Le condizioni di salute del cardinale Carlo Maria Martini si sono oggi particolarmente aggravate. L‘arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, raccomanda a tutti i fedeli della Diocesi e a quanti l‘hanno caro speciali preghiere, espressione di affetto e di vicinanza in questo delicato momento.
Una visione retributiva della vita che, secondo mons. Coletti, contagia anche il senso religioso. Da qui la necessità di tornare allessenzialità del messaggio evangelico perché non è losservanza di una legge esterna che salva, ma è la fiducia che nasce dallincontro con la gratuità dellamore di Cristo e del suo Padre per noi. Bisogna - aggiunge il vescovo - imparare a contemplare il libero, gratuito e completo dono di sé che Gesù realizza sulla Croce. Quello pronunciato di fronte ai fedeli e alle autorità civili comasche vuole però essere unofferta di riflessione e uno spunto di verifica per tutti, perché il principio della gratuità è di assoluta importanza anche in campi laici, non solo allinterno dellesperienza cristiana. La gratuità - ha concluso mons. Coletti - anima lorizzonte della comunità umana e la rende capace di accogliere i piccoli e i poveri, di custodire i diritti di tutti, di aprire al dialogo tra le persone sollecite non solo dei propri interessi, ma di ciò che giova a costruire la casa accogliente per tutti. Forse, in tempi di crisi economica e di preoccupazione per il futuro, potremmo imparare molto dalle difficoltà della situazione presente: che cè più gioia nel dare che nel ricevere; che perdere per amore è lunico guadagno vero e stabile; che abolire la ‘grazia vuol dire andare verso un mondo disgraziato e disumano.
In un mondo dove è diventata rara lesperienza del dono, dove si è abituati a preferire lessere pagati allessere amati, è giunto il momento della riscoperta di una vera gratuità, unico antidoto allo smarrimento che contraddistingue la società di oggi. È questo il senso del messaggio - intitolato Gratis et amore Dei - che il vescovo di Como, mons. Diego Coletti, rivolge alla città e allintera diocesi nel tradizionale discorso per la festa del patrono santAbbondio. Le celebrazioni, iniziate questo pomeriggio con la recita dei vespri nella basilica di santAbbondio, proseguiranno domani, giorno della ricorrenza liturgica del Santo, con il pontificale in cattedrale. Di fronte agli elementi più negativi del nostro mondo contemporaneo (crisi economica, difficoltà vita familiare, crollo demografico dellOccidente ecc.) - ha proseguito il vescovo - avvertiamo la tentazione di cercare un colpevole. Penso invece che il male non nasca dai crimini di qualche ‘grande vecchio o di tanti giovani delinquenti che stanno dietro le quinte della storia. Il male potrebbe nascere piuttosto dal diffuso, inavvertito e profondo smarrimento di qualcosa di essenziale per una vita umana vera, bella e buona. Qualcuno chiama questo smarrimento nichilismo, lidea di una società dove è buono e vero per me solo quello che mi rende, con gli interessi, quanto ho investito. (segue)
È la fine del periodo lavorativo (per il 30,2% dei casi), assieme alla difficoltà economica (11,7%), a spingere i giovani a rientrare a casa. La situazione risulta più accentuata al Sud che al Nord, dove la percentuale di rientrati dopo essere usciti per studio o per lavoro sfiora l80%. Eppure i giovani vorrebbero andare a vivere da soli: per poter essere autonomi nelle decisioni (lo pensano il 67% dei maschi e il 76% delle donne) e per gestire più liberamente una relazione di coppia, come ha dichiarato il 77% degli intervistati. Ma anche per mettersi alla prova in modo fortemente vantaggioso, come dichiara il 55,8% del campione. Tra gli svantaggi della solitudine abitativa, doversi occupare degli aspetti economici, percepito tale da oltre il 40% dei giovani, mentre per il 31,1% doversi occupare delle attività domestiche è sostanzialmente indifferente. Il 38% dichiara di percepire come un forte svantaggio il non godere più dellaffetto quotidiano dei genitori e dei fratelli, mentre si tratta di uno svantaggio moderato per un altro 36%. Solo per il 2%, invece, questo aspetto presenta forti vantaggi. Tutte le informazioni sul progetto e i risultati delle precedenti ricerche sul sito www.rapportogiovani.it.
Il sogno è quello di essere autonomi e costruire il proprio percorso di vita, ma molto spesso si trovano costretti a fare retromarcia. Sono sette su dieci i giovani che, dopo il primo lavoro o terminati gli studi, si vedono costretti a ritornare nellabitazione dorigine, con mamma e papà. È quanto emerge dallindagine Rapporto giovani dellIstituto di studi superiori Giuseppe Toniolo, realizzata dallistituto di ricerca Ipsos su un campione, rappresentativo su scala italiana, di 4.500 giovani tra i 18 e i 29 anni. Oltre l89% degli intervistati, senza significative differenze fra uomo e donna, si dice pronto al distacco, reputando però abbastanza o molto importante avere un rapporto stabile di lavoro. Lavoro che, nel 79% dei casi, rientra nella sfera del precariato, attraverso un contratto di formazione (32,6%), con un contratto a progetto (24,5%) o stage (26,1%). Quindi, dopo un periodo di autonomia, il 77% dei maschi torna a vivere con la famiglia dorigine, così come il 70% delle femmine. (segue)
(Sir Europa - Bratislava) - Le sette chiese più visitate di Leopoli si trovano in centro città: la cattedrale armena dellAssunzione della Beata Vergine Maria, la cattedrale dellAssunzione della Beata Vergine Maria, la chiesa del Santissimo Sacramento, la chiesa dellAssunzione della Beata Vergine Maria, larcicattedrale di S. Giorgio, la chiesa di S. Andrea e la chiesa degli apostoli Pietro e Paolo. Come riporta il dipartimento del turismo del comune di Leopoli, tutte queste chiese sono ufficialmente inserite nellitinerario dei tour e delle visite turistiche della città. Secondo il sito internet dei giovani cristiani http://dyvensvit.org, le agenzie di viaggi di Leopoli riferiscono che gli anziani e gli ucraini della diaspora, ma anche gli alunni e gli studenti, nutrono forte interesse per la storia delle chiese e dei luoghi sacri. La città di Leopoli conta circa 760.000 abitanti e ospita più di 100 chiese e santuari di diverse denominazioni cristiane. Circa il 35% degli edifici religiosi appartiene alla Chiesa greco-cattolica ucraina, l11,5% alla Chiesa ortodossa autocefala ucraina, il 9% alla Chiesa ortodossa ucraina (Patriarcato di Kiev) e il 6% alla Chiesa cattolica romana.
La Chiesa come popolo di Dio, la lettura dei segni dei tempi dal punto di vista culturale, e il rifiuto ai profeti di sventura. Sono queste le eredità che ci ha lasciato il Concilio secondo Carlo Cirotto, presidente del Movimento ecclesiale dimpegno culturale (Meic), intervistato dal Sir (clicca qui) al termine della tradizionale Settimana teologica di Camaldoli, che questanno ha avuto come tema La storia: opera di Dio e responsabilità delluomo. Famiglia, lavoro e bene comune sono solo alcuni dei temi che sono stati esaminati nellottica del Concilio. Prospettiva che, secondo Cirotto, ci consente di guardare al futuro con lottimismo di chi sa che nella storia, accanto al male, cè pure il bene. Anche in forma di seme che, una volta identificato, va coltivato. Agli intellettuali, specialmente se cattolici, è riservato il compito di dedicarsi alla lettura dei segni dei tempi, mostrando la loro peculiarità di cristiani che si pongono con lo spirito del Concilio di fronte agli eventi concreti del nostro tempo. Quanto alle sfide del mondo del lavoro, le possibili ricette sono settoriali e molteplici. Serve maggiore giustizia nel lavoro, non solo nel senso della retribuzione ma nel trattamento della gente che lavora, e maggiore onestà anche da parte del lavoratore.
Si inaugura oggi a Frisinga il congresso di Renovabis sulle nuove vie di evangelizzazione in Europa. Lincontro di due giorni, giunto alla sedicesima edizione, è stato presentato con una conferenza stampa presieduta da mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), che ha elogiato leccezionale lavoro svolto dallorganizzazione che opera per la Chiesa dellEuropa centrale e orientale. Il congresso affronta un dibattito molto attuale, ha osservato mons. Zollitsch, sottolineando che nonostante tutte le differenze tra lEuropa cattolica, protestante e ortodossa, in considerazione della crescente scristianizzazione è di grande importanza ripensare alla radici comuni e affrontare insieme tutte le sfide attuali. Larcivescovo ha illustrato le problematiche da risolvere e ha ricordato che la Chiesa accetta queste sfide e lavora con impegno per elaborare nuove vie di evangelizzazione. A ciò serve anche il processo di dialogo avviato due anni fa da noi vescovi tedeschi, ha ricordato, facendo riferimento allimminente incontro di Hannover, previsto tra due settimane, in cui tale processo compirà unulteriore tappa per proseguire il cammino intrapreso.
(Giordania) - La situazione sanitaria dei profughi siriani in Giordania è grave. Arrivano molte persone ferite da armi da fuoco, tutti soffrono di malattie post traumatiche legate allo stress. Hanno problemi alla vista, diabete, alcuni hanno bisogno di dialisi. A parlare dai campi profughi in Giordania, in una intervista al Sir (clicca qui), è Dario Zanardi, uno dei due giovani di Caritas ambrosiana da sei mesi in servizio civile a sostegno di Caritas Giordania, che assiste circa 25.000 profughi distribuendo generi alimentari e di prima necessità, con progetti educativi e sanitari. Fuggono da Homs, da Damasco, da Aleppo - racconta -. Arrivano in auto ma passano il confine di notte, a piedi, camminando tre/quattro ore nel deserto. Il flusso maggiore è in Giordania perché la Turchia ha chiuso le frontiere, mentre la situazione libanese è complessa. Il governo giordano ha la volontà di aiutare i profughi ma al confine ogni notte si verificano ‘scaramucce di frontiera, perché lesercito siriano spara sui profughi in fuga mentre i militari giordani rispondono con un fuoco di copertura. Ho visto - prosegue - la radiografia del cranio di un bambino con un proiettile in testa. Fortunatamente si è salvato. Nel campo di Zataari ci sono già tre ospedali gestiti da Francia, Marocco ed Emirati Arabi. Anche lItalia ha allestito da poco, nei dintorni di Mafraq, un ospedale.
In Siria la situazione umanitaria si fa di ora in ora sempre più grave e da alcuni giorni si sono persi i contatti con la Caritas locale, non raggiungibile né con il telefono né per e-mail. Lo riferisce la Caritas italiana. Mons. Antoine Audo, presidente di Caritas Siria, nellultimo messaggio inviato scrive: ‘Il mio posto è ora vicino ai miei fedeli, che non posso e non voglio assolutamente abbandonare. La violenza - prosegue Caritas italiana - sembra ormai aver preso il sopravvento e giungono notizie non solo di scontri fra le opposte fazioni, ma di veri e propri attentati terroristici anche nei confronti di cristiani e di altre minoranza religiose. Eppure la guerra non cancella la solidarietà, la cambia, afferma Rosette Héchaimé, coordinatrice delle Caritas del Medio Oriente, che nonostante le criticità continuano la loro azione di assistenza alla popolazione. Caritas italiana auspica una crescente solidarietà e chiede alla comunità internazionale di compiere con responsabilità tutti gli sforzi per porre fine alle violenze. Dallinizio dellemergenza profughi è stato messo a disposizione un primo contributo destinato alle famiglie, ma solo in Siria occorrono già altri 170.000 euro per estendere lintervento in atto. Per offerte: www.caritasitaliana.it.
Affrontare le problematiche etiche delle moderne biotecnologie, indagare il significato sociale e culturale della scienza, riflettere costantemente sul tema della vita. Sono questi gli obiettivi del III Convegno internazionale di bioetica, che si terrà a Noto (Sr) il 14 e 15 settembre. Tema delincontro, che si svolgerà nellaula magna del seminario vescovile ed è organizzato dalla diocesi, è Venire al mondo: i luoghi dellinvisibile. Lumiltà e il trascendente come esercizio di cura e di ospitalità. La nostra - spiega il vescovo di Noto, mons. Antonio Staglianò - è una scelta di formazione e di riflessione sul tema della vita nascente. Articolata in quattro sessioni, la riflessione bioetica - aggiungono gli organizzatori - sarà delineata dallapporto scientifico di esperti del settore che condurranno un discorso libero da facili entusiasmi e superficiali ostracismi per giungere a una visione equilibrata della vita umana. I lavori del convegno, aperti a tutti, si rivolgono in particolare a medici, infermieri, personale operante nelle strutture socio-sanitarie, giuristi, studenti e collaboratori nel campo della formazione. La frequenza al seminario darà diritto ai crediti per leducazione continua in medicina. Info su www.diocesinoto.it.
Un appello alla ricerca di volontari per la vendemmia della legalità. A lanciarlo, la Fondazione San Vito onlus della diocesi di Mazara del Vallo, che gestisce alcuni fondi agricoli confiscati alla mafia nelle contrade Fiumelungo, Baronia Sottana (Salemi) e Rosignolo (Calatafimi). Raccoglieremo i vitigni dInzolia e Grillo; il ricavato della vendita - spiega don Francesco Fiorino, presidente della Fondazione - servirà a coprire le spese della coltivazione e il salario degli operai agricoli. I beni confiscati gestiti dalla Fondazione, che li ha avuti affidati dai comuni di Salemi e Calatafimi, sono simbolo della riappropriazione del territorio da parte della comunità, del riscatto civile e dellimpegno di tanti, perché non si perda mai la speranza nel cambiamento. È per questo - aggiunge il vescovo di Mazara, mons. Domenico Mogavero - che questuva ha un sapore in più: quello della legalità. Nel terreno di contrada Rosignolo, a Calatafimi, la Fondazione negli anni ha reimpiantato un nuovo vigneto e ora sono nati i frutti. In contrada Fiumelungo a Salemi, invece, il vecchio casale presente sul terreno è stato ristrutturato per ospitare turismo rurale, con unaula didattica e 40 posti a sedere.
(Sir Europa - Bratislava) - I colloqui di Velehrad: è questo il titolo di un progetto che vuole riunire giovani teologi di diverse tradizioni cristiane per riflettere sulle più urgenti questioni dattualità riguardanti la società ceca, la vita religiosa e la teologia in uno spirito di collaborazione ecumenica. Un meeting pilota - seminario di giovani teologi dalla Repubblica Ceca e dalla Slovacchia - intitolato La tradizione cirillo-metodiana e lAnno giubilare 2013 si terrà dal 2 al 4 settembre a Velehrad. Levento è organizzato dal Dipartimento di Teologia spirituale e pastorale delluniversità Palacký di Olomouc in collaborazione con il Centro Aletti di Olomouc. Tra gli obiettivi del seminario anche quello di preparare un piano concreto per una serie di incontri che si terranno in futuro tra teologi di diverse denominazioni.
Come vescovo di questa diocesi - prosegue mons. Milito - esprimo a questi giovani la forte solidarietà della Chiesa che vive e opera in questo territorio sostenendo tutte quelle iniziative che rappresentano un segno di speranza per una terra, purtroppo spesso ‘violentata da atti e iniziative che rallentano laffermazione del bene comune. Nel rinnovare il sostegno a tutte le forze dellordine, impegnate a sconfiggere ogni sorta di atti violenti, per mons. Milito la sfida trova una sola risposta: non indietreggiare. Da qui linvito ai giovani della cooperativa ad andare avanti e a non avere paura. Chi deve fare un passo indietro, riconoscendo il grave disordine morale nel quale vivono, per imboccare la via sicura della vita buona, come liberazione dal male, sono coloro che commettono reati contro i beni e la persona.
Prendere di mira un mezzo di lavoro per impedirne lutilizzo è un segno di tracotanza senza giustificazioni che, senzaltro, reca un danno immediato, ma non colpisce né incrina i motivi ideali in un territorio come quello calabrese, che anela ad aver persone degne di una terra che non ha nelle sue radici la violenza. Con queste parole il vescovo di Oppido Mamertina-Palmi, mons. Francesco Milito, esprime, attraverso il Sir, la solidarietà della Chiesa locale ai giovani della cooperativa Valle del Marro, nata dalla collaborazione tra la diocesi e lassociazione Libera, e col sostegno del Progetto Policoro della Cei, dopo lattentato ai danni di un mezzo agricolo utilizzato per lavorare alcuni terreni a loro affidati. Lincendio appiccato a un escavatore allinterno delluliveto di Castellace, frazione di Oppido Mamertina, è lultimo atto - aggiunge il vescovo - di una serie dintimidazioni a danno di un gruppo di giovani impegnati a difesa della legalità e per dare un futuro a loro e alle loro famiglie. (segue)
(Sir Europa - Bruxelles) - Quali forze modelleranno le società democratiche in futuro? Le voci emergenti della Primavera araba condurranno a una stabilità duratura? Possono queste essere fonte dispirazione per le riforme delle democrazie occidentali? Il Forum mondiale della democrazia di Strasburgo riunirà riformatori e leader mondiali al fine di individuare risposte democratiche alle sfide economiche, sociali e politiche alle quali le società contemporanee devono far fronte. Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio dEuropa, presenta il principale evento che lorganizzazione internazionale che ha sede a Strasburgo, cui aderiscono 47 Paesi, sta preparando per la prima metà di ottobre (www.coe.int). Dal 5 all11 del mese, infatti, una serie di dibattiti, manifestazioni pubbliche, workshop, incontri per i giovani, animeranno la cittadina francese, ponendo al centro dellattenzione le sfide cui sono sottoposte oggi le democrazie del vecchio continente. Confrontando concetti convenzionali e nuove realtà, il Forum esaminerà - aggiunge Jagland - in che modo le democrazie possono soddisfare le aspettative dei cittadini e adattarsi ai loro diversi valori e tradizioni. Tra le personalità invitate figurano il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, il presidente della Repubblica francese François Hollande, il re di Giordania Abdullah II, il presidente della Tunisia Moncef Marzouki.
Il tutto è continuamente ripreso in diretta televisiva su Internet live streaming. La manifestazione è comunque già diventata un evento web: il Genfest infatti può ufficialmente contare pagine Facebook in 7 lingue e canali su Twitter in 4 lingue. La giornata si concluderà con il lancio dell United World Project, progetto che ha come obiettivo finale quello di promuovere la creazione di un Osservatorio permanente mondiale sulla fraternità e ottenerne il riconoscimento presso lONU. Dallo Sport Arena, i 12 mila giovani scenderanno per strada e raggiungeranno in marcia verso il Danubio il Ponte delle Catene dove realizzeranno un Flashmob. Il Genfest si concluderà domenica 2 settembre: nella piazza della basilica di Santo Stefano, in centro città: sarà il cardinale Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest , a celebrare la Messa cattolica mentre in contemporanea, nelle varie chiese cristiane presenti in città, si svolgeranno celebrazioni per i membri delle rispettive Chiese.
Stanno raggiungendo in queste ore la città di Budapest migliaia di giovani di un centinaio di Paesi del mondo per partecipare al Genfest, manifestazione promossa dal 31 agosto al 2 settembre dal Movimento dei Focolari. I giovani hanno scelto come tema la costruzione di ponti di fraternità dando vita ad un articolato programma che si svolgerà allo Sport Arena di Budapest con un corredo di stand, spazi artistici e addirittura unarea sportiva e in vari punti della città. Sono 12 mila i giovani che si sono iscritti alla manifestazione: 3.000 i volontari coinvolti e 600 tra attori, tecnici e staff. Domani mattina alle 10 una delegazione internazionale del Genfest sarà ricevuta in Parlamento. Poi, in serata, la festa avrà inizio con un concerto allo Sport Arena dove ad accogliere i giovani ci saranno autorità civili e religiose ungheresi. Sabato, il programma seguirà la metafora della costruzione di un ponte: si alterneranno cioè giovani di varie parti del mondo che racconteranno con testimonianze di vita ma anche con coreografie e brani musicali il loro impegno a realizzare la fraternità universale. Sono previsti anche collegamenti con Nuova Zelanda, Indonesia e Svezia.
Le sparizioni forzate non sono solo un crimine ma un atto che nega la vera essenza dellumanità e contrasta con i valori più profondi di ogni società: lo affermano oggi, in occasione della seconda Giornata internazionale delle vittime di sparizioni forzate, alcuni esperti delle Nazioni Unite che lavorano su questo tema. Una pratica di questo tipo non può e non deve essere tollerata né giustificata - sottolineano -, nemmeno se usata per lottare contro il terrorismo o il crimine organizzato o per reprimere domande legittime riguardanti temi come la democrazia, la libertà di espressione o di religione. Questanno ricorre, inoltre, il 20mo anniversario delladozione della Dichiarazione sulla protezione delle persone dalla sparizioni forzate. Nonostante siano passati ventanni - osservano - la pratica delle sparizioni forzate è ancora usata in alcuni Paesi per reprimere e intimidire chi reclama i propri diritti. In altri Paesi, invece, situazioni del passato non sono state ancora risolte in maniera adeguata. Tutte le famiglie degli scomparsi dovrebbero avere diritto alla verità, alla giustizia e alla riparazione. Vi sono ancora migliaia di casi non risolti: Non dobbiamo dimenticare - sottolineano - che dietro ognuno cè una storia personale e familiari che aspettano ancora di sapere il destino dei loro cari. Gli esperti chiedono agli Stati di impegnarsi per sradicare questo crimine.
Limmigrazione e i diritti dei rifugiati nel bacino del Mediterraneo saranno al centro dellattenzione domani, 31 agosto (ore 15, sala Perla 2), alla Biennale di Venezia, durante la proiezione speciale del film documentario Mare Chiuso (di Stefano Liberti e Andrea Segre, prod. ZaLab) e successivo dibattito. Liniziativa è promossa dal Consiglio d‘Europa e dalla Biennale di Venezia. Al dibattito interverranno, tra gli altri, la vice segretaria generale del Consiglio dEuropa Maud de Boer, don Mussie Zerai e Ghirma Halefom, rifugiato eritreo. Abbiamo voluto realizzare questo film - commentano Andrea Segre e Stefano Liberti - per alzare l‘attenzione contro le derive incivili e pericolose delle politiche di contrasto all‘immigrazione irregolare. Il film raccoglie le testimonianze dei migranti vittime delle operazioni di respingimento nel Mediterraneo: in seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi del 2009, le barche dei migranti sono state sistematicamente ricondotte in territorio libico, dove non esisteva alcun diritto di protezione e la polizia esercitava indisturbata varie forme di abusi e di violenze. Molti dei respinti, circa 2000 persone, avrebbero avuto diritto d‘asilo. Dalle loro storie emergono le pesanti responsabilità dellItalia, che è stata per questo condannata da una storica sentenza della Corte europea dei diritti delluomo del 23 febbraio 2012.
(Sir Europa - Bruxelles) - La ripresa dei lavori dellEuroparlamento si sta orientando verso la sessione plenaria di settembre, che si svolgerà a Strasburgo dal 10 al 13 del mese. Lattenzione principale dei deputati nel corso della seduta si orienterà verso il dibattito con il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, che presenterà il documento sullo Stato dellUnione; attesa, inoltre, la proposta dellEsecutivo sullUnione bancaria. Ma altri punti allordine del giorno appaiono di prima importanza, e specialmente due relazioni che saranno presentate allinizio dei lavori. La prima riguarda la donazione volontaria e gratuita di tessuti e cellule, argomento con delicati risvolti medici e sanitari, etici, economici (la relatrice, Marina Yannakoudakis, ha però spiegato che la presente relazione non include questioni attinenti la ricerca sulle cellule staminali embrionali, alla clonazione terapeutica e alla fecondazione in vitro). La seconda relazione si concentra invece sullistruzione, la formazione e la strategia Europa 2020, ed è firmata da Mary Honeyball. Fra i temi affrontati: listruzione giovanile, la formazione lungo tutto larco della vita, il rapporto scuola-lavoro, labbandono scolastico, investimenti statali sul versante educativo, sostegno alle politiche giovanili.
(Sir Europa - Bratislava) - La Conferenza episcopale della Slovacchia ha sollevato unobiezione fondamentale, rivolta al Ministero degli affari esteri, riguardo alla proposta di creazione del Comitato per i diritti di lesbiche, omosessuali, bisessuali, transessuali e intersessuali (Lgbti). I vescovi fanno appello al Governo perché rifiuti la proposta, che contraddice la sua dichiarazione programmatica di impegno verso la piena applicazione della norma essenziale del diritto di famiglia, che dichiara che il matrimonio è il solo legame tra uomo e donna e deve essere protetto e recare vantaggio alla società. Secondo il presidente della Conferenza episcopale, Mons. Stanislav Zvolenský, le richieste avanzate della comunità Lgbti, come le unioni ufficiali e ladozione di figli per le coppie omosessuali, violano la protezione legale dellistituzione del matrimonio e della famiglia. La creazione di tale comitato non è necessaria, in quanto lagenda dei diritti delle persone Lgbti è attualmente gestita da un comitato già esistente, il Comitato per la prevenzione e leliminazione del razzismo, della xenofobia, dellantisemitismo e di altre forme di discriminazione. Ci sono molti altri gruppi di persone che possono essere assai più a rischio di discriminazione, come i bambini non nati o le famiglie con molti figli, che non hanno un comitato speciale a protezione dei loro diritti, conclude la lettera dei vescovi.
Padre Mauro Jöhri è stato confermato ministro generale dell‘ordine dei frati minori Cappuccini dal Capitolo generale che si tiene a Roma in questi giorni. Nato nel Canton Grigioni, è stato nella commissione del piano pastorale della Conferenza episcopale svizzera e presidente dellUnione dei superiori dei religiosi. Dopo aver ricoperto la carica di ministro provinciale dei Cappuccini svizzeri, nel 2006 è stato eletto ministro generale dellordine, incarico che ora gli è stato confermato per altri sei anni. Lordine attualmente esiste in 106 paesi in tutto il mondo, con circa 10.500 frati che vivono in più di 1.700 comunità. In Italia i frati sono circa 2.800. Il capitolo, a cui partecipano 169 religiosi provenienti da diverse parti del mondo, si chiuderà il 22 settembre. Info su: www.ofmcap.org
Il Medio Oriente, la storia e lattualità dei luoghi santi, la vita dei cristiani: sono tematiche che riscuotono nellopinione pubblica un crescente interesse, soprattutto nel mondo missionario. Ne è una dimostrazione il fatto che il primo numero per iPad della rivista italiana Terrasanta, distribuito nel mese di luglio, è stato scaricato da centinaia di utenti, residenti in vari Paesi dal mondo: Israele, Turchia, Kuwait, Libano, Hong Kong, Thailandia, Australia, USA, Indonesia, Filippine. Tra essi anche molti missionari italiani. E la rivista Terrasanta a darne la notizia. Il primo numero uscì nel 1921 ed oggi è la rivista italiana sul Medio Oriente cristiano per antonomasia; da oltre 90 anni racconta le speranze e i problemi di chi abita questarea del mondo. Consente, a chi si è già recato in Terra Santa o progetta di visitarla un giorno, di rimanere informato su questa Terra e su coloro che, nonostante le molte difficoltà, continuano ad abitarla. Sono soprattutto i missionari ad aver richiesto di poter ricevere la rivista in formato digitale. Tanto interesse per la Terra Santa da parte dei missionari - osserva il direttore Giuseppe Gaffulli - è comprensibile: da una parte cè lamore per la Terra di Gesù; dallaltra questa Terra condivide alcune problematiche con molti Paesi di missione. (Info: www.terrasanta.net)
La volontà di lottare è forte, queste persone sono abituate alloccupazione, alla lotta, il territorio è in crisi socio economica da sempre, il problema delle miniere è atavico. A parlare al Sir (clicca qui) è Francesca Sanna, giornalista sarda che assieme alla collega Debora Aru è stata tra le prime a scendere nel pozzo. Sono figli - prosegue Sanna - di famiglie che hanno attraversato le crisi nei diversi periodi storici: stanno lottando con la voglia di lottare perché sono abituati a farlo, ma sanno che la prospettiva reale non esiste, non cè prospettiva dinvestimento, sanno che perderanno il lavoro. Loro non stanno lottando per salvare solo la miniera, ma per salvare la loro dignità di uomini. Si è raggiunta la soglia della disperazione, il punto di non ritorno, dice Debora Aru. Il Sulcis è una delle province più martoriate dItalia, quella più povera. Quella della Carbonsulcis è lultima miniera rimasta in Italia. Non cè alternativa. Ieri sera il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio ai minatori dicendosi profondamente partecipe della loro condizione e delle loro ansie.
All Uomo custode del creato è dedicata la ventesima edizione del Convegno Ecumenico Internazionale di spiritualità ortodossa, che si terrà al monastero di Bose dal 5 all8 settembre. Al Convegno sono attesi metropoliti e vescovi delle Chiese ortodosse e della Chiesa cattolica, rappresentanti della Chiesa dInghilterra e della Riforma, del Consiglio ecumenico delle Chiese e del Pontificio consiglio per la promozione dellunità dei cristiani, accanto a teologi, patrologi e scienziati da tutto il mondo. Nella tradizione cristiana doriente e doccidente - si legge in un comunicato diffuso da Bose per presentare il convegno -, abitare la terra è un compito e un dono affidato agli uomini, custodi ma al tempo stesso ospiti della creazione. In quattro giorni dincontri e dibattiti aperti al pubblico, i relatori approfondiranno la dimensione teologica e spirituale del rapporto delluomo con lambiente che lo circonda, interrogandosi sui valori che possono ispirare scelte responsabili di fronte alla crisi ecologica, provocata dalluomo stesso, che sta causando ferite irreversibili alla vita sul nostro pianeta. Il convegno sarà inaugurato dal priore di Bose, Enzo Bianchi, e il metropolita di Pergamo Ioannis Zizioulas, uno dei maggiori teologi contemporanei e rappresentante del patriarca ecumenico Bartolomeo I.
Gli obiettivi dichiarati dai promotori di Uno di noi (un comitato sorto grazie a personalità e associazioni pro-life su scala internazionale) recitano: Lembrione umano merita il rispetto della sua dignità e integrità. Ciò è affermato nella sentenza della Corte europea di giustizia nel caso Brustle, che definisce lembrione umano come linizio dello sviluppo dellessere umano. Per garantire la coerenza nei settori di sua competenza dove la vita dellembrione umano è in gioco, lUe deve introdurre un divieto e porre fine al finanziamento di attività presupponenti la distruzione di embrioni umani in particolare in tema di ricerca, aiuto allo sviluppo e sanità pubblica. Per ora la raccolta di firme a sostegno di questa Iniziativa avviene su moduli cartacei, perché non è ancora materialmente possibile effettuarla telematicamente, come assicurerebbe il regolamento varato dalla Commissione. Ma sono attualmente allo studio misure tecniche per provvedere al più presto (forse a partire da ottobre) al deposito on line delle firme.
(Sir Europa - Bruxelles) - Sono attualmente nove le Iniziative dei cittadini aperte alla firma in sede Ue. Dallo scorso 1 aprile, in ottemperanza al Trattato di Lisbona, i cittadini europei possono raccogliere un milione di firme, in almeno 7 Stati aderenti, per chiedere alla Commissione una iniziative legislativa su un tema specifico in un settore di sua competenza. Un gruppo promotore di una iniziativa deve presentarne contenuti e finalità alla Commissione (il tutto può avvenire on line, http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/welcome) la quale, una volta accertata la conformità di tale iniziativa, dà il via libera per la raccolta delle sottoscrizioni. I promotori hanno un anno di tempo per provvedere, dopo di che la Commissione è tenuta a dare una risposta ed eventualmente a procedere con una proposta normativa che passerà per competenza a Consiglio e Parlamento Ue. Le iniziative finora depositate riguardano il trattamento dei rifiuti, la sperimentazione sugli animali, leducazione, il diritto di voto per i cittadini Ue residenti in un altro paese, laccesso allacqua, le tariffe di roaming, la mobilità, la soppressione del pacchetto integrato sullenergia. Ma lIniziativa più rilevante è quella denominata Uno di noi, che ha per oggetto la protezione giuridica della dignità, del diritto alla vita e dellintegrità di ogni essere umano fin dal concepimento nelle aree di competenza Ue nelle quali tale protezione risulti rilevante. (segue)