulla realtà per poterla vivere e orientare verso il bene senza accontentarsi delle piccole soluzioni a portata di mano, ma avendo il coraggio di guardare avanti e di progettare qualche cosa di importante. LOrdine dei dottori commercialisti di Perugia conferisce due crediti di formazione continua ai suoi iscritti che partecipino allincontro.
Venerdì 14 maggio a Roma, nella sede della Federazione nazionale della stampa, si terrà la conferenza di presentazione della settima edizione di Terra Futura, mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità. La settima edizione che si svolgerà dal 28 al 30 maggio alla Fortezza da Basso a Firenze sarà unampia rassegna espositiva con progetti, esperienze e percorsi verso un futuro più equo e sostenibile e un calendario culturale di convegni, seminari, dibattiti, laboratori, spettacoli e animazioni. Tema scelto di questa edizione è Comunità sostenibili e responsabili, laboratori di futuro, per affermare come il cambiamento, nelle scelte di governo,nel modo di pensare e di fare economia, di consumare, di vivere sul pianeta e di tessere relazioni sociali possa e debba partire dai territori e dal locale: nascono qui esperienze e modelli innovativi capaci di incidere anche sulla dimensione globale e di farci uscire diversi dalla crisi. Info: www.terrafutura.it.
Giovedì 13 maggio alle ore 10.30,nella sede dellUniversità Lumsa di Roma si svolgerà lincontro Riprogettare le università:la parola agli atenei organizzato dalla Fondazione Nova Spes e dallUniversità Lumsa e patrocinato dal Senato della repubblica,dalla Camera dei deputati e dallAssessorato alle politiche culturali e della comunicazione del comune di Roma. Lincontro vuole individuare la posizione dei rettori delle università del Lazio nei confronti del disegno di legge(ddl) Gelmini e lefficacia delle soluzioni proposte da questultimo sui temi più caldi come governance, reclutamento, autonomia istituzionale e rapporto con il mondo del lavoro,regionalizzazione del sistema. La tavola Rotonda sarà moderata da Paolo Blasi(Università di Firenze,già presidente Crui) e da Gilberto Capano(Università di Bologna).Interverranno i rettori delle maggiori università del Lazio e concluderanno levento Valentina Aprea (presidente della Commissione cultura della Camera dei deputati),Guido Possa(presidente della Commissione cultura del Senato e Antonello Masia(Miur). Info: www.crui.it, www.lumsa.it.
Oltre un centinaio di pellegrini provenienti dalla Lombardia sono attesi a Pavia sabato 15 maggio per la tappa conclusiva del Cammino di sant‘Agostino un percorso di pellegrinaggio attraverso le cinque provincie lombarde di Como, Lecco, Monza e Brianza, Milano, Pavia. Il raduno, organizzato dal Lions Club Pavia Regisole, è fissato per le ore 14 nella basilica di san Pietro in Ciel d‘Oro dove il vescovo di Pavia monsignor Giovanni Giudici, il presidente della Provincia Vittorio Poma, il sindaco Alessandro Cattaneo e il priore della comunità agostiniana di san Pietro in Ciel d‘Oro, padre Giustino Casciano, saluteranno i presenti. Per l‘occasione i Musei civici di Pavia, impegnati nell‘organizzazione della Notte dei Musei, organizzano un percorso guidato per conoscere i reperti conservati provenienti dalla basilica agostiniana. Litinerario Sulle tracce di sant‘Agostino, spiega la direttrice dei musei Susanna Zatti, parte dal dipinto del Santo proveniente da san Pietro in Ciel d‘Oro per camminare nella sezione altomedievale e romanica del museo alla riscoperta di pezzi scultorei e architettonici che vengono proprio dalla basilica. Nel corso della serata verranno letti brani che riguardano il vescovo di Ippona.
Ci saranno anche le Acli domenica 16 maggio a Roma, in Piazza San Pietro, per il Regina Coeli con Benedetto XVI. Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani hanno aderito con un proprio documento allinvito rivolto nelle settimane scorse dalla Consulta nazionale delle aggregazione laicali per testimoniare il proprio affetto e la vicinanza al Santo Padre. Nel testo delle Acli si esprime sgomento per lemergere di casi di pedofilia che vedono coinvolti anche membri del clero e degli ordini religiosi e si manifesta solidarietà alle vittime di questi abusi. Contemporaneamente, le Acli sottolineano il coraggioso impegno educativo di tanti laici, sacerdoti e religiosi che in tutto il mondo dedicano le loro energie e donano la loro vita a questo scopo. In particolare - affermano le Acli - vogliamo esprimere la nostra solidarietà e il nostro affetto filiale a Papa Benedetto XVI, che con coraggio e determinazione sta operando per la verità e la purificazione nella Chiesa, favorendo la collaborazione con le autorità civili per la prevenzione e la punizione di questi crimini, e respingiamo gli ingiusti attacchi di cui è stato fatto oggetto. Prevista laffluenza in a S. Pietro di almeno mille persone provenienti da tutta Italia in rappresentanza dellintera lassociazione.
Le figure da includere sarebbero esperti nel campo legale, psicologico, filosofico, della storia della Chiesa e dellaiuto alle vittime. Un ulteriore supporto allo studio sarebbe quello che viene dalle organizzazioni di assistenza alle vittime degli abusi sessuali, come listituzione ecclesiastica Hulp & Recht (Aiuto e Diritto). Nelle ultime settimane sarebbero circa 350 le segnalazioni di abusi sessuali ricevute direttamente da Deetman e non state presentate ad altre autorità. Nella presentazione della sua proposta, che la Conferenza episcopale olandese pubblica integralmente sul proprio sito, Deetman sottolinea la libertà del committente: la Conferenza episcopale e la Conferenza dei religiosi, di accogliere in tutto o in parte quello che è stato presentato, ma sottolinea anche la sua volontà di agire pubblicamente, esponendo con chiarezza i passi da fare e proponendo i nomi degli esperti.
La Conferenza episcopale olandese e la Conferenza dei religiosi olandesi, dopo aver ringraziato lex ministro Wim Deetman, decideranno oggi se accogliere in tutto o in parte la proposta da questi avanzata il 7 maggio a lAia sulle modalità di lavoro della commissione di inchiesta sugli abusi sessuali. La richiesta di uninchiesta indipendente sugli abusi, sui fatti e le circostanze che li avevano provocati, era stata avanzata nel mese di marzo dai religiosi e presentata a Deetman il 9 marzo per la richiesta di un parere. Si tratterebbe di mettere in piedi un lavoro che interessa un periodo di tempo che va dal 1945 ad oggi, e che, nellarco di 12-18 mesi, dovrebbe fare luce avvenuti sugli abusi sessuali avvenuti allinterno della Chiesa olandese. Secondo il resoconto di Deetman, sarebbe egli stesso a presiedere la commissione, ma vi andrebbero inclusi anche esperti, che già sono stati individuati, per cinque livelli di attività: ascolto delle testimonianze delle vittime, dei testimoni, degli imputati e dei difensori dei reati, dei funzionari amministrativi, effettuazione delle ricerche darchivio, studio di materiale sullargomento, effettuare ricerche proprie e aiuto alle vittime. (segue)
Un accordo per porre in essere specifiche modalità operative volte a intrattenere e rafforzare i rapporti e incrementare le possibilità di collaborazione, creando un tavolo di coordinamento. Lo hanno firmato questa mattina a Roma il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, e lammiraglio Raimondo Pollastrini, comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia costiera, al convegno Né in terra né in mare, organizzato dalla Fondazione Migrantes. Laccordo parte dal riconoscimento dellattenzione della Chiesa, nella sua missione apostolica, ai porti e ai marittimi e dellimpegno delle Capitanerie di porto per la salvaguardia prioritaria della vita umana in mare, con particolare riferimento in tale contesto alla salute e al benessere dei lavoratori marittimi. I firmatari, considerati i particolari bisogni, di ordine sociale e di accoglienza, dei marittimi, prendono atto che, nellattuale quadro normativo, il lavoratore assume un ruolo centrale e cruciale nel sistema dei trasporti marittimi e sottolineano limportanza, dal punto di vista strutturale e organizzativo, di fornire ai marittimi il necessario supporto materiale, morale e spirituale. In Italia ogni anno transitano, negli oltre 60 porti, circa cinque milioni di marittimi. Accanto a loro operano le Associazioni Stella Maris, con circa 30 centri e oltre 300 volontari.
Il card. Bagnasco ha poi sottolineato la particolare fragilità del popolo dei marittimi, che spinge il cuore della Chiesa ad una materna attenzione verso quanti possiamo incontrare solo salendo sulle navi o condividendo la loro vita, come fanno i nostri cappellani di bordo nei lunghi mesi dimbarco. La complessità dei problemi e la maggiore considerazione che dobbiamo prestare al mondo marittimo - ha spiegato - ci spinge ad una migliore cooperazione strutturalmente coordinata e operativa con il Comando generale delle Capitanerie di porto per rafforzare i rapporti istituzionali e incrementare la collaborazione ‘di fatto che sino ad oggi è stata dimostrata. Il presidente della Cei ha quindi espresso compiacimento per la presentazione di un Dossier sulle navi abbandonate, realizzato dal Comitato nazionale per il welfare della gente di mare in collaborazione con lUfficio per la pastorale dei marittimi della Fondazione Migrantes. Uno studio che intende porre le basi per unaccoglienza, in Italia, dei marittimi abbandonati nei porti, ha sottolineato Bagnasco ricordando il dovere di rimediare alle ingiustizie inflitte a queste persone e alle loro famiglie lontane che, senza colpa alcuna, sono private, per mesi e a volte anni, del conforto dei propri familiari e del giusto sostentamento economico.
La fragilità delle soste brevi, dei lunghi mesi di navigazione, delle difficoltà di scendere a terra, di contattare la famiglia o vivere la quotidianità della propria fede religiosa sono sanate da tanti volontari che, quotidianamente, visitano gli equipaggi sulla nave o accolgono i marittimi nei Centri per dare loro una ‘casa lontano da casa. Intervenendo questa mattina a Roma al convegno internazionale sul welfare della gente di mare, dal tema Né in terra né in mare, il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, ha ricordato il lavoro delle Capitanerie di porto, al quale si affianca lopera della Chiesa nei porti italiani attraverso i centri Stella Maris. Questa collaborazione quasi connaturale - ha aggiunto il card. Bagnasco - tra la Chiesa e il Corpo delle Capitanerie di porto, in questi ultimi anni, si è maggiormente rafforzata con la costituzione del Comitato nazionale per il welfare della gente di mare e la nascita di tanti Comitati locali, che esprimono la volontà comune, del cluster marittimo insieme alle città portuali, di scoprire ‘con occhi nuovi queste presenze di oltre 5 milioni di transiti di marittimi che ‘sfiorano le nostre coste come una sorta di ‘cittadini a ore. (segue)
Si apre domani a Monaco di Baviera la seconda Giornata Ecumenica delle Chiese. Oltre tremila eventi in programma, più di 100.000 i visitatori iscritti alla manifestazione che si concluderà il 16 maggio. Numerosi anche gli esponenti di spicco del mondo ecclesiastico, politico e sociale che parteciperanno allevento: queste le caratteristiche salienti del grande incontro ecumenico che nella prima edizione di Berlino, nel 2003, aveva visto la partecipazione di 191.000 persone. Tra gli eventi è prevista anche una tavola rotonda organizzata sugli abusi, cui parteciperanno Christine Bergmann, incaricata dal Governo federale per gli abusi, Padre Klaus Mertens, Rettore del Collegio Canisius di Berlino e mons. Stephan Ackermann, incaricato della Conferenza episcopale tedesca per gli abusi. Mons. Robert Zollitsch, Presidente della Conferenza episcopale tedesca, parteciperà a numerosi incontri con diverse altre personalità. Al di là degli eventi in programma, mons. Zollitsch incontrerà anche uno dei maggiori leader dellIslam sunnita: il 15 maggio, il capo della Chiesa cattolica tedesca avrà un incontro privato con il Gran Mufti della Siria, Ahmed Hassoun, per discutere sulle questioni attuali relative alla convivenza pacifica delle religioni e alle misure per fermare lesodo dei Cristiani dal Medio Oriente.
La svolta repubblicana, verificatasi cento anni fa in Portogallo, - ha spiegato il Pontefice - ha aperto, nella distinzione fra Chiesa e Stato, un nuovo spazio di libertà per la Chiesa, a cui i due Concordati del 1940 e del 2004 avrebbero dato forma, in ambiti culturali e prospettive ecclesiali assai segnate da rapidi cambiamenti. Le sofferenze causate dalle trasformazioni - ha affermato - sono state in genere affrontate con coraggio. Il vivere nella pluralità di sistemi di valori e di quadri etici richiede un viaggio al centro del proprio io e al nucleo del cristianesimo per rinforzare la qualità della testimonianza fino alla santità, trovare sentieri di missione fino alla radicalità del martirio. Benedetto XVI, ricordando le apparizioni di Fatima, ha voluto, poi sottolineare come la relazione con Dio è costitutiva dellessere umano: questi è stato creato e ordinato verso Dio, cerca la verità nella propria struttura conoscitiva, tende verso il bene nella sfera volitiva, ed è attratto dalla bellezza nella dimensione estetica. La coscienza è cristiana nella misura in cui si apre alla pienezza della vita e della sapienza, che abbiamo in Gesù Cristo. La visita, che ora inizio sotto il segno della speranza, intende essere una proposta di sapienza e di missione.
Da una visione sapiente sulla vita e sul mondo deriva il giusto ordinamento della società. Posta nella storia, la Chiesa è aperta per collaborare con chi non marginalizza né riduce al privato lessenziale considerazione del senso umano della vita. E quanto ha ricordato Benedetto XVI nel suo primo discorso della visita in Portogallo, cominciata oggi (fino al 14 maggio). Accolto allaeroporto internazionale di Lisboa dal presidente della Repubblica, Aníbal António Cavaco Silva, il Papa, che ha detto di venire nelle vesti di pellegrino della Madonna di Fatima, ha ribadito che non si tratta di un confronto etico fra un sistema laico e un sistema religioso, bensì di una questione di senso alla quale si affida la propria libertà. Ciò che distingue è il valore attribuito alla problematica del senso e la sua implicazione nella vita pubblica. (segue)
Venite! Quelli che possono vengano, non rimanete davanti alla tv!: lappello lanciato dal cardinale Patriarca di Lisbona, José Policarpo, sembra essere stato recepito dai portoghesi pronti ad accoglierlo sin dal suo arrivo allaeroporto di Lisbona, per poi seguirlo nelle altre due tappe di Fatima e Porto. Da giorni le strade e le piazze del Paese sono tappezzate da poster, cartelli e striscioni con le immagini del Papa. Mobilitate radio, tv e giornali che seguiranno in diretta la visita. Il benvenuto a Benedetto XVI è dato facendo un poco di sacrificio, correndo il rischio, ma avendo la gioia della moltitudine che egli saluta e che benedice, per la quale prega e che lui accoglie ha detto il cardinale che ha assicurato che non è la stessa cosa vedere il Papa in uno schermo televisivo e vederlo dal vivo. Chi sa se non vi capiti di avere la fortuna che il Santo Padre passi vicino a voi e fissi nei vostri occhi il suo sguardo. Alla messa di oggi pomeriggio, a ‘Terreiro do Paço, sono attese oltre 160 mila persone, assistite da 3 mila volontari. Ci saranno sei schermi giganti per garantire a coloro che non hanno un posto nella zona della celebrazione, la possibilità di accompagnare la cerimonia. Prima della celebrazione, Antonio Costa, sindaco di Lisbona, offrirà simbolicamente al Papa le Chiavi della Città.
Occorrono nuove iniziative e maggiori finanziamenti per identificare i bambini più vulnerabili di fronte allo sfruttamento del lavoro minorile. Se vogliamo ottenere risultati nel lungo periodo per i bambini di domani, dobbiamo investire in soluzioni innovative oggi.Così ha affermato lUnicef,alla conferenza internazionale dellAja sul lavoro minorile tenutasi ieri. LUnicef infatti, stima che siano circa 150 milioni i bambini di età compresa tra i 5 e i 14 anni impegnati in forme di lavoro precoce, causa e conseguenza della povertà che compromette la loro istruzione e sicurezza. Questi bambini sono diventati invisibili - continua lUnicef - intrappolati nelle peggiori forme di sfruttamento economico, hanno bisogno urgente del nostro aiuto. Occorre mettere a punto nuove metodologie per raccogliere i dati, in modo da assicurare che la violenza e le minacce che questi bambini subiscono nellombra emergano ben visibili nellagenda dei decisori politici e - conclude lUnicef - siano sistematicamente affrontate. Info: www.unicef.it. (Andrea Regimenti)
Lesperienza cristiana generatrice di bellezza" è il tema del convegno che lIstituto superiore di Scienze religiose S. Lorenzo Giustiniani (Marcianum) del patriarcato di Venezia e la Facoltà Teologica del Triveneto promuovono il 15 maggio a Zelarino (Centro pastorale card. Urbani, ore 9 - 17.30). Larte - spiegano gli organizzatori - è in grado di dare forma alla dimensione cristiana dellesperienza e la fede è capace non soltanto di generare opere belle, ma di mostrare la qualità originariamente religiosa di ogni fare autenticamente artistico. Al centro del convegno lo status quaestionis del dibattito tra teologia ed estetica e il continuo adattamento del concetto di bene culturale, che rischia di dissolvere il significato stesso di cultura. Andrea Enzo, Giulio Goggi e Giovanni Trabucco parleranno di esperienza cristiana generatrice di bellezza; Carlo Seno si soffermerà su La bellezza dell‘opera liturgica; Limmagine dell‘uomo non fatta da mani duomo è il tema affidato a Ester Brunet. A margine del convegno due esposizioni: Nello spazio della croce (Gallerie Melori & Rosenberg) fino al 30 maggio nella chiesa di San Salvador, ed Esteriorità di Dio. Dal sistema dellarte contemporanea (a cura di A. B. Del Guerci, dellAccademia di Belle Arti di Brera) dal 13 al 23 maggio presso la Scuola Grande S. Teodoro.
Riflettere sullo stato dellarte della responsabilità sociale dimpresa in Italia e in Europa, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, ai diritti sociali e agli strumenti di verifica e certificazione indipendente messi in campo. Elobiettivo del seminario Responsabilità sociale dimpresa e certificazioni indipendenti. I progetti in corso, gli scenari futuri che le organizzazioni Valore sociale, Fairtrade Italia, Fondazione responsabilità etica e Icea promuovono il 13 maggio a Bologna per definire - spiegano - uneventuale strategia comune di medio/lungo periodo tra vari attori del settore. Nellepoca della crisi globale che non è solo economica ma anche culturale, proseguono gli organizzatori dellincontro, sia dal lato della domanda che dal lato dellofferta cè una grande attenzione ai temi legati alla funzione dellimpresa come soggetto sociale ed economico. I consumatori sono disposti a pagare di più i prodotti pur di essere sicuri che questi siano rispettosi dellambiente e a tutela dei diritti umani, mentre per le imprese dare risposte a consumatori sempre più esigenti, ad investitori istituzionali ed etici, ad amministrazioni pubbliche, sembra essere ormai unesigenza diffusa. Tra i relatori Paolo Pastore (direttore Fairtrade Italia); Mariarosa Cutillo (direttore Valore Sociale); Mauro Meggiolaro (Fondazione responsabilità etica).
Domenica anche noi saremo in Piazza San Pietro, per ribadire il nostro affetto filiale e la nostra adesione al Magistero di Papa Benedetto XVI. Ma anche per ribadirgli la nostra vicinanza e solidarietà, mentre la Sua persona è fatta oggetto di vergognosi attacchi senza senso. E quanto scrive Franco Pasquali, coordinatore di Retinopera, per motivare la presenza dellassociazione al grande appuntamento di preghiera e solidarietà a Benedetto XVI. Noi stiamo con Pietro - si legge ancora in una nota - perché dove cè Pietro cè la Chiesa e se Pietro soffre tutta la Chiesa soffre. Pregheremo quindi con Lui e, ancora una volta, ascolteremo la Sua parola per ricevere orientamenti valoriali che vogliamo tradurre in vita vissuta ed offrire al Paese una nuova speranza per superare le difficoltà del momento. Lultima enciclica del Papa, Caritas in Veritate, secondo Retinopera "ci offre un quadro completo di riferimento che noi vogliamo concretizzare in nuovi itinerari di solidarietà per una più giusta convivenza civile, in cui ciascuno possa realizzare i propri desideri".
Per la Chiesa in Portogallo, invece, la sfida più grande è quella di prendere sul serio la fede cristiana. NellOccidente di domani - osserva il Patriarca - i cristiani saranno sempre meno numerosi ma avranno un impatto maggiore nella società in quanto saranno più coscienti e più capaci di resistere spiritualmente alla secolarizzazione circostante. Ma per fare ciò, sacerdoti e laici dovranno essere testimoni credili ed avere la forza della testimonianza che tocca i cuori, come ce lavevano i primi cristiani. Riguardo invece alla grave situazione degli abusi sessuali, il Patriarca dice che in Portogallo, grazie a Dio, non si conoscono carsi di pedofilia nella Chiesa Ed aggiunge una speranza: che questa crisi tristissima possa provocare un nuovo inizio per la Chiesa.
Un viaggio apostolico sotto il segno delle buone relazioni tra la Chiesa cattolica e lo Stato. Lo sottolinea il card. José da Cruz Policarpo, patriarca di Lisbona in una intervista rilasciata al quotidiano cattolico francese La Croix e pubblicata oggi mentre papa Benedetto XVI è in volo per la capitale del Portogallo che visiterà per i prossimi 4 giorni. Gli uomini politici del Portogallo - dice il Patriarca Policarpo - riconoscono limportanza di ciò che afferma la Chiesa e le relazioni dellepiscopato con il presidente e il governo sono buone. Riguardo alla difficile situazione economica del Paese, il Patriarca dice: Ciò che mi preoccupa maggiormente, è che con questa crisi un gran numero di persone disoccupate rischiano di non ritrovare mai più lavoro. (segue)
La figura di Zanobi non risplende (quindi) soltanto come evangelizzatore in mezzo a popolazioni ancora in larga parte pagane, ma anche come difensore della vera fede di fronte a un errore che poteva tragicamente travolgerla: così ieri a Firenze larcivescovo mons. Giuseppe Betori ha ricordato il patrono principale nella festa dei Santi compatroni Zanobi e Antonino. Mons. Betori ha definito San Zanobi missionario, pastore, taumaturgo ma soprattutto amico di Cristo e difensore delle verità della dottrina della fede. Amico di SantAmbrogio, che consacrò la cattedrale laurenziana, San Zanobi contrastò larianesimo, che andava a colpire la divinità di Cristo, ridotto a una creatura subordinata alla divinità, di stampo eroico .. mistificando la persona di Gesù poneva in crisi il fondamento di quellincontro tra il divino e lumano che connota in modo specifico la fede cristiana. Mons. Betori ha poi affermato che contro questa tentazione occorre reagire anche oggi, a fronte di una cultura che vorrebbe sottrarsi da ogni confronto con la fede, ma anche a fronte di vaghi spiritualismi che si radicano anche nelle nostre comunità. Ha poi concluso notando che, sullesempio di Zanobi, a questa ortodossia della fede non potremo mai rinunciare, per fedeltà a Cristo e ai suoi santi.
La benedizione del Signore sullintera nazione italiana in particolare su quanti soffrono nel corpo e nello spirito. Prima di lasciare il territorio italiano per il Portogallo, Benedetto XVI ha fatto pervenire al Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, un messaggio telegrafico in cui oltre ad invocare la benedizione sullItalia ricorda che si accinge ad incontrare la comunità cattolica di quel nobile Paese come pure i pellegrini specialmente malati che da tutto il mondo accorrono al santuario mariano di Fatima per trovare luce e speranza. Laereo con a bordo il Pontefice, lAirbus 320 Giuseppe Ungaretti dellAlitalia, è decollato da Fiumicino alle ore 9.15. Larrivo allaeroporto internazionale Portela di Lisboa è previsto per le ore 11.00 (ore 12 ora di Roma). A Fiumicino Benedetto XVI è stato accolto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Quello in Portogallo è il 15° viaggio internazionale del Papa, il secondo del 2010 dopo Malta.
Dove va la Chiesa oggi in Italia? Ma soprattutto: dove stiamo andando noi, che dentro a questa comunità credente ci sentiamo a casa?. Da queste domande parte il Manifesto di intenti che ha mosso un gruppo di giornalisti cattolici - con storie e percorsi diversi, ma accomunati dalla stima reciproca e dall‘interesse per le ‘cose di Chiesa - a promuovere il blog Vino Nuovo (www.vinonuovo.it). È concepito come luogo dove scambiarsi opinioni con grande libertà sul nostro essere cattolici oggi in Italia, dove provare a ragionare insieme senza pregiudizi, e dove non ci si scandalizzi a priori se due cattolici esprimono idee tra loro diverse, quando entrambe nascono dalla voglia di testimoniare il Vangelo. Ce nè bisogno in una stagione segnata da pagine dolorose, ma anche da qualche veleno di troppo. Non è un giornale - spiegano i promotori - non ci sono un direttore, una redazione, una linea predefinita. Si tratta di un blog collettivo di discussione che non nasce in concorrenza rispetto a qualcuno o a qualcosa, né ha la presunzione di proporsi come ‘la voce dei cattolici in Italia. Liniziativa è di Luigi Accattoli, Diego Andreatta, Roberto Beretta, Giorgio Bernardelli, Fabio Colagrande, Gerolamo Fazzini, Francesca Lozito, Guido Mocellin, Paola Springhetti, Andrea Tornielli, Annachiara Valle e Aldo Maria Valli.
Musica e solidarietà per il Ghana con Enjoy Africa , una serata di gala organizzata il 13 maggio 2010 al teatro Sala Umberto di Roma dalla onlus Amicus (www.amicus-onlus.org). Amicus onlus è un‘associazione di cooperazione e volontariato che opera a livello internazionale nel campo della promozione umana e delleducazione allo sviluppo. Amicus lavora per rispondere alle esigenze di formazione culturale e professionale dei giovani ghanesi, affinché possano diventare protagonisti della vita civile e della crescita del Ghana, e realizza progetti medico-sanitari, nella convinzione che la salute sia un elemento imprescindibile per lo sviluppo di un paese. Lintero ricavato delliniziativa di giovedì sarà devoluto al progetto Master Buc attraverso il quale la onlus compie unopera di alta formazione per fare in modo che i giovani africani non siano costretti a immigrare clandestinamente in Europa, ma possano crearsi unoccupazione nella loro terra. Il concerto è uniniziativa nata dagli studenti del master in Progettazione e gestione di eventi dellIstituto europeo di design di Roma, per sostenere le iniziative proposte da Amicus. Ad accogliere gli invitati, alle ore 19.30 ci sarà un aperitivo etnico con gusti e sapori africani, e la mostra fotografica WorkinGhana , opera del fotografo Massimo dellArgine. Alle 21.00 avrà inizio lo spettacolo.
Nuovi rapporti intergenerazionali!... dialogo, confronto, tolleranza. È il tema della Settimana dellanziano, cominciata ieri nella diocesi di Napoli. Liniziativa, promossa dalUfficio diocesano per la terza età, è partita ieri con la Giornata dellascolto nella quale si è riflettuto sullanziano come punto di riferimento intergenerazionale in famiglia, parrocchia e istituzioni. Oggi si svolgerà la tavola rotonda sul tema scelto per la Settimana, cui interverranno Mario Di Costanzo, direttore della Consulta delle aggregazioni laicali, mons. Raffaele Ponte, vicario episcopale per il laicato, Maria Antonietta Giusti del Forum per lemergenza educativa, padre Antonio Di Franco, direttore dellUfficio diocesano Terza età. Il programma continua domani pomeriggio con la celebrazione eucaristica in cattedrale presieduta dal vescovo ausiliare, mons. Lucio Lemmo, giovedì con incontri di preghiera guidati dai componenti della Commissione diocesana terza età presso alcune parrocchie della diocesi, venerdì con lo spettacolo di prosa e musica Essere anziano non è male, sabato con una messa in suffragio di mons. Giacomo Pinelli, per lungo tempo direttore dellUfficio terza età, nel quinto anniversario della morte.
Sviluppo-aiuto è la micidiale cultura che conduce tutti alla rovina. Rovina culturale, etica ed anche economica. Rovina anche della cooperazione per lavvenire della quale bisogna che si trovi il coraggio di osare una mentalità, una cultura ed una politica nuova. Da questo assunto parte il seminario internazionale Requiem per la cooperazione? Nuove relazioni tra i popoli per la giustizia e per la pace, organizzato da Solidarietà e Cooperazione-Cipsi, Cnca ed Enti locali per la pace, in occasione dei 25 anni di Cipsi e della Marcia per la pace Perugia-Assisi 2010. Il seminario si svolge oggi a Roma, presso il Teatro del Pontificio Oratorio San Paolo. Finché si continuerà a pensare solo che bisogna aiutare - dicono gli organizzatori -, si continuerà a pensare e ad accettare che vi siano persone che dipendono da altre che stanno sopra di loro… Bisogna veramente osare di accogliere questa sfida, anche per il nostro stesso futuro. Tra i relatori del seminario, Raogo Antoine Sawadogo, ex ministro dellinterno del Burkina Faso; Abel Gbetoenonmon, presidente giornalisti economici del Benin; Yayi Bayam Diouf, presidente del collettivo donne contro lemigrazione clandestina; Hélèn Yinda, teologa del Camerun; Aline Koala, ex ministra della cultura del Burkina Faso; Francesco Petrelli, presidente Associazione delle Ong italiane.
Nel 400° anniversario della morte di padre Matteo Ricci il Pontificio istituto missioni estere di Milano promuove sabato 15 maggio il convegno internazionale La porta dell‘amicizia. Sarà presente, fra gli altri, il vescovo di Hong Kong, mons. John Tong Hon. Verrà anche presentata ufficialmente una nuova biografia intellettuale sul grande gesuita marchigiano dal titolo Matteo Ricci: missione e ragione. A firmarla è padre Gianni Criveller, missionario del Pime a Hong Kong e promotore del convegno. In sala un tuffo nel presente sarà costituito dalla visione della mostra sui dissidenti Huai Dan, uova marce. Donne e uomini che stanno cambiando la Cina dal basso. Presso il museo Popoli e culture del Pime, intanto - nellambito delle stesse celebrazioni - è in corso la mostra Gli abiti del buon governo, dedicata ai vestiti indossati da letterati e funzionari imperiali, che furono adottati anche dai missionari del Pime in applicazione del metodo dell‘adattamento (inculturazione) teorizzato da Matteo Ricci. Preziosi tessuti, costumi, ritratti, accessori di epoca Ming (1368 -1644) e Qing (1644 -1911) costituiranno un percorso di conoscenza del sofisticato mondo delle élite culturali dell‘Impero, fino a includere i ritratti fotografici dei padri del Pime colti nello svolgimento della loro missione.
Preti oggi in Campania. Un ministero di speranza per la nostra gente. Su questo tema la Conferenza episcopale campana (Cec) e la Facoltà teologica dellItalia meridionale promuovono oggi al santuario di Pompei, con il contributo del Servizio nazionale della Cei per gli studi superiori di teologia e di scienze religiose, un incontro dei presbiteri delle Chiese in Campania. NellAnno sacerdotale - spiegano i promotori - non poteva mancare un incontro di tutti i presbiteri della Campania. Un incontro per stare insieme, riconoscersi. Per raccontare, condividere esperienze e difficoltà della nostra vita e del nostro ministero. Per meditare sul volto del prete nel cuore di una Chiesa chiamata a testimoniare la speranza del Vangelo in una terra ferita e oppressa. Liniziativa si propone di coinvolgere i presbiteri della Campania in unesperienza di preghiera, di condivisione e di studio. Per farsi attenti alle attese di salvezza della gente. Per contemplare il volto del prete, ministro di speranza per la nostra terra, in una Chiesa della comunione e della profezia. Introdurrà il card. Crescenzio Sepe, presidente della Cec. Seguiranno la lectio divina affidata a Bruna Costacurta e le relazioni del card. Albert Vanhoye e di mons. Arturo Aiello. Concluderà la giornata una preghiera contemplativa guidata dallo stesso mons. Aiello.
Insieme alle varie espressioni del laicato, vogliamo esprimere al Papa la nostra piena condivisione della sua passione, di quella Passio Christi, Passio hominis che si fa carico delle sofferenze, difficoltà e peccati della Chiesa e dellumanità. Vogliamo accogliere la sua voce che ci chiama ad un amore più grande, e, come membra vive di un unico corpo, vogliamo essere con Lui quella mano che conduce ad una nuova vita, ad una nuova speranza. Con la preghiera e limpegno rinnovato a testimoniare nel quotidiano la forza rinnovatrice del Vangelo. Con queste espressioni della sua presidente, Maria Voce, il Movimento dei Focolari aderisce alliniziativa di preghiera con e per il Papa, promossa dalla Consulta nazionale delle aggregazioni laicali (Cnal), alla quale sarà presente il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco unitamente a vescovi e sacerdoti. Domenica 16 maggio in piazza san Pietro, i Focolari saranno presenti con una significativa partecipazione. L‘appuntamento è alle ore 11 per un momento di riflessione e preghiera in preparazione al Regina Coeli con il Papa. Prevista una liturgia della Parola intonata allAscensione (festività del giorno) e al mese di maggio, dedicato a Maria.
Un convegno internazionale sul mondo dei giovani e sulle loro aspettative sul futuro si svolgerà oggi, 11 maggio, allUniversità Cattolica di Milano. Durante la giornata di studi, dalle 9 alle 18, verrà presentata la ricerca di alcuni sociologi dellAteneo, che mette in luce diverse tipologie di giovani riguardo alla capacità di sviluppare motivazioni e scelte sul proprio progetto di vita. Esperti e studiosi - scrivono i promotori - si confronteranno a partire dagli atteggiamenti contrastanti con cui oggi si guarda ai giovani: dal pessimismo di chi li considera un pericolo o un fattore di rischio da controllare, allottimismo di chi vede in loro la parte di creatività, innovazione, cambiamento sociale. Nei rapporti tra le generazioni, rispetto agli anni Sessanta, sembra essersi colmata la frattura tra le generazioni tanto che oggi si parla piuttosto di profonda somiglianza tra di loro. Tuttavia, la vicinanza tra giovani e adulti non aumenta le possibilità di futuro dei primi: piuttosto, il rapporto tra ciò che gli uni pensano e gli altri predispongono per loro appare denso di contraddizioni. Al convegno, promosso dalle facoltà di Sociologia e Scienze della formazione, interverranno, tra gli altri, lesperto Andreas Walther dellUniversità di Tubinga e, a conclusione dei lavori, il critico Gillo Dorfles che dallalto del suo secolo di vita si confronterà con i giovani.
Per il presidente delegato del Sinodo, infatti, non basta parlare in modo generico, per esempio richiamando alla pace e alla mutua apertura, o essere ‘politicamente corretti. Paesi e regimi nel Medio Oriente dovrebbero convincere il mondo occidentale che i loro cittadini, tutti i cittadini, hanno gli stessi diritti e godono in verità e nella prassi delle libertà di religione e di coscienza, diritti indispensabili per la sopravvivenza delle comunità cristiane che hanno il diritto, senza equivoci, di essere rispettate come veri e propri cittadini. Altrimenti - conclude il patriarca - lesodo dei cristiani continuerà per diventare estremamente critico e senza nessun ritorno.
Il prossimo Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente (10-24 ottobre 2010) per le Chiese orientali riveste unimportanza quasi storica. Il messaggio evangelico, dovendo incarnarsi nellambiente socio-politico, ha bisogno di margini di libertà per tutti, quindi anche per le cosiddette minoranze cristiane che sono radicate nella terra dOriente da millenni. A dichiararlo, in unintervista al SIR (leggi), è il Patriarca di Antiochia dei Siri (Libano), Ignace Youssif III Younan, che, insieme al card. Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ricoprirà la carica di Presidente delegato del Sinodo. Richiamando il tema dellassemblea, La Chiesa Cattolica nel Medio Oriente: comunione e testimonianza, il patriarca ribadisce che se da una parte le chiese Orientali stanno vivendo la comunione meglio che in passato, dallaltra la testimonianza viene sempre più proibita dalla maggioranza islamica e mi riferisco particolarmente alla libertà di coscienza e di annunciare pubblicamente il Vangelo, senza essere accusati di proselitismo. (segue)