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- Europa
Dono e responsabilità
Incontro del Consiglio consultivo dei Culti religiosi
L’incontro annuale del Consiglio consultivo dei Culti religiosi della Romania (Ccrcr) si è svolto a Bucarest il 26 aprile, sotto la presidenza del patriarca Daniel della Chiesa ortodossa rumena, con la partecipazione di rappresentanti di dieci culti religiosi. I membri che rappresentano la Chiesa ortodossa rumena, la diocesi serbo-ortodossa di Timisoara, la Chiesa greco-cattolica della Romania unita con Roma, l’arcidiocesi della Chiesa armena, la Chiesa vetero-russo-ortodossa di Romania, la Chiesa evangelica A.C. della Romania, la Chiesa evangelica-luterana della Romania, la Chiesa cristiana secondo il Vangelo-Unione delle Chiese cristiane secondo il Vangelo della Romania, la Federazione delle comunità ebraiche della Romania, il Culto musulmano della Romania, hanno approvato e firmato lo Statuto del Ccrcr.
Sistema sanitario, tutela della vita e della famiglia. Il tema centrale dell’incontro è stato "La salute: dono di Dio e responsabilità umana". In questo senso, i partecipanti hanno sottolineato la responsabilità di ogni singola persona, sia per la propria salute che per quella della comunità. È stata anche menzionata la responsabilità dello Stato nei confronti dei propri cittadini che pagano l’assicurazione sanitaria. I culti religiosi della Romania sono interessati a promuovere un sistema sanitario pubblico più efficiente, tenendo conto che gran parte della popolazione del Paese è povera e che "il sistema sanitario deve essere costantemente guidato, oltre che da criteri di efficienza, da principi di etica sociale". Per quanto riguarda il nuovo progetto di legge sulla riforma del sistema sanitario rumeno, i rappresentanti dei culti religiosi riconosciuti hanno precisato che deve fornire degli elementi di controllo per assicurare che le persone più svantaggiate non siano trascurate e ricevano le cure necessarie a prescindere dalla loro situazione finanziaria. A questo proposito, i culti religiosi possono promuovere "una tendenza della comunità e della solidarietà sociale, una cultura per una buona salute", che implica un’educazione medica per la prevenzione delle malattie e per sostenere i pazienti con reddito basso o senza alcun reddito. Sono state raccomandate delle forme di partenariato tra i culti religiosi e le unità sanitarie pubbliche e private. Il Ccrcr "sostiene le iniziative legislative che proteggono la vita di una persona come dono di Dio e il diritto alla vita dal momento del concepimento, promuove i valori tradizionali dell’istituzione familiare, incoraggia a far crescere sempre i bambini in seno alla famiglia, anche attraverso le adozioni". Il Consiglio consultivo dei Culti religiosi della Romania manifesta la sua "preoccupazione per la protezione e l’utilizzo di tutta la creazione di Dio al fine di poterla trasmettere alle generazioni successive in tutta la sua purezza e bellezza". In questo contesto, i partecipanti hanno espresso la loro preoccupazione per i numerosi additivi chimici e organismi geneticamente modificati utilizzati nella produzione alimentare.
Causa legale presso la Corte europea per i Diritti umani. Il Consiglio consultivo dei Culti religiosi della Romania è preoccupato che la continua costruzione di edifici di ingenti dimensioni molto vicino ai luoghi di culto incida sulla loro stabilità e integrità, così come sulla vita dei fedeli al loro interno. Il Consiglio ha inoltre manifestato il suo sostegno nei confronti della posizione assunta dal Patriarcato rumeno e per l’appello dello Stato nella causa "Il Buon Pastore contro la Romania", il sindacato dei sacerdoti della metropolia di Oltenia, relativa al diritto del clero di formare libere associazioni e organizzazioni di tipo sindacale. Il Ccrcr esprime preoccupazione per il modo in cui la Corte europea per i Diritti umani (Cedu) "ignora l’autonomia dei culti religiosi e la specificità della vocazione pastorale del clero, accettando un simile sindacato". La possibile adozione finale di questa decisione da parte della Cedu costituirebbe un attacco diretto nei confronti dell’organizzazione costituzionale giuridica dei culti religiosi della Romania e degli Stati membri del Consiglio d’Europa, si legge nella dichiarazione. Secondo i Sacri canoni universali e lo Statuto per l’organizzazione e il funzionamento della Chiesa ortodossa rumena, i sacerdoti – allo stesso modo dei magistrati e dei militari - non hanno il diritto di impegnarsi in una politica di parte, di esercitare un’attività economica, direttamente o tramite intermediari, di partecipare ad altre forme associative, come quelle di tipo sindacale, al fine di poter essere imparziali e completamente coinvolti nel servizio al bene comune delle persone.
Compensazione per i beni confiscati. Un altro argomento affrontato dai rappresentanti dei culti religiosi è stato il disegno di legge riguardante le compensazioni per i beni immobili confiscati dal regime comunista. I rappresentanti religiosi chiedono che vengano osservate le disposizioni costituzionali in base alle quali la proprietà privata è garantita. Pertanto, allo Stato rumeno viene chiesto che le iniziative legislative nel campo della restituzione di beni immobili prevedano, nei casi in cui la restituzione non risulti più possibile, un’indennità pari al valore reale dei beni oggetto del contenzioso, a prescindere dal progressivo versamento dei rispettivi importi nel corso del tempo.
Attività all’interno della società. Il Ccrcr chiede alle autorità dello Stato di adottare delle misure legislative con conseguente definizione distintiva dell’Iva pagata da un culto religioso riconosciuto nel bilancio dello Stato per l’anno successivo e la sua restituzione ai culti religiosi per attività socio-filantropiche, cultural-educative e comunali-amministrative. Infine, il Consiglio consultivo dei Culti religiosi della Romania ha deciso di istituire quattro Commissioni di lavoro: una medica e sociale, una per l’istruzione, una per i culti religiosi e il patrimonio nazionale, una giuridica ed economica, con l’intenzione di riunire esperti di tutti i culti religiosi in ogni settore interessato al fine di formulare pareri comuni su problemi di attualità e proporre emendamenti ai progetti di interesse normativo.
03/05/2012 -
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