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SANITÀ: ARIS, È “ALLARME ROSSO” PER LE STRUTTURE SANITARIE CATTOLICHE (2)

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“Profondamente preoccupata per le gravi conseguenze” che il decreto-legge sulla revisione della spesa pubblica, approvato dal governo il 6 luglio e ora all’esame del Senato, può determinare, l’Aris ha convocato in seduta straordinaria il consiglio nazionale “per valutare le disposizioni del provvedimento e definire le possibili iniziative da assumere”. Pur condividendo responsabilmente il progetto urgente a cui sta lavorando il governo – si legge nella nota della presidenza dell’Aris – “non possiamo condividere alcune disposizioni che prevedono nei confronti delle strutture private accreditate una riduzione generalizzata dei budget e dei volumi di attività stabiliti dai contratti e dagli accordi e di altre disposizioni che sostanzialmente possono legittimare a danno dei nostri presidi riduzioni di posti letto non giustificate”. Tanto più che si continua “a non tenere in debita considerazione – prosegue la nota – il fatto che si tratta di istituzioni non profit e che non è dunque corretto riservare loro un trattamento del tutto simile a quello delle strutture private a scopo lucrativo”. “Le strutture sanitarie religiose hanno rappresentato e ancora rappresentano la storia sanitaria di molte città italiane”, fa notare l’Aris, e “sono generalmente preferite dai cittadini non solo per la qualità dell’assistenza ma anche per il particolare clima di umanità”.

11/07/2012 -



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