Colpiscono, in questi giorni, alcune notizie tragiche di giovani che hanno perso la vita o hanno rischiato di perderla in seguito ad abusi di droga e, soprattutto, alcol. Abusi legati alla festa, che per alcuni coincide con lo sballo. Così le cronache hanno spaziato dal nord a l sud dellItalia riferendo di un rave party sul Tagliamento, con un 26enne morto sotto gli occhi di decine di coetanei, o di una festa in spiaggia in Sardegna, in cui un ventenne si è sentito male e i soccorsi non hanno potuto salvarlo. E poi cè la vicenda di un 17enne trovato in coma etilico fuori da una discoteca, tra laltro in mezzo a coetanei che lo filmavano coi telefonini, senza rendersi conto, pare, della situazione critica e del rischio che il ragazzo stava correndo.
In Polonia, secondo il prestigioso centro delle analisi dellopinione pubblica Obop, il 55% della popolazione confida nella riconciliazione tra cattolici polacchi e russi ortodossi. Il messaggio congiunto sottoscritto venerdì scorso dal patriarca Kirill e dal presidente della Conferenza episcopale polacca, mons. Jozef Michalik, sembra così solo un sigillo, necessario però affinché nei rapporti tra i due Paesi possa aprirsi una fase nuova. È soprattutto un appello a costruire la vita di entrambi i popoli e Stati su valori cristiani, è un richiamo al diritto alla presenza di Dio e della religione nella vita pubblica, sottolinea il quotidiano polacco Rzeczpospolita osservando che più di tutto la seconda parte del documento indica quanto Kirill considera la difesa dei valori cristiani nel mondo suo compito più importante.
Noi, il nostro dovere lo stiamo facendo. Ora tocca a voi. Lappello lo ha lanciato il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, alla classe imprenditoriale italiana. Un forte stimolo a investire, a intraprendere, a sfidare i mercati con nuove idee, nuovi prodotti: perché la ripresa economica passa da qui, non si rimette certo in moto con un decreto legge. È passato un anno da quando lItalia è piombata nella fase più acuta di una crisi che ormai festeggia le cinque candeline. Un anno da montagne russe: è cambiato molto, a livello politico, amministrativo ed economico. Lesecutivo tecnico guidato da Mario Monti ha fatto tutti i compiti a casa che le condizioni economiche - e i partner europei - hanno preteso. Manca allappello ancora la politica, chiamata a cambiare larchitettura istituzionale italiana e le regole elettorali. Ma fondamentalmente manca limpulso che può dare la società italiana, perché è da qui che si riparte. Nessuna riforma, nessuna legge creerà quelle condizioni di nuova ricchezza che portano con sé posti di lavoro e una migliore situazione sociale.
Solo due tipi di uomini salvano interamente la statura dellessere umano: lanarchico e lautenticamente religioso. La natura delluomo è rapporto con linfinito: lanarchico è laffermazione di sé allinfinito e luomo autenticamente religioso è laccettazione dellinfinito come significato di sé. Ieri Emilia Guarnieri, presidente della Fondazione Meeting per lamicizia tra i popoli, in apertura alla XIII edizione del tradizionale appuntamento di Rimini, ha citato don Luigi Giussani per introdurre il tema che fa da filo conduttore allintera manifestazione: La natura delluomo è rapporto con linfinito. Benedetto XVI aveva inviato un messaggio in occasione dellapertura dellevento (clicca qui).
Cè una notizia che, in questa estate torrida e austera, è passata sotto silenzio. Ma si tratta di una notizia che ha dellincredibile. Protagonista della vicenda è una legge dello Stato italiano, la Legge 194. Ormai la si chiama così, per numero, senza neppure più dire che cosa regolamenti. È più elegante, un numero, è meno compromettente e coinvolgente, fa pensare che sia una legge tra le altre, come le altre, una legge dello Stato ormai talmente compenetrata nel nostro modo di vivere da essere ordinaria. Così ci si sottopone ad Ivg (interruzione volontaria della gravidanza) così come ci si avvale di una Scia per modifiche edilizie al proprio appartamento. È ormai diventata una legge totem, la conquista più importante e concreta di quel movimento di liberazione femminile che - alla fine - è stata la massima espressione del Sessantotto, la vittoria indiscutibile del principio di autodeterminazione della donna che ha superato il vaglio del referendum popolare al grido di io non abortirò mai ma non posso impedire che altri lo facciano. Come Pilato ce ne siamo lavati le mani, ieri come oggi, la storia si ripete.