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Belgio, Ucraina, Slovacchia, Spagna
Belgio: guarire e prevenire gli abusi Con l’inizio di luglio ha assunto le sue funzioni la Commissione interdiocesana per la protezione dei bambini e dei giovani, voluta dalla Conferenza episcopale del Belgio. Lo scorso gennaio, con la pubblicazione del documento "Sofferenza nascosta. Verso un approccio globale degli abusi sessuali nella Chiesa" partiva il lavoro "di riconoscimento e di riparazione verso le vittime di abusi sessuali in un contesto ecclesiale o pastorale", spiega il comunicato stampa pubblicato dalla Conferenza episcopale. Nei mesi scorsi hanno anche iniziato a lavorare i dieci centri di contatto per le vittime ed è stata messa in funzione la procedura di arbitrato proposta dalla commissione parlamentare. Le vittime di abuso possono presentare la loro richiesta di riconoscimento, di riparazione e di risarcimento economico sia ai punti di contatto che al Centro di Arbitrato. La nuova Commissione ha ora diversi compiti: "sostenere i dieci centri di contatto locali; raccogliere le linee di comportamento già in uso per migliorare la prevenzione verso gli abusi o gli atteggiamenti trasgressivi; garantire un collegamento efficace tra i responsabili ecclesiali e le strutture sociali che operano nell’ambito degli abusi e della prevenzione; redigere annualmente un rapporto sulle denunce presentate ai centri di contatto e sui passi successivi compiuti in ogni singola vicenda". La Commissione è composta da due vescovi referenti (mons. Harpigny e mons. Bonny), due rappresentanti degli ordini religiosi, medici e psicologi, referenti dei centri di contatto, responsabili della pastorale giovanile. La Commissione lavorerà anche in contatto diretto con alcune vittime, loro rappresentanti o delegati. Il documento è disponibile sul sito della Commissione: http://minisite.catho.be/abusdansleglise[>>].
Ucraina: seminaristi su sfide migratorie Si è concluso il 1° luglio a Ivano-Frankivsk lo speciale corso di pastorale missionaria per i migranti, organizzato dal Dipartimento di pastorale missionaria della Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc), cui hanno partecipato 68 seminaristi. Il vescovo Josyf Milian, direttore del Dipartimento, ha ricordato ai partecipanti che nonostante i migranti lascino la propria terra natale per guadagnarsi più facilmente il pane, spesso la situazione che incontrano nel Paese d’arrivo non è meno difficile. Il prelato ha sottolineato che sin dall’inizio del processo migratorio la Chiesa, come madre, ha inviato i suoi rappresentanti per fornire "sostegno spirituale" a quanti vivono in terra straniera. Il vescovo ha spiegato la necessità di avere un dipartimento separato all’interno della Chiesa che si occupi soltanto di migranti, aggiungendo che "il fenomeno delle migrazioni rappresenta non soltanto una sfida, ma anche un’opportunità per creare cambiamenti positivi". I partecipanti al corso hanno assistito alla presentazione dei dati riguardanti la situazione reale della pastorale dei migranti negli esarcati di Lutsk, Odesa-Crimea e Donetsk-Kharkiv. Oltre agli interventi dei relatori, il programma prevedeva anche preghiere comunitarie, funzioni liturgiche, testimonianze e la presentazione di esperienze di missionari provenienti dall’Ucraina e dall’estero, nonché gruppi di lavoro sul tema.
Slovacchia: media cattolici in Terra Santa I media cattolici slovacchi vogliono organizzare un pellegrinaggio in Terra Santa il prossimo anno. I direttori della sala stampa della Conferenza episcopale slovacca, di Catholic Newspaper, di Radio Lumen e dell’emittente televisiva Lux hanno preso questa decisione durante un incontro cui hanno preso parte la settimana scorsa. L’evento nasce come risposta all’invito formulato in occasione dell’imminente Anno della fede a promuovere tra i fedeli visite a luoghi di culto cristiani in Terra Santa. "Abbiamo deciso di organizzare il pellegrinaggio il 6-13 aprile sotto la guida di mons. Stanislav Zvolenský, presidente del Consiglio per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale", ha dichiarato Jozef Kovácik, portavoce della Conferenza, spiegando che l’obiettivo di questo pellegrinaggio ai luoghi sacri è di "rinnovare le nostre radici e rafforzare la nostra fede nel Dio Trinitario". L’evento si inserisce nelle celebrazioni organizzate nel Paese dai media cattolici in occasione dell’Anno della fede.
Spagna: al via la campagna "Aborto cero" Si è aperta il 5 luglio la campagna di mobilitazione "Aborto cero" (Aborto zero), a Madrid ma non solo. Sono prevista, infatti, iniziative in tutta la Spagna per ricordare al primo ministro Mariano Rajoy il suo impegno elettorale a favore della protezione della vita e della maternità. A promuovere la campagna è la piattaforma Derecho a Vivir (Diritto a vivere), impegnata da anni in Spagna a favore della vita nascente e della maternità. La data non è stata scelta a caso: il 5 luglio ricorre il secondo anniversario della nuova legge sull’aborto, la cui applicazione, ricorda Derecho a Vivir, ha prodotto 230.000 aborti. La portavoce della piattaforma, Gádor Joya ha consegnato nella sede del Partito popolare (Pp) a Madrid il manifesto "Aborto cero", rivolto al premier Mariano Rajoy. Durante l’estate e in parte dell’autunno, il movimento pro-life raccoglierà un milione di adesioni a questo manifesto, con il quale si chiede l’abrogazione della legge sull’aborto e la promozione, al suo posto, di una legge di protezione della vita umana e di sostegno alla maternità, come ha promesso il Pp durante la campagna elettorale. Il movimento pro-life non esclude di concludere la campagna con una grande manifestazione nel prossimo autunno a Madrid.
06/07/2012 -
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