"E‘ con profondo rammarico che devo annunciare le dimissioni di Kofi Annan, inviato speciale delle Nazioni Unite e della Lega Araba per la Siria": lo ha detto oggi a New York il segretario generale dell‘Onu Ban Ki-moon, in una dichiarazione diffusa dalle Nazioni Unite. "Desidero esprimere la mia più profonda gratitudine ad Annan per gli sforzi determinati e coraggiosi posti in essere in qualità di inviato speciale. Merita la nostra profonda ammirazione per il modo in cui ha messo le sue formidabili capacità al servizio di questo difficile incarico". Intanto - informa - sono già iniziate le consultazioni con il segretario generale della Lega Araba Nabil el Araby per designare un successore. "Purtroppo, la spirale di violenze in Siria continua - ha aggiunto Ban Ki-moon - Sia il governo che le forze di opposizione continuano a mostrare la loro volontà di fare sempre più ricorso alla violenza, e le persistenti divisioni all‘interno del Consiglio di Sicurezza Onu sono diventate un ostacolo alla democrazia, rendendo il lavoro di un mediatore di gran lunga più difficile".
Tutti gli Stati, in particolare quelli in cui sono presenti comunità Rom, devono lottare contro odio, violenza e discriminazione e trovare soluzioni reali alla persistente esclusione: lo ribadiscono oggi due esperti delle Nazioni Unite, in occasione della Giornata della memoria dellolocausto dei Rom, che ricorre oggi. Lolocausto dei Rom viene chiamato Pharrajimos in lingua romanì. Se ne fa memoria il 2 agosto perché la notte tra il 2 e il 3 agosto circa 3.000 Rom e Sinti furono trucidati dalle SS di Heinrich Himmler. Secondo Rita Izsak, esperta indipendente delle Nazioni Unite sulle minoranze, ungherese di origini Rom, in Europa non è stato fatto abbastanza per contrastare un clima di ostilità e discriminazione contro i Rom. Izsak chiede agli Stati di adottare un principio di tolleranza zero contro gli atti di estremismo, odio e violenza nei confronti delle popolazione romanì. Anche Mutuma Ruteere, rappresentante delle Nazioni Unite che si occupa di razzismo, xenofobia e intolleranza, ricorda che linsegnamento nelle scuole della storia dei Rom, compreso il genocidio durante il regime nazista e le misure per accrescere la consapevolezza e sensibilizzare la popolazione, sono essenziali per sconfiggere i pregiudizi. In Europa si stima la presenza di circa 12 milioni di Rom.
I nuovi dati epidemiologici sulla mortalità e la malnutrizione raccolti da Medici Senza Frontiere in due campi rifugiati in Sud Sudan mostrano tassi di mortalità e malnutrizione ben al di sopra la soglia demergenza: lo annuncia oggi lorganizzazione medico-umanitaria, raccontando il dramma di più di 170.000 rifugiati che hanno intrapreso un viaggio straziante per attraversare la frontiera e fuggire dal conflitto e dallinsicurezza alimentare negli Stati sudanesi del Blue Nile e Sud Kordofan. In molti hanno dovuto camminare per settimane e sono arrivati in quattro campi rifugiati in condizioni vulnerabili e precarie. In due campi, le condizioni di vita sono spaventose, con conseguenze devastanti sulla salute. Da giugno, una media di 5 bambini muoiono ogni giorno nel campo di Yida e nel campo di Batil e un bambino su tre è affetto da malnutrizione. Il numero di bambini che muoiono ogni giorno nel campo di Yda è spaventoso, afferma André Heller-Pérache, capomissione di Msf in Sud Sudan. La maggioranza dei nostri pazienti in entrambi i campi è composta da bambini che entrano velocemente in un circolo vizioso di malattia che può portare a ulteriori complicazioni e alla morte. Lavoriamo ininterrottamente in condizioni disperate. Oggi scade ufficialmente il termine concesso al Sudan e al Sud Sudan dalle Nazioni Unite per trovare un accordo sulle questioni ancora in sospeso (clicca qui).
Facciamo appello alle coscienze, perché coloro che sanno escano allo scoperto e prima che al giudizio di Dio si sottopongano umilmente a quello dei loro fratelli. È il richiamo che il vicario generale dellarcidiocesi di Bologna, mons. Giovanni Silvagni, ha rivolto oggi nellomelia della messa per commemorare i 32 anni della strage alla stazione di Bologna (clicca qui), avvenuta il 2 agosto 1980, alla quale si unisce il ricordo di quella dellItalicus del 4 agosto del 1974 e del Rapido 904 del 23 dicembre 1984. Oltre al ricordo, non possiamo tralasciare di portare oggi davanti a Dio - ha aggiunto il vicario - anche la domanda che da allora ci accompagna: Perché tutto questo? A quale logica corrispose? Chi furono i responsabili?. Queste domande esprimono unesigenza di giustizia insopprimibile, ha precisato, rivolgendo quindi lappello alle coscienze, perché fare giustizia è fare la verità, la verità senza aggettivi, verità e basta.
I malati e i pazienti che hanno necessità di terapie trasfusionali non vanno in vacanza. A ricordarlo è la Federazione italiana donatori di sangue (Fidas) che a Verona organizza la quinta edizione della 24 ore del donatore. La staffetta prenderà il via sabato 25 agosto nel comune di Caldiero (Vr), ed è pensata per diffondere la cultura del dono del sangue, anonima, volontaria, gratuita e non remunerata, in particolare tra i giovani. Sono proprio loro - sottolinea Aldo Ozino Caligaris, presidente Fidas - larma vincente: solo puntando sui giovani si potrà garantire nei prossimi anni la necessaria continuità di un gesto semplice che può salvare tante vite. Levento programmato da Fidas Verona intende ricordare che cè sempre bisogno di sangue, in particolare durante il periodo estivo in cui si registrano in molte Regioni dItalia difficoltà nel reperire sangue e emoderivati. Info: www.fidas.it.
Fare rete, condividere esperienze educative e riflessioni sulla specificità agostiniana nellambito delleducazione. Questo lobiettivo principale del III Congresso mondiale di educatori e scuole agostiniane, in corso in questi giorni a Lima (Perù) sul tema: La scuola agostiniana: porta per il Vangelo e cammino verso il Regno. Padre Robert F. Prevost, priore generale dellOrdine di santAgostino, rivolgendosi ai circa 200 educatori presenti nella sala del Colegio San Agustín, ha preso spunto dalliconografia di santAgostino, spesso rappresentato con in mano un libro o il cuore. Come maestri nelle scuole agostiniane voi siete chiamati a condividere la conoscenza con i vostri alunni, ecco quindi il libro, ha spiegato il priore, ma anche il cuore ha una parte importante nelleducazione agostiniana, perché come discepoli del santo vescovo di Ippona sappiamo che la crescita armoniosa della persona umana dipende dallesercizio dellintelletto e dallapprofondimento della conoscenza della dimensione affettiva e spirituale della vita. Questo, rappresentato dal cuore, è parte integrante delleducazione agostiniana. Ogni giorno del Congresso, che si concluderà domani, è dedicato allapprofondimento di un santo particolarmente importante per lOrdine a cominciare da santAgostino stesso, la cui vita è ricca di fascino per i giovani.
Alla fine di maggio erano 980 i bambini sfollati da Homs e dal villaggio di Qusayr ed assistiti nella zona di Damasco, Akrama, Wadi al Nasarah, grazie alla collaborazione del patriarcato greco melkita e di istituti religiosi. Dallo scorso 6 giugno si sono aggiunte 457 famiglie bisognose sfollate sempre da Homs alle quali vengono offerte razioni di cibo. Una lista di altri 1010 bambini sfollati è stata fornita dal Patriarcato greco-ortodosso. Nella prima metà di Agosto Cnewa impegnerà 33.500 euro per fronteggiare lemergenza umanitaria delle famiglie e cercherà di coinvolgere anche la Società san Vincenzo de Paoli e la missione dei Gesuiti di Homs. Guardando alla stagione autunnale ed invernale, infine, lufficio Cnewa di Beirut sta preparando una campagna di distribuzione di gasolio e di vestiti e verificando la possibilità di aprire alcune scuole ad Homs in modo da non far perdere lanno scolastico agli studenti. Il buon esito delle iniziative, fa sapere Bishara, dipenderà dalla sicurezza sul campo.
Prosegue senza sosta limpegno della Missione pontificia Cnewa (Catholic Near East Welfare Association), a favore delle famiglie siriane sfollate a causa del conflitto. Duecentoquaranta famiglie cristiane di Homs, secondo quanto riferito dal direttore regionale Cnewa per Libano e Siria, Issam Bishara, sono state portate in salvo ed ora vengono assistite da religiose lontano dalla città dove si combatte. LAgenzia papale per il sostegno pastorale ed umanitario, fondata nel 1926 da Pio XI, aveva lanciato, nel marzo scorso, un appello per aiutare la Chiesa siriana a fornire supporto alle famiglie costrette a lasciare le loro abitazioni. Ora che i combattimenti hanno raggiunto anche le zone di Aleppo e Damasco il rischio è che le famiglie sfollate aumentino di numero. Con i fondi raccolti in Germania, circa 150 mila euro, Cnewa sta assistendo bambini siriani sfollati, aiutando famiglie trasferitesi in Libano ed altre in diverse zone interne del Paese.
Gli scontri avvengono a circa tre chilometri da noi che non siamo in pieno centro città. Si odono spari e scontri soprattutto di sera e di mattino presto. Durante la giornata non sentiamo quasi nulla. Per quel che ci riguarda si può parlare di relativa calma, ma si deve usare prudenza e accortezza per ogni genere di movimento. Il religioso conferma il rischio di emergenza umanitaria, possibile alla luce dei numeri rilasciati oggi dalla Fao secondo cui sono tre milioni i siriani che hanno bisogno di nutrimento e di aiuti alimentari per i prossimi 3-6 mesi, specie nelle zone segnate dal conflitto. Lemergenza sanitaria, afferma, è la nostra paura più grande. I bisognosi si moltiplicano, giorno dopo giorno. Chi può lascia la città, ma i più restano. Una situazione che riguarda cristiani e musulmani senza distinzioni.
Una città paralizzata, i bus non circolano più, chi esce con la propria auto in cerca di negozi aperti per reperire lindispensabile lo fa con paura ed estrema prudenza. La gente deve arrangiarsi, sono molto pochi i centri e i negozi che riescono a fornire pane e altri generi di prima necessità. I magazzini sono chiusi, non cè lavoro. Con queste parole padre Edoardo Tamer, francescano di 74 anni, da 12 anni in Siria, oggi ad Aleppo dove vive nella comunità del Collegio di Terra Santa, descrive al Sir (clicca qui) quanto accade in città dove si registrano scontri tra ribelli ed esercito regolare. (segue)
In questi anni - sottolinea il direttore di Caritas italiana - è apparso chiaro che il servizio civile non appartiene solo allo Stato e che per funzionare ha bisogno che tutti gli attori siano in sintonia: lo Stato (centrale e periferico), gli enti e i giovani volontari. La Consulta è un luogo insostituibile dove le diverse esigenze del sistema del servizio civile si ricompongono: se non ci fosse più, con chi si consulterebbe lo Stato, con se stesso? Caritas Italiana fa parte della Consulta nazionale del servizio civile sin dalla sua istituzione, nel 1999. Fu infatti la legge 230/1998 a prevedere, per la prima volta, un luogo in cui fossero presenti le voci degli obiettori di coscienza e degli enti convenzionati per il servizio civile (e la Caritas Italiana, a quel tempo, era lente con il maggior numero di obiettori, circa 5.000 ogni anno).
Caritas Italiana si unisce allappello di giovani ed enti che chiedono il ripristino della Consulta nazionale del servizio civile e del Comitato di Difesa civile non armata e nonviolenta, in seguito alla decisione del Governo di abolire tutti gli organismi collegiali, inserita al comma 20 dellart 20 del Decreto-legge n. 95/2012 di "Revisione della spesa pubblica" (la cosiddetta spending review) già approvato dal Senato e in fase di approvazione alla Camera. Chiediamo al Ministro Andrea Riccardi - afferma oggi al Sir don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana - di far proprio lappello che viene da giovani e da enti del servizio civile nazionale, perché si adoperi nelle sedi opportune per salvaguardare la Consulta nazionale del servizio civile e il Comitato per la difesa civile non armata e nonviolenta. Don Soddu apprezza i segnali positivi venuti dal governo, che ha accolto le istanze della società civile, salvaguardando importanti organismi di dialogo istituzionale e confronto democratico come lOsservatorio del Volontariato, quello dellAssociazionismo, lOsservatorio per l‘infanzia e l‘adolescenza e il Comitato nazionale di parità. Proprio nellanno in cui ricorrono i 40 anni del riconoscimento dellobiezione di coscienza in Italia - afferma - sarebbe una beffa se questo organismo venisse cancellato.
(Sir Europa - Bratislava) - Inizierà domani il VII pellegrinaggio internazionale a piedi delle famiglie dei lavoratori migranti da Sambir a Zarvanytsya (Ucraina). Fino al 12 agosto, i pellegrini avranno lopportunità di riflettere su argomenti connessi al tema principale dellevento: Parrocchia viva: un luogo per incontrare Cristo vivo. Secondo p. Vasyl Potochnyak, segretario esecutivo del Dipartimento di pastorale missionaria della Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc) e organizzatore del pellegrinaggio di circa 250 km, i partecipanti impareranno a sviluppare la propria fede in Dio e a condividerla con altri. Il pellegrinaggio attraverserà le regioni di Ternopil, Ivano-Frankivsk e Leopoli. Oltre alle famiglie ucraine dei lavoratori migranti è attesa la partecipazione di pellegrini anche dallItalia, dalla Spagna, dal Portogallo, dallEstonia e da altri Paesi.
Passato e presente: accessibilità museale e educazione per i visitatori sordi è il titolo del seminario in programma al Museo di Rivoli (To) il 1° settembre. Lincontro intende approfondire il tema dellaccessibilità dellarte e dei musei alle persone sorde, e presentare le buone pratiche messe in atto da musei europei e statunitensi. Interverranno, proponendo workshop formativi, Emmanuel von Schack e Hollie Ecker del Progetto accessibilità del Metropolitan museum, del Guggenheim e del Whitney museum di New York. Lappuntamento rientra nelle attività del Dipartimento educazione Castello di Rivoli museo arte contemporanea a favore della cultura accessibile, nellambito del progetto Il silenzio racconta larte che ha prodotto, in collaborazione con lIstituto dei sordi di Torino, il primo Dizionario di arte contemporanea in Lingua dei segni italiana, con la traduzione in Lis di termini specifici riferiti allarte contemporanea. Info: www.castellodirivoli.org.
Circa settanta tra vescovi e cardinali vicini al movimento dei Focolari prenderanno parte, il 6 agosto, al pellegrinaggio a Sassanello, (Sv), il paese natale di Chiara Luce Badano (1971-1990), beatificata il 25 settembre 2010, spesso additata da Benedetto XVI, in particolare ai giovani, come modello di autenticità di vita evangelica, nella vita ordinaria e nella malattia. La visita è inserita nel contesto dellincontro annuale in cui si cerca di vivere unesperienza di unità e di fraterna comunione da trasmettere poi ognuno nella propria diocesi. Lincontro, in corso a Forno di Coazze (To), ruota intorno al tema la presenza di Gesù nel fratello, uno dei punti cardine della spiritualità dei Focolari. Lobiettivo è di approfondire la spiritualità di comunione promossa da Chiara Lubich, fondatrice del movimento, condividendo esperienze e pesi, gioie e dolori. Il programma della giornata del 6 agosto prevede la visita al cimitero in cui è sepolta Chiara Luce e alla sua casa natale. Momento centrale sarà la celebrazione della messa alle 16,30 nella chiesa parrocchiale di Sassello con il vicario generale della diocesi di Acqui Terme (Sv), don Paolino Siri. Saranno presenti anche Maria Voce e Giancarlo Faletti, rispettivamente presidente e co-presidente dei Focolari, e alcune centinaia di persone provenienti dalle comunità del movimento.
Il terremoto potrebbe trasformarsi nelloccasione per capire dovè Fossoli, per situarlo di nuovo nella mappa dItalia e dEuropa: non più la mappa funzionale alla deportazione ma quella funzionale alla memoria: è il suggerimento e lappello lanciato dalle pagine della rivista I martedì (www.imartedi.it), diretta da Guido Mocellin. Larticolo ripercorre la storia dellex campo di concentramento di Fossoli, vicino Carpi, una delle zone più colpite dal terremoto del 29 maggio scorso. Fossoli è stato il punto di partenza della deportazione politica e razziale dallItalia verso i campi dellEuropa centrale. Gli storici stimano che vi siano passati circa 5.000 prigionieri di guerra nella prima fase, poi 2.500-3.000 politici, e tra il febbraio e lagosto 1944 circa un terzo degli 8.000 ebrei deportati dallItalia. Nel 1947 il campo diventa Nomadelfia, la comunità di don Zeno Saltini per ragazzi orfani, fondata sui precetti evangelici e il lavoro. Nomadelfia si trasferisce in Toscana nel 1952 e negli anni 70 il campo viene chiuso e abbandonato. Per fortuna non cera nessuno al campo di Fossoli, la mattina del 29 maggio, così nessuno si è fatto male - si legge nellarticolo -. Ma ora rischia di farsi male la storia, la nostra storia. Se il campo dovesse rimanere inagibile, si perderebbe la possibilità di dare concretezza alle storie che si raccontano a scuola, nei documentari.
La profezia che ha fatto nascere il Sae non si è esaurita. Lassociazione è nata a servizio delle Chiese e ha tanto lavoro ancora da fare. È un momento questo di ripensamento: si sente la necessità di un rinnovamento ed è già iniziato un dibattito tra i soci. Si è pensato anche di dedicare il prossimo convegno di primavera al futuro del Sae. Lo dice in unintervista al Sir (clicca qui) Marianita Montresor, nuova presidente del Sae (Segretariato attività ecumeniche). Una priorità - spiega Montresor - sarà come far conoscere ai giovani il cammino ecumenico. Da più parti poi si sente anche il desiderio di unattenzione particolare ai gruppi locali perché possano essere maggiormente radicati nella realtà diocesana, un radicamento che è prima di tutto nella fede in Gesù Cristo e che dovrebbe portare nelle rispettive comunità ecclesiali il clima dincontro, il desiderio di conoscenza reciproca che è tipico del Sae. Secondo la nuova presidente, che entrerà nel pieno delle sue funzioni a ottobre, si dice forse troppo poco che lecumenismo è bello, scalda il cuore, muove un desiderio di conversione a Cristo più intenso. Lo si vede forse più come un cammino intellettuale, invece è unesperienza vissuta di fede profondamente ecclesiale.
Ciò che è bene per la famiglia è bene per la città. È quanto scrive in una nota Marino Albergo, presidente del Forum provinciale delle associazioni familiari di Taranto, che in questo particolare difficile e drammatico momento della vita della nostra città accoglie linvito dellarcivescovo, mons. Santoro, di raccoglimento in preghiera e lo estende a tutte le famiglie tarantine e delle associazioni aderenti. Siamo fiduciosi - riprende Albergo, intervenendo sulla vicenda Ilva - che il punto di non ritorno segnato dai provvedimenti della Magistratura consentirà un nuovo sviluppo sostenibile e attento allecologia della persona e dellambiente, alle vitali esigenze delle nostre famiglie. Coniugando in nuovo modo le esigenze delleconomia e della produzione industriale, nellattuale momento di crisi, è comunque possibile realizzare la compatibilità fra i valori universali del lavoro, dellambiente, della salute. Il Forum si dice solidale con le famiglie dei lavoratori Ilva, ma anche con tutte le altre che soffrono per le conseguenze della situazione ambientale e sanitaria, che soffoca il nostro territorio da troppo tempo.
Benedetto XVI ha concluso, in questi giorni, la stesura del terzo volume dell‘opera Gesù di Nazaret, dedicato ai racconti dellinfanzia di Gesù (Die Kindheitsgeschichten), che costituisce il completamento dei due precedenti. Ad annunciarlo è la sala stampa della Santa Sede, con un comunicato in cui rende noto che si sta procedendo ora alle traduzioni nelle varie lingue, che saranno condotte direttamente sulloriginale tedesco. Si auspica che la pubblicazione del libro avvenga in modo contemporaneo nelle lingue di maggiore diffusione, laugurio espresso nel comunicato: Essa richiederà un congruo spazio di tempo per una traduzione accurata di un testo importante e atteso. I primi due volumi del libro del Papa - Gesù di Nazaret (Rizzoli, 2007) e Gesù di Nazaret. Dallingresso in Gerusalemme fino alla resurrezione (Lev, 2011) - erano dedicati uno alla vita pubblica di Cristo, laltro agli ultimi giorni di vita, la crocifissione e la resurrezione, cioè agli eventi che rappresentano il cuore della fede cristiana.
Risorsa Mezzogiorno è il titolo del meeting delle Acli del sud Italia, annunciato a Telese Terme (Bn) a partire dal 31 agosto. Ai convegni e dibattiti organizzati nei tre giorni dellevento parteciperanno ministri, deputati, consiglieri regionali, esponenti del mondo del terzo settore e delle categorie produttive del Meridione. Liniziativa - spiega in un comunicato Pasquale Orlando, segretario nazionale della Fap Acli ed ideatore dellevento - vuole costituire il valore aggiunto del capitale sociale di tutto il Sud, per aprire una nuova stagione di consapevolezza che faccia sentire alle popolazioni del Mezzogiorno le relazioni sociali, i prodotti e le risorse naturali come proprie. Orlando aggiunge che il Mezzogiorno rappresenta, oggi più che mai, un banco di prova fondamentale per la ripresa dellintero Paese e la società civile organizzata vuole fare la propria parte fino in fondo.
(Sir Europa - Bratislava) - La Santa Sede ha ufficialmente confermato la data del 13 ottobre per la beatificazione dei 14 martiri francescani uccisi nel febbraio del 1611 durante l‘invasione dell‘esercito di Passau, quando la rabbia dei difensori della città si rivolse contro diversi monasteri culminando in un cruento spargimento di sangue. La cerimonia di beatificazione si terrà nella cattedrale di S. Vito e sarà presieduta dal card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le cause dei santi. Il processo di beatificazione di Bedrich Bachstein e dei suoi compagni ebbe inizio nel XVII secolo. Le ricerche archeologiche per ritrovare la loro tomba nella cappella del Monastero della Madonna delle Nevi sono iniziate il 30 giugno di quest‘anno e, due settimane dopo, i loro resti sono stati rinvenuti e sottoposti all‘analisi di una commissione di esperti formata da antropologi e teologi nominati dal card. Dominik Duka, arcivescovo di Praga, per far luce sugli eventi storici e sulle circostanze della morte dei martiri.
Un programma fatto di incontri, dibattiti, workshop sui temi della filosofia, della politica, delleconomia di comunione, dellEuropa unita, dellintercultura e delleducazione: è quanto attende i partecipanti a Loppianolab 2012, lincontro promosso da diverse realtà del movimento dei Focolari nella località di Loppiano, in Toscana, dove ha sede la cittadella internazionale del movimento e anche il Polo Imprenditoriale Lionello Bonfanti e lIstituto Universitario Sophia. Gli incontri sono previsti nei tre giorni da venerdì 21 a domenica 23 settembre e vedranno la presenza di relatori ed esperti italiani e stranieri. Spiega mons. Piero Coda, teologo e neo-rieletto preside dellIstituto universitario: Intendiamo offrire proposte, piste di lavoro e di sperimentazione indirizzate alla ricerca e alla messa in opera di un profilo di persona e di società capace di respirare a pieni polmoni, con intelligenza, apertura e realismo. LoppianoLab ambisce a continuare ad essere un laboratorio ricco di entusiasmo, di fermenti e di idee. Tra i relatori ai diversi incontri: Antonio M. Baggio (filosofo della politica), M. Thérèse Henderson (musicologa), Ezio Aceti (psicologo), Giuseppe Milan (pedagogista) e altri. Info: www.loppiano.it.
Si terrà il 4 agosto nel bunker dellex supercarcere dellisola de LAsinara (Sassari) levento Asinara. Cosa di Nuovo nostra promosso dalla Conservatoria delle Coste e da Libera Associazioni nomi e numeri contro le mafie, con Sardegna solidale e il Parco nazionale dellAsinara. Il bunker fu la super prigione di Totò Riina: nel 1998, con la partenza degli ultimi detenuti, lAsinara chiuse il capitolo di isola penitenziaria. Nellisola è stato realizzato un centro di documentazione permanente, legato alla memoria dei giudici Falcone e Borsellino, che vi soggiornarono nellagosto del 1985. Abbiamo pensato questa installazione multimediale nel bunker di massima sicurezza, come presidio permanente della cultura della legalità - ha affermato Alessio Satta, direttore esecutivo della Conservatoria delle Coste - e abbiamo voluto coinvolgere Libera che rappresenta per il Paese la lotta e la resistenza della società civile al fenomeno mafioso. Per Giampiero Farru, presidente di Libera Sardegna, liniziativa è la ribellione alle mafie che dà lantimafia sociale. Il tema della memoria è specifico di Libera, considerando che sono oltre 900 le vittime di mafia documentate. Le 20 sagome presenti allAsinara vogliono rappresentare tutte le vittime di mafia.
Il Ministero federale tedesco per la giustizia ha in programma di estendere limpunità per leutanasia: la notizia ha suscitato ampie critiche in Germania. Come riportato ieri dallagenzia di stampa cattolica Kna, i politici Cdu/Csu, lOrdine dei medici, la Fondazione Hospiz e la Conferenza episcopale tedesca (Dbk) hanno respinto lipotesi. Frank Ulrich Montgomery, presidente dellOrdine federale dei medici, ha sottolineato che i medici non sono disponibili ad aiutare a morire. Matthias Kopp, portavoce della Dbk, ha messo in guardia dalla possibilità che il progetto di legge comporti una normalizzazione del suicidio assistito. Eugen Brysch, presidente della Fondazione Hospiz, ha detto di considerare la proposta come un tentativo di rendere presentabile in Germania il suicidio assistito. Secondo quanto riferito dal quotidiano Neue Osnabrücker Zeitung, la partecipazione al suicidio assistito, effettuata in modo non professionale, non verrà punita anche nei confronti di medici, infermieri e amici della persona, oltre che dei congiunti. In base alle informazioni raccolte dal quotidiano, sarebbero inclusi anche medici o infermieri con cui il paziente abbia instaurato un rapporto personale.
Si avvicina la Settimana teologica di Camaldoli del Meic. La storia: opera di Dio e responsabilità delluomo è il titolo scelto per la Settimana, che si terrà dal 26 al 30 agosto al Monastero di Camaldoli. Attenti ad attualizzare il messaggio evangelico nel tempo che viviamo - secondo lesortazione che il Papa ci ha rivolto nellincontro del 19 maggio - e aiutati da guide esperte, confronteremo alcuni aspetti paradigmatici della nostra vita individuale e sociale con il progetto che Dio ha sullumanità, spiega il presidente del Meic, Carlo Cirotto. In particolare, prosegue il presidente, ispirandoci allesempio e allinsegnamento del beato Toniolo, esamineremo i criteri di distribuzione delle risorse pubbliche, i problemi del mondo del lavoro e quelli della famiglia alla luce delle indicazioni del Vaticano II. Avremo modo di ascoltare testimonianze personali su come è stato recepito il Concilio nel mondo della cultura e nella vita monastica camaldolese. Molto tempo sarà dedicato anche alla discussione libera e allapprofondimento dei vari temi, tanto da fare assumere alla Settimana la connotazione di un forum di dialogo. Ampio spazio poi alla preghiera e alla meditazione perché, come ripete il Papa, ‘non si può parlare di Dio senza parlare con Dio, ricorda Cirotto.
Un pensiero commosso sapendo che il decorrere del tempo non lenisce il dolore dei familiari delle vittime e rinsalda in essi l‘impegno nel perpetuare la memoria di uno dei più tragici fatti della storia del nostro paese. A rivolgerlo, in un messaggio inviato al presidente dellAssociazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, è il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel trentaduesimo anniversario del vile atto terroristico che fece 85 vittime e oltre 200 feriti. Il tener vivo - anche nelle sue forme più sofferte - il ricordo delle vittime innocenti del terrorismo - ha scritto il Capo dello Stato - consente di trasmettere e condividere il senso della libertà e della democrazia, la volontà di contribuire alla tutela dei principi e dei diritti costituzionali, da qualunque parte vengano insidiati o feriti. Per Napolitano assumono particolare importanza sia le iniziative intraprese per ricostruire ogni aspetto delle inchieste giudiziarie e parlamentari sulla strage sia quelle, umanamente toccanti, che ripercorrono quel drammatico 2 agosto 1980 attraverso i volti e le storie delle vittime e di tutti coloro che hanno visto violentemente interrotti sogni, speranze, prospettive e che oggi testimoniano la brutalità senza senso di un attentato tanto folle quanto feroce.
Una veglia di preghiera per non dimenticare le sofferenze degli zingari. Domani, nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Budapest (Lőrincz pap tér, ore 20), in Ungheria, si celebrerà la preghiera ecumenica in memoria del Porrajmos, l‘olocausto degli zingari che dal 1940 al 1945 fece più di 500.000 vittime. La veglia, organizzata dalla Comunità di SantEgidio, sarà presieduta da mons. János Székely, vescovo ausiliare di Esztergom-Budapest e responsabile della pastorale per i rom. Parteciperanno, tra gli altri: Tamás Fabiny, vescovo luterano, e Zoltán Balog, pastore della Chiesa riformata in Ungheria nonché ministro delle risorse umane dell‘attuale governo. La violenza contro gli zingari non si è fermata agli anni ‘40 del secolo scorso. La preghiera si svolge, infatti, non solo in occasione della Giornata internazionale della memoria delle vittime dellolocausto rom, ma anche del terzo anniversario dall‘assassinio di Kisléta, dove fu uccisa una giovane donna rom, ultima vittima di una serie di violenze che in due anni ha visto l‘uccisione di sei rom tra cui un bambino di 4 anni. Alla celebrazione saranno presenti anche alcuni parenti delle vittime.
Superiamo le visioni di parte e costruiamo un cammino comune di sviluppo e di speranza. Con queste parole larcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, ha concluso ieri sera il suo intervento alla fiaccolata e veglia di preghiera della città per la città (clicca qui), nei giorni del sequestro dellIlva, lazienda siderurgica che dà lavoro a gran parte dei tarantini, ora al centro di uninchiesta per disastro ambientale che potrebbe portarla a chiudere i battenti. In un periodo di recessione economica mondiale, la perdita di una delle poche garanzie di lavoro deve essere assolutamente scongiurata, specie in un territorio come il nostro dove le possibilità di lavoro sono molto ridotte, ha ricordato larcivescovo, che si trovava in Brasile quando è avvenuto il sequestro e i lavoratori hanno cominciato a protestare. Le notizie e le immagini degli operai, scesi in strada a manifestare - ha affermato - mi hanno toccato profondamente; da qui la decisione di rientrare anzitempo per garantire la mia presenza e vicinanza. Non vogliamo lasciarvi soli è la rassicurazione di mons. Santoro, per il quale quando i problemi sinfittiscono e il discernimento diviene intimamente connesso a scelte difficili, importanti, magari per alcuni impossibili, la Chiesa ha un dovere soltanto, fondato sulla sua missione principale e originante: annunziare Gesù Cristo.