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TERREMOTO IN EMILIA: RIVISTA “I MARTEDÌ”, “RICORDIAMOCI DEL CAMPO DI FOSSOLI”

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“Il terremoto potrebbe trasformarsi nell’occasione per capire dov’è Fossoli, per situarlo di nuovo nella mappa d’Italia e d’Europa: non più la mappa funzionale alla deportazione ma quella funzionale alla memoria”: è il suggerimento e l’appello lanciato dalle pagine della rivista “I martedì” (www.imartedi.it), diretta da Guido Mocellin. L’articolo ripercorre la storia dell’ex campo di concentramento di Fossoli, vicino Carpi, una delle zone più colpite dal terremoto del 29 maggio scorso. Fossoli è stato “il punto di partenza della deportazione politica e razziale dall’Italia verso i campi dell’Europa centrale”. Gli storici stimano che vi siano passati “circa 5.000 prigionieri di guerra nella prima fase, poi 2.500-3.000 politici”, e “tra il febbraio e l’agosto 1944 circa un terzo degli 8.000 ebrei deportati dall’Italia”. Nel 1947 il campo diventa Nomadelfia, la comunità di don Zeno Saltini per ragazzi orfani, fondata sui precetti evangelici e il lavoro. Nomadelfia si trasferisce in Toscana nel 1952 e negli anni ’70 il campo viene chiuso e abbandonato. “Per fortuna non c’era nessuno al campo di Fossoli, la mattina del 29 maggio, così nessuno si è fatto male – si legge nell’articolo -. Ma ora rischia di farsi male la storia, la nostra storia. Se il campo dovesse rimanere inagibile, si perderebbe la possibilità di dare concretezza alle storie che si raccontano a scuola, nei documentari”.

02/08/2012 -



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