Versione testuale
- Europa
Proposte concrete
Strategia contro la tratta di esseri umani e sostegno alle donne ricercatrici
Due recenti interventi della Commissione, molto diversi tra loro, ne sottolineano una particolare attenzione sul piano sociale e culturale. La prima riguarda la lotta alla tratta di essere umani che, nonostante qualche coraggiosa azione a livello nazionale, resta un problema grave e diffuso nell’Ue; la seconda concerne la presenza di giovani ricercatrici nei laboratori e negli istituti scientifici e nelle accademie europee.
La schiavitù in Europa oggi. "Disgraziatamente la schiavitù non è stata ancora confinata ai libri di storia. È spaventoso vedere come ancor oggi gli esseri umani siano messi in vendita o costretti al lavoro forzato o alla prostituzione". Cecilia Malmström, commissaria per gli affari interni, presentando a Bruxelles la "Strategia comunitaria per l’eradicazione della tratta di esseri umani (2012-2016)", ha riservato alcune valutazioni sulla tratta di bambini, donne e uomini di ogni età che si registra nel mondo e, ugualmente, nel vecchio continente. La strategia proposta dell’Esecutivo, che dovrà prossimamente passare alla valutazione del Consiglio e del Parlamento Ue, comprende "un insieme di misure concrete e pratiche da attuare nei prossimi cinque anni, fra cui l’istituzione di unità nazionali di contrasto specializzate nella tratta di esseri umani e la creazione di squadre investigative comuni europee incaricate di perseguire i casi di tratta transfrontaliera". La commissaria svedese ha aggiunto: "Scopo centrale della nostra iniziativa è fare in modo che le vittime ottengano sostegno e che i trafficanti siano consegnati alla giustizia".
Prostituzione, espianti di organi. La Commissione segnala che "centinaia di migliaia di persone sono oggetto di tratta ogni anno nell’Ue": sono per lo più individui in situazioni vulnerabili indirizzati allo sfruttamento sessuale, al lavoro forzato, all’espianto di organi, all’accattonaggio, all’adozione illegale. La proposta dell’esecutivo identifica alcune priorità (cui corrispondono varie iniziative concrete), fra le quali: sostenere l’istituzione di unità nazionali dedicate al contrasto della tratta di esseri umani; creare squadre investigative comuni e coinvolgere Europol ed Eurojust; fornire alle vittime informazioni chiare sui diritti di cui godono; istituire una "Coalizione europea delle imprese" contro la tratta di esseri umani indirizzata al lavoro illegale; sostenere progetti di ricerca che studino Internet e le reti sociali "in quanto strumenti di reclutamento sempre più attivi". Le stime, con i soli dati ufficiali (dunque per difetto), presentate dall’Organizzazione internazionale del lavoro segnalano che "in tutto il mondo sono 20,9 milioni le vittime di lavoro forzato, compreso lo sfruttamento sessuale, tra cui 5,5 milioni di minori". Secondo Europol, invece, "i minori costretti a compiere attività criminali sono acquistati come merci al prezzo di 20mila euro".
"La scienza: un gioco da ragazze". Scienza "non significa solo uomini anziani in camice bianco. Oltre a dare splendide opportunità di carriera, la scienza offre la possibilità di dare un contributo decisivo alla nostra società e al nostro futuro". Máire Geoghegan-Quinn, commissaria europea per la ricerca e la scienza, ha presentato nei giorni scorsi alcuni dati riguardanti l’Ue27 dai quali risulta una "sottorappresentazione femminile" nel campo della ricerca e dell’innovazione. Ad esempio "le donne che intraprendono una carriera da ricercatrici rappresentano solo un terzo del totale". Da qui la decisione di avviare una campagna che avrà durata triennale, e che "cercherà innanzitutto di interessare le adolescenti allo studio della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica; l’attenzione si allargherà poi all’intera popolazione studentesca femminile, incoraggiandola a prendere in considerazione la professione di ricercatrice". Lo slogan che accompagnerà la prima parte della campagna sarà "Science: it’s a girl thing" (La scienza: un gioco da ragazze; http://ec.europa.eu/science-girl-thing/[>>]). Le prime iniziative saranno lanciate in sei Stati (Austria, Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi e Polonia), per poi proseguire con gli altri.
Vecchi stereotipi da superare. La campagna interviene nella fase di lancio del programma Horizon 2020 "che mira ad accrescere i finanziamenti unionali per la ricerca portandoli a 80 miliardi di euro" nei prossimi 7 anni rispetto ai 55 miliardi resi disponibili nell’ambito dell’attuale bilancio settennale. Secondo Geoghegan-Quinn l’Ue "dovrà trovare fino a un milione di ricercatori in più entro il 2020". La campagna combatterà soprattutto "gli stereotipi sulla scienza, dimostrando alle ragazze e alle donne che la scienza è divertente e può offrire straordinarie opportunità; combatterà una concezione superata delle professioni scientifiche". La ricerca e l’innovazione "sono essenziali per trovare soluzioni concrete alle sfide comuni, quali la sicurezza alimentare ed energetica, l’ambiente o il miglioramento dell’assistenza sanitaria".
27/06/2012 -
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