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Versione testuale - Europa
Austria, Italia, Slovacchia

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Austria: stabile numero cattolici, meno abiure
Le abiure della Chiesa cattolica austriaca sono in forte diminuzione: questo il dato saliente delle statistiche pubblicate ieri dalla Conferenza episcopale austriaca per il 2010. Confronto al 2010, le abiure registrate sono infatti 58.603, il 32% circa in meno rispetto al 2009, in cui 85.960 persone avevano abbandonato la Chiesa. Nel 2011, il numero dei cattolici è rimasto per lo più stabile. I dati provvisori forniti dalle diocesi indicano un totale di 5,41 milioni di cattolici al 31 dicembre dell’anno appena concluso, con una lieve flessione dello 0,86% rispetto al 2010. "La diminuzione sensibile delle abiure è il segno del fatto che la Chiesa è stata in grado di costruire nuovamente fiducia", ha detto Paul Wuthe, referente per i media della Conferenza episcopale, commentando i dati all’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress. La tendenza "è da ricondurre alle parole chiare e alle misure concrete adottate dalla Conferenza episcopale contro le violenze e gli abusi nella Chiesa": provvedimenti che hanno "rafforzato la Chiesa, sebbene la delusione rimanga tangibile in molti fedeli". La Chiesa cattolica resta comunque "per la gran parte dei cattolici una patria spirituale, un luogo di fede e di amore cristiano per il prossimo anche e proprio in tempi difficili".

Italia: messaggio vescovi per vita consacrata
"Il proprium della vita consacrata è riproporre la forma di vita che Gesù ha abbracciato e offerto ai discepoli che lo seguivano: l’evangelica vivendi forma". Su questo pensiero centrale si impernia il "Messaggio della Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata per la 16ª Giornata mondiale della vita consacrata" (2 febbraio 2012) reso noto l’11 gennaio dalla Conferenza episcopale italiana. Nel Paese i religiosi sono circa 140 mila, dei quali 18 mila uomini e 122 mila donne. A livello mondiale sono quasi 875 mila, con 135 mila uomini e 740 mila donne. I religiosi italiani rappresentano il 16% del totale. Il titolo scelto per il messaggio è "Educarsi alla vita santa di Gesù" e i vescovi della Commissione sottolineano in apertura del testo un rapporto particolare tra i consacrati e il cammino di questo decennio per la Chiesa italiana dedicato al tema dell’educazione. "’Educare alla vita buona del Vangelo’ - scrivono - implica certamente l’educare alla vita santa di Gesù. È questo il dono e l’impegno di ogni persona che voglia farsi discepola di Gesù, specialmente di chi è chiamato alla vita consacrata". Quattro le "note" che "mostrano la coerenza della vita con la vostra specifica vocazione": "primato di Dio", "fraternità", "zelo divino" e "stile di vita". Quanto alla prima, si richiama l’insistenza di Benedetto XVI circa "la sfida principale del tempo presente" che consiste nella secolarizzazione. Particolarmente i consacrati sono chiamati a riflettere sul fatto che "urge una nuova evangelizzazione, che metta al centro dell’esistenza umana il primo comandamento di Dio, la confessio Trinitatis e la Parola di salvezza, di cui - scrivono - voi avete profonda esperienza spirituale". Dopo aver descritto l’esigenza di una "fraternità universale" in un mondo segnato da "dilagante conflittualità", il messaggio evidenzia la "bella testimonianza ecclesiale" offerta dalle comunità religiose, come pure lo "zelo divino" mostrato dai consacrati. Con riferimento all’ultima nota, sullo "stile di vita", il messaggio evidenzia i tre voti di castità, povertà e obbedienza, tipici dei religiosi, e afferma che "vissuti sull’esempio di Cristo e dei santi, i consigli evangelici costituiscono una vera testimonianza profetica dal profondo significato antropologico, che suppone e richiede un grande impegno educativo".

Slovacchia: incontro tra Stato e Chiese
"La Chiesa cattolica sottolinea l’importanza della collaborazione con tutte le persone di buona volontà. E l’incontro di con il presidente del Consiglio nazionale della Repubblica Slovacca può essere inteso come l’espressione di tale buona volontà". In questo modo l’ordinario militare cattolico, mons. Frantisek Rabek, ha commentato l’incontro del nuovo anno tra il capo del Parlamento, Pavol Hrusovsky, e i rappresentanti delle Chiese e delle comunità religiose, che si è svolto a Bratislava il 10 gennaio. "Apprezziamo l’interesse delle pubbliche istituzioni e delle altre cariche politiche nei confronti delle attività e della vita delle Chiese, che offre un contributo al bene comune della società", ha aggiunto Milos Klatik, vescovo generale della Chiesa evangelica della Confessione augustana. Hrusovsky ha espresso gratitudine per il "lavoro discreto ma significativo" per la diffusione dell’armonia tra i cittadini della Slovacchia, stimolandone la coscienza ed il senso dei valori morali. Secondo il presidente del Consiglio nazionale, la Slovacchia rappresenta un modello esemplare nella risoluzione delle relazioni tra Stato e Chiese riguardo alle questioni della composizione e della restituzione dei beni immobiliari. "In un dialogo responsabile, abbiamo trovato uno standard di finanziamento ottimale", ha affermato Hrusovsky, aggiungendo che lo Stato è aperto a tutti i suggerimenti in merito a possibili emendamenti del sistema attuale, tramite discussioni costruttive, ai fini dell’approvazione di tutte le Chiese e di tutte le comunità religiose.

13/01/2012 -



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