Ricorda sei resistenti al nazismo assassinati per la loro voce ledizione odierna de LOsservatore Romano. La circostanza è il 70° anniversario della morte di padre Titus Brandsma, avvenuta nel lager di Dachau il 26 luglio 1942. Intensa ed estesa lattività pubblicistica di padre Brandsma - riporta il quotidiano vaticano - che, sin dagli anni Trenta, mette in guardia, sulla stampa e dalla cattedra, sulla componente anticristiana del nazismo. Come lui morì, ad Auschwitz, il francescano polacco Massimiliano Kolbe, giornalista preterintenzionale, perché la sua missione era per la conversione dei peccatori e la santificazione dei credenti. La serie si era aperta nel 1934 con lesecuzione di Fritz Michael Gerlich, che fin dallinizio aveva individuato in Hitler il profeta di una ‘devianza che condurrà alla barbarie, definendo il nazismo ‘una peste dello spirito. Altro testimone tedesco - prosegue - è Nikolaus Gross, sindacalista e giornalista cattolico oppositore del nazismo, beatificato nel 2001. Infine due italiani: il laico Odoardo Focherini e il francescano Placido Cortese, entrambi uccisi nel 1944 per aver prestato aiuto e soccorso a quanti ne avevano bisogno, in particolare gli ebrei. Il primo, padre di famiglia e dirigente dellAzione Cattolica, era amministratore de LAvvenire dItalia; padre Cortese, invece, era direttore del Messaggero di SantAntonio.
Lapostolato biblico vive nel solco segnato dal Concilio Vaticano II, in particolare dalla ‘Dei Verbum, e, più recentemente, dalla esortazione post-sinodale ‘Verbum domini. Questi due documenti indicano la via che consiste nella diffusione della Bibbia il più possibile a livello popolare, oltre che richiamare ad una adeguata e moderna animazione biblica della pastorale. Lo ha dichiarato al Sir il responsabile dellapostolato biblico per lUfficio catechistico nazionale, don Dionisio Candido, impegnato al santuario de La Verna (Arezzo) con una sessantina di partecipanti al XVIII Corso per animatori biblici. Il tema dellincontro è Pietro e i Dodici. Abramo e Israele. Il principio petrino e la vocazione alla comunione nella Chiesa e - come spiega don Candido - questanno mette al centro dellattenzione i ‘padri della fede e le rispettive comunità nellAntico e nel Nuovo Testamento, appunto Abramo e Pietro. Secondo il responsabile del settore, oggi occorre puntare molto a livello catechetico sulla centralità della Parola di Dio nella vita della Chiesa, anche se - aggiunge - lItalia costituisce un po un ‘unico per lampia disponibilità di strumenti e percorsi, quali gli istituti di scienze religiose, per diffondere a livello popolare tali conoscenze.
Promuovere la partecipazione delle donne nelle sfere economica e politica, nonché la loro inclusione nella vita pubblica è un fattore essenziale per garantire il progresso democratico. L‘effetto positivo della partecipazione delle donne sulla stabilità e la sicurezza della società è innegabile. Ne è convinto lambasciatore Andrey Sorokin, Capo Ufficio Osce di Yerevan (Armenia), che oggi ha annunciato una serie di attività per accrescere le opportunità di partecipazione delle donne alla vita politica dellArmenia prima delle elezioni amministrative del 2012 e delle presidenziali del 2013. Lannuncio è stato dato a seguito dellincontro con lambasciatore olandese Pieter Jan Langenberg che ha assicurato sostegno finanziario al progetto. Il programma prevede diverse attività, tra cui seminari di formazione sulle best practice per aiutare le donne a diventare leader e candidate alle elezioni; sviluppare piattaforme politiche sensibili al genere; organizzare efficaci campagne in collaborazione con i media. Sono favorevolmente colpito dall‘impegno e dall‘energia dei rappresentanti della società civile e credo che il loro lavoro a livello comunitario contribuirà a garantire un aumento della partecipazione delle donne alle elezioni locali, ha osservato Langenberg dopo l‘incontro con le organizzazioni non governative che implementeranno i progetti.
Questa mattina è morto allospedale Civile di Brescia Giuseppe Camadini, personaggio di spicco della cultura, delleconomia e delleducazione cattoliche in Italia. Nato a Brescia nel 1931, laureato in giurisprudenza allUniversità Cattolica del Sacro Cuore nel 1954, avvocato e notaio, era presidente della Fondazione Tovini e dellIstituto Paolo VI, e vicepresidente delleditrice La Scuola. Camadini è stato inoltre fiduciario di diversi istituti religiosi azionisti della Banca Lombarda, presidente della Cattolica assicurazioni, editore indiretto e ispiratore diretto del «Giornale di Brescia». Presidente della Fuci bresciana e poi vicepresidente dellAzione cattolica diocesana negli anni Cinquanta e Sessanta, Camadini ha collaborato alla creazione dellIstituto centrale per il sostentamento del clero ed è stato consultore dellAmministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa). Uomo dalla grande fiducia nelle istituzioni - scrive oggi LOsservatore Romano -, si può dire che il suo motto fosse ‘fede e opere: fedele allesempio del beato Giuseppe Tovini, si è speso per tutta la vita al servizio di una crescita sociale e culturale del Paese innervata dalla fede.
Lavorare per la Chiesa è più che un lavoro, è una vocazione e un incarico: questo il messaggio principale della campagna estiva organizzata dalla diocesi di St. Pölten per sensibilizzare sulle attività della Chiesa. Lo ha riferito ieri lagenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress. Lincarico Chi dà tutto, riceve di più in cambio è lo slogan che campeggia negli 80 manifesti e negli oltre 300 poster distribuiti nella diocesi, che ritraggono persone che hanno scelto di lavorare per la Chiesa: sacerdoti, suore, diaconi, volontari. Lazione intrapresa dalla diocesi comprende anche un blog apposito allestito allindirizzo http://derauftrag.dsp.at, in cui alcune persone che operano allinterno delle organizzazioni ecclesiastiche raccontano le loro esperienze quotidiane nella pastorale e nei servizi sociali. Sono presenti anche video testimonianze che, come si legge nel comunicato diffuso ieri alla presentazione svoltasi a St. Pölten, sono solo rappresentative delle molte centinaia di persone attive nella Chiesa. Lincontro con la stampa è stato presieduto dal vescovo mons. Klaus Küng, in quale ha sottolineato il messaggio positivo della campagna avviata dalla diocesi.
Nel momento in cui si celebra un anno dalla Gmg di Rio de Janeiro (23-28 luglio 2013), la Conferenza episcopale brasiliana (Cnbb) si appresta a lanciare un sussidio di preparazione intitolato Camminando verso la Gmg di Rio, rivolto a giovani e d adulti e preparato dalla Commissione pastorale per la Gioventù. Per il Segretario generale della Cnbb, nonché coordinatore della Commissione episcopale per la Gmg, mons. Leonardo Ulrich Steiner, il sussidio vuole esortare i giovani a vivere secondo il Vangelo. Allo stesso tempo vuole essere anche uno strumento che li aiuta ad evangelizzare altri coetanei. Il documento, che è stato preparato anche alla luce della Settimana Missionaria che anticipa il programma ufficiale della Gmg, ruota intorno ad argomenti quali incontro personale con Cristo, Brasile: la nostra cultura e la nostra fede, i poveri, riconciliazione ed Eucaristia. Intanto continua a Rio de Janeiro il conto alla rovescia verso la Gmg che prevede in questo fine settimana una serie di eventi negli spazi dellarena Maracanazinho. Preparare la strada è il tema dato a questo programma che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole essere un assaggio della Gmg che vedrà nel 2013 riunire milioni di giovani da tutto il mondo, molta più gente di quanta ne arriverà in Brasile per assistere alla Coppa del mondo di calcio del 2014 e alle Olimpiadi del 2016.
Che cosa può fare la Chiesa per difendere la libertà religiosa a livello internazionale? Qual è il ruolo della politica estera degli Stati Uniti nel promuovere la libertà religiosa al di fuori dei suoi confini? Sono i principali interrogativi al centro dellInternational Religious Freedom Conference, co-promossa il 12 settembre a Washington dalla Conferenza episcopale Usa, dallUniversità cattolica d‘America e dai Catholic Relief Services per evidenziare le conseguenze umanitarie delle violazioni della libertà religiosa, spiegano gli organizzatori. Sarà il card. Timothy Dolan, presidente dei vescovi statunitensi, a pronunciare il discorso di apertura all‘Università cattolica della capitale, sede dellincontro, che ha per tema Libertà religiosa internazionale: imperativo per la pace e il bene comune. I relatori - vescovi, funzionari pubblici, accademici, analisti politici - si confronteranno sulle modalità necessarie per innalzare il profilo internazionale della libertà religiosa nel discorso pubblico, soprattutto a favore delle comunità cristiane più vulnerabili, e rafforzare la nostra capacità di affrontare questo tema cruciale. Nel suo Messaggio per la Giornata mondiale per la pace 2011, Benedetto XVI ha osservato che l‘assenza di libertà religiosa è una minaccia per la sicurezza e la pace, e un ostacolo al raggiungimento di un autentico e integrale sviluppo umano.
Inizia oggi alle 21 con una proiezione del film The amazing Spider Man la V edizione del Fiuggi Family Festival dal titolo Il bello della famiglia (fino al 29 luglio). Per Antonella Bevere Astrei, presidente del Family Festival, la bellezza della famiglia sta nel fatto di non sentirsi mai soli, il farsi compagnia è primigénia rispetto alleducare, tutelare, nutrire; da questanno, inoltre, abbiamo voluto trovare nei giovani lentusiasmo che a volte le preoccupazioni sulle difficoltà dei tempi attuali rischiano di soffocare ed è proprio in momenti di crisi che bisogna investire sul bello e sul bene e in questo i giovani sono imbattibili. Sono previste 80 attività in cinque giorni, divise tra il Family Village, situato a Fiuggi alta, e larea generazione 2.0, allestita davanti alle storiche terme di Bonifacio VIII. Tre giornate saranno dedicate alle televisioni: rispettivamente alla Rai con il programma per bambini Yoyo, alla Turner con la presentazione del talk show per i piccoli Cartoonito e al canale DeAkids. Sono attesi fra gli altri Flavio Insinna e Matteo Macchioni. Info: www.fiuggifamilyfestival.org.
I combattenti dell‘Esercito libero siriano vogliono prendere il cuore di Aleppo e nel cuore ci sono le chiese e le case dei cristiani - è la testimonianza del direttore delle Pom - le bande armate rivoluzionarie sono in prevalenza islamiste, abbiamo testimoni oculari di ciò, e i cristiani hanno paura di subire violenze. La gente di Aleppo non vuole la rivoluzione, ama la pace. Famiglie cristiane e musulmane sono stanche della violenza, perché la vita è diventata molto dura nell‘ultimo anno". Anche dal punto di vista umanitario la situazione è critica: "abbiamo già molti rifugiati giunti da Homs - dice - come Pontificie opere missionarie abbiamo accolto e stiamo provvedendo all‘assistenza di 30 famiglie di Homs. Le chiese sono molto impegnate per l‘aiuto umanitario ai rifugiati, che continuano ad aumentare. Abbiamo grande bisogno di aiuti". "I Vescovi cattolici si incontreranno domani nell‘Arcivescovado greco-cattolico e credo che lanceranno un appello per il cessate-il-fuoco e la pace. Pensiamo che la politica debba fare qualcosa per la pace e la riconciliazione. Come cristiani, la nostra speranza è la riconciliazione. Chiediamo alla comunità internazionale e all‘Unione europea di aiutarci a ritrovare la pace, non di fomentare la guerra!".
Diventa sempre più difficile la situazione dei cristiani siriani: a denunciarlo ad Aid to the Church in Need (Aiuto alla Chiesa che soffre) è il vescovo caldeo di Aleppo, mons. Antoine Audo, che ha dichiarato come i cristiani che vivono in Siria siano terrorizzati dal possibile ripetersi della tragedia di Homs dove, nella scorsa primavera, i quartieri cristiani sono stati attaccati causando lesodo dei loro abitanti, più di 120.000 persone. Se ciò che è avvenuto ad Homs dovesse ripetersi in altre città, ha affermato mons. Audo, le cui parole sono riprese anche dal sito Baghdadhope, sarebbe disastroso. Da Aleppo giunge anche la voce di p. Jules Baghdassarian, sacerdote greco-cattolico e direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Siria. Da due giorni - dichiara a Fides - Aleppo è paralizzata dai combattimenti. La situazione è molto grave. Sentiamo di continuo spari. La gente è chiusa in casa, gli uffici sono chiusi, le attività commerciali ferme. Gli scontri si stanno avvicinando ai quartieri cristiani e sarebbe un grave pericolo per i fedeli. La gente non vuole la guerra e la violenza: il mondo ci aiuti a ritrovare la pace. (segue)
Rita Atria era nata in una famiglia mafiosa e, dopo luccisione del padre e del fratello di cui conservava le più intime confidenze sugli affari e sulle dinamiche mafiose a Partanna, decise di collaborare con la giustizia a soli 17 anni. Il primo a raccogliere le sue rivelazioni fu Paolo Borsellino, al quale si legò come ad un padre. Le deposizioni di Rita e della cognata Piera, unitamente ad altre deposizioni, hanno permesso di arrestare diversi mafiosi. Una settimana dopo la strage di via d‘Amelio, Rita Atria si uccise a Roma, dove viveva in segreto, lanciandosi dal settimo piano.
A ventanni dalla morte tragica di Rita Atria è giunto il momento di pacificare la comunità partannese, civile ed ecclesiale, chiudendo un capitolo assai doloroso della storia recente. Così mons. Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, spiega la decisione di presiedere nella chiesa madre di Partanna una celebrazione eucaristica in ricordo di Rita Atria, la giovane testimone di giustizia suicidatasi venti anni fa a Roma, dove viveva sotto tutela, allindomani della strage di via DAmelio. La celebrazione della messa per Rita nel giorno anniversario - prosegue mons. Mogavero - intende riconciliare la memoria del passato con limpegno del presente nel combattere ogni forma di mafiosità per affermare il valore della pacifica convivenza dei cittadini fondata nella giustizia e nella promozione di rapporti umani animati dalla fraternità. La celebrazione eucaristica si inserisce nel programma delle iniziative promosse da Libera; a concelebrare, insieme al vescovo di Mazara del Vallo, sarà don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera. (segue)
È lora che la politica esca dalle sue cittadelle chiuse, autoreferenziali e, qualche volta perfino corrotte. È lora che essa torni in mezzo alla gente, senza però diventare demagogica o piazzaiola, è lora che si faccia carico dei problemi reali e gravi delle persone, che dia, per prima, esempio di quei sacrifici e di quelle rinunce che chiede ai cittadini; è lora che riscatti così una dignità che sta perdendo, una stima che sta dissipando. Questo uno degli appelli - estesi a banche, mercati finanziari, alla Chiesa stessa - lanciati oggi (clicca qui) da mons. Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia, durante lomelia della messa solenne in cattedrale per la festa di San Jacopo, patrono della città, per accrescere il legame della vicinanza e della fiducia tra le istituzioni ed i cittadini in questo momento di crisi. È tempo che molti istituti bancari e di credito - afferma mons. Bianchi -, soprattutto se sono di gravitazione cattolica o sono nati dallimpegno sociale dei cattolici, escano con coraggio da atteggiamenti autoprotezionistici, verso un atto di risposta e di fiducia alle aziende ed alle famiglie che hanno bisogno di finanziamenti o di rinegoziare quelli ottenuti per evitare la chiusura, la perdita di lavoro, lo sgretolamento familiare.
(Sir Europa - Bruxelles) - La democrazia di costruisce e si rafforza anche mediante la blogosfera. Ne è convinta la presidenza di turno del Consiglio dellUnione europea, affidata in questo semestre al governo cipriota. Per questa ragione il 26 luglio la presidenza Ue ha invitato i blogger europei a un incontro continentale che si svolgerà a Bruxelles al palazzo Justus Lipsius, sede del Consiglio. La partecipazione dei cittadini è al cuore delle politiche europee. Nuovi social network e piattaforme digitali possono facilitarla. La riunione sarà diffusa sul sito del Consiglio mediante streaming. Quattro i temi di fondo sui quali si confronteranno i blogger: Europa più efficace e sostenibile; Europa dotata di uneconomia più forte, basata sulla crescita; Europa più vicina ai cittadini, capace di solidarietà e di coesione sociale; Europa nel mondo e politica di vicinato. Su questi argomenti si aprirà la discussione, considerando le potenzialità di internet nel mettere in contatto persone, gruppi e attori di diversi Paesi.
(Sir Europa - Bruxelles) - I recenti scandali sulle gravi manipolazioni dei tassi di prestito interbancari da parte delle banche hanno fatto crollare la fiducia del pubblico. Occorre un intervento a livello comunitario per porre fine alle azioni criminali nel settore bancario. Viviane Reding, commissaria Ue per la giustizia, ha presentato oggi, assieme al collega Michel Barnier, con delega al mercato interno, una serie di provvedimenti intesi a contrastare la manipolazione dei tassi interbancari. Il caso recente dello scandalo Libor, che ha scosso il Regno Unito e il mondo intero, ha convinto la Commissione a formulare una serie di proposte per stabilire norme valide in tutta lUnione per affrontare questo genere di abusi del mercato. Reding chiede quindi un accordo rapido tra Consiglio e Parlamento Ue. Lo scandalo Libor ha coinvolto la banca britannica Barclays e ha posto in evidenza una manipolazione di tassi interbancari variabili che si collegano, per fare un esempio, ai tassi per i mutui. La Commissione propone ladozione di modifiche alla proposta di regolamento e alla proposta di direttiva in materia di abuso di informazioni privilegiate e di manipolazione del mercato, comprese sanzioni penali. Tali modifiche vietano la manipolazione dei parametri finanziari, fra cui il Libor e lEuribor, la quale diventa reato penale perseguibile dalla giustizia.
(Sir Europa - Bruxelles) - Si svolge a Nicosia la conferenza internazionale nellambito della Giornata della sicurezza stradale, che lUe dedica questanno ai giovani. Lincontro riunisce gruppi di giovani, organizzazioni per la sicurezza stradale e funzionari che operano nel settore provenienti da tutta lUnione e dai Paesi vicini. Sono in corso dibattiti, presentazioni di ricerche, seminari. Fra i dati presentati a Nicosia emerge che nel corso del 2010 (ultimi dati disponibili) 31mila incidenti stradali mortali hanno riguardato giovani di età tra i 18 e i 25 anni, fra cui l80% erano maschi e il 20% femmine; nel 40% degli incidenti mortali era coinvolto un giovane alla guida. Il maggior numero di incidenti mortali ha coinvolto autovetture (66% dei casi), motocicli (20%), pedoni (2%), biciclette (8%) e altri mezzi (autotreni, bus, 4%). La Commissione aggiunge: Le morti a causa di incidenti stradali tra i giovani non sono inevitabili. I decessi nella fascia di età 18-25 anni sono diminuiti del 49% dal 2001 al 2010. Ma per poter raggiungere lambizioso obiettivo di ridurre della metà i morti è necessario coinvolgere attivamente i giovani. Iniziative per la formazione e la prevenzione ed eventuali nuove norme più severe potrebbero, secondo lEsecutivo, risparmiare vite umane. LUe ha avviato in tal senso il Piano dazione 2011-2020 per la sicurezza stradale.
(Sir Europa - Bruxelles) - La tragica perdita di giovani vite sulle strade europee è inaccettabile. Sono estremamente preoccupato per gli incidenti provocati dal consumo di droghe o alcol, in particolare tra i giovani di entrambi i sessi. Siim Kallas, commissario Ue ai trasporti, presenta una serie di dati sugli incidenti in occasione della quarta Giornata europea per la sicurezza stradale. Le cifre sulle quali insiste maggiormente riguardano le vittime di età compresa tra i 18 e i 25 anni; per questo fa riferimento a una serie di iniziative in chiave preventiva. Sono fiducioso che potremo progredire verso lobiettivo zero vittime in materia di sicurezza stradale esattamente come abbiamo potuto compiere buoni progressi negli ultimi 10 anni. Ma, avverte, solo cambiando latteggiamento dei giovani alla guida sarà possibile continuare a salvare delle vite. Gli incidenti stradali continuano a essere - secondo i dati proposti dallEsecutivo - la principale causa di morti e disabilità permanenti per i giovani, sia nel mondo che in Europa. Il 19% dei decessi a causa di incidenti stradali nellUe nel 2010 ha riguardato giovani di età tra i 18 e i 25 anni, sebbene questa fascia di età comprenda solo il 10% della popolazione totale: ciò significa che coloro che hanno unetà compresa tra i 18 e i 25 anni sono doppiamente esposti al rischio di morire in incidenti stradali.
Dal 1948 ad oggi la riflessione su Chiesa e società all‘interno del movimento ecumenico può essere sintetizzata facendo riferimento a tre concetti ecumenici di società: la società responsabile; una società giusta, partecipatoria e sostenibile; giustizia, pace e salvaguardia del creato. Lo ha detto stamattina Luca Maria Negro, direttore del settimanale Riforma, intervenendo alla sessione estiva del Sae a Paderno del Grappa. Ha poi parlato di un documento - e un processo - recente, il cosiddetto processo Agape lanciato dal Consiglio ecumenico delle chiese per rispondere al fenomeno della globalizzazione economica. Si tratta - ha sottolineato Negro - di un documento sulla globalizzazione, dove però il punto non sta tanto nella critica alla globalizzazione neoliberale, quanto nell‘affermazione che la grazia di Dio può trasformare questo paradigma, sviluppando una visione ecumenica di vita in relazioni giuste e amorevoli, attraverso la ricerca di alternative alle presenti strutture economiche. Nel contesto della globalizzazione neoliberale ha concluso -, le chiese sono chiamate ad un impegno di fede esplicito e pubblico, in parole e opere, lavorando per una economia di vita basata sulla cooperazione, la reciprocità e la solidarietà, una economia che traduce in pratica l‘agape.
Allinterno dei motivi di rilascio di soggiorno diminuiscono notevolmente i nuovi permessi rilasciati per lavoro (oltre il 65% in meno) e le nuove concessioni per famiglia (21,2% in meno). In questi cali generalizzati si segnala il rilevante aumento dei permessi rilasciati per asilo e motivi umanitari, che passano da 10.336 nel 2010 a 42.672 nel 2011. Nel 2011 hanno rappresentato l11,8% dei nuovi flussi, mentre lanno precedente erano solo l1,7% del totale. Tre sole cittadinanze coprono oltre il 50% del totale di questa tipologia di ingresso: Tunisia (27,5%), Nigeria (16,3%) e Ghana (7,4%). I flussi di persone in cerca di protezione umanitaria e asilo hanno caratteristiche differenti rispetto ai flussi per lavoro, segnala il comunicato dellIstat, dove si legge anche che questo aumento di permessi comporta una diversa composizione dei flussi di nuovi ingressi in termini di genere e di cittadinanze, determinando anche un mutamento della geografia delle principali mete. A livello di territorio questo tipo di flussi, infatti, ha interessato soprattutto il Sud (30,3% dei nuovi ingressi) e le isole (17,3%), dove lasilo e la protezione umanitaria rappresentano la principale motivazione di ingresso (36% dei nuovi flussi). Tre sole cittadinanze coprono oltre il 50% del totale di questa tipologia di ingresso: Tunisia (27,5%), Nigeria (16,3%) e Ghana (7,4%).
Sono in totale 3.637.724 i cittadini non comunitari presenti in Italia con regolare permesso di soggiorno alla data del 1° gennaio 2012, si tratta di dati che lIstat rende noti oggi con la statistica Cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in base alle informazioni fornite dal Ministero dellInterno. Tra il 2011 e il 2012 il numero di cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti è aumentato di circa 102 mila unità e i Paesi più rappresentati sono Marocco, con 506.369 cittadini, seguito da Albania (491.495), Cina (277.570), Ucraina (223.782) e Filippine (152.382). Secondo lIstat sono invece in deciso calo i nuovi ingressi di cittadini stranieri non comunitari: infatti durante il 2011 sono stati rilasciati 361.690 nuovi permessi, quasi il 40% in meno rispetto allanno precedente; si tratta soprattutto di donne (-45,7%). Se si guarda alle età degli stranieri presenti, aumentano i minori, che rappresentano il 23,9% degli stranieri non comunitari regolarmente soggiornanti, mentre erano il 21,5%. nel 2011. I minori di 18 anni nati nel nostro Paese sono ormai più di 500 mila, poco meno del 60% del totale. Continuano a crescere anche coloro che soggiornano in Italia da lungo periodo. Nel 2011 erano 1.638.734; mentre nel 2012 sono 1.896.223 e costituiscono la maggior parte dei regolarmente presenti (52,1%) e sono stabiliti soprattutto al Centro-Nord. (segue)
Secondo Biagi, i cristiani possono portare un contributo di coscientizzazione e di lavoro antropologico, proponendo una nuova antropologia post-individualistica e post-economicistica per un nuovo umanesimo della responsabilità. Inoltre, possono indicare e incarnare una nuova etica basata sui beni comuni, un nuovo contratto conviviale su scala globale, che parta dalla grammatica elementare dellumano, che riconosce il bisogno dellaltro, la necessità della collaborazione e della cooperazione, il fare spazio ai desideri più profondi e ai desideri dellaltro. Ma anzitutto e soprattutto possono rilanciare il patrimonio profetico, e una nuova sequela mistico-politica, che rilancia la forza critica della promessa escatologica cristiana. La sequela fondata su Gesù, che entra nella storia, rivaluta la pregnanza escatologica del messaggio cristiano e porta a vedere la vita, e in essa leconomia, con vigilanza critica, riconoscimento e passione per loggi e per tutti gli abitanti del pianeta, ha concluso.
Nel capitalismo sono stati toccati dei punti nevralgici fondamentali. Il sistema ha portato di fatto alla ‘liberazione di un potere lucrativo tendenzialmente illimitato e ciò compromette gravemente i rapporti umani. Lo ha detto stamattina Lorenzo Biagi, segretario generale della Fondazione Lanza, intervenendo sul tema Economia, solidarietà, lavoro: l‘esperienza del movimento ecumenico alla sessione estiva del Sae, in corso a Paderno del Grappa. Il capitalismo tecno-nichilista, che si basa sulla separazione tra le funzioni e i significati, mina le relazioni tra le persone - ha chiarito. La separazione dei significati del vivere sociale ci consegna allassenza di limiti e di controlli, e la speculazione finanziaria ha preso il posto delleconomia reale. Leconomia ha perso ogni scopo sociale. Per Biagi, falsi dogmi da cui liberarci sono il mercato, che non è un dato di natura, la democrazia che viene dal mercato e se non cè libero mercato non cè neppure democrazia, lutilitarismo con la ricerca del solo bene individuale, la crescita economica illimitata, la vera economia considerata come quella del profitto e della crescita individuale senza orizzonti sociali. (segue)
(Sir Europa - Bruxelles) - La Commissione era e rimane molto preoccupata per la situazione in Romania: Viviane Reding, vice presidente dellEsecutivo comunitario, afferma a margine del briefing quotidiano con la stampa internazionale, che Bruxelles segue con estrema preoccupazione il braccio di ferro in corso a Bucarest tra il governo e la presidenza della Repubblica. Il presidente Traian Basescu è stato infatti destituito dal governo di Victor Ponta, ma il provvedimento può diventare esecutivo solo dopo il pronunciamento del referendum popolare fissato per il 29 luglio (per essere valido, occorrerà raggiungere il quorum del 50% più uno dei votanti rispetto agli aventi diritto, come aveva richiesto la Commissione). La Commissione si è espressa nei giorni scorsi sulla situazione nel Paese mediante il rapporto semestrale del Meccanismo di cooperazione e di verifica (Mcv), nel quale si sottolineavano notevoli carenze sul piano della democrazia, della legalità, della lotta alla corruzione. La Romania deve garantire il rispetto dello Stato di diritto e lindipendenza del potere giudiziario se vuole riconquistare la fiducia dei partner dellUnione, aveva affermato il presidente della Commissione Barroso. Il tema rimane dunque allattenzione dellEsecutivo e Reding ricorda che lUe aspetta delle risposte precise alle undici osservazioni avanzate dalla stessa Commissione.
Ricostruire lasilo parrocchiale di Finale Emilia. È limpegno che ha preso la Fondazione di diritto pontificio Aiuto alla Chiesa che soffre (www.acs-italia.org). Lasilo, dedicato al Sacro Cuore, aveva resistito alla prima scossa del 20 maggio, ma quando il 29 la terra ha tremato ancora la struttura è stata gravemente danneggiata. È molto più di una scuola, è la casa in cui vive una grande famiglia, spiega Lucia Tassi, responsabile dellasilo. I muri sono crollati, ma grazie a Dio la famiglia è salva. Ora però ha bisogno nuovamente di una casa. E da soli non possiamo farcela. Serve un intervento tempestivo per permettere ai 160 bambini che lo frequentano la ripresa della attività, il prossimo settembre. Da qui la richiesta del parroco, mons. Ettore Rovatti, di ricostruire lasilo del Sacro Cuore, raccolta da Acs Italia, che ha lanciato una campagna in tal senso. Una proposta particolare per i benefattori italiani - afferma Massimo Ilardo, direttore della sede italiana di Acs - le cui offerte varcano ogni giorno i confini di Paesi lontani. Stavolta cè bisogno di noi qui in Italia. E laiuto che chiediamo è davvero straordinario.
Madre Agnès-Mariam de la Croix, religiosa carmelitana, respinge ogni violenza, sia che provenga dal regime siriano o dagli insorti. Si batte su due fronti: denunciare sia la disinformazione grave di cui si rendono colpevoli alcuni media, che informano sulla rivoluzione, e la barbarie del sistema che i siriani cercano di rovesciare. Una neutralità difficile da mantenere e per questo Agnès-Mariam è accusata da alcuni di fare il gioco della dittatura, accusa che rigetta totalmente. Per la Siria prevede un avvenire piuttosto cupo sebbene spera che grazie al vento delle riforme ufficiali, qualche cosa possa muoversi. Dopo aver accompagnato più di 16 giornalisti dappertutto in Siria, dopo aver visitato linferno di Homs, dove ha passato una nottata nei quartieri sunniti del centro, ostaggio delle bande armate, ora teme il peggio. La religiosa, che si dice la voce di quelli che non hanno né voce né padrini internazionali si rattrista perché il biasimo internazionale si dirige solo a una delle parti in conflitto e trascura laltra. La violenza non è unilaterale, vuole sottolineare. Questa violenza barbara e cieca che colpisce il popolo siriano è il primo nemico della rivoluzione e la migliore alleata di ogni dittatura.
La Rete No War ha organizzato questa sera, a Roma (sala Metodista, via Firenze, 38, ore 18), un incontro con madre Agnès-Mariam de la Croix, religiosa palestinese che vive con religiosi di 10 paesi nel monastero Deir Mar Yacoub a Qara (governatorato di Homs) e da mesi aiuta le vittime civili del conflitto e la causa del negoziato e della pace. Ha anche fondato nell‘ambito della diocesi di Homs un centro di informazione, Vox Clamantis. Con questo evento la Rete No War intende sostenere l‘iniziativa siriana Mussalaha (Riconciliazione), un movimento di pace e di riconciliazione nato dallimpegno della società civile siriana e che raccoglie aderenti di ogni etnia, fede e credo politico. A Homs Mussalaha ha ottenuto la liberazione di molte famiglie e in altre città - ora anche in Damasco - organizza incontri contro la violenza, per la riconciliazione e perché i cittadini siriani possano esprimersi sul proprio futuro, senza ingerenze e pressioni da parte di Paesi stranieri.
Si terrà nella cittadina polacca di Kostrzyn sabato 28 luglio il I Congresso internazionale sulla nuova evangelizzazione al quale parteciperanno fra i relatori mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, il presidente della conferenza episcopale polacca mons. Jozef Michalik e larcivescovo di Varsavia il card. Kazimierz Nycz. Saranno 1.200 i partecipanti allincontro, appartenenti a diversi movimenti e associazioni impegnati nel campo dellevangelizzazione. Nei numerosi dibattiti, si farà il punto sui diversi ambiti dellopera evangelizzatrice e sulla situazione attuale della Chiesa polacca anche da un punto di vista sociologico. Il Congresso di Kostrzyn si annuncia come un grande evento di tuttuna serie di iniziative. Un particolare significato assumono i pellegrinaggi estivi di gruppi di fedeli diretti a Czestochowa. In questo modo vogliamo rispondere allappello di Giovanni Paolo II che ci ha invitati a partecipare allopera della nuova evangelizzazione, ha detto il card. Stanislaw Dziwisz annunciando il pellegrinaggio di oltre 10 mila abitanti di Cracovia al famoso santuario mariano. Attraverso la fede, gli uomini e le donne di ogni età cui nome è iscritto nel libro della via hanno dichiarato che è bello seguire il Signore Gesù lì dove siamo chiamati per dare testimonianza cristiana.
Non si placano le proteste in Israele dopo che un deputato israeliano, Michael Ben Ari, del partito di opposizione Unione nazionale, ha strappato una copia del Nuovo Testamento per protestare contro linvio, ai membri della Knesset, il parlamento israeliano, di questo libro giudicato dallo stesso parlamentare spregevole. A suo parere, infatti, il Nuovo Testamento sarebbe responsabile della morte di milioni di ebrei durante lInquisizione, e per questo motivo sia il testo che coloro che lo hanno spedito dovrebbero essere gettati nella pattumiera della storia. Dopo la condanna degli Ordinari cattolici di Terra Santa, dettisi scioccati per questo atto irrispettoso ora è la volta dei patriarchi e dei capi delle chiese locali di Gerusalemme che definiscono il comportamento del parlamentare aggressivo chiedendo nel contempo al Governo israeliano di condannare il gesto e a Ben Ari di scusarsi. I 13 leader religiosi, firmatari della dichiarazione, ringraziano anche coloro che tra gli ebrei e i musulmani hanno fermamente condannato latto mostrando chiara solidarietà alle chiese cristiane.
Dio conceda consolazione e fortezza a quanti in questa ora di tristezza piangono una perdita così irreparabile. E quanto si legge in un telegramma di cordoglio, a nome del Papa, firmato dal sostituto della Segreteria di Stato mons. Angelo Becciu, ed inviato al cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, arcivescovo di San Cristóbal dell‘Avana in seguito alla morte, domenica scorsa in un incidente stradale, del dissidente cubano Oswaldo Payá Sardiñas e di Harold Cepero Escalante. Benedetto XVI esprime anche ai familiari e ai due feriti la sua vicinanza spirituale. I funerali di Payá, leader del Movimento Cristiano de Liberacion e ideatore del Progetto Varela, sono stati presieduti dal cardinale Ortega lunedì pomeriggio nella chiesa di El Salvador del Mundo allAvana. Nellomelia larcivescovo ha ricordato che Payá ha sempre cercato nella fede cristiana lispirazione per la sua scelta politica. Cercheremo giustizia per mio padre che ha dedicato la vita alla causa della libertà e dei diritti del popolo cubano ha detto poi la figlia Rosa Maria, che ha ribadito i dubbi sulla versione ufficiale dellincidente. Anche Sergio Lázaro Cabarrouy Fernández-Fontecha, della diocesi di Pinar del Rio, in un editoriale sul sito dei vescovi cubani esprime il dolore della comunità cattolica per questa perdita, in una modalità che non è ancora chiara.
(Sir Europa - Bratislava) - La Comunità di SantEgidio organizza un incontro di preghiera ecumenico nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù di Budapest (Ungheria) in occasione della Giornata internazionale della memoria delle vittime dellOlocausto rom in programma il 2 agosto. I fedeli della Chiesa cattolica e delle comunità protestanti si riuniranno il 3 agosto sotto la guida di mons. János Székely, vescovo ausiliare dellarcidiocesi di Esztergom-Budapest e incaricato della pastorale dei rom per la Conferenza episcopale ungherese. I partecipanti allincontro di preghiera commemoreranno il genocidio perpetrato dai nazisti contro migliaia di rom e sinti durante la seconda guerra mondiale, nonché gli eventi della notte del 2 agosto, quando una serie di uccisioni di sei rom terminò con lassassinio di Mária Balogová nella sua casa nel villaggio di Kisléta, conseguenza di razzismo e odio etnico. I fedeli di varie denominazioni cristiane si riuniranno in preghiera per la pace delle vittime e le anime di tutti, chiedendo a Dio di concedere allEuropa un futuro libero dalla violenza e dallodio.
Trecento ragazzi provenienti da tutta Italia si ritroveranno, da oggi al 30 luglio, al Villaggio della legalità Serafino Famà di Borgo Sabotino (Latina), per il terzo raduno dei giovani di Libera. I partecipanti rifletteranno e discuteranno sulla storia di questi ultimi ventanni, scanditi dalle stragi del 1992 e del 1993, da Tangentopoli, dallavvicendarsi tra Prima e Seconda Repubblica. Il programma prevede, dunque, lapprofondimento di diverse tematiche, quali il contesto degli anni Ottanta con il dilagare della corruzione e la crisi del Patto di Varsavia; la nascita di Società Civile; le stragi del 92 e del 93 e la trattativa; le biografie di uomini servitori dello Stato; lorganizzazione della reazione allindomani delle stragi con la nascita di Narcomafie e di Libera. Tra gli ospiti don Luigi Ciotti, Nando dalla Chiesa, Gian Carlo Caselli, Antonio Ingroia, Attilio Bolzoni, Alfonso Sabella. I ragazzi assisteranno anche a spettacoli teatrali e potranno incontrare alcuni familiari di vittime di mafia come Flavia Famà, figlia dellavvocato Serafino cui è dedicato il Villaggio della legalità, e Rosario Esposito La Rossa, cugino di Antonio Landieri, vittima innocente di una faida tra clan a Scampia, colpito a morte da una pallottola vagante. Info: www.libera.it
Una nuova cultura del lavoro secondo la visione cristiana, quindi non solo in chiave economicistica. É quella auspicata da mons. Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari e presidente del Comitato scientifico delle Settimane sociali, in occasione del confronto con il ministro del lavoro Elsa Fornero sul tema La profezia del lavoro. Occupazione e sviluppo nel pensiero di Benedetto XVI che si è tenuto ieri sera allAuditorium Augustinianum di Roma (clicca qui). Nel suo intervento, mons. Miglio ha detto che il percorso culturale da intraprendere è non semplice e mai compiuto, pertanto si rende necessario abbattere il lavoro sommerso, elaborare politiche per il sostegno famigliare, ridistribuire la pressione fiscale e sostenere la crescita delle imprese: impegni che saranno al centro della prossima Settimana sociale, nel 2013 a Torino. Dal canto suo, il ministro Elsa Fornero ha sottolineato come i temi delle encicliche hanno lasciato la loro impronta nella riforma approvata in Parlamento e, ha concluso, se instradiamo questo Paese verso gli insegnamenti della dottrina sociale della Chiesa, avremo svolto bene il nostro lavoro.
Il discepolato, per il vescovo di Vicenza, rappresenta un vincolo indissolubile, molto più forte di quello realizzato dai vincoli di sangue. Poi il presule ha posto alcune domande: Noi, che abbiamo a cuore ‘la vocazione allunità delle nostre chiese ci chiediamo cosa può significare un ecumenismo che intende rispecchiare nel suo pensiero e nella sua azione quel Dio ‘che toglie liniquità e che si compiace di usare misericordia? Sappiamo coniugare nella vita quotidiana ‘misericordia, verità, giustizia e pace, non solo durante questa sessione del Sae, ma anche nella vita delle nostre Chiese, sparse sul territorio del nostro Paese?. Proprio il Vangelo ascoltato - ha evidenziato mons. Pizziol - ci invita a stabilire una priorità rispetto ai nostri legami di appartenenza confessionale, di tradizione liturgica, di sistema di pensiero teologico. Allora sicuramente non verrà eliminata la fatica del cammino ecumenico, della vocazione allunità, ma limpegno allascolto della Parola e al compimento della volontà del Padre, ci può far scoprire quellunità costitutiva, fondamentale ed embrionale capace di crescere e svilupparsi su vie nuove e sorprendenti, che solo lo Spirito conosce. La colletta effettuata durante la messa è stata devoluta allAssociazione Libera.
Mi sento veramente unito a voi, che avete un compito delicato e di grande importanza nellanimazione del cammino verso lunione dei cristiani. Lo ha detto, ieri sera, mons. Beniamino Pizziol, vescovo di Vicenza e membro della Commissione episcopale per l‘ecumenismo e il dialogo, nella celebrazione eucaristica cattolica alla 49ª sessione del Sae, in corso a Paderno del Grappa (Tv). La comunione ci sta davanti come mèta, ma anche come compito - ha sottolineato il presule -. Sono molti i doni che il Signore ci elargisce in questo momento: anzitutto la presenza di tanti fratelli e sorelle, che sono un segno, seppur fragile e debole, dellunità in Cristo; lesperienza comune della misericordia di Dio; lascolto attento e devoto della Parola di Dio, laccorata preghiera di intercessione; la memoria della Cena del Signore; lo scambio impegnativo della pace; la sofferta attesa della piena comunione; limpegno per lannuncio del Vangelo ad ogni creatura. Mons. Pizziol ha anche ricordato con gratitudine la presenza di membri della Comunità ebraica. Commentando il passo del Vangelo di Matteo in cui si parla della famiglia di Gesù, ha commentato: Cè una parentela con Dio aperta ad ogni uomo e ad ogni donna, vicino o lontano. Una parentela preziosa nel Signore, che stasera anche noi sperimentiamo. (segue)