È stata presentata oggi a Perugia la quarta edizione de Il sentiero di Francesco, pellegrinaggio a piedi lungo lantico tracciato francescano che collega Assisi a Gubbio. Liniziativa, che dura tre giorni, dal 1° al 3 settembre, è promossa dalle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Gubbio. Tema di questa quarta edizione è la riconciliazione con se stessi, con Dio, con i fratelli e con la natura. Ad accompagnare la riflessione, la testimonianza di Marco e Irene, due sposi che si erano separati e poi si sono riconciliati. Mi è sembrato molto bello poter offrire questo modello a tante famiglie tentate dalla divisione - ha detto mons. Mario Ceccobelli, vescovo di Gubbio e delegato dei vescovi umbri per la famiglia, ispiratore dellevento assieme al vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino -, che scelgono la via più ‘semplice, quella della separazione, mettendo in crisi la famiglia e soprattutto i figli. Cè la possibilità di riconciliarsi con se stessi e noi lo vogliamo dimostrare con questa testimonianza. Il Sentiero di Francesco rientra nel percorso del Nord offerto dalla guida La Via di Francesco a cura di mons. Paolo Giulietti, vicario generale dellarcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, e di Gianluigi Bettin, giovane viaggiatore e consulente di turismo per enti pubblici. Per informazioni e per il programma dettagliato: www.ilsentierodifrancesco.it .
La nostra città ha bisogno di rinnovarsi nella fede rocciosa come le nostre montagne e profonda e incrollabile come la fede di Celestino. Con queste parole mons. Giuseppe Molinari, arcivescovo metropolita de LAquila, si è rivolto al card. Francesco Coccopalmerio nella celebrazione eucaristica in occasione dellapertura, questo pomeriggio a LAquila, della Porta Santa della basilica di Santa Maria di Collemaggio, culmine della Perdonanza Celestiniana. La nostra città e il nostro popolo - ha proseguito - hanno bisogno di unità, per essere come i primi cristiani, un cuore solo ed un‘anima sola. Hanno bisogno di quella speranza che vince ogni disperazione e sia spinta decisiva alla ricostruzione che tutti desideriamo intensamente. Mons. Molinari ha fatto riferimento al terremoto del 2009, che ha devastato la città ma ha anche spezzato i vincoli della carità e di ogni umana solidarietà. La nostra gente ha bisogno della casa e del lavoro. Noi - ha concluso - abbiamo bisogno innanzitutto e soprattutto del miracolo di una città che rinasce e di una storia di santità, cultura e bellezza che ricomincia ad essere scritta.
Avete vissuto un periodo drammatico, quello del terremoto, e state vivendo un periodo difficile, quello della ricostruzione. Sono necessarie tante energie, tanto è stato lodevolmente fatto ed è ancora in attuazione. È però determinante il nostro stato d‘animo: di entusiasmo, apertura, servizio, generosità. E queste disposizioni spirituali possono venire, credetemi, in modo del tutto speciale dalla nostra fede nel Signore. Il card. Francesco Coccopalmerio (clicca qui) si è rivolto così ai fedeli nel corso della celebrazione eucaristica di apertura della Porta Santa nella basilica di Santa Maria di Collemaggio a LAquila. Il porporato, commentando le letture, ha detto: Gesù è una porta ed è una porta speciale, anzi è la Porta, perché ci consente di entrare in Paradiso. Il card. Coccopalmerio si è poi soffermato sul significato dellindulgenza celestiniana: Acquistare una indulgenza significa ricevere dal Signore il dono assolutamente gratuito non solo del perdono dei peccati, ma anche del condono della pena. Non saremo ormai più tenuti a soffrire nel Purgatorio a causa di quel peccato. Tutto questo, ha proseguito, ci dà gioia, pace, serenità, atteggiamento che, assieme alla voglia di vivere bene e di amare gli altri, oggi per L‘Aquila è particolarmente importante e urgente.
Un santo ricco di umanità nella sua fragilità e nel suo cammino di conversione, pieno di umanità che conforta coloro che tribolano nel cercare la fede, nel mantenersi coerenti con la fede. Così il card. Giuseppe Versaldi, presidente della Prefettura degli affari economici della Santa Sede, ha definito santAgostino, dopo essersi recato oggi in forma privata a Pavia, nella basilica di San Pietro in Ciel dOro, per rendere omaggio alle spoglie del santo nel giorno della sua memoria liturgica. Questa mattina, celebrando leucaristia nella basilica, il vescovo di Pavia, mons. Giovanni Giudici, ha collocato la Festa di santAgostino 2012 nella prospettiva dellAnno della fede, definendo Agostino, che è compatrono della diocesi, guida illuminata e luminosa per il cammino nella fede di ciascuno di noi. Parafrasando il commento ai Salmi di santAgostino, il presule ha sottolineato che nella Chiesa si sta, si vive, in una libera schiavitù, e Agostino ha tradotto questo nella sua vita. Non temere il servizio del Signore: nella casa del Signore - ha aggiunto mons. Giudici - libera è la schiavitù perché il servizio non limpone la necessità, ma la carità. Sei servo e libero. Il cristiano è colui che vive una libera schiavitù, si mette con libertà nellobbedienza del Signore, che significa farsi servo degli altri, ascoltare la sua parola e rispettare i comandamenti.
In ogni caso - conclude Carlo Casini - la decisione di oggi prova quanto sia importante liniziativa europea ‘Uno di noi che sta mobilitando i cittadini dei 27 Paesi dellUnione europea per raccogliere milioni e milioni di firme con l‘obiettivo di chiedere alle istituzioni comunitarie un deciso riconoscimento del bambino titolare di diritti fin dal concepimento. I giudici, secondo il presidente del Movimento per la vita, che sostiene liniziativa Uno di noi, non potranno non tenere conto della volontà di tanta parte dei popoli europei che per la prima volta fanno ricorso a questo strumento di democrazia diretta.
Una sezione di primo grado della Corte europea dei diritti delluomo si è accorta oggi che tra la legge 40 sulla fecondazione artificiale e la legge 194 sullinterruzione di gravidanza cè ‘una incongruenza. È la scoperta dellacqua calda. Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, prosegue la sua analisi sulla sentenza dei giudici di Strasburgo, spiegando che la legge sullaborto si preoccupa soltanto della donna, mentre la seconda, decisamente più recente e figlia delle nuove evidenze scientifiche, punta a tutelare tutti i soggetti coinvolti nelle procedure di procreazione medicalmente assistita, quindi i genitori e il bambino, anche se tanto piccolo da essere invisibile. Tuttavia - sottolinea leuroparlamentare - neppure la legge 194, almeno a parole, consente laborto eugenetico perché linterruzione volontaria di gravidanza è permessa in presenza di un pericolo serio e grave per la madre e la diagnosi prenatale è funzionale anche a un intervento risanatore sul bambino malato. Viceversa la diagnosi genetica programma luccisione di molti figli-embrioni per trovare quelli sani. Casini dichiara di non avere alcun dubbio che il governo scelga di fare ricorso contro la sentenza di questa mattina. Un ricorso che difficilmente la Grande Chambre potrà rigettare. (segue)
Al momento della diagnosi preimpianto, spiega Spagnolo, la vita è già iniziata: la diagnosi, poi, comporta la distruzione dellembrione che risulta affetto da una malattia, e questo non si colloca nel diritto dei genitori di avere un figlio sano, che comunque è un diritto tutto da discutere. A proposito della presunta incoerenza riscontrata dalla Corte europea nelle leggi italiane, lesperto commenta: La legge 40, che comunque già in parte è scardinata, vieta espressamente leugenetica. Prevede, peraltro, la fecondazione assistita non per i portatori di malattie genetiche, ma solo per chi è sterile o affetto da malattie sessualmente trasmissibili come Hiv ed epatite: e in quei casi non si ricorre alla diagnosi preimpianto perché si applica un trattamento prima che avvenga la fecondazione. Non è vero che cè incoerenza nemmeno con la legge 194: la legge italiana sullaborto - aggiunge - non prevede che un feto affetto da malattia debba essere ucciso, ma che in caso di necessità e pericolo per la madre potrebbe essere richiesto laborto. Nonostante sia una legge ‘cattiva, non garantisce mai il diritto di eliminare un bambino malato.
Non è vero che la legge italiana è incoerente. Incoerente è la Corte europea, con le sue sentenze. Antonio Gioacchino Spagnolo, direttore dell‘Istituto di bioetica della facoltà di medicina dell‘università Cattolica di Roma, commenta così la sentenza della Corte europea dei diritti delluomo, che oggi si è pronunciata giudicando contrario al rispetto della vita privata e familiare il divieto imposto a una coppia portatrice di una malattia genetica di ricorrere alla diagnosi preimpianto nel quadro della fecondazione in vitro. In primo luogo, secondo Spagnolo, la Corte non ha tenuto in conto un punto di carattere formale: il ricorso è stato fatto senza che venissero espletate le fasi procedurali in Italia. Secondariamente, cè una contraddizione tra le diverse sentenze della Corte, che solo poco tempo fa si è pronunciata a favore dello statuto dellembrione umano, quando se ne discuteva la brevettabilità. E ora - prosegue Spagnolo - viene fatta confusione tra bambino e embrione, tanto che quello in una sentenza precedente viene definito corpo da rispettare qui sembra essere sminuito a favore dellinteresse dei coniugi.
La Corte europea dei diritti dellUomo con questa sentenza si allinea a quella tendenza, definita di eugenetica liberale, che privilegia gli interessi della coppia e pone sotto silenzio il problema della tutela della vita nascente, specie quando è malata. Eppure, la recente Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità ha sancito con chiarezza il divieto di abortire un feto o un embrione perché malati e affetti da grave disabilità. E quanto afferma una nota del Centro di Bioetica dellUniversità Cattolica, diretto da Adriano Pessina. La legge 40 - spiega la nota - è stata proposta con un intento chiaro: permettere alle coppie sterili di poter ottenere una gravidanza, ponendo al centro non soltanto linteresse della coppia, ma anche il valore dellembrione umano. La Corte europea - continua la nota - afferma oggi che il divieto di selezione degli embrioni, stabilito dalla legge 40, sarebbe in contrasto con la legge 194 che consentirebbe il cosiddetto aborto terapeutico. In realtà, la legge 194 consente laborto di un feto affetto da patologia non perché malato, ma perché la madre dichiara che la continuazione della gravidanza metterebbe a repentaglio la sua salute psichica o fisica. Le due leggi, formalmente, sono coerenti nel vietare leliminazione di un embrione o di un feto perché malati: la malattia, infatti, non può essere causa di minor tutela.
La Chiesa sarda - sottolinea don Sciolla - ha fatto numerosi pronunciamenti pubblici, è attenta alla situazione, ma non possiamo risolvere i problemi magicamente. Possiamo dare solo solidarietà e aiuto. Ogni diocesi ha dato vita a gruppi di solidarietà e centri di ascolto, con pochissime risorse. Sono state avviate numerose iniziative di sensibilizzazione ma non bastano. A livello locale, prosegue, ogni tanto ci sono incontri e programmi. Ma ho limpressione che alcuni programmi siano già decisi o non vengano rispettati. Io davvero temo per la pace sociale - conclude -. In questo periodo si oscilla tra la rassegnazione e la voglia di ribellione. Speriamo non si arrivi a situazioni spiacevoli. Mi auguro che parlarne faccia finalmente emergere la realtà.
Don Sciolla ricorda che il Carbo sulcis ha una storia a sé, è lunica miniera rimasta: il discorso è complesso. Il nostro territorio, dopo la chiusura delle miniere, è stato caratterizzato da una serie di attese nei confronti di alcune industrie che lavorano con lalluminio, e nella trasformazione del piombo e dello zinco. Sono industrie altamente inquinanti, per cui ci siamo sempre trovati nella difficile alternativa: discariche o lavoro. Ora i contraccolpi sono pesantissimi - ricorda -. Già linverno scorso abbiamo avuto comitati spontanei di disoccupati che bloccavano centri e strade. Bivaccano per notti per impedire laccesso di merci e persone. Purtroppo se ne parla solo quando si fanno gesti estremi. Siamo sotto la dittatura del mercato più deteriore, in più la politica regionale non riesce a coordinarsi con lItalia e lEuropa. I minatori propongono di riconvertire luso del carbone in energia pulita. Secondo il delegato regionale Caritas la soluzione suggerita può essere tecnicamente praticabile. Economicamente non so, perché cè troppa concorrenza del carbone che viene dalla Cina, dove i minatori lavorano in condizioni terribili, a prezzo di molte vite umane. Nel frattempo le condizioni sociali del territorio peggiorano: Il 50% dei giovani se ne va. Nei centri di ascolto abbiamo avuto una crescita di persone e famiglie in difficoltà, molte sono famiglie di minatori. (segue)
Purtroppo i problemi vengono alla ribalta solo quando si fanno gesti clamorosi. Se non si trovano esiti favorevoli alla vicenda, è in pericolo la pace sociale. E la preoccupazione espressa al Sir da don Roberto Sciolla, direttore della Caritas di Iglesias e delegato regionale delle Caritas di Sardegna, a proposito dei minatori della miniera di Nuraxi Figus, nel Sulcis, che hanno occupato i pozzi a -373 metri e protestano a tutela del loro lavoro. Non è giusto che, per far emergere problemi annosi, ci si trovi costretti ad atti così eclatanti - osserva don Sciolla, che conosce diversi parrocchiani coinvolti nella vicenda e osserva da vicino la situazione -. Il fatto è la che politica dovrebbe governare leconomia. Se la regione e la nazione rinunciano a questo compito, ecco le conseguenze. Si dice sia la fine della crisi ma io temo un autunno caldissimo. A suo avviso una buona fetta di responsabilità spetta ai politici regionali e poi nazionali. Abbiamo una vicinanza solo a parole. Le politiche vanno integrate a livello europeo, ma si ha limpressione che manchi la volontà. Nei tg sardi - racconta - questa notizia è esplosa come una bomba. In realtà non nasce dal nulla, ma viene dal famoso autunno caldo e prima del termine dei programmi di cassa integrazione. Non è un fatto annunciato ma prevedibile. (segue)
Il card. Angelo DellAcqua, che fu dal 1953 al 1967 Sostituto della segreteria di Stato e dal 1968 al 1972 Vicario del Papa per la città di Roma, è stato ricordato ieri nel 40° della morte (Lourdes, 27 agosto 1972) a Sesto Calende (VA) di cui era originaria la famiglia, dove fu ordinato sacerdote nel 1926 e dove riposano le sue spoglie. La Comunità pastorale S. Agostino di Sesto Calende e Mercallo ha organizzato una serie di celebrazioni per la ricorrenza. Ieri la Messa di suffragio nella parrocchiale di San Bernardino e la preghiera sulla tomba del porporato. Domenica 26 agosto (con replica sabato 1° settembre) visite guidate in abbazia e alle sale dei ricordi del card. DellAcqua. Venerdì 31 agosto, conferenza di padre Marco Malagola dei Frati minori, già segretario di DellAcqua in segreteria di Stato, sul tema: Il card. Angelo DellAcqua e il Concilio Vaticano II. A Sesto Calende è sempre vivo il ricordo del cardinale. Una piazza è intitolata al suo nome ed è attivo il Centro studi Angelo DellAcqua che ne perpetua la memoria con varie iniziative culturali.
Don Borrotzu spera che le minacce costituite dai 690 chili di esplosivo e i mille detonatori custoditi dai minatori nelle viscere di Nuraxi FIgus siano dettate solo dalla disperazione: ma ho la sensazione che vengano prese poco in considerazione, quasi delle boutades, e cè sempre il rischio che qualcuno faccia gesti inconsulti. Non vorrei che la minaccia delluso degli esplosivi diventasse qualcosa di grave ed imminente davanti alla mancanza di risposte e dalla poca considerazione del problema. È necessario, per don Borrotzu, che si faccia un lavoro di mediazione, di appoggio e di solidarietà, e colloqui con i minatori. Oggi si riunisce il Consiglio Regionale, ma allordine del giorno non si parla delle miniere, ma solo dellAlcoa: ma è debole come iniziativa. Bisogna uscire in modo forte, il Consiglio deve far sentire la sua voce in maniera determinata. In casi di questo genere si lascia tutto, e ci si riunisce per trovare soluzioni, per dare risposte concrete alle necessità della popolazione.
Continua loccupazione dei pozzi a -373 metri della miniera di Nuraxi Figus, nel Sulcis, in Sardegna. I minatori intendono andare avanti ad oltranza: Bisognerebbe arrivare a risposte chiare che son sempre mancate - dice al Sir don Pietro Borrotzu (clicca qui), delegato regionale della pastorale sociale e del lavoro -. Ma su tutta la partita delle varie forme di produzione dellenergia, sulluso del carbone, cè un deficit politico non solo locale. I minatori fanno bene a difendere il loro posto di lavoro con i denti, ma daltra parte il Sulcis è una delle zone che rischia di più in Italia, è un crollo verticale, non ci rimane più nulla. A questo si lega il discorso della crisi del comparto dellalluminio, lAlcoa e lEUROAllumina: Non cè una vertenza chiusa - prosegue Borrotzu - e sono tutte problematiche perché possano essere chiuse: a venti anni dalla precedente occupazione delle miniere non è stato risolto nulla. Per il sacerdote il mondo non può continuare così, è come il discorso dei costi dellenergia e dei trasporti, è dallinizio degli anni 70, dalla crisi del polo industriale di Ottana che si parla del costo dellenergia e dei trasporti delle materie prime e del materiale finito, del collegamento coi porti: sono problemi antichi che non sono mai stati affrontati e risolti. (segue)
Una sentenza particolarmente superficiale: Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita ed eurodeputato, definisce così il pronunciamento odierno della Corte dei diritti delluomo di Strasburgo sul caso Costa e Pavan contro Italia. Casini dichiara al Sir che il Movimento per la vita aveva inviato durante liter dinanzi alla Corte una memoria scritta sul problema, appoggiata da numerosi parlamentari europei: Nonostante questo, la sentenza - chiarisce il responsabile del Movimento per la vita - non ha nemmeno preso in considerazione le nostre argomentazioni. Casini sottolinea inoltre il fatto che la Corte europea si sia pronunciata prima che si fossero esauriti tutti i gradi di giudizio a livello nazionale. Si rileva inoltre una errata interpretazione della legge 194 sulla interruzione della gravidanza e un mancato esame della grande differenza fra la diagnosi prenatale e la diagnosi preimpianto, questultima a carattere selettivo ed eugenetico. Carlo Casini preannuncia per domani una conferenza stampa a Roma nella quale interverrà sullargomento, anche per invitare il governo italiano a fare ricorso presso la Corte di Strasburgo.
Lucio Romano conclude che la legge 40, contro la quale è intervenuta la Corte di Strasburgo, non è una legge né ideologica né confessionale, ma pensata per la tutela dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, ivi compresi quelli del concepito. La sentenza della Corte europea rivela invece un atteggiamento di riduzionismo antropologico e di discriminazione nei confronti dellembrione, considerato meramente ‘materiale di laboratorio, in palese contraddizione con la recente sentenza della Corte di giustizia dellUnione europea (con sede a Lussemburgo) in materia di brevettabilità degli embrioni che riconosce la dignità di essere umano anche al concepito.
La sentenza della Corte europea dei diritti delluomo, non definitiva perché suscettibile di rivisitazione alla Grande Chambre, non cancella le problematiche etiche connesse alla diagnosi genetica preimpianto: Lucio Romano, presidente nazionale dellassociazione Scienza & vita, commenta il pronunciamento odierno della Corte di Strasburgo. È bene ricordare che da genitori portatori di fibrosi cistica il 25% dei bambini ha probabilità di nascere malato, il 50% probabilità di nascere sano ma portatore e il 25% probabilità di nascere sano e non portatore, specifica Romano. Con la tecnica della diagnosi genetica preimpianto, che richiede necessariamente una sovrapproduzione di embrioni, è implicito che anche embrioni sani, portatori e non, saranno soppressi. Inoltre - prosegue il responsabile di Scienza & vita - giustificare la diagnosi genetica preimpianto sulla base di un ‘riconosciuto diritto allaborto esplicita tangibilmente la finalità selettiva eugenetica della tecnica stessa. (segue)
Sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con il Signore. È con una citazione da una lettera di San Paolo ai Tessalonicesi, che mons. Enrico dal Covolo, rettore della Pontificia Università Lateranense, ha aperto ieri in Campidoglio il X Congresso mondiale sulla sindrome delle apnee del sonno, a Roma fino a sabato. Mons. Dal Covolo ha parlato del sogno dei nove anni riferito da don Bosco nelle sue Memorie, e a seguito del quale iniziò la sua avventura educativa. La Sacra Scrittura - ha proseguito il rettore - è attraversata dal sonno degli uomini, poiché esso si rivela come una forma adeguata per esprimere la visione di Dio. Con i libri sapienziali e apocalittici, il sonno diventa il luogo privilegiato nel quale Dio rivela la sua volontà per la redenzione di Israele, e perché i giusti possano meritare la morte vista come sonno, e non come la fine di tutto. Nel Nuovo Testamento si manifesta anche come il luogo della prova e della fede, lelemento su cui discernere, per accogliere o rifiutare il disegno di Dio. Il sonno, ha concluso mons. Del Covolo, apporta diversi contributi alla teologia e allantropologia biblica: è il luogo privilegiato in cui, pur non potendo vedere direttamente Dio, luomo è comunque destinatario della sua volontà; è anticipazione della condizione mortale, ed è visto come stato di passaggio verso la vita piena dei credenti, che si uniranno a Cristo. Info su: www.pul.it
(Sir Europa - Strasburgo) - La sentenza con la quale la Corte europea dei diritti delluomo interviene oggi sui temi della procreazione e della vita non è certo la prima in questo campo. Negli ultimi anni più volte i giudici di Strasburgo, ma anche il Consiglio dEuropa dal quale dipende la Corte, così come la Corte di giustizia del Lussemburgo (che invece è un organismo dellUnione europea) si sono espressi in queste materie. Basti citare il pronunciamento del 18 ottobre 2011 mediante il quale la Corte di giustizia Ue di Lussemburgo ha stabilito la non brevettabilità di quelle invenzioni biotecnologiche che si fondano sullutilizzo di cellule embrionali umane. Una sentenza storica, che ribadisce tra laltro che la vita umana inizia dal concepimento. Il 3 novembre successivo la Corte di Strasburgo ha invece affermato che il divieto della fecondazione eterologa stabilito dal sistema legislativo dellAustria non contrasta con le disposizioni della Convenzione europea dei diritti delluomo. Lo scorso 26 gennaio, invece, una risoluzione dellAssemblea parlamentare del Consiglio dEuropa si è pronunciato contro leutanasia, attiva o passiva. La stessa Assemblea CdE il 7 ottobre 2010 aveva invece sottolineato il diritto per tutti gli operatori sanitari di far valere il diritto allobiezione di coscienza in caso di richiesta di aborto o di eutanasia.
Preghiera per le vittime, vicinanza spirituale alle famiglie, appello alla solidarietà. È questo ciò che esprime Benedetto XVI nel telegramma di cordoglio per la morte delle 48 persone, causata sabato scorso dallesplosione avvenuta nella raffineria venezuelana di Amuay. Nel testo, a firma del cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, il Papa si dice profondamente addolorato per laccaduto, assicurando suffragi per i defunti e conforto per i loro familiari. Inoltre, il Pontefice esorta tutta la comunità civile ed ecclesiale del Venezuela a prestare con carità e spirito di solidarietà cristiana l‘assistenza necessaria a coloro che hanno perso le loro case e i loro effetti personali.
È urgente il bisogno di una Chiesa conciliare, a partire dai gruppi e dalle parrocchie fin su alle diocesi e alle gerarchie. Don Pino Ruggieri, docente di Teologia fondamentale allo Studio teologico S. Paolo di Catania, si è espresso così nella sua relazione su Il Vangelo nella storia: la lezione del Concilio Vaticano II ieri a Camaldoli. La tradizionale Settimana teologia del Movimento ecclesiale di impegno culturale, che questanno ha come tema La storia: opera di Dio e responsabilità delluomo, proseguirà fino a giovedì. Lessenziale - ha proseguito don Ruggieri - è che la Chiesa viva il Concilio, fino al giorno in cui, prima o poi, i vescovi verranno di nuovo chiamati a convenire da ogni parte del pianeta, magari secondo modalità inedite, come è sempre stato nella storia della Chiesa. Don Cataldo Zuccaro, assistente nazionale del movimento, ha spiegato come viviamo un tempo diviso fra due estremi: quello di chi legge le articolazioni della politica esclusivamente dentro la fede, e quello di chi pensa a una storia già salvata, che non ha bisogno di Dio. In questo contesto il Concilio indica la via più complicata, quella della mediazione, che tra una salvezza senza storia e una storia già salvata sceglie la storia della salvezza. La giornata di domani sarà dedicata alle sfide del lavoro, e giovedì si discuterà della famiglia. Info su: www.meic.net
Liniziazione cristiana dei bambini 0-6 anni, ruolo della famiglia e responsabilità della comunità cristiana: è il tema che da domani impegnerà per tre giorni, fino al 31 agosto, più di un centinaio di partecipanti al convegno regionale organizzato dagli uffici catechistici e della pastorale familiare delle diocesi di Piemonte e Valle d‘Aosta ad Armeno (Novara). Il convegno, cui parteciperanno tutti i vescovi piemontesi, prenderà le mosse dalle relazioni del vescovo di Casale, mons. Alceste Catella, su Comunità cristiana e iniziazione: il battesimo come primo sacramento, e del vescovo di Reggio Emilia, mons. Adriano Caprioli, su La pastorale pre e post battesimale, perché, come e da chi è realizzata. L‘obbiettivo, spiegano gli organizzatori, è di focalizzare il ruolo della famiglia, sia dal punto di vista socio-pedagogico, sia nellambito più strettamente pastorale ed educativo. Un tema che sarà al centro delle successive relazioni di Pietro Boffi, del Centro internazionale sulla famiglia, della psicologa Franca Feliziani Kannheiser e di mons. Sergio Nicolli. Il convegno - spiega il responsabile regionale della pastorale per la catechesi, don Vittorio Gatti - si concluderà con una proposta di orientamenti utili per la programmazione, in ogni diocesi, di un organico piano di iniziazione cristiana per i bambini da 0 a 6 anni.
Nella sentenza odierna (caso Costa e Pavan contro Italia, richiesta numero 54270/10), i giudici di Strasburgo avrebbero dunque rilevato lincoerenza del sistema legislativo italiano in quanto da una parte priva i ricorrenti alla diagnosi genetica preimpianto mentre permette di accedere alla interruzione di gravidanza per motivi terapeutici. Nella sentenza (che indica così una violazione dellarticolo 8 della Convenzione europea dei diritti delluomo) si riscontra daltro canto una distorta interpretazione sulla applicabilità della legge sullinterruzione della gravidanza (legge n. 194). Secondo i giudici, lo Stato italiano dovrà versare alla coppia 15mila euro per danno morale e 2.500 euro per rimborso delle spese processuali. La stessa sentenza non è però definitiva, come specifica la stessa Corte: è infatti possibile ricorrere entro tre mesi dal pronunciamento odierno, per portare il caso davanti alla Grande Chambre della Corte di Strasburgo. I documenti relativi alla sentenza e al procedimento che lha preceduta (durante il quale hanno espresso pareri scritti diversi soggetti terzi, fra cui il Movimento per la vita), sono disponibili nel sito della Corte, www.echr.coe.int.
(Sir Europa - Strasburgo) - Il divieto imposto a una coppia portatrice di una malattia genetica di ricorrere alla diagnosi preimpianto nel quadro della fecondazione in vitro sarebbe contraria al rispetto della vita privata e familiare: questo il contenuto di una sentenza non definitiva della Corte europea dei diritti delluomo, che oggi si è pronunciata sul caso Costa e Pavan contro lo Stato italiano. Un collegio di sette giudici, presieduto dal belga François Tulkens, si è espresso su un caso sollevato dai coniugi italiani Rosetta Costa e Walter Pavan, che, portatori sani di fibrosi cistica, vorrebbero avere un figlio affidandosi alla fecondazione artificiale: effettuando una analisi preimpianto, Costa e Pavan vorrebbero selezionare gli embrioni per evitare la nascita di un figlio affetto da questa malattia genetica. Tale pratica non è però consentita dalla legislazione italiana (legge n. 40), che vieta la selezione degli embrioni e comunque la limita alle coppie dichiarate sterili. (segue)
"Si tratta di proposte molto concrete e potenzialmente operative in tempi rapidi. Meritano una valutazione positiva, ma non sono provvedimenti che risolveranno strategicamente il problema della sanità. Walter Ricciardi, direttore dell‘Istituto di Igiene dell‘Università Cattolica di Roma, commenta così, in unintervista al Sir (clicca qui) la riforma Sanità e sviluppo presentata dal ministro della Salute, Renato Balduzzi. Ricciardi valuta positivamente la stretta contro il gioco dazzardo, mentre sulla tassa contro bibite e alcol avanza qualche riserva: andrebbe estesa anche al cibo spazzatura, seguendo esempi virtuosi come la Danimarca. Favorevole alle sperimentazioni cliniche gestite direttamente dallAzienda italiana del farmaco, a proposito delleventuale snellimento delle procedure per la registrazione dei farmaci omeopatici, specifica che il controllo devessere rigoroso, a prescindere dalla caratteristica del farmaco. Quanto alla promozione dei farmaci equivalenti in base al principio attivo, secondo Ricciardi devessere gestita dai medici e non come un cambiamento di carattere amministrativo, per non disorientare i pazienti, che sono soprattutto anziani e affetti da patologie croniche. A preoccupare lesperto è, invece, il mancato accordo su un patto per la salute tra Stato e regioni, assieme alla scadenza, sette anni fa, dei livelli essenziali di assistenza.
Saranno il ministro dellIstruzione Francesco Profumo e il Presidente dellUnione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna ad inaugurare domenica prossima a Venezia, città capofila per lItalia, la tredicesima Giornata Europea della Cultura Ebraica. La manifestazione, a cui aderiscono 28 Paesi europei e 64 località nel nostro Paese, apre le porte dei luoghi ebraici invitando il pubblico - ogni anno oltre 50 mila visitatori solo in Italia - alla conoscenza di ebrei ed ebraismo, in una giornata che questanno ha scelto un tema originale e del tutto inedito: Lumorismo ebraico. Centinaia sono gli eventi in calendario tra spettacoli, mostre, appuntamenti enogastronomici, momenti di approfondimento e itinerari per conoscere il patrimonio culturale, artistico e architettonico ebraico. Il segnale che intendiamo inviare al folto, curioso e appassionato pubblico che ogni anno partecipa all‘iniziativa - ha dichiarato il Presidente Renzo Gattegna - è il nostro essere orgogliosi di una cultura antica, che siamo felici di far conoscere; e che fare cultura è una necessità e uno stimolo positivo, specie nei momenti più difficili. Questanno si parte simbolicamente da Venezia, dove risiede unantica Comunità ebraica. La penisola si animerà di spettacoli comici e retrospettive cinematografiche. Sul sito www.ucei.it/giornatadellacultura è disponibile il programma completo delle manifestazioni.
In preparazione della Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janiero nel 2013, una copia del Corcovado, la statua del Cristo Redentore con le braccia aperte che domina la città brasiliana, sarà esposta dal 29 al 31 agosto, sulla piazza antistante la cattedrale di Notre-Dame. A darne la notizia è larcidiocesi parigina specificando che tra gli due milioni giovani che seguiranno Benedetto XVI a Rio, ci saranno anche 1.500 giovani francesi. Il Corcovado, che ha celebrato il suo 80° compleanno il 12 ottobre 2011, è scelto come "Ambasciatore della GMG" brasiliana nel mondo. La copia che verrà esposta a Parigi è alta 3,8 metri e larga 3 metri: è stata scolpita dall‘artista Odilon Lima e dagli artigiani delle scuole di samba di Rio. Copie diverse del Corcovado saranno esposte in tutto il mondo. È stata la Città del Vaticano che ha ricevuto la prima esposizione nel mese di aprile. Dopo Parigi, seguiranno Toronto (Canada) il 16 settembre, Tokyo (Giappone) il 28 settembre e Maputo (Mozambico) il 10 ottobre. A Parigi, la statua sarà benedetta da mons. Eric de Moulins-Beaufort, vescovo ausiliare, alla presenza del Rettore del Santuario di Cristo Redentore, padre Omar Raposo. "Cristo con le braccia aperte è il più grande simbolo di Rio e va incontro a turisti, pellegrini, di tutte le culture e tutti i paesi mostrando che Rio è una città aperta e accogliente", ha detto padre Raposo.
Inizia oggi - ma cè ancora tempo per iscriversi - il corso virtuale per insegnare ad usare il social network Twitter ai cattolici che operano nella pastorale della comunicazione sociale in America Latina. Il corso - della durata di otto settimane - è proposto dal Centro Riial Guadalupe (www.centroguadalupe.org). Tra i temi che verranno affrontati: come creare e configurare un account su Twitter, come seguire altre persone, come pubblicare tweet, come rispondere e inviare messaggi diretti, luso dellhashtag. Gli organizzatori spiegano che la conoscenza di twitter può servire a potenziare e sviluppare strategicamente la comunicazione pastorale.
Ciò che preoccupa il Patriarca - ma anche gli scienziati, come pure i responsabili religiosi e politici - è laumento della temperatura dell‘atmosfera, le condizioni meteorologiche estreme, l‘inquinamento degli ecosistemi, sia a terra che in mare, e la minaccia globale - che a volte arriva alla distruzione totale - della possibilità di vita in alcune regioni del mondo. Siamo obbligati ad ammettere - prosegue Sua Santità - che le cause di tali cambiamenti ecologici non sono ispirate da Dio, ma processi avviati dagli esseri umani. Da qui lappello al pentimento che il Patriarca rivolge non solo ai potenti del mondo ma anche a ciascuno di noi perché tutti in qualche modo generano piccoli danni ecologici. Nel rivolgere questo appello - conclude il Patriarca -, pregiamo perché il Signore possa parlare ai cuori di ciascuno così che lequilibrio dellambiente che Egli ci ha offerto possa continuare a donare i suoi frutti sia a noi che alle future generazioni.
La preghiera per la conservazione dell‘ambiente naturale è in realtà un appello a Dio affinché cambi la mentalità dei potenti del mondo e li illumini a non distruggere l‘ecosistema del pianeta per ragioni di profitto economico e di effimero interesse. Lo scrive il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I nella Lettera enciclica diffusa ieri in occasione dellinizio del nuovo anno liturgico. Il Patriarcato Ecumenico lo celebra il 1° settembre e per volontà del Patriarca Demetrio, questo giorno è diventato un appuntamento annuale - ormai condiviso anche in altre Chiese cristiane - per la preghiera e la riflessione sulla salvaguardia del Creato. Il Patriarcato Ecumenico si è sempre distinto per il suo impegno a favore dellambiente. Questanno a giugno ha promosso ad Halki un simposio sulla Responsabilità globale e la Sostenibilità ambientale al quale hanno partecipato ambientalisti, scienziati, giornalisti, teologi di tutto il mondo. Il Summit è stato lultimo di una serie di altri otto simposi internazionali che si sono svolti dal 1995 al 2009 in luoghi altamente significativi del pianeta: nel Mar Mediterraneo e Mar Nero, sui fiumi del Danubio e delle Amazzoni, come pure nella regione artica e lungo il Mississippi. Soprattutto in questi tempi - scrive questanno il Patriarca Bartolomeo -, si osserva un abuso eccessivo delle risorse naturali, con la conseguente distruzione dellequilibrio ambientale. (segue)
Nei tre giorni di lavoro sono previsti interventi dellarcivescovo di Dublino, mons. Diarmuid Martin, su Dalla crisi alla speranza; del professore della Pontificia Università Lateranense e consigliere giuridico della Santa Sede presso vari uffici internazionali (Onu, Fao, Osce e Consiglio dEuropa), Vincenzo Buonomo, su La politica della coesione sociale nellUnione Europea e, infine, di due professori dellUniversità e membri del Parlamento di Cipro: Andreas Pitsillides, e Marios Mavrides. Mercoledì 5 settembre, i partecipanti incontreranno alcune autorità civili del Paese, e visiteranno luoghi significativi della presenza cristiana sullisola, monasteri, luoghi religiosi e culturali. Visiteranno anche i villaggi maroniti di Ayia Marina, Assomatos, Karpasha e di Kormakitis, presenti nella parte nord dellisola. Lincontro è organizzato nellambito delle attività promosse dal Governo cipriota in occasione della Presidenza cipriota dellUnione Europea.
Limpegno della Chiesa nella promozione della coesione sociale in Europa. Di questo parleranno una trentina di vescovi e delegati delle Conferenze episcopali dEuropa responsabili per le questioni sociali a Nicosia (Cipro) dal 3 al 5 settembre. A convocare lincontro è la Commissione del Consiglio delle Conferenze episcopali dEuropa (Ccee) per le questioni sociali Caritas in veritate, presieduta da mons. Giampaolo Crepaldi, vescovo di Trieste. In tempi di crisi, come il nostro - si legge in un comunicato del Ccee diffuso questa mattina -, il vivere insieme diventa una scelta quotidiana, non sempre semplice da compiere se non ispirata alla volontà di realizzare un progetto di vita in comune piuttosto che allopportunità o alla necessità delle circostanze. Accolti dallarcivescovo di Cipro dei Maroniti, mons. Youssef Soueif, i vescovi europei cercheranno di rispondere ad una serie di domande: su che cosa si basa oggi la coesione sociale? Quali sono gli elementi che la mettono a repentaglio a livello locale ed europeo? E possibile unEuropa coesa che dimentichi le sue radici cristiane? E, qual è il ruolo della Chiesa?. Ad aprire i lavori sarà il Vice-Presidente del Ccee, il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova. (segue)