Versione testuale
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Germania, Slovacchia, Polonia
Germania: vincitori Premio cattolico media 2012 Gli autori Wolfgang Bauer, Carsten Rau e Hauke Wendler sono i vincitori del Premio cattolico dei media 2012. Lo ha riferito la Conferenza episcopale tedesca (Dbk) con un comunicato diffuso il 26 luglio. Il premio, giunto alla nona edizione, viene assegnato ogni anno ai lavori suddivisi tra la categoria della carta stampata e quella dei media elettronici dalla Dbk, in collaborazione con le associazioni dei giornalisti e dei media cattolici (Gkp e Km). I vincitori per il 2012 sono stati scelti tra 170 lavori - 67 della categoria della carta stampata e 103 dei media elettronici - da una giuria presieduta da mons. Gebhard Fürst, vescovo di Rottenburg-Stoccarda e presidente della Commissione pubblicistica della Dbk. Bauer ha vinto il premio della categoria carta stampata con il réportage "Capolinea Dadaab" in cui, insieme con il fotografo Matthias Ziegler, ha raccontato la fuga pericolosa di una famiglia dalla Somalia verso il campo profughi di Dadaab in Kenia. Per la realizzazione dell’opera, l’autore e il fotografo hanno visitato il campo profughi, il più grande del mondo, in cui vivono oltre 500 mila persone. Carsten Rau e Hauke Wendler si sono invece aggiudicati il premio della categoria dei media elettronici per il loro documentario "Wadim", che racconta la tragica fine di un ragazzo appartenente ad una famiglia lettone, che non ottiene l’asilo politico ma che ha semplicemente lo stato di "tollerata" per anni, con tutti i problemi legati a questo status, tra cui il rischio di espulsione e il divieto per i "tollerati" di lavorare (in Germania, infatti, queste persone hanno il permesso di soggiorno ma non il permesso di lavoro). La premiazione dei vincitori (5 mila euro per ciascuna categoria) avverrà il 26 novembre a Bonn, nel corso di una cerimonia ufficiale presieduta da mons. Robert Zollitsch, presidente della Dbk, cui parteciperanno circa 300 ospiti del mondo ecclesiastico, politico e dei media.
Slovacchia: Club sociale per i senzatetto Risolvere i gravi problemi sociali delle regioni slovacche contribuendo a trovare una soluzione alle questioni della povertà e dei senzatetto: sono questi gli obiettivi principali del nuovo Club sociale istituito dalla Sottocommissione della Conferenza episcopale slovacca e guidato da mons. Peter Rusnák, eparca di Bratislava. Secondo il prelato, lo scopo non è la realizzazione di attività caritative: "Si tratta piuttosto di stimolare la cooperazione di tutte le istituzioni a livello diocesano, e in seguito forse anche a livello parrocchiale, promuovendo un miglior coordinamento delle attività e una più rapida identificazioni dei problemi e delle difficoltà, per favorire un’assistenza più efficace da parte della Chiesa". Questo progetto pilota potrebbe diventare una fonte di ispirazione per i vescovi di tutte le diocesi che vogliono rilevare e risolvere i più gravi problemi sociali. Il primo incontro del Club ha visto la presenza di rappresentanti della società civile e di organizzazioni ecclesiali, nonché di politici e attivisti di vari settori della vita pubblica. "Vogliamo coinvolgere i volontari mettendoli in contatto con i servizi professionali", ha aggiunto Katarína Hulmanová, coordinatrice del Club sociale.
Polonia: i compiti per la nuova evangelizzazione Sono stati 1200 i partecipanti, appartenenti a oltre 300 associazioni e movimenti, al I Congresso internazionale di nuova evangelizzazione che si è concluso il 31 luglio a Kostrzyn, in Polonia. Il segretario del gruppo per la nuova evangelizzazione della Conferenza episcopale polacca, don Artur Godnarski, ha rilevato che "durante il Congresso non ci siamo soffermati sulle questioni teoriche, ma sulle esperienze pratiche. In Polonia, ci sono intere famiglie impegnate a portare la Buona Novella". "Davanti a noi ci sono molti compiti legati alla nuova evangelizzazione", ha affermato in conclusione del Congresso mons. Stefan Regmunt, ordinario della diocesi di Zielona Gora e Gorzow e membro del Pontificio Consiglio della pastorale per gli operatori sanitari. Parlando ai partecipanti al Congresso, l’ordinario della diocesi di Opole, mons. Andrzej Czaja, ha osservato che la Chiesa in Polonia "è caratterizzata da troppo immobilismo. Se la gente non viene da noi bisogna andarle incontro". Per un’efficace evangelizzazione è necessaria, secondo mons. Czaja, "una solida formazione biblica e un’adeguata formazione intellettuale e spirituale in vari ambiti". Un invito ad avere coraggio è venuto da mons. Andrzej Dziega l’ordinario della diocesi di Stettino e Kamien Pomorski. Il vescovo di Koszalin e Kolobrzeg mons. Edward Dajczak invece ha sottolineato la necessità di "farsi guidare dallo Spirito Santo" nell’opera di evangelizzazione e di "essere degli autentici testimoni". Il Congresso di nuova evangelizzazione organizzato per la prima volta a Kostrzyn avrà nei prossimi giorni una sua continuazione durante gli incontri di musica e teatro organizzati sotto il nome "Przystanek Jezus" (Fermata: Gesù), in concomitanza con il festival musicale più conosciuto fra giovani polacchi "Przystanek Woodstock".
03/08/2012 -
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