(Sarajevo, dagli inviati Sir Europa) - Si svolgerà a Roma ledizione 2013 dellincontro internazionale per la pace che si è chiuso oggi a Sarajevo. È stato Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di SantEgidio, a darne notizia dal palco sulla piazza Dom Armie della capitale bosniaca nel corso della cerimonia conclusiva (clicca qui). Gli Incontri internazionali sono iniziati alla metà degli anni Ottanta, per iniziativa della Comunità di SantEgidio, con lo scopo di promuovere la conoscenza reciproca e il dialogo tra le religioni, nellorizzonte della pace e nello spirito della Giornata mondiale di preghiera di Assisi, convocata da Giovanni Paolo II nel 1986. Da allora la Comunità ha promosso un pellegrinaggio di pace, che ha fatto sosta, di anno in anno, in diverse città europee e mediterranee. Roma ha già ospitato lIncontro nel 1987, 1988 e 1996. Altre città e capitali europee toccate dal pellegrinaggio sono state, tra le altre, Varsavia (1989), Bruxelles (1992), Milano (1993), Assisi (1994) e Firenze (1994). Una riunione particolare si tenne nel 1995 a Gerusalemme. Negli scorsi anni lIncontro è stato ospitato ad Aachen (2003), Lione (2005), Washington (2006), Cipro (2008) mentre le ultime edizioni si sono svolte a Barcellona (2010) e Monaco (2011).
(Sarajevo, dagli inviati Sir Europa) - Mai più in questa terra! Mai più in nessuna parte del mondo!. È lAppello di pace che cristiani, ebrei, musulmani, esponenti delle fedi religiose nel mondo lanciano oggi da Sarajevo al termine dellIncontro internazionale promosso nello spirito di Assisi (clicca qui). Lappello viene letto dal palco della piazza Dom Armije, al centro di Sarajevo. La guerra - si legge nel testo - è un grande male e lascia uneredità avvelenata. Bisogna evitare con tutte le forze di scivolare nella spirale terribile dellodio, della violenza e della guerra. Il vicino non deve trovarsi a lottare con il vicino perché appartiene a unaltra religione o a unaltra etnia. Siamo diversi. Ma la nostra convinzione è questa: vivere insieme tra gente diversa è possibile in ogni parte del mondo, è molto fecondo. È possibile a Sarajevo e ovunque.
(Sarajevo, dagli inviati Sir Europa) - Il grazie delle comunità ortodossa serba, cattolica e musulmana ed ebraica di Sarajevo a tutti i partecipanti dellincontro internazionale per la pace per aver scelto questa città come sede dellevento. E poi linvocazione: pace, shalom, salaam. Sarajevo - ha detto il Gran Mufti Ceric di Bosnia Erzegovina - questi popoli sono venuti qui per dire che la guerra è una cosa brutta e che la pace è una cosa buona, che solo la pace è possibile. Vivere insieme, ha detto sullo stesso palco il Patriarca serbo ortodosso Irenej è una aspirazione che non sorge dalla politica ma dalle nostre coscienze e dai nostri cuori. Pace, Shalom è stato anche il grido di Jacob Finci, presidente della Comunità ebraica di Bosnsia-Erzegovina che ha invitato a pregare per chi ha sofferto in guerra. Vogliamo vivere insieme - ha dichiarato - perché questo è il nostro futuro. Dal card. Vinko Puljic sono arrivati i ringraziamenti alla Comunità di SantEgidio ed alcuni doni, tra cui una campana, al suo fondatore, Andrea Riccardi. LEuropa abbracci questa città, non la dimentichi ha chiesto a gran voce dal palco larcivescovo di Sarajevo.
(Sarajevo, dagli inviati Sir Europa) - Lottare contro ogni razzismo, discriminazione, odio. È una lotta da compiere impegnandoci insieme. È il sogno di Rita Prigmore, sinti della Germania, sopravvissuta allOlocausto, dopo aver subito gli esperimenti medici dei nazisti sul suo corpo. Dal palco di Sarajevo, durante la cerimonia di chiusura dellIncontro internazionale di pace promosso dalla Comunità di SantEgidio, sono risuonati il ricordo degli uccisi nei campi di concentramento di Auschwitz, Dachau, Bergen Belsen, e la denuncia di atti di tipo razzista di cui è ancora oggi vittima il popolo rom e sinti. Oggi - ha detto Prigmore - si raccolgono le voci della sofferenza del mondo, cui si aggiungono quelle del mio popolo, che ha tanto sofferto anche in questa terra di Bosnia Erzegovina per la guerra del 1992-1995. Queste voci diventano grido che deve essere ascoltato: cambia il tuo cuore, apriti al prossimo. Sento come mio compito quello di non compatire me stessa, ma di raccontare la mia storia, perché possa crescere una nuova generazione, che abbia rispetto di ogni uomo e sappia che ogni azione malvagia porterà a catastrofi come Auschwitz ha affermato la donna. Sono convinta - ha concluso - che riusciremo insieme a costruire una società in cui i Sinti e Rom, come tutti gli altri popoli, non vengano più discriminati ma possano vivere senza paura.
(Sarajevo, dagli inviati Sir Europa) - Sarajevo, io ti dico oggi: coraggio! Coraggio! Impara di nuovo a vivere insieme, a guardarvi lun laltro senza preconcetti, come se ciascuno fosse nuovo, fosse appena rinato…. La voce del card. Roger Etchegaray si è alzata stasera dalla piazza Dom Armie della capitale bosniaca dove si è svolta la cerimonia di chiusura dellincontro internazionale di pace promosso dalla Comunità di SantEgidio. Un appello e una testimonianza al tempo stesso: il cardinale, infatti, rese visita alla città, in nome di Giovanni Paolo II, durante lassedio scendendo dal monte Igman e percorrendo il tunnel lungo 800 metri e largo 1 metro per pregare in moschea, in sinagoga e nelle cattedrali ortodossa e cattolica. Coraggio Sarajevo per rendere questa terra abitabile dagli uomini che sono tutti fratelli e ugualmente amati dallo stesso Padre della famiglia umana. Sarajevo, tu sei giustamente fiera del tuo passato impastato di tolleranza religiosa, di scambi culturali, ritorna ad essere pienamente quella che sei, al servizio di tutti i popoli e di tutte le religioni. Sarajevo, Sarajevo, te lo dico: Dio giudicherà lumanità da ciò che accade sotto i tuoi occhi. Sarajevo, te lo chiedo, dà la mano al tuo prossimo, chiunque esso sia e insieme alzate tutti le vostre mani unite verso Dio.
I vescovi statunitensi hanno aperto una pagina sul social network Facebook anche in spagnolo, per dialogare con gli immigrati cattolici latino-americani presenti negli Usa, il 40% di tutti i cattolici americani. In molte diocesi americane - soprattutto in North Carolina, South Carolina, Alabama, Kentucky, Mississipi e Tennessee - gli immigrati latino-americani sono aumentati del 100% nellultimo decennio. Il 50% dei giovani cattolici statunitensi sono latino-americani. Dopo il successo della pagina in inglese, attiva dal 2009 con 40.000 preferenze, i vescovi Usa giudicano importante coinvolgere questa popolazione - spiega mons. John Wester, vescovo di Salt Lake City e presidente del Comunicato per le comunicazioni della Conferenza episcopale Usa, specialmente tramite lespansione delle reti sociali, per dare loro informazioni precise e di qualità che li esortino a crescere nella fede. In un messaggio video postato sulla nuova pagina in spagnolo, il vescovo di Sacramento (California), mons. Jaime Soto, afferma che i vescovi sono contenti della ricchezza del contributo di cultura e fede che gli ispanici portano al Paese e alla nostra Chiesa cattolica.
(Sarajevo, dagli inviati Sir Europa) - Un appello a una voce sola, dal profondo delle tradizioni religiose, per dire da Sarajevo, Gerusalemme dellEuropa, mai più odi e guerre fratricide! Vivere insieme è il futuro. È stato Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di SantEgidio e oggi ministro della Cooperazione internazionale e dellintegrazione, a lanciare un monito alla convivenza, al termine dellincontro internazionale per la pace Living together is the future che si è chiuso oggi a Sarajevo. Riccardi ha esortato a guardare al futuro senza lasciarsi paralizzare dalle paure del passato! Lasciamo cadere i pregiudizi e le predicazioni dellodio. Possiamo costruire il futuro educando le donne e gli uomini, i giovani alla pace. La guerra è un male e la violenza mai può essere giustificata in nome di Dio - ha proseguito - e il dialogo può aiutare a risolvere problemi insormontabili. Nella pluralità delle nostre religioni siamo un riferimento di pace. Non abbiamo paura di dire che il futuro è vivere insieme.
Al via nel patriarcato di Venezia i preparativi per la solenne celebrazione eucaristica di domenica 14 ottobre (ore 15.30 in Piazza San Marco), presieduta dal patriarca mons. Francesco Moraglia per lapertura dellAnno della fede. Invito voi presbiteri - ha scritto mons. Moraglia in una lettera ai preti della diocesi - con i diaconi, i religiosi, le religiose, le persone consacrate, i fedeli laici e tutte le aggregazioni ecclesiali allappuntamento. La Chiesa che è in Venezia è convocata, sotto la presidenza del vescovo, allaltare dove, celebrando il mysterium fidei, intende iniziare un cammino di grazia. Mons. Orlando Barbaro, direttore dellUfficio liturgico, auspica una partecipazione attiva e corresponsabile ad un evento che ci deve vedere attori in prima persona. Troppo spesso, invece, la nostra partecipazione alla liturgia, soprattutto alla celebrazione eucaristica domenicale ha la forma di un gesto che sempre meno ci appartiene, che compiamo in modo automatico. Predisposto un programma di canti per lanimazione della messa (testi, spartiti e Mp3 reperibili e scaricabili da www.patriarcatovenezia.it nella sezione Uffici pastorali e nelle pagine dellUfficio liturgico). Da domani sera prendono il via gli incontri per gli animatori nelle varie zone pastorali della diocesi.
(Sir Europa - Bratislava) - I frati cappuccini fonderanno un altro monastero in Ucraina. Uzhhorod sarà la settima città ucraina a poter contare sulla presenza attiva dei cappuccini. La chiesa e il nuovo monastero saranno costruiti nel cuore della città, nei locali di una fabbrica di caldaie, ceduti su ordine del comune. I cappuccini vivono attualmente in un Seminario greco-cattolico dove sono responsabili delleducazione di 80 seminaristi che si stanno preparando al loro futuro ministero sacerdotale. Secondo il Servizio di informazione religiosa dellUcraina, fra Justyn Rusin, che per molti anni in passato ha ricoperto lincarico di abate nel monastero di Vinnytsia, sarà il confessore del Seminario, e fra Roman Pop, dellEparchia cattolica di Zakarpatia, insegnerà bioetica e teologia morale. Oltre che a Uzhhorod, gli altri conventi cappuccini si trovano a Kiev, Vinnytsia, Dnipropetrovsk, Dniprodzerzhynsk, Starokostiantyniv e Krasyliv.
Medici senza frontiere ha aumentato i programmi di emergenza sanitaria nellest della Repubblica democratica del Congo (Rdc) in risposta ai bisogni umanitari della regione. Stiamo assistendo a movimenti massivi di popolazione attraverso le provincie del Nord e del Sud del Kivu, con intere famiglie che fuggono da numerosi conflitti, afferma Andrew Mews, capo missione di Msf a Goma. La proliferazione della violenza nella regione sta forzando un enorme numero di persone ad abbandonare le loro case in cerca di salvezza. La scorsa settimana è cominciato un intervento di emergenza di Msf nel campo non ufficiale di Muganga I, a 20 kilometri ad ovest della capitale di provincia, Goma, dove circa 17.500 persone si sono stanziate spontaneamente e vivono in condizioni disumane. Attualmente, cè un bagno ogni 1.000 persone; lorganizzazione umanitaria sta lavorando per migliorare le risorse idriche e sanitarie allinterno del campo e fornire assistenza medica. Msf presta inoltre assistenza a decine di migliaia di persone che si sono stabilite nel villaggio di Kanyarucgunya, a 10 kilometri a nord di Goma. Léquipe sta attualmente effettuando circa 3000 visite al giorno nel centro sanitario ed ha avviato un centro per il trattamento del colera, per affrontare uneventuale epidemia. Nella regione sono anche in corso vaccinazioni contro il morbillo.
Ciò che non può essere ignorata, disattesa o frustrata è la dignità dei lavoratori dellAlcoa che sono padri di famiglia o giovani che vorrebbero diventarlo, ha detto questo pomeriggio Giuseppe Patta, segretario nazionale del Movimento Lavoratori di Azione Cattolica, a proposito del tentativo di salvataggio dellinsediamento industriale. Quello dellAlcoa è la cronaca di un disastro annunciato ha sottolineato il segretario del Mlac e viene da chiedersi come mai i lavoratori per ottenere lattenzione delle istituzioni debbano attuare manifestazioni di protesta, anche dure, come quelle di questi giorni. Tutto ciò ha concluso Patta suggerisce un interrogativo dordine politico e culturale che il governo deve inevitabilmente porsi insieme allobiettivo dintervenire con decisione per risolvere una situazione ormai disperata, che sta sconvolgendo la Sardegna.
57 film e numerosi eventi culturali dal 12 al 24 ottobre prossimo, tra Trento, Roma, Bolzano, Nomadelfia, sul tema Conflitti. Religioni e (non) violenza: è la XV edizione di Religion today Filmfestival, presentata oggi a Roma alla sede della Radio Vaticana. Il festival è promosso dalla Provincia e dal Comune di Trento, dalla Regione autonomia Trentino-Alto Adige/Sudtirol, con numerosi partner, tra cui larcidiocesi di Trento. Linaugurazione sarà a Trento l11 ottobre, con la proiezione del film muto East and West, produzione austriaca del 1923, sul confronto intrareligioso tra ebrei newyorkesi e lantica tradizione yiddish. Il tema di questanno, spiegano i promotori, invita ad approfondire il ruolo delle religioni in un mondo abitato dalla violenza, a partire dalla denuncia di ogni tentazione fondamentalista di intransigenza e di chiusura, in contrapposizione con valori fondamentali quali il rispetto, limpegno reciproco, la disponibilità al dialogo. Tra gli incontri in programma: il 12 ottobre con larcivescovo di Trento mons. Luigi Bressan e Ugo Morelli, presidente di Polemos, Scuola di formazione e studi sui conflitti. Il 13 ottobre interverranno Brunetto Salvarani, teologo e saggista cattolico e il teologo musulmano Adnane Mokrani. A Roma, il 22 ottobre, si svolgerà un seminario internazionale alla Pontificia Università Salesiana.
Serve un contrasto capillare allabuso del gioco dazzardo e vanno adottate norme severissime: è il commento di Luca Borgomeo, presidente dellassociazione di telespettatori cattolici Aiart, a proposito delle recenti misure governative per contrastare il gioco dazzardo. Per noi sarebbe stato meglio vietare ogni forma di pubblicità - dice Borgomeo - ma visto che si è deciso di andare in una direzione diversa, gli spot vanno strettamente regolamentati. Troppa gente cade nellillusione di una vincita facile. Ad esempio, proseguo il presidente dellAiart, sono ridicole le scritte che appaiono su alcuni spot ‘gioca responsabile, scritte minuscole, che dovrebbero essere lette con una lente dingrandimento. Ci auguriamo che almeno il servizio pubblico intervenga in modo più restrittivo rispetto a quanto prevede il governo.
La domanda di salute e di guarigione che ogni uomo ha nel cuore è lapertura a una domanda più grande, di salvezza. È il pensiero espresso oggi dal card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano, in occasione della visita allIstituto nazionale dei tumori. Il livello di profondità di una istituzione deriva dall‘unione di competenza, ricerca, attitudine umana, apertura e speranza, ha detto ancora larcivescovo, sottolineando che la clinica da sola non basta: occorre anche avere una attenzione imprescindibile nei confronti delluomo. La ricerca biologica sostiene che luomo può vivere circa 120 anni ma, ha aggiunto il cardinale, la fiducia complessiva e sacrosanta nelle scienze mediche non genera di per sé felicità. Il senso più profondo dell‘essere umano, ha ricordato il porporato, sta nel fatto che luomo, per camminare, deve sapere bene dove va. Se la società, la famiglia, le comunità di amicizia non fanno incontrare la direzione e il senso della mia vita allora non cè scienza che tenga: per superare la contraddizione tra il bisogno e la felicità ci vuole lamore.
Insistiamo sulla formazione e, per venire incontro alle difficoltà dei partecipanti, questanno ci spostiamo sul web. Padre Giuseppe Midili, direttore dellUfficio liturgico del Vicariato di Roma, presenta così il corso via web di liturgia per la pastorale: Accanto allinsegnamento tradizionale, offriamo la possibilità di partecipare via web, così ogni studente potrà scaricare online i video delle lezioni e le dispense dei docenti. Il corso, tenuto dai docenti del Pontificio istituto liturgico, ha durata triennale ed è suddiviso in quattro incontri introduttivi alla teologia, alla Sacra Scrittura, allecclesiologia e alla liturgia. Con lobiettivo di mettere in luce la dimensione teologica e pastorale e offrire i fondamenti storici e biblici, la proposta è indirizzata in modo particolare ai candidati al diaconato e ai ministeri istituiti, alle religiose, ai membri dei gruppi liturgici parrocchiali, ai ministri straordinari della comunione, a quanti esercitano un ministero di fatto e ai fedeli che vogliono approfondire la liturgia. Info: www.ufficioliturgicoroma.it.
È stata inaugurata questo pomeriggio nel chiostro dellUniversità Cattolica di Milano la mostra Beata Teresa di Calcutta - Vita, Spiritualità e Messaggio. Lesposizione è stata realizzata dal Mother Center delle Suore Missionarie della Carità che ha attinto al loro archivio fotografico e documentale con immagini e scritti inediti. Alla presentazione erano presenti suor Cyrene, madre provinciale delle Missionarie della Carità, padre Sebastian Vazhakala, superiore generale dei Missionari della Carità contemplativi e il cardinale di Milano, Angelo Scola. La mostra si sviluppa su due percorsi paralleli, uno fotografico e laltro testuale che ripercorrono le tappe principali della vita della Santa: dallinfanzia in Macedonia allingresso nellOrdine delle Suore di Loreto, la partenza per lIndia e lapostolato tra i poveri. Non manca un riferimento a quello che lei stessa definì periodo delle tenebre segnato da unintensa sofferenza interiore. Proprio lUniversità Cattolica aveva assegnato a Madre Teresa una laurea honoris causa in medicina nel 1981. Allora il rettore Giuseppe Lazzati aveva definendo Madre Teresa come un sublime esempio di cristiana dedizione alluomo, tradotto in una creativa intraprendenza per lattuazione di grandiosi piani rivolti al servizio dei più sofferenti e abbandonati. La mostra, a ingresso libero, è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19.
(Sarajevo, dagli inviati Sir Europa) - Divisi in luoghi di culto differenti ma uniti nellintenzione di preghiera: la pace nel mondo. I musulmani in moschea, i cristiani davanti alla cattedrale cattolica per una preghiera ecumenica. Gli ebrei nellantica sinagoga. Sono iniziate qui a Sarajevo le preghiere per la pace secondo le diverse tradizioni religiose. Che la nostra invocazione concorde - ha detto larcivescovo cattolico, card. Vinko Puljic - dissipi le tenebre della violenza e apra i cieli alla speranza. A mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, a Sua Beatitudine Chrysostomos II, primate della Chiesa ortodossa di Cipro, e al pastore luterano norvegese Olav Fykse-Tveit, segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese, sono state affidate le tre meditazioni che hanno accompagnato la veglia ecumenica dei cristiani. Eleviamo a te le nostre mani supplicanti - ha detto Chrysostomos II - perché venga abbreviato il tempo di dolore dei popoli del Medio Oriente e del mondo intero. Illumina coloro che sono al potere e che provocano sofferenze ai loro popoli affinché sinteressino per il bene dei loro Paesi. Alle 18. 30, le campane della città di Sarajevo suoneranno a festa e tutti i fedeli delle diverse religioni si riverseranno in processione per le strade di Sarajevo fino a raggiungere piazza Dom Armije, nel cuore della città, dove si svolgerà la cerimonia finale con la lettura dellappello della pace.
Mi rallegro vivamente per la risoluzione sulla detenzione illegale di prigionieri in Paesi europei da parte della Cia, adottata oggi dal Parlamento europeo. Così Jean-Claude Mignon, presidente dellAssemblea parlamentare del Consiglio dEuropa. Più di cinque anni fa - spiega Mignon -, il senatore Dick Marty presentava per la prima volta allApce prove credibili dellesistenza di prigioni segrete della Cia in Polonia e Romania, e del coinvolgimento di altri Paesi europei nelle rendition illegali. Le sue affermazioni sono state in gran parte successivamente confermate, ma le inchieste nazionali giudiziarie o parlamentari volte a determinare in che modo avere luogo sul territorio europeo detenzioni segrete e torture - e chi fossero i responsabili - sono state, parlando in tutta sincerità, gravemente inadeguate. Per Mignon, troppo spesso e in modo ingiustificato è stato invocato il segreto di Stato per nascondere la verità. La risoluzione adottata oggi dallEuroparlamento, chiarisce il presidente Apce, conferma invece che non si può mettere una pietra sopra questo capitolo oscuro della storia europea e che sono necessari ulteriori chiarimenti per individuare e punire i responsabili. La lotta al terrorismo, conclude, potrà essere efficace solo se condotta nel pieno rispetto dei diritti delluomo e dello stato di diritto.
Una maggiore cooperazione e a un coordinamento di sforzi fra le Chiese particolari per proteggere ogni vita in pericolo sulle strade e sulle vie dell‘Africa. E lauspicio del Papa, espresso in una lettera firmata dal cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, inviata al 1° Incontro di Pastorale della Strada per il continente Africa e Madagascar, in corso in questi giorni a Dar-es-Salaam, in Tanzania. Lincontro, organizzato dal Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, in collaborazione con la Commissione episcopale per i migranti e gli itineranti della Tanzania, affronta diversi temi: donne e ragazzi di strada, persone senza fissa dimora, addetti ai trasporti su strada e sicurezza stradale. Benedetto XVI, nella lettera, chiede di riservare particolare attenzione alle necessità pastorali delle donne e dei bambini che si trovano per strada, sia come conseguenza di fattori sociali, economici e politici concreti, sia perché vittime di sfruttatori organizzati a livello nazionale e internazionale. È anche fiducioso che l‘Incontro affronterà le situazioni che incidono sulla vita di coloro che viaggiano per lavoro e, non ultimo, l‘insicurezza sulle strade che minaccia la vita di milioni di persone in terra africana.
Un nuovo documento sulla violazione del diritto allalloggio e altri diritti umani nei confronti delle comunità rom in Italia sarà presentato domani a Roma da Amnesty international (ore 11.30, via G.B. De Rossi 10). Il testo fa il punto sulla situazione di Roma e Milano e denuncia come, nonostante lo scorso novembre il Consiglio di stato abbia dichiarato illegittima la cosiddetta Emergenza nomadi del 2008, ben poco sia cambiato per i rom. Nei giorni scorsi lorganizzazione per i diritti umani ha diffuso un appello, con raccolta di firme on line (www.amnesty.it), per chiedere al presidente del Consiglio Mario Monti di proteggere il diritto dei rom in Italia a un alloggio adeguato. Domani interverranno: Elisa De Pieri, ricercatrice sullItalia, Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International; Christine Weise, presidente di Amnesty International Italia; Giusy DAlconzo, direttrice dellUfficio campagne e ricerca di Amnesty International Italia.
Un misto di rassegnazione e paura. Per Domenico Delle Foglie, presidente del Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione), è questo il sentimento che trasmette l11 settembre. In una nota pubblicata oggi sul sito www.copercom.it, Delle Foglie sostiene che il crollo delle Torri Gemelle fu linizio di una lunga, estenuante ed estenuata recessione; le speranze del nuovo millennio furono subito oscurate e il clima per noi tutti fu quello di una guerra imminente per la sicurezza nazionale. Da allora il mondo occidentale si è come ripiegato su se stesso e le angustie delleuro sono solo un aspetto di quella crisi economica globale che ha avuto inizio con i titoli spazzatura. Vincere formalmente le guerre (e quella in Afghanistan può dirsi davvero vinta?) può non bastare per restituire il sorriso e la speranza ai popoli, osserva il presidente del Copercom. In tale contesto la grande comunicazione, che continua a registrare rassegnazione e sgomento, non può che restituire rassegnazione e sgomento. Di qui il suggerimento di riscrivere la storia della comunicazione a partire da quell11 settembre di undici anni fa. Forse scopriremmo anche le radici più profonde del grande freddo che avvolge la stampa e che non risparmia la comunicazione televisiva. Mentre premia internet e i social network, media più caldi e diretti, dove forse la speranza è una merce meno cara.
Mauro aggiunge: Dai guai in cui ci troviamo non si esce che insieme. Semmai occorre fare di più di quanto è stato fatto fino ad ora in relazione alle risposte alla crisi economica e finanziaria. Sul rapporto tra Ue e Chiese, al centro di un incontro promosso dal Ppe nello scorso fine settimana a Firenze, Mauro invece osserva: Il contributo che può giungere dalle comunità religiose allintegrazione europea è essenziale. Semmai osservo che in questi ultimi tempi le istituzione Ue mi sono parse più decise nel cercare di aprire canali di confronto con le chiese che non viceversa. Rilevo, cioè, una sorta di timidezza delle grandi religioni presenti in Europa a far risuonare la loro voce nelle sedi istituzionali. Proprio in questo frangente, in cui si dibatte della incidenza della dimensione pubblica della fede nelle nostre società, occorre che dalle chiese giungano iniziative intraprendenti, proposte, testimonianze dirette, senza complessi di inferiorità. Mauro dunque sottolinea: Delle chiese cè grande bisogno. I credenti, e dunque i cristiani in prima fila, non devono rimanere a bordo campo protestando magari per il relativismo etico delle istituzioni comunitarie. Bisogna aiutare la politica a rimettere al centro luomo e sollecitarla affinché intervenga a favore della famiglia, della società, di chi è nel bisogno, delle imprese. Occorre anche stimolare un atteggiamento sussidiario della politica rispetto alla vita sociale.
(Sir Europa - Strasburgo) - Il complesso delle istituzioni europee sta lavorando per creare misure in grado di uscire dalla crisi. Anche se non è semplice, si intravvedono dei risultati. E aggiungo che il recente pronunciamento del board della Banca centrale europea, in relazione allo scudo anti spread e alla difesa delleuro, non è servito solo a calmare i mercati, ma ha anche prefigurato un dinamismo federale, che prevede ulteriori future cessioni di sovranità alla Ue. E questa è la strada giusta. Mario Mauro, eurodeputato italiano, valuta, alla vigilia della presentazione dello Stato dellUnione da parte del presidente della Commissione Barroso, la situazione dellUnione europea. Per domani è atteso anche il pronunciamento dellAlta corte tedesca sulla compatibilità con lordinamento nazionale del fondo salva-Stati. Mauro specifica che, proprio in questa fase, non dobbiamo perdere lopportunità di valorizzare il ruolo del Parlamento europeo, che è la voce dei popoli e lunica istituzione comune eletta a suffragio universale. Ma i cittadini non appaiono lontani da queste decisioni? È vero che nei momenti più difficili, come questo, possono crescere scoraggiamento e disillusioni, spiega leuroparlamentare al Sir. Ma occorre anche comprendere che lUe non è un ostacolo, bensì una risposta possibile ai problemi in corso, i quali superano i confini nazionali. (segue)
Una mostra dedicata a madre Teresa di Calcutta, in occasione del quindicesimo anniversario della scomparsa, sarà inaugurata il 15 settembre (ore 17, via di Propaganda 4) alla Libreria Internazionale Paolo VI a Roma. La mostra, intitolata La Matita di Dio attraverso larte, è una collettiva di dodici artisti kosovari, che ricorderanno la Beata approfondendo attraverso le opere esposte i temi cari a Madre Teresa: la carità, lamore, la solidarietà. La mostra, visitabile fino al 21 settembre 2012, è stata organizzata e promossa dal regista Gjon Kolndrekaj e dallassociazione My Art, oltre che dalla Libreria editrice vaticana, che offre lospitalità. Parteciperanno alla tavola rotonda don Giuseppe Costa, direttore della Libreria editrice vaticana, P. Sebastian Vazhakala, superiore generale Missionari della Carità Contemplativa, Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, Giorgio Palumbo, critico darte, Claudia Mula, autrice del progetto.
La Primavera araba un anno dopo: è questo il tema su cui si confronteranno i rappresentanti di 30 commissioni nazionali della Conferenza europea Giustizia e pace (Giustizia e pace Europa), che si incontreranno a Malta dal 14 al 18 settembre per il convegno e lassemblea generale annuale. Lincontro sarà ospitato dallarcidiocesi di Malta e dalla Commissione Giustizia e pace di Malta. I partecipanti ascolteranno voci di esperti e testimoni da Egitto, Siria ed altri Paesi arabi, per capire le ragioni della Primavera araba, le sfide e le previsioni per il futuro. Malta è un incrocio storico e un punto di incontro tra religioni e culture tra Europa e Paesi arabi - spiega una nota di Giustizia e pace Europa -. Durante questultimo periodo, ha giocato un ruolo importante nel sostenere la causa della democrazia nei Paesi arabi. I partecipanti incontreranno anche migranti passati per i Paesi del Nord Africa e la comunità musulmana di Malta. Lincontro si chiuderà con una dichiarazione finale. Al termine inizierà lassemblea generale annuale, che sarà aperta da una messa solenne nella co-cattedrale della Valletta, celebrata dallarcivescovo Tommaso Caputo, nunzio della Santa Sede a Malta.
Adesso - dice Bhatti - voglio che vengano fuori tutte le verità di questo caso in modo che la società pakistana e le persone di buona volontà capiscano che questa legge può essere usata in maniera scorretta per scopi personali. Riguardo infine allinteressamento a questi casi da parte della comunità internazionale, Bhatti afferma: Penso che possa essere un bene e un male. Bene, perché viviamo in un villaggio globale per cui, di fronte a un caso dingiustizia, linteressamento della comunità internazionale è benvenuto ma vorremmo anche che linteresse non sia esclusivamente finalizzato a questi episodi ma considerare anche azioni a lungo termine perché questi episodi non avvengano più. A conferma delle parole di Bhatti, anche quelle del Gran Imam della moschea di Lahore in Pakistan, Muhammad Abdul Khabir Azad. Spero con il cuore e prego Allah - dice da Sarajevo dove è ospite della Comunità di SantEgidio - che sia fatta giustizia e che i veri colpevoli siano perseguiti. Tutti gli studiosi religiosi del Pakistan e gli esperti di Islam si sono seduti attorno a un tavolo e hanno deliberato che sono contro chi ha accusato Rimsha e sono per una soluzione positiva di questo caso.
(Sarajevo, dagli inviati Sir Europa) - Un caso che ha cambiato il pensiero islamico, un positivo passo verso la convivenza tra le diverse comunità religiose presenti nel Paese. Sono parole di sollievo e di speranza per il futuro quelle che Paul Bhatti, consigliere per le minoranze del primo ministro del Pakistan, pronuncia raccontando (clicca qui) ai giornalisti il caso di Rimsha Masih, la bambina di 12 anni, con ritardo mentale che in Pakistan è stata incarcerata con laccusa di blasfemia ed è stata rilasciata nei giorni scorsi su cauzione. La cosa che dà incoraggiamento - ha detto Bhatti, parlando ai giornalisti a Sarajevo dove partecipa allincontro internazionale per la pace - è che la maggior parte degli ulema e degli imam mi hanno comunicato direttamente la loro volontà di agire perché cambi labuso della legge e sono determinati ad agire affinché non avvengano più episodi di questo genere che fanno vittime innocenti colpite a nome dellIslam. È motivo dincoraggiamento che avvenga questo. È la prima volta nella storia del Pakistan. La bambina - racconta Bhatti - è traumatizzata. Quando sono andato a prenderla dalla polizia, vedendo tutti i soldati attorno a lei per proteggerla, non capiva di essere stata liberata. Continuava a dire, ‘ho sbagliato, ho sbagliato, pur essendo innocente. (segue)
Il 17 settembre prossimo, in Slovenia, prenderà il via la IV edizione della Settimana sociale dei cattolici, dal titolo Chi da, chi riceve?, in programma fino al 23 settembre. Questanno la Settimana è centrata sul dialogo intergenerazionale, la collaborazione reciproca tra giovani e adulti e sullimportanza della trasmissione del sapere e delle esperienze dagli anziani ai giovani. Gli organizzatori sono movimenti laicali, parrocchie, Ong, membri della società civile e singoli individui. Saranno coinvolti anche i cittadini, invitati a preparare autonomamente incontri, tavole rotonde o dibattiti sul tema proposto. Saranno circa quaranta gli incontri, su tutto il territorio nazionale. Il tema di questanno - spiega in una nota la Conferenza episcopale slovena -vuole essere un invito alla riflessione non solo sui nostri rapporti interpersonali ma anche per affrontare la crisi da una prospettiva ben diversa da quella proposta dai mercati finanziari. Allora la domanda ‘Chi da, chi riceve? nel contesto della collaborazione tra generazioni trova una risposta molto concreta: tutti diamo e tutti riceviamo qualcosa in cambio. Ospiti della Settimana sociale, oltre a nomi di spicco del mondo cattolico, anche imprenditori, sociologi, ecologisti, politici e giornalisti. Anche questanno si ripete linvito ai blogger di contribuire con almeno un post sul tema centrale.
(Sir Europa - Strasburgo) - La protezione riconosciuta dallUe alle persone che giungono da paesi terzi, così come lasilo, devono essere gestiti nel segno della solidarietà. Lo ribadisce lEuroparlamento, che ha approvato nel corso della plenaria una relazione del deputato cipriota Kyriacos Triantaphyllides. In particolare il testo invita la Commissione a includere il cosiddetto criterio di ripartizione unionale per la ricollocazione dei beneficiari di protezione internazionale, nella sua futura proposta legislativa sul tema. Il sistema - è lintenzione espressa dallemiciclo, che ha approvato il testo ad ampia maggioranza - dovrebbe tener conto degli interessi dei beneficiari, delle capacità dintegrazione e di indicatori oggettivi per gli Stati, tra cui il Pil e la composizione della popolazione nazionale. In questo testo - ha affermato Triantaphyllides - abbiamo spiegato che cosa significa in pratica la solidarietà, ossia ripartizione degli oneri tra gli Stati membri. Laula ha inoltre approvato, quasi allunanimità, la nuova direttiva sullefficienza energetica, che indica come obiettivo il taglio del 20% nel consumo di energia tra i 27, che potrebbe far risparmiare 50 miliardi di euro lanno. Tra le azioni indicate la ristrutturazione ecocompatibile degli edifici pubblici. Gli Stati hanno ora 18 mesi per recepire la normativa Ue nei sistemi giuridici nazionali.
È ancora in corso tra i cultori delle scienze umane, interessati allinterpretazioni biblica, il dibattito sullutilizzabilità delle pagine ‘storiche dellAntico Testamento come luogo attendibile di conoscenza dellIsraele antico. Lo ha detto Giuseppe Bellia della Facoltà teologica di Sicilia, intervenendo stamattina alla XLII Settimana biblica nazionale in corso a Roma sul tema Un seminomade per padre: Abramo e la sua discendenza. Oggi - ha aggiunto -, pur accettando la verosimiglianza di alcuni elementi con le fonti e le testimonianze delle scoperte archeologiche, si tende a interpretare tutto il ciclo dei patriarchi come originale e tardiva elaborazione post-esilica che persegue intenti non storiografici. Dunque le letture storico-teologiche non possono ignorare quelle ‘fratture presenti allinterno dellordine simbolico adottato nel ciclo dei patriarchi e in quello di Abramo in specie, discrepanze che possono dare accesso a frammenti dinformazioni storiche attendibili. Nella vicenda di Abramo queste ‘fratture ci introducono in una comprensione storico-teologica di eventi umani che invitano a rileggere la questione della discendenza, come vicenda reale e non immaginaria, che ha conservato memoria delle origini in una storia fatta e raccontata da uomini concreti e non solo da generi letterari.
I bambini siriani non sanno ancora se la scuola riaprirà il 16 settembre. Delle 22 mila scuole presenti in Siria circa 2100 risultano gravemente danneggiate. Molte di queste, circa 600, sono state utilizzate come riparo per gli sfollati ma si stima che presto più della metà verranno evacuate prima della data di inizio dell‘anno scolastico. 88 persone del personale del Ministero sono rimaste uccise dalla guerra. Lo ricorda oggi lUnicef, che nelle zone più colpite - Idleb, Deraa, Homs e larea rurale di Damasco - sta cercando di rendere agibili almeno 64 scuole, per dare ai bambini la possibilità di tornare a studiare. Questa settimana la scuola è iniziata in Giordania ma i bimbi siriani che affollano il campo di Za‘atari non potranno seguire le lezioni nel loro paese sebbene le ong si stiano organizzando per metter su una scuola nel campo per oltre cinquemila di loro. In Libano, nelle regioni del Bekaa e del Nord, dove tante famiglie povere ospitano gli sfollati del conflitto lUnicef ha avviato colloqui con il Ministero dell‘educazione per includere i bambini siriani nelle scuole libanesi. Tornare alla normalità è un diritto di tutti - afferma Andrea Iacomini, portavoce Unicef Italia -. I bimbi siriani hanno diritto all‘emozione del primo giorno di scuola. L‘Unicef cerca di ridare un barlume di normalità attraverso uno zainetto, un banco, un foglio e delle matite.
Con lo slogan Chi si perde non è mai perduto, è stato presentato stamane presso il Palazzo della Provincia di Roma, il progetto Diogene (www.progettodiogene.com), nato con lobiettivo di aiutare le persone affette da patologia Alzheimer, sindrome che in Italia riguarda circa 700 mila persone, il 6,4% degli over 65 anni. Grazie alla sinergia tra lassociazione Alzheimer uniti onlus, la società di servizi Sistemi di protezione (Sdp), Vodafone e Federfarma Roma, il progetto prevede la realizzazione di un dispositivo portatile, chiamato Il filo di Arianna, che grazie al Gps è in grado di rintracciare il malato, smarrito o fuggito a causa del disorientamento portato dalla malattia. Uniniziativa che intende privilegiare lassistenza domiciliare del malato, ha sottolineato Luisa Bartorelli, presidente Alzheimer uniti onlus, soprattutto in Italia dove cè ancora la tendenza ad accudire il malato in casa. Unassistenza che, secondo lassociazione, impegna il familiare, o caregiver, in media 13 ore al giorno. Lobiettivo del dispositivo è dunque quello di aiutare i caregiver e migliorare la qualità della loro vita, ha ribadito Luciano De Petris, ingegnere della Sdp, illustrando il funzionamento dellapparecchio, da indossare ma mimetico. Stiamo cercando delle partnership - fa saper Bartorelli - affinché il costo del servizio non sia a carico delle famiglie.
Il nostro dialogo - ha detto ancora Riccardi - non vuole essere politically correct mettendo insieme persone che vanno daccordo. Ci sono difficoltà di dialogo nel campo ecumenico, nel campo interreligioso, pensiamo al dialogo con lIslam, per esempio. Oggi è l11 settembre e in questo decennio la cultura, la politica e le religioni sono state tentate dallo scontro o dalla benedizione dello scontro. Sono certo che ogni religione nei diversi scenari della storia, è tentata di sacralizzare i conflitti. Il valore di incontri come questo di Sarajevo è proprio quello di provare a capire insieme qual è il ruolo delle religioni nel mondo globalizzato. Il ruolo è quello dello spirito di Assisi e cioè che le religioni insegnano a vivere insieme. Non sono pessimista - ha concluso - perché quando si vedono insieme persone come mufti, imam, patriarchi, vescovi e rabbini si comprende che si sta diffondendo la cultura dellessere insieme.
Riferendo dellincontro Riccardi ha parlato di un bilancio estremamente ricco di dialogo, tavole rotonde, panel pieni di partecipazione, di domande, che hanno fatto crescere una cultura del vivere insieme su problemi molto differenti e su scenari dal Mediterraneo, al mondo arabo, dalla città, ai poveri, temi su cui si gioca la realtà del vivere insieme. DallAsia, al Mediterraneo, passando per i Balcani, il cui futuro è in Europa, abbiamo costatato come ci sia una nuova responsabilità delle religioni nel mondo globalizzato. Mi sento di poter dire - ha proseguito - che questo messaggio si va molto approfondendo. (segue)
(Sarajevo, dagli inviati Sir Europa) - Dobbiamo rimettere la cultura nella politica e nel dibattito, poiché cè stato un divorzio tra politica e cultura. Spesso anche la nostra politica è fatta di fuochi di artificio, quelli dei teatrini di casa nostra ma anche di certi teatri tragici del mondo. Lo ha detto Andrea Riccardi, ministro per la Cooperazione internazionale e dellintegrazione, in una conferenza stampa in cui ha tracciato un primo bilancio dellincontro mondiale della pace Living Together is the Future. Religioni e Culture in Dialogo, promosso dalla Comunità di SantEgidio, che si chiude oggi a Sarajevo. Il mondo contemporaneo - ha affermato Riccardi che è anche fondatore della SantEgidio - ha bisogno di cultura, che non è quella di pochi saggi, ma è una cultura che deve coinvolgere. Senza cultura e vivendo in modo emotivo saremmo tutti spaesati e ci lasceremmo tutti prendere da reazioni di pancia e di opposizione. Far rientrare la cultura sarebbe molto significativo per i nostri popoli europei. La grande forza della nostra Europa, oltre alleconomia - ha aggiunto - è la cultura e abbiamo una testimonianza antica da dare in questo senso. (segue)
Un accordo quadro di cooperazione tra lOspedale pediatrico Bambino Gesù (Opbg) e lIstituto Italo-latino americano (Iila) per migliorare il servizio sanitario pubblico, in particolare la medicina pediatrica, in America Latina. A firmarlo saranno giovedì 13 settembre a Roma (Iila-via Giovanni Paisiello 24, ore 16), alla presenza del segretario della Santa Sede per i Rapporti con gli Stati mons. Dominique Mamberti e del ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi, il presidente del Bambino Gesù, Giuseppe Profiti, e il segretario generale dellIila, Giorgio Malfatti di Monte Tretto. Già da anni - spiega una nota - viene realizzato un programma stabile di interscambio professionale finanziato con fondi della cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri italiano e realizzato dallIila e dallOpbg, che si propone di formare medici provenienti dallAmerica Latina presso le strutture messe a disposizione dallOspedale. Lintesa tra le istituzioni consente di moltiplicare i risultati con politiche di interscambio e di partenariato. Altro programma in corso è quello altamente specialistico finalizzato alla prevenzione e alla cura dell‘Aids pediatrico. Con laccordo di giovedì verrà messo alla studio anche un nuovo programma per la realizzazione di scuole specialistiche in America Latina. Info: www.iila.org.
(Sir Europa - Bratislava) - Il primo Meeting nazionale giovanile R13 in Slovacchia, che si terrà a Ruzomberok in concomitanza con la Giornata mondiale della gioventù (Gmg) di Rio de Janeiro il prossimo anno, avrà un suo logo. Lo ha annunciato il Consiglio per lUniversità e la gioventù della Conferenza episcopale slovacca che ha lanciato un concorso pubblico per la sua creazione. Il vincitore riceverà un premio simbolico (113 euro) e unentrata gratuita al Meeting nazionale giovanile. Il logo deve contenere la scritta ‘R13 e i suoi colori devono richiamare quelli del logo ufficiale della Gmg del Brasile, spiegano gli organizzatori dellevento, aggiungendo che il Meeting di Ruzomberok rappresenta unalternativa per quei giovani che, non potendo partecipare alla Gmg di Rio, vogliono comunque viverne lo spirito di fratellanza e amicizia. Ci si potrà iscrivere on-line al Meeting del 26-28 luglio 2013 dallinizio dellanno prossimo. Le proposte per partecipare al concorso per la creazione del logo dovranno essere inviate entro il 15 novembre 2012. Info: www.rio13.sk.
Chi si fa aspettative sulla politica - ha puntualizzato il portavoce - non centra il viaggio e il suo spirito: il Papa è un leader religioso che va a portare un messaggio alla comunità che fa riferimento a lui, che attraverso la sua testimonianza svolge un servizio al Paese in cu abita. Il Papa - ha precisato ancora il direttore della sala stampa della Santa Sede - non ha indicazioni per dire ai cristiani che cosa devono fare: a loro, semmai, affida un ruolo di ponte, non di parte ma di possibile incontro tra le varie componenti del Paese. A una domanda sulle misure di sicurezza prese in occasione del viaggio, padre Lombardi ha risposto ricordando che la sicurezza è responsabilità del Paese che ospita. Ci possono essere anche misure preventive in questi giorni, ma non credo siano cose straordinarie, ha commentato il portavoce vaticano, ribadendo che tutti considerano che il Papa è una persona benvenuta per la maggior parte della popolazione libanese, non cè preoccupazione per ostilità nei suoi confronti: è visto come messaggero di pace e come tale è benvenuto, e ciò crea un clima di sostanziale serenità. Sta poi al Paese predisporre misure necessarie. Loccasione del viaggio del Papa - che non è solo per il Libano, ma per tutto il Medio Oriente - è la firma dellEsortazione apostolica post-sinodale Ecclesia in Medio Oriente.
Un viaggio che non è mai stato realmente messo in discussione, e che manifesta la chiara volontà della presenza del Papa in questa terra, senza lasciarsi mettere incertezza dalle circostanze, nonostante i problemi dellarea, come segno di incoraggiamento, di speranza e di pace. Così padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, ha definito limminente viaggio di Benedetto XVI in Libano - il 24° fuori dallItalia, il quarto nellarea mediorientale - in un briefing tenuto oggi in sala stampa vaticana (clicca qui). In questi giorni, ha fatto notare il portavoce vaticano, si è registrato consenso per la visita del Papa dalle varie Confessioni religiose presenti nel Paese, che hanno manifestato soddisfazione per tale decisione e creato un clima di cordiale benvenuto da parte delle componenti più varie della realtà libanese, che colgono il significato dincoraggiamento, amichevole, di pace che il Papa vuole dare, e che fa andare con serenità e fiducia incontro a questo viaggio. Interrogato su possibili riferimenti alla situazione della Siria nei discorsi papali, padre Lombardi ha ricordato che Benedetto XVI non si presenta come un potente capo politico, ma come un capo di comunità religiose che attraverso la loro testimonianza di vita e il loro impegno servono il Paese in cui vivono. (segue)
Nel progetto di risoluzione Per elezioni più democratiche adottato oggi a Helsinki, la Commissione affari politici e democrazia dell‘Assemblea parlamentare del Consiglio d‘Europa (Apce) osserva che, in materia di elezioni, in vari Stati membri persistono violazioni quali opacità dei finanziamenti delle campagne, cattivo uso delle risorse amministrative, pressioni e intimidazioni su candidati ed elettori, disparità di accesso ai media, restrizioni al diritto di voto e di eleggibilità, commercio di voti, brogli nei conteggi. Nella maggior parte di questi Stati, osserva Jean-Charles Gardetto, autore del documento, le violazioni sono dovute principalmente alla mancanza di impegno politico al massimo livello, in genere governativo, a garantire la piena ed effettiva attuazione dei diritto e della parità di condizioni a tutti i candidati. Le violazioni durante le elezioni e il conteggio del voto sono più frequenti nei Paesi privi di una lunga tradizione democratica; quelle legate alla campagna elettorale, al finanziamento dei partiti e all‘imparzialità dei media si verificano anche in altri Stati membri con lunga esperienza democratica. Il progetto di risoluzione, che contiene misure volte a incoraggiare la partecipazione, garantire la trasparenza e rafforzare il controllo elettorale, sarà discusso nella prossima plenaria dellAssemblea a Strasburgo (1-5 ottobre).
Nato il 1º giugno 1972 per iniziativa del Consiglio dEuropa con lobiettivo di promuovere i diritti umani, la democrazia e il pluralismo culturale, lo Strasbourg European Youth Centre (Eyc) festeggia quarant‘anni. Per loccasione è stato realizzato un video, e domenica 16 settembre si svolgerà un Open day (Strasburgo - rue Pierre de Coubertin, Wacken, ore 10 - 18). Ad illustrarne lattività è la responsabile, Tina Mulcahy: Ogni anno accogliamo migliaia di dirigenti e responsabili di organizzazioni giovanili dEuropa e di altri continenti per sessioni di studio, seminari o corsi. Attività decise di comune accordo dai governi e dalle stesse organizzazioni. Oltre al Centro di Strasburgo, il Consiglio dEuropa ne ha istituito un secondo nel 1995 a Budapest. Circa 300 mila i partecipanti alle attività svolte in questi anni nelle due strutture. Tra le campagne realizzate Tutti differenti, tutti uguali, condotta in oltre 40 Paesi contro razzismo, xenofobia e intolleranza, e il Piano dazione per i giovani rom, che contribuisce - spiega ancora Mulcahy - a dare voce a questi giovani e a mettere in evidenza i problemi che si trovano ad affrontare. I programmi e le attività vengono finanziati dalla European Youth Foundation (Eyf), istituita anchessa nel 1972 e dotata di un budget annuale di circa 3 milioni di euro. Info: http://hub.coe.int/en/40th-anniversary-of-the-strasbourg-european-youth-centre/
(Sir Europa - Bratislava) - LAssociazione di uomini daffari, manager e imprenditori cristiani (Acbme) organizza un meeting dal duplice obiettivo: offrire consulenze professionali e direzione spirituale e parlare della presenza di valori cristiani nel mondo degli affari. Levento, in programma il 26 settembre a Praga e il 27 a Olomouc, tratterà di argomenti quali La vita e il lavoro secondo Teilhard de Chardin, Business e politica e Vita e valori nel mondo degli affari. Secondo Jirí Jemelka, fondatore di Acbme, lo scopo del progetto è di offrire sostegno professionale ma anche formazione spirituale a uomini daffari e imprenditori. Vogliamo che diventi una piattaforma per parlare di Dio e di valori cristiani e che i suoi membri siano testimoni di questi valori nella società, ha aggiunto Jemelka. Info: www.krestanskypodnikate.cz.
I vescovi calabresi non intendono affrontare passivamente lattuale crisi, ma si sentono anchessi impegnati, insieme alle loro comunità, a dare il loro contributo. Lo ha detto questa mattina il presidente della Cec e arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, mons. Vittorio Mondello, nellomelia per la festa della Madonna della Consolazione, patrona della città. Dopo aver ricordato la nota sulle politiche sociali dei vescovi in Calabria, mons. Mondello ha sottolineato come pur riconoscendo che la situazione socio-politica della nostra Regione è veramente difficile e grave, abbiamo grande fiducia che mettendo insieme le nostre forze potremo costruire un avvenire migliore per questo amato popolo. Invitati, perciò, a collaborare seriamente e solidariamente al bene comune - ha aggiunto -, noi cristiani non possiamo dimenticare che tali sforzi, seppure molto apprezzabili, non sono sufficienti. È necessario, infatti, che eleviamo concordi le nostre preghiere a Colui che può darci la grazia necessaria per rinnovare la faccia della terra. E in vista del Sinodo dei vescovi (7-28 ottobre) sul tema La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana e dellapertura dellAnno della fede, la diocesi reggina sta preparando un programma che il vescovo proporrà con una Lettera pastorale che sarà presentata nelle prossime settimane.
Dopo aver espresso apprezzamento per le intenzioni del ministro Profumo nella linea di alleggerimento della burocrazia scolastica spesso ridondante, inutile e costosa, Guarneri illustra il tema dello spread in campo scolastico: Nella nostra scuola lo spread è ancora forte fra punte deccellenza e zone di ampio disagio, fra strutture davanguardia e scuole ancora prive della necessaria agibilità, fra istituti pienamente inseriti nel territorio coinvolgendo i genitori e isole scolastiche in cui prevale larbitrio di poteri interni. Il presidente dellAge sostiene quindi lesigenza di uno scambio tra scuola e famiglia da far alleare contro la crisi per mettere in moto leducazione dei figli, soprattutto in questo momento di forte crisi sociale ed economica. Genitori e insegnanti dovranno accogliersi per come sono, prosegue, nello scambio e nella corresponsabilità educativa. Infine Guarneri ricorda che questanno scolastico 2012-13 vedrà un intenso periodo elettorale: Speriamo che il tema scolastico ed educativo non sia solo un punto fra i tanti nei programmi spesso conclamati e più raramente attuati.
Ripartiamo dalle scuole, dallistruzione, dalleducazione, dalla formazione professionale e dai mestieri. Ripartiamo convinti: solo una maggiore qualità di intelligenza e di coscienza, anche collettiva, ci permetterà di superare la crisi del Paese. È quanto afferma in una lettera dal titolo Segni in controtendenza contro la psicosi da spread il presidente nazionale dellAssociazione italiana genitori (Age), Davide Guarneri. Il testo si apre con la constatazione che anche questanno le incognite sono tante, ed è ancor più importante riconfermare limpegno per la scuola, testimoniando ai nostri figli, nel contempo, la bellezza del sapere, della ricerca e della scoperta. Tra i segni positivi, il presidente dellAge annovera larrivo dei concorsi scolastici: Non è un gran numero di posti e compenserà solo in piccola parte la piaga del precariato e dei pensionamenti. Dà comunque il senso di inversione di una direzione a dismettere che sembrava lunica logica da adottarsi. In questa ottica la nostra associazione ribadisce la necessità di dare veloce compimento ai concorsi per dirigenti scolastici e alle relative assegnazioni definitive. Guarneri ricorda poi che lavvio di nuovi istituti comprensivi, frutto dei recenti ulteriori dimensionamenti, speriamo non limiti la qualità del servizio, in alcuni casi già scarsa. (segue)
(Sir Europa - Bruxelles) - Bilanci per listruzione non adeguati ai tempi; invecchiamento medio della categoria degli insegnanti; squilibrio tra maschi e femmine tra gli iscritti negli atenei. Sono tre dei problemi rilevati da una indagine dellOcse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici) resa nota oggi, che indaga la situazione scolastica nei 34 Paesi aderenti, 21 dei quali Ue. Secondo la ricerca, oltre il 50% dei docenti di scuola secondaria superiore in Germania e in Italia ha superato i 50 anni di età; in altri cinque Paesi dellUnione (Austria, Repubblica ceca, Estonia, Paesi Bassi, Svezia) il dato è oltre il 40%. Ocse esprime preoccupazione anche per la disparità tra i generi: la relazione segnala che quasi un terzo di donne in più rispetto agli uomini si iscrive allistruzione universitaria nellUe. Permane poi la questione delle risorse finanziarie investite nelleducazione. Androulla Vassiliou, commissario europeo per listruzione, commenta: Gli Stati membri dellUe riconoscono che linvestimento nellistruzione è essenziale per il futuro dEuropa e per la sua prosperità nel lungo periodo. Dai dati emerge che il costo dell‘istruzione è di gran lunga controbilanciato dai vantaggi che se ne traggono. Non abbiamo però motivo di essere troppo soddisfatti: la relazione evoca anche la necessità di riforme per modernizzare listruzione e renderla più attraente sia agli occhi degli studenti che degli insegnanti.
Nonostante un sistema per i diritti umani ben consolidato, lAustria deve ancora colmare delle lacune, in particolar modo per quanto riguarda i diritti di richiedenti asilo, donne e persone disabili. Ad affermarlo è oggi il commissario per i diritti umani del Consiglio d‘Europa, Nils Muižnieks, in occasione della pubblicazione del rapporto basato sulla sua visita in Austria (4-6 giugno). Laccesso dei richiedenti asilo al mercato del lavoro - sostiene Muižnieks - dovrebbe essere maggiormente garantito, anche permettendo ai giovani di fare dei tirocini. Inoltre, la qualità dellassistenza e della rappresentanza a livello giudiziario dovrebbe essere potenziata e resa disponibile per lintera durata della procedura di richiesta dasilo, di espulsione, e non solo. La parità di genere è ancora lontana, aggiunge il commissario: Le donne sono tuttora sottorappresentate in politica e guadagnano circa il 25% in meno degli uomini. Per quanto riguarda le persone con disabilità, Muižnieks definisce positiva l‘elaborazione in corso di un Piano d‘azione nazionale volto ad una migliore implementazione della relativa Convenzione Onu, ma avverte: È essenziale garantire che gli standard previsti siano rispettati in tutti i Länder. Infine la richiesta di misure per una maggiore integrazione scolastica di queste persone, maggiore autonomia di vita e inclusione nella comunità.
(Sir Europa - Strasburgo) - Il bilancio per il 2013 divide le posizioni delle istituzioni europee. In particolare mentre Europarlamento e Commissione tendono a convergere sulla richiesta di un budget che sia allaltezza dei compiti assegnati allUe, il Consiglio (che rappresenta i 27 Stati membri, dalle cui casse derivano tre quarti del bilancio comunitario) intende invece limitarne la consistenza, trattandosi - questa è la ragione addotta - di un tempo di contrazione delle disponibilità finanziarie. La discussione sul bilancio per il prossimo anno è fissata per oggi nel corso della plenaria dellAssemblea a Strasburgo. La presidenza di turno cipriota del Consiglio esporrà la posizione degli Stati definita il 24 luglio; sarà presente anche il commissario per i bilanci Janusz Lewandowski. Il Consiglio - chiarisce una nota del Parlamento europeo - vuole limitare laumento dei pagamenti al 2,79% e lincremento degli impegni all1,27%, mentre la Commissione aveva proposto un +6,85% per i pagamenti e un +2,05% per gli impegni. Il Parlamento è contrario ai tagli drastici proposti per settori che fungono da stimolatori per la crescita, quali ricerca e innovazione. Il voto in aula sul bilancio è fissato al 23 ottobre. Lemiciclo ha oggi discusso anche di efficienza energetica (regole vincolanti per la ristrutturazione di edifici pubblici) e di tutela dei diritti fondamentali (assistenza alle vittime di reati).
In occasione della festa di san Francesco (4 ottobre) è in libreria il libro Francesco e il Principe di Gerusalemme (Edizioni Terra Santa 2012) che racconta ai bambini, con parole e disegni, la leggenda del viaggio del Poverello di Assisi a Gerusalemme. Un album da colorare - spiegano i responsabili delliniziativa - per viaggiare con la fantasia, assieme a san Francesco, fino in Terra Santa e parlare di dialogo e di incontro anche ai più piccoli. In 15 tavole divertenti ed espressive viene raccontata lantica leggenda della visita di Francesco a Gerusalemme e del suo incontro con il Valì, il principe musulmano della città. La richiesta del Poverello di poter visitare il Santo Sepolcro suscita dapprima le infuocate ire del principe; di fronte alla mite reazione di Francesco, però, il Valì si pente e regala ai frati il luogo che diventerà la prima casa francescana della Città Santa. Il libro è destinato ai bambini dai 3 anni in su, ma anche, proseguono gli editori - ai genitori che vogliano raccontare ai propri figli questa leggenda carica di significato, che insegna la possibilità di un dialogo disarmato e coraggioso, tra uomini di religioni e culture diverse. Lalbum fa seguito a Francesco e il Sultano in cui si narra la vicenda, storicamente avvenuta, dellavventuroso incontro tra san Francesco e il Sultano. Info: www.edizioniterrasanta.it
La decisione del tribunale di Colonia, in Germania, di considerare la circoncisione un intervento inopportuno che minaccia il corpo e la salute del neonato, è un attacco diretto contro unosservanza religiosa di ebrei e musulmani che scaturisce dall‘Europa ed è in contrasto con i diritti umani garantiti dall‘Ue, che sono vincolanti per il sistema giuridico tedesco. Le parole della sentenza della Corte tedesca sono, per Da-Don, un grave pericolo di interferenza futura con la libertà di religione, in quanto tali argomenti precludono la possibilità di praticare una religione. La cosa più importante - ha concluso il leader ebraico - è che né i giudici né i parlamenti possono esercitare una protezione nei confronti delle minoranze e della loro libertà di religione dicendo loro ciò che è bene per loro, dal momento che in questo modo semplicemente svuotano il contenuto di una religione o della cultura di una minoranza.
(Sarajevo, dagli inviati Sir Europa) - Dichiarata legale solo qualche giorno fa in uno dei 16 lander della Germania, la circoncisione continua a far discutere. A parlarne a Sarajevo, dove oggi si chiude lincontro mondiale della pace promosso dalla Comunità di SantEgidio dal titolo Living Together is the Future. Religioni e Culture in Dialogo, è stato Kotel Da-Don, rabbino capo di Croazia, nel corso di un panel su globalizzazione e minoranze. Le minoranze religiose in Europa e al di fuori di essa - ha spiegato - si trovano di fronte a nuove sfide in questi tempi di globalizzazione. Ci troviamo di fronte alla tendenza a violare la libertà di religione all‘interno e all‘esterno dell‘Ue. Un esempio portato dal rabbino è stato quello della circoncisione. (segue)
Luomo, in qualsiasi momento della sua esistenza, non può e non deve essere oggetto di manipolazione perché è a immagine e somiglianza di Dio, e una volta creato può essere solo generato, non fatto o prodotto. A precisarlo in unintervista al Sir (clicca qui) è il vescovo di Noto (Sr), mons. Antonio Staglianò. A pochi giorni dal III Convegno internazionale di bioetica Venire al mondo: i luoghi dellinvisibile. Lumiltà e il trascendente come esercizio di cura e di ospitalità, che la diocesi siciliana promuove e ospita (14-15 settembre), mons. Staglianò parla di un tema significativo in unItalia che soffre la crisi demografica e si chiede se la medicina deve rispondere a qualsiasi costo alla richiesta di un figlio. Lincontro ha una doppia finalità: scientifica e pastorale. Siamo sempre più convinti - spiega il presule - che non si possa comunicare il Vangelo fuori dai processi culturali in cui la vita delluomo avanza, sia in termini di speranza che di ricerca di futuro, e vogliamo portare il Vangelo della vita nelle coscienze e nelle convinzioni degli uomini perché con la chiarezza di fondo sulle questioni sensibili la stessa comunicazione cristiana possa essere accolta e vissuta nellesperienza delle donne e degli uomini del nostro tempo. Info: www.diocesinoto.it.
(Sarajevo, dagli inviati Sir Europa) - Lauspicio è che si possa veramente trovare una via di uscita perché con la buona volontà da parte di tutti e con volontà politica, tenendo conto anche realisticamente delle condizioni delleconomia, si riesca a dare speranza a questa gente perché, ridando speranza, si garantisce loro libertà e dignità. Scende in campo oggi a fianco dei circa 450 lavoratori dellAlcoa anche larcivescovo di Oristano, mons. Ignazio Sanna. Vogliamo fare appello alla coscienza - dice in unintervista al Sir mons. Sanna a margine dellincontro internazionale di Sarajevo (clicca qui) - di chi ha il dovere e la possibilità di trovare risorse e di indirizzare lo sviluppo. Sappiamo che oggi alcune forme di produzione non sono più attuali e redditizie. Occorre probabilmente utilizzare la fantasia e la creatività per far sì che rimanendo i posti di lavoro ci siano prospettive di sviluppo più chiare, efficaci e interessanti per leconomia. Riguardo ai toni delle proteste, il vescovo afferma: Preoccupa quando lesasperazione prevale sulla razionalità. Oltretutto - aggiunge - le ragioni che si portano avanti sono più che valide, quindi occorre che ci sia una volontà politica chiara di ascoltare ma di ascoltare anche per trovare delle soluzioni, perché sarebbe troppo facile dire: ‘non possiamo fare nulla. Occorre invece andare avanti e dare realmente delle ragioni chiare di speranza a questa gente perché le forme di esasperazione sono altissime.
Il neo-eletto presidente della Conferenza episcopale svizzera (Ces), mons. Markus Büchel, non intende sopravvalutare le tensioni attualmente esistenti nella Chiesa svizzera. Lo ha riferito ieri lagenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress, citando unintervista al vescovo di San Gallo al quotidiano Neue Zürcher Zeitung. Le tensioni fanno male ma la disunione nella Chiesa appare maggiore se vista dal di fuori, ha dichiarato mons. Büchel, recentemente eletto a capo della Conferenza episcopale e che entrerà in carica il 1° gennaio 2013, succedendo a mons. Norbert Brunner. Il neo-presidente ha puntualizzato che la Conferenza episcopale non è un Consiglio federale, la cui decisione è vincolante per tutti. È il singolo vescovo a decidere se e come attuare le diverse decisioni allinterno della propria diocesi. Tra le diocesi esistono anche profonde differenze sullatteggiamento della Chiesa nei confronti dellevoluzione della società di fronte al secolarismo crescente. Mons. Büchel ha ammesso di avere qualche timore di una divisione, soprattutto se non si arriva a un dialogo. Invece, per essere credibili nella società, le Chiese devono avere un buon dialogo tra di loro. Occorre accettare, inoltre, che la tendenza a rendere privato laspetto religioso è in aumento.
Famiglia, vivi e trasmetti la fede! è lo slogan più incisivo con cui vogliamo sintetizzare lidea di fondo del piano pastorale diocesano 2012-2013: a spiegarlo è larcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, mons. Luigi Moretti, in occasione della consegna, stasera alle ore 19, presso il seminario metropolitano Giovanni Paolo II a Pontecagnano Faiano, del piano pastorale diocesano 2012-2013 e dellagenda pastorale diocesana. Durante la serata il presule darà il mandato di evangelizzare a circa 500 operatori pastorali, affinché in ogni comunità dellarcidiocesi si inizi il rinnovato cammino di fede in comunione con la Chiesa e nella corresponsabilità. Il percorso pastorale di questanno sarà tutto incentrato sul ruolo della famiglia nellattuale contesto sociale. Famiglia che vive nel mondo combattendo, quasi sempre da sola, la crisi economica, la mancanza di lavoro, il difficile rapporto con i figli. Tutte queste difficoltà la Chiesa locale vuole fare proprie ed offrire, a chi desidera serenità e fiducia in un futuro migliore, da percorrere insieme.
Scoprire in che modo i diversi testi biblici utilizzano le tradizioni su Abramo, come questo personaggio, al quale si richiamano giudaismo, cristianesimo e islam, viene presentato e riletto soprattutto allinterno del canone cristiano. Così Angelo Passaro (Facoltà teologica di Sicilia) e Antonio Pitta (Pontificia Università Lateranense), coordinatori della Settimana biblica nazionale, raccontano lobiettivo della XLII edizione delliniziativa che si è aperta ieri sera a Roma sul tema Abramo tra storia e fede. Si tratta di riconsiderare il ciclo di Abramo - proseguono i due coordinatori - nella sua complessa formazione, in modo tale che possa emergere il percorso che definisce ‘lidentità di Abramo come antenato ‘ecumenico (si pensi alla storia di Ismaele), per certi versi - almeno nelle tradizioni più antiche - in contrapposizione alla figura di Mosè. La figura di Abramo testimonia cioè il problema della ‘scrittura delle origini di Israele, in altri termini della definizione della identità nazionale di Israele in epoca esilica e durante il periodo del Secondo Tempio. Tanti i relatori previsti nella Settimana. In particolare, i coordinatori ricordano la tavola rotonda con il rabbino Giuseppe Laras e padre Pierbattista Pizzaballa come spazio per discutere di Abramo e della sua discendenza tra particolarismo e universalismo.
La famiglia - ha incalzato mons. Paglia - non è un residuo del passato, non è una sopravvivenza di una realtà tramontata. Al contrario resta la risorsa più preziosa della società, il luogo ove si apprende la decisività del noi per una società più giusta e più solidale. Infine un appello ai credenti delle diverse religioni e agli uomini di buona volontà per riportare la famiglia nel cuore dellattenzione della società, sia civile che politica.
(Sarajevo, dagli inviati Sir Europa) - Purtroppo stiamo assistendo alla perdita delle protezioni che la famiglia aveva nel passato mentre, anche a livello legislativo si è sempre più attenti a sostenere i diritti degli individui. La denuncia è di mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, che sul tema Senza famiglia non cè futuro è intervenuto ieri sera a Sarajevo ad una tavola rotonda organizzata nellambito dellincontro internazionale per la pace della Comunità di SantEgidio. Da qui - ha proseguito il vescovo - scaturisce il compito urgente di ridare dignità culturale alla famiglia, di riportarla nel cuore del dibattito sociale, di proporla nel cuore della politica e della economia, come pure nella vita delle comunità cristiane. Anche perché - ha proseguito mons. Paglia - la famiglia resta nei fatti la risorsa più importante della società. Nei sondaggi, ovunque realizzati, la famiglia resta al primo posto come luogo di sicurezza, di rifugio, di sostegno per la propria vita. (segue)