Il congelamento dei finanziamenti alla Regione Sicilia, a causa di irregolarità nellassegnazione degli appalti e carenze significative nel funzionamento dei sistemi di gestione di controllo da parte della Commissione europea, ha un effetto immediato sulla situazione della ‘cassa regionale poiché la tesoreria regionale ha anticipato somme che pensava di riavere in breve tempo. Lo spiega a Sir Regione (clicca qui) Giuseppe Notarstefano, docente presso la facoltà di Economia dellUniversità degli Studi di Palermo. Un secondo effetto del congelamento è la crisi di credibilità e di fiducia sulla capacità di gestione dei fondi da parte del governo isolano. Per Notarstefano, tra gli errori commessi dalla Regione Sicilia, entra in gioco la visione miope della classe politica regionale che, attraverso dirigenti e amministrativi compiacenti perché nominati sulla base di criteri discrezionali e fiduciari, si preoccupa soltanto di programmare la spesa in modo da rispondere a esigenze di brevissimo periodo e di consenso. Ciò che oggi serve è interpretare, culturalmente, socialmente, economicamente prima che politicamente, lAutonomia regionale in senso responsabile, capace di esercitare doveri prima che diritti e di proiettarsi in senso sussidiario nel contesto europeo e comunitario.
Si apre il 30 luglio, a Lima (Perù), il III Congresso di educatori e scuole agostiniane: 250 educatori e alunni delle scuole agostiniane, provenienti da tutto il mondo, si incontreranno nella capitale andina per discutere sul tema Porta per il Vangelo, Cammino verso il Regno. Il priore generale dell‘Ordine di Sant‘Agostino, padre Robert F. Prevost, spiega che l‘Ordine di Sant‘Agostino da secoli pone grande attenzione all‘ambito educativo impegnandosi in questo campo. L‘Ordine ha molte scuole nei cinque continenti dove partecipa alla missione della Chiesa di insegnare, di annunciare la Parola e di formare i giovani. Luogo del convegno internazionale, il terzo della serie che prevede incontri ogni sei anni, è il Colegio San Agustín a Lima, dove l‘Ordine offre questo servizio educativo ai ragazzi e alle famiglie. Il convegno - sottolinea padre Rommel Par, membro della Curia generalizia agostiniana e incaricato dell‘organizzazione del convegno - è un‘importante occasione per ‘fare rete fra le scuole agostiniane presenti nei vari continenti, scambiare idee, intuizioni, esperienze scolastiche e educative. Le scuole agostiniane sono presenti in tutto il mondo. Nel Sud America ci sono collegi accanto ad ogni comunità agostiniana.
Un percorso trasversale dallAntico al Nuovo Testamento, per cogliere le dinamiche relazionali dellazione di Dio, che educa il suo popolo alla vita giusta e felice. Questa, in sintesi, la proposta del corso biblico estivo dell‘arcidiocesi di Udine in collaborazione con lIstituto superiore di scienze religiose. Il corso - che si svolgerà nel capoluogo friulano presso la sede dellIssr in viale Ungheria 22, dal 30 luglio al 3 agosto - sarà guidato dal biblista mons. Rinaldo Fabris e avrà come tema "La pedagogia di Dio nella Bibbia". Liniziativa è rivolta a giovani e adulti impegnati nella vita ecclesiale, ma anche alle persone in ricerca che desiderano cogliere lopportunità di un accostamento personale alla parola di Dio. Durante le singole giornate - si legge in una nota - sono previste sessioni di ascolto, lettura e analisi dei testi, laboratori a piccoli gruppi, nonché celebrazioni della Parola e visite guidate a luoghi di interesse culturale ed artistico. Il corso inizierà alle ore 10 del 30 luglio con un approfondimento sulla figura di Mosè; il 31 luglio, invece, lo studio si concentrerà sulla pedagogia del cuore, delle relazioni e dellesperienza. Il tema del 1° agosto è la figura di Gesù, mentre il giorno successivo, attraverso le parole di Paolo, si parlerà di Vangelo e propaganda religiosa. Le giornate di studio si concluderanno con il tema Autorità e libertà: dalla dipendenza alla fede.
Le comunità della diocesi di Padova si dimostrano ancora una volta pronte a rispondere alle richieste e disponibili a stare vicini ai fratelli in difficoltà. Nonostante la crisi, la generosità verso chi si trova nel disagio non viene a mancare, come dimostrano i primi dati resi noti da Caritas Padova in riferimento a due raccolte straordinarie. La prima è riferita alla colletta indetta dalla diocesi di Padova per domenica 29 aprile, a incremento del Fondo straordinario di solidarietà, che grazie ai consistenti contributi di Fondazione Cariparo, Fondazione Antonveneta, Provincia di Padova, Camera di Commercio, sta aiutando numerose persone che hanno difficoltà a reinserirsi nel tessuto lavorativo a causa della crisi. La colletta diocesana ha raccolto 62.150 euro a favore del Fondo. La seconda riguarda la raccolta per le popolazioni terremotate dellEmilia in cui confluiscono le donazioni spontanee sui conti correnti messi a disposizione da Caritas Padova e i fondi raccolti in occasione della colletta nazionale indetta dalla presidenza della Cei il 10 giugno scorso. La diocesi di Padova, tramite la Caritas, ha raccolto finora 243.204 euro, un dato che continua ad essere incrementato grazie alla generosità di molte persone e realtà. Rimangono infatti attive le modalità di raccolta fondi per i terremotati tramite la Caritas diocesana di Padova. Info: www.caritaspadova.it.
I Giochi olimpici sono un momento preferenziale di riflessione per tutta lumanità. Questanno si parla del gigantismo, si parla dellanniversario di Monaco 1972, si parla della mancata tregua olimpica, ma saranno i Giochi a tacitare tutti. Saranno gli atleti, i record, le facce felici e quelle disperate a dare la risposta finale. È quanto afferma Franco Ascani, membro italiano della Commissione cultura ed educazione olimpica del Comitato internazionale olimpico (Cio) e presidente della Federazione internazionale del cinema e televisione sportivi, in unintervista al Sir (clicca qui) a poche ore dallapertura ufficiale dei Giochi di Londra. La meraviglia dei Giochi olimpici - afferma Ascani - è la commistione, la ‘babele organizzata, delle lingue, delle culture. La passione olimpica crea una razza di esseri umani a parte, fatta di sogni, educazione alla fatica, superamento del limite. Ecco, credo che la parola ‘fatica sia quella giusta per raccontare i Giochi. La fatica della preparazione, per 4 lunghi anni, e chi manca lappuntamento per un infortunio vedrà il fuoco di Olympia allontanarsi altri 4 anni. La fatica dellattesa della gara, che è stress, battito cardiaco accelerato, concentrazione oltre ogni limite. La fatica della gara, che arriderà al campione e fermerà il sogno olimpico dello sconfitto.
Mostrare rispetto per la dignità del nostro corpo in ogni momento dellesistenza, dal concepimento fino alla morte naturale. È quanto si legge nel messaggio che i vescovi di Inghilterra e Galles hanno redatto per la celebrazione nazionale della Giornata per la vita (29 luglio). Il documento è stato pubblicato in occasione dei Giochi della XXX Olimpiade e delle Paralimpiadi di Londra e in vista dei Giochi del Commonwealth che si terranno nel 2014 in Scozia. Per i vescovi lo sport deve contribuire al vero bene del corpo umano perché luomo è creato a immagine e somiglianza di Dio. I presuli sottolineano limportanza di una buona salute, della cura del nostro corpo e dellesercizio fisico perché il corpo è degno della massima cura e del massimo rispetto, non solo perché è un bene di per sé, ma anche perché viene santificato, attraverso il battesimo, come tempio dello Spirito Santo. Dai vescovi arriva quindi linvito a un nuovo stile di vita che contrasti la tendenza a ridurre la persona ai suoi comportamenti fisici o biologici, a una merce, a un oggetto da vendere, comprare o sfruttare senza fare riferimento alla sua natura morale e spirituale. Inoltre, bisogna liberarsi dalla tentazione di giudicare se stessi secondo il modello irrealistico del ‘corpo perfetto così spesso propagandato dagli interessi commerciali e contribuire al vero bene del corpo umano.
(Sir Europa - Bruxelles) - I cittadini europei sono un po meno pessimisti rispetto alla crisi e il 30% di essi ritiene che limpatto della recessione sul lavoro ha già raggiunto i valori più elevati e dunque il peggio è alle spalle. È quanto attesta Eurobarometro con una indagine resa nota oggi, realizzata per conto della Commissione Ue. Otto europei su dieci - si legge nella relazione - ritengono che gli Stati membri dellUnione dovrebbero collaborare più strettamente per fronteggiare la crisi e oltre la metà di essi è convinto che lEuropa comunitaria ne uscirà rafforzata. Le differenze nelle opinioni pubbliche dei diversi Stati sono notevoli, affermano gli esperti di Eurobarometro. Se oltre tre quarti della popolazione di Svezia, Lussemburgo e Germania considera che la situazione economica nazionale è buona, meno del 5% condivide questa opinione in Irlanda, Portogallo, Spagna e Grecia, dove la crisi delleconomia è più marcata. La rilevazione su questi argomenti (effettuata a maggio intervistando 32mila persone dei 27 Stati membri e di quelli candidati) era già stata condotta dallistituto demoscopico sei mesi or sono. Resta comunque unampia parte di cittadini (circa il 70%) che ritiene che le condizioni delleconomia europea siano cattive o pessime.
Pino Malandrino, direttore della Vita Diocesana (Noto), ribadisce che quando usciremo da questa crisi, nulla sarà come prima. Se si dovesse tornare a crescere, i primi a beneficiarne dovranno essere i poveri e le nuove generazioni. Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), invita a non dimenticare che ognuno di noi partecipa allo sviluppo del Paese, man mano che ne rispetta leggi e regole, rifuggendo dallindividualismo che uccide il senso di comunità e dallidea che ‘tocchi ad altri fare quel che tocca invece a ciascuno di noi. Ad esempio, aggiunge Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), gravissimo moralmente è usufruire di esenzioni avendo truccato il proprio reddito o evaso le tasse così da percepire una pensione minima, nonostante magari gli appartamenti accumulati. Si chiama rubare. (…) Risparmi, lotta agli sprechi, tagli di doppioni e inefficienze sono un valore morale. Al riguardo, Bruno Cappato, direttore della Settimana (Adria-Rovigo), evidenzia che non è possibile che tanti abbiano privilegi da non essere nemmeno lontanamente toccati dalle ormai diffuse preoccupazioni dei più. Per Toscana Oggi (settimanale regionale), uno Stato e una nazione che desiderino ancora guardare con ottimismo al proprio futuro non possono più permettersi di costringere allaffanno chi, silenziosamente, si batte ogni giorno per assicurarlo.
La crisi, lattualità politica, la liberazione della cooperante italiana Rossella Urru, le iniziative per lestate promosse da parrocchie, associazioni e movimenti, lattualità ecclesiale… Sono alcuni degli argomenti di cui parlano gli editoriali dei settimanali diocesani aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Uno dei temi principali, come emerge dalla rassegna Sir degli editoriali giunti ad oggi in redazione (clicca qui), riguarda la crisi economica, con la possibilità di nuovi attacchi speculativi. Il primo dilemma che inquieta queste settimane - afferma Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina) - è il solito che si ripete dalla fine dello scorso anno: ce la faremo? Il secondo è ancora più inquietante: serviranno tutti questi sacrifici a salvarci dal baratro di un possibile default che ci vedrebbe tutti perdenti? La risposta pare unica: solo tutti insieme possiamo salvarci, ciascuno mettendo del proprio. Altre soluzioni sembrano improduttive. Per Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), bisogna intervenire su quello che il presidente delle Acli, Andrea Olivero, ha chiamato con unimmagine felice lo ‘spread sociale, prima che la forbice tra ricchi e poveri, garantiti e non garantiti si trasformi in un fossato invalicabile. (segue)
Un appello per riformare in tempi rapidi la vigente legge elettorale. A rivolgerlo ai parlamentari è il Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del Lavoro (Cisl, Confartigianato, Confcooperative, Coldiretti, Acli, Mcl, Cdo), per recuperare il rapporto fiduciario tra elettori ed eletti e a favorire il ricambio della classe dirigente politica interrompendo la prassi della designazione dei parlamentari da parte dei vertici dei partiti. Con questa finalità è stato organizzato il 31 luglio, a Roma (ore 16.30, Camera di Commercio, Piazza di Pietra) un incontro con i leader dei principali partiti parlamentari. Hanno assicurato la presenza - si legge in una nota degli organizzatori - Felice Belisario (Idv), Roberto Maroni (Lega), Pier Ferdinando Casini (Udc), Enrico Letta (Pd), Gaetano Quagliariello (Pdl). Saranno presenti anche i promotori del Forum: Raffaele Bonanni, Carlo Costalli, Natale Forlani, Giorgio Guerrini, Sergio Marini, Luigi Marino, Andrea Olivero, Bernhard Scholz. Lincontro è aperto al pubblico e alla stampa.
La ripartizione dei fondi ai Comuni è molto importante: la scelta della Regione Sardegna è quella di usare i soldi con unattenzione alle necessità strettamente locali, alle necessità urgenti che solo gli amministratori dei piccoli centri conoscono. Lo ricorda a Sir Regione (clicca qui) don Roberto Sciolla, direttore della Caritas diocesana di Iglesias e delegato regionale Caritas Sardegna, in merito al provvedimento della Giunta regionale Norme a favore della famiglia, con il quale anche per il 2012 la Regione Sardegna ha stanziato 30 milioni di euro per la lotta alle evenienze più gravi in favore di famiglie e persone indigenti. Il 35% del finanziamento sarà suddiviso in parti uguali tra tutti i Comuni; un altro 35% terrà conto degli abitanti e lultimo 30% considererà la percentuale dei disoccupati nei singoli comuni, sottolinea il sacerdote, per il quale si tratta di un dato importante perché permetterà di agire in maniera mirata sulla base delle reali esigenze dei territori, anche tenendo conto dellenorme numero di emergenze createsi tutte insieme in questi ultimi anni, con un aumento incredibile di casi di difficoltà proprio nel 2012.
Una religione amica della democrazia - ha chiarito - è quella in cui, ordinariamente, i capi religiosi non prendono posizione nelle competizioni politiche ed elettorali, lasciando ai loro fedeli la responsabilità di impegnarsi e puntando come istituzione alla dimensione profetica. Per Bachelet, il caso italiano suggerisce che, quando i credenti vivono con libertà e autonomia limpegno politico, il contributo alla crescita della democrazia è positivo e i credenti possono dare in Italia un contributo decisivo ad ambedue i processi: ri-educazione alla Costituzione e riflessione su quesiti eticamente inediti. Alcuni di essi sono intrinsecamente sopranazionali (globalizzazione dei diritti, transazioni finanziarie) e quasi tutti ci chiedono di diventare un po più europei. Tanto per la costruzione di un domani capace di uscire dal drammatico stallo economico, sociale e democratico di oggi, quanto per ritrovare la spinta necessaria allunità europea - ha aggiunto il deputato - la passione disinteressata dei credenti e lesperienza del metodo ecumenico possono dare contributi decisivi, soprattutto di speranza. Il relatore ha concluso con un accento di ottimismo: Abbiamo vissuto momenti peggiori di oggi. Con laiuto di Dio, rilanciando le basi morali e civili della nostra Costituzione e la spinta allunità europea, il domani potrà essere anche migliore.
La società (e la politica che malgrado tutto la riflette abbastanza fedelmente) ha bisogno di rinnovarsi ritrovando una dimensione etica perduta. Lo ha detto stamattina il deputato Giovanni Bachelet, intervenendo alla sessione estiva del Sae, che si concluderà domani a Paderno del Grappa. Per il relatore, letica deve dare risposte ai quesiti posti dalla globalizzazione, dai nuovi stili di vita e realtà familiari, da straordinari progressi nelle tecnologie dellinformazione, nella medicina e nelle biotecnologie. Alcuni temi, ha osservato, appaiono non eticamente sensibili (bombardare lIraq o evadere le tasse), ma eticamente inediti sì. Una nuova etica civile ha bisogno di una base sicura. Maritain negli anni 30 del secolo scorso affermava che nessuna democrazia può sopravvivere senza un nucleo morale minimo. Nel nostro Paese tale nucleo cè e coincide con la Costituzione, in particolare i primi 12 articoli, sui quali si basa la possibilità di convivere e discutere tutto il resto. Sono loro i principi non negoziabili sui quali può basarsi ogni altro negoziato; principi laici profondamente innervati nel cristianesimo. Bachelet ha ricordato che la religione non è mai indifferente rispetto alletica civile, al senso dello Stato, alla democrazia: o è amica (e lo è stata in varie e poche e parti del mondo) o è una pericolosissima nemica. (segue)
Spini ha poi affermato che nello spazio pubblico siamo cittadini e cittadine che si trattano lun laltro attraverso il medium dei diritti e dei doveri, non di scelte etiche. Quindi piuttosto che parlare di etica pubblica sarebbe meglio pensare a una politica che fa il suo dovere, che ritrova lorgoglio della sua dignità. Cosa ci stanno a fare i credenti nello spazio pubblico e come ci stanno? Cosa è negoziabile, cosa non lo è?, si è chiesta poi. Un punto di vista innovativo sulla questione, per la relatrice, è offerto da Paul Ricoeur: le identità, intese non come blocco, ma come narrazione, pertanto intrinsecamente intersoggettiva, servono a sentirsi cittadini. E il percorso è anche laltro che ti interroga nel cammino. A proposito di etica e kerygma Spini ha sostenuto che il compito delle Chiese nello spazio pubblico è il ruolo di profezia, e non di mera proposta etica. I credenti ci sono per dare linfa e forza alle istanze di giustizia e di equità che salgono dal basso.
Indicare possibili piste Per una nuova etica civile: lo hanno fatto stamattina, alla penultima giornata della sessione estiva del Sae, Debora Spini della Syracuse University in Florence e il deputato Giovanni Bachelet. Quando si parla di cittadinanza e etica, emerge subito, ha osservato Spini, il nodo delletica politica. Ovviamente - ha detto - il problema principale è quando scelte morali poggiano su credenze teologiche. La sfida della politica moderna è sganciare la politica dalletica: il punto non è tanto Machiavelli quanto Hobbes, ossia stabilire il giusto e ingiusto. E separare giusto e buono. Nello spazio pubblico, ha proseguito, non si può imporre un buono, il problema è se basta un giusto. Per Spini, parlare di etica civile comporta il problema della laicità, ma non solo; anche la possibilità di unetica senza Dio valida per tutti gli esseri umani. Secondo la relatrice, grande sfida della modernità è lateo virtuoso proposto da Kant, peraltro personalmente credente. (segue)
(Sir Europa - Bruxelles) - Prosegue fino al 9 settembre la consultazione pubblica che la Commissione europea ha avviato per conoscere direttamente dai cittadini quali sono gli ostacoli che impediscono lesercizio della cittadinanza dellUnione, ad esempio quando viaggiano in Europa, quando votano o si candidano alle elezioni o quando fanno acquisti online. La consultazione è stata decisa in vista del 2013, dichiarato Anno europeo dei cittadini. La Commissione, ha spiegato la vice presidente Viviane Reding, si avvarrà dei risultati ottenuti per elaborare la relazione sulla cittadinanza europea del 2013, che verrà presentata il 9 maggio 2013. La cittadinanza Ue, che non sostituisce ma si integra con quella nazionale, è stata definita dal Trattato di Maastricht nel 1992. LUnione esiste grazie ai suoi cittadini ed è al loro servizio. I cittadini si aspettano risultati concreti dallEuropa ed è quello che facciamo riducendo le tariffe roaming o tutelando meglio i diritti delle vittime di reati, ha spiegato Reding. I diritti sono i più diversi e riguardano la salute, la possibilità di muoversi nel territorio comunitario, la difesa dei consumatori. È la stessa Commissione a riconoscere che esistono ancora forti limitazioni allesercizio dei diritti di cittadinanza. Il sito in tutte le lingue dellUe per far giungere le proprie osservazioni, suggerimenti e critiche in sede Ue su questo argomento è http://ec.europa.eu/your-rights-your-future.
La Santa Sede è convinta che un Trattato sul commercio delle armi possa fare la differenza per milioni di persone vittime dello sregolato e irresponsabile traffico di armi e munizioni e lillecita acquisizione di esse da parte di criminali. È quanto sottolineato da mons. Francis A. Chullikatt alla Conferenza Onu sul commercio delle armi a New York. Losservatore vaticano al Palazzo di Vetro - riferisce Radio Vaticana - ha auspicato che l‘obiettivo finale di un tale Trattato sia il disarmo del mercato internazionale delle armi. Il presule non ha dunque mancato di evidenziare che il traffico illecito delle armi ha un impatto negativo sullo sviluppo, la pace, la legge umanitaria e i diritti umani. Le armi, è stato lavvertimento di mons. Chullikatt, non possono essere meramente comparate agli altri beni che vengono scambiati sui mercati nazionali e internazionali: per questo necessitano di una regolarizzazione specifica che sia in grado di prevenire, combattere e sradicare lirresponsabile e illecito traffico di armi e munizioni, attraverso limpegno di tutti i membri della comunità internazionale dagli Stati alle organizzazioni internazionali, dalle Ong al settore privato. Tra le misure da attuare grazie ad una maggiore collaborazione fra gli Stati, un reale controllo anche delle armi di piccolo calibro e una maggiore trasparenza nel commercio legale delle armi.
Grazie a questo accordo tanti detenuti potranno finalmente beneficiare delle prestazioni previdenziali cui hanno diritto. Con queste parole Angiolo Marroni, garante dei detenuti per il Lazio, ha commentato il protocollo dintesa sottoscritto oggi tra Cna Lazio, patronato Epasa della Cna Lazio, provveditorato regionale Amministrazione penitenziaria del Lazio e Ufficio del Garante dei diritti dei detenuti del Lazio. Laccordo - si legge in una nota - semplifica i rapporti con lamministrazione carceraria e favorisce ai consulenti laccesso nei penitenziari. Sarà inoltre assicurata agli immigrati la continuità nei percorsi già intrapresi e lassistenza per quelli da avviare in tema di permessi di soggiorno, ricongiungimenti familiari e così via. Pensioni, assegni di invalidità e accompagnamenti sono conquiste sociali ormai pacifiche per i cittadini ma, molto spesso, sono obiettivi difficilmente raggiungibili per quanti vivono allinterno di un carcere, osserva marroni, ricordando che la popolazione carceraria, nel Lazio, sfiora le 7 mila unità, di cui il 50% è in provincia di Roma. La regione è quarta in Italia per numero di detenuti, dopo Lombardia (9.407), Campania (7.850) e Sicilia (7.331). Oltre 150 le nazionalità di provenienza dei carcerati, in prevalenza africani e rumeni, ma il numero di presenze è in aumento, rispetto al calo della media nazionale.
(Sir Europa - Bruxelles) - La crisi continua a interessare le aziende in Europa e loccupazione su scala comunitaria. La Commissione Ue ha così deciso di intervenire oggi accordando un finanziamento da 2,7 milioni di euro allIrlanda per far fronte al licenziamento di 592 lavoratori dalla società Talk Talk Broadband Services e da tre suoi partner. Gli aiuti provengono dal Fondo europeo di aggiustamento alla mondializzazione, istituito appositamente dallUe27 per fronteggiare la crisi occupazionale, che viene utilizzato di sovente negli ultimi tempi. La proposta della Commissione passa ora per competenza al Parlamento e al Consiglio Ue che dovranno decidere congiuntamente lo stanziamento. Laszlo Andor, commissario al lavoro e agli affari sociali, parla di intervento per rinnovare le competenze professionali di questi lavoratori e così aiutarli a ritrovare un impiego. Infatti tali fondi, che andranno ad aggiungersi ad altrettanti stanziati da Dublino, serviranno per corsi professionali, formazione scolastica, sostegno alla autoimprenditoria. La società Talk Talk ha deciso di chiudere il call centre di Waterford concentrando le sue attività nel Regno Unito.
E in atto una guerra civile - dice un sacerdote - ma malgrado tutto continuiamo il nostro apostolato, siamo vicini ai fedeli e, per quanto possiamo, li aiutiamo economicamente. Fonti locali riferiscono che il costo della vita in Siria è aumentato del 200%. Moltissimi rifugiati hanno lasciato la loro casa durante gli attacchi, senza portare niente con loro. Dobbiamo dare loro un tetto, viveri e vestiti. La Caritas fa ciò che può, ma le esigenze sono sempre più numerose. Aiuto alla Chiesa che Soffre ha donato alla Chiesa siriana - sostenuta nel 2011 con 330mila euro - un contributo straordinario di 130mila euro devoluto a Caritas Siria e alle famiglie cristiane di Homs. Grazie agli 80mila euro ricevuti, 500 famiglie rifugiatesi nella valle dei cristiani avranno viveri per circa sei mesi. La Fondazione ha promesso ulteriori aiuti.
Larcivescovo maronita di Damasco, mons. Samir Nassar, ha chiesto ad Aiuto alla Chiesa che soffre di aiutare la sua comunità. Damasco è stata risparmiata nei primi 16 mesi di violenze - scrive in una lettera - ora tocca a noi soffrire e morire. ACS ha già inviato 20mila euro come aiuto iniziale a dodici sacerdoti e 107 famiglie di rifugiati. Per la prima volta in vita mia - racconta un sacerdote della capitale - domenica ho celebrato la messa ascoltando il suono degli spari e delle esplosioni. I cristiani che osano venire in Chiesa per trovare un po di coraggio nella Parola di Dio sono ormai pochissimi. Il rumore delle bombe è incessante - continua - e la notte è impossibile dormire. Di giorno la temperatura sfiora i 55°C e le interruzioni di corrente sono molto frequenti. Damasco è tagliata fuori dal resto del Paese. Siamo a corto di viveri, verdure, pane, gas e carburante. La capitale non è lunica a soffrire la miseria. Nella relativamente tranquilla regione di Wadi al-Nasara - in arabo valle dei cristiani - vicino al villaggio di Marmarita, i rifugiati aumentano di giorno in giorno. Provengono in maggioranza dalle regioni di Homs, Ksair e Hosn. Al momento sono più di 2400 famiglie, almeno 500 in grave difficoltà. (segue)
Jospers Journey arriva ad Assisi. Questo pellegrinaggio di preghiera consente a tutti, da qualunque parte del mondo, di affidare le proprie intenzioni ad Opera romana pellegrinaggi (Orp), che deporrà fisicamente le preghiere in queste mete di pellegrinaggio. Le prime due tappe di Jospers Journey hanno visto arrivare allOrp oltre 2 mila intenzioni di preghiera che sono state deposte l‘11 febbraio a Lourdes nellanniversario della prima apparizione della Vergine Maria a Bernadette Soubirous, e il 13 maggio ai piedi della statua pellegrina della Madonna di Fatima per la Giornata del pellegrino a Roma. Prossima tappa di Jospers Journey sarà Assisi. Un piccolo gruppo di pellegrini, guidati da padre Caesar Atuire, amministratore delegato di Orp, partirà da Foligno, nel cuore della Valle Umbra, e arriverà ad Assisi il 2 agosto, Festa del Perdono di Assisi, giorno in cui si può chiedere il dono dell‘indulgenza plenaria, proprio come chiese ed ottenne San Francesco nel 1216 alla Porziuncola. Il piccolo gruppo di pellegrini in missione speciale sosterà in preghiera alla Porziuncola per poi giungere alla basilica di Santa Chiara, dove le intenzioni di preghiera verranno affidate alle Clarisse. Per inviare le proprie intenzioni allOpera romana pellegrinaggi è necessario compilare il modulo che si trova allindirizzo: http://www.orpnet.org/preghiera.
Uno speciale vacanze dedicato alla devozione per lAssunta in diocesi di Cremona. È linserto che il settimanale della diocesi lombarda, La Vita Cattolica, propone come supplemento al numero in uscita questa settimana. Vogliamo fissare la nostra attenzione sullAssunta principalmente per due motivi, spiega don Roberto Rota, responsabile del Segretariato diocesano pellegrinaggi, in apertura dello speciale. Il primo - afferma - è relativo al tempo in cui celebriamo questa Solennità, il 15 agosto, nel cuore dellestate, il secondo motivo riguarda il numero considerevole di chiese parrocchiali che evidenziano questo singolare privilegio mariano; da una scorsa allannuario della diocesi individuiamo che, oltre alla Cattedrale, ben 11 parrocchie sono dedicate allAssunta. Se ne desume che fin dai secoli antichi i nostri padri hanno voluto sottolineare con particolare attenzione questo aspetto singolare, in virtù del quale Maria, per dono di Dio, conclude la sua esistenza terrena. Don Rota ricorda quello che capita ogni anno a Brancere, lungo il Po, dove in un pioppeto, quasi una cattedrale allaperto, si celebra Maria assunta in cielo. Ed è quello che avviene anche in tante altre parrocchie. Da qui linvito a disporsi quasi ad un simbolico pellegrinaggio in alcuni dei luoghi in cui lAssunta è venerata, per diventare ogni giorno, anche noi, pellegrini nella fede.
Proseguono i lavori di indagine sul trafugamento di documenti dal Vaticano. In un comunicato odierno della Sala stampa vaticana si riferisce che nella mattinata di ieri, giovedì 26 luglio, il Santo Padre ha ricevuto in udienza la Commissione Cardinalizia incaricata di svolgere l‘indagine amministrativa sulla fuga di notizie riservate. Erano presenti i cardinali Julian Herranz, Joseph Tomko, Salvatore De Giorgi, insieme a p. Luigi Martignani ofm cap., segretario della medesima Commissione, il giudice istruttore Piero Antonio Bonnet, il promotore di giustizia Nicola Picardi del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano. Il comunicato sottolinea che il Santo Padre è stato informato sulle conclusioni in merito alle quali è pervenuta la Commissione Cardinalizia e sullo stato di avanzamento della procedura penale in corso. Egli ha ringraziato per le informazioni ricevute ed ha invitato la Magistratura Vaticana a proseguire il lavoro con solerzia. All‘incontro erano altresì presenti mons. Angelo Becciu, sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato, mons. Georg Ganswein, segretario particolare del Santo Padre, Domenico Giani, comandante della Gendarmeria vaticana, e Greg Burke, consulente per la comunicazione della Segreteria di Stato.
Seicento uomini e donne, tra religiosi e laici, portano avanti lo spirito di Assisi, sinonimo di incontro e accoglienza verso ogni uomo, nel Punjab, in Pakistan, sempre più terra dei talebani. Se ne parla in un articolo pubblicato sul Messaggero di santAntonio di luglio-agosto. In una terra dove la vita per i cristiani è segnata da discriminazioni e sofferenze - scrive lautore dellarticolo Paolo Affatato - i francescani del Pakistan hanno il coraggio di farsi strumenti di pace, di portare amore dove cè odio, di proporre perdono dove cè offesa, di infondere gioia dove regna tristezza.- I cristiani in Pakistan sono una esigua minoranza, meno del 3% su circa 200 milioni di abitanti, e spesso perseguitati a causa della fede o vittime di povertà e discriminazioni. Una testimonianza che ha come segno tangibile la forte e diffusa devozione a santAntonio di Padova. A Lahore si trova una chiesa dedicata al Santo. Lo stesso Kushpur Shahbaz Bhatti, il ministro cattolico delle minoranze religiose ucciso nel marzo del 2011, era assiduo frequentatore della chiesa di S. Antonio nel villaggio di Kushpur, che fu fondato agli inizi del Novecento dai padri cappuccini belgi. Qui cè la tomba di Bhatti, e presto sarà aperto un museo in suo onore. Nel mese di giugno, la popolazione di Kaspur omaggia santAntonio con la novena. Alla protezione del Santo si affidano il raccolto, la famiglia, il futuro dei figli.
Si concretizza, certamente non allimprovviso, un incubo che è stato sempre colpevolmente ignorato e considerato solo fantasia di certi ecologisti. Così Emanuele Ferro, direttore del settimanale della diocesi di Taranto, Nuovo Dialogo, commenta in una nota per il Sir (clicca qui) la notizia del sequestro di ampi settori dellIlva. Quella ambientalista - afferma il direttore - è una sensibilità che in questi anni è andata maturando in maniera esponenziale soprattutto per il moltiplicarsi dei morti per tumore, per il problema della diossina che, man mano, ha compromesso in un raggio di almeno 20 chilometri la produzione di mitili e lallevamento di capi di bestiame. Per Ferro, nello sconcerto e nel disorientamento di questo momento, ciò che fa più rabbia, è che coloro che continuano a portare il peso di questa complicata situazione siano gli operai. I loro posti di lavoro sono stati sempre contrappeso sul piatto della bilancia, costringendo lopinione pubblica nelle secche assurde di chi si deve sentire costretto a scegliere tra morire di fame o morire di inquinamento. Da qui linvito alla città, troppo spesso disgregata, a stringersi intorno ai ‘suoi operai. La perdita di tanti posti di lavoro segnerebbe ancor più pesantemente il destino di Taranto. Lappello è agli uomini di buona volontà: non lasciamo soli i tarantini.
Nel concreto il registro approvato cambia poco: Resto dellidea che sia un provvedimento inopportuno dal punto di vista della responsabilità - chiarisce Belletti -. Di fatto, poi, listituzione di un registro delle unioni civili a livello comunale è pressoché irrilevante. Lo confermano gli altri più di 80 comuni che lo hanno avuto: raramente si sono iscritte tante persone e non ha generato alcun diritto aggiuntivo. Proprio per questo, ammette il presidente del Forum famiglie, sorprende la foga e la determinazione con cui la Giunta di Milano ha scelto di andare fino in fondo su questa battaglia. Credo che tanto impegno meritava un altro obiettivo. Non solo: Finora - evidenzia Belletti - non ho visto nelle scelte strategiche del comune di Milano nessun investimento sulle famiglie con figli e nessun sostegno reale ai giovani che decidono di sposarsi. Mi aspetterei a questo punto che il comune di Milano sposti decisamente le risorse sulle famiglie con figli, su quelle che da anni combattono la loro battaglia contro la crisi e contro limpoverimento che la nascita di un figlio purtroppo genera. Questo è quello che manca. È questa la sfida che lancio al comune di Milano: dopo aver sistemato dei diritti teorici, adesso si occupi delle famiglie concrete della città di Milano e soprattutto delle famiglie con figli, conclude Belletti.
Tanto rumore per nulla: un eccesso di impegno su una battaglia ideologica. La maratona di oltre undici ore del Consiglio comunale dice di unintenzione che va al di là della reale rilevanza del problema. È lopinione che esprime al Sir Francesco Belletti, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, in merito allapprovazione stanotte, poco prima dellalba, da parte del Consiglio comunale di Milano, dopo una seduta durata 11 ore e 30 minuti, della delibera che istituisce il registro delle unioni civili. Il provvedimento è passato con 27 sì, 7 contrari e 4 astenuti. Ci pare che i cittadini di Milano abbiano guadagnato ben poco da questa iniziativa - sottolinea Belletti -. Il dato poco piacevole è che sulla povertà delle famiglie, sui servizi e sullaiuto alle famiglie in difficoltà mai un Consiglio comunale e tanto meno quello di Milano ha dedicato così tanta energia e impegno in progetto politico. Per il presidente del Forum delle famiglie, oggi a Milano ha vinto lideologia. Si tratta, insomma, della conferma che la politica ha uno sguardo strabico sulla famiglia, non legge i bisogni reali della famiglia e segue lideologia. (segue)
Apprezzamento per il "ravvedimento operoso", che regolarizzerà i lavoratori stranieri senza creare fratture sociali è stata espressa dalla Comunità di S.Egidio, commentando la pubblicazione del Decreto Legislativo 16 luglio 2012 n° 109, che recepisce la direttiva 2009/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle sanzioni e ai provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini immigrati irregolari. La Comunità di Sant‘Egidio esprime il proprio apprezzamento per la decisione del Governo italiano. Dopo molti anni di vicinanza alle popolazioni immigrate nel nostro Paese - afferma -, conosciamo bene le problematiche e le sofferenze legate alle condizioni di vita dei lavoratori irregolari. In particolare, apprezzano la scelta del governo di introdurre una norma transitoria, il cosiddetto "ravvedimento operoso" - che offre la possibilità ai datori di lavoro di poter regolarizzare la propria posizione: questo aiuterà datori di lavoro (pensiamo in particolare alle famiglie) e immigrati, ed eviterà conflitti sociali di cui il Paese non ha bisogno. Auspicano inoltre che nel decreto di attuazione si trovino formule che facilitino le procedure per concludere in tempi brevi le regolarizzazioni ed evitare lungaggini burocratiche e inutili appesantimenti per l‘amministrazione.
È la prima volta che ci troviamo ad affrontare in Libano unemergenza di questo tipo. La crisi siriana sta diventando più grave di quanto potessimo immaginare. A parlare al Sir (clicca qui) è Najla Chahda, direttrice del Centro per migranti e rifugiati di Caritas Libano, che lavora con i profughi siriani da 14 mesi, aiutando migliaia di famiglie siriane e centinaia di libanesi della Bekaa Valley, che già si trovavano in condizioni di povertà prima della crisi. Chahda, appena rientrata da una visita ai campi, racconta di aver visto migliaia di persone stremate, che vivono in condizioni drammatiche. Giordania e Turchia hanno chiuso le frontiere, per cui fuggono tutti in Libano. Secondo le stime dellUnhcr, in Libano vi sono ufficialmente 30.000 siriani, ma diverse migliaia arrivati con i flussi degli ultimi giorni da Damasco non sono ancora stati registrati. Le condizioni dei campi sono veramente terribili - racconta -. Il governo libanese non autorizza la realizzazione dei campi, perciò molti rifugiati sono costretti ad affittare un pezzo di terra da privati libanesi per piazzare la loro tenda. Si pagano circa 200 dollari a tenda per sei mesi. Molte persone stanno digiunando per il Ramadan, non mangiano e non bevono dallalba al tramonto in una regione molto calda. Per cui sono disidratati e stremati, in condizioni molto difficili. Molti hanno bisogno di aiuto e sostegno.
Agosto è tempo di pausa e di riposo, spero per tutti. Ma anche di riflessione e di ripresa con animo ancora preoccupato, sì, ma non privo di speranza. Con queste parole il vescovo di Mantova, mons. Roberto Busti, si rivolge alla diocesi sul numero in distribuzione del settimanale diocesano La Cittadella. Non mi ha mai sfiorato neppure nella fantasia lidea che dovessi salutarvi per lestate parlando del terremoto che ha sconvolto alla radice le nostre comunità, il nostro territorio, le nostre case, le nostre industrie e le nostre chiese: eppure è capitato, esordisce il presule, ricordando la notte del 20 maggio, le chiese colpite e la necessità di celebrare messe di prima Comunione, Cresima e della stessa Visita pastorale in luoghi allaperto o in qualche salone reperito al momento: una catastrofe, di fronte alla quale ci siamo messi però immediatamente al lavoro. Il 29, poi la scossa fatale seguita da tante altre, di fronte alle quali le chiese già provate hanno chinato la testa. Mons. Busti esprime inoltre amarezza per il fatto che il territorio mantovano sia rimasto dimenticato dalla comunicazione generale. Ora però - prosegue - dobbiamo riprenderci, rimboccarci le maniche e scoprire e valorizzare nei gemellaggi quella solidarietà che diventa fraternità, utile a chi dona insieme a chi riceve.
Gesù - ha osservato Valdman - si è incarnato per noi uomini e per la nostra salvezza, ma non solo per i cristiani. Sul piano sociale il modo di trattare il povero è la verifica concreta della coerenza con la nostra fede. Allora non dobbiamo avere paura di pronunciarci contro la maggioranza quando questa perde il senso del giusto o persegue soltanto i suoi privilegi. Andare controcorrente è un atteggiamento profetico, perché si affronta lingiustizia assieme alle leggi e ai meccanismi che le sostengono. Invitando a guardare con compassione tanta umanità vessata, padre Valdman si è chiesto fin quando Dio potrà sopportare il turismo del sesso e la tratta delle persone, che calpestano ogni diritto e distruggono la dignità umana?. Infine un appello: Quanto a noi, tornati a casa, facciamo di tutto per praticare la giustizia, venendo in aiuto dei più deboli con il sostegno legale, con cristiana accoglienza e con spirituale premura affinché si operi un cambiamento di condotta.
A tutti il profeta Geremia dice in modo imperativo: praticate il diritto e la giustizia, ossia chiede di prendere una decisione pratica, concreta. Lo ha detto, ieri sera, nella celebrazione dei Vespri ortodossi Traian Valdman, arciprete ortodosso romeno. Le leggi non sono date solo per essere conosciute ma piuttosto per essere osservate, rispettate, messe in pratica, in quanto norme per la vita, per il bene della persona e della società nello stesso tempo. Praticate il diritto e la giustizia presuppone il coinvolgimento di tutti, ognuno nella posizione in cui si trova, per il bene, anzi la felicità della persona umana e di conseguenza di tutta la società. Comportarsi in modo giusto e onesto significa rispettare la vita, la dignità e i diritti di ogni persona, particolarmente delle persone deboli. È importante avere anche i meccanismi sociali necessari per determinare tutti a rispettare e praticare le leggi. Lesortazione di Geremia di impedire ai prepotenti di sfruttare i poveri è di particolare attualità nella società di oggi, in cui il numero dei poveri cresce drammaticamente, molti di loro non trovano altre soluzioni che il suicidio. (segue)
Fare informazione sulla realtà carceraria, sostenendola come altra economia e non in modo assistenziale. Con questo fine lassociazione Recuperiamoci onlus, propone a Roma (largo Dino Frisullo), dal 28 al 30 luglio, una serie dincontri aperti al pubblico per sostenere leconomia nata allinterno delle carceri. Nel corso della manifestazione verranno presentati prodotti bio e solidali, oggetti creativi e artistici, frutto del lavoro realizzato dai detenuti allinterno delle carceri italiane. Tra le iniziative in programma, videoproiezioni, dibattiti, e mostre darte, per sostenere il lavoro, i prodotti e le professionalità acquisite dai detenuti, dentro e fuori il carcere. Recuperiamoci è un network di esperienze lavorative carcerarie, che promuove il recupero e lintegrazione del lavoro dei detenuti come strumento di produzione di sicurezza pubblica, reinserendo gli stessi in un contesto di lavoro e legalità dal carcere al dopo carcere. Info: www.recuperiamoci.org.
Le ragioni dello sviluppo, del lavoro, della giustizia, della salute e dellambiente devono restare, se pur con sofferenza e sacrificio degli interlocutori, allo stesso tavolo. Così Gianluca Budano, presidente regionale delle Acli (Associazioni cristiane lavoratori italiani) di Puglia, commenta la notizia del sequestro di ampi settori dellIlva di Taranto. Per Budano, lunica cosa che dobbiamo evitare in questa drammatica fase della storia della nostra Regione e di uno dei corti circuiti più eclatanti tra lavoro e salute della storia, direi europea, è di radicalizzare lo scontro tra argomentazioni che andrebbero a scapito dei lavoratori e del territorio. Il ruolo delle Acli sarà quello di tenere a tutti i costi al tavolo tutti i soggetti, evitando che lo sconforto e le ideologie vadano a scapito dellinteresse dei lavoratori. Siamo chiamati - conclude Budano - a dimostrare con pragmatismo e altissimo senso di responsabilità che siamo maturi a tenere insieme le ragioni della Magistratura, che deve fare fino in fondo il proprio lavoro, con quelle del lavoro, ragioni che solo formalmente collidono.