Logo sir
Versione testuale - Prima Pagina
Mai senza l´uomo
Una lezione del card. Bertone in Polonia sulla Caritas in veritate
[<< INDIETRO] - - - - - - - - - - - - - - -     

"Domani a Bydgoszcz sarà approfondito il contenuto dell’enciclica Caritas in veritate: esprimo la mia gratitudine per il Centro di studi là a me dedicato". Così, ieri, domenica 10 giugno, Benedetto XVI, dopo la recita dell’Angelus da piazza San Pietro, si rivolgeva ai fedeli polacchi, ricordando la visita in questi giorni del card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, in varie città della Polonia. Oggi, infatti, il card. Bertone è intervenuto, a Bygdoszcz, all’apertura del "Centro universitario di studi del pensiero di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI", con una lectio magistralis sul tema "Contributo del pensiero di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI. Alla riflessione etica sull’economia odierna". Al card. Bertone, venerdì 8 giugno, è stato conferito il dottorato honoris causa al "Collegium Maius" della Pontificia Università "Giovanni Paolo II" di Cracovia. Domani il segretario di Stato sarà invece a Gdansk-Zaspa per il rito di benedizione della cappella intitolata al beato Giovanni Paolo II. Poi nella cattedrale di Gdansk-Oliwa presiederà la celebrazione della santa messa nel XXV anniversario della visita di Giovanni Paolo II e nel XX di creazione della metropolia.

Esperta in umanità. "Se la Chiesa affronta in modo sistematico il tema sociale ed economico - come ha fatto a partire dall’enciclica Rerum novarum di Leone XIII - non lo fa perché abbia una specifica competenza di carattere economico, bensì perché è ’esperta in umanità’, come amava dire il Papa Paolo VI", ha sottolineato il card. Tarcisio Bertone, in occasione dell’inaugurazione del Centro studi Ratzinger-Benedetto XVI. In realtà, ha precisato il porporato, "la Chiesa non teme di offrire la propria voce alle grandi domande dell’uomo, che riguardano la sua verità e il suo futuro. E fra queste domande vi è anche quella sull’economia". Si tratta, in altre parole, "di riconoscere che la dottrina sociale della Chiesa non è ’una teoria morale ulteriore rispetto alle tante già disponibili in letteratura, ma come una grammatica comune’ a tutte queste in quanto fondata su uno specifico punto di vista, quello del prendersi cura del bene umano". Il problema è che "drammaticamente, ci si è dimenticati di ciò che la Chiesa, ancor prima della Rerum novarum e poi con più sicurezza proprio a partire da quell’Enciclica, ha insegnato con passione: ’Per la dottrina sociale, l’economia è solo un aspetto ed una dimensione della complessa attività umana’".

L’uomo al centro. Per il segretario di Stato vaticano, "nella riflessione su etica ed economia occorre rimettere l’uomo al centro della valutazione del progresso della società". Alla luce di questo criterio, i tratti della convivenza civile, che deve essere basata "sull’amicizia civile e sulla fraternità", rimangono "in gran parte non attuati nelle società politiche moderne e contemporanee, soprattutto a causa dell’influsso esercitato dalle ideologie individualistiche e collettivistiche". Il compito che attende una Università che ospita il Centro studi Ratzinger sarà, allora, ha sottolineato il card. Bertone, quello di dimostrare che "il principio di fraternità è capace di ispirare scelte concrete nell’agenda politica". Alla luce dell’enciclica di Benedetto XVI, "Caritas in veritate", si tratta "di cogliere i punti critici della cultura contemporanea per superare quegli ’atteggiamenti fatalistici, come se le dinamiche in atto fossero prodotte da anonime forze impersonali e da strutture indipendenti dalla volontà umana’". Infatti, "l’uomo è soggetto morale e responsabile delle sue azioni e non è un individuo ’ridotto a mezzo per lo sviluppo’".

Solidarietà e sussidiarietà. Secondo il porporato, "per non essere travolti dall’evoluzione economica globale, ci vuole grande senso critico e impegno per cogliere la complessità del reale", avendo ben chiaro che "le nostre società hanno bisogno di tre principi autonomi per potersi sviluppare in modo armonico": "lo scambio di equivalenti di valore (attraverso il contratto), la redistribuzione della ricchezza (attraverso il sistema fiscale) e la reciprocità (attraverso le opere che testimoniano con i fatti la fraternità)". Poi questi tre principi devono coniugarsi con "quelli di solidarietà e sussidiarietà". Solidarietà "vuol dire che lo Stato deve garantire gli interessi di tutti, in particolare di coloro che non partecipano o non partecipano più al mondo del lavoro. Questo vuol dire che in una società solidale nessuno può essere escluso perché anziano, malato, disoccupato, bambino, famiglia fragile. Tanto meno possono essere escluse le generazioni future, quei figli che ancora non sono presenti tra noi, ma già ci sono nei nostri sogni e nei nostri progetti". Analogo discorso deve essere fatto "per il principio di sussidiarietà. In nome di esso lo Stato deve lasciare grande spazio alle persone, alle comunità intermedie e alle organizzazioni sociali, senza limitare le loro legittime iniziative, ma piuttosto stimolandole ad assumersi le loro responsabilità". Per illuminare "la via maestra per un corretto operare nel complesso mondo odierno", ha concluso il card. Bertone, nel magistero sociale e, più in generale, nel pensiero di Benedetto XVI ci sono i due "fari": "dignità dell’uomo e norme etiche naturali".

11/06/2012 -



Copyright © 2010 - Società per l'Informazione Religiosa - S.I.R. Spa - P.Iva 02048621003 - Via Aurelia, 468 - 00165 Roma - tel. 06/6604841 - fax 06/6640337