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Versione testuale - Europa
Portogallo, Slovacchia, Slovenia

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Portogallo: dall’Ue "responsabilità e buon senso"
In riferimento al recente vertice di Bruxelles, che ha originato un nuovo accordo per il rafforzamento delle regole di bilancio degli Stati europei, il vescovo di Porto si augura che da esso possano scaturire "risultati caratterizzati dal massimo di buon senso e di responsabilità". "Voglio sperare che le ragioni del mantenimento dell’Ue e della moneta unica siano sufficientemente forti e rivolte soprattutto al bene comune", ha dichiarato mons. Manuel Clemente alla stampa. In modo maggiormente critico si è espresso il vescovo emerito di Setúbal, mons. Manuel Martins, per il quale l’Europa è agonizzante: "Un’Europa coesa dal punto di vista sociale non è mai esistita e nulla muta sostanzialmente. C’era bisogno di un vero e proprio terremoto che colpisse e cambiasse radicalmente le coscienze di coloro che hanno le maggiori responsabilità di governo". Secondo Francisco Sarsfield Cabral, specialista di affari economici europei, il patto raggiunto è comunque da considerare "un passo positivo, anche se limitato", nel quale va considerato come "aspetto negativo, in particolare, il rifiuto della Germania di incrementare il fondo di stabilità finanziaria per sostenere le speculazioni contro l’Italia e la Spagna". Da rilevare che il Cisde, la rete internazionale delle agenzie cattoliche di sviluppo, ha chiesto ai leader europei di "introdurre una tassazione sulle transazioni finanziarie nella zona euro", al fine di rispondere più efficacemente alle problematiche innescate dall’attuale fase economica. Al tempo stesso, in un comunicato inviato all’Agenzia Ecclesia, le 16 organizzazioni cattoliche per lo sviluppo dell’Europa e dell’America settentrionale, tra le quali è inclusa la Fondazione portoghese Fede e Cooperazione (Fec), sostengono con decisione "la necessità di una maggiore regolamentazione finanziaria e di una più stretta cooperazione fiscale dell’Unione Europea".

Slovacchia: indagine sul volontariato
Il volontariato può offrire più di un buon sentimento o di un’esperienza per un futuro professionale. Lo rivelano i risultati della ricerca condotta dal Movimento delle comunità dei bambini di Cristo (Mccc), in occasione dell’Anno europeo del Volontariato. 513 persone di ogni settore delle attività di volontariato del Movimento sono state intervistate a proposito della loro motivazione e degli aspetti positivi e negativi del lavoro. La rilevanza del volontariato (71%), la convinzione che sia importante fare qualcosa per i bambini (54%), il divertimento aiutando gli altri (51%) o semplicemente amando i bambini (49%) sono stati i motivi principali della loro partecipazione alle attività di volontariato del Mccc. La motivazione dell’acquisizione di esperienza ha riscosso il 30% a dimostrazione che, spiegano i coordinatori della ricerca, "il lavoro di volontariato riguarda più i sentimenti del cuore che la ragione". Il 44% degli intervistati ha avuto prova di gratitudine nei confronti dei propri sforzi, l’8% ha avuto prova di indifferenza, il 4% di incomprensione e il 4% problemi di comunicazione. I giovani volontari del Movimento delle comunità dei bambini di Cristo si sono presi cura di 500 gruppi di bambini in 250 città grandi e piccole nel corso del 2011. In questi giorni, presteranno il proprio aiuto nei preparativi della 17a edizione del progetto dei canti di Natale "La Buona Novella". L’anno scorso, 26mila cantori hanno visitato le famiglie di tutte le parrocchie della Slovenia raccogliendo oltre 800mila euro da destinarsi a progetti di sviluppo nei Paesi africani.

Slovenia: "tre popoli" ai confini delle Alpi
A Ljubljana, in Slovenia, si è svolto il 9 dicembre un incontro tra i vescovi delle tre diocesi confinanti nelle Alpi: Gurk-Klagenfurt in Austria, Udine in Italia e Ljubljana in Slovenia. Ad ospitare l’evento è stato l’arcivescovo metropolita di Ljubljana, mons. Anton Stres, mentre l’arcidiocesi di Udine è stata rappresenta da mons. Andrea Bruno Mazzocato e la diocesi di Gurk-Klagenfurt da mons. Alois Schwarz. Durante l’incontro, si legge in un comunicato della Conferenza episcopale slovena (www.rkc.si[>>]), i presuli hanno evidenziato "l’importanza storica, culturale e sociale di questo evento" che, dal 1982, si svolge ogni anno sotto il nome di "Incontro dei Tre Popoli", nei santuari mariani delle diocesi. L’incontro ha lo scopo di "promuovere la convivenza pacifica ed armoniosa del popolo sloveno, italiano e austriaco. In un’ottica più allargata si tratta, in effetti, della coesistenza pacifica di tutti i popoli dell’Europa". Per i vescovi, in "un’Europa che si trova su importanti crocevia storici", incontrarsi nei santuari mariani, e più propriamente radunarsi "sotto il mantello protettore di Maria, significa convivere come fratelli e sorelle. In questa prospettiva è nato l’evento, quando quasi venti anni fa si ’costruiva l’Europa’, come lo definì l’allora vescovo di Gurk-Klagenfurt e oggi vescovo di Graz mons. Egon Kapellari. Un’iniziativa per mostrare agli altri popoli che tre ’famiglie’ possono convivere da oltre 1.200 anni con successo nel rispetto del prossimo".

14/12/2011 -



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