Nella chiesa parrocchiale di Silandro le immagini dei volti delle nove vittime sono stati proiettati allinizio della celebrazione eucaristica Desidero esprimere ancora una volta la mia vicinanza a tutti coloro che in questa tragedia hanno perduto un loro caro - ha aggiunto mons. Golser - e ai tanti feriti auguro una pronta guarigione e che non rimanga loro alcun segno permanente di questa disgrazia. È mio compito quello di infondere coraggio e di confortare chi soffre. Se Gesù ha risuscitato il suo amico Lazzaro, questo è un segno che Lui ha il potere di risuscitare i morti, di rompere le porte degli inferi e di donare la vita in pienezza, la vita eterna. Il vescovo ha ricordato che come cristiani crediamo nella resurrezione dei morti perché Cristo è risorto. Crediamo che Dio asciugherà una volta per tutte le lacrime dai nostri volti - ha aggiunto il vescovo - che saremo simili a Cristo e che potremo partecipare della sua gloria infinita. E proprio per questo crediamo che un giorno potremo rivedere i nostri cari, morti in un modo tanto tragico, e che fin da ora siamo uniti con loro nella preghiera. Durante la messa la campana più grande ha fatto sentire i suoi rintocchi e nel silenzio i nomi delle vittime sono riecheggiati nella navata della chiesa venostana.
Di fronte alla tomba dellamico Lazzaro, Gesù piange. La stessa cosa accade a me e a molti in questo momento. Possiamo veramente fare nostre le parole del libro delle Lamentazioni: ‘Tu, o Dio, mi hai allontanato dalla pace. Io ho dimenticato cosa significhi felicità. Così, questa sera, nella chiesa di Silandro il vescovo di Bolzano-Bressanone, mons. Karl Golser, si è rivolto alle centinaia di persone presenti alla messa in suffragio delle vittime dellincidente ferroviario tra Laces e Castelbello in cui il giorno prima avevano perso la vita 9 persone. Ieri era una bella mattina di primavera - ha proseguito il vescovo - tutto sembrava essere avvolto dalla pace. I viaggiatori saliti su quel treno si sentivano sicuri. E poi, allimprovviso, ecco la tragedia. Eravamo così orgogliosi della ferrovia della Val Venosta. Realizzata con le più moderne tecnologie, sembrava essere il mezzo di trasporto più sicuro. Eppure, il concatenarsi di tragiche circostanze, ha provocato questa grande tragedia. Quanto accaduto ieri ci rende consapevoli del fatto che nel mezzo della nostra esistenza possiamo essere colti dalla morte o rimanere gravemente feriti. Delle nove persone che sono morte la più giovane aveva 18 anni, la più anziana 73. Dei 28 feriti una quindicina è ancora in ospedale. (segue)
Generosa figura di pastore che ha donato la propria esistenza alla Chiesa esercitando per lunghi anni con amorevole cura e costante dedizione il ministero episcopale in codesta diocesi. Così il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ricorda mons. Andrea Cassone, arcivescovo emerito di Rossano-Cariati, morto ieri sera a Reggio Calabria alletà di 81 anni. Le esequie, giovedì 15 aprile, alle ore 17 saranno presiedute dallarcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Santo Marcianò, nella cattedrale di Rossano, allinterno della quale la salma verrà tumulata. Sarà presente lintero episcopato calabro. Ordinato sacerdote nel 1951, mons. Cassone era stato nominato arcivescovo nel 1992 guidando la chiesa rossanese per 14 anni, fino al 6 maggio del 2006. Tra le iniziative promosse da mons. Cassone lindizione di anno Eucaristico diocesano, le celebrazione per il millenario dei San Nilo, patrono di Rossano lapertura del nuovo museo diocesano e di diversi nuovi edifici di culto.
Acqua è vita: questo il Cd realizzato dalle scuole di Palermo che verrà presentato il 15 aprile al concerto del cantautore siciliano Pippo Pollina (Teatro Dante - ore 21). Il Cd, contenente canzoni sull‘acqua interpretate dai bambini di dodici scuole di Palermo e provincia per sostenere i progetti idrici dellOng Lvia in Africa (www.lvia.it), è il frutto dellimpegno dei giovani alunni e degli insegnanti delle scuole siciliane, da qualche anno in prima fila nella sensibilizzazione sul tema dell acqua diritto umano fondamentale. Il 29 ottobre 2008, 21 scuole, Lvia Palermo e Amap SpA (azienda che gestisce il sistema idrico cittadino) hanno sancito la nascita della Rete Acqua è vita per sensibilizzare al valore della risorsa acqua, ad un suo uso più consapevole, e per volgere lo sguardo verso chi è privato di questo diritto fondamentale attraverso il sostegno ai progetti idrici di Lvia. Afferma Pollina, testimonial delliniziativa: Il diritto all‘acqua potabile è inalienabile ed è questo il grido di allarme e di protesta che si leva dalle voci dei nostri ragazzi, voci garbate ma chiare nel chiedere alla comunità internazionale una risposta alla drammatica realtà delle 30 mila vittime giornaliere (soprattutto bambini del continente africano) che devasta una parte importante del nostro pianeta.
Il lavoro che insieme stiamo realizzando - aggiunge don Ciotti - è un ‘positivo che allarma e infastidisce chi vuole continuare a imporre le logiche della violenza e del profitto illecito. Un positivo che dovremo alimentare giorno per giorno con il contributo di tutti. La lotta alle mafie e alle organizzazioni criminali - spiega il sacerdote - si snoda lungo un percorso tortuoso, spesso in salita, che richiede continuità, coerenza e strategie volte non solo a reprimere i fatti criminali ma a sradicare, attraverso proposte sociali e culturali concrete, la mentalità mafiosa che sta alla base di questi fatti. I tentativi di intimidazione - conclude - non hanno fermato in passato né fermeranno la scelta, limpegno, la determinazione di ‘Libera e della sua rete di istituzioni, operatori economici, associazioni, cittadini e mondo della chiesa nell opera di restituzione alla collettività in Calabria, come in tante altre parti del paese, di quanto le mafie hanno sottratto con la violenza e la minaccia. Don Demasi informa che la notte del 1 aprile scorso qualcuno aveva forzato il portone del capannone. Nel settembre 2009 era stata presa di mira la sede operativa dellAzienda con il furto di motoseghe e decespugliatori, non a caso - spiega Demasi - nel periodo in cui tali attrezzature si rendevano indispensabili per effettuare la pulizia preliminare allimminente campagna olivicola.
Le intimidazioni contro la cooperativa Valle del Marro nella Piana di Gioia Tauro, provocano disorientamento e fatica. E tuttavia, al di là delle loro intenzioni, questi continui gesti vili sono un buon segno, sono la riprova del positivo che in terra di Calabria stiamo cercando di costruire anche grazie alla preziosa opera di magistratura e forze dell‘ordine, dellassociazionismo, del mondo cattolico e di molte amministrazioni attente: è quanto afferma don Luigi Ciotti, presidente di Libera, dopo lultima intimidazione avvenuta questa notte. Ignoti, infatti, hanno forzato il cancello di ingresso di un terreno confiscato alla mafia e gestito, per finalità sociali, dalla Cooperativa Valle del Marro - Libera Terra. Da quanto risulta - dice don Pino Demasi, referente di Libera nella Piana di Gioa Tauro e vicario generale della diocesi di Oppido-Palmi - leffrazione è stata compiuta solo allo scopo di sottrarre temporaneamente il furgone aziendale. I malfattori, infatti, dopo aver messo a soqquadro linterno, hanno preso possesso del veicolo parcheggiato dietro ad una pala meccanica, e presumibilmente lo hanno portato fuori dallazienda, per servirsene, per riportarlo poi nel fondo agricolo, parcheggiandolo davanti al capannone dove è stato rinvenuto la mattina successiva dai primi operai giunti sul posto di lavoro. (segue)
Guerra fredda e coscienza cattolica, sorgere del pacifismo, fermenti innovativi e chiusure conservatrici: il tema del cattolicesimo italiano prima del Vaticano II si è intrecciato, al convegno mazzolariano di Milano, con le vicende storiche internazionali. Lintervento di Guido Formigoni, docente di storia contemporanea allUniversità Iulm, ha delineato la posizione di Mazzolari allinterno del complesso confronto delle componenti cattoliche sulla questione della guerra fredda, nellintreccio delle dimensioni interne e internazionali della divisione dei mondi. Nella fase più dura dello scontro il cattolicesimo italiano - ha spiegato Formigoni - interiorizzò la logica della spaccatura, ma sia il papato pacelliano che la leadership politica democristiana di De Gasperi tesero a limitare il senso della contrapposizione. Nella stagione della prima distensione, accettare le novità internazionali implicava ricercare spazi di innovazione nel quadro interno (la cosiddetta apertura a sinistra), mentre lopposizione di una parte del cattolicesimo tendeva a resistere su un terreno identitario che ricollegava cattolicesimo e atlantismo. Mazzolari, secondo lo storico milanese, evitò ogni terzaforzismo ma sollecitò un ripensamento sulla fraternità sociale degli italiani, sulla creatività dei cattolici in politica e sulla responsabilità morale dei credenti verso la pace.
Webpastore.it - afferma don Sanavio - si presenta come un denso concentrato di succo da diluire nella prassi pastorale quotidiana di laici e consacrati. È un prodotto ecologico, impegna poca carta e poche parole, punteggiatura ancora meno. Rispetta lambiente umano circostante perché ripropone ancora la forma del libro nellera dellipad, ponte tra il continente alfabetico e quello digitale. Le maiuscole scompaiono per lasciar posto allagilità del lettore che compone da solo il senso del testo prendendo spunti senza seguire necessariamente un filo logico. Per padre Floretta, Webpastore.it è una piattaforma di pensieri, anche incompleti, anzitutto da condividere per elaborare riflessioni sempre più utili per il fiorire della persona anche nellambiente ‘umano del web. Dieci anni fa, racconta il vicedirettore generale del Messaggero di santAntonio, pensavo che il web cambiasse i connotati della fede, la sua semplicità, la sua facilità nello scegliere tra i valori. Che in qualche modo fosse un mezzo che aiutasse a maturare più velocemente le prospettive di fede. Oggi, a dieci anni di distanza, conclude padre Floretta, mi confermo sempre più nellidea che la rete sia un grandissimo laboratorio, per nulla scontato, anche per la fede. Dipende solo dagli interlocutori usarlo per sperimentare nuovi significati e nuovi sentieri per il proprio cammino.
Uno strumento utile per chi è cresciuto nella centralità del libro e vuole confrontarsi con il mondo digitale. Così don Marco Sanavio, direttore del Servizio informatico della diocesi di Padova, spiega il senso di Webpastore.it. 9,37 spunti e appunti per la web pastorale (…anche per laici ;-), un libro (Edizioni Messaggero Padova) di cui è autore insieme a padre Paolo Floretta, vicedirettore generale del Messaggero di santAntonio. Il volume, presentato questa mattina a Padova, a pochi giorni dal convegno Cei Testimoni digitali (Roma, 22-24 aprile), offre 9 spunti per parlare di pastorale attraverso il web, per capire chi possa essere il ‘webpastore, non necessariamente un consacrato, ma un cristiano coraggioso che vive e pensa la propria fede sfidata nelle fluide interazioni su web, donando anzitutto se stesso e le ragioni del proprio credere. A partire dallascolto dellaltro. Ma ciò che conta, precisano gli autori, non è tanto la cifra intera, il 9 appunto, ma quella percentuale, lo 0,37 che è approccio per dare modo a chi leggerà e a quanti decideranno di cogliere questa sfida, di riempire lo 0,63 che manca. Il tutto per arrivare allUno, allunità che rappresenta la pienezza della fede in Cristo. (segue)
Tanto Newman come Jaki - ha rilevato padre Barrajon - sono due apologeti, certo a modo loro e inseriti in spazi culturali e storici diversi, ma sia luno che laltro vogliono mostrare lintrinseca ragionevolezza della fede. Padre Jaki approda il tema più dalla ragione scientifica, vedendola essenzialmente aperta alle verità di fede e Newman da unaltra prospettiva più soggettiva, tuttavia garantita e sostenuta dal magistero della fede cattolica. Mettendo in luce il ruolo primario e fondamentale della coscienza morale, la quale scopre in sé la realtà del peccato e il bisogno di una redenzione, sottolineato da Newman e da Jaki, padre Barrajon ha evidenziato che per Jaki lapologetica di Newman va indirizzata non tanto agli infedeli e agnostici, quanto agli uomini di buona volontà, che accettano lesistenza di un Dio creatore, governatore morale e giudice e che, pertanto, si oppone a tutto ciò che è peccato. A queste persone di buona volontà la stessa natura può rivelare lesistenza di Dio. Padre Jaki, è la conclusione del rettore, ha avuto il merito di additare Newman come modello di un autentico apologeta per il mondo di oggi così ansioso nella ricerca del vero volto di Dio, e come figura che invita alla ricerca umile e sincera della verità.
Uno studioso appassionato del pensiero e della figura di John Henry Newman, dotato di unenorme capacità di erudizione, con riferimenti concreti anche alle situazioni ecclesiali e teologiche attuali. È il ritratto di padre Stanley L. Jaki, delineato questo pomeriggio a Roma da padre Pedro Barrajon, rettore dellAteneo Pontificio Regina Apostolorum, durante il convegno internazionale promosso dallAteneo per commemorare il sacerdote cattolico di origine ungherese già membro onorario della Pontificia Accademia delle Scienze, nel primo anniversario della morte. Del benedettino, padre Barrajon ha richiamato la convinzione secondo la quale la scienza moderna aveva potuto crescere solo in ambito di una teologia della creazione giudeo-cristiana, che presentava il creato come intelligibile proprio perché il creato è tutto permeato dal Logos creatore. Sappiamo che questa tesi, applicata da padre Jaki al campo della filosofia della scienza - ha osservato il rettore dellAteneo -, coincide con il pensiero, sostenuto a diverse riprese, dal card. Ratzinger, lattuale Pontefice, che in diversi interventi ha sottolineato come la fede cristiana nel Logos Creatore, che è Dio-Amore, rende possibile una visione coerente e senza fratture della realtà che non lascia spazio a zone di ombre inintelligibili nella realtà, né ad una zona di tenebre dove la luce della ragione non può entrare. (segue)
I due direttori della Caritas locale chiedono anche agli altoatesini di tendere una mano alle vittime della catastrofe ferroviaria effettuando una donazione in loro sostegno. Da questoggi chi volesse sostenere le persone colpite dalla catastrofe in Val Venosta può farlo effettuando una donazione sui conti correnti della Caritas in quattro banche dellAlto Adige (Cassa di Risparmio di Bolzano, Banca per Trento e Bolzano, Raiffeisen Cassa Centrale e Banca Popolare dell‘Alto Adige). La causale da utilizzare è: Incidente ferroviario Venosta. È inoltre possibile donare online sulla pagina internet della Caritas, allindirizzo www.caritas.bz.it. Nelle prossime settimane - informa la Caritas - i nostri collaboratori si metteranno in contatto con le persone colpite e con i familiari delle vittime per capire quali saranno i bisogni più urgenti da soddisfare, oltre allaiuto già prestato dalla mano pubblica. Desideriamo essere vicini alle persone che si sono allimprovviso ritrovate in una situazione di bisogno - sociale o economico - a causa della perdita di una persona cara, concludono Randi e Schweigkofler. Info su come effettuare le donazioni: www.caritas.bz.it.
Uniniziativa di solidarietà per i superstiti e i familiari delle vittime dellincidente ferroviario di ieri in Val Venosta (nei pressi di Merano). A promuoverla è la Caritas diocesana di Bolzano-Bressanone che ha messo a disposizione delle vittime 30.000 euro del Fondo di solidarietà per persone in stato di bisogno. Il disastro ferroviario - spiega la Caritas in una nota diffusa oggi - ha suscitato grande commozione e partecipazione in provincia di Bolzano e nel resto del Paese. I familiari delle vittime e i superstiti hanno bisogno di solidarietà concreta. La Caritas, assieme a molti altoatesini, desidera aiutarli e per questo invita a sostenere la sua iniziativa di raccolta fondi. Da quest‘oggi con la causale ‘Incidente ferroviario Venosta sarà possibile effettuare donazioni presso quattro banche della nostra provincia. Purtroppo, dicono Mauro Randi e Heiner Schweigkofler, direttori della Caritas altoatesina, non siamo in grado di cancellare tutto il carico di disperazione e di lutto causato dalla perdita di vite umane nellincidente di ieri, ma possiamo comunque dare prova della nostra solidarietà con un gesto concreto. (segue)
Per il ciclo Sfide del presente e in occasione della pubblicazione dellultimo libro di René Guitton Cristianofobia. La nuova persecuzione (Ed. Lindau 2010), domani sera il Centro culturale di Milano, nato nel 1981 da unidea di don Giussani, organizza lincontro Cristiani perseguitati. Il dramma dimenticato (Sala Verri, Via Zebedia 2-ore 21). Allappuntamento interverranno lo stesso Guitton, giornalista e membro del Comitato di esperti dellAlleanza delle civiltà delle Nazioni Unite; Samir Khalil Samir, docente di islamologia presso la St. Joseph University di Beirut, e Rodolfo Casadei, inviato speciale del settimanale Tempi. Una sorta di mappa ragionata e documentata dellavversione ai cristiani nel mondo, frutto in alcuni casi delladozione di una politica ispirata a idee di «pulizia» etnica e religiosa il cui scopo è scacciare dalla culla del cristianesimo le popolazioni cristiane, ostinatamente fedeli al credo dei loro antenati: così i promotori delliniziativa definiscono il volume di Guitton che spazia dallOrissa allEgitto, dal Sudan allo Sri Lanka, dal Maghreb alla Cina. Nessun atto di antisemitismo o islamofobia è accettabile - afferma lautore -, ma non esistono vittime buone di cui bisogna parlare e vittime cattive di cui tacere. Mi sono ribellato agli atti anticristiani, li denuncio e stigmatizzo anche il silenzio che rischia di essere colpevole.
Riflettere sul laicato nella Chiesa di oggi alla luce dellinsegnamento di don Mazzolari può apparire a prima vista il tentativo di operare un confronto inattuale, considerati i profondi mutamenti intervenuti nella storia della Chiesa nella seconda metà del ‘900, a partire da quellevento conciliare che alla sua morte, nel 1959, cominciava soltanto a profilarsi allorizzonte. Come tutta la vita della Chiesa, così linsieme delle problematiche riguardanti il laicato appare, a partire dal Vaticano II, profondamente mutato. Lo afferma Giorgio Campanini, Università di Parma, sulla rivista Impegno della Fondazione Mazzolari e presentata oggi a Milano durante il convegno sul tema Le inquietudini della fede. Ma se il Concilio - prosegue Campanini, tra i relatori del convegno - è apparso, sotto molti aspetti, un avvenimento ‘rivoluzionario, tuttavia si trattava di una rivoluzione da lungo preparata dagli spiriti più vigili della Chiesa dellOttocento e del Novecento. Qui Campanini cita Rosmini, mons. Bonomelli, Sturzo, lo stesso Mazzolari. Sotto questo aspetto, riandare alla riflessione mazzolariana sul laicato, e operare una rilettura di essa nei nuovi orizzonti post-conciliari, appare tuttaltro che inopportuno, sia per cogliere meglio il senso dellevento conciliare, sia per affrontare i problemi che, anche dopo di esso, rimangono aperti.
"In un mondo dove c‘è una così grande varietà di idee - ha scritto il defunto presule - nel mondo caratterizzato da un flusso continuo di informazioni, dobbiamo lasciarci guidare dalla saggezza nelle nostre decisioni riguardanti i punti di riferimento, le persone e le istituzioni cui diamo la nostra fiducia e che, da consiglieri, influiscono poi sulla nostra vita terrena e quella eterna. Dobbiamo saper discernere a chi dare ascolto e a chi no. E dobbiamo sempre sentire Dio piuttosto che gli uomini. Dare ascolto a Dio significa ascoltare piuttosto Lui che la voce del proprio buon senso, Lui piuttosto che quello che vogliamo o non vogliamo. Dio sa tutto e quindi vale la pena ascoltarlo" sia nelle questioni riguardanti la vita famigliare e quotidiana che in quelle attinenti alla politica, alla cultura, al diritto e alla filosofia "così come le questioni dell‘etica, della fede e della religione".
Il nunzio apostolico in Polonia mons. Jozef Kowalczyk in occasione della Giornata nazionale della memoria delle vittime di Katyn, ha celebrato oggi, nella cattedrale militare di Varsavia, una messa in suffragio non più solo delle vittime degli eccidi stalinisti ma anche delle vittime della catastrofe aerea di Smolensk, dove sono morte 96 persone, tra cui il presidente polacco Lech Kaczynski e la consorte. Come omelia è stato letto il testo che mons. Tadeusz Ploski, ordinario militare per la Polonia, deceduto nella catastrofe, avrebbe dovuto leggere per commemorare le 22 mila vittime dell‘eccidio di Katyn avvenuto per mano dei sovietici 70 anni fa. (segue)
Proseguendo nellanalisi della situazione carceraria in Italia, la Comunità di S. Egidio evidenzia che le persone recluse sono 67.271 (di cui 2.963 sono donne, con 80 bambini nelle celle): 42.288 italiani e 24.983 stranieri, per una capienza regolamentare di 43.074. Il tasso di sovraffollamento è cresciuto quindi del 56%. Il 44,6% dei detenuti è in attesa di giudizio. Le regioni con maggiore sovraffollamento e indice di sovraffollamento sono: Emilia Romagna (+ 88,2%), Puglia (+ 66,2%), Veneto (+ 66,8%), Lombardia (+ 61,3%) e Trentino Alto Adige (+ 64,1%). Nel carcere Dozza di Bologna il sovraffollamento è cresciuto del 139%, in quello di Poggioreale (Napoli) del 94,2%, mentre a Rebibbia Nuovo Complesso (Roma) del 78,5%, a San Vittore (Milano) del 57% e allUcciardone (Palermo) del 37,9%. Il personale di Polizia penitenziaria è diminuito del 17,7%. Le conseguenze del sovraffollamento in carcere comportano disagi e sofferenze psicologiche come, ad esempio, limpossibilità di stare in piedi tutti assieme: questo significa - precisa Marazziti - scrivere, leggere, guardare la televisione e anche mangiare restando a letto per 20 ore al giorno. La maggiore promiscuità favorisce una più probabile conflittualità allinterno delle celle. Ma sono sovraffollati anche gli spazi per lora daria, ostacolando così le limitate attività fisiche che si riescono a svolgere al loro interno. È aumenta infine lattesa per ottenere una visita medica.
I detenuti nelle carceri italiane non sono stati mai così tanti come oggi. Lo ha detto stamane a Roma Mario Marazziti, portavoce della Comunità di S. Egidio, intervenendo a una conferenza stampa sul tema Le carceri in Italia: tra riforma, sovraffollamento e problemi di bilancio, un banco di prova per la democrazia e la civiltà in Italia. Il carcere - ha osservato Marazziti - non è la panacea di tutti i mali. È uno strumento inadeguato per rispondere al problema sicurezza in Italia. È necessario spezzare il sovraffollamento e umanizzare, rendendole più vivibili, le prigioni. Il decreto Alfano, secondo noi, va nella direzione giusta. Nelle proposte alternative al carcere, ha proseguito il portavoce di S. Egidio, cè maggiore sicurezza, come dimostra questo dato: due detenuti su tre, scontata la pena, sono recidivi e tornano poi in prigione. Chi invece ha avuto misure alternative delinque di meno (solo il 5% è recidivo), perché sono accompagnati nel loro percorso di recupero. Tra quelli che hanno beneficiato dellindulto - ha aggiunto Marazziti -, gli immigrati hanno avuto meno recidiva. E l80% delle denunce a loro carico sono legate soprattutto alla clandestinità, al permesso di soggiorno. (segue)
Il direttore della Sala Stampa è tornato poi sul significato della pubblicazione della Guida alla comprensione delle procedure della Congregazione per la Dottrina della Fede sugli abusi ai minori da parte di membri del clero: si tratta di un normale procedere in una linea anche di dialogo e di risposte. Vengono domandati dei chiarimenti, si vede che può essere utile darli, anche per capire meglio, effettivamente, una situazione che spesso diventa di confusione, quando cè un grande accumularsi di domande e di interventi di vario genere. Il papa - ha concluso - sta preparando questo viaggio con serenità e non esiste nessuna particolare preoccupazione per eventuali manifestazioni di protesta da parte delle vittime di abusi. Sono cose che fanno notizia ma bisogna valutarne le proporzioni. In un paese come Malta, con una tradizione di presenza della Chiesa, se ci saranno manifestazioni saranno quanto mai minoritarie.
Il Papa di incontri ne ha fatti e, in questo senso, continua ad essere disponibile, sempre in un clima, però, intenzionalmente, di raccoglimento, di discrezione, non sotto una pressione di carattere mediatico, in modo da avere una possibilità di ascolto e comunicazione personale. Lo ha detto il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, che stamattina nel corso di un briefing ha illustrato alla stampa il programma del viaggio apostolico del Papa a Malta del 17 e 18 aprile. Tuttavia il portavoce vaticano ha affermato che al momento non è in grado né di annunciare né di escludere un incontro di Benedetto XVI con un gruppo di vittime di abusi da parte di sacerdoti maltesi, anche alla luce del fatto che il tempo è molto breve e il programma è molto intenso. Alla domanda se il Vaticano si sente sotto assedio per la vicenda legata allo scandalo degli abusi padre Lombardi ha risposto di non sentirsi sotto assedio e non ho espresso questo tipo di atteggiamento. (segue)
Il 16 aprile,nel pomeriggio,si terrà a Roma (Grand hotel palazzo Carpegna) il seminario organizzato da Focsiv (Federazione organismi cristiani di servizio internazionale volontario) e Coldiretti(associazione di rappresentanza e assistenza dell‘agricoltura italiana): Per unagenda di speranza:agricoltura clima e nuove povertà. Il tema riprende il titolo della 46ª settimana sociale che si terrà in autunno a Reggio Calabria. Ci troviamo oggi - spiegano Focsiv e Coldiretti - di fronte a nuove povertà; gli effetti del cambiamento climatico che colpiscono anche lagricoltura, settore di primaria importanza e prima fonte di reddito per milioni di poveri del pianeta, si stanno abbattendo su economie già provate dagli effetti di una profonda ingiustizia sociale. Nel nostro impegno nella lotta contro la povertà - concludono le due organizzazioni - il seminario vuole individuare soluzioni alla crisi alimentare mondiale che mirino a sostenere i piccoli produttori del Sud e del Nord del mondo, e vuole trovare un modello produttivo che garantisca il sostegno alla produzione a dimensione familiare; il diritto allaccesso alle risorse naturali quali terra, acqua ed energia in quanto beni comuni. Info: www.focsiv.it.
Davanti ad un folto pubblico formato da dirigenti del carcere, parenti, insegnanti e formatori professionali, ieri i detenuti del carcere di massima sicurezza di Maiano aderenti alla compagnia teatrale Araba Fenice hanno recitato, da veri professionisti, testi liberamente tratti da opere di Shakespeare, ed altri da essi stessi elaborati insieme alla regista Patrizia Spagnoli. Lo spettacolo - spiega oggi una nota della Comunità papa Giovanni XXIII che ha sostenuto liniziativa - narra di un gruppo di attori che si prepara ad affrontare un provino per poter calpestare i palcoscenici dei più grandi teatri del mondo e dopo ore ed ore di prove e di vita in comune, dovranno accettare l‘esito delle selezioni che per alcuni sarà positivo e per altri negativo. La consapevole ed amara conclusione - prosegue la nota - è sulle possibilità, le opportunità e le condizioni che, favorevoli o avverse, determinano i diversi percorsi della vita ma che la condanna a vita non offre più ai reclusi alcuna possibilità di partecipare ad altre sfide. Dal direttore del carcere, Ernesto Padovani, il ringraziamento a chi ha collaborato alla riuscita dell‘evento, e la sottolineatura delle difficoltà in cui si è dovuto lavorare in questo periodo particolarmente critico a causa del sovrappopolamento che affligge la Casa di reclusione.
Donare un futuro migliore alle mamme e ai bimbi dell‘Etiopia. Il Ccm (Comitato collaborazione medica), ong di cooperazione sanitaria nata nel 1968, insieme all‘Asl Torino 2 promuove l‘iniziativa 1 ora, un futuro. In particolare, tutti i dipendenti dell‘Asl Torino 2 possono scegliere di donare un‘ora del proprio stipendio mensile per un anno a favore del progetto 1 ora, un futuro: per il miglioramento della salute materno-infantile in Etiopia. La prima fase del progetto prevede la formazione di otto medici generalisti e dieci infermieri specializzati ed ostetriche sulla gestione delle emergenze ostetriche e neonatali. Martedì 20 aprile si terrà, alle ore 11.00 presso l‘Ospedale San Giovanni Antica sede di Torino, una conferenza stampa di presentazione dell‘iniziativa, a cui interverranno Claudio Mellana, direttore amministrativo Asl Torino 2, Ugo Marchisio, medico primario di Medicina d‘urgenza all‘ospedale di Torino, Marilena Bertini, vice-presidente del Ccm.
Mancano ormai pochi giorni alla 24ª edizione del Meeting dei giovani e Pompei si prepara ad accogliere i pensieri, le testimonianze e le preghiere delle migliaia di ragazzi che inonderanno lArea Meeting dove, come ogni anno, si svolgerà la manifestazione. Il Meeting dei giovani è uniniziativa del Pontificio Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei. Rappresentanti del mondo cattolico e delle istituzioni, di sportivi e di artisti offriranno spunti di riflessione al popolo del Meeting. Tra questi, il cantautore Angelo Branduardi, che concluderà l‘appuntamento con un concerto dedicato a Papa Benedetto XVI, bersaglio di recenti attacchi mediatici. Attraverso le note del concerto di Branduardi e un momento di preghiera, il Meeting esprimerà tutta la sua solidarietà al Pontefice, al quale ognuno potrà manifestare il suo affetto inviando un sms al 3664659294. Tutti gli sms inviati saranno raccolti in un diario che sarà donato al Papa durante unudienza speciale. Questanno il tema del Meeting è Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?, lo stesso del 25° anniversario di istituzione della Giornata mondiale della gioventù. Il tema farà da filo conduttore di un incontro-dibattito tra i giovani e alcuni ospiti deccezione dellevento.
Convogliare più efficacemente le risorse esistenti, ad esempio per migliorare le reti di trasporto e dellenergia o affrontare sfide come linquinamento, lo sviluppo sociale, limmigrazione o la sicurezza: le strategie macroregionali che lUnione europea sta sviluppando in questa fase si pongono vari obiettivi prioritari dei quali si è parlato oggi a Bruxelles nel corso di un convegno promosso dal Comitato delle regioni, organismo consultivo Ue. Nellottobre 2009 i 27 hanno definito una strategia per il Mar Baltico, ed entro il 2010 dovrebbe emergere un corrispondente progetto per larea del Danubio. Ramón Luis Valcárcel Siso, vicepresidente CdR, ha espresso in questo senso apprezzamento per il valore aggiunto apportato dallapproccio territoriale, sottolineando al tempo stesso la necessità di coinvolgere fin dallinizio gli enti regionali. Johannes Hahn, commissario europeo per la politica regionale, intervenendo al convegno ha affermato: Quando gruppi di paesi e di regioni scelgono di unire le proprie forze per raggiungere obiettivi comuni, essi contribuiscono al tempo stesso a rafforzare la coesione dellUe. Nella sessione plenaria del 14 e 15 aprile, il CdR adotterà una relazione sulla strategia per la regione del Mar Baltico.
Un modo per rilanciare il Concilio, alla luce delle profonde mutazioni che sono avvenute nella nostra società in questi ultimi 40 anni. Così mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede, lannuncio e la catechesi, definisce la lettera pubblicata oggi dalla Cei. Il Documento di base, ricorda il presule al SIR, è lo strumento attraverso cui il Concilio Vaticano II è stato recepito nella vita della Chiesa in Italia. Di qui la sua attualità e la necessità di rilanciarlo, in una società che in questi ultimi 40 anni, secondo mons. Forte, è passata da una società delle incertezze contrapposte, come era quella del tempo delle ideologie, ad una società ‘liquida - quale quella attuale - in cui sembra che non ci siano più appigli, certezze, e in cui dominano relativismo e nichilismo. I catechisti italiani, del resto, sono da sempre in prima linea: basti pensare, ricorda il vescovo, alla grande opera dei Catechismi della Cei, su cui è opportuno anche avviare una riflessione in merito ad una revisione in chiave di rilancio dellevangelizzazione e del primo annuncio. La scelta di rilanciare evangelizzazione, nuova evangelizzazione e primo annuncio - al centro anche nella recente Lettera della Cei ai cercatori di Dio - è inoltre in sintonia con gli Orientamenti pastorali per questo decennio.
Trasmettere ai giovani alcuni obiettivi prioritari che hanno originato il processo di unificazione europea (mantenimento della pace, sviluppo della democrazia, crescita del benessere, mobilità, interculturalità) e invitarli a riflettere sullattualità e il futuro dellUnione europea. Il Consiglio italiano del movimento europeo (Cime), lAiccre (Sezione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni dEuropa) e lAssociazione nazionale presidi spiegano gli obiettivi del concorso Scriviamo la nostra dichiarazione sullEuropa a 60 anni dalla Dichiarazione Schuman, aperto agli studenti di scuola secondaria di tutta Italia. I concorrenti sono invitati a redigere, a titolo individuale o in forma di gruppo, classe, scuola, una dichiarazione-proposta (max. 5.000 caratteri), che, sul modello della Dichiarazione del ministro degli esteri francese Schuman (9 maggio 1950), tracci, con riferimento alle problematiche attuali - spiegano i promotori -, delle motivazioni, e fissi obiettivi e strategie per il futuro sviluppo del processo di unificazione europea. Il testo dovrà pervenire entro il 30 aprile al Cime. La cerimonia di premiazione avrà luogo nella prima decade di maggio 2010, e assumerà la forma di una vera e propria festa dellEuropa, durante la quale si incontreranno giovani provenienti da ogni parte dItalia. Info: segreteria@movimentoeuropeo.it.
È iniziata nelle scuole riminesi la raccolta degli oggetti portati da casa dagli alunni in preparazione del Campo Lavoro 2010, in programma nella diocesi di Rimini il 17 e il 18 aprile. Giocattoli, indumenti ormai fuori misura, libri, fumetti ma anche passeggini, tricicli e biciclettine che non servono più. Materiali che vengono depositati nei cortili delle scuole e ritirati dai volontari del Campo per essere rivenduti nei mercatini dell‘usato. Lesperienza si è progressivamente estesa fino a coinvolgere lintero territorio provinciale. Al Campo 2010 partecipano tutte le materne comunali di Rimini più due scuole elementari; 2 materne statali e 3 elementari dellIstituto comprensivo di Miramare; 7 scuole elementari del secondo e terzo Circolo di Riccione; 5 materne statali e 2 elementari a Coriano; le scuole elementari e medie dell‘Istituto comprensivo di Bellaria. Per un totale di quasi 5 mila bambini coinvolti. Il coinvolgimento del mondo della scuola, oltre a costituire unazione di solidarietà verso coetanei meno fortunati - dicono gli organizzatori del Campo Lavoro -, intende rappresentare un momento di sensibilizzazione dei bambini sui grandi temi del risparmio e del riutilizzo delle risorse della natura. Fame e miseria non si vincono con la semplice elemosina ma modificando il nostro stile di vita, allinsegna della sobrietà.
Fede popolare e nuovi fermenti: sono due degli aspetti che caratterizzano il cattolicesimo italiano nel dopoguerra secondo Jean-Dominique Durand (Università di Lione), intervenuto al convegno promosso dalla Fondazione Don Mazzolari e dallUniversità degli Studi di Milano. Nel tratteggiare le caratteristiche della presenza della Chiesa nellItalia tra gli anni 40 e il Vaticano II, Durand ha sottolineato lazione del Papato, il radicamento della fede nel paese, il rapporto tra comunità cristiana e vita sociale e politica nazionale. Lo storico francese ha parlato di un cattolicesimo vivace pur in un quadro di difficoltà, di una Chiesa non monolitica, e ha fatto riferimento ad alcune figure inquiete e di frontiera, fra cui lo stesso don Primo Mazzolari, don Lorenzo Milani, padre David Maria Turoldo. Nellintrodurre i lavori, Daniele Checchi, preside della facoltà di Scienze politiche, ha tratteggiato Mazzolari come una figura profetica nella Chiesa e nellItalia di quegli anni; Elio Franzini, preside di Lettere e filosofia, ne ha invece parlato come di un anticipatore del Concilio.
Ancora una volta siamo di fronte a casi in cui la sicurezza di operatori umanitari presenti in Paesi poveri e instabili per garantire cure mediche, istruzione, acqua potabile, assistenza e aiuto alle popolazioni, sviluppo agricolo e zootecnico, è messa a repentaglio, dice in una nota di oggi Sergio Marelli, segretario generale della Focsiv, facendo riferimento ai tre operatori umanitari di Emergency nelle mani della polizia afgana e ai due volontari dellAssociazione Giovanni XXIII scomparsi da martedì scorso in Venezuela. A questi cinque operatori, alle loro famiglie e alle associazioni di appartenenza esprimiamo la nostra totale solidarietà, prosegue Marelli. Auspichiamo che le autorità italiane competenti facciano tutto quanto nelle loro possibilità affinché la vicenda di tutti e cinque si risolva positivamente in tempi brevi e che la tutela e la garanzia delle condizioni di servizio di tutti i volontari e i cooperanti italiani - di cui mille impiegati dai 65 organismi federati a Focsiv - sia costantemente tra le priorità delle istituzioni del nostro Paese, conclude Marelli.
Sussidio didattico per gli studenti universitari che nel corso della propria formazione accademica intendono accostarsi alle scienze della comunicazione, ma anche come valido supporto informativo e critico per coloro che a diversi livelli e per motivi differenti operano nel settore della comunicazione o a questo, più in generale, rivolgono il proprio interesse. Così scrive Dario E. Viganò nellintroduzione al suo ultimo lavoro, Dizionario della comunicazione che verrà presentato domani pomeriggio presso la Fondazione Carlo Donat-Cattin di Torino. Esattezza scientifica, rigore metodologico e approfondimento -si legge nella presentazione allincontro- sono i tre aspetti che intessono il dipanarsi dellopera, composta da 106 autori, fra i quali specialisti accademici, nel variegato e complesso mondo della comunicazione a partire dai differenti approcci disciplinari. Il dizionario offrirà spunti di riflessione e di analisi ai relatori presenti al dibattito fra i quali, oltre al curatore, Marco Bonatti, direttore de La voce del popolo di Torino,mons.Guido Fiandinò, vescovo ausiliare dellarcidiocesi di Torino, Sergio Roda, prorettore dellUniversità di Torino. Info:www.fondazionedonatcattin.it
La Commissione Internazionale di inchiesta su Medjugorje si è riunita per la sua prima sessione il 26 marzo 2010. Ne dà notizia oggi un comunicato della sala stampa della santa Sede. La Commissione, presieduta dal card. Camillo Ruini, vicario generale emerito di Sua Santità per la diocesi di Roma, è composta dai cardinali Jozef Tomko, prefetto emerito della Congregazione per l‘Evangelizzazione dei Popoli, Vinko Puljić, arcivescovo di Vrhbosna e presidente della Conferenza episcopale di Bosnia ed Erzegovina; Josip Bοzanić, arcivescovo di Zagreb e vicepresidente del Consiglio delle Conferenze episcopali dEuropa, Julián Herranz, presidente emerito del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi. Ne fanno parte, tra gli altri, anche mons. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi; mons. Tony Anatrella, psicoanalista; mons. Pierangelo Sequeri, teologo; padre A. Maria David Jaeger, consultore del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi; padre Zdzisław Józef Kijas, relatore della Congregazione delle Cause dei Santi. Ai lavori della Commissione hanno partecipato anche alcuni esperti. Come annunciato in precedenza - informa la nota della sala stampa -, il lavoro della Commissione si svolgerà in rigoroso riserbo. Le conclusioni saranno sottoposte alle istanze della Congregazione per la Dottrina della Fede.
Migranti di ieri e oggi: tra rifiuto e accoglienza è il titolo della tavola rotonda che si terrà a Roma venerdì 16 aprile (Complesso del Vittoriano - sala Zanardelli). Liniziativa è promossa dal Centro studi emigrazione Roma (Cser), dal Museo nazionale dellemigrazione italiana (Mei) e dalla Casa editrice Ediesse. Limpegno dei missionari scalabriniani a favore dei migranti, spiegano gli organizzatori, si concretizza nei centri di accoglienza, dove i migranti, circa un migliaio allanno per ogni casa) ricevono alloggio, alimento, sostegno morale e spirituale, assistenza medica, difesa e promozione dei diritti umani. Tra i relatori: Alessandro Nicosia, direttore del Mei, che illustrerà limportanza di questo tema nel contesto del Museo; Matteo Sanfilippo, Università La Tuscia di Viterbo, con una riflessione sullassistenza ai migranti italiani dallazione della Chiesa a quella dello Stato Italiano. A seguire lintervento di Gioacchino Campese, missionario scalabriniano, che parlerà delle migrazioni verso gli Stati Uniti dAmerica e dellattività delle case del migrante scalabriniane. Infine, lo scrittore Marco Onofrio racconterà il viaggio-testimonianza di Andrea Cantaluppi che, con la sua esperienza in Messico, è riuscito a dare voce ai migranti. Info: www.roma-intercultura.it.
Linquietudine non è facoltativa nellanimo del credente: laccompagna come dimensione costitutiva. È il distintivo dellautentica fede, la prova del suo marchio di origine controllata. Don Bruno Bignami, presidente della Fondazione Mazzolari, spiega al SIR il tema del convegno in corso allUniversità degli Studi di Milano su Le inquietudini della fede. Don Primo Mazzolari e il cattolicesimo italiano prima del Concilio. Mazzolari - ha affermato don Bignami durante il suo intervento introduttivo - si è mostrato prete in ricerca, mai seduto su posizioni di comodo, sempre attento al di più che la fede chiede al discepolo. La coscienza credente si trova a decidersi nella storia tenendo come bussola il Vangelo: ogni scelta è frutto di discernimento e continuo approfondimento. Secondo il presidente della Fondazione, vice rettore del Seminario di Cremona, linquietudine fa la differenza tra il funzionario e lapostolo. Lapostolo è consapevole che lopera non esaurirà mai la messe e che la fatica non sarà mai allaltezza dellideale. Il convegno proseguirà fino a domani con relazioni articolate su tre argomenti: la Chiesa e le nuove sfide tra gli anni 40 e 50; i protagonisti della vita della Chiesa; luoghi e nomi della ricerca. I lavori saranno chiusi da una tavola rotonda, con studiosi stranieri, sul cattolicesimo italiano visto dallestero.
Oggi molti ritengono che la fede non sia necessaria per vivere bene. Perciò prima di educare la fede, bisogna suscitarla: con il primo annuncio, dobbiamo far ardere il cuore delle persone, confidando nella potenza del Vangelo, che chiama ogni uomo alla conversione e ne accompagna tutte le fasi della vita. E quanto si legge nel nuovo documento della Cei, Annuncio e catechesi per la vita cristiana, diffuso oggi, nel quale si sottolinea il primato del primo annuncio, che non è solo quello che precede liniziazione cristiana, ma è una dimensione trasversale di ogni proposta pastorale, anche di quelle rivolte ai credenti e ai praticanti. In molti casi, inoltre, il primo annuncio è una vera e propria premessa al catecumenato sia per gli adulti, sia per i fanciulli e i ragazzi. Questo rinnovato accento sulla persona nei suoi snodi fondamentali - è una delle affermazioni di fondo della lettera - apre per la catechesi il tempo di una riformulazione del contenuto, del metodo e dello stile, inserendola più chiaramente in un cammino di formazione che comprende le molteplici dimensioni della vita cristiana. Catechesi come responsabilità di tutta la comunità: questo lappello rivolto dalla Cei alle parrocchie. Tra le priorità: la catechesi degli adulti e dei giovani, la necessità di valorizzare il rapporto tra fede e ragione, attraverso lattenzione ai problemi morali che emergono nella vita dei singoli e nella convivenza sociale.
Quella di oggi è unItalia con larghe tracce di tradizione cristiana, ma in cui si diffonde una concezione della vita, da cui è escluso ogni riferimento al Trascendente. E quanto si legge nella lettera della Cei, diffusa a 40 anni dal Documento di base. Razionalismo, scientismo, relativismo, materialismo consumista: sono questi, per la Chiesa italiana, gli influssi culturali che hanno caratterizzato, in questi 40 anni, il processo di secolarizzazione che ha investito lItalia, dove sorti scenari culturali e religiosi nuovi che, se da una parte richiedono costante fedeltà agli orientamenti del Db, dallaltra esigono scelte pastorali e catechistiche nuove, poiché la Chiesa si trova in Italia di fronte a una situazione profondamente mutata rispetto a quella del 1970. Lindifferenza religiosa, lirrilevanza attribuita alla fede, in base alla quale giovani e adulti non negano Dio, semplicemente non sono interessati, il soggettivismo, che induce molti cristiani a selezionare in maniera arbitraria i contenuti della fede e della morale cristiana. Tutti fenomeni, questi, grazie ai quali la religione viene relegata nella sfera del privato, con la conseguente relativizzazione dei contenuti storici e dottrinali del messaggio cristiano e dei modelli di comportamento che ne derivano. Senza contare il crescente pluralismo culturale e la pervasività della comunicazione multimediale.
Il Db, lesordio della lettera, è stato la prima strada attraverso la quale i documenti conciliari sono arrivati alla base: in Italia, ha favorito il nascere e limpiantarsi di una nuova sensibilità missionaria, ha introdotto nuove tematiche, un nuovo linguaggio, un nuovo metodo di lavoro, elaborato con la collaborazione di tutte le Chiese in Italia. Sul piano dei contenuti della fede, il Db ci ha insegnato che il centro vivo della catechesi è la persona di Gesù ed ha aiutato a veicolare una visione rinnovata della fede, per cui la catechesi ha la finalità non solo di trasmettere i contenuti della fede, ma di educare la ‘mentalità di fede, di iniziare alla vita ecclesiale, di integrare fede e vita, insegnandoci a leggere il nostro tempo alla luce della parola di Dio. In questa nuova prospettiva, i catechisti sono maestri, educatori e testimoni della fede, ma nella Chiesa ogni cristiano, in forza del battesimo e della cresima, è responsabile dellevangelizzazione: una responsabilità differenziata, ma comune. Questo impegno di evangelizzazione, per il Db, deve raggiungere le persone nella loro concreta situazione di vita, che non sono semplici destinatari della catechesi, ma protagonisti del proprio cammino di fede. Anche il contesto sociale va guardato con gli occhi della fede: di qui la necessità di essere fedeli alla parola di Dio e alle esigenze della persona.
Riproporre allattenzione di tutte le componenti della comunità ecclesiale le linee portanti del Documento di base Il rinnovamento della catechesi (Db), a 40 anni dalla sua pubblicazione (1970), ed evidenziare gli effetti positivi che esso ha prodotto nellazione pastorale. Questo lobiettivo principale della lettera della Commissione episcopale per la dottrina della fede, lannuncio e la catechesi, rivolta alle comunità, ai presbiteri e ai catechisti e intitolata Annuncio e catechesi per la vita cristiana. Nel testo - diffuso oggi - la Cei segnala le sfide con cui devono fare i conti oggi levangelizzazione e la catechesi, e le nuove esigenze a cui devono rispondere nel contesto del nostro Paese, profondamente mutato rispetto quarantanni fa. Non rassegniamoci a lasciare che luomo viva solo in superficie, o che diventi schiavo del conformismo, linvito finale della lettera, in cui si afferma che nel cammino della Chiesa italiana il Db ha soprattutto messo in evidenza il primato dellevangelizzazione. (segue)
Dalla Chiesa Greco-cattolica ucraina, dai suoi vescovi, preti, religiosi e laici, le più sincere condoglianze ai parenti delle vittime e a tutta la nazione polacca. Possa il Signore misericordioso accogliere le anime dei morti nel Suo regno!. Così il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, card. Lubomyr, nel messaggio di condoglianze inviato allambasciatore della Repubblica di Polonia in Ucraina, Jacek Kluczkowski, a seguito del tragico incidente aereo che sabato 10 aprile ha provocato 96 morti allaeroporto di Smolensk in Russia, postato ieri sera sul sito web dellUgcc. Secondo lagenzia di stampa indipendente ucraina Unian, lo scorso 11 aprile il card. Lubomyr aveva partecipato ad una funzione religiosa in memoria e a suffragio delle vittime nella chiesa cattolica polacca di santOleksander a Kiev. Le ricordiamo in modo speciale - aveva affermato nelloccasione larcivescovo maggiore di Leopoli - perché sono nostri vicini e nostri amici.
Rendiamo grazie a Dio per la situazione in Libano, un poco migliorata nonostante gli eventi dolorosi che lo circondano. La violenza che laveva colpito è regredita grazie ai responsabili della sicurezza nel Paese. Nelle parole dei vescovi maroniti libanesi si nota la soddisfazione per una situazione nazionale in via di miglioramento grazie anche alla Pasqua che, ha sparso un clima di ottimismo malgrado le difficoltà della vita di tutti i giorni e della popolazione che soffre la miseria. Nel comunicato finale della loro riunione mensile, svoltasi il 7 aprile a Bkerké, sotto la presidenza del card. Nasrallah-Pierre Sfeir, e diffuso oggi dal patriarcato maronita, i vescovi auspicano che gli eventi che si svolgono intorno a noi possano spingere i libanesi a stringersi intorno al loro Paese, a rigettare il rancore che li divide e di operare insieme per realizzare il bene del Libano, anche in vista delle prossime elezioni dei consigli municipali. Ringraziamo Dio - conclude il documento - per le grazie e le benedizioni che ci concede. Preghiamo affinché ci unisca ancora di più e che allontani da noi la divisione.
Prima Comunione in abiti tradizionali per ribadire la propria identità cristiana ed irachena. E liniziativa di padre Douglas Al Bazi, parroco della chiesa caldea di Mar Eliya a Baghdad che nei giorni scorsi ha conferito il sacramento della Comunione a 35 bambini, tutti avvolti nei vestiti tradizionali dei loro villaggi di provenienza, appositamente cuciti dalle donne di casa. Mi è sembrato il modo giusto per affermare la nostra identità che è fatta di liturgia, lingua, cibo, tradizione ma anche di abbigliamento - ha dichiarato a Baghdadhope il parroco - non si tratta di un ritorno al passato, quanto piuttosto del desiderio di vivere il presente e pensare al futuro senza perdere ciò che ci ha reso ciò che siamo. Siamo iracheni e cristiani, queste sono le nostre tradizioni. Ricordarle potrà solo arricchire il nostro bagaglio culturale. I colori ed i decori non hanno tolto nulla alla sacralità del momento ben preparato dal catechismo, ma sono certo che rimarranno per sempre nei ricordi dei bambini e dei loro genitori. La maggior parte delle famiglie veniva da villaggi del Nord come Tel kaif, Batnaya, Tellesqof ed anche da Mosul. Si tratta della prima cerimonia del genere degli ultimi decenni anche se, in passato, si usava vestire i bambini e le bambine come degli sposi in miniatura mentre durante l‘embargo come piccole suore e piccoli monaci.
Due appuntamenti per la legalità oggi in Lazio. A Roma, nell‘ambito del ciclo di seminari L‘antimafia tra cultura e società. Segni, simboli e testimonianze di lotta alla criminalità organizzata, promosso dalle facoltà di Sociologia e Scienze della comunicazione dell‘Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Libera, si terrà oggi pomeriggio all‘Aula Wolf (via salaria 113) l‘incontro sul tema Dai simboli delle mafie ai significati dell‘antimafia, con Michele Prestipino, procuratore aggiunto presso la Procura di Reggio Calabria, e Franco Roberti, procuratore presso la Procura di Salerno, già capo della Dda di Napoli. Stamattina, invece, a Fondi (Lt) si terrà un incontro per amministratori locali, organizzato dalla Regione Lazio, Dipartimento del territorio, Scuola regionale per le autonomie locali del Lazio, sul tema Il bello e il brutto: l‘ambiente e l‘illegalità. Interverranno Raniero De Filippis, direttore regionale Dipartimento territorio, Antonio Turri, dell‘Associazione Libera, Rosaria Capacchione, giornalista de Il Mattino di Napoli, Vincenzo Boncoraglio, direttore dell‘Agenzia regionale per i beni confiscati alle organizzazioni criminali nel Lazio.
Per il ciclo di conferenze su Profili di santità coniugale organizzato dal Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, si terrà venerdì 16 aprile l‘incontro con Paola Dal Toso, dell‘Università di Verona, sul tema Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi: la fecondità del sacramento vissuto. Presiederà mons. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Il ciclo di conferenze propone incontri con coppie di sposi, testimoni di santità, attraverso relatori che offrono un approccio vivo a figure straordinarie che richiamano alla mente le parole di Giovanni Paolo II: I santi esprimono la Chiesa nella sua verità più intima; e, al tempo stesso, essi salvano la Chiesa dalla mediocrità, la riformano dal di dentro, la sollecitano ad essere sempre più ciò che deve essere, la sposa di Cristo senza macchia né ruga. Altri due appuntamenti: il 30 aprile, presiede mons. Jean Laffitte, vice presidente della Pontifica Accademia per la vita, con Dominique Menvielle del santuario di Lisieux, che parlerà di Luis Martin e Zélié Guérin: educare alla santità in famiglia; il 21 maggio, presiede il card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, con padre Piero Gheddo del Pime, che racconterà di Giovanni Gheddo e Rosetta Franzi: testimonianza eroica di genitori normali.
Si parlerà di dialogo in Terra Santa giovedì 15 aprile presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano. Loccasione sarà, nellambito dei Giovedì letterari, la presentazione di due volumi. Si tratta di Il Misericordioso. Allah e i suoi profeti (Hiwâr - Dialogo), scritto da Yahya Sergio Yahe Pallavicini per le edizioni Messaggero di Padova e Per una cultura di pace in Terra Santa, realizzato dalle Edizioni Terra Santa di Milano con il contributo del Servizio formazione permanente dellUniversità Cattolica del Sacro Cuore. Alle 18 presso la Sala delle Accademie interverranno Yahya Sergio Yahe Pallavicini, che è vicepresidente della Comunità religiosa islamica italiana (Coreis), Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano, Pier Francesco Fumagalli, viceprefetto dellAmbrosiana e Gianantonio Borgonovo, membro del collegio dei dottori dellistituzione. Coordina il giornalista Armando Torno. La Veneranda Biblioteca Ambrosiana è da sempre - sin dalla fondazione 400 anni fa da parte del cardinale Federico Borromeo - impegnata nella conoscenza reciproca fra le culture e le religioni monoteistiche nate in Medio Oriente. Per questo è in possesso di un patrimonio unico al mondo di preziosi manoscritti antichi non solo arabi ed ebraici, ma anche armeni, persiani, siriaci e turchi.
Un viaggio ecumenico a Ginevra (Svizzzera), sulle orme di Giovanni Calvino. Lo organizza, da domani al 17 aprile, il Sae (Segretariato attività ecumeniche), in occasione del 5° centenario della nascita di Calvino (nel 2009) e a 100 anni dallinizio del movimento ecumenico. Il viaggio comprende, innanzitutto, la visita guidata ai luoghi di Giovanni Calvino, in particolare la cattedrale di St. Pierre nella quale predicò fino al 1564 e il nuovo Museo della Riforma. Inoltre, è prevista una visita alla sede del Consiglio ecumenico delle Chiese. Ancora, ci sarà una escursione a Grandchamp, dedicata allincontro-testimonianza con la comunità ecumenica delle suore del Monastero di Grand-Champ e partecipazione alla preghiera della comunità. Sulla via del ritorno anche una sosta al lago di Neuchatel e una visita allistituto ecumenico di Bossey, prima del rientro a Ginevra. Il pellegrinaggio ecumenico a Ginevra sostituisce il tradizionale convegno di primavera del Sae.
Inizia oggi la XV edizione di Linea dombra-Festival culture giovani (fino al 18 aprile), che questanno prova a sondare il tema dellidentità nelle culture contemporanee, leggendolo attraverso vari linguaggi. In particolare cinema, musica e performing art. Per sei giorni nel centro storico di Salerno il festival ospiterà artisti, attori, musicisti, performer e giovani da tutto il mondo per spettacoli teatrali e di danza, concerti rock, workshop, incontri, retrospettive. Sono sei i film finalisti in concorso per la sezione Passaggi dEuropa, presentati in anteprima per lItalia; in concorso per CortoEuropa 20 cortometraggi di finzione realizzati da autori europei. Le opere sono giudicate da una giuria formata da 300 giovani, selezionati in collaborazione con le maggiori scuole di cinema italiane, belghe e irlandesi, e da universitari salernitani. Chez-moi è il titolo del laboratorio del collettivo Hypertopia, in collaborazione con lUniversità di Salerno, sullintegrazione e i percorsi multietnici giovanili. Linea dOmbra-Festival culture giovani è organizzato dal Comune di Salerno, co-finanziato dallUnione Europea, dalla Regione Campania e dalla Provincia di Salerno.
A giornalisti nonostante si prevede la partecipazione di circa 400 persone, tra cui gli allievi di 7 scuole di giornalismo operanti tra Milano e Roma. Lincontro di Milano avrà il focus della mattina in un intervento del sociologo Enrico Finzi, anticipato dalle esperienze originali di alcuni giovani giornalisti e da una sessione (intitolata Me la dai una storia) sul difficile rapporto tra operatori dellinformazione e operatori sociali. Nel pomeriggio due lezioni su come evitare stereotipi e tranelli quando si trattano giornalisticamente temi delicati. La salute mentale con Massimo Cirri, conduttore di Caterpillar e psicologo; il razzismo, con il giornalista Gad Lerner. Stessa impostazione nel seminario di Roma. La mattina gli interventi dei responsabili dellOrdine e del sindacato dei giornalisti della regione, quindi un incontro con David Randall, senior editor dellIndependent on sunday, chiamato a dialogare con la platea sulla rivincita del cronista. Le lezioni del pomeriggio saranno invece sui rom, con Paolo Ciani della Comunità di SantEgidio, e sul racconto della precarietà con il giornalista Riccardo Iacona (Presadiretta, Raitre).
Il web sta rivoluzionando la comunicazione? La carta stampata è in crisi? Linformazione è una merce che molti vorrebbero gratis? Ebbene, è proprio il momento di fare i giornalisti nonostante. Questo il messaggio dei due seminari di formazione organizzati dallAgenzia Redattore Sociale, il 14 aprile a Milano e il 15 aprile a Marino, alle porte di Roma. I due seminari hanno il duplice obiettivo di stimolare il dibattito sulla professione e di formare su temi specifici legati al disagio sociale. Lanalisi degli organizzatori di Giornalisti nonostante. Sussulti, idee, scenari per una professione bella e possibile parte dalla necessaria premessa che il giornalismo sta cambiando, nelle pratiche, nelle tecnologie e nel suo rapporto con il pubblico. Ma stanno diminuendo, spiegano gli organizzatori, anche il suo status, la sua forza, la capacità di difendere i deboli sorvegliando i forti. Il tutto in aggiunta a un precariato mai così selvaggio, e a un tasso ormai drammatico di disoccupazione. Eppure, non deve vincere il pessimismo: I giornalisti svolgono ancora un ruolo intellettuale determinante per la diffusione dell‘informazione, da sempre ‘bene comune. Occorre partire da questa consapevolezza per rilanciare la professione con creatività e, soprattutto, con dignità. Con un unico obiettivo: essere giornalisti nonostante. (segue)
Si terrà oggi all‘Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, a Roma, un convegno internazionale per commemorare padre Stanley L. Jaki, nel primo anniversario della sua morte. La prolusione iniziale sarà affidata a mons. Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze. Interverranno Antonio Colombo e John Beaumont che parleranno di padre Jaki come scienziato e sacerdote al servizio della fede; Jacques Vauthier che interverrà sullidea delle quantità proposta da padre Jaki e Lucía Guerra Menéndez su padre Jaki e la bioetica. Ancora: Hrvoje Relja affronterà Il realismo nel pensiero di S. L. Jaki e Jason Mitchell Il pensiero di S. Tommaso dAquino nelle opere di S. L. Jaki. Alexandra von Teuffenbach discuterà di padre Jaki e l‘ecclesiologia del Concilio Vaticano II, Pedro Barrajón di John Henry Newman come apologeta secondo S. L. Jaki, don Paul Haffner di Creazione e creatività scientifica nel pensiero di S. L. Jaki. Ci sarà poi la presentazione di due volumi su Scienza e Fede. Padre Jaki, sacerdote cattolico di origine ungherese, laureato in teologia e in fisica, si è dedicato a studi di storia e filosofia della scienza. Autore di una cinquantina di libri e di circa cinquecento articoli, è stato membro onorario della Pontificia Accademia delle Scienze.
Le carceri in Italia: tra riforma, sovraffollamento e problemi di bilancio, un banco di prova per la democrazia e la civiltà in Italia: stamattina a Roma, in conferenza stampa, saranno presentate analisi e proposte della Comunità di Sant‘Egidio su questo tema. Infatti, dinanzi ai tanti suicidi, mentre torna lallarme per il sovraffollamento carcerario e primi investimenti segnalano la preoccupazione dell‘autorità giudiziaria e la ricerca di soluzioni, la Comunità di SantEgidio propone una riflessione sulla situazione del ‘sistema carcere‘ in Italia con alcune iniziali proposte. Saranno presentati dati, commenti e suggerimenti su salute, pene alternative, indulto, diritti e condizioni dei detenuti. La Comunità è presente da molti anni in diversi penitenziari italiani con i suoi volontari e ha condotto un attento monitoraggio dellevoluzione della popolazione carceraria, della legislazione in materia e delle problematiche che ruotano attorno alle carceri. Storie in presa diretta saranno messe a disposizione dei responsabili, della stampa e dell‘opinione pubblica.
A tre mesi dal sisma che ha causato distruzione e morte nella capitale di Haiti e nelle aree circostanti, secondo Save the Children i bambini debbono ancora fronteggiare il rischio di malattie e infortuni, di subire abusi o sfruttamento. E anche il loro futuro è incerto perché il sistema scolastico locale è collassato. Si stimano in un milione e mezzo i minori colpiti dal sisma, dei quali oltre 300 mila rimasti senza casa, mentre sono molto aumentati i minori privi di uno o entrambi i genitori, 380 mila prima del terremoto. I bambini sono estremamente vulnerabili e a rischio perché costretti a vivere ancora in campi affollati e di fortuna e in una città ridotta in macerie, e con ben poche famiglie in grado di fornire loro il necessario dichiara Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia. Negli ultimi 3 mesi, in stretto coordinamento con le autorità di Haiti, la comunità internazionale e la comunità locale, lorganismo ha aiutato circa 553 mila persone, di cui la metà bambini. Oltre alla distribuzione di cibo e acqua potabile, lorganizzazione ha allestito 35 spazi a misura di bambino a Port-au-Prince e Jacmel, assicurando ogni giorno in ciascuno attività ricreative per 100 minori, e ha organizzato attività di identificazione dei bambini soli e di rintraccio dei genitori, se ancora in vita, o di familiari. Attività tuttora in corso.
Verrà inaugurata domani alla Camera dei deputati dal presidente Gianfranco Fini la mostra E Dio che fa - Il beato Luigi Guanella (complesso di vicolo Valdina - ore 10). Promossa dal centro culturale Veritas et Virtus semper e già esposta al meeting di Comunione e Liberazione lestate scorsa, la mostra si compone di 48 pannelli che illustrano vita e opere del Beato: dagli inizi al cammino formativo, allora della Provvidenza, allincontro con Suor Marcellina Bosatta e alla nascita della Congregazione e dellOpera. Oltre a Fini interverranno alla cerimonia, tra gli altri, il parroco di Santa Maria della Provvidenza di Napoli, don Aniello Manganiello, e il presidente del Centro culturale Veritas e Virtus semper, don Mariolino Mapelli. La proposta - spiega questultimo - è nata da una collaborazione tra il centro culturale San Gaetano e la parrocchia di S. Maria della Provvidenza di Napoli. "Oltre alle foto che mostrano il risultato dellintervento di Dio nella vita e nelle opere di un uomo - sottolinea il sacerdote - sono presenti libri, lettere e articoli di don Guanella sulleducazione e la formazione. Aperta al pubblico dal 15 al 23 aprile (Sale del cenacolo e della sacrestia, ore 10 - 18) con chiusura il sabato e la domenica, a fine mese la mostra sarà trasferita presso la parrocchia S. Giuseppe al Trionfale e ad ottobre nuovamente a Milano.
I bambini, una speranza per tutti è il tema dellincontro che la Comece (Commissione episcopati Comunità europea) promuove domani sera a Bruxelles (Square de Meeûs 19 - ore 20), nellambito dellassemblea plenaria dedicata al tema dellAnno europeo 2010 per la lotta contro la povertà e lesclusione sociale (14-16 aprile). Presente allincontro, dal sottotitolo la missione di un prete di ascoltare le voci della nuova Europa, padre Georg Sporschill, gesuita, fondatore e direttore di Concordia Sozialprojekte, che lavora con i bambini in Romania e nella Repubblica di Moldova. Sono le loro voci che padre Sporschill ascolta - spiega una nota della Comece -, voci che possono definire bene ciò che sta diventando la nuova Europa. Romania e Moldavia conoscono specifiche difficoltà diventando europee: la Romania con le conseguenze ancora in atto del regime Ceausescu; la Moldavia come Stato diviso con conflitti ai confini e tensioni con le vicine Ucraina e Russia. Come sempre al centro del fuoco incrociato vi sono i poveri e i bambini. Nato 62 anni fa a Feldkirch (Vorarlberg), nel 1991 padre Sporschill ha iniziato ad occuparsi dei minori romeni homeless a seguito degli sconvolgimenti politici ed economici. Da allora il gesuita ha fondato centri a Bucarest, una scuola di formazione agrario-commerciale ad Aricesti e un centro a Ploiesti, sempre in Romania.