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00:00 - Tutte le "case" dell'Ue

Sedi che arrivano, sedi che rischiano "il posto". Queste le novità all'interno della mappatura degli uffici dell'Unione europea. Da un parte, infatti, dopo un lungo scontro diplomatico tra Germania, Francia e Gran Bretagna, sono state individuate le città che ospiteranno il Tribunale europeo dei brevetti: Parigi sarà la sede centrale, Londra sarà titolare dei casi che riguardano le scienze, la chimica e altre attività come l'agricoltura; infine Monaco ospiterà gli uffici amministrativi e sarà responsabile dei brevetti nell'ambito dell'ingegneria avanzata e dell'efficienza delle risorse. Dall'altra parte traballa la sede "ufficiale" del Parlamento europeo a Strasburgo.

Simboli e budget. Da tempo una parte degli eurodeputati sta conducendo una battaglia per l'unificazione della sede del Parlamento europeo nella sua collocazione "lavorativa", a Bruxelles, a sfavore della sua sede storica, Strasburgo. Nell'ultima sessione plenaria, a inizio luglio, l'emendamento inerente tale tema, inserito all'interno di una relazione più ampia dedicata al bilancio Ue 2013, è stato approvato con 432 sì, 218 contrari e 29 astensioni. Finiranno quindi le trasferte mensili, della durata di quattro giorni, per gli eurodeputati (ma anche per assistenti parlamentari, funzionari Ue, giornalisti) nella città francese? Al momento nessuna certezza, in quanto lo sdoppiamento delle sedi è sancita dai Trattati. Strasburgo rimane la città simbolo della pacificazione post bellica tra Germania e Francia. E, comunque, ogni decisione sulle sedi Ue spetta al Consiglio dei ministri dell'Unione europea, non al Parlamento. Certo, in un periodo di crisi e di austerità quei 200 milioni di euro, che corrisponderebbero alla cifra spesa annualmente per tali trasferte, potrebbero avere un utilizzo differente.

Istituzioni, agenzie. A ben guardare, la mappatura delle sedi comunitarie è del resto ben più ampia e articolata di quanto si pensi. Non tutto è racchiuso all'interno dell'asse Bruxelles, Lussemburgo, Strasburgo. Bruxelles ospita il Consiglio, la Commissione, una sede del Parlamento europeo, il Comitato economico e sociale e il Comitato delle Regioni; in Lussemburgo si trovano il segretariato del Parlamento europeo, la Corte di giustizia, la Corte dei conti, la Banca europea degli investimenti; di Strasburgo s'è già detto. L'Eurotower della Banca centrale europea è a Francoforte sul Meno. La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo ha invece gli uffici a Londra. Innumerevoli sono quindi le "ramificazioni" che partono dal fulcro principale. Non bisogna dimenticare che esistono uffici di rappresentanza della Commissione e del Parlamento nelle capitali e principali città: perciò Bucarest come Berlino, Parigi, Sofia, Vilnius e le altre capitali hanno una presenza comunitaria e issano la bandiera blu con le dodici stelle. Devono poi essere considerate le agenzie Ue, che interessano molte città e che possono essere classificate in tre categorie: agenzie e organi decentrati, agenzie e organismi di Euratom (energia atomica) e agenzie esecutive.

Da Helsinki a Lisbona. In particolare le agenzie decentrate, una trentina, sorte per fornire aiuto e consulenza alle istituzioni Ue, agli Stati membri e ai loro cittadini, rispondono precisamente "al desiderio di decentrare geograficamente gli organismi dell'Unione". Per fare qualche esempio, l'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia si trova a Lubiana, in Slovenia; quella per la sicurezza e la salute sul lavoro è a Bilbao, in Spagna; Frontex, guardiana delle frontiere, ha sede a Varsavia, in Polonia; a Colonia, in Germania, c'è l'Agenzia per la sicurezza aerea. Altre agenzie sono a Solna, presso Stoccolma, in Svezia (prevenzione e controllo malattie); Tessalonica, Grecia (formazione professionale); Helsinki, Finlandia (sostanze chimiche); Parma, Italia (sicurezza alimentare); Hampshire, Regno Unito (Accademia europea di polizia); Lisbona, Portogallo (Osservatorio droghe e tossicodipendenze); Vienna, Austria (Agenzia dei diritti fondamentali). E l'elenco non è finito.

Le future ambasciate. Non va nemmeno tralasciata la questione dell'azione esterna dell'Unione. Il Trattato di Lisbona, per quanto concerne le relazioni internazionali, ha inteso accrescere il profilo esterno dell'Unione, promuovendone la capacità di agire in modo efficace nelle questioni mondiali. E per far questo sembra essere indispensabile creare nuove sedi diplomatiche unitarie dell'Ue nelle varie capitali del mondo, cui sta lavorando l'Alto rappresentante per la politica estera, Catherine Ashton. Se poi, in futuro, l'Ue - dopo aver risolto problemi più urgenti legati alla crisi economica e finanziaria - riuscirà a serrare i ranghi e a procedere verso una vera politica estera espressa con una sola voce, la prospettiva potrebbe essere quella di avere una sola ambasciata Ue in ogni Stato del mondo. E magari un solo seggio alle Nazioni Unite. Ma ogni decisione in questo senso è di là da venire.




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