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ALBANIA: ASS.GIOVANNI XXIII, “ANCORA TROPPE VENDETTE DI SANGUE”

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Le vendette di sangue in Albania sono un fenomeno “tutt’altro che vicino alla scomparsa”. Lo ricorda oggi Giovanni Ramonda, responsabile generale dell’Associazione “Comunità Papa Giovanni XXIII”, commentando le recenti dichiarazioni del capo del governo albanese Sali Berisha al Consiglio d’Europa, in merito alle vendette di sangue. Berisha sostiene che il fenomeno sia vicino alla sua scomparsa. I missionari dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, che operano in Albania da oltre 12 anni, assieme ai volontari di Operazione Colomba, il Corpo Nonviolento di Pace italiano dell’Associazione, sono a Scutari e nella regione di Tropoja al fianco delle numerose vittime delle “vendette di sangue”, legate alla tradizione del Kanun, il codice della cultura albanese. “Sfortunatamente ci troviamo a dissentire con la posizione del primo ministro albanese – afferma Ramonda -. Solo le famiglie censite da noi sono un centinaio e almeno 500 sono le persone coinvolte. E, purtroppo, questa è solo la punta di un iceberg”. Ramonda ricorda che 15 giorni fa sono stati uccisi Marie, di soli 17 anni e Kole, suo zio, di 70 anni. Nel solo mese di giugno sono morte 4 persone per vendetta di sangue. I bambini hanno paura di uscire di casa a giocare. Secondo Ramonda “lo Stato può e deve fare molto di più”, dandosi ”strumenti legislativi ed esecutivi” e dialogando con la società civile.

02/07/2012 -



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