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Versione testuale - Europa
Germania, Lussemburgo, Austria

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Un rinnovamento spirituale della Chiesa: è l’auspicio dei vescovi di Germania, Austria e Lussemburgo all’inizio della Quaresima, contenuto nella gran parte delle lettere pastorali che i prelati hanno indirizzato ai fedeli in questi giorni. Presentiamo una breve sintesi dei messaggi dei vescovi per il periodo che precede la Pasqua.


Germania: le radici della fede
Usare la Bibbia anziché Google: questa l’esortazione di mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca. "Al posto di una ricerca su Internet è molto più utile e affidabile prendere la Bibbia e farsi ispirare e guidare da Dio", sottolinea mons. Zollitsch. L’arcivescovo di Friburgo auspica una svolta all’interno della Chiesa: "Ogni cattolico è chiamato a partecipare al dialogo spirituale per il futuro della Chiesa". Per il cardinale di Monaco, Reinhard Marx, il "Vangelo è realtà viva": "Non è obsoleto e conservato in libri polverosi". Occorre che la vita della Chiesa non si avulsa dai tempi attuali "ma ciò non significa adeguarsi al mondo e alle correnti del tempo". Il cardinale di Berlino, Rainer Maria Woelki, ricorda che il periodo di 40 giorni della Quaresima "non è un appello a fuggire dal mondo": invece, "i cristiani sono chiamati a vivere l’amore per il prossimo nella quotidianità". Secondo l’arcivescovo di Paderborn, mons. Hans-Josef Becker, "in futuro la Chiesa vivrà sempre più di piccole cellule. Perciò ha bisogno di più fedeli che contribuiscano con i loro talenti a costruire una Chiesa mossa dallo Spirito", in una "coesistenza fruttuosa di religiosi e laici". Il vescovo di Rottenburg-Stoccarda esortato invece i fedeli ad "un dialogo rispettoso sul futuro della Chiesa cattolica" e "a dare un’opportunità al processo di dialogo e di rinnovamento all’interno della Chiesa". Mons. Gerhard Feige, vescovo di Magdeburgo, sottolinea la necessità che la Chiesa "prenda posizione all’interno della società per la dignità della persona, per la giustizia e contro l’estremismo". Mons. Heinrich Mussinghoff, vescovo di Aquisgrana, rivolge un appello ai fedeli, invitandoli a non "far inaridire le radici della fede", ricordando la visita di Benedetto XVI in Germania.

Lussemburgo: disporre del nostro tempo
Nella lettera pastorale indirizzata ai fedeli dell’arcidiocesi di Lussemburgo, mons. Jean-Claude Hollerich, ricorda il significato del digiuno quale occasione "per regalare del tempo": "Chi rinuncia a qualcosa, guadagna effettivamente tempo", tempo "per Dio e tempo per le persone". "Prendersi del tempo per il prossimo e per Dio significa sempre unirsi in una relazione, restando se stessi". "Possiamo disporre consapevolmente del nostro tempo, se riusciamo a rinunciare ad altre cose che ci rubano tempo" prosegue mons. Hollerich: tra queste cose, l’arcivescovo indica "riunioni", "sprechi insensati nel settore del tempo libero e dei media", "ma anche l’indecisione e la mancanza di scopo", che come "buchi neri" "consumano e distruggono tempo in modo invisibile".

Austria: riscoprire l’interiorità
Durante la liturgia del Mercoledì delle Ceneri, celebrato nel Duomo di Santo Stefano a Vienna, il card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca e arcivescovo della capitale, sottolinea il significato del Sacramento della Riconciliazione e invita i fedeli a riscoprirlo nella Quaresima. "Lasciatevi riconciliare con Dio", esorta il cardinale: "Il periodo della Quaresima è tempo di grazia e un periodo molto speciale con Dio, in cui il cielo è più aperto". Il card. Schönborn ricorda che "la Quaresima offre l’opportunità di mettere da parte per una volta molte cose esteriori nella nostra vita e di riscoprire l’interiorità". In questo senso, il periodo può essere utilizzato "per liberarsi di se stessi". Mons. Ägidius Zsifkovics, vescovo di Eisenstadt, ribadisce la missione originaria della Chiesa, la visione e l’identità dei cristiani per la Quaresima: "Come l’intera società, la Chiesa sta vivendo svolte e crisi che la fanno apparire disorientata, paralizzata e obsoleta. Molti ‘consulenti d’impresa’ esterni e interni, hanno analizzato e criticato in questa situazione lo stato della Chiesa". Ma la Chiesa "non è una fabbrica, la fede non è una merce, il fatto che le persone siano figli di Dio non è un valore quotato in borsa, i sacerdoti non sono organizzatori di eventi o intrattenitori. L’ottimizzazione e il risanamento non sono riferimenti del Vangelo: lo sono invece l’amore per Dio e per il prossimo, che non può essere mai forte e grande abbastanza". Rivolgendosi ai fedeli della sua diocesi, mons. Manfred Scheuer di Innsbruck evidenzia che "viviamo in tempi critici nella società, nell’economia e nella Chiesa": "Le crisi sono un’opportunità di approfondimento" e "possono aiutarci a ripensare al proprio centro, che non è un luogo di comoda pace, bensì un luogo dinamico, una fonte di quella forza che ci è data dalla sofferenza e dalla risurrezione di Cristo".

29/02/2012 -



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