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- Europa
Una grave omissione
Nota della Comece sulla non brevettabilità
La ricerca sulle cellule staminali embrionali umane non è più brevettabile nell’Ue, è eticamente problematica e quindi rappresenta un campo di ricerca non consensuale tra gli Stati membri e i cittadini dell’Ue. Inoltre, risulta sempre meno promettente dal punto di vista clinico. La Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), pertanto, invita l’Ue ad escludere la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane dal suo imminente programma di finanziamento della ricerca Horizon 2020 e di concentrarsi invece sul campo più innovativo e promettente della ricerca sulle cellule staminali alternative. La Comece pubblica sul proprio sito una nota che riportiamo in una nostra traduzione (www.comece.org[>>]).
Horizon 2020 è il nuovo programma quadro dell’Ue per la ricerca e l’innovazione, da realizzarsi nel periodo 2014-2020 con un budget di 80 miliardi di euro. Questo programma deve essere considerato un importante strumento per promuovere la crescita e l’innovazione nell’Unione europea. Nel campo della ricerca medica, in particolare, può portare a trattamenti innovativi per i pazienti. La Commissione europea ha recentemente presentato un pacchetto di proposte per Horizon 2020. Queste proposte sono mirate a migliorare l’attuale inquadramento etico, indicando alcuni dei principi etici applicabili. Tuttavia, mancano due dei principi più importanti: la tutela della dignità umana (art. 1, Carta dei diritti fondamentali) e la preminenza degli interessi e del benessere dell’essere umano su quelli della società o della scienza (art. 2, Convenzione di Oviedo). La Comece, tuttavia, è soprattutto preoccupata per una grave omissione: le nuove proposte includono alcuni degli impegni già assunti dalla Commissione nella sua Dichiarazione del 2006, ma, sorprendentemente, escludono l’impegno (§ 12) in base al quale la Commissione Ue "non sottoporrà al Comitato di Regolamentazione proposte di progetti comprendenti attività di ricerca che distruggono embrioni umani, tra cui anche quelle mirate all’approvvigionamento di cellule staminali". Questo significa che le attuali proposte si inseriscono in un quadro etico in realtà più debole di quello del programma di ricerca in corso (2007-2013).
Non più orientato al mercato. Inoltre, dal punto di vista giuridico, le proposte non tengono conto della recente sentenza della Corte europea di giustizia nella causa Greenpeace contro Brüstle. La Corte fornisce una chiara definizione dell’embrione umano e conferma che le invenzioni biotecnologiche che utilizzano cellule staminali embrionali umane non possono essere brevettate. Pertanto, se il corpus legislativo dell’Ue vuole mantenere la sua logica e coerenza interna ogni progetto che preveda l’uso di cellule staminali embrionali umane nei passaggi successivi alla loro derivazione dovrebbe essere escluso dai finanziamenti. Inoltre, in una prospettiva economica, sembra poco efficiente l’idea di finanziare una ricerca ai cui possibili risultati venga giuridicamente impedito, successivamente, di essere trasformati in un’effettiva innovazione sul mercato. Infatti, uno degli obiettivi principali di Horizon 2020 è aiutare le "imprese innovative a sviluppare le loro conquiste tecnologiche e a trasformarle in prodotti validi dotati di un reale potenziale commerciale".
Non più promettenti dal punto di vista clinico. Recentemente, la Geron Corp., leader mondiale nella ricerca sugli embrioni, ha annunciato l’intenzione di chiudere il suo programma sulle cellule staminali. Di fatto, la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane non ha prodotto i risultati sperati. Al tempo stesso, la ricerca sulle fonti alternative di cellule staminali - cellule staminali adulte, sangue del cordone ombelicale o pluripotenti indotte - offre reali prospettive in termini di applicazioni terapeutiche efficaci o ha già dimostrato risultati clinici largamente condivisi. Questi metodi, grazie al fatto di godere di un’ampia accettazione - sia per ragioni scientifiche che etiche - non provocano controversie tra gli Stati membri. Dovrebbero pertanto godere di priorità nel contesto dei finanziamenti Ue al nuovo programma Horizon 2020.
Meno sostegno tra i cittadini dell’Ue. Infine, il sondaggio di Eurobarometer sulle scienze e le biotecnologie della vita, condotto nell’ottobre 2010, mostra che per il 56% degli europei un embrione è un essere umano subito dopo la fecondazione (p. 146) e il 69% degli intervistati approva la ricerca sulle cellule staminali adulte, mentre un numero inferiore approva la ricerca sulle cellule staminali embrionali (p.55). La Comece ritiene che vi sia spazio per un miglioramento delle proposte nel corso della procedura legislativa avviata e si aspetta quindi che i recenti sviluppi giuridici e scientifici - così come le regole etiche fondamentali e le opzioni strategiche di base, come sopra affermato - siano presi in considerazione e chiaramente inseriti negli strumenti di Horizon 2020, quando verrà definitivamente adottato.
14/12/2011 -
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