Consacrata nel 1096 da papa Urbano II, la cattedrale di Saint-Jean-Baptiste a Bazas (nel dipartimento della Gironde) è stata ricostruita in stile gotico nel XIII secolo; in essa si sono susseguiti 65 vescovi fino alla rivoluzione del 1789 quando l'ultimo, mons. Grégoire de Saint-Sauveur, è andato in esilio nel 1792 in Spagna e nello stesso anno il vescovato è stato soppresso. A dedicare un reportage alla cattedrale è il quotidiano cattolico francese "La Croix" (21 -22 luglio 2012), che per tutta l'estate presenta le "altre" cattedrali, ossia quelle delle diocesi soppresse a seguito della rivoluzione.
Viva testimonianza . Oggi, "elegante come un'italiana del Nord, imponente pur senza intimidire, dal 1998 patrimonio dell'umanità dall'Unesco all'interno dei Chemins de Saint-Jacques-de-Compostelle", la cattedrale, scrive l'inviato speciale de "La Croix", Jean-Yves Dana, è "un punto di riferimento visibile da lontano, con il suo campanile alto 56 metri da cui lo sguardo si perde fino ai vigneti di Graves, le foreste di Gascogne o i paesi del Marmandai. Un monumento che veglia sul suo mondo di castelli e di chiese romaniche. Un vestigio che fa fronte ai colpi della storia, prima di congelarsi, stremato dalle sue grandi pagine e dalle sue ore nere". "La vostra cattedrale è viva testimonianza" del vostro "piccolo mondo provinciale scomparso, poco coltivato ma molto più civilizzato del nostro, se non addirittura migliore", affermava nel 1960 lo scrittore François Mauriac. Ad occuparsene da sei anni è p. Sylvain Arnaud, 46 anni, secondo il quale "onorare San Giovanni Battista", titolare della cattedrale, "è prendersi cura dell'umano nella sua interezza".
Una chiesa "deteriorata"… Ora l'edificio versa in gravi condizioni: "durante i forti temporali del tempo di Pasqua - spiega Marie-Bernadette Dulau, presidente dell'Ufficio del turismo e tesoriere degli Amici della cattedrale - l'abate Arnaud ha celebrato mentre l'acqua scorreva anche sull'altare. C'è stata perfino una caduta di detriti ... Siamo stati a rischio chiusura". E poi le vetrate andrebbero restaurate e occorrerebbe rifare l'impianto elettrico. "Il Comune - aggiunge lo stesso p. Arnaud - si sente investito di questa responsabilità" anche se si tratta di "restauri molto costosi per un Comune così piccolo". Bazas conta infatti 5mila abitanti. Il preventivo per gli interventi più urgenti è di 2,1 milioni di euro. Essere "patrimonio dell'umanità dell'Unesco non aiuta in modo concreto - precisa l'abate - Serve soprattutto a fare prendere coscienza della necessità di mantenere l'edificio". Il sindaco Bernard Boisson spiega: "Le cattedrali antiche come la nostra, senza un vescovo residente, sono in carico ai Comuni". Boisson spera comunque che i lavori inizino "nel 2013". Per la prima tranche, "581 mila euro, lo Stato finanzierà il 40%, il Consiglio generale e la Regione il 15% ciascuno; il resto, 174mila euro, sarà a carico del Comune".
…ma con molta voglia di fare. "Gesù ci dice: 'Vegliate e pregate'. Quello che faccio io. Non dormo molto, e scuoto le persone!". Parola dell'abate Arnaud che insieme alla sua équipe pastorale, decisa come lui "a non arrendersi di fronte alle difficoltà", afferma: "Dobbiamo cercare nuove idee per andare di più verso la gente". A p. Arnaud, oltre a Bazas, è stato assegnato Villandraut: il sacerdote segue da solo 47 parrocchie, a volte distanti anche 70 chilometri. Spesso al volante, mai lontano dal suo smartphone, questo "prete di campagna del XXI secolo" si rallegra: "La mia missione è andare a raggiungere le persone dove sono, secondo la parola del Vangelo". In alcuni giorni arriva a celebrare fino a quattro battesimi e due matrimoni. Priorità sono la catechesi, l'animazione liturgica perché, spiega il sacerdote, "in una cattedrale i fedeli si aspettano belle celebrazioni", la pastorale giovanile, la cultura e la comunicazione.
Assemblee eucaristiche vive. "Amo molto il titolo di vescovo di Bazas che accompagna quello di arcivescovo di Bordeaux", dichiara il card. Jean-Pierre Ricard, attuale pastore dell'arcidiocesi, spiegando che, prima della rivoluzione francese, in quello che è oggi il dipartimento della Gironde "vi erano due antiche diocesi: Bordeaux e quella, più rurale, di Bazas". Secondo il card. Ricard, "si fa fatica a comprendere la violenza che rappresenta il fatto di sopprimere con un tratto di penna ciò che è stato per secoli una chiesa locale con un proprio popolo, una propria storia, un susseguirsi di vescovi"; insomma "un proprio patrimonio religioso, ore buie ma anche pagine molto luminose di santità". "Ogni anno - prosegue l'arcivescovo - desidero venire a Bazas: in visita pastorale, in occasione delle cresime, di incontri con i giovani o le parrocchie". Con riferimento all'impegno di p. Arnaud, "solo a sostenere la responsabilità pastorale di un grande settore", il card. Ricard osserva: "Deve percorrere tutte le strade della regione. Questo chiama i cristiani ad incontrarsi, a spostarsi per costituire assemblee eucaristiche vive e oranti". In tale modo "la vecchia cattedrale ritrova la sua funzione di chiesa madre!".
|