La sfida delle unità pastorali e delle forme di aggregazione tra parrocchie sta nel consentire a tutte le comunità di mettere in atto il Concilio Vaticano II, prendendo come riferimento un territorio più ampio, che va oltre i confini amministrativi, e che abbraccia la relazionalità. Nella consapevolezza che è nella missionarietà che il laicato trova la propria dignità all‘interno della comunità cristiana. Così mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e presidente del Cop, indicando oggi le sfide che attendono le forme di aggregazione tra parrocchie, durante i lavori del seminario Unità pastorali a confronto, organizzato dal Centro di orientamento pastorale della Cei e dal Centro studi e documentazione della diocesi di Torino a Villa Lascaris di Pianezza (Torino).
Finita la stagione pre-muro, finita quella dellallargamento quantitativo, finita la prima fase, ottimistica e un po spensierata, dellEuro, siamo ora alla necessità di disegnare politiche concrete di integrazione e di controllo: è la seconda stagione dellEuro, quella che presuppone un di più di politica, dunque di leadership e di visione…
Con una decisione storica l‘Unesco ha incluso, il 29 giugno, la Basilica della Natività di Betlemme e la via del pellegrinaggio tra i siti Patrimonio dell‘Umanità. Il luogo santo si aggiunge ai 936 nomi dei luoghi da salvaguardare che si trovano in ben 153 Paesi diversi, diventando così il primo sito palestinese ad entrare nella lista. La votazione, a scrutinio segreto, è passata con 13 sì, 6 no e 2 astenuti, dando soddisfazione allAutorità nazionale palestinese che aveva fatto richiesta di iscrizione, il 18 marzo scorso, inoltrandola come procedura d‘urgenza. La decisione del Comitato per il patrimonio mondiale, di cui fanno parte i rappresentanti di 21 Paesi, riunito in questi giorni a San Pietroburgo proprio per esaminare 33 candidature alla lista dei siti Patrimonio dell‘Umanità, è stata accolta tra gli applausi dalla delegazione palestinese.
In Scozia siamo ai margini del continente ma siamo orgogliosi di una lunga tradizione cristiana nella Scozia che risale a San Niniano e San Columba nella prima metà del primo millennio. Si è richiamato alle profonde radici cristiane del popolo scozzese il card. Keith Patrick OBrien, arcivescovo di St. Andrews ed Edimburgo e presidente della Conferenza episcopale della Scozia, che ieri ha accolto i segretari generali delle Conferenze episcopali dEuropa (Ccee) convenuti nella capitale scozzese per il loro 40° incontro annuale (fino al 2 luglio). Benché dal tempo della Riforma protestante nel XVI secolo la maggior parte dei cristiani qui hanno fatto parte della Chiesa presbiteriana, oggi - ha ricordato il cardinale nellintervento di apertura dei lavori - la comunità cattolica ha un ruolo importante nella vita del nostro Paese. Tanti cattolici nella Scozia, circa 800 mila (su 5 milioni) oggi fanno risalire i loro antenati ad altre regione dEuropa, e dunque speriamo che nessun di voi si sentirà un estraneo mentre siete con noi.
Un grazie e la richiesta di continuare a essere sostenuto con la preghiera. E il messaggio trasmesso ieri sera da mons. Giuseppe Molinari, arcivescovo di LAquila, nella messa di ringraziamento per il cinquantesimo di sacerdozio celebrata ieri sera nella basilica di S. Maria di Collemaggio. Larcivescovo ha detto grazie al Signore e ai tanti ‘angeli che mi hanno voluto bene, che mi hanno protetto, difeso, liberato, sostenuto, consigliato, confortato, guidato. Vorrei ringraziare, in questo momento, in modo particolare il Signore per lesperienza della visita pastorale qui a LAquila. Lavevo iniziata nel 2001. Il sisma - ha ricordato - lha drammaticamente interrotta. Ho potuto riprenderla nel marzo dellanno scorso. E oggi si conclude ufficialmente.