Mancava lultimo atto ufficiale e normativo per la celebrazione del Concilio, giunta praticamente al termine la complessa fase di preparazione e prima che lassise ecumenica avesse inizio: la promulgazione del regolamento. Giovanni XXIII vi provvede con la lettera apostolica in forma di motu proprio "Appropinquante Concilio" che reca la data del 6 agosto 1962, festa della Trasfigurazione. Il tono, nonostante il carattere di ufficialità del documento, è quello abituale a papa Giovanni, paterno e confidenziale. Roncalli confessa che il suo animo "si riempie di grande gioia pensando già al prossimo e meraviglioso spettacolo che offrirà la moltitudine dei vescovi riuniti nella città santa di Roma" e si dice fiducioso "che non mancherà labbondanza delle benedizioni divine per il buon fine dellopera cominciata". Nella gioia, ma anche nellansia comprensibile dellattesa, il Papa tuttavia non nasconde le sue preoccupazioni, poiché "il prossimo Concilio, per il numero e la varietà di coloro che parteciperanno alle sue sessioni, è evidentemente il più grandioso di quanti ne siano stati celebrati finora", e quindi "non sarà facile interpretare correttamente le proposte di unassemblea così numerosa, assecondare il pensiero di molti oratori, esaminare a fondo i voti e i desideri di tutti, così come porre in pratica tutto ciò che sarà deciso".
Il centro dellesistenza, ciò che dà senso pieno e ferma speranza al cammino spesso difficile è la fede in Gesù, è lincontro con Cristo. Lo ha ricordato, stamattina, Benedetto XVI, in occasione della recita dellAngelus, con i fedeli giunti a Castel Gandolfo. Nella liturgia della Parola di questa Domenica continua la lettura del capitolo 6° del Vangelo di Giovanni - ha ricordato il Papa -. Siamo nella sinagoga di Cafarnao dove Gesù sta tenendo il suo noto discorso dopo la moltiplicazione dei pani. La gente aveva cercato di farlo re, ma Gesù si era ritirato, prima sul monte con Dio, con il Padre, e poi a Cafarnao. Non vedendolo, si era messa a cercarlo, era salita sulle barche per raggiungere laltra riva del lago e finalmente laveva trovato. Ma Gesù sapeva bene il perché di tanto entusiasmo nel seguirlo e lo dice anche con chiarezza: voi ‘mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati.
Che emozioni dalle Olimpiadi. Sarà che ormai la copertura mediatica è tale da far rimbalzare ogni ora, ogni momento, le imprese degli atleti, sarà che le sfide sullacqua o sul tartan, sullerba di Wimbledon o sulla pedana della scherma accendono passioni sopite e sogni collettivi, sarà che forse oggi più che mai abbiamo bisogno di sognare… Sarà. Di fatto queste Olimpiadi di Londra, così televisive - ci sono le dirette, le differite, le repliche, gli hilights e chi più me ha più ne metta - scatenano un flusso continuo di emozioni, cui si accompagnano discussioni a non finire, commenti, polemiche.