"Alla luce della nostra storia appare quanto sia ingiustificato e miope il timore di essere e di apparire cristiani, e tanto di più la smania, penso al nostro Continente, di silenziare le radici che hanno generato un umanesimo universale e sensato, fondato sulla roccia stessa di Dio il vero garante dell'uomo". Lo ha affermato l'arcivescovo di Genova, presidente della Cei e vicepresidente del Ccee (Consiglio conferenze episcopali europee) , cardinale Angelo Bagnasco, nell'omelia pronunciata al termine della processione con le ceneri di San Giovanni Battista, patrono dell'arcidiocesi e della città di Genova. Le radici cristiane, ha aggiunto "hanno generato una civiltà moderna e sempre attuale, nel cui orizzonte sono sorte anche pagine oscure, ma non perché cristiana, piuttosto perché a volte troppo poco cristiana". Il porporato ha quindi ricordato che "l'intreccio tra fede e vita, così che la testimonianza dei singoli offra il proprio contributo alla costruzione della civis, non è un attentato per nessuno ma una ricchezza per tutti".
Non ci si salva da soli. Il cardinale ha poi ricordato che dalla crisi si esce solamente uniti. "E' ormai di tutta evidenza, ma non so quanto sia ancora entrato nel costume, - ha affermato - che voler salvarsi da soli è perdere tutti". Il porporato ha quindi parlato dell'esigenza di "affrontare situazioni nuove in modo aperto ma non acritico, con intelligenza libera dalla pressione di luoghi comuni, di schegge ideologiche, di interessi di parte" perché "sullo sfondo ma ci sono persone e famiglie, paure e incertezze di anziani, adulti, di giovani che non vedono futuro". "Solo una forte cultura comunitaria potrà salvarci - ha affermato ancora il porporato - una cultura che guarda in alto, in basso e ai lati, capace di guardare vicino e lontano: essa affonda le sue radici antiche e vigorose nel Vangelo". "Non dimentichiamolo mai - ha proseguito - perderemmo la stella polare che orienta tra venti e onde forti e gravi, che mette in guardia da sirene che hanno cantato e incantato con le loro menzognere canzoni di individualismo, di profitto senza misura e di consumo sfrenato". Perché "la verità non è mai superata dai tempi semmai i tempi devono confrontarsi con la verità, docili al suo umile richiamo che porta al bene.
Ue condanni e stragi dei cristiani in Nigeria. In mattinata, a margine della Messa, il cardinale era intervenuto anche sul tema degli attentati e le stragi contro i cristiani in Nigeria. "Sono fatti molto gravi che dovrebbero essere stigmatizzati prontamente e in modo determinato dalla comunità internazionale in particolare dall'Europa" perché, ha aggiungo, "non credo lo siano abbastanza". "Purtroppo - ha aggiunto il cardinale - continua la persecuzione contri i cristiani". Anche "il Santo Padre ne ha parlato invocando la pace e la riconciliazione, invocando una Nigeria riconciliata e pacifica e giusta" e questo, ha aggiunto, "vale anche per tutti gli altri dove purtroppo la libertà religiosa è ancora soltanto proclamata a parole ma non è messa in atto".
Il richiamo all’austerità. Sempre in mattinata, il cardinale Domenico Calcagno, presidente dell'Apsa, invitato a Genova per presiedere le celebrazioni in onore di San Giovanni Battista, aveva invitato a "riconsiderare il nostro modo di vivere e di rapportarci ai beni di questo mondo". "L'austerità di Giovanni il Battista, la moderazione nell'uso dei beni di questo mondo oggi viene richiesta anche a noi". Il richiamo all'austerità, ha aggiunto, "ce lo ricardano gli avvenimenti, non soltanto della nostra nazione, del nostro Paese, ma del mondo intero". Si tratta, ha spiegato, "di un richiamo generale perché' il rischio é' che quando avremo esaurito i risparmi messi da parte dei nostri genitori e da chi ci ha preceduto rischiamo di non avere prospettiva futura. Manca il lavoro e la possibilità di una ripresa è condizionata ad un maggiore equilibrio nell'uso delle risorse materiale". Infine, ha concluso, San Giovanni Battista, "ci chiede di sapere stemperare la nostra superbia, il nostro orgoglio e la pretesa di avere sempre tutto a disposizione".
La processione con l’Arca del Battista. Da sottolineare il ritorno in processione dell'arca di San Giovanni Battista. Come ha ricordato lo stesso cardinale Bagnasco, "dopo alcuni anni di impossibilità tecniche abbiamo avuto la gioia di riportare fino al mare la storica Arca di San Giovanni Battista, vero capolavoro d' arte, di cultura e di fede, pensato per conservare le ceneri del Santo". Erano infatti alcuni anni che l'arca a forma di cattedrale gotica, decorata da figure di angeli, santi, profeti non usciva più in occasione delle processioni del santo patrono in quanto era stata valutata in cattivo stato di conservazione. I lavori per il ripristino dell'antica arca contenente le ceneri di San Giovanni Battista e' stato realizzato grazie alla collaborazione dei responsabili della Direzione Regionale dei Beni culturali e della Soprintendenza dei Beni Artistici della Liguria, del personale dell'Enea e del Laboratorio di Bologna.
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