(Torino, dallinviato Sir) - Le unità pastorali sono chiamate a dare una risposta efficace alle domande della vita della Chiesa, e quindi delle comunità cristiane. A cominciare dalla dimensione missionaria, che è una delle sfide più grandi cui siamo chiamati, passando da una parrocchia tridentina, impostata attorno al proprio campanile, a una parrocchia di più campanili, capace di raggiungere tutti gli ambienti di vita. Lo ha affermato mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, aprendo oggi pomeriggio (clicca qui) i lavori del seminario Unità pastorali a confronto, organizzato oggi e domani a Pianezza (Torino) dal Centro di orientamento pastorale (Cop) e dal Centro studi e documentazione dellarcidiocesi di Torino. Mons. Nosiglia ha messo l‘accento sulla necessità della comunione, che realizza l‘essere della Chiesa, e non è solo legata a un piccolo territorio, ma a un territorio più vasto, e l‘importanza della formazione, che è un‘altra sfida, una risorsa che le unità pastorali possono offrire agli operatori pastorali, su cui occorre però stare attenti, perché le unità pastorali non siano viste dalla gente come un fatto che riguarda soltanto il clero, ma come il frutto del coinvolgimento dei laici, formati in maniera matura e responsabile.
Inizio luglio 1962. Mancano quattro mesi e undici giorni allapertura del Concilio. Papa Giovanni XXIII, sulla scia di sue precedenti simili esortazioni, sente ancora una volta il bisogno di raccomandare ai fedeli preghiere e atti di mortificazione per la buona riuscita della grande assemblea ecumenica. Lo evidenzia una nota del Sir (clicca qui), ricordando che il 1° luglio 1962 papa Giovanni promulga lenciclica Paenitentiam agere (Fare penitenza), diretta ai vescovi e, tramite loro, ai cattolici di tutto il mondo. Il giorno seguente, 2 luglio, indirizza segnatamente alle religiose la lettera ‘Il tempio massimo - il riferimento è a Roma sede di Pietro, il tempio massimo della cristianità che si prepara ad accogliere i Padri conciliari - con la quale chiede a tutte le sorelle consacrate speciali preghiere perché il Concilio si trasformi ‘in una novella Pentecoste.
Linsegnamento della religione cattolica (Irc), anche attraverso questi ultimi passaggi, si conferma attento alla scuola, al suo servizio. Lo sottolinea una nota del Sir (clicca qui), a proposito delle firme apposte ieri dal presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, e dal ministro dellIstruzione, Francesco Profumo, a una nuova intesa, anzi due, sullinsegnamento della religione cattolica. I due testi - evidenzia la nota - riguardano questioni differenti ma ugualmente importanti. Il primo, una vera modifica dellIntesa Cei-Mpi del 1985, seguita al ‘Nuovo concordato del 1984, aggiorna i profili di qualificazione professionale dei docenti di religione. Una modifica che si è resa necessaria negli ultimi anni per armonizzare il percorso formativo richiesto agli insegnanti di religione con quanto previsto, oggi, per linsegnamento nelle scuole italiane. La seconda intesa, invece, riguarda le nuove indicazioni per linsegnamento della religione cattolica nel secondo ciclo, sulla base dei rinnovati documenti che il Miur ha elaborato in un quadro di riforma dellintero sistema educativo distruzione e formazione.
Il Consiglio del 28 e 29 giugno si chiude, come pochi avrebbero scommesso alla vigilia, con varie acquisizioni. È stato varato un patto per la crescita da 120 miliardi, si è configurato un unico meccanismo di vigilanza sulla zona euro cercando di spezzare - come si legge in una dichiarazione scritta dellEurogruppo - il circolo vizioso tra banche e debito sovrano. Si sono tese le mani ai Paesi che navigano in cattive acque finanziarie e persino verso quelli che potrebbero trovarsi nella stessa posizione domani o dopodomani. Una nota di Sir Europa (clicca qui) stila una sintesi dei lavori e segnala: Ha inoltre registrato uno step positivo la road map per unautentica unione economica e monetaria, che passerebbe dallunione bancaria, da quella di bilancio e dal rafforzamento dellunione politica, come pretendeva la cancelliera tedesca Angela Merkel. A margine del vertice, il presidente della Commissione Barroso ha dichiarato: Abbiamo compiuto scelte decisive sul breve e il lungo termine. Questo vertice ha prodotto i risultati che i cittadini giustamente attendevano. Così - conclude la nota - la costruzione europea, superato anche questo imbuto, può riprendere il suo accidentato percorso.
È attivo da oggi allindirizzo www.agensir.eu il sito di Sir Europa, servizio dinformazione europea nato nel 2001, rafforzato negli anni anche grazie alla collaborazione con il Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), con la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) e la rete dei corrispondenti dalle Chiese cattoliche dei Paesi europei. Il sito bilingue, in inglese e in italiano, propone lanci, articoli e reportage, approfondimenti sullattività politica e legislativa delle istituzioni europee, con particolare riguardo allattualità sociale, culturale ed economica. Editoriali e commenti sono affidati a intellettuali e a figure ecclesiali di diversa nazionalità. Si tratta - spiega il direttore dellagenzia Sir, Paolo Bustaffa - di un ulteriore passo avanti verso la realizzazione di un servizio europeo dinformazione cattolica che, coordinato dalle sedi di Roma, Bruxelles e Bratislava, seguirà con puntualità la vita e il pensiero delle Chiese e delle istituzioni continentali. Una prospettiva professionale, che si richiama al ‘Cortile dei gentili e nella quale sinseriscono il dibattito culturale, il dialogo ecumenico, il dialogo interreligioso. In questa esperienza è attiva una sinergia con le agenzie cattoliche di dieci Paesi europei. Il nuovo sito verrà presentato in questi giorni allincontro Ccee che si apre oggi a Edimburgo.
Al centro degli editoriali Fisc anche il Consiglio europeo (Bruxelles, 28-29 giugno). Per Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), lunificazione europea, ormai storico e meritorio baluardo di pace nel continente, ha bisogno di passi avanti che però non possono fermarsi solo alla dimensione economica (…), ma devono fare perno su altre risorse, sociali, democratiche e spirituali, patrimonio di tutti i cittadini e popoli europei. Pena il rischio che legemonia di pochi, o addirittura di un solo Stato, soffochi lUnione e i suoi cittadini. Dello stesso parere è Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), che aggiunge: Fino a quando un solo Paese, perché in situazione economica più florida degli altri, pretenderà di gestire il destino dellUnione, non ci sarà speranza per una vera integrazione europea. Per Emilio Pastormerlo, direttore dellAraldo Lomellino (Vigevano), bisogna ritrovare le fondamenta. Bisogna avere il coraggio di saldare quelle crepe che forse tanto consumismo e secolarismo hanno aperto nelle persone e in tanti strati della società. Ma cè una roccia cui fare riferimento, che nessun terremoto potrà mai spostare. È la roccia di una fede spesso troppo dimenticata o bistrattata, ma che è sempre la certezza da cui ripartire, in Emilia come a Bruxelles… gli emiliani lhanno capito, chissà i nostri ‘capi in Europa…?.
La visita del Papa in Emilia Romagna, il Consiglio europeo, lattualità politica, la crisi, luccisione del carabiniere in Afghanistan… Sono alcuni degli argomenti di cui parlano gli editoriali dei settimanali diocesani aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Uno degli argomenti principali, come emerge dalla rassegna Sir degli editoriali giunti ad oggi in redazione (clicca qui), è la visita pastorale di Benedetto XVI, il 26 giugno, nelle zone terremotate dellEmilia Romagna. Tutti - scrive Luigi Lamma, direttore di Notizie (Carpi) - hanno sentito davvero vicino il Papa. Tutti hanno accolto il suo messaggio dincoraggiamento come credibile e possibile perché radicato nella fede. Per la Voce di Ferrara-Comacchio, le nostre vicende si sono impresse nel cuore del Papa e costituiscono lo sfondo della sua preghiera. Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), sottolinea che la solidarietà è una delle caratteristiche di questa gente che il Papa ha definito giustamente laboriosa. Per Stefano Malagoli, direttore di Nostro Tempo (Modena-Nonantola), è stato un bellincontro quello di Rovereto: quello di un padre con i propri figli che, in un momento particolare del proprio cammino, hanno bisogno del conforto e dellincoraggiamento che solo lui, per il ruolo che ricopre, può offrire. Grazie papa Benedetto. (segue)
Anche nei saluti in varie lingue dopo lAngelus, il Pontefice ha ricordato la consegna del pallio agli arcivescovo metropoliti. I Santi Apostoli - Pietro, roccia su cui Cristo ha edificato la Sua Chiesa, e Paolo, lApostolo delle Genti - sostengano il ministero di questi Pastori in modo che possano guidare le comunità loro affidate secondo la volontà di Dio, ha detto in polacco. Poi in italiano ha aggiunto: Sono qui convenuti, per rinnovare sentimenti di profonda comunione e di spirituale vicinanza al Successore di Pietro, i fedeli della diocesi di Roma con il cardinale vicario Agostino Vallini, e i giovani cattolici riunitisi spontaneamente in gruppo attraverso i social network. Grazie per la vostra presenza. Cari amici - ha affermato -, vi ringrazio cordialmente per questo gesto di affetto e per le vostre iniziative a sostegno del mio ministero apostolico e per favorire in ogni ambiente una coraggiosa e attiva testimonianza cristiana. Conto anche sulle vostre preghiere per continuare a servire la Chiesa con la mitezza e la forza dello Spirito Santo.
Pietro e Paolo sono chiamati colonne della Chiesa nascente. Testimoni insigni della fede, hanno dilatato il Regno di Dio con i loro diversi doni e, sullesempio del divino Maestro, hanno sigillato col sangue la loro predicazione evangelica. Il loro martirio è segno di unità della Chiesa: lo ha evidenziato, questa mattina, nella solennità dei santi Pietro e Paolo, Benedetto XVI allAngelus, guidato da piazza San Pietro (clicca qui). I due Santi brillano non solo nel cielo di Roma, ma nel cuore di tutti i credenti che, illuminati dal loro insegnamento e dal loro esempio, in ogni parte del mondo camminano sulla via della fede, della speranza e della carità. In questo cammino di salvezza, la comunità cristiana si sente incoraggiata a proseguire forte e serena sulla strada della fedeltà a Cristo e dellannuncio del suo Vangelo agli uomini di ogni tempo. Ricordando poi la consegna del pallio agli arcivescovi metropoliti, il Papa ha spiegato che è un rito sempre eloquente, che pone in risalto lintima comunione dei pastori con il Successore di Pietro e il profondo vincolo che ci lega alla tradizione apostolica. Si tratta di un duplice tesoro di santità, in cui si fondono insieme lunità e la cattolicità della Chiesa: un tesoro prezioso da riscoprire e da vivere con rinnovato entusiasmo e costante impegno. (segue)
Commentando il brano del Vangelo di san Matteo, nel quale Pietro riconosce Gesù come Messia e Figlio di Dio, ma anche il passo nel quale lApostolo reagisce a partire da ‘carne e sangue allannuncio della passione di Cristo, il Pontefice ha sottolineato: Appare qui evidente la tensione che esiste tra il dono che proviene dal Signore e le capacità umane; e in questa scena tra Gesù e Simon Pietro vediamo in qualche modo anticipato il dramma della storia dello stesso papato, caratterizzata proprio dalla compresenza di questi due elementi: da una parte, grazie alla luce e alla forza che vengono dallalto, il papato costituisce il fondamento della Chiesa pellegrina nel tempo; dallaltra, lungo i secoli emerge anche la debolezza degli uomini, che solo lapertura allazione di Dio può trasformare. Nel Vangelo di oggi emerge, poi, la chiara promessa di Gesù: le forze del male non potranno avere il sopravvento. Pietro viene rassicurato riguardo al futuro della Chiesa, della nuova comunità fondata da Gesù Cristo e che si estende a tutti i tempi, al di là dellesistenza personale di Pietro stesso. Durante la celebrazione il Papa ha imposto il pallio ai nuovi 44 metropoliti provenienti da tutto il mondo. Presenti anche una delegazione del patriarcato ecumenico di Costantinopoli, inviata da Bartolomeo I, e The Choir of Westminster Abbey, che ha animato la liturgia assieme al Coro della Cappella Sistina.
La tradizione cristiana da sempre considera san Pietro e san Paolo inseparabili: in effetti, insieme, essi rappresentano tutto il Vangelo di Cristo. Lo ha detto, stamattina, Benedetto XVI, nella basilica di san Pietro, durante la messa per la solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo (clicca qui). A Roma, ha precisato il Papa, il loro legame come fratelli nella fede ha acquistato un significato particolare. Infatti, la comunità cristiana di questa Città li considerò come una specie di contraltare dei mitici Romolo e Remo, la coppia di fratelli a cui si faceva risalire la fondazione di Roma. Si potrebbe pensare anche a un altro parallelismo oppositivo, sempre sul tema della fratellanza: mentre, cioè, la prima coppia biblica di fratelli ci mostra leffetto del peccato, per cui Caino uccide Abele, Pietro e Paolo, benché assai differenti umanamente luno dallaltro e malgrado nel loro rapporto non siano mancati conflitti, hanno realizzato un modo nuovo di essere fratelli, vissuto secondo il Vangelo, un modo autentico reso possibile proprio dalla grazia del Vangelo di Cristo operante in loro. In effetti, solo la sequela di Gesù conduce alla nuova fraternità: ecco il primo fondamentale messaggio che la solennità odierna consegna a ciascuno di noi. (segue)
Un piano per la crescita da circa 120 miliardi; laccordo per la stabilità finanziaria dei Paesi che stanno lottando per diminuire il debito pubblico e contrastare la speculazione (il cosiddetto scudo anti-spread). È quanto emerso dalla prima giornata del Consiglio europeo che prosegue oggi a Bruxelles. La partita che si è giocata entro le mura del palazzo Justus Lipsius ha certamente evocato la semifinale di Euro2012 disputata da Germania e Italia sul campo di Varsavia. E, come accaduto nella capitale polacca, anche a Bruxelles è per ora prevalsa la strategia italiana, si legge in una nota di Sir Europa (clicca qui). Strategia che si fondava su una duplice intenzione: da una parte dar corpo a una serie di azioni e a una consistente dotazione di miliardi per rilanciare leconomia, dallaltra favorire il percorso di quegli Stati che stanno facendo i compiti a casa per sanare i conti nazionali sentendo alle proprie spalle solide garanzie comunitarie. A Bruxelles pare echeggiare unaltra musica. Il clima complessivamente positivo dei negoziati ha soprattutto mostrato la volontà di far procedere i 27 nella stessa direzione: più Europa politica, ok - nel medio periodo - alla unione di bilancio e bancaria, della quale si discuterà in un summit apposito a ottobre.