La prevedibile pronuncia di inammissibilità da parte della Corte costituzionale, a seguito dellistanza sollevata dal Giudice tutelare del Tribunale di Spoleto, non limita limpegno a tutelare la vita del concepito e a riconoscere il costituzionale diritto allobiezione di coscienza che si tenta già di svilire in maniera strumentale e ideologica: Lucio Romano, presidente nazionale dellassociazione Scienza & Vita, interviene sulla decisione odierna della Consulta relativa al ricorso del giudice di Spoleto. È auspicabile e non utopistico che laici e cattolici affrontino un dibattito in maniera costruttiva - aggiunge quindi Romano - nel comune riconoscimento di valori fondativi per la democrazia quale quello irrinunciabile di ogni vita umana.
"Dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell‘art. 4 della 194/78, prendiamo atto, che per il nostro ordinamento giuridico, non tutte le vite degli esseri umani sono uguali". Lo ha detto questa sera Giancarlo Cerrelli, vice presidente dell‘Unione Giuristi Cattolici italiani (Ugci) dopo la sentenza della Corte Costituzionale. Per Cerrelli "il non aver riconosciuto pari dignità alla vita umana ancora nel grembo con quella già nata, si è legittimata una vera e propria discriminazione a danno di quegli esseri umani innocenti e indifesi, di cui non si intende tener conto perché non hanno la possibilità di scendere in piazza per protestare e soprattutto, perché non sono titolari di elettorato attivo". In attesa delle motivazioni della sentenza, che ci "faranno comprendere il ragionamento della Consulta - conclude il rappresentante dell‘Ugci - ci appare chiaro sin da ora che per avallare un malinteso senso di libertà della donna, si sia consacrata luccisione ingiusta di esseri umani innocenti, che riteniamo siano i veri discriminati dal nostro ordinamento giuridico e dalla nostra società".
Finalmente le forze sociali, anche grazie a Retinopera, sinterrogano e si mettono in discussione per capire come lazione sinergica permetta di contribuire meglio al bene del Paese. È il commento di Sergio Marini, presidente di Coldiretti, allindomani del seminario di Retinopera su Le nuove strade del dialogo sociale. Un contributo alla governance del Paese, che si è tenuto ieri a Roma. Ormai - riflette Marini in unintervista al Sir (clicca qui) - si è persa la concertazione e anche il dialogo tra forze sociali, istituzioni, governi è difficile. È un peccato, perché in un momento di forte deficit della politica e dei partiti le forze sociali, radicate sul territorio e che vivono in mezzo alla gente, possono svolgere un ruolo di supplenza, portando un contributo alle soluzioni che si stanno mettendo in atto rispetto alla crisi economica e a quella sociale. Secondo il presidente di Coldiretti il recupero della fiducia, a tutti i livelli, passa attraverso valori praticati più che enunciati, primo tra tutti la coerenza, e la vicinanza alla gente. È importantissimo che, soprattutto in questa fase di smarrimento, le forze sociali siano vicine ai propri associati e non solo, nella consapevolezza che devono saper coniugare gli interessi particolari - dei loro rappresentati - con quelli generali dellintera comunità.
Fatto sta che questioni che avrebbero potuto mettere in crisi la legge 194 - aggiunge il presidente del MpV - sono rimaste in questi trentanni e passa senza risposta. Ma al tempo stesso significa anche che neppure la Costituzionalità della legge 194 è stata mai dichiarata. Ma prima che la legge entrasse in vigore, la Corte aveva parlato. Basta rileggere la decisione del 1975 e gli articoli 4 e 5 della legge successivamente approvata, per capire che la illimitata facoltà della madre di sopprimere il proprio figlio contrasta con la Costituzione e contrasta con il giudizio della Corte. Un giudizio che ora, a legge trasformata nellultimo tabù, è diventato ingombrante ma che al tempo stesso non si può né dimenticare né smentire. Meglio decidere di non decidere. Info: www.mpv.org.
È dal 1980 che la Corte Costituzionale riesce a non dirci, con espedienti procedurali vari, se laborto come disciplinato nei primi tre mesi di gravidanza è conforme alla Costituzione oppure no. Commenta così Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita (MpV), la decisione di oggi in merito al ricorso del giudice tutelare di Spoleto. Come in almeno altri 25 casi precedenti - afferma Casini -, anche questa volta la Corte ha accuratamente evitato di entrare nel merito. Per dirla in modo semplice, alla domanda del giudice ha risposto: non posso darti una risposta né in un senso né nellaltro. Quali siano i motivi che rendono impossibile il discernimento, non è dato sapere. (segue)
Con un reportage fotografico sulla sua attività umanitaria nel mondo, lOrdine di Malta inaugurerà domani lanno celebrativo per i nove secoli trascorsi dalla promulgazione della Bolla pontificia Pie Postulatio Voluntatis, considerata la sua origine storica. Grazie a questo decreto ecclesiastico, emanato il 15 febbraio 1113 da Papa Pasquale II, si legge in una nota diffusa oggi, per 900 anni l‘Ordine di Malta ha potuto servire la Chiesa e il prossimo nel bisogno come ordine religioso laicale, con le prerogative e privilegi di un ente di diritto internazionale. Le fotografie che saranno esposte nella mostra, scattate nei cinque continenti, mostrano il quotidiano impegno dellOrdine di Malta nei confronti di anziani, disabili, profughi, senzatetto, malati terminali, lebbrosi, bambini, tossicodipendenti, minoranze etniche. E ancora. Gli interventi nelle grandi emergenze: calamità naturali, epidemie, conflitti armati. La mostra verrà inaugurata nei giardini della Villa Magistrale dellOrdine di Malta a Roma. Dopo l‘inaugurazione verrà ricollocata in Piazza Cavalieri di Malta e sarà visibile gratuitamente a tutti. Info: www.orderofmalta.int.
LUnione mondiale delle organizzazioni femminili cattoliche (Uocwo) parteciperà ai lavori della Conferenza di Rio+20 sullo sviluppo sostenibile avviata in Brasile oggi. Lo fa sapere, in una nota, la stessa organizzazione: la camerunense Rosaline Menga Nganku e largentina Mariana Vanyay si uniranno alle componenti della società civile delle quali è stata richiesta la partecipazione. Maria Giovanna Ruggieri, presidente mondiale dellUnione, spiega che lobiettivo è accrescere il rispetto per la vita e la nostra responsabilità verso le future generazioni, e sottolinea come gli argomenti al centro della conferenza di Rio si collochino tra i temi di impegno del Wucwo, soprattutto laddove la ricerca di uno sviluppo sostenibile nellottica dello sradicamento della povertà diffusa riporta il diritto di tutti a una vita dignitosa al centro dellattenzione e della responsabilità dei governi. La presidente Ruggieri ha poi ribadito limpegno, da parte dellUnione, a promuovere programmi di formazione per rafforzare la conoscenza delle problematiche ecologiche a livello locale e globale, così come linsegnamento del magistero sullecologia. Info www.wucwo.org
Fornire risposte alle problematiche etiche poste dalle moderne biotecnologie e antropologie. Con questo obiettivo la diocesi di Noto (Sr) propone il 3° Convegno internazionale di bioetica, in programma il 14 al 15 settembre, per il quale sono aperte le iscrizioni. Il seminario di studi, il cui tema è Venire al mondo: i luoghi dellinvisibile. Lumiltà ed il trascendente come esercizio di cura e di ospitalità, sarà strutturato in quattro sessioni: Venire al mondo, Tra evento e mistero, Dallemozione alla parola e Quando il dolore diventa muto. Lo smarrimento culturale e la tendenza alla frammentazione - spiega il vescovo di Noto, mons. Antonio Staglianò - esigono una coscienza intersoggettiva capace di riunire in un significato unitario le conoscenze disponibili, recuperando in uno sguardo sinottico le diverse dimensioni della persona umana. Una scelta di formazione e riflessione sul tema della vita nascente, sottolinea il vescovo, per favorire dialogo e confronto fra gli esperti. La scienza, aggiungono i promotori, libera da facili entusiasmi e da superficiali ostracismi, deve accedere ad una visione equilibrata e sapienziale della vita umana in tutte le sue fasi. Il convegno, aperto a tutti, è inserito nel sistema Educazione continua in medicina e si rivolge in particolare agli operatori sociosanitari. Info: www.diocesinoto.it.
Il card. Reinhard Marx conclude sottolineando il fatto che lo sviluppo non è uni-dimensionale e non comprende solo la lotta contro la povertà, la denutrizione, laccesso allacqua o alle cure mediche. Esso richiede infatti lassunzione su scala globale di uno stile di vita sostenibile che porti a una fondamentale conversione dei cuori e delle menti dei Paesi sviluppati e ricchi. Quindi aggiunge: Invece di essere guidati dal materialismo e dal proprio interesse noi dobbiamo diventare generosi e mostrare solidarietà. Abbiamo bisogno di impegnarci per una nuova cultura che abbia rispetto del Creato, per la solidarietà e la giustizia, per il vero e autentico sviluppo umano. Il mondo si aspetta che i leader presenti a Rio accolgano le proprie responsabilità e i loro impegni. La Comece augura loro il coraggio di assumere soluzioni giuste.
Secondo lo studio i più inclini alla protesta sono i giovani. Più di un quarto (il 26,2%) ha partecipato nellultimo anno a manifestazioni in piazza e il 7% ha preso parte a proteste illegali non autorizzate. Ad aumentare è il coinvolgimento in episodi di protesta dei laureati (dal 16% del 2004 al 24%) e dei soggetti con bassa istruzione (dal 4,9% al 9,3%). Il 19,3% degli italiani ha protestato per la difesa di interessi locali; il 17,7% contro una decisione pubblica; il 16,9% ha scioperato per il diritto al lavoro; il 15% ha firmato una petizione, il 3,3%, 1,5 milioni di italiani, ha partecipato a manifestazioni di protesta non autorizzate. Il dissenso nei confronti della classe politica genera unampia disponibilità a partecipare in futuro a manifestazioni di protesta: l80% dei cittadini dichiara che vi parteciperebbe. Cresce il dissenso innescato dalle opere di trasformazione del territorio. Le opere contestate sono passate infatti dalle 190 del 2005 alle 331 del 2011. Le contestazioni popolari rappresentano il 36% delle proteste, ma crescono le iniziative dei politici locali (29%) e delle istituzioni locali (23%).
Sono 9 milioni gli italiani che hanno partecipato nellultimo anno a manifestazioni di protesta autorizzate, il 17,7% della popolazione maggiorenne: un numero in crescita rispetto all11,8% registrato nel 2004. È questo uno dei dati che emerge da una ricerca Censis presentata oggi nel corso dellincontro Lantagonismo errante. Levento rientra nel programma Un mese sociale, giunto alla 24ª edizione, organizzato dal Censis e dedicato questanno al tema La crisi della sovranità. Secondo listituto un effetto della crisi della sovranità è la diffusione di un antagonismo errante, non più ideologico come in passato, ma che resta allo stato fluido per raggrumarsi in situazioni molteplici e variegate; In generale - fa sapere Censis - cresce la protesta sociale dando vita a contestazioni molto frammentate, che tendono a non tradursi in un reale conflitto sociale. Danno vita ad aggregazioni temporanee, con legami labili e un impegno a termine, ma consentono di relativizzare il disagio individuale e di stemperare lo smarrimento dellindividuo-suddito, che subisce decisioni assunte molto lontano da lui e calate nel suo spazio vitale senza la mediazione di decisori nazionali e locali sempre più impotenti. (Segue)
Nel suo intervento in relazione alla conferenza Rio+20 il card. Marx richiama il mondo sviluppato ad assumersi le proprie e prevalenti responsabilità per quanto attiene il riscaldamento globale, anche ricorrendo a un rinnovato stile di vita che sappia moderare i consumi e il desiderio dei beni materiali, che ha condotto a uno sviluppo forzato, con pesanti ricadute sulla natura e lambiente. Il presidente della Comece sottolinea quindi il problema della sicurezza alimentare, quale primo mezzo per combattere la povertà, strettamente correlato a un settore agricolo a sua volta sostenibile. Del resto la crescita economica - sottolinea il cardinale - non può più essere lunico obiettivo dello sviluppo umano. Da qui la necessità di utilizzare nuovi indicatori alternativi per misurare lo sviluppo come i tassi di iscrizione scolastica e laspettativa di vita, che vanno al di là del solo Prodotto interno lordo. Nel paragrafo successivo, il presidente della Comece afferma che la cooperazione sarà limperativo del futuro. Le istituzioni politiche a tutti i livelli dovrebbero migliorare la loro cooperazione verso un sistema di governance globale, che sia in grado di assicurare una coerenza decisionale. (segue)
(Sir Europa - Bruxelles) - Con questo incontro innumerevoli persone si aspettano misure concrete verso uno sviluppo più equo e sostenibile. In un mondo dove milioni di persone non hanno accesso a una alimentazione adeguata, allacqua potabile, allenergia, allassistenza sanitaria e allistruzione, e che è minacciato dal cambiamento climatico, questi passi sono più necessari e urgenti che mai. Il card. Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, interviene in qualità di presidente della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) a proposito della conferenza Rio+20 sullo sviluppo sostenibile, promossa a Rio de Janeiro da oggi al 22 giugno. In unampia riflessione, il porporato affronta i capitoli della sostenibilità ambientale, della responsabilità verso il Pianeta, dello sviluppo, della cooperazione su scala mondiale, citando papa Benedetto XVI, precedenti documenti della Comece in materia, nonché gli esiti del primo Summit della Terra, svoltosi proprio nella città brasiliana ventanni or sono. Alla conferenza del 1992 il concetto di sostenibilità è stato centrale, segnala Marx. Dal punto di vista cristiano, il riconoscimento della dignità dell‘uomo - aggiunge - è la base per uno sviluppo sostenibile. Luomo deve essere al centro delle preoccupazioni per lo sviluppo sostenibile, perché egli ha il diritto a una vita sana in armonia con la natura. (segue)
Un aspetto rilevante che emerge dalla ricerca Ipsos per lIstituto Toniolo è che di fronte a un futuro incerto, la famiglia rappresenta una fondamentale certezza: oltre al sostegno materiale, fornisce anche supporto emotivo. Il ruolo cruciale della famiglia nel raggiungere obiettivi importanti nella vita è ampiamente riconosciuto dai giovani intervistati - dice il comunicato - con oltre l85% che afferma che la famiglia rappresenta un sostegno nel perseguire i propri obiettivi. La maggioranza dei giovani pensa di continuare a contare su un aiuto concreto anche dopo aver lasciato la famiglia di origine. Si sottolinea ancora che molto ampio è, in particolare, laiuto nel caso di matrimonio. Oltre il 90% ritiene che verrebbe aiutato per laccudimento dei figli ma anche per un eventuali necessità economiche. Oltre l80% per lacquisto di una casa. E più della metà per aiuto nelle faccende domestiche e addirittura una integrazione regolare del reddito. Un ulteriore aspetto emerso dalla ricerca è il rapporto tra solidità della famiglia e fiducia verso il futuro. E emerso infatti che la percentuale di chi afferma di vedere con molta preoccupazione il proprio futuro risulta essere doppia tra chi non è stato aiutato dalla famiglia a guardare la vita con fiducia rispetto invece a chi ha avuto genitori in grado di trasmettere pienamente questa dimensione positiva.
Per i giovani italiani la scuola e luniversità costituiscono tra i pochi punti fermi e solidi, sui quali investire e verso i quali nutrire fiducia: lo afferma una indagine voluta dallIstituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, ente fondatore dellUniversità Cattolica del Sacro Cuore (www.istitutotoniolo.it), i cui risultati sono stati diffusi questo pomeriggio. La generazione presa in esame dallindagine Ipsos, di giovani tra i 18 e i 29 anni, avverte pesantemente lincertezza del presente e nonostante le difficoltà a trovare e mantenere un lavoro e la congiuntura economica negativa, non si danno per vinti. La percentuale di giovani che danno fiducia a scuola e università è del 58%, in particolare al nord-est (due su tre) e al nord-ovest (oltre il 60%). I giovani under 30 analizzati nella ricerca non sono passivi - afferma Alessandro Rosina, tra i curatori dellindagine - remissivi e senza speranza. Tuttaltro. Sono però anche consapevoli di vivere in un paese che non cresce - prosegue -, che da troppo tempo non investe in opportunità per le nuove generazioni, che non offre adeguati strumenti per mettere a frutto talenti e competenze nella società e nel mondo del lavoro. La crisi ha ulteriormente peggiorato questa condizione e aumentato il ricorso allaiuto della famiglia di origine. (segue)
La XII edizione il Premio Televisivo Santa Chiara verrà assegnato quest‘anno al direttore di Tv2000, Dino Boffo e al direttore generale Rai, Lorenza Lei. A renderlo noto è oggi il Sacro convento di Assisi. Il riconoscimento vuole stimolare e valorizzare le trasmissioni che esaltano i valori umani e cristiani, quali ad esempio: la pace, il dialogo tra i singoli e i popoli, la dignità della persona, il rispetto della vita, la giustizia, la solidarietà, limpegno civile e il volontariato. La premiazione si terrà venerdì 22 giugno alle 16.30 ad Assisi, in occasione dellVIII centenario della ‘consacrazione‘ di Santa Chiara, proclamata nel 1958 da Pio XII patrona della televisione nel ricordo di quanto avvenne nella notte di Natale del 1252 quando ‘partecipò alla liturgia solenne nella basilica di San Francesco pur rimanendo a letto perché gravemente malata. Questa visione a distanza le valse il titolo di patrona della tv. Info: www.sanfrancesco.org .
Evoluzione e problemi del mondo rurale di fronte alle sfide della globalizzazione: è questo il tema del IV congresso mondiale cattolico sulla vita rurale, promosso dal Pontificio Consiglio della giustizia e della pace in collaborazione con lInternational Catholic Rural Association (Icra), che si terrà alla Domus Mariae di Roma dal 25 al 27 giugno. Questo congresso - spiegano gli organizzatori -, si svolge a cinquantanni dal primo incontro internazionale dei cattolici sulla vita rurale, nel settembre del 1962. Ora lidea è verificare con quale percorso unitario affrontare, nel mondo globalizzato di oggi e come cattolici impegnati nella vita rurale, i problemi relativi allapplicazione del magistero sociale della Chiesa e al suo sviluppo. Obiettivo generale del congresso è rilanciare un impegno complessivo della Chiesa nel settore agricolo-rurale, che riveste sempre più importanza nella vita delle persone. Alla conferenza stampa di presentazione, venerdì 22, alle 12, nella sede del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace (piazza San Calisto 16), parteciperanno il card. Peter K.A.Turkson, presidente del Pontificio Consiglio promotore, lassistente ecclesiastico dellIcra, Franco Appi, e Vincenzo Conso, segretario generale dellorganismo internazionale che riunisce le associazioni cattoliche rurali. Info: www.icra-agrimissio.org.
Lo Stato ha un debito con tanti giovani meridionali, della nostra terra di Puglia, che perdono la vita, certi di servire la Patria in missioni particolarmente difficili. Lo ha affermato questo pomeriggio mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, celebrando a Montemesola le esequie del giovane bersagliere Michele Padula, morto in Kosovo dove si trovava per la missione Nato. Quando un uomo perde i genitori diventa orfano. Ma quando un genitore perde un figlio non cè nessuna parola che possa identificare il suo stato, tale è il dolore e il dramma che vive, ha aggiunto larcivescovo rivolgendosi alla famiglia del militare. Per questo - ha precisato - abbiamo proclamato il Vangelo di san Giovanni, quando il Signore dona a noi, dallalto della croce, la sua mamma, perché qui, pur impietriti dal dolore e dalle circostanze che stiamo vivendo, possiamo intravedere il dono di una vita nuova in Cristo. Una vita che ogni giorno impariamo fragile e caduca e che ci viene donata dal Signore. E qui, in questa chiesa madre di Montemesola, veniamo a proclamare che la vita che ci è donata una volta per tutte in Cristo non può esserci ‘tolta ma trasformata. Infine, un pensiero al silenzio che deve ‘sentirsi dinanzi al mistero della vita e della morte. È per accompagnarvi nel mistero - ha concluso il vescovo - che sono in mezzo a voi, per garantirvi e confermarvi nella speranza.
Dare spazio ai produttori e ai registi di film, documentari, docu-fiction, serie tv, cortometraggi e programmi che promuovono valori morali universali e modelli positivi. È questo lobiettivo dellInternational Catholic Film Festival, dal 2 al 5 luglio a Roma. Giunta alla terza edizione, la manifestazione ideata dalla regista Liana Marabini sarà presentata lunedì 25 giugno, alle 11, nellAuditorium Conciliazione di Roma (via della Conciliazione, 4). Nel corso della conferenza stampa saranno annunciati i titoli dei film finalisti che concorreranno per le varie categorie: miglior film, miglior documentario, miglior cortometraggio, migliore attrice/attore protagonista, migliore regista. La giuria, questanno, sarà presieduta da Remo Girone, mentre il premio alla carriera andrà allattore francese Robert Hossein. Verrà, nel contempo, presentato il programma del Congresso internazionale Cinema e nuova evangelizzazione che aprirà ufficialmente il Festival. Il Congresso, che gode dellalto patronato dei Pontifici Consigli della cultura e per la promozione della nuova evangelizzazione, sarà il primo di una serie di appuntamenti che, da Roma in poi, si svolgeranno tra il 2012 e il 2013, in dieci città del mondo, tra cui Parigi, Vienna, Los Angeles, Toronto e Rio de Janeiro.
Verrà firmato il 22 giugno a Roma, presso il Pontificio Consiglio della cultura (ore 17.30), un Protocollo dintesa tra il card. Gianfranco Ravasi, presidente dello stesso dicastero e della Pontificia Commissione di archeologia sacra, e la First Lady della Repubblica di Azerbaijan, Mehriban Aliyeva, presidente della Fondazione statale Heydar Alieye, che si impegna, spiega il porporato, a contribuire in modo significativo al restauro della catacomba dei ss. Marcellino e Pietro ad duas lauros, sulla via Casilina. Il sito sarà così accessibile al pubblico per il 2013, Anno Costantiniano in cui ricorrono i 1700 anni dalla firma dellomonimo editto. Un accordo importante, prosegue il card. Ravasi, perché lAzerbaijan è uno Stato musulmano sciita, incline ad avere contatti con lOccidente e a presentare il volto di un islam molto dialogante. Manifestare disponibilità a sostenere i costi del restauro di uno dei ‘luoghi più cari alla memoria storica e alla fede cristiana qual è una catacomba, e in particolare quella straordinaria e finora ignota dei ss. Marcellino e Pietro, costituisce per il card. Ravasi un segno di nobile attenzione e di grande valore, proteso verso più intense relazioni interculturali ed un dialogo interreligioso di più ampio respiro.
Vogliamo essere attori di un cambiamento ‘buono; di una ‘conversione per noi, per il nostro sistema sanitario, per tutta la società. Con queste parole di Michele Loiudice (Consulta dellUfficio nazionale per la pastorale della sanità) si è concluso oggi a Roma il XIV Convegno nazionale dei direttori degli Uffici diocesani di pastorale sanitaria, Un nuovo paradigma per la sanità in Italia. La Chiesa a servizio del cambiamento (clicca qui). Ad indicare alcune parole-chiave su cui impostare il cambiamento è fr. Daniele Giusti, missionario comboniano. Anzitutto vita, perché lattenzione alla vita e alla salute è la cifra della civiltà di un popolo. Quindi educazione, prossimità, testimonianza, comunità, responsabilità, equità, sostenibilità, dignità, integrazione, formazione, servizio. In carcere, assicura la psichiatra Gemma Brandi, quando carità, fede e speranza si associano possono accadere autentici miracoli. Ad auspicare una maggiore sinergia tra Pastorale della salute, Migrantes e Caritas è Salvatore Geraci (Società italiana medicina delle migrazioni), mentre per fr. Marco Fabello (Ospedale Fatebenefratelli), la pastorale sanitaria deve allinearsi con la prassi scientifica della medicina, e nella formazione universitaria loperatore deve essere educato al prendersi cura dellaltro senza trascurare laspetto della formazione spirituale.
Sarà Villa Leopardi, a Roma, ad accogliere, giovedì 21 giugno alle 19, lettori, musicisti e cantori per lappuntamento con Africa in villa, manifestazione organizzata in collaborazione con Biblioteche solidali allinterno del ciclo Roma incontra Korogocho. Liniziativa appartiene a Riacultura, un progetto promosso dallAssociazione italiana amici di Raoul Follereau (Aifo), per la riabilitazione comunitaria della periferia di Nairobi attraverso la cultura. Lintento - spiegano i promotori - è, mediante una serata di cultura, raccontare lAfrica e la solidarietà tra i popoli. Obiettivo finale del progetto Riacultura è realizzare una biblioteca fruibile da parte dei residenti di Korogocho, in particolare alle donne, ai bambini e alle persone con disabilità, per favorire la loro partecipazione e inclusione sociale. Korogocho è una baraccopoli sorta su una discarica di Nairobi (Kenya), tra le più grandi dellAfrica. Siamo convinti - aggiungono i promotori - che la realizzazione di un centro bibliotecario e di ricerca, di cui beneficerebbero almeno tremila persone, potrà promuovere e rendere accessibile, attraverso i prestiti e laccesso a internet, il diritto alla lettura e allinformazione per le categorie vulnerabili residenti. Info: www.aifo.it.
La Caritas, che ha superato il traguardo dei 40 anni, sta vivendo lavvio di una nuova fase mentre è chiamata a far fronte a situazioni critiche: lo ha detto mons. Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e presidente della Caritas Italiana, in occasione della riunione di presidenza e consiglio nazionale che negli ultimi tre giorni ha permesso di riflettere sui vari impegni attuali dellorganismo ecclesiale. Ha citato, tra gli altri, il terremoto in Emilia Romagna per le cui vittime è stato rinnovato limpegno di aiuto, i morsi sempre più profondi della crisi europea, il tema dei profughi dal nord Africa ospitati nelle strutture Caritas con lennesima tragedia del mare sulle coste pugliesi, oltre alle centinaia di microprogetti di assistenza in particolare verso le famiglie varati in 203 diocesi italiane. Oltre alle proprie attività istituzionali, la presidenza Caritas ha riflettuto sul censimento dei servizi socio-assistenziali e sanitari collegati alla Chiesa in Italia: E un modo - ha detto mons. Merisi - per aiutare il cammino del decennio sulleducare che suppone idee ma anche tanto esempio e testimonianza come quelli delle oltre 14 mila opere censite. Tra le iniziative emerse dai lavori, la presentazione il 30 giugno a Lamezia Terme del progetto Costruire speranza, realizzato con la delegazione regionale di Calabria e le diocesi della regione.
Il Forum ligure delle associazioni familiari si associa allamarezza espressa dal Movimento per la Vita - Federvita Liguria in merito allavvenuta reiezione, da parte della Commissione Sanità della regione Liguria, della mozione che proponeva un moderato sostegno economico alle maternità difficili di donne a rischio abortivo. Lo scrive, in una nota diffusa oggi, la presidente Anna Maria Panfili. Sorprende - si legge nel testo - che la regione Liguria, che registra un sempre più preoccupante calo delle nascite, non assuma alcuna iniziativa per favorire quella ripresa demografica senza la quale il nostro territorio è destinato al declino più drammatico e al crescere incontrollato delle risorse necessarie a far fronte alle esigenze di una popolazione ormai nel complesso sempre più anziana. Da qui la domanda su quale modo la Regione intenda far fronte allurgente dovere di assicurare alle donne in difficoltà, soprattutto di natura economica, il diritto di non abortire, previsto dalla legge 194, che prescrive ai Consultori di ‘contribuire a far superare le cause che potrebbero indurre la donna allinterruzione della gravidanza, sollecitando compiti attivi di prevenzione. Dispiace - conclude Panfili - che il persistere di posizioni ideologiche distanti dalla realtà impedisca la ricerca di soluzioni condivise adeguate alle più gravi esigenze della popolazione.
La Conferenza episcopale del Brasile (Cnbb) auspica che il summit delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile Rio +20 - in corso in questi giorni a Rio de Janeiro - si impegni nella costruzione di un modello alternativo di sviluppo integrale e solidale, sulla base di un‘etica che includa la responsabilità di un‘autentica ecologia umana, fondata nel Vangelo della giustizia, nella solidarietà e destinazione universale dei beni, oltre la logica utilitaristica e individualistica. (V Conferenza Generale dell‘episcopato dell‘America Latina e Caraibi - documento di Aparecida n474c). La Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile Rio +20 - scrivono in un messaggio reso noto ieri i vescovi brasiliani -, aiuta a definire l‘agenda di sviluppo sostenibile per i prossimi decenni. Secondo la Cnbb ognuno deve assumere con coraggio e determinazione l‘impegno a rivedere comportamenti e decisioni che, nel corso della storia, hanno escluso i poveri e condannato alla miseria e alla morte.
La Conferenza episcopale italiana co-finanzierà la costruzione della nuova sede dellIstituto superiore di formazione per educatori specializzati a Cotonou, in Benin, nellAfrica Occidentale. Questo progetto Isfes del Gruppo Missionario Un pozzo per la vita Merano, proposto dal Gmm è stato approvato dal Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo, lorganismo istituito dalla Cei per valutare gli interventi da sostenere nei Paesi in via di sviluppo, che costituisce una delle finalità per cui è utilizzata la quota dell8 per mille attribuita alla Chiesa Cattolica. Il Gmm precisa che a Cotonou sono già iniziati i lavori di costruzione delledificio di tre piani che costituirà la nuova sede dellIsfes, nella quale listituto, riconosciuto dal Ministero dellInsegnamento Superiore del Benin potrà sviluppare e potenziare la propria attività. Tuttavia, la nuova sede dellIsfes non è il solo progetto nellambito dellistruzione sostenuto questanno dal Gmm, che sempre considera leducazione una condizione necessaria per lo sviluppo.
10 mila euro in favore delle zone dellEmilia Romagna colpite dal terremoto. È questa la cifra raccolta dagli oltre 100.000 pellegrini che hanno partecipato alla marcia Macerata-Loreto partita il 9 giugno scorso. Lo rende noto oggi, con un comunicato stampa, lorganizzazione del pellegrinaggio: Come annunciato alla conferenza di presentazione dellevento in Comune si è infatti deciso di devolvere parte delle offerte dei pellegrini in favore delle popolazioni colpite appunto dal sisma ed in questi giorni verrà inviata la considerevole somma di 10 mila euro in direzione dellEmilia Romagna. Si tratta di un segno tangibile e concreto per manifestare tutta la vicinanza e laffetto verso chi non ha più la casa - si legge nella nota -, ha perso i propri cari e fatica a rientrare nella normalità.
Centinaia di ex alunni si ritroveranno domani a Cagliari per festeggiare gli 85 anni del Seminario regionale sardo. Tra loro ci sarà mons. Giovanni Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato, ospite donore di questa Prima Giornata degli ex alunni che ha per tema Per lasciarsi attrarre dall‘unico Pane e dall‘unico Corpo. Lincontro, spiega il rettore del Seminario, monsignor Gian Franco Saba, vuole essere un grande momento di Chiesa, proprio nell‘anno Giubilare del Concilio Vaticano II, aperto ai sacerdoti e a quanti hanno invece fatto altre scelte di vita, oltre che unoccasione per riflettere sulla necessità della continuità nella formazione sacerdotale. Il programma della Giornata, che celebra anche il 40° anniversario del trasferimento del seminario da Cuglieri a Cagliari e il 10° della posa della prima pietra della struttura attuale, prevede un momento dedicato alle testimonianze e linaugurazione di una mostra fotografica che ripercorre gli 85 anni di storia del seminario che oggi accoglie 41 giovani provenienti da tutte le diocesi della Sardegna.
Per realizzare un paragone extraUe sul Prodotto interno lordo pro capite, la Svizzera si colloca al 151% del livello medio comunitario. La Croazia, Paese che aderirà allUnione tra un anno, è al 61%; più sotto tutti gli Stati candidati (ad eccezione dellIslanda, 110%), ossia Turchia, Montenegro, Macedonia e Serbia. Eurostat fornisce inoltre un indicatore economico relativamente nuovo, lActual Individual Consumption, il livello dei consumi individuali, un dato più omogeneo che esprime la quantità di acquisti e consumi dei privati. In tal caso è sempre il Lussemburgo a guidare la classifica, con un livello del 150% rispetto alla media 100 dellUe. Seguono Germania (119%), Regno Unito (118), Austria (117). Ai livelli inferiori nellUnione europea si trovano invece Bulgaria (44%), Romania (47), Lettonia (56), Estonia (57), Ungheria (61).
(Sir Europa - Bruxelles) - La ricchezza pro capite si concentra nei Paesi del nord Europa, mentre i livelli di Pil per cittadino diminuiscono progressivamente procedendo verso il Mediterraneo e verso Est. È quanto emerge da uno studio realizzato da Eurostat, secondo il quale il Prodotto interno lordo per abitante misurato in Purchasing Power Standards (Standard di potere dacquisto, ossia lunità monetaria artificiale che elimina le differenze di livello dei prezzi tra gli Stati) varia dal 274% del Lussemburgo - fatto 100 il dato medio dellUnione europea - al 45% della Bulgaria. Dunque il livello più elevato di Pil pro capite, oltre due volte e mezza la media comunitaria, si registra nel Granducato; seguono nella classifica delle nazioni più ricche dellUe i Paesi Bassi (131% rispetto alla media comunitaria), Austria (129), Irlanda, Svezia, Danimarca e Germania, tutti compresi tra il 130 e il 120%. Superiori alla media dellUnione si confermano anche Belgio, Finlandia, Regno Unito (108%) e Francia (107). Attorno alla media Ue oscillano Italia e Spagna. Quindi, decrescendo, Cipro, Slovenia, Malta, Grecia, Repubblica ceca e Portogallo. I Paesi che hanno meno disponibilità pro capite sono infine le repubbliche baltiche, lUngheria (66%), la Polonia (65), per giungere a Romania 49% della media Ue) e Bulgaria (45). (segue)
Tuttavia, aggiunge lesperto, questa politica dei due forni pare giunta a un punto di non ritorno: lordinanza con cui la Corte costituzionale, nominata da Mubarak, ha sciolto il parlamento dominato dalle diverse formazioni islamiche; e quelle con cui il Consiglio militare ha privato il presidente che sarà eletto di molte delle sue prerogative, tracciano uno stop di fronte a cui lorganizzazione islamica dovrà scegliere. E probabile, dunque, che si vada verso uno scontro controllato, in cui come sempre la piazza verrà usata per concludere il miglior compromesso possibile. Messo di fronte allipotesi di un doppio en plein dei Fratelli musulmani, parlamento prima e presidenza ora, lesercito non ha esitato ad attuare una sorta di colpo di stato militare ‘bianco, fondato su cavilli e dubbie interpretazioni giudiziarie di corti addomesticate. Lungi dal rinunciare a tutta una serie di privilegi economici e sociali di cui gode, lesercito gioca pure sulla preoccupazione in ampi settori della società angosciati per la permanente instabilità e insicurezza, per la crisi economica, ed anche per la crescente sfida dellintegralismo islamico. Timore questo che riguarda la minoranza copta che rappresenta il 10% del paese. Nonostante ciò, conclude Cingoli, chi, anche nel Consiglio militare egiziano, pensasse di rimettere al potere un nuovo Mubarak, è destinato a ricredersi presto.
È una transizione lunga e tormentata quella che lEgitto sta vivendo, al di là della vittoria delle presidenziali, rivendicata sia dal candidato dei Fratelli musulmani Morsi che da quello ufficioso delle Forze Armate Shafiq. Un braccio di ferro tra due forze che storicamente si contendono il potere nel paese e che ben fotografa la situazione attuale. Tuttavia, secondo il direttore del Cipmo, Centro italiano per la pace in Medio Oriente, Janiki Cingoli (cipmo.org), vi è una terza componente che non compare in questi primi risultati, ed è quel 49,3 per cento che al primo turno era andato ai candidati di area più democratica, più del 48,4 totalizzato da Morsi e Shafiq insieme. Un voto che si è perso per strada nel passaggio dal primo al secondo turno, complici anche divisioni interne ed astensione. Stesso discorso anche per i gruppi legati a piazza Tahrir: questarea - spiega il direttore del Cipmo - paga il prezzo delle sue divisioni e della sua ingenuità, ed anche dei suoi errori, ma non è scomparsa, ed esprime con crescente consapevolezza una maturazione complessiva della società egiziana, almeno nelle grandi città, che sarà difficile ignorare. Di questo sono consapevoli i Fratelli musulmani, che hanno usato lalleanza con piazza Tahir per fare pressione e sconfiggere la resistenza dellestablishment militare.
I diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo devono essere rispettati - sottolinea il card. Vegliò -. Se hanno il diritto di fuggire per salvarsi la vita, dovrebbe essere riconosciuto loro anche il diritto di accedere al Paese di arrivo. Inoltre, devono essere applicati e ulteriormente estesi gli altri diritti di protezione, così come il diritto di libera circolazione e il diritto al lavoro. Anziché unaccoglienza organizzata nei campi o negli ostelli, osserva, servirebbe un aiuto perché si costruiscano una vita indipendente e di lavoro. Il presidente del dicastero vaticano propone di introdurre requisiti per ottenere i visti, anche sotto la responsabilità delle compagnie aeree e compilare una lista di Paesi ‘sicuri". Anche il provvedimento di rimpatrio in realtà - afferma - blocca l‘ingresso nel Paese ai richiedenti asilo, per cui i rifugiati sono costretti ad affidarsi ai contrabbandieri di persone. Inoltre, prosegue, poco si fa per diminuire il numero dei richiedenti asilo e per ridurne la detenzione nonostante le norme vigenti sui diritti umani. Tutto ciò appartiene a una politica di deterrenza che va di pari passo con una sempre maggiore chiusura da parte dellopinione pubblica, con conseguenti ripercussioni negative sulle politiche in materia di rifugio. I governi - conclude - hanno la responsabilità di proteggere coloro che fuggono dalla violenza, dalle persecuzioni e dalle discriminazioni.
Lennesima tragedia nel Canale di Otranto deve farci riflettere su ciò che sta accadendo intorno a noi. Molti governi hanno risposto all‘arrivo dei rifugiati e dei richiedenti asilo con politiche restrittive, abbassando gli standard umanitari allo scopo di rendere più difficile lingresso: è il monito che il card. Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, pronuncerà domani sera durante la veglia di preghiera "Morire di Speranza", in memoria delle vittime (migranti e rifugiati) dei viaggi verso l‘Europa, che si terrà a Roma, nella Basilica di S. Maria in Trastevere (ore 18.30). La veglia è organizzata da Comunità di Sant‘Egidio, Associazione Centro Astalli, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Fondazione Migrantes, Caritas italiana, Acli. Nel suo intervento - anticipato oggi in occasione della Giornata mondiale del rifugiato - il card. Vegliò cita lepisodio che ha portato alla condanna dellItalia, da parte del Consiglio dEuropa, per il mancato soccorso del gommone partito da Tripoli il 25 marzo 2011 con 72 persone, costretto a tornare in Libia con soli nove superstiti. Nonostante levidente stato di emergenza umanitaria - ricorda -, la nave militare si allontanò. (segue)
Seguo con profonda preoccupazione le notizie che provengono dalla Nigeria, dove continuano gli attentati terroristici diretti soprattutto contro i fedeli cristiani. Lo ha detto, stamattina, Benedetto XVI, dopo la catechesi per lUdienza generale nellAula Paolo VI. Mentre elevo la preghiera per le vittime e per quanti soffrono, faccio appello ai responsabili delle violenze - ha aggiunto il Papa -, affinché cessi immediatamente lo spargimento di sangue di tanti innocenti. Il Pontefice ha auspicato, inoltre, la piena collaborazione di tutte le componenti sociali della Nigeria, perché non si persegua la via della vendetta, ma tutti i cittadini cooperino alledificazione di una società pacifica e riconciliata, in cui sia pienamente tutelato il diritto di professare liberamente la propria fede.
La vocazione alla santità, alla comunione con Dio, ha chiarito il Pontefice, appartiene al suo disegno eterno, un disegno che si estende nella storia e che comprende tutti gli uomini e le donne del mondo, perché è una chiamata universale. Dio non esclude nessuno, il suo progetto è solo di amore. Egli ci ha eletti ad essere ‘figli adottivi, mediante Gesù Cristo. LApostolo sottolinea la gratuità di questo meraviglioso disegno di Dio sullumanità. Dio ci sceglie non perché siamo buoni noi, ma è buono Lui. Al centro della preghiera di benedizione, san Paolo illustra il modo in cui si realizza il piano di salvezza del Padre in Cristo, nel suo Figlio amato. Il sacrificio della croce di Cristo - ha chiarito il Papa - è levento unico e irripetibile con cui il Padre ha mostrato in modo luminoso il suo amore per noi. La benedizione divina si chiude con laccenno allo Spirito Santo che è stato effuso nei nostri cuori. La redenzione - ha spiegato il Santo Padre - non è ancora conclusa, ma avrà il suo pieno compimento quando coloro che Dio si è acquistato saranno totalmente salvati. Tutti noi siamo in cammino verso la redenzione".
La nostra preghiera molto spesso è richiesta di aiuto nelle necessità e questo è anche normale per noi chiedere a Dio qualcosa. Lo ha detto, stamattina, Benedetto XVI (clicca qui), nella catechesi per lUdienza generale nellAula Paolo VI. Infatti la preghiera che Gesù ci ha insegnato, il Padre nostro, è una preghiera di richiesta, con la quale il Signore dà delle priorità della nostra preghiera: purifica i nostri desideri e così purifica il nostro cuore. Ma oltre a chiedere ci deve essere anche il ringraziamento vedendo che da Dio riceviamo tante cose buone. E poi cè la preghiera di lode: se il nostro cuore è aperto nonostante tutti i problemi vediamo la bellezza della creazione. Solo anche ringraziando e lodando la preghiera sarà completa. Nelle sue Lettere, san Paolo non solo parla della preghiera, ma riporta anche preghiere di lode e di benedizione per quanto Dio ha operato e continua a realizzare nella storia dellumanità. In particolare il Papa si è soffermato sul primo capitolo della Lettera agli Efesini, che inizia con un inno di benedizione. Anzitutto dobbiamo benedire Dio Padre perché ci ha chiamati allesistenza, alla santità. E questa scelta precede persino la creazione del mondo. Da sempre siamo nel suo disegno, nel suo pensiero. (segue)
La sua realizzazione è stata possibile grazie allimpegno delle Caritas di Austria e Svezia, e di altri donatori come Sarkis Aghajan, allepoca ministro delle finanze del governo curdo, che stanziò 20.000 dollari per la costruzione delledificio in cui è ospitato il Centro, che tra le sue attività distribuisce anche farmaci a malati cronici ed opera in convenzione con specialisti in pediatria, medicina generale ed otorinolaringoiatria. Secondo il sacerdote caldeo padre Rayan P. Atto, questa di Roma sarà unesperienza importante. I volontari faranno tesoro dellincontro con la SantEgidio e ciò darà loro una spinta maggiore una volta tornati in Iraq. Anche per gli italiani sarà unesperienza arricchente perché il lavoro di questi volontari è segno tangibile della volontà dei cristiani rimasti in Iraq di testimoniare la fede con azioni concrete.
Arriva oggi a Roma un gruppo di volontari del Father Ragheed Gannis Medical Centre di Erbil. Scopo della visita è incontrare la comunità di SantEgidio per comprenderne il modo di fare volontariato e conoscere le modalità di gestione di attività come la mensa per i poveri. Secondo quanto riferisce il sito Baghdadhope la delegazione irachena è composta da 22 persone, di questi ben 14, sono medici e farmacisti volontari del Centro medico. Oltre agli incontri sono previste anche due preghiere comuni, il 21 ed il 25 giugno. A questultima parteciperà larcivescovo di Erbil, mons. Bashar M. Warda. Il Father Ragheed Gannis Medical Centre, dedicato al sacerdote trucidato a Mosul insieme a tre diaconi il 3 giugno del 2007, è stato inaugurato il 13 ottobre 2007 (Padre Ragheed era stato ordinato sacerdote il 13 ottobre 2001) a solo pochi mesi dalla sua morte, nella chiesa caldea di Mar Qardagh ad Erbil. (segue)
Unoccasione per pregare per il Papa e mostrare che siamo attenti al suo ministero, collaborando alle sue opere di carità secondo la generosità del nostro cuore. Così mons. Claudio Stagni, vescovo di Faenza-Modigliana, spiega il senso della Giornata per la carità del Papa, che si celebra in tutte le diocesi italiane domenica 24 giugno (info: clicca qui). In un editoriale per il settimanale diocesano Il Piccolo, mons. Stagni ricorda che nella Giornata per la carità del Papa il nostro gesto aggiunge laspetto della comunione ecclesiale, che in questo caso consiste nel voler collaborare in modo solidale con chi esercita il ‘ministero di Pietro sia nel presiedere alla carità, sia nel confermare i fratelli nella fede. Questo modo di procedere può sembrare solo un passaggio in più, mentre è un impreziosire la nostra opera di carità che diventa così unopera della Chiesa. Inoltre, aggiunge, bisogna dire che in questo modo si possono conoscere delle necessità che potrebbero rimanere nascoste. (…) Il Papa tende la mano per poter aiutare tanti suoi figli che ricorrono a lui da tutto il mondo. Domenica, conclude il vescovo, ci ricorderemo di pregare per il Papa e di dare il nostro contributo per la sua carità, come segno di comunione, di affetto e di concreta solidarietà.
Pensare agli anziani. È lappello che, a un mese dallinizio del terremoto in Emilia, lancia Giampaolo Palazzi, presidente nazionale di Anap Confartigianato (Associazione nazionale anziani e pensionati). Gli anziani - ricorda al Sir - sono i più colpiti, costretti ancora adesso a dormire in tenda o in sistemazioni di fortuna. LAnap conta, a livello nazionale, 250.000 imprenditori iscritti di cui 100 mila attivi; nella provincia di Modena sono 5.500 gli iscritti e circa 2 mila di questi lavorano ancora. Il 40% degli imprenditori ultrasettantenni aderenti allAnap è ancora attivo, a capo di piccole, medie e grandi aziende. Palazzi racconta del disagio di queste persone e, più in generale, di tutti gli anziani che sono fuori casa a motivo del terremoto. Un problema sociale primario, avverte il presidente dellAnap, secondo il quale gli anziani che vivono questa tragedia non devono essere dimenticati, ma avere uno spazio riconosciuto, uscendo quanto prima da tende e altre sistemazioni precarie.
Il 2011, secondo l‘Unhcr, è stato l‘anno dei rifugiati: 4,3 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie aree d‘origine, 800 mila delle quali diventando rifugiati. In Italia i rifugiati sono 58mila. Il rispetto del diritto d‘asilo e l‘accoglienza sono alla base della democrazia e della civiltà di qualunque popolo. Lo ricorda oggi Guido Barbera, presidente del coordinamento di associazioni Solidarietà e Cooperazione Cipsi in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato che si celebra oggi. I diritti dei rifugiati nel nostro Paese - afferma Barbera - sono minacciati dai respingimenti, dalle lungaggini burocratiche, dalle tendenze all‘esclusione, dalla negazione dei diritti fondamentali e dall‘equazione migrante uguale criminalità. Politiche che rendono difficoltoso l‘inserimento regolare dei migranti nella società, generando sacche di razzismo e intolleranza allarmanti". Barbera chiede attenzione anche per le donne della diaspora, che si spostano dai loro Paesi di origine per ricongiungersi con la propria famiglia o alla ricerca di una migliore condizione economica e che spesso si trovano ad essere vittime di tratta, discriminazioni e violazioni di ogni genere: Per loro, per i loro figli e per le loro famiglie, chiediamo che la politica e le istituzioni internazionali rimuovano le leggi che creano discriminazione.
Record assoluto per la produzione di film italiani nel 2011. Con la realizzazione di ben 155 film, nello scorso anno, si è portata a segno la migliore performance della storia più recente del cinema nostrano, seconda soltanto ai successi del 1960. È quanto emerge dal Rapporto 2011. Il mercato e lindustria del cinema in Italia a cura dellArea studi della Fondazione Ente dello Spettacolo (EdS), che viene presentato oggi, alle ore 11, allUniversità Luiss Guido Carli di Roma (viale Romania 32). Ad illustrare il Rapporto sarà mons. Dario Edoardo Viganò, presidente della Fondazione. Se il 2010 - spiega mons. Viganò - aveva visto il cinema italiano tornare al successo al botteghino, nel 2011 il comparto ha cercato - sulla spinta della crescita - di risolvere gli annosi problemi legati al finanziamento delle produzioni, alla lentezza del processo di digitalizzazione, alla chiusura delle sale dei centri storici, strozzate dallimpossibilità di essere riconvertite in multisale. Così, conclude il presidente della Fondazione, anche se gli esiti al box office sono stati meno eclatanti, il cinema italiano - con la produzione di 155 opere - è tornato ai livelli degli anni Sessanta, confermando limpressione di una conquista dimportanti quote di mercato.
Domani pomeriggio, nella chiesa di Santa Maria in Vallicella (Chiesa Nuova), in via del Governo Vecchio 134 a Roma, si terrà un incontro per ricordare il 49° anniversario dell‘elezione al soglio pontificio di Giovanni Battista Montini, Papa Paolo VI. A promuoverlo è la Fuci. Alle ore 17 ci sarà la celebrazione eucaristica in Santa Maria in Vallicella e alle ore 18, nella Sala San Filippo dellOratorio romano, si proseguirà con la presentazione del libro Mons. Montini, presentato dall‘autore Fulvio de Giorgi, docente di storia della pedagogia presso l‘Università di Modena-Reggio Emilia, e dal direttore de LOsservatore Romano, Giovanni Maria Vian. Per i promotori delliniziativa, questo incontro vuole essere non solo un‘occasione per riscoprire la figura di Paolo VI, ma anche un momento per ritrovare, attorno ad una figura a noi cara, diverse generazioni di fucini.
In occasione della Giornata mondiale del rifugiato, la Fondazione Mondo Digitale organizza lincontro dedicato alla cooperazione internazionale nellambito del progetto Fiera internazionale delle creatività promosso da Città educativa con Roma Capitale. In contemporanea si terrà la terza edizione della partita di calcio solidale Io ci sono: i giovani rifugiati, ospiti del Centro Enea di Roma, sfideranno scuole romane e organizzazioni non profit. Levento è in programma oggi, alle ore 15, presso lIstituto Santa Maria di Roma (viale Manzoni 5). Liniziativa sulla cooperazione internazionale vedrà protagoniste associazioni e organizzazioni non profit che incontreranno il mondo della scuola (studenti, genitori, docenti e dirigenti scolastici) attraverso degli stand informativi. Diversi gli obiettivi: sensibilizzare i giovani a stili di vita solidali, incoraggiare lesercizio della cittadinanza attiva tra le nuove generazioni, educare alluso consapevole delle nuove tecnologie. Tra i supporter delliniziativa anche il Liberi Nantes Football Club, la prima squadra di calcio composta da giocatori vittime di migrazione forzata e Shoot For Change, una piattaforma che unisce iniziative di fotografi, artisti e designer per contribuire a migliorare la vita di ognuno.