Versione testuale
- Europa
Dare sostanza all´idea
Economia sociale di mercato: la riflessione di mons. Van Luyn, presidente Comece
"Con questa dichiarazione, i vescovi della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) si pronunciano sul concetto di economia sociale di mercato altamente competitiva che fa parte degli obiettivi dell’Ue dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona". Così scrive il presidente della Comece, il vescovo Adrianus van Luyn, nella prefazione al documento "Una comunità europea di solidarietà e responsabilità", presentato a Bruxelles il 12 gennaio. "Utilizzato soprattutto nei Paesi di lingua tedesca, ma altresì presente nella tradizione costituzionale di altri Paesi, come per esempio la Polonia, il concetto politico di economia sociale di mercato è diventato una nozione ancorata giuridicamente nei Trattati europei. Occorre però ancora dare sostanza a questa idea".
La genesi del documento. Adottato dall’Assemblea plenaria della fine di ottobre 2011, il documento è nato dal lavoro e dalla riflessione della commissione sociale della Comece, presieduta dal card. Reinhard Marx, in collaborazione con l’Istituto centrale per la dottrina sociale della Chiesa della Conferenza episcopale tedesca, a Mönchengladbach. "Le radici del concetto di economia sociale di mercato si fondano nell’eredità filosofica e religiosa, in particolare cristiana, dell’Europa. Per questo motivo ci è sembrato opportuno e legittimo affrontare questo concetto dal nostro punto di vista, anche se dobbiamo riconoscere con franchezza che non siamo esperti sulla maggior parte delle questioni sollevate", continua il vescovo emerito di Rotterdam.
Un contributo al dibattito. "I vescovi cattolici seguono il processo d’integrazione europea e si sentono strettamente legati a quest’opera di unificazione dell’Europa. Oggi, tuttavia, bisogna spiegare ai cittadini il significato di questa opera. Siamo fermamente convinti che il concetto di economia sociale di mercato possa contribuirvi in maniera significativa, dal momento che essa incarna un giusto equilibrio tra i principi di libertà e di solidarietà. Essa fa riferimento al rispetto della dignità di tutti gli esseri umani e a una protezione particolare dei più deboli". Il vescovo Van Luyn auspica quindi di contribuire, "nel quadro e nel limite della nostra responsabilità specifica", "affinché l’Ue evolva verso un’autentica comunità di solidarietà e di responsabilità che tiene ugualmente conto delle proprie responsabilità su scala mondiale". Si legge inoltre nell’introduzione del documento che "la crisi attuale nella zona euro e le debolezze e ineguaglianze strutturali nell’ambito dell’Ue intensificano l’urgenza del dibattito sul modo in cui l’obiettivo dell’economia sociale di mercato europea possa essere realizzato, quale debba essere la sua forma e quale il suo sviluppo sul piano istituzionale". E se è pur vero che "la Chiesa cattolica non ha soluzioni tecniche o un modello economico o politico proprio da offrire, poiché vive realmente tra le perone, s’interessa delle loro preoccupazioni e dei loro bisogni nel mondo", "dal momento che la forma che l’ordine sociale ed economico rivestiranno in futuro sarà intimamente legata alla vita dei cittadini, all’interno o al di fuori dell’Ue, consideriamo nostro dovere, in quanto vescovi europei, far udire la nostra voce su questa questione importante".
13/01/2012 -
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