In occasione della Giornata mondiale del rifugiato, che si celebra domani, 20 giugno, la Caritas di Forlì-Bertinoro organizza, nella Casa Buon Pastore di Forlì, la proiezione del documentario Mare chiuso, cui seguirà lintervento di Paolo Lambruschi di Avvenire. Lappuntamento è anche la prima tappa della rassegna Forlì città di rifugio? organizzata dalla Caritas diocesana in collaborazione con la cooperativa DiaLogos, la Comunità di SantEgidio, il Museo interreligioso di Bertinoro e la Facoltà di Scienze Politiche Roberto Ruffilli. Allincontro parteciperanno alcuni rifugiati eritrei per testimoniare la loro esperienza. In Italia, nel solo 2011, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) ha accolto più di 7500 richiedenti asilo e rifugiati Delle 7.589 persone accolte, 312 sono minorenni senza genitori o parenti. Si tratta - spiega Daniela Di Capua, direttrice dellufficio coordinamento del Sistema - soprattutto di persone giovani, al 79% uomini , con unistruzione medio-alta. Provenienti soprattutto da Somalia, Afghanistan, Eritrea, Nigeria e Costa dAvorio, e molti di loro hanno subito violenze e torture. Il 70% di quanti lasciano laccoglienza vive poi autonomamente. Rimane, però, una lista dattesa di 7.431 persone, che il Sistema non riesce ad assorbire.
Le open resources educative (Oer) stanno silenziosamente rivoluzionando l‘istruzione superiore; per questo occorre analizzare in che modo questo movimento può essere sviluppato e accelerato. LUnesco presenta ledizione 2012 del World Open Education Resources Congress, che promuove dal 20 al 22 giugno presso la sua sede a Parigi con il Commonwealth of Learning (CoL) e il sostegno della William and Flora Hewlett Foundation. Nel corso dei lavori, pedagogisti dellUniversità di Oxford, del MIT, della Harvard University, della London School of Economics e una delegazione di scuole delle Nazioni Unite presenteranno le proprie esperienze di open resources, i risultati e le modalità migliore per attuare anche altrove queste politiche altrove. Le open resources educative indicano ogni tipo di materiale didattico liberamente disponibile e accessibile al pubblico. Gli insegnanti sono incoraggiati a utilizzare, copiare, adattare e ri-condividere le open resources per soddisfare le loro esigenze e quelle dei loro studenti. Tra gli obiettivi del Congresso, ladozione della Dichiarazione di Parigi 2012 sulle Oer, che invita i governi a sostenerne lo sviluppo e la diffusione. Lappuntamento sarà anche occasione per celebrare il 10° anniversario del Forum Unesco 2002, durante il quale è stato coniato il termine Open Educational Resources. Info: www.unesco.org
Sono 155 i film realizzati nel corso del 2011 in Italia, il maggior numero dal 1960. È questo il dato che emerge dal Rapporto 2011 Il mercato e lindustria del cinema in Italia realizzato dallarea studi della Fondazione ente dello spettacolo presieduta da don Dario Edoardo Viganò. Il report sarà presentato domani 20 giugno presso la Luiss Guido Carli (Roma, ore 11.00), alla presenza, tra gli altri, di don Viganò, di Nicola Borrelli, direttore generale cinema del Ministero dei beni culturali, di Riccardo Tozzi, presidente Anica, di Lionello Cerri, presidente Anec, di Luciano Sovena, Cinecittà Luce. Se il 2010 - spiega don Viganò - aveva visto il cinema italiano tornare al successo al botteghino, nel 2011 il comparto ha cercato, sulla spinta della crescita, di risolvere gli annosi problemi legati al finanziamento delle produzioni, alla lentezza del processo di digitalizzazione, alla chiusura delle sale dei centri storici, strozzate dallimpossibilità di essere riconvertite in multisale. Così - conclude Viganò - anche se gli esiti al box office sono stati meno eclatanti, il cinema italiano, con la produzione di 155 opere, è tornato ai livelli degli anni Sessanta, confermando limpressione di una conquista di importanti quote di mercato. Info:www.entespettacolo.org
Un appello al governo italiano relativo alla cooperazione con la Libia in materia di controllo dellimmigrazione è stato rilanciato oggi da Amnesty international, alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato che ricorre domani, 20 giugno. Lorganizzazione per i diritti umani si dice preoccupata per la ripresa della cooperazione bilaterale tra Italia e Libia, sulla base dellaccordo firmato il 3 aprile a Tripoli dai ministri dellInterno dei due Paesi. Laccordo del 3 aprile - ricorda Amnesty - è stato sottoscritto nonostante le numerose denunce sulle violazioni in Libia dei diritti umani di migranti, rifugiati e richiedenti asilo e lassenza in quel Paese di meccanismi per determinare lo status di rifugiato. Amnesty sollecita il governo italiano a garantire che la cooperazione bilaterale con la Libia in materia di controllo dellimmigrazione non causi, direttamente o indirettamente, violazioni dei diritti umani di migranti, richiedenti asilo e rifugiati e non ne tragga beneficio. Chiede perciò al governo italiano di mettere da parte ogni accordo esistente con la Libia in tema di controllo dellimmigrazione e di avviare negoziati su futuri accordi del genere solo quando la Libia avrà dimostrato di rispettare e proteggere i diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati.
Nella regione del Sahel (Africa occidentale) più di un milione di bambini sotto i cinque anni rischia di morire per grave malnutrizione acuta e ha bisogno di aiuto immediato. Altri tre milioni di bambini sono a rischio moderata malnutrizione acuta. Ad affermarlo lOnu, che oggi da Ginevra ha lanciato con i suoi partner un appello per 1,6 miliardi di dollari per fornire cibo, nutrizione, servizi sanitari, igienici e altri tipi di assistenza urgente a 18,7 milioni di persone in Burkina Faso, Mali, Mauritania, Ciad, Niger, Camerun, Gambia, Nigeria e Senegal. È fondamentale mantenere questo impegno nei mesi a venire, non solo per rispondere ai bisogni, ma anche per prepararsi alla ricostruzione delle vite e al sostentamento delle persone colpite dalla crisi, ha detto durante il lancio il coordinatore umanitario regionale per il Sahel, David Gressly. Secondo l‘Ufficio Onu coordinamento affari umanitari (Ocha), la situazione nella regione è drammaticamente peggiorata nel 2012 a causa della siccità, dello scarso raccolto, dellaumento dei prezzi dei prodotti alimentari, degli sfollamenti e dellinsicurezza. Le agenzie umanitarie hanno sostenuto i governi della regione nella risposta alla crisi. Finora i donatori hanno fornito il 43% dei fondi necessari, tuttavia, si legge in una nota, se l‘assistenza non venisse più sostenuta, la transizione dall‘emergenza acuta al recupero potrebbe non riuscire.
Nonostante i vincoli di bilancio presenti in tutto il mondo, non dobbiamo allontanarci dai bisognosi. I rifugiati scappano perché non hanno scelta: dobbiamo scegliere di aiutare. Sono, queste, le parole del segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-moon, nel messaggio per la Giornata mondiale del rifugiato che ricorre domani, 20 giugno. I rifugiati sono più di 42 milioni in tutto il mondo, più di un milione solo da Costa dAvorio, Libia, Mali, Somalia, Sudan e Siria: Questi numeri - afferma Ban - rappresentano molto più che statistiche. Essi sono individui e famiglie la cui vita è stata sconvolta, le cui comunità sono state distrutte, e il cui futuro resta incerto. A proposito dei Paesi che ospitano molti rifugiati, come Pakistan, Iran, Tunisia, Liberia, Kenya, Nigeria Mauritania e Burkina Faso, Ban Ki-moon sottolinea come non possano essere lasciati da soli ad assumersi tale onere. Le Nazioni unite, aggiunge, stanno lavorando per far fronte a tutte queste sfide, non solo fornendo protezione e assistenza a 15 milioni e mezzo di sfollati allinterno dei loro Paesi, ma anche puntando alla prevenzione e alla riduzione del fenomeno dellapolidia. Il segretario auspica infine di lavorare assieme per mobilitare la volontà politica per prevenire e porre fine ai conflitti che provocano flussi di rifugiati e, dove possibile, favorire il ritorno dei rifugiati nel Paese dorigine.
Al di là del titolo di studio il 17% è operaio non specializzato, un 40% del campione lavora nel settore delle pulizie, dellassistenza domestica, dellagricoltura, della ristorazione o del commercio. Il 75% si dice soddisfatto del lavoro che svolge, ma solo perché perché mi consente di vivere (27%), perché non cè altro (18%), perché mi permette di mantenere la famiglia (16%), perché mi permette una vita dignitosa (9%). Il 22% degli intervistati lavora in nero. Per quanto riguarda la condizione alloggiativa il 26% condivide casa con degli amici, il 22% con altre persone, solo il 10% vive da solo e il 21.5% con il proprio nucleo familiare. Il 18% vive presso il datore di lavoro o in centri di accoglienza. Christopher Hein, direttore del Cir chiede una svolta nel nostro Paese: deve essere superato lapproccio per cui si affronta laccoglienza sotto forma di emergenza e lintegrazione sotto forma di progetti: Dobbiamo introdurre un programma nazionale per lintegrazione anche in chiave di efficienza economica. In Italia i rifugiati erano 56 mila lo scorso anno, un numero ancora molto basso rispetto a Francia, Paesi Bassi e Regno Unito e Germania.
In Italia un rifugiato su due non ha lavoro, il 22% lavora in nero. Moltissimi non hanno una situazione abitativa autonoma e dignitosa. E quanto emerge dalla ricerca Le Strade dellIntegrazione presentata oggi a Roma dal Consiglio italiano per i rifugiati (Cir), in collaborazione con il Dipartimento di Scienze sociali della Sapienza Università di Roma, dallAssociazione Comitato per il Centro Sociale (Caserta) e dallAssociazione Xenia (Bologna). La ricerca ha analizzato limpatto dei percorsi di accoglienza e i servizi per lintegrazione su un campione di titolari di protezione internazionale, presenti in Italia da almeno 3 anni. Lo studio si è sviluppato su 7 territori (Torino, Bologna, Roma, Caserta, Lecce, Badolato e Catania) e sono stati raccolti 222 questionari. Riguardo al lavoro emerge che il 44,6% degli intervistati è disoccupato, il 4% non risponde, e solo il 51,4% dice di avere unoccupazione. I lavori spesso non sono in linea con le qualifiche dei rifugiati: tra i 18 laureati che hanno risposto al questionario, cè chi fa il bracciante agricolo, chi il custode, chi distribuisce giornali, chi è muratore alcuni fanno anche gli interpreti o i mediatori. Solo uno ha unattività in linea con la sua professione, il pediatra. (segue)
Il trascendente ce labbiamo vicino a noi anche tutti i giorni: è il vero significato di quello che stiamo pensando, è il vero significato di quello che è la vita. La trascendenza è rivolgersi a un tu, parlare con qualcuno: se prestiamo ascolto alla storia delle religioni, è stato Dio che ha parlato agli uomini, che li ha chiamati, il rapporto di trascendenza è dunque un rapporto io-tu-popolo-Dio. Sono questi alcuni stralci di interviste - riportate in anteprima da lOsservatore Romano, in edicola oggi - fatte dal regista Salvatore Nocita al cantautore Roberto Vecchioni e al filosofo Salvatore Natoli, e raccolte nel volume Le inquietudini delle fede (Marcianum press). Cosa è il trascendente per luomo del duemila? Come si può credere in un Dio che manda a morte suo figlio? Cosa è la misericordia? Queste alcune delle domande che lautore ha posto, oltre a Vecchioni e Natoli, al cardinal Angelo Scola, arcivescovo di Milano, a mons. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura, e alla storica Lucetta Scaraffia. Il libro sarà presentato giovedì 21 giugno presso i Musei Vaticani (Roma, ore 10.30), alla presenza di mons. Dario Edoardo Viganò, presidente della Fondazione ente dello spettacolo (Eds) cui si deve lintroduzione al volume, e Fabrizio Palenzona presidente Fai service e autore della postfazione.
Circa 120 migranti, tra i quali 43 bambini, hanno ‘volontariamente lasciato il paese per tornare nella loro terra d‘origine. Ad ogni immigrato è stato dato un contributo di 1300 dollari (500 per i bambini) con la promessa di non fare più ritorno nello stato ebraico. Alle operazioni di rimpatrio era presente anche una delegazione del governo del Sud Sudan che non ha avuto alcuna rimostranza rispetto al comportamento di Israele. Le buone relazioni tra i due paesi (Israele è stato tra i primi paesi a riconoscere il Sud Sudan) sono confermate anche dal fatto che il paese africano stabilirà la propria ambasciata a Gerusalemme e non a Tel Aviv, diventando di fatto il primo paese a riconoscere Gerusalemme come capitale unica ed indivisibile dello stato ebraico. L‘operazione di espulsione, dal nome "Going Home", prevede, riferisce Nena news, controlli a tappeto di squadre speciali della polizia alla ricerca degli infiltrati. Il risultato è che i migranti cercano di nascondersi. Secondo lagenzia questa politica ha anche avuto l‘effetto di esacerbare ulteriormente la tensione, già oltre i livelli di guardia dopo i ripetuti episodi di violenza delle scorse settimane. Ora i migranti hanno paura e sono diventati target di offese ed aggressioni quotidiane, l‘ultima delle quali in un ristorante eritreo nel quartiere di HaTikva (sud di Tel Aviv).
Sono in maggioranza cristiani e tra questi numerosi sono i cattolici che frequentano le parrocchie di Jaffa e di Eilat, i Sud Sudanesi che saranno espulsi da Israele dopo che la settimana scorsa, un tribunale di Gerusalemme ha legittimato lespulsione pianificata di richiedenti asilo provenienti dal Sud-Sudan. La decisione, come si apprende dal Vicariato San Giacomo per i cattolici di lingua ebraica in Israele, che cita articoli apparsi sulla stampa nazionale, riguarda anche gli altri africani che si trovano nel paese senza regolare permesso ma non i richiedenti asilo provenienti dal Sudan (con cui Israele non ha relazioni diplomatiche) o dallEritrea (che continuano a beneficiare di una protezione di gruppo). Non ci sono cifre precise sul numero di sud sudanesi in Israele e le stime variano da 700 a circa 3000. Vi sono compresi centinaia di bambini, molti dei quali sono nati in Israele. I singoli possono attualmente presentare domanda per chiedere di essere riconosciuti come rifugiati. Ogni domanda sarà esaminata dal Ministero degli Interni. Secondo quanto riferisce lagenzia Nena news, nella notte tra domenica e lunedì le autorità israeliane hanno iniziato l‘espulsione dei cittadini sud sudanesi. (segue)
Le confraternite sono una risorsa per la Chiesa per la testimonianza di valori che danno da 8 secoli e che è ancora viva. Una risorsa anche per la società, per la capacità aggregativa che cè nelle confraternite e per i segni di carità anche verso quelle che sono oggi le nuove povertà. Lo sostiene in unintervista al SIR (clicca qui) Francesco Antonetti, presidente della Confederazione delle confraternite delle diocesi di Italia, a conclusione del XXI Cammino nazionale delle confraternite, che si è svolto a Monreale dal 15 al 17 giugno. Le confraternite oggi sono ancora portatrici di quei valori morali di cui molto lamentiamo tanto lassenza nel mondo moderno - prosegue Antonetti -. Valori che esistono, ma sui quali è come calato un velo e per questo sono un po meno visibili. Il compito delle confraternite è proprio squarciare questo velo, per mostrare di nuovo la forza di quei valori che sono stati esercitati per secoli e ancora oggi sono così validi. In Italia ci sono 6000 confraternite vive e circa un milione e mezzo di confratelli. Il 65-70% sono nel Centro-Sud - afferma Antonetti -: abbiamo una stima di 1250 confraternite in Sicilia, 900 in Puglia, 600 in Campania; ma ce ne sono tante anche in Lazio, Abruzzo e Molise, Marche, Piemonte, anche in Lombardia, un po di meno in Emilia Romagna. È una realtà viva non dimenticata. Info: www.confederazioneconfraternite.org.
(Sir Europa - Bruxelles) - Il crimine organizzato progredisce soprattutto perché noi siamo ciechi; ed è indispensabile fare anche un lavoro di tipo pedagogico, di sensibilizzazione presso i cittadini europei. Jean-François Gayraud, commissario della polizia francese, ha preso parte a una conferenza promossa oggi presso il Parlamento Ue per riflettere sul tema Impatto della criminalità organizzata nellUe e modalità di contrasto. LAssemblea ha appena istituito al suo interno una nuova commissione che si occupa del contrasto al crimine organizzato e alle mafie, con una prospettiva transnazionale. Nel corso della conferenza, la presidente della commissione dellEuroparlamento, Sonia Alfano, ha affermato: Limpatto negativo delle mafie nellUnione è imponente. Non si parla più di sistemi criminali mafiosi solo con riferimento allItalia: si ha una crescente consapevolezza della reale e concreta minaccia per la libertà e la sicurezza dei cittadini. In questo senso la commissione si concentrerà sulla necessità di aggredire i patrimoni criminali, in qualunque parte del mondo si trovino. Giovanni Kessler, direttore dellOlaf (Ufficio europeo per la lotta antifrode), ha dichiarato: La nostra esperienza suggerisce che la criminalità organizzata ha sempre di più una dimensione transnazionale. Quindi non possiamo trattare questo problema con strumenti nazionali: serve un approccio integrato.
Accoglieremo tutti con grande simpatia - ha affermato mons. Mogavero - e cercheremo di dare prova di essere incamminati in una strada che porta al dialogo e non disdegna la riflessione e anche la manifestazione più autentica di quelle che sono le nostre bellezze e le nostre peculiarità. Il criterio che il Centro di azione liturgica (Cal) segue nellorganizzare la Settimana, ha spiegato mons. Alfredo Di Stefano, segretario del Cal, è quello di attraversare lItalia: Nord, Centro e Sud. E quando pensiamo al Sud, pensiamo alla Sicilia che è una terra molto vivace, dove la realtà ecclesiale affascina sempre. Più di una volta siamo venuti in Sicilia e lo faremo anche questanno. Sarà unoccasione per riflettere su alcune dimensioni del nostro essere Chiesa oggi, dentro alle problematiche dellevangelizzazione del nostro territorio. Per la preparazione di questo evento nazionale, ha fatto sapere don Giuseppe Titone, direttore dellUfficio liturgico diocesano, stiamo coinvolgendo un gran numero di collaboratori perché tutto possa avere un risultato proficuo. Nella diocesi di Mazara del Vallo sono attese per la Settimana liturgica più di mille persone provenienti da tutta Italia. Info: www.centroazioneliturgica.it.
Lanno liturgico: pellegrini nel tempo. Itinerario educativo alla sequela di Cristo è il tema della 63ª Settimana liturgica nazionale in programma, dal 27 al 31 agosto, a Marsala (diocesi di Mazara del Vallo). Levento, organizzato ogni anno dal Centro di azione liturgica (Cal), è stato presentato questa mattina nel palazzo vescovile di Mazara del Vallo (clicca qui). La scelta di celebrare qui la Settimana liturgica, ha detto il vescovo della diocesi siciliana, mons. Domenico Mogavero, ci riempie di soddisfazione perché significa il riconoscimento della centralità della nostra Chiesa nellambito del Mediterraneo e dice di una rilevanza che ha la nostra Chiesa nel contesto nazionale. Due termini del tema scelto, ha aggiunto mons. Mogavero, rappresentano la nostra Chiesa mazarese: pellegrini e itinerario, due parole che danno contezza di una Chiesa in cammino sullesperienza di fede. Siamo certi che la Settimana sarà unopportunità concreta di rilancio del territorio. Come diocesi, ha proseguito il vescovo, saremo impegnati ad accogliere i convegnisti e a mostrare la nostra proverbiale ospitalità, ma saremo impegnati anche a mostrare le caratteristiche di una Chiesa che nel territorio vive tutti i problemi che esso presenta, soprattutto nel campo dellincontro e del dialogo interculturale e interreligioso. (segue)
Bisognerà trovare delle modalità di incontro, dialogo e comprensione tra Paesi industrializzati e Paesi emergenti. Non fissarsi su vincoli e problemi ma cercare invece delle soluzioni convenienti per tutti. Ossia trovare cibo, acqua ed energia per tutti. È questo lauspicio di Matteo Mascia, esperto di politiche ambientali della Fondazione Lanza, alla vigilia dellarrivo di oltre 100 leader del mondo a Rio+20 la Conferenza delle Nazioni sullo sviluppo sostenibile, in corso fino al 22 giugno a Rio de Janeiro, a 20 anni dalla prima Conferenza sullambiente e lo sviluppo. Rio+20 arriva in un momento particolarmente delicato e difficile per la crisi economica - dice Mascia in una intervista al Sir (clicca qui) ma credo che il cambiamento sia già in corso nei contesti locali e nazionali. Nonostante le difficoltà di equilibrare le posizioni tra Paesi industrializzati e Paesi emergenti, secondo Mascia un buon risultato sarebbe portare a casa un documento finale in cui si riconfermino i principi fondamentali di Rio, si individuino i nuovi obiettivi, ripensando il fatto che lo sviluppo passa attraverso unazione congiunta tra Paesi ricchi, emergenti e poveri. Porre alcuni principi e criteri per guidare la green economy del futuro e monitorare il processo di economia sostenibile. Rilanciare con forza la necessità di andare oltre il Pil.
"Fa suonare le campane è titolo dellaudiolibro che raccoglie i testi di mons. Antonio Bello, vescovo di Molfetta scomparso nel 1993 e per il quale è in corso un processo di beatificazione. Il volume sarà presentato in conferenza stampa giovedì 21 giugno alle 11.30 nella sala Marconi di Radio Vaticana a Roma (piazza Pia 3). Allappuntamento interverranno mons. Giuseppe Merisi, presidente di Caritas italiana, mons. Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, don Maurizio Tarantino, delegato regionale Caritas di Puglia, Mite Balduzzi e Roberto Tietto del Centro europeo risorse umane. Lobiettivo, spiegano i promotori, è ricordare un uomo di straordinaria capacità comunicativa, che ha saputo coniugare da illustre pastore il messaggio evangelico in forme ed espressioni nuove e pregnanti: tra le tante, la ‘Chiesa del grembiule, per sottolineare la missione di servizio e la scelta degli ultimi. Le prefazioni sono state scritte da mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto, e da don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele. La lettura dei testi è affidata a Michele Placido, Eleonora Mazzoni, Ignazio Oliva e Andrea Poli, centrocampista dellInter. Allinterno della colonna sonora del maestro Mite Balduzzi anche il brano Ora e qui di Niccolò Fabi.
Attività economiche, stili di vita, consumi, rispetto dellambiente: sono fra i temi allattenzione del convegno su Responsabilità globale e sostenibilità ambientale in corso, fino a domani, presso la scuola di teologia di Halki, in Grecia. L‘iniziativa è promossa dal patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo, con il sostegno della Southern New Hampshire University (Stati Uniti). Esperti di varie discipline e di differenti nazioni si confrontano su temi di stringente attualità, sui quali è aperto il confronto anche al G20 di Los Cabos (Messico), alla Settimana europea dellenergia sostenibile (organizzata fino al 22 giugno dallUe su scala europea) e nellimminente Summit della Terra Rio+20 (Rio de Janeiro, 20-22 giugno). Una analisi particolare è dedicata al rapporto tra fede cristiana, stili di vita e rispetto del Creato, con le possibili relative implicazioni pastorali ed ecclesiali. I lavori comprendono tre sessioni specifiche su biodiversità e conservazione, energia e cambiamenti climatici, economia e innovazione. Il convegno sarà chiuso da un intervento del metropolita Giovanni Zizioulas di Pergamo. Quello di Halki è peraltro uno degli otto incontri di studio e confronto sui temi ambientali organizzati in questi anni dal Patriarcato ecumenico di Costantinopoli.
La riproduzione digitale dei beni culturali è un argomento che coinvolge le biblioteche di ogni genere e dimensione e pertanto esige di essere conosciuto e approfondito. Monsignor Michele Pennisi, vescovo di Piazza Armerina e presidente dellAbei (Associazione bibliotecari ecclesiastici italiani), ha aperto così, ieri a Senigallia, il convegno di studio annuale dellassociazione fondata nel 1978 e riconosciuta dalla Cei. Abbiamo allargato il nostro raggio di interesse dal bene librario al bene culturale - ha proseguito - perché quasi sempre la biblioteca ecclesiastica custodisce materiale non librario, e perché spesso nelle diocesi s tende a costruire un complesso integrato di biblioteca-archivio-museo affidato alle cure di un solo responsabile. Il problema della fruizione si intreccia con le ragioni della tutela, salvaguardia e valorizzazione dei beni librari, ha spiegato mons. Pennisi, sottolineando che servono valutazioni sulle tecniche da usare, i materiali da riprodurre, la divulgazione delle immagini e i costi. Il presidente dellAbei ha poi evidenziato come le risorse immesse in rete costituiscano una gigantesca biblioteca-emeroteca-archivio-museo, accessibile in ogni momento e in ogni parte del mondo. Lobiettivo, ha ribadito, rimane la qualificazione biblioteche e bibliotecari ecclesiastici.
LUnitalsi organizzerà il 22 giugno una triangolare di calcio (ore 19.30) nello Stadio Piano dAccio di Teramo, per raccogliere fondi da destinare allEmilia e avviare la ricostruzione di alcune chiese andate distrutte in seguito al violento sisma. Questa manifestazione ha ottenuto il patrocinio della Federazione italiana gioco calcio, della Lega nazionale dilettanti e del Comune di Teramo, oltre alla collaborazione del Teramo Calcio. Liniziativa nasce per sottolineare limportanza, di essere uniti nelle sofferenza e di aiutare e stare vicino alle persone terremotate dellEmilia - spiega Salvatore Pagliuca, presidente Nazionale Unitalsi - e proprio dallAbruzzo, già fortemente colpito due anni fa, vogliamo lanciare un messaggio di speranza e di solidarietà allintera comunità emiliana, attivandoci concretamente per avviare la ricostruzione delle zone terremotate. Ci tenevamo che la gara benefica ‘In Campo per lEmilia, si tenesse in Abruzzo, una terra che è stata capace di ricominciare nonostante le difficoltà e sono convinto che tanti abruzzesi contribuiranno a siglare un goal decisivo per le migliaia di sfollati dellEmilia, afferma Dante DElpidio, vice presidente nazionale dellUnitalsi.
Sostenere la Siria dedicandole un tempo di preghiera: è quanto si propone liniziativa Venerdì di solidarietà per la pace in Siria promossa nellambito dei gruppi, come Le 2facce, che ruotano intorno al gesuita Paolo DallOglio, fondatore della comunità siriana di Mar Musa, a nord di Damasco, impegnata nel dialogo islamo-cristiano. Il religioso, dopo 30 anni di permanenza in Siria, è stato invitato a lasciare il Paese ma il suo desiderio continua ad essere quello di lavorare per il dialogo, la riconciliazione e il rispetto dei diritti umani. Da qui linvito ad avviare i Venerdì di solidarietà per la pace in Siria. Si tratta di un momento specifico di preghiera di comunione e unità fissato il venerdì, come scelta di condivisione, giorno sacro della preghiera dei fratelli musulmani e di accompagnamento per la risoluzione di questa crisi. I Venerdì di solidarietà per la pace in Siria si apriranno il 22 giugno in comunione con altre iniziative in città italiane e non solo: Trieste, Fermo, Trento, Iglesias, Venezia, Antiochia, Bruxelles, Ginevra e Parigi .
Unesperienza che crediamo possa replicarsi e contribuire a segnare linizio di un percorso di ri-qualifica professionale per cercare di attenuare il grave problema dellassenza di lavoro specialmente per i più avanti con gli anni. Un segno di fiducia e speranza!. Con questo obiettivo la diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi ha organizzato il progetto La prova del cuoco, un corso di formazione professionalizzante gratuito di 60 ore, suddivise in dieci lezioni, a cui hanno partecipato 12 giovani e adulti in difficoltà lavorative, disoccupati o inoccupati per la creazione della figura di aiuto cuoco. Il progetto è stato realizzato grazie a un mini-finanziamento di 3.000 euro - recita una nota - ottenuto quale primo premio al VI Congresso di progettazione sociale organizzato dal Movimento lavoratori di Azione Cattolica (Ac), attraverso il Progetto Policoro e in collaborazione con Ac diocesana, Factory del Gusto e Associazione Cuochi Baresi. Nel corso della manifestazione finale di domani (ore 19 - Factory del Gusto nella zona industriale di Molfetta), a cui parteciperà il vescovo della diocesi pugliese, mons. Luigi Martella, si terrà una degustazione delle pietanze preparate dai corsisti e saranno consegnati gli attestati finali.
Il 21 aprile 2013 si svolgerà a Sondrio il solenne rito di beatificazione dellarciprete Nicolò Rusca. Lannuncio è stato dato questa mattina dal vescovo della diocesi di Como, mons. Diego Coletti, durante la Santa Messa in Collegiata a Sondrio per la festa dei patroni della città, i santi Gervasio e Protasio. La conferma della data del 21 aprile, che, tra laltro, viene a coincidere con i 450 anni della nascita di Nicolò Rusca, è giunta proprio in questi giorni dalla Segreteria di Stato Vaticana. I santi - ha affermato mons. Coletti durante lomelia - ci ricordano la Gloria di Dio e, in particolare, nei martiri ritroviamo la forza della testimonianza. Riflettere sul complesso contesto religioso e politico in cui si svolse la vicenda umana dellarciprete Rusca - ha aggiunto -, potrà aiutarci da un lato a comprendere limportanza di un sempre più approfondito dialogo fra cristiani, in un clima di vero ecumenismo, e dallaltro a scoprire il dono del reciproco perdono. È stato Benedetto XVI, lo scorso 19 dicembre, ad autorizzare la Congregazione per le cause dei Santi a pubblicare il decreto relativo al martirio del Servo di Dio Nicolò Rusca, sacerdote diocesano; nato a Bedano (Canton Ticino) nel mese di aprile 1563 e ucciso in odio alla fede a Thusis (Svizzera) il 4 settembre 1618.
La scelta di dar vita al festival anche nelle zone colpite dal terremoto, rafforza ancora di più - ha precisato Remo Di Pinto, presidente nazionale dellOrdine francescano secolare - limpegno a vivere la Chiesa sul territorio. Nellincontro con la stampa è stato quindi presentato il programma del Festival che prevede circa cento eventi nella città di Rimini, in cui lanno prossimo si celebrerà lVIII centenario del passaggio di Francesco. Tra gli incontri proposti, si parlerà di donne nel Vangelo e nella Chiesa con interventi di Marinella Peroni, presidente del Coordinamento teologhe italiane, con uno sguardo alle altre religioni e al ruolo delle donne nella Primavera araba; Luigi Accattoli e Susanna Camusso interverranno su famiglia, politica e lavoro; sulle donne e le sante nellarte si discuterà con Timothy Verdon e Philippe Daverio. Il Festival promuove inoltre la mostra Gentile Chiara, con opere di Gentile da Fabriano e Guercino, e il musical LAmore quello vero. Per coinvolgere le scuole a scoprire lattualità del francescanesimo, diversi laboratori didattici cui parteciperanno oltre 4.000 bambini e ragazzi. Info: www.festivalfrancescano.it
Tornare nelle piazze, dove la gente fa esperienza della vita quotidiana, per portare lesperienza del Cristianesimo, lespressione della realtà francescana. Questa la premessa di padre Alessandro Caspoli, presidente del Festival francescano, annunciata oggi nel corso della conferenza stampa di presentazione dellevento promosso dai francescani italiani in programma a Rimini dal 28 al 30 settembre. Tema della quarta edizione del festival è Femminile, plurale, scelto in occasione nellVIII centenario della consacrazione di Chiara dAssisi: personaggio, ha sottolineato padre Prospero Rivi, segretario del Movimento francescano nazionale, inseparabile dalla figura di Francesco di cui è stata sostegno e interprete geniale del suo carisma. Chiara dAssisi ma anche Margherita da Cortona, Angela da Foligno, Elisabetta dUngheria: donne, ha precisato Rivi, Espressione dellesperienza mistica ma anche della dimensione femminile del Vangelo, della maternità, della pace, del dialogo, per una società fondata sullamore. Tra gli ospiti del Festival, intervenuti oggi, suor Eugenia Bonetti, per 24 anni missionaria in Kenya, dove le donne vivono accanto alla Madre Terra la quotidianità cantata da Francesco: è stata lAfrica - ha dichiarato la consacrata - a chiedermi di fidarmi di quel Dio che non fa mancare nulla, che riempie di grande ricchezza seppur in grande povertà. (segue)
Ad una domanda su una presunta scarsa attenzione dellInstrumentum a separati, divorziati e madri single, il segretario del Sinodo replica: Continuiamo a riproporre lideale della famiglia cristiana, piccola Chiesa domestica aperta alla vita che va avanti nonostante le difficoltà. A chi stigmatizza la mancanza nel documento di un paragrafo dedicato allo scandalo degli abusi sessuali del clero, mons. Eterović precisa che nel testo si lamentano tutti i peccati, non solo questo ma anche gli altri, manifestatisi nella Chiesa negli ultimi anni. Infine lassicurazione che la Chiesa non ha mai avuto difficoltà con i giornalisti che fanno il loro dovere con professionalità e ai quali esprime gratitudine. I problemi nascono solo quando si va al di là dei fatti e si inventano le notizie.
Su 114 Conferenze episcopali, a rispondere è stato oltre il 70%, informa mons. Eterović, che definisce commovente leggere le risposte delle Chiese del Medio Oriente e dei Paesi africani dove la testimonianza della fede esige a volte anche il martirio. Nellosservare che tutta levangelizzazione - nuova, ordinaria, missio ad gentes, verso chi si è allontanato - ha bisogno di essere dinamizzata, il segretario del Sinodo sottolinea che essa non riguarda solo la Chiesa, ma tutta la comunità cristiana. DallInstrumentum laboris, osserva, emerge inoltre la necessità che la comunità ecclesiale allargata - parrocchie, movimenti, gruppi di preghiera, scuole cattoliche - educhi i genitori, primi trasmettitori della fede. Un richiamo anche allesperienza del Cortile dei gentili (struttura promossa dal Pontificio Consiglio della cultura, ndr) che, pur non iniziando dal primo annuncio, si incontra con le domande fondamentali dellesistenza. (segue)
La nuova evangelizzazione non è una risposta affannosa allattuale crisi che vive luomo; è piuttosto il dinamismo della fede a spingere la Chiesa a riproporre il Vangelo che è sempre lo stesso ieri, oggi e sempre. Lo ha precisato questa mattina in Sala stampa vaticana mons. Nikola Eterović, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, rispondendo alle domande dei giornalisti dopo la presentazione dellInstrumentum laboris della XIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana (7 - 28 ottobre 2012). Non cè bisogno di nuove strategie - è la puntualizzazione del presule -; bensì di parlare alluomo di oggi in modo che questi intenda, ma nulla è importante quanto la testimonianza, senza la quale viene meno lautenticità dellevangelizzatore, e questo potrebbe tradursi in un ostacolo alla trasmissione della fede. Dalle risposte ai questionari e dalle riflessioni di Conferenze episcopali, Sinodi dei vescovi delle Chiese cattoliche orientali sui iuris, Dicasteri della curia romana e Unione superiori generali, raccolte e sintetizzate nellInstrumentum laboris, emerge che il meccanismo della trasmissione della fede si è inceppato non solo nel mondo occidentale ‘secolarizzato - osserva mons. Eterović -; la necessità della nuova evangelizzazione riguarda pertanto anche le ‘nuove Chiese e questo un po ci meraviglia. (segue)
Rafforzare la copertura dei più fragili, riducendo quella degli altri. Per Federico Spandonaro, dellUniversità di Roma Tor Vergata, il cambiamento, nasce dallimpegno a ripensare lequità del sistema, in unepoca di crisi in cui il sistema sanitario che dà tutto a tutti rischia di non reggere più. Garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini, ha spiegato lesperto intervenendo oggi al convegno Cei di pastorale sanitaria, è un impegno che va onorato in modo equitativamente accettabile, creando maggiore sussidiarietà, preventivando e incentivando. Alla sanità pubblica, spetta il compito di aumentare la propria efficienza interna riorientando luso delle risorse. No, dunque, a una sanità esclusivamente tecnocratica, sì invece a una sanità meno tecnocratica per poter promuovere lequità. È compatibile il cambiamento con luniversalità e lumanità delle cure, in un momento in cui, per la prima volta nella storia, le risorse diminuiscono?. A chiederselo è stato Walter Ricciardi, dellUniversità Cattolica, che si è soffermato sulla necessità di mettere al centro della gestione dei centri sanitari la migliore pratica clinica. Un giovane medico, oggi, non ha una visione unitaria della persona nei suoi bisogni. Per questo è urgente agire su una formazione che punti alla transdisciplinarietà, allinterno di una visione olistica del paziente.
Tornare ai fondamentali, partendo dalla consapevolezza che la relazionalità è la vera speranza del futuro. È la proposta di Carla Collicelli, del Censis, per operare un cambiamento nella cultura degli operatori sanitari, che esprimono sempre di più disagio per i vincoli normativi e difficoltà a interagire con il paziente. Intervenendo oggi al Convegno Cei di pastorale sanitaria, in corso a Roma fino a domani sul tema Un nuovo paradigma per la sanità in Italia. La Chiesa a servizio del cambiamento, Collicelli ha fatto notare che il capitale sociale non dipende dal Pil: cè una dimensione immateriale di cui la cultura odierna, di stampo prevalentemente economicista, deve tener conto. Di qui la necessità di valorizzare il terzo settore e il volontariato, senza correre però i rischi del dilettantismo e della sottoccupazione. In Italia, ci sono più di 2 milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni che fanno volontariato, bisogna pensare a valorizzare soprattutto loro, che sono i giovani di cui in genere nessuno parla. In ambito sanitario, inoltre, secondo Collicelli bisogna saper comunicare: non possiamo fermarci solo sulle emergenze. Per garantire, infine, uno sviluppo a lungo termine, è urgente rafforzare i fattori di protezione sociale, a cominciare dalla famiglia, e promuovere una cultura di sobrietà e vero benessere.
La Commissione segnala che centinaia di migliaia di persone sono oggetto di tratta ogni anno nellUe: si tratta per lo più di individui in situazioni vulnerabili indirizzate allo sfruttamento sessuale, al lavoro forzato, allespianto di organi, allaccattonaggio, alladozione illegale. La strategia di contrasto comprende la prevenzione, la protezione e il sostegno alle vittime, nonché lazione penale nei confronti dei trafficanti. Identifica alcune priorità (cui corrispondono varie iniziative concrete), fra le quali: sostenere listituzione di unità nazionali dedicate al contrasto della tratta di esseri umani; creare squadre investigative comuni e coinvolgere Europol ed Eurojust; fornire alle vittime informazioni chiare sui diritti di cui godono; istituire una Coalizione europea delle imprese contro la tratta di esseri umani indirizzata al lavoro illegale; sostenere progetti di ricerca che studino Internet e le reti sociali in quanto strumenti di reclutamento sempre più attivi. Le stime, con i soli dati ufficiali (dunque per difetto), presentate dallOrganizzazione internazionale del lavoro segnalano che in tutto il mondo sono 20,9 milioni le vittime di lavoro forzato, compreso lo sfruttamento sessuale, tra cui 5,5 milioni di minori. Secondo Europol, invece, i minori costretti a compiere attività criminali sono acquistati come merci al prezzo di 20mila euro.
(Sir Europa - Bruxelles) - Disgraziatamente la schiavitù non è stata ancora confinata ai libri di storia. È spaventoso vedere come ancor oggi gli esseri umani siano messi in vendita o costretti al lavoro forzato o alla prostituzione. Cecilia Malmström, commissaria Ue per gli affari interni, nel presentare la Strategia comunitaria per leradicazione della tratta di esseri umani (2012-2016), riserva anche alcune valutazioni sulla tratta di bambini, donne e uomini di ogni età che si registra nel mondo e, ugualmente, nel vecchio continente. La strategia proposta dellEsecutivo, che ora passa alla valutazione del Consiglio e del Parlamento Ue, comprende un insieme di misure concrete e pratiche da attuare nei prossimi cinque anni, fra cui listituzione di unità nazionali di contrasto specializzate nella tratta di esseri umani e la creazione di squadre investigative comuni europee incaricate di perseguire i casi di tratta transfrontaliera. La commissaria svedese aggiunge: Scopo centrale della nostra iniziativa è fare in modo che le vittime ottengano sostegno e che i trafficanti siano consegnati alla giustizia. Siamo ancora lontani dallottenerlo, ma il nostro fine non può che essere questo: eliminare la tratta di esseri umani. (segue)
Per uscire dalla crisi siriana e porre fine al conflitto, "urge che tutti i siriani unifichino gli sforzi per un autentico dialogo nazionale": è quanto ha detto il Patriarca di Antiochia e di tutto l‘Oriente, Gregorio III Laham, inaugurando il Sinodo della Chiesa Greco cattolica melkita in corso in Libano, alla presenza di Vescovi e rappresentanti da Medio Oriente, Europa, America, Australia. Secondo quanto riporta Fides, il patriarca ha espresso solidarietà al nostro popolo siriano, tenace nella sua ricerca di vita, di dignità e di unità del suo paese", auspicando "la convergenza di tutte le componenti sociali e religiose nella ricerca di una riforma globale del paese", che va realizzata "in tutti i campi della realtà politica, sociale, culturale e amministrativa, attraverso gli sforzi di tutti i siriani: del governo, dei partiti politici, degli intellettuali, dell‘opposizione costruttiva". "Chiediamo con forza a tutte le parti coinvolte, nel paese e all‘estero, - ha aggiunto Laham - di partecipare alla costruzione di una nuova Siria, sul modello di una democrazia plurale", dato che "la violenza ha superato ogni limite" e "sta distruggendo la nazione". Il Patriarca ha lanciato un appello "a non spingere cittadini innocenti nel conflitto politico" e "a non terrorizzare i civili con rapimenti, omicidi, estorsioni, distruzione e sequestro dei loro beni".
Per don Tambone, infine, bisogna avere un meta-progetto, che non significa appiattimento, o perdita della libertà, volontà ma di uscire dalla vaghezza della ricerca. Anche nel campo della salute, insomma, ci vuole una teoria della conoscenza, a partire dalla questione della verità, che sappia però affrontare i problemi nellottica del confronto con la filosofia contemporanea. La metafisica deve confrontarsi con la filosofia analitica, su temi come il rapporto tra felicità e libertà, amore e società, progresso ed ecologia. La medicina, per don Tambone chiede alla filosofia risposte e suggestioni riguardanti la realtà scientifico-clinica, che si trova a dover fronteggiare domande come cosè il cancro, come si valuta la coscienza residua, come fare una diagnosi di morte, come migliorare il ragionamento clinico. Tra gli esempi, don Tambone ha citato le ricerche sulla embodied intelligence, cioè sullintelligenza artificiale applicata attualmente soprattutto a strumenti a livello militare. I ricercatori - ha informato don Tambone - stanno lavorando sul concetto di apprendimento, di libertà e di coscienza. Una deriva da contrastare in bioetica, è quella del vitalismo ciclico, per cui la vita non vita della persona, è ‘la vita che assume diverse forme: così, quando compio un aborto, non sto uccidendo una persona, ma sto facendo contra-gestione.
Sviluppare la ricerca filosofica di base, a partire dai problemi che i medici incontrano nella pratica critica. A proporlo è stato don Victor Tambone, dellUniversità Campus biomedico di Roma, intervenendo oggi al Convegno Cei di pastorale sanitaria. Dobbiamo avere risposte filosofiche coerenti per i quesiti reali, e poi saperle trasmettere perché diventino cultura popolare, la tesi di don Tambone, secondo il quale per i cambiamenti cè bisogno di formazione, che è un lavoro a medio e lungo termine secondo verità. Di qui la proposta distituire dipartimenti di ricerca filosofica, capaci di plasmare la medicina secondo la verità, promuovendo non solo la ricerca applicativa, ma la ricerca filosofica di base. Linvito dellesperto è a non fare lerrore di fare innovazione di procedura e non radicale, altrimenti si centrano obiettivi solo a brevissimo termine, e solo di tipo applicativo. In bioetica, ad esempio, per don Tambone non basta dire ‘aborto sì, aborto no, o ‘eutanasia sì, eutanasia no, che pure restano obiettivi importanti: è urgente fare di nuovo ricerca di base in caso filosofico, perché la ricerca applicativa o parte da una teoresi forte, o va a caso. Inoltre, se non facciamo ‘pop filosofia, non incidiamo nella società. (segue)
Martedì 26 giugno Benedetto XVI si recherà in visita nelle zone terremotate dellEmilia Romagna. Lo ha reso noto oggi la Sala stampa della Santa Sede. Alle 10.15 il Papa arriverà in elicottero a San Marino di Carpi, dove sarà accolto dal prefetto Franco Gabrielli, capo del dipartimento della Protezione civile. Seguirà un trasferimento su pulmino della Protezione civile verso Rovereto di Novi e il passaggio allinterno della zona rossa, dove si trova la chiesa di Santa Caterina di Alessandria, nella quale è morto don Ivan Martini. Dopo il saluto del presidente della Regione, Vasco Errani, il Papa pronuncerà un discorso e al termine saluterà i rappresentanti delle diverse realtà presenti. Quindi, alle 11.50, il trasferimento in auto al campo sportivo di San Marino di Carpi, dal quale alle 12 ripartirà in elicottero per il Vaticano.
Oggi sembra che la cultura della novità sia il codice interpretativo dellhabitat globalizzato. Pertanto per sottrarre la fede al rischio della decadenza giornaliera causata dal vortice autodistruttivo della novitas, non resta che confermare al Vangelo lattestato di permanenza quotidiana e al suo annuncio una sorta di capacità di contrasto nella ricerca di una sua propria novità di linguaggio, di forme, di adattamento. Lo ha detto questa mattina mons. Fortunato Frezza, sottosegretario del Sinodo dei Vescovi, presentando in Sala stampa vaticana lInstrumentum laboris della XIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi su La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana (7 - 28 ottobre 2012). La fede, che è il termine dellattività evangelizzatrice - ha spiegato mons. Frezza -, non sarà solo loggetto della riflessione sinodale di tre settimane. LAnno della fede, infatti, impegnerà la Chiesa universale, sul lungo periodo, in un suo più intenso coinvolgimento nella meditazione sulla fede e nel suo evolversi nella prassi pastorale, proiettata sullodierno campo di un mondo connesso, ma anche globalizzato, ossia diffuso su una superficie che rischia di diventare anonima, piatta o liquida, quanto a significato di vita per il singolo come persona cosciente e per le comunità umane.
Gli 800 civili intrappolati a Homs sono stretti fra il fuoco incrociato, impossibilitati a uscire, strumentalizzati nel conflitto, ora utilizzati come scudi umani: è l‘allarme che giunge a Fides da esponenti della Chiesa locale impegnati a cercare una soluzione per salvare queste vite. Una fazione dell‘esercito ribelle asserragliato in città non vuole farli evacuare per impedire all‘esercito siriano di assumere posizioni favorevoli con i mezzi militari. Come ha riferito a Fides il sacerdote cristiano ortodosso p. Boutros Al Zein, "fra loro vi sono circa 400 civili cristiani, per la maggior parte anziani e donne, vittime di un autentico sequestro, bloccati nelle strade di Al Bustan Diwan e Hamidiyyeh. I civili - spiega - sono stati raccolti e diretti verso il confine di queste due strade, divenendo scudi umani per evitare l‘assalto delle forze siriane regolari". Nei giorni scorsi due sacerdoti cristiani ortodossi, p. Maximos Al Jamal e p. Boutros Al Jamal, hanno cercato di negoziare per liberare gli ostaggi, ma l‘iniziativa è fallita. Ora l‘esercito siriano ha detto ufficialmente di "concedere l‘evacuazione dei civili, senza precondizioni" e di aver predisposto un corridoio di uscita". Gli esponenti della Chiesa locale chiedono a tutti i gruppi armati di "non utilizzare i civili innocenti, facilitare la loro evacuazione, rispettare la loro vita e la loro libertà".
(Sir Europa - Bruxelles) - La crisi umanitaria in Siria è sempre più preoccupante, siamo sullorlo di una guerra civile, ci sono moltissimi sfollati, mancanza dacqua, di medicinali e di servizi. Le scuole continuano a essere chiuse e questa situazione, vista anche in prospettiva, potrebbe arrecare danni enormi alle popolazioni. Questo il monito lanciato da Claus Sørensen, responsabile della direzione Aiuti umanitari e protezione civile (Echo) della Commissione europea, durante unaudizione prezzo la commissione sviluppo al Parlamento Ue, nel corso della quale si è parlato della risposta comunitaria alle crisi umanitarie in Sahel, Siria, Yemen e altri Stati. È importante mettere a disposizione nuovi fondi per il popolo siriano, ma prima è fondamentale analizzare quali sono stati gli sforzi fin qui compiuti dalle autorità locali per far fronte allemergenza in corso. Livello di allerta alto e proseguimento del dialogo con le autorità sono, quindi, i principali presupposti della Commissione. Stiamo anche pensando di anticipare il Forum umanitario, previsto per luglio, per una maggiore pressione politica sulla questione Siria. Critica anche la situazione nello Yemen, in Sahel, nel Sudan e Sud Sudan e nel Corno dAfrica dove persistono problemi di malnutrizione e laumento di sfollati e profughi. Sørensen indica la necessità di interventi nel segno della solidarietà.
(Sir Europa - Bruxelles) - Gli Stati membri dellUnione europea hanno accordato la protezione a 84.100 richiedenti asilo nel corso del 2011, contro i 75.800 dellanno precedente. I gruppi nazionali più numerosi in questo senso sono stati gli afghani (13.300 persone), gli iracheni e i somali (circa 9mila). Eurostat, istituto statistico comunitario, rende noti - alla vigilia del 20 giugno, Giornata mondiale del rifugiato - i dati sullasilo dello scorso anno, dai quali emerge che nellUe27 sono state assunte oltre 365mila decisioni in materia, per circa due terzi di prima istanza e le rimanenti decisioni in appello. La percentuale delle decisioni positive (tra asilo, statuto di rifugiato, protezione umanitaria e sussidiaria) è inferiore a un quarto. Sono invece circa 4mila i rifugiati reinstallati in altri Paesi dellUnione. Il 75% del totale delle decisioni favorevoli è stato accordato in sei Stati, ossia Regno Unito (oltre 14mila presenze), Germania (13mila), Francia e Svezia (più di 10mila), Paesi Bassi (8mila) e Italia (7.500). La Germania accoglie in particolare le più numerose presenze di afghani e iracheni; il maggior numero di somali sono invece presenti in Svezia e Paesi Bassi.
Alla presenza dellarcivescovo mons. Arrigo Miglio e del prefetto Giovanni Balsamo, si è svolto ieri sera a Cagliari, nel teatro della parrocchia SantEulalia, il convegno Richiedenti asilo e rifugiati: i percorsi di accoglienza nella Provincia di Cagliari. Un anno dopo lemergenza per valutare il bilancio dellaccoglienza ed il futuro anche con uno studio della Caritas cagliaritana, per promuovere buone prassi e superare conflittualità. Nella Provincia di Cagliari sono ospitati oltre 300 dei 522 richiedenti asilo presenti nellIsola. La ricerca presentata Richiedenti asilo e rifugiati. Dai Cara allinserimento nel contesto socio-economico italiano. Il caso della Caritas di Cagliari, realizzata dalle ricercatrici Laura Tronu e Maria Carmela Zedda nellambito del programma di finanziamento regionale sulla Promozione della ricerca scientifica e dellinnovazione tecnologica in Sardegna - Attività di ricerca nellambito del Bando Borse Giovani Ricercatori inserito nel Programma operativo Fse Sardegna 2007-2013, è una indagine qualitativa portata avanti grazie alla collaborazione della Caritas diocesana, che tiene conto delle esigenze e delle aspettative dei rifugiati e dei richiedenti asilo che arrivano in Italia.
Sgomenta constatare come ancora oggi vi sia chi, per ragioni evidentemente ideologiche, nega una possibilità concreta di ridurre lalto numero di aborti praticati nella nostra regione, già segnata da un tasso di denatalità fra i maggiori dItalia. E sgomenta ancor più constatare che tali veti provengano da quegli stessi che a parole considerano laborto un dramma, manifestando volontà di prevenzione puntualmente disattese nei fatti e comunque mai volte alla tutela del nascituro. Lo ha affermato Giovanni Rocchi, presidente di FederVita Liguria, in una nota diffusa in seguito alla bocciatura di ieri, in Commissione Sanità del Consiglio Regionale Ligure, della mozione con cui il Pdl con Lega e Lista Biasotti chiedevano un impegno a sostenere le maternità difficili di quelle donne altrimenti a rischio di una scelta abortiva. La proposta, ha aggiunto Rocchi, riguardava un sostegno anche, ma non solo, economico pari a trecento euro mensili per diciotto mesi, sullesempio di quel ‘Progetto Nasko già in atto in Lombardia ed in altre realtà locali italiane che ha aiutato tante donne a scegliere la vita piuttosto che abortire. In conclusione, per il presidente di FederVita Liguria, lunico risultato ottenuto dalla maggioranza che oggi ha bocciato la mozione sarà quello di mantenere lelevato numero di aborti per ragioni economiche nella nostra Regione, privando della vita i figli e della gioia di una maternità consentita le madri.
NellIntroduzione, ha precisato mons. Eterović, si mette in risalto limportanza dei documenti conciliari che sono stati punti di riferimento per i Vescovi di Roma nellapplicarne le indicazioni nei decenni successivi. Il primo capitolo - Gesù Cristo, Vangelo di Dio per luomo - ribadisce il nucleo centrale della fede cristiana, che non pochi cristiani ignorano; il secondo capitolo del documento - Tempo di nuova evangelizzazione - è dedicato alla segnalazione delle sfide attuali allevangelizzazione come pure alla descrizione della nuova evangelizzazione; il terzo capitolo - Trasmettere la fede - si sofferma invece sulla finalità della nuova evangelizzazione che è la trasmissione della fede perché la Chiesa trasmette la fede che essa stessa vive e tutti i cristiani sono chiamati a dare il loro contributo. Nel quarto capitolo - Ravvivare lazione pastorale - viene ripresa quindi la trasmissione della fede nel contesto della nuova evangelizzazione e riproposti gli strumenti maturati durante la sua Tradizione e, in particolare, il primo annuncio, liniziazione cristiana e leducazione, cercando di adattarli alle attuali condizioni culturali e sociali. Infine, la conclusione richiama la nuova evangelizzazione che dovrebbe favorire un nuovo slancio apostolico rendendo più dinamica lattività di ordinaria evangelizzazione della Chiesa, in grado di attrarre anche persone che se ne sono allontanate.
La trasmissione della fede cristiana è una delle grandi sfide della Chiesa che sarà approfondita nel contesto della nuova evangelizzazione, ricordando che lurgente compito di trasmettere alle nuove generazioni il Vangelo di Gesù - senza interruzione del processo di trasmissione della fede - si svolge nellambito della nuova evangelizzazione. Lo ha detto questa mattina mons. Nikola Eterović, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, presentando nellAula Giovanni Paolo II della Sala stampa vaticana lInstrumentum laboris (testo integrale su www.vatican.va) della XIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana (7 - 28 ottobre 2012). LInstrumentum laboris rappresenta una tappa importante nella preparazione dei lavori sinodali ed è il risultato delle risposte ai Lineamenta, documento di riflessione sul tema dellAssemblea sinodale che è stato inviato ai 13 Sinodi dei Vescovi delle Chiese orientali cattoliche sui iuris, alle 114 Conferenze episcopali, ai 26 Dicasteri della Curia Romana e allUnione dei superiori generali. Oltre alla prefazione, lInstrumentum laboris è composto da quattro capitoli, preceduti da una introduzione e chiusi da una breve conclusione. (segue)
(Sir Europa - Bratislava) - Il primo Congresso dei giornalisti cattolici della Bielorussia si terrà dal 24 al 26 agosto a Grodno. Linvito è rivolto a tutti coloro che lavorano per organi di stampa cattolici, siti internet, emittenti radiofoniche e televisive nonché ai giornalisti di fede cattolica che lavorano per mass media laici. Il programma del forum prevede gruppi di lavoro, discussioni, tavole rotonde e seminari sui vari aspetti della professione giornalistica e la sua relazione con la fede, i principi etici e morali del giornalismo cristiano e molti altri temi. Interverranno alla conferenza diversi rappresentanti del mondo dei mass media e della Chiesa. Info: www.catholic.by.
La Giornata mondiale del rifugiato ogni anno ferma la nostra attenzione sui numeri e i volti, in costante crescita, di persone e famiglie in fuga da situazioni di guerre o da rivoluzioni in corso che creano nuovi cammini. Lo scrive mons. Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes, nelleditoriale dellultimo numero della rivista Migranti-press (www.migrantesonline.it) in occasione della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra domani. Si tratta, aggiunge mons. Perego, di un mondo in fuga alla ricerca di una sicurezza personale, sul piano culturale, religioso e politico, che domanda unattenzione nuova. Sono singole persone e famiglie, più che popoli. Sono storie di fragilità e di precarietà che invocano la responsabilità di tutti, cittadini e istituzioni. Per il direttore della Migrantes questo mondo in fuga chiede con forza ancora di più una politica internazionale, che sappia andare oltre gli equilibri costruiti per rafforzare la tutela delle città e delle metropoli. Il fenomeno dei richiedenti asilo e rifugiati sollecita profondamente una rilettura della democrazia, perché sappia andare oltre la semplice affermazione di alcuni diritti fondamentali che tutelano le persone di un singolo Paese.
Linformazione fornita ai soggetti coinvolti nella ricerca effettuata grazie alle biobanche e il loro consenso, le sfide relative alla tutela della privacy e al rispetto del carattere confidenziale dei dati personali, e la governance responsabile delle biobanche. Sono i principali temi al centro della conferenza che si apre oggi a Strasburgo (Palais de lEurope, fino a domani). Le biobanche conservano materiale biologico di origine umana; rappresentano un importante strumento per la ricerca perché consentono di studiare lorigine, la cura e la prevenzione delle malattie; tuttavia, avvertono i promotori, occorre tutelare i diritti fondamentali di quanti contribuiscono a fornire materiale a queste realtà a scopi di ricerca. A tale fine il Comitato dei ministri CdE aveva adottato nel 2006 una Raccomandazione che ora deve essere aggiornata alla luce dellesperienza acquisita e dei recenti sviluppi. Per garantire la massima rappresentatività e promuovere un approccio pragmatico alle sfide da affrontare, il simposio riunisce esperti dei 47 Stati CdE e di Paesi non membri, organizzazioni di pazienti, responsabili della gestione e sorveglianza delle biobanche, rappresentanti di industrie farmaceutiche e consulenti. Al dibattito prenderà parte anche il Gruppo di esperti della Commissione europea sulle biobanche.
Il Vangelo ci impegna a denunciare ogni ferita inferta alluomo, alla sua coscienza, alla libertà anche religiosa, e alla comunità in cui vive. Ma la vera denuncia si nutre dellamore di Dio e quindi trova vie sempre nuove per diffondere la carità. Lo ha detto oggi il card. Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, nella celebrazione di apertura della 85ͣ assemblea della Roaco (Riunione opere aiuto chiese orientali). In questa ottica, ha aggiunto il cardinale, il molto o il poco che realizziamo è sempre impari al forte annuncio che diamo. E lannuncio dello stile di Dio, il quale fa sovrabbondare la misericordia là dove il peccato abbonda e fa risorgere la vita, vera ed eterna, proprio là dove tutto sembra votato alla morte. Il Prefetto ha ricordato la grave situazione in Siria: il nostro pensiero per lamata Siria si nutre di queste convinzioni evangeliche e comincia con la preghiera, nel desiderio e nel proposito di confermarla con la concreta e totale disponibilità ad alleviare il più possibile le sofferenze nel corpo e nello spirito. Torni la serenità della vita là dove ora sembrano regnare il lamento e la disperazione grazie alla preghiera e allazione di ciascuno in risposta al Signore Gesù. Egli ha accolto il grido di ogni povero della terra nel silenzio della Croce in un amore più forte della morte.
Ed aggiunge: Il cammino dellintegrazione implica essenzialmente il riconoscimento della dignità e della centralità di ogni essere umano, in condizioni di uguaglianza nei confronti sia dei diritti che dei doveri. Su queste basi sono fondati i diritti umani e i loro confini, intesi come espressione di una visione di umanità che attribuisce alla persona assoluta priorità e i più profondi valori. Il rappresentante della Santa Sede ripercorre nel suo intervento lintensa attività della Chiesa in favore dei Rom e conclude: la Chiesa non ha tutte le risposte alle aspettative dei Rom e il miglioramento delle loro condizioni di vita richiede limpegno di tutti: ognuno deve svolgere il suo ruolo e farlo nel modo migliore, con massima responsabilità e trasparenza. Tante volte la Chiesa è costretta a fronteggiare gravi questioni con pochi mezzi. Ma è necessario farlo e fare ancora di più per promuovere il protagonismo dei Rom e favorire la creazione di una società aperta, solidale e giusta.
Vivono in insediamenti abusivi spesso privi di acqua corrente o elettricità, esposti al rischio di malattie e ostacolati nellaccedere allassistenza sanitaria. In alcuni Paesi dellUnione Europea i loro bambini sono assegnati a scuole speciali, mentre non poche donne vengono sottoposte a sterilizzazione forzata. Sono i Rom, la minoranza più consistente, ma è anche la più svantaggiata in Europa perché vittime di discriminazione e, talvolta, persino di razzismo. E una denuncia forte quella presentata oggi da padre Gabriele F. Bentoglio, Sottosegretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti al Primo Seminario Internazionale sui Progetti di Inclusione dei Rom in Europa Centrale e Orientale che si sta svolgendo a Eger, in Ungheria organizzato congiuntamente dalla Commissione per la pastorale dei Rom della Conferenza Episcopale Ungherese e da Renovabis, che è una delle maggiori organizzazioni caritative cattoliche in Germania. In una lunga relazione, padre Bertoglio afferma che in Europa lanti-ziganismo non solo non è ancora scomparso ma si ripercuote anche sulle strutture sociali, rallentando lo sforzo di creare una mentalità dove il sospetto e il pregiudizio possa cedere il passo alla solidarietà e al mutuo rispetto. (segue)
(Sir Europa - Bruxelles) - Quattro modelli per le prossime mosse Ue: Edoardo Ongaro, docente di International Public Services Management alla Northumbria University di Newcastle (Regno Unito), analizza gli impegni dellUe e della zona euro in vista del Consiglio europeo del 28-29 giugno. Intervistato da Sir Europa (clicca qui), segnala la presenza, di quattro possibili ricette in campo per portare lEuropa fuori dalla crisi: il primo modello è quello dellausterità (anzitutto fare ordine in ciascun Paese), il secondo è quello della crescita attraverso nuovi strumenti europei (project bond, eurobond…). Gli altri due modelli si possono rinvenire nella riflessione accademica. Il terzo è quello che muove dallassunto che il modello di sviluppo socio-economico europeo non sia più sostenibile a causa delle pressioni competitive innescate dalla globalizzazione. E il quarto modello? Il quarto è quello che ritiene che il modello sociale europeo (economia sociale di mercato e istituzioni del welfare) sia costitutivo e identitario dellUe, sul piano culturale, anche se non inquadrato nei trattati. Penso - afferma leconomista - che il quarto modello sia più realistico di quanto si possa pensare. Per attuarlo si tratta di alzare la posta in gioco: Più federalismo in cambio di riforme che mirino a rinnovare il modello sociale europeo.
(Sir Europa - Bratislava) - La causa degli attuali problemi a livello mondiale è innanzitutto di natura morale e per risolverla bisognerebbe ritornare ai valori tradizionali e alla natura, alla salvaguardia del creato e alla sostenibilità locale. È quanto si legge nel comunicato della Sottocommissione ambiente della Conferenza episcopale slovacca in occasione del prossimo summit internazionale dei leader degli stati membri dellOnu sullo sviluppo sostenibile Rio+20, in programma dal 20 giugno. Il messaggio della Slovacchia per Rio sottolinea che siamo coscienti della nostra parte di responsabilità nei confronti dello stato attuale del pianeta Terra e del fatto che ciascuno di noi può contribuire personalmente al suo miglioramento, scrive la Sottocommissione, evidenziando il ruolo della Chiesa cattolica nella salvaguardia del creato. Il messaggio invita i fedeli ad effettuare la raccolta differenziata e a utilizzare con parsimonia lacqua, le risorse naturali e lenergia; li incoraggia inoltre ad evitare il consumismo e a vivere la solidarietà, a ritornare alle radici e allagricoltura, e a contribuire attivamente alla protezione dellambiente. Al tempo stesso la Commissione si impegna a partecipare attivamente in questo processo mediante la preparazione di materiale informativo e la pubblicazione di dichiarazioni e materiale esplicativo sugli urgenti problemi connessi allambiente nella società.
Traguardo raggiunto per la gara di solidarietà che arbitri e giudici di gara del Centro sportivo italiano (Csi) hanno realizzato anche quest‘anno. Il Day Arbitro 2012, la campagna di raccolta fondi che da qualche anno si effettua all‘interno dell‘associazione, ha raccolto nel salvadanaio arancio blu ben 25 mila euro, sommando il ricavato della campagna prodotto dai 65 comitati che hanno aderito. Nell‘edizione di quest‘anno i circa 9 mila arbitri del Csi hanno così fischiato per Haiti contribuendo a dare il via alla realizzazione di un centro sportivo da mettere a disposizione dei ragazzi dell‘isola caraibica, e dare loro modo di vivere qualche momento di serenità giocando al calcio. Dal 7 al 16 luglio, ci sarà la prima spedizione della delegazione dei volontari provenienti dalle società sportive arancio blu. Buona parte del merito - osserva il presidente nazionale del Centro sportivo italiano, Massimo Achini - è dei nostri arbitri, che stavolta hanno fischiato un bel calcio di rigore a favore dei valori veri dello sport e della vita.
LAlto rappresentante per la politica estera Ue Catherine Ashton richiama la Comunità internazionale, e in particolare il Consiglio di sicurezza dellOnu, sulla situazione in Siria: si chiede limmediata cessazione di ogni violenza, la possibilità di portare aiuti umanitari e di consentire levacuazione di donne, bambini, anziani e feriti dalle zone di conflitto, compresa la città assediata di Homs. Per Ashton occorre inoltre aumentare la pressione internazionale per rafforzare il piano di Kofi Annan e per consentire lavvio di un processo politico per riportare legalità e pace nel Paese mediorientale. Da parte sua la Commissione ha deciso di destinare altri 40 milioni di euro per lemergenza alimentare nel Sahel, dove la carestia e la fame minacciano - secondo le stime dellEsecutivo - 18 milioni di persone. I temi dello sviluppo e della sicurezza alimentare saranno infine sollevati oggi dai rappresentanti Ue (Van Rompuy e Barroso) al vertice G20 in corso a Los Cabos (Messico).
(Sir Europa - Bruxelles) - Si moltiplicano i fronti sui quali si mobilita lUnione europea sul piano dellemergenza umanitaria e della giustizia. Il primo è rappresentato dalla Nigeria: lescalation di violenze contro le comunità cristiane delle ultime settimane ha portato alla decisione di inserire una discussione urgente nel corso del Consiglio dei ministri degli esteri dei 27 che si riunirà il 25 giugno. La decisione è stata accompagnata da una dichiarazione dellAlto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, Catherine Ashton, la quale ha condannato gli attacchi spregevoli contro le chiese in Nigeria, esprimendo le condoglianze alle vittime e ai familiari e confermando la propria determinazione ad aiutare le autorità nigeriane a consegnare i responsabili alla giustizia. La posizione dellUe è di rafforzare la lotta al terrorismo e di prevenire una spirale di violenza, che è ciò che i terroristi vogliono provocare. Allo stesso modo lUe segue gli sviluppi delle tensioni in Sudan, anche queste allattenzione del Consiglio e sul quale è recentemente intervenuto lEuroparlamento. Tibet, Congo, Guinea Bissau sono altri casi in cui, secondo lUnione, occorre accostare lazione politica e diplomatica a quella degli interventi umanitari e della cooperazione allo sviluppo. (segue)