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18:17 - PRIMAVERA ARABA: MONS. LAHHAM (GIORDANIA), “I TIMORI DEGLI ARABI CRISTIANI” (3)

Mons. Lahham ha infine descritto la presenza della piccola Chiesa cattolica in Tunisia, formata da stranieri e caratterizzata da “una forte vita spirituale”, da un “vero spirito di povertà e gratuità”, “dalla fiducia totale in Dio e l’accettazione serena della propria fragilità a tutti i livelli”. Sulla “primavera araba” in Giordania - suo Paese d’origine dove è tornato a vivere come vescovo -, mons. Lahham ha raccontato che “ogni venerdì ci sono manifestazioni ma senza violenza. La polizia distribuisce bottiglie d’acqua ai manifestanti. C’è un malessere diffuso nel Paese, dovuto ad una corruzione generalizzata, che unisce cristiani e musulmani. Il re cambia spesso governi e prova a fare riforme ma finora non c’è stato niente di concreto. La Giordania guarda con apprensione a ciò che sta accadendo in Siria, anche perché, insieme al Libano, sicuramente ne soffrirà”.

18:16 - PRIMAVERA ARABA: MONS. LAHHAM (GIORDANIA), “I TIMORI DEGLI ARABI CRISTIANI” (2)

“In Terra Santa, ad esempio - ha osservato mons. Lahham -, gli arabi (cristiani e musulmani) hanno lottato insieme contro l’occupazione dei crociati (cristiani), contro l’occupazione dei turchi (musulmani) e lottano ancora contro l’occupazione degli israeliani (ebrei)”. Malgrado questi aspetti positivi mons. Lahham ha messo in evidenza anche alcuni “malintesi, pregiudizi, prese di posizione” che minano il dialogo tra islam e cristianesimo. Tra questi, “come l’Occidente confonde facilmente arabi e musulmani - ha osservato -, l’Oriente confonde facilmente occidentale e cristiano”: “L’arabo cristiano è collegato con facilità a tutto ciò che fa l’Occidente (crociate, colonialismo, sionismo, conflitto israelo-palestinese, guerra contro l’Iraq, l’Afghanistan). L’arabo cristiano sente di avere incessante bisogno di affermare la propria ‘arabità’ e di ripetere che non ha nulla a che vedere con ciò che fa l’Occidente a livello politico, economico e militare”. Un altro aspetto problematico è “l’islamismo crescente in diversi Paesi”: “Anche nei Paesi arabi che non sono avvezzi all’islamismo, la compenetrazione tra religione e politica nell’islam fa nascere un nuovo vocabolario di colore islamista, che rafforza l’apprensione degli arabi cristiani. Le tendenze ‘islamizzanti’ che si vedono sempre di più nei Paesi della famosa primavera araba (Tunisia, Libia, Egitto, Marocco), accentuano questa apprensione”. (segue)

18:15 - PRIMAVERA ARABA: MONS. LAHHAM (GIORDANIA), “I TIMORI DEGLI ARABI CRISTIANI”

“Un arabo cristiano che nasce in un Paese musulmano cresce con una mentalità di minoranza” che ha aspetti positivi e negativi, ma anche il rischio “inconscio di rinchiudersi in uno status quo per il timore di cambiamenti, con una certa complicità con il potere politico per paura del futuro”: è l’analisi di mons. Maroun Lahham, vicario patriarcale dei latini in Giordania dal febbraio 2012, per sette anni arcivescovo di Tunisi (clicca qui). Mons. Lahham ha portato la sua testimonianza di “arabo cristiano di fronte ai cambiamenti” all’incontro della Fondazione internazionale Oasis in corso oggi e domani a Tunisi. “Non è un giudizio ma una constatazione - ha puntualizzato -. Le reazioni e le posizioni della maggioranza delle Chiese medio-orientali negli ultimi avvenimenti che agitano il mondo arabo riflettono questa realtà. Si preferisce ciò che già esiste e protegge a ciò che potrebbe arrivare e potrebbe non assicurare la stessa protezione, soprattutto se, come minoranza, si è ‘protetti’ da un’altra minoranza. È il caso della Siria”. Comunque un arabo cristiano “si sente a casa” nei Paesi musulmani per “una lunga storia di convivenza che dura da quindici secoli”; perché “ci si è sempre considerati arabi”; e perché in molte situazioni difficili “la dimensione nazionale, ossia quella dell’arabità, ha prevalso sulla dimensione religiosa”. (segue)

17:56 - TERREMOTO IN EMILIA: DELEGAZIONE DI “VOLA” (L’AQUILA) DA OGGI IN VISITA DI SOLIDARIETÀ

Tre giorni sui luoghi del sisma per “portare solidarietà”, “vedere” e poi “raccontare”. È lo scopo della visita in Emilia di una delegazione del settimanale diocesano di L’Aquila, “Vola”, cominciata oggi a Carpi incontrando la redazione del settimanale diocesano “Notizie” nella sua sede provvisoria. “Siamo venuti innanzitutto per portare ai terremotati la solidarietà di noi che abbiamo vissuto direttamente l’esperienza del terremoto”, spiega al Sir il direttore di “Vola”, don Claudio Tracanna. “Ciò che abbiamo vissuto tre anni fa - aggiunge - ci fa sentire particolarmente vicini a queste popolazioni”. In secondo luogo, lo scopo del viaggio è di “raccontare sul nostro giornale le dimensioni di questa tragedia”, dopo aver “visto con i nostri occhi, incontrato i parroci e la gente del posto”. La delegazione aquilana, fino a mercoledì, visiterà luoghi noti e meno noti, tra cui Mortizzuolo, dove il campanile, già lesionato, è crollato con la scossa del 29, Rovereto sulla Secchia, nella cui chiesa è morto don Ivan Martini, Mirandola e Finale Emilia, epicentro delle prime scosse.

17:40 - SIRIA: HOMS, APPELLO FAMIGLIE ASSEDIATE “SALVATECI ABBIAMO FAME!”

"Salvateci, abbiamo fame": è l‘appello lanciato dalle famiglie di Homs, che chiedono l‘intervento delle organizzazioni umanitarie. La situazione peggiora vistosamente per i circa 800 civili (metà musulmani sunniti, metà cristiani) intrappolati nel centro storico di Homs: secondo fonti di Fides nel Comitato che sta trattando con l‘esercito e con i ribelli per poter garantire libertà e salvezza ai civili, "le famiglie non hanno più cibo, nessun approvvigionamento è stato possibile da giorni, non ci sono medicine, rischiano di morire di fame. Ci sono anziani e bambini in condizioni critiche, urge un intervento umanitario". I ribelli asserragliati in città hanno affermato che potrebbero consentire l‘uscita dei civili la sera dopo le 21.00. Ma a quell‘ora, quando subentra il buio, scatta il coprifuoco e i civili, se uscissero allo scoperto, sarebbero facilmente uccisi sotto il fuoco incrociato, dunque nessuno si muoverà. Mentre gli osservatori Onu hanno annunciato che lasceranno il paese, il Comitato di negoziato, composto da laici, religiosi e leader della società civile, chiede almeno un cessate-il-fuoco di poche ore per consentire l‘ingresso di aiuti umanitari ad Homs, ma finora nessuna delle due parti in lotta intende concederlo. "Bisognerà inoltre garantire che tali aiuti, se verranno concessi arrivino realmente alle famiglie bisognose e non vengano sequestrati" rimarca una fonte di Fides.

17:32 - CARD. CAFFARRA: CHIESA, SANITÀ E “LEGGE DELLA SOLIDARIETÀ”

Il “sociale cristiano” ha “uno stile inconfondibile, la partecipazione; una categoria fondamentale, il bene comune; una legge, la solidarietà”. Lo ha detto il card. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, intervenendo oggi al convegno Cei di pastorale sanitaria in corso a Roma. “Dalla consapevolezza della dignità della persona - ha spiegato - nasce una carità che privilegia chi è maggiormente esposto ad essere insidiato nella sua grandezza: il bambino e la donna; il concepito non ancora nato e lo straniero; lo schiavo e gli ammalati”. In sintesi, “la cultura generata dalla fede che opera mediante la carità, è una cultura della persona”, intesa come “essere in relazione”, per cui il bene comune si identifica con “il bene relazionale”. “La cultura generata dalla fede che opera mediante la carità - è la tesi del card. Caffarra - è stata la matrice di una dottrina della società umana, caratterizzata dal principio della partecipazione in vista del bene comune umano, secondo un’architettura sussidiaria e la legge della solidarietà”. La “cultura generata dalla fede”, in altre parole, “è una cultura della prossimità”, a cui si oppone l’attuale “scristianizzazione della coscienza europea”, il cui paradigma antropologico è “individualista-utilitarista”. Il risultato, per il cardinale, è che “il diritto soggettivo coincide col desiderio instancabile del singolo”.

17:30 - GIORNATA DEL RIFUGIATO: MONS. NUNNARI (MIGRANTES CALABRIA), “SDEGNO E DOLORE”

Il 20 giugno ricorre la Giornata mondiale del Rifugiato, istituita dall‘Assemblea generale delle Nazioni Unite il 4 dicembre 2000. “È l’occasione per ricordare la condizione di venti milioni di persone in tutti i continenti costrette a fuggire dai loro Paesi e dalle loro case a causa di persecuzioni, torture, violazioni di diritti umani, conflitti", ha detto l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano e delegato Migrantes della Conferenza episcopale Calabra mons. Salvatore Nunnari, nell’incontro della Commissione regionale Migrantes che si è svolta oggi a Cosenza. Tra maggio 2009 e settembre 2010 oltre duemila migranti africani sono stati intercettati nelle acque del Mediterraneo e respinti dalla Marina e dalla polizia italiana in Libia. “Registriamo questa mancanza con sdegno e dolore”, ha detto il presule. “In vista della Giornata mondiale del Rifugiato che si celebrerà anche nella nostra diocesi - ha proseguito - il nostro pensiero va in particolare ai profughi della Libia ai quali si stenta di dare un riconoscimento di protezione umanitaria”.

17:00 - CHIESA E SANITÀ: BRUSAFERRO (UNIV. UDINE), “CREARE VALORE PER OGNI EURO SPESO”

“L’attenzione a creare valore per ogni euro speso è oggi un imperativo”: lo ha detto Silvio Brusaferro, ordinario di igiene e sanità pubblica presso l’Università di Udine, intervenendo al convegno Cei di pastorale sanitaria in corso a Roma. Oggi, ha esordito il relatore, “esiste una distanza crescente tra la domanda di risorse nei sistemi sociosanitari e la disponibilità che i sistemi pubblici possono mettere in gioco”, e questo scenario “sta mettendo in crisi tutti i sistemi sanitari dei Paesi sviluppati”. Di qui la necessità di “domandarsi qual è il contributo che un servizio erogato dà in termini di sopravvivenza, morbosità ridotta, disabilità evitata, qualità della vita o altro indicatore a fronte delle risorse investite”. In altre parole, si tratta di “rivedere sistematicamente quello che si sta erogando e come, avendo il coraggio di modificarlo se non soddisfa tali presupposti”. In secondo luogo, per Brusaferro occorre “passare dalla cultura della centralità della prestazione a quella della centralità del percorso paziente e degli esiti sostenuti”. Secondo l’esperto, infine, “una delle priorità per la sanità pubblica” è “il disporre di dati e informazioni per misurare e rendicontare le attività ed i risultati delle organizzazioni socio-sanitarie”, in modo da “dare risposte concrete ai bisogni di salute emergenti” e “definire priorità di intervento e settori dove rimodellare l’offerta”.

16:48 - DON MARIO OPERTI: MONS. CASILE (CEI), “POLICORO UNA PERLA DELLA SUA MISSIONE”

“Don Mario era un prete innamorato di Dio, affascinato del mistero grande dell’incarnazione: Dio che nel Figlio si fa uomo per amore degli uomini. Posso descriverlo come un diamante con tante facce, tutte splendenti! Splendenti dell’unica luce: Gesù!”. Così mons. Angelo Casile, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei, ricorda oggi don Mario Operti, anch’egli direttore dell’Ufficio dal 1995 al 2000, nell’XI anniversario della morte (18 giugno 2001). “Don Mario - spiega mons. Casile - era uomo vero e quindi cristiano vero, prete vero perché cristiano vero. Egli ha saputo riconoscere nei lavoratori e nei giovani il volto del Padre, il fascino di Gesù. Con i giovani e i lavoratori ha condiviso le ansie di giustizia e di pace, la sete di Vangelo e il desiderio un lavoro dignitoso”. La missione di don Mario “si può racchiudere in una frase: portare la speranza nel sociale”. “Una perla della missione sacerdotale di don Mario - afferma mons. Casile - è senz’altro il Progetto Policoro, che germoglia da una intuizione semplice. Di fronte alla disoccupazione giovanile la Chiesa non può stare a guardare, ma deve dare ai giovani ciò che possiede e cioè il Vangelo di Gesù”. Ed oggi “il sogno di don Mario sta sempre di più diventando realtà: migliaia di giovani formati a un lavoro dignitoso e centinaia di cooperative realizzate”.

16:43 - MONS. CROCIATA: NO ALLO “SMANTELLAMENTO” DEL SISTEMA SANITARIO (2)

“Metterci a servizio di tutti, per costruire insieme un nuovo paradigma per la sanità”. Così mons. Crociata ha sintetizzato il compito della Chiesa a servizio della salute, invitando a “tornare a pensare al senso vero e integrale dell’uomo e della società, quali coordinate in cui si inscrive l’agire sanitario”. “Se non ci adoperiamo concordemente in questa direzione - ha ammonito - qualsiasi cambiamento non potrà essere governato e indirizzato al bene comune, ma andrà a vantaggio solo dei più fortunati o dei più rapidi a intercettarne i benefici. La storia ci insegna che l’esito di siffatti e non governati processi è spesso disumano o comunque si rivela sempre un beneficio effimero, anche per coloro che nell’immediato ne traggono vantaggio”. Per il segretario generale della Cei, “i temi della salute e del welfare socio-sanitario costituiscono un banco di prova fondamentale per l’antropologia e la morale cristiana”. “La caratteristica dei cristiani è sempre stata quella di annunciare il valore e la dignità della persona in modo concreto, dandole attenzione e cura e investendo su di essa”, ha ricordato mons. Crociata citando la “speciale attenzione” della Chiesa “alla scuola e agli ospedali”, che sono “la via peculiare attraverso cui i cristiani annunciano il valore della vita umana e della persona ed esercitano la solidarietà e la sussidiarietà, concorrendo alla costruzione del bene comune”.

16:42 - MONS. CROCIATA: NO ALLO “SMANTELLAMENTO” DEL SISTEMA SANITARIO

Un appello a “cogliere l’attuale contesto come opportunità per il rinnovamento, e non come la premessa per lo smantellamento di un sistema di garanzie per le persone più fragili e di un servizio essenziale al bene comune”. A rivolgerlo “alla società civile e alla politica” è stato oggi mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, introducendo il convegno Cei della pastorale della sanità in corso a Roma sul tema “Un nuovo paradigma per la sanità in Italia”. “Non possiamo non guardare con preoccupazione - ha detto - alla diversa quantità e qualità dei servizi offerti da regione a regione, alla rottura dell’alleanza medico-paziente, con le ben note conseguenze di conflittualità e di medicina difensiva, alle prevedibili conseguenze di ulteriori tagli alla spesa sanitaria, se questi non saranno accompagnati da un percorso profondo, efficace e virtuoso di riorganizzazione dei servizi e di eliminazione degli sprechi”. “Ci preoccupa - ha aggiunto - anche il futuro delle numerose opere sanitarie ecclesiali, che svolgono un servizio totalmente equiparato a quello pubblico, che sono molto apprezzate dai cittadini e che spesso spendono meno degli ospedali pubblici, ma che, a differenza degli ospedali pubblici, in molte regioni non vengono adeguatamente rimborsate per il loro servizio e sono comunque pagate in ritardo e costrette a indebitarsi con le banche”. (segue)

16:27 - STRAGI IN NIGERIA: D.ALUMUKU (ABUJA), “TRA CRISTIANI CRESCE DISPERAZIONE”

"I cristiani della Nigeria sono davvero colpiti e addolorati dai nuovi attacchi alle chiese e tra di noi cresce la disperazione". "I vescovi lanciano appelli per calmare le comunità cristiane, ma purtroppo l‘insofferenza è sempre più alta e così si spiegano le rappresaglie di domenica. Ma la posizione cattolica non può essere mai quella di rispondere alla violenza con la violenza". E‘ la testimonianza, resa a Radio Vaticana, di p. Patrick Tor Alumuku, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali dell’arcidiocesi di Abuja, all‘indomani dell‘ennesima tragica domenica di sangue nel Nord del Paese africano, innescata dagli attentati dei terroristi islamisti. "Continuiamo a pensare che questi attacchi siano più politici che religiosi e abbiano lo scopo di mettere in difficoltà il governo che nonostante tutti gli sforzi sembra impotente". "Sono atti che si spiegano con la volontà di contrastare il presidente cristiano Goodluck Jonathan che le elezioni dello scorso anno hanno riconfermato al potere". Preoccupazione per quanto accade in Nigeria viene espressa anche dalle intelligence di tutto il mondo, come riferisce Marco Di Liddo del CeSi (Centro studi internazionali): "nel Paese operano numerose realtà internazionali che vanno tutelate e la Nigeria è uno degli stati africani più ricchi e con il più alto numero di musulmani”.

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16:11 - GRECIA: MONS. FOSCOLOS (ATENE), “DALLE URNE VOGLIA DI RESTARE IN EUROPA”

Un voto che esprime “la voglia di stabilità del popolo”. Per mons. Nikólaos Fóscolos, arcivescovo cattolico di Atene, dalle urne greche è uscita la volontà di “restare in Europa e nella zona Euro”. In un’intervista al Sir (clicca qui) in cui commenta i risultati elettorali l’arcivescovo rimarca come il popolo voglia “vedere una coalizione di più partiti. La gente lo chiede anche in virtù del fatto che nessuna forza politica può mantenere le promesse di un risanamento se non gode di alleanze solide”. Per fare fronte agli impegni con l’Ue, ribadisce mons. Foscolos, “serve innanzitutto stabilità. Non dimentichiamo che qui la disoccupazione è arrivata a superare il 22%. La gente cerca stabilità per aspirare ad un lavoro. Una coalizione nazionale potrebbe dare alla Grecia quella stabilità necessaria che è mancata nei trascorsi mesi”. “La speranza - dichiara - è che il prossimo Governo lavori per risanare la Grecia senza perdere di vista la vita e la dignità delle persone. La politica degli ultimi governi non ha premiato il cittadino onesto e fedele, che paga le tasse e rispetta le regole, ma ha favorito principalmente i più ricchi. A pagare sono sempre i poveri e gli onesti. Non si può più andare avanti così. Vanno prese decisioni che facciano respirare il popolo”.

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15:47 - CHIESA E SPORT: OGGI AL CONI PRESENTATO IL “MANIFESTO” DI CEI E 12 ASSOCIAZIONI

“L’attenzione della Chiesa per lo sport educativo è una realtà che viene ‘da lontano’, come mostrano le parrocchie, gli oratori, la storia delle stesse associazioni promotrici, oltre al Magistero dei Papi e dei Vescovi che nel corso dei decenni hanno variamente parlato dell’importante valenza educativa dello sport per la crescita integrale della persona”: lo ha detto oggi nella sede del Coni (Comitato olimpico nazionale), a Roma, il Segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, in occasione della presentazione ufficiale del “Manifesto dello sport educativo” (clicca qui) frutto dell’impegno congiunto dell’Ufficio Cei di pastorale dello sport e di dodici associazioni cattoliche operanti nel settore (clicca qui). Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha ricordato il ruolo importante svolto dalle realtà ecclesiali in campo educativo e formativo, specie in favore dello sport di base e negli ambienti educativi, e sottolineando che “l’Italia è stata la prima nazione al mondo a portare un prete alle Olimpiadi (i direttori dell’Ufficio Cei di pastorale dello sport, mons. Carlo Mazza, e, in seguito, mons. Mario Lusek, ndr) con il ruolo di assistente spirituale a disposizione degli sportivi. E potete immaginare quanto bene possa fare la sua presenza sul piano degli aiuti e dei consigli anche per i campioni dello sport”.

15:36 - STRAGI IN NIGERIA: KADUNA, LA TESTIMONIANZA DI MONS. DODO

"Stavo predicando durante la seconda Messa del mattino, quando, intorno alle 9, abbiamo avvertito una forte esplosione. L‘autobomba ha creato un cratere profondo 2 piedi, tutto intorno vi erano vetri rotti, macerie e auto in fiamme": è la testimonianza dell‘attacco alla cattedrale di Cristo Re, resa a Fides da mons. George Jonathan Dodo, vescovo di Zaria, la città nello Stato di Kaduna (Nigeria del Nord) dove ieri, terroristi suicidi hanno colpito due chiese cristiane. Gli attentatori hanno colpito un‘altra chiesa a Kaduna, capitale dell‘omonimo Stato. "Sono in contatto con il Governatore e con la polizia per vedere come garantire la sicurezza dei fedeli. Le massime autorità di sicurezza si sono recate sul luogo dell‘attentato per calmare gli animi" afferma il vescovo. Mons. Dodo non ha notizie di rappresaglie a Zaria contro i musulmani ma aggiunge di sapere che "a Kaduna vi sono state delle rappresaglie contro cittadini musulmani. In particolare quando si è diffusa la notizia dell‘attacco contro la chiesa pentecostale, i giovani hanno reagito con violenza, distruggendo alcune proprietà. Visto che nelle ultime settimane sono state attaccate diverse chiese cristiane nel nord della Nigeria, è probabile che i responsabili di queste violenze stiano seguendo un‘agenda precisa" conclude mons. Dodo. Negli attentati e nelle seguenti rappresaglie, per le autorità, sono morte 45 persone.

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15:00 - AMBIENTE: AL VIA LA SETTIMANA EUROPEA DELL’ENERGIA SOSTENIBILE

(Sir Europa - Bruxelles) - In contemporanea con il Summit della Terra “Rio+20” (Rio de Janeiro, 20-22 giugno) l’Unione europea ha fissato la “Energy Week”, settima edizione della Settimana europea dell’energia sostenibile, con eventi a Bruxelles e in numerose altre città del continente. La sostenibilità rappresenta un tema chiave nella strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, ma non tutti ne sono ancora consapevoli - afferma la Commissione. A Bruxelles in particolare il programma sarà ricco di appuntamenti (18-22 giugno) nel corso dei quali la Commissione presenterà esempi concreti di opportunità di finanziamento per iniziative in campo energetico e ambientale. Il 19 giugno il commissario europeo per l’energia, Günther Oettinger, aprirà il ciclo di conferenze che si svolgeranno tra il palazzo Carlo Magno, il Comitato delle Regioni e il Borschette Conference Centre. La sera dello stesso giorno, il commissario e l’eurodeputata Amalia Sartori, presidente della commissione industria, ricerca ed energia del Parlamento europeo, assegneranno due riconoscimenti: uno al vincitore del Premio ManagEnergy, che “riconosce le migliori pratiche in azione energetica locale e regionale”, e uno ai vincitori del Sustainable Energy Europe Awards. In parallelo, durante tutta la settimana, saranno organizzati centinaia di eventi, mostre, workshop in quaranta Paesi.

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14:27 - STRAGI IN NIGERIA: NOTA SIR

“Continuano, con drammatica puntualità, ogni domenica, le stragi di cristiani in Nigeria, seguite da rappresaglie. C’è la cinica scommessa di una guerra civile dietro la strategia di Boko Haram, la sigla del terrore islamista che ormai, domenica dopo domenica, abbiamo imparato a conoscere”. È un passaggio della nota pubblicata oggi dal Sir sulla strage di cristiani in Nigeria (clicca qui). “Ancora una volta la religione è utilizzata come pretesto di guerra. Preso atto di questo fatto, che purtroppo serpeggia a diverse latitudini, la risposta deve essere politica e istituzionale, come ha messo in evidenza il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, parlando di una situazione ‘orribile e inaccettabile’. Bisogna che lo Stato tuteli tutti, a partire ovviamente dai cristiani, che in alcune zone della Nigeria sono minoranza, ma anche in quelle stesse zone non sono meno radicati nella cultura e nella vita del popolo dei musulmani”. Inoltre, prosegue la nota, “le stragi ripetute in Nigeria, ma anche gli esiti così incerti delle ‘primavere’ arabe avvertono che il tema classico dell’Occidente, il rapporto tra fede e libertà, è oggi una delle chiavi decisive del mondo contemporaneo. Di questa i grandi Paesi occidentali devono sapersi riappropriare per restituirla al mondo islamico anche attraverso un rinnovato e rimotivato dialogo tra i credenti. Che è una ‘necessità vitale’ per tutti, oggi e domani, per disegnare strade di sviluppo, che sono anche di tenuta istituzionale, come si vede in Nigeria”.

12:37 - DIOCESI: MONS. DEPALMA (NOLA), “TUTTI IMPEGNATI” PER LA LEGALITÀ E LA GIUSTIZIA (2)

Mons. Depalma ha anche spiegato “perché voler individuare una ‘Chiesa di frontiera’, opposta ad una eventuale ‘Chiesa di collina’” sia “un errore di valutazione”: “Le parrocchie sono nel cuore di ogni territorio, di ogni città, a cercare persone di tutte le età, e specialmente giovani, per sottrarle alle comode lusinghe della camorra e dell’illegalità”. È “un lavoro faticoso e oscuro, di prevenzione ma anche di cura e rieducazione. Nessuno di questi eroi del quotidiano avrebbe così poca umiltà da autodefinirsi ‘di frontiera’, isolando la sua azione e il suo impegno da quello di tutta la Chiesa in cui sono maturati la sua vocazione e il suo servizio”. Il vescovo invita, “a visitare le mille opere di bene, per il Vangelo e dunque strutturalmente contro la camorra, presenti in tutte le città della diocesi”. Perciò, ha ritenuto “doveroso contraddire chi tende a distinguere una Chiesa ‘coraggiosa’ da una ‘timida’, una Chiesa ‘di frontiera’ da una ‘borghese’, una Chiesa ‘libera’ da una ‘ingessata’”. “No - sostiene mons. Depalma -, siamo tutti impegnati a remare nella stessa direzione, nella direzione della legalità e della giustizia, senza eccezioni. E ogni anno, celebrare la Festa dei Gigli, coinvolgere giovani e uomini di buona volontà, è la grande sfida che poniamo a chi, cercando di appropriarsi anche dei simboli religiosi, cerca di marcare il suo dominio sul territorio”.

12:36 - DIOCESI: MONS. DEPALMA (NOLA), “TUTTI IMPEGNATI” PER LA LEGALITÀ E LA GIUSTIZIA

“La Chiesa è, per sua struttura, natura e scelta, una forza vitale che lotta contro le ingiustizie, le storture e le oppressioni. Lo fa in nome del Vangelo, ogni giorno, attraverso tutti i parroci, i religiosi e i laici impegnati. Un esercito del bene lavora instancabilmente per formare le coscienze contro le insidie della camorra e del male, un esercito che non ha bisogno di etichette eroiche, di sentirsi classificato come ‘anti’ qualcosa o qualcuno. Un esercito che fa ciò che fa perché crede in Dio, che lo fa convintamente senza cercare ribalte e riconoscimenti mediatici”. Lo afferma oggi mons. Beniamino Depalma, vescovo di Nola, in una nota in cui chiarisce alcuni punti di un suo recente comunicato inerente il rapporto tra festa dei Gigli e camorra, per evitare “letture strumentali e maliziose”. Il presule è anche stupito che “non venga compreso il fatto che la Chiesa lavora per la redenzione e la salvezza di tutte le anime, anche le più malvagie”. “Più volte - ha ricordato mons. Depalma -, negli ultimi tempi, ho esortato i camorristi a pentirsi e scontare il loro debito con la società, senza proseguire nella spirale della morte e della violenza. Ma ho anche detto che se non lo faranno già questa terra e questo popolo, e infine Dio nel suo giudizio finale, gli chiederanno conto delle loro azioni con una severità assoluta”. (segue)

12:13 - RIVOLUZIONI ARABE: CARD. SCOLA A INCONTRO OASIS A TUNISI, “ORA SI DECIDE FUTURO” (2)

“Le rivoluzioni arabe, nella loro grande diversità - ha sottolineato l’arcivescovo di Milano - hanno lanciato con forza la questione della libertà” e l’unico dato certo è che in ogni Paese “non si vuole il ritorno della cultura dell’autoritarismo, che si è espressa per lunghi decenni”. Una libertà politica che “comporta per sé stessa un rischio”, visto che “può assumere la faccia poco attraente della frantumazione e del babelismo”. In ogni caso, ha precisato il card. Scola, la presenza musulmana interpella l’Occidente a “sottoporre a revisione il modello che ha elaborato, senza per questo rinnegare le indubbie acquisizioni in termini di convivenza civile”. Dall’altra parte l’Islam, “a detta di molti suoi pensatori, è chiamato a pensare in modo nuovo il tema della libertà”. In sintesi, “nell’esperienza travagliata del rapporto che il Cristianesimo ha instaurato con la modernità politica, tra rifiuto, illusione passatista e assunzione critica delle istanze positive - ha concluso -, si possano rinvenire elementi utili anche per i popoli musulmani e per la domanda di libertà che le loro rivoluzioni hanno così potentemente messo in campo”. Questo è il senso di “un’illuminazione reciproca”, ovvero “di un’oggettiva rilevanza culturale che il Cristianesimo oggi assume per l’Islam, e viceversa”.

12:12 - RIVOLUZIONI ARABE: CARD. SCOLA A INCONTRO OASIS A TUNISI, “ORA SI DECIDE FUTURO”

In Tunisia e in Egitto “ci troviamo di fronte ad un punto di svolta: nei prossimi mesi, forse già nelle prossime settimane, si deciderà molto del futuro delle rivoluzioni arabe”. “Il ruolo della religione in una società in transizione” è centrale, quindi islam e cristianesimo hanno bisogno di “una illuminazione reciproca”. Lo ha detto questa mattina il card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano e presidente della Fondazione internazionale Oasis, in un video-messaggio registrato in apertura del convegno di Oasis in corso oggi e domani a Tunisi, sul tema “La religione in una società in transizione. La Tunisia interpella l’Occidente”. “Oggi a Tunisi si verifica un ulteriore allargamento - ha osservato il card. Scola -: è la prima volta che Oasis si affaccia a una realtà nella quale la Chiesa è numericamente molto ridotta e per la grande maggioranza costituita da stranieri. Qui l’incontro con l’islam appare imprescindibile: la tentazione del recinto e dello ‘splendido isolamento’ non ha luogo, per il semplice fatto che non esiste nessun’isola sulla quale ritirarsi, nessun recinto nel quale rifugiarsi”. Rispetto ad un Occidente smarrito e in crisi, nel mondo arabo “l’Islam continua a svolgere la funzione di riferimento universale”. Un dato confermato “dal successo, alle recenti elezioni, dei partiti di ispirazione religiosa”. (segue)

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10:58 - DIOCESI: NAPOLI, AL VIA GLI STATI GENERALI AL SANTUARIO DI SAN GERARDO

Al via gli Stati generali dell’arcidiocesi di Napoli. Per tre giorni, da oggi al 20 giugno, presso il santuario di San Gerardo a Materdomini , vescovi ausiliari, vicari episcopali, decani e direttori degli uffici di curia si ritroveranno insieme, sotto la guida e la presidenza del card. Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, per riflettere insieme e discutere sull’anno di lavoro trascorso e sulla impostazione del nuovo piano pastorale la cui attuazione vedrà impegnati le gerarchie ecclesiali, le strutture diocesane, i decanati, le parrocchie, gli ordini religiosi, i diaconi permanenti, i movimenti e le organizzazioni laicali. Si partirà, naturalmente, dal percorso fatto e dai risultati ottenuti con lo straordinario Giubileo per Napoli, che si è concluso a dicembre 2011, dando continuità allo spirito e alle iniziative avviate nell’attuazione del programma giubilare. Al centro dell’incontro anche il nuovo regolamento della curia arcivescovile e le linee guida per un catechismo della Chiesa di Napoli.

09:36 - AMBIENTE: FORUM GREENACCORD, “CAMBIARE STRADA” PER NON “PRECIPITARE”

“L’uomo deve essere cosciente di far parte della natura, che la sua esistenza dipende da essa, e deve quindi imparare a vivere con essa e non contro di essa”. Così Andrea Masullo, presidente del Comitato scientifico di Greenaccord, ha chiuso ieri a Trento i lavori del 9° Forum dell’informazione cattolica per la salvaguardia del creato (clicca qui), rivolgendo un richiamo, alla vigilia del summit “Rio+20”, “perché i governanti del mondo si affrettino a cambiare strada” e “la politica torni a mettere al centro della sua azione l’uomo”. “La paura di perdere qualcosa nel cambiare strada - ha richiamato Masullo - rischia di farci perdere tutto ciò che di buono, seppur fra tante contraddizioni, l’umanità ha fino a oggi costruito. La montagna c’insegna che oltre la vetta non si può salire, ma se non ci si ferma per tempo si può solo precipitare. La crescita del consumo di natura ha da tempo superato la vetta e ormai, consumando ogni anno oltre il 20% in più delle risorse che la Terra riesce a riprodurre, ci stiamo pericolosamente sporgendo sul precipizio”. Portando ai presenti il saluto della Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc, che insieme all’Ucsi ha collaborato nell’organizzazione dell’evento), il presidente Francesco Zanotti ha invitato ad avere “più fiducia nel futuro”: così, ha precisato, “tuteleremo meglio anche il patrimonio ambientale, ricordando che la prima ecologia è per l’uomo”.

09:10 - AMICI DEI POVERI: IMPAGLIAZZO, TRE PROPOSTE PER UN’ITALIA PIÙ SOLIDALE

“Il Parlamento riveda presto le norme sulla cittadinanza”. Lo ha detto, ieri, Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, presentando una delle proposte emerse dai tredici gruppi di studio degli Stati generali degli Amici dei poveri, convocati dalla Comunità di Sant’Egidio a Napoli, sabato e domenica. Impagliazzo ha ricordato la testimonianza di Alessio, un ragazzino romano di tredici anni, figlio di un sud sudanese e di una salvadoregna: “Quando gli hanno detto che per la legge non è italiano, al ragazzo è sembrato assurdo perché non riesce nemmeno a pensarsi di un’altra nazionalità. Tanti - ha osservato Impagliazzo - sono come Alessio. È urgente che la politica dia presto risposte a lui e alla sua generazione”. La seconda è “favorire il più possibile forme di detenzione attenuata, magari in strutture legate all’associazionismo civile e al volontariato, per le mamme con bambini piccoli, costretti oggi a vivere in carcere”. Il presidente della Comunità di Sant’Egidio ha presentato quella che ha definito “una proposta molto suggestiva: stipulare un trattato di pace tra i rom e i manouche (tutti i non-rom), per dare una svolta alla difficile convivenza nelle nostre città. Bisogna mettere fine alla diffidenza reciproca e iniziare una stagione nuova che porti alla piena integrazione di tutti”.

09:10 - AMICI DEI POVERI: RICCARDI, “CRESCA ANCORA LA CULTURA DELLA SOLIDARIETÀ”

“Il mondo è scosso, e più povero, è in crisi. Forse noi abbiamo paura: ci sentiamo troppo piccoli e deboli, ma qui abbiamo scoperto che la debolezza non è un limite. Anzi dobbiamo essere più amici dei deboli, abbracciare la debolezza”. Lo ha detto ieri il ministro per la Cooperazione internazionale e l‘integrazione, Andrea Riccardi, salutando i rappresentanti dei 160 movimenti ed associazioni che hanno preso parte a Napoli agli Stati generali degli “Amici dei poveri”, organizzati da Comunità di Sant’Egidio e arcidiocesi di Napoli. “Stiamo attraversando un momento difficile”, ha ricordato Riccardi, il quale, rivolgendo anche un pensiero alle popolazioni terremotate dell’Emilia, ha invitato tutti a “restare uniti”, perché “i poveri crescono anche a causa della solitudine”. Da questa due giorni “è emersa l‘Italia che non fa rumore, l‘Italia che lavora con gli ultimi, con i poveri, molto preziosa in questo tempo di crisi”, ha sottolineato il ministro, commentando il lavoro compiuto dagli aderenti delle oltre 160 associazioni che si sono ritrovate a Napoli. “Sono una voce di speranza e di aiuto in un momento molto difficile”, ha aggiunto. Augurandosi che sia riconosciuta la cittadinanza ai bimbi nati in Italia figli di stranieri, Riccardi ha auspicato anche che “in questo Paese cresca ancora la cultura della solidarietà”.

09:01 - BENEDETTO XVI: A IEC 2012, FEDE COME “RELAZIONE PERSONALE” CON CRISTO (2)

“Come possiamo spiegare il fatto che persone le quali hanno ricevuto regolarmente il corpo del Signore e confessato i propri peccati nel sacramento della Penitenza abbiano offeso in tale maniera?”, si è domandato il Papa, ammettendo che questo “rimane un mistero. Eppure evidentemente il loro cristianesimo non veniva più nutrito dall’incontro gioioso con Gesù Cristo: era divenuto semplicemente un’abitudine”. L’opera del Concilio “aveva in realtà l’intento di superare questa forma di cristianesimo e di riscoprire la fede come una relazione personale profonda con la bontà di Gesù Cristo. Il Congresso eucaristico ha un simile scopo. Qui desideriamo incontrare il Signore Risorto. Chiediamo a Lui di toccarci nel profondo”. Il Pontefice ha pregato “affinché il Congresso sia per ciascuno di voi una fruttuosa esperienza spirituale di comunione con Cristo e con la sua Chiesa”. Il Santo Padre ha poi annunciato che il prossimo Congresso eucaristico internazionale “si terrà nel 2016 nella città di Cebu”. “Al popolo delle Filippine - ha affermato - invio il mio caloroso saluto e l’assicurazione della mia vicinanza nella preghiera durante il periodo di preparazione di questa grande riunione ecclesiale. Sono sicuro che porterà un duraturo rinnovamento spirituale non soltanto a loro, ma ai partecipanti di tutto il mondo”.

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09:00 - BENEDETTO XVI: A IEC 2012, FEDE COME “RELAZIONE PERSONALE” CON CRISTO

“Siete gli eredi di una Chiesa che è stata una potente forza di bene nel mondo, e che ha offerto a moltissimi altri un amore profondo e duraturo per Cristo e per la sua Santa Madre. I vostri antenati nella Chiesa in Irlanda seppero come impegnarsi per la santità e la coerenza nella vita personale, come predicare la gioia che viene dal Vangelo, come promuovere l’importanza di appartenere alla Chiesa universale in comunione con la Sede di Pietro, e come trasmettere alle generazioni future amore per la fede e le virtù cristiane”. Lo ha detto Benedetto XVI nel video messaggio trasmesso ieri pomeriggio (clicca qui) nel corso della “Statio Orbis” a chiusura del 50° Congresso eucaristico internazionale (Iec 2012), che si è svolto a Dublino (Irlanda). Ma “ringraziamento e gioia per una così grande storia di fede e di amore sono stati di recente scossi in maniera orribile dalla rivelazione di peccati commessi da sacerdoti e persone consacrate nei confronti di persone affidate alle loro cure”. “Al posto di mostrare ad essi la strada verso Cristo, verso Dio, al posto di dar testimonianza della sua bontà - ha ricordato -, hanno compiuto abusi su di loro e minato la credibilità del messaggio della Chiesa”. (segue)

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08:50 - BENEDETTO XVI: ANGELUS, PROCLAMATA BEATA LA DIOCIOTTENNE CECILIA EUSEPI

La Chiesa ha una nuova beata. Lo ha ricordato ieri mattina, dopo la recita dell’Angelus da piazza San Pietro, Benedetto XVI, facendo riferimento alla beatificazione che è avvenuta ieri pomeriggio, a Nepi, nella diocesi di Civita Castellana: la nuova beata è Cecilia Eusepi, morta a soli 18 anni. “Questa giovane che aspirava a diventare suora missionaria - ha raccontato il Papa -, fu costretta ad abbandonare il convento a causa della malattia, che visse con fede incrollabile, dimostrando grande capacità di sacrificio per la salvezza delle anime”, tanto che “negli ultimi giorni della sua esistenza, in profonda unione con Cristo crocifisso, ripeteva: ‘È bello darsi a Gesù, che si è dato tutto per noi’”.

08:45 - BENEDETTO XVI: ANGELUS, “NELL’EUCARISTIA GESÙ HA VOLUTO RESTARE CON NOI”

Il Congresso eucaristico internazionale, durante la settimana appena trascorsa “ha fatto di Dublino la città dell’Eucaristia, dove molte persone si sono raccolte in preghiera alla presenza di Cristo nel Sacramento dell’altare”. Lo ha detto ieri mattina Benedetto XVI dopo la recita dell’Angelus, ricordando che ieri nella capitale dell’Irlanda si è tenuta la celebrazione conclusiva del Congresso. “Nel mistero dell’Eucaristia - ha chiarito il Papa - Gesù ha voluto restare con noi, per farci entrare in comunione con Lui e tra di noi”. Di qui l’esortazione ad affidare “a Maria Santissima i frutti maturati in questi giorni di riflessione e di preghiera”.

08:42 - BENEDETTO XVI: ANGELUS, PREGHIERA E SOLLECITUDINE PER I RIFUGIATI

“Ricorre mercoledì prossimo, 20 giugno, la Giornata mondiale del rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite. Essa vuole attirare l’attenzione della comunità internazionale sulle condizioni di tante persone, specialmente famiglie, costrette a fuggire dalle proprie terre, perché minacciate dai conflitti armati e da gravi forme di violenza”. Lo ha ricordato, ieri mattina, dopo l’Angelus da piazza San Pietro, Benedetto XVI. “Per questi fratelli e sorelle così provati - ha affermato il Papa - assicuro la preghiera e la costante sollecitudine della Santa Sede, mentre auspico che i loro diritti siano sempre rispettati e che possano presto ricongiungersi con i propri cari”.

08:40 - BENEDETTO XVI: ANGELUS, “OTTIMISTI, NONOSTANTE IL MALE CHE INCONTRIAMO”

“Attraverso immagini tratte dal mondo dell’agricoltura”, il seme che cresce da solo e il granello di senape, “il Signore presenta il mistero della Parola e del Regno di Dio, e indica le ragioni della nostra speranza e del nostro impegno”. Lo ha affermato ieri mattina Benedetto XVI, in occasione della recita dell’Angelus da piazza San Pietro. La prima parabola richiama “il mistero della creazione e della redenzione, dell’opera feconda di Dio nella storia”. Ogni cristiano “sa bene di dover fare tutto quello che può, ma che il risultato finale dipende da Dio: questa consapevolezza lo sostiene nella fatica di ogni giorno, specialmente nelle situazioni difficili”. Anche il granello di senape serve a spiegare “il Regno di Dio”. Il messaggio delle due parabole è chiaro: “Il Regno di Dio, anche se esige la nostra collaborazione, è innanzitutto dono del Signore”; perciò, “la nostra piccola forza, apparentemente impotente dinanzi ai problemi del mondo, se immessa in quella di Dio non teme ostacoli, perché certa è la vittoria del Signore”. Si tratta del “miracolo dell’amore di Dio, che fa germogliare e fa crescere ogni seme di bene sparso sulla terra. E l’esperienza di questo miracolo d’amore ci fa essere ottimisti, nonostante le difficoltà, le sofferenze e il male che incontriamo. Il seme germoglia e cresce, perché lo fa crescere l’amore di Dio”.

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