Un catasto aggiornato dei ghiacciai per monitorare la situazione anno dopo anno. La richiesta, avanzata oggi pomeriggio a Trento al 9° Forum di Greenaccord per la salvaguardia del creato, è di Carlo Baroni, presidente del Comitato glaciologico italiano e docente nel dipartimento di scienze della terra allUniversità di Pisa (clicca qui). I ghiacciai - ha messo in guardia - sono indicatori climatici di notevole importanza e si stanno riducendo; ad esempio il ghiacciaio della Lobbia si è ridotto del 42% in estensione e del 65% in volume. Quello della Presanella sullAdamello ha perso i 2/3 della sua grandezza. È vero - ha aggiunto - che i ghiacciai alpini rappresentano solo lo 0,02% del peso totale di tutti i ghiacciai terrestri. Ma il loro ruolo sugli ecosistemi fluviali italiani e per la fornitura di acqua nei mesi estivi è cruciale per il nostro Paese e, con questi ritmi e senza interventi, fra qualche anno arriveremo a doverci confrontare con una realtà in cui ci saranno le montagne ma senza ghiacciai. Marcella Morandini, segretaria permanente della Convenzione delle Alpi, ha segnalato da parte sua limportanza di unattenzione e un impegno sovranazionali per lo sviluppo del territorio alpino, patrimonio collettivo che va al di là dei confini nazionali. Il Forum si concluderà domenica.
Come ho fatto anche io tanti anni fa in Friuli con i miei ragazzi anche un sacerdote di una piccola parrocchia della diocesi mi ha già detto che questa estate il campo dei giovani, dei ragazzi, lo farà in una delle parrocchie terremotate per dare sollievo a qualche parroco e, allo stesso tempo, perché i ragazzi possano fare un campo di lavoro. Lo ha affermato larcivescovo di Genova e presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, al suo arrivo al convegno organizzato dalla Fondazione Magistrato di Misericordia sulla ‘pietas dei genovesi nella storia. Liniziativa, ha detto il cardinale, segue la grande indicazione data dal Papa di gemellare le nostre parrocchie con quelle terremotate e anche nella nostra diocesi lo stiamo mettendo in atto. Il card. Bagnasco ha poi parlato della colletta per i terremotati che si è svolta domenica scorsa nelle parrocchie italiane affermando: Non so ancora il risultato della colletta ma penso che la risposta sia stata buona. La nostra gente, lItalia - ha concluso - esprime sempre il meglio di sé, soprattutto in questi momenti.
(Dublino, dagli inviati Sir) - Oggi, al 50° Congresso eucaristico internazionale, nella giornata dedicata alla sofferenza, mons. Fouad Twal, patriarca latino di Gerusalemme, ha rivolto un invito a non scoraggiarsi nelle prove e lotte. Il patriarca ha riconosciuto che considerando la situazione politica del Medio Oriente è normale avere paura, perché soffriamo e siamo minacciati, ma la paura non è accettabile per chi segue Cristo. Ricordando di aver pregato spesso sul Golgota, dove Gesù è stato crocifisso, ha sostenuto: oggi noi possiamo sentire lo stesso pianto a causa delle sofferenze delle vittime della guerra, della povertà, dellingiustizia, e dei molti rifugiati del Medio Oriente. Mons. Twal ha raccontato di essere coinvolto in molte iniziative che cercano di aiutare i cristiani locali a rimanere, a evitare di emigrare e ad abbracciare la loro missione di essere ‘pietre vive della presenza di Cristo nella sua terra. Ma il vero aiuto viene dalla preghiera e dal ricevere nostro Signore nellEucaristia. In Terra Santa ci sono più di 100 congregazioni che lavorano in vari settori, ma 15 sono contemplative e pregano in adorazione eucaristica giorno e notte. Come Chiesa siamo molto grati a questi religiosi; io spero molto che le loro intercessioni portino pace e giustizia nella Terra Santa.
Oggi il Congresso eucaristico internazionale, in corso a Dublino, si è soffermato sul tema della sofferenza. Durante la catechesi di questo pomeriggio nella Rds arena mons. Bashar Warda, arcivescovo caldeo di Erbil in Iraq, ha parlato delle comunità perseguitate. Soffrire - ha osservato - è sempre devastante, ma nella sofferenza umana è sempre implicata quella di Nostro Signore Gesù Cristo. Il suo corpo è e rimane presente nel mistero del pane spezzato, come una fonte da cui scaturisce l‘amore che crea i legami della comunità. Mons. Warda ha raccontato storie di fedeli uccisi violentemente, di come il Paese si è raccolto intorno alla famiglia e si sono sentiti come un unico corpo sofferente. Anche Gesù ha cercato i suoi discepoli durante i momenti di dolore. La comunità dei discepoli, la loro comunione damore - ha sottolineato il presule - trova la sua origine e forza nella sofferenza di Cristo. LEucarestia e la Chiesa stessa sono costruite sulla sua croce. Anche sulla croce Gesù cerca di creare comunità, quando si rivolge alla Madonna e a Giovanni: Questo è il tuo figlio, questa è la tua madre. L‘arcivescovo ha concluso con le parole di Mar Ephrem, il maggiore poeta siriano: Beata tu, sala della cena, dove il Signore stesso è diventato altare, agnello e sacrificio. Egli mangiò il nostro pane per diventare pane per noi.
(Dublino, dagli inviati Sir) - Nella giornata del Congresso eucaristico internazionale (Iec 2012, Dublino 10-17 giugno) dedicata alla sofferenza, Rose Busingye ha offerto la testimonianza della sua esperienza con i malati di aids. Nativa di Kampala in Uganda, Rose Busingye è una infermiera e puericultrice che nel 1992 ha fondato il Meeting Point International, unorganizzazione che opera nelle aree svantaggiate di Kampala fornendo aiuto ai malati, specialmente a quelli in stato terminale, e alle loro famiglie. Tutto è sorto riflettendo sullincarnazione. Cosa centra con la mia carne un Dio che si è fatto carne? Dio si è mischiato con noi e nellEucaristia, divina follia, egli rimane con noi, ha raccontato Rose. A chi le ha chiesto cosa pensa dellefficacia delle misure suggerite dalla Chiesa per prevenire il contagio dell‘aids, Busingye ha risposto: Chi ama cerca sempre la protezione perfettamente sicura. Il profilattico ha sempre dei rischi e quindi alla fine non protegge. La difficoltà maggiore per chi opera con i malati - ha spiegato linfermiera - è liberarli dallo stigma della malattia. Noi offriamo un rifugio dove ogni persona può scoprire di essere qualcuno.
(Rovereto sulla Secchia, dal nostro inviato) - Dopo la prima scossa don Ivan ha detto una messa di ringraziamento. Il ricordo è di uno dei volontari della parrocchia di Rovereto sulla Secchia, Fabio Borborini, nella cui chiesa don Ivan Martini è morto martedì 29 mentre tentava di portare in salvo limmagine della Madonna del Voto. Se a qualcuno era sembrato strano ringraziare dopo il terremoto, don Ivan lo riteneva invece doveroso perché - spiega il volontario al Sir (clicca qui) - non è successo niente a nessuno. Inoltre nella chiesa la prima scossa ha fatto cadere un pezzo di volta vicino alla porta e se fosse successo poche ore prima, durante la celebrazione delle cresime, o la domenica mattina, sarebbe stata una carneficina. A Rovereto, sotto il tendone verde allestito dal sacerdote subito dopo la prima scossa, ora cè una cucina nella quale, dopo la scossa del 29 che ha distrutto il paese, abbiamo fatto da mangiare - spiega un giovane volontario - con quel che avevamo in canonica per dare un piatto di pasta a tutti, finché sono arrivati acqua e viveri da Sassuolo e da Cesena. Problematica la situazione del Campo allestito dalla protezione civile di Roma, allestito in un luogo non adatto e che sta per essere spostato, la cui gestione sarà della Protezione civile di Ravenna e alla cucina ci penserà la Croce Rossa.
(Dublino, dagli inviati Sir) - La Pietra della guarigione (Healing Stone), su cui è incisa una preghiera di una vittima irlandese di abusi, inaugurata alla cerimonia di apertura del 50° Congresso eucaristico internazionale (Iec 2012, Dublino 10 - 17 giugno), avrà una sua collocazione permanente presso lantico santuario del Purgatorio di San Patrizio a Lough Dern. Lannuncio è stato dato oggi in conferenza stampa da padre Kevin Doran, segretario generale del Congresso, che ha sottolineato come dopo aver considerato varie opzioni, la scelta di Lough Dern è sembrata particolarmente appropriata per la storia penitenziale del sito e per il pellegrinaggio di riconciliazione fatto in questo luogo dal card. Marc Oullet, legato pontificio al Congresso, martedì e mercoledì scorsi, un gesto voluto espressamente da Benedetto XVI. Il santuario, che è posto su unisola ed è conosciuto come luogo di pace, ha unantichissima tradizione di pellegrinaggi che dai tempi di san Patrizio si sono susseguiti per oltre 1000 anni. Quando il card. Oullet si è impegnato nel pellegrinaggio era accompagnato dal nunzio, larcivescovo Charles Brown, e dal vescovo di Clogher, mons. Liam McDaid; il legato ha anche incontrato alcune delle vittime degli abusi di cui poi riferirà al Pontefice.
"Ripartire dal basso, attraverso la capacità di erodere vie ormai sclerotizzate per raccogliere il consenso e creare una speranza attiva. È la strada indicata da Monica Del Vecchio, del settore giovani dellAzione cattolica italiana, durante il seminario dellIstituto Bachelet. I giovani di Ac non credono né alle sirene dellantipolitica né a quelle dellanarchia: la loro ricetta è partire dal basso, dalla forza della nostra generazione globale e saper contrastare localismi e particolarismi per creare alleanze. Per fare ciò, però, i giovani devono abbandonare lidea che la politica è una cosa sporca, per rivalutare la politica intesa come partecipazione al processo decisionale e alle scelte. Sullo strano paradosso di una società che ama essere giovane e non affida spazi di responsabilità ai giovani si è soffermato Luca Alici, del comitato esecutivo dellIstituto Bachelet, secondo il quale in Italia si risponde alla scarsità demografica allungando la giovinezza e facendo in modo che ladulto si senta giovane fin quando è possibile. Per i giovani, poi, la politica come servizio diventa un lusso o un interesse. Un lusso, perché non cè tempo, cè prima da dare un senso alla vocazione per la propria esistenza. Un interesse, perché chi non la pensa così arriva a pensare alla politica come lavoro, come luogo in cui si può stare, e trarre profitto, tutta la vita.
Incrementare una cultura della solidarietà e del servizio, contro quella dellindividualismo esasperato, attraverso esperienze che possono essere diffuse e riprodotte, dare spazio a stili di vita alternativi per tutte le famiglie e richiamare limpegno alla responsabilità di cristiani e non, per contribuire alla costruzione di una città a misura di famiglia. Sono alcuni degli obiettivi della Prima Festa cittadina della Famiglia, promossa domenica 17 giugno dalla Zona pastorale S. Ruggero e dal Coordinamento cittadino della Commissione diocesana Famiglia e Vita di Barletta (ore 17,30, anfiteatro dei giardini del Castello). Levento, organizzato in collaborazione con 17 associazioni cattoliche e non, ruoterà attorno al tema La famiglia: il lavoro e la festa. Lidea di dedicare una giornata di festa alla famiglia - afferma don Vincenzo Misuriello, responsabile cittadino per la pastorale familiare - parte da lontano ed è una delle azioni frutto delle proposte maturate nel corso del Cantiere dedicato alle famiglie, aperto nel 2011 e inserito nel più ampio cammino del Progetto ‘Insieme verso… che la zona pastorale di Barletta ha inteso lanciare in collaborazione con le parrocchie e le associazioni.
Tra i giovani cè qualcosa di nuovo che sta venendo fuori: è passata, o sta passando, la sbornia delleterna necessità di emergere. I giovani sognano una vita normale, bella, competente e felice. Parola di mons. Nicolò Anselmi, responsabile del Servizio Cei di pastorale giovanile, che al seminario dellIstituto Bachelet su giovani e politica, svoltosi questo pomeriggio a Roma, ha evidenziato la voglia di normalità delle nuove generazioni: È passata lillusione del voler vincere a tutti i costi. A livello politico, per mons. Anselmi ciò comporta lobbligo di decidersi su che tipo di mondo vogliamo costruire: se vogliamo un mondo fondato sullaltruismo o sullegoismo, sullunione o sulla divisione. Se la politica vuole fare qualcosa di dignitoso, deve ripartire dai giovani, ha ammonito il relatore, che in concreto ha evidenziato la necessità di mostrare più attenzione, sia da parte delle istituzioni civili sia da parte della Chiesa, al mondo della scuola e delluniversità, ai luoghi della formazione, perché uno Stato e una Chiesa che non investe sulla scuola ha sempre il fiato corto: i buoni cittadini di domani sono i buoni studenti di oggi.
(Sir Europa - Bratislava) - È stato inaugurato oggi il nuovo museo di arte ecclesiastica nella sede dellantico monastero francescano di Plzen in Repubblica Ceca, alla presenza del vescovo di Plzen, mons. Frantisek Radkovský, e del sindaco della città, Martin Baxa. Le sue pitture storiche, i paramenti liturgici e i documenti in mostra nelle varie sale illustrano vari aspetti della vita cristiana. Listituzione, aperta al pubblico tutti i giorni tranne il lunedì, rappresenta la continuazione dellantico museo diocesano e il suo layout si ispira alle mostre contemporanee europee. Una sezione è dedicata alla storia della diocesi di Plzen e al suo patrono, il beato Hroznata. Di particolare interesse le preziose pitture murali storiche, tra cui spiccano lo straordinario ciclo di Santa Barbara e un antico disegno della città. Degno di nota è anche il tesoro che offre al pubblico la possibilità di ammirare preziosi oggetti liturgici. Lesposizione è posto sotto la direzione del Museo della Boemia occidentale di Plzen e il progetto è parte integrante del piano di recupero del monastero francescano.
Tra i giovani di oggi se non lindifferenza, prevale la rassegnazione. Conta il presente, che viene dilatato. Un presente che non piace, ma allinterno del quale si trova una nicchia di sopravvivenza personale e in cui si perde la memoria del passato e la fiducia nel futuro. È lidentikit tracciato da Lorenzo Caselli, dellUniversità di Genova, durante il seminario Ripartire dai giovani: per una nuova dignità della politica organizzato dallIstituto Bachelet dellAzione cattolica italiana. Nonostante le difficoltà, la tesi delleconomista, i giovani di oggi hanno dalla loro molti punti di forza: Sanno usare le nuove tecnologie, hanno unidea del mondo più attuale, non divisa in blocchi. Conoscono le lingue, credono nel merito e nella solidarietà, e una parte non minima di loro è impegnata nel sociale, con generosità e impegno. AllAzione cattolica - ha assicurato il suo presidente nazionale, Franco Miano - interessa non parlare dei giovani, ma far sì che i giovani possano essere soggetto, per contribuire al cambiamento. Limpegno del presente non esclude la costruzione del futuro, ha sottolineato Miano ricordando la necessità di lavorare sul tempo lungo, a partire dalla consapevolezza che essere cittadini è compito di ogni generazione.
Da unindagine telefonica condotta dallAstat (lIstituto provinciale di statistica dellAlto Adige) emerge che quasi la metà degli altoatesini (46,7%) digiuna nel periodo di Quaresima o cambia le proprie abitudini consuete. La rinuncia riguarda soprattutto la carne, i dolci e lalcol. Gli esiti della ricerca sono stati pubblicati oggi dallIstituto. La scelta di digiunare è risultata essere legata principalmente alla religione e alla tradizione. Il 48,6% degli altoatesini conosce liniziativa "Io rinuncio", promossa dalla Caritas di Bolzano-Bressanone in collaborazione con numerose realtà associative e sociali locali, e il 5,1% ha dichiarato di avervi partecipato. Obiettivo di Io rinuncio è quello di invitare gli altoatesini a prendere consapevolezza dei loro stili di vita quotidiani, che spesso non sono salutari. Le rinunce più frequenti sono state alla carne (67,2%) e ai dolciumi (46,4%); quindi alcol (20,4%), televisione (10,6%) e tabacco (5,6%). Digiunare, però, non è sempre facile. Lo dimostra il fatto che sebbene l80,5% degli intervistati abbia dichiarato di non aver avuto problemi nel rinunciare a beni di consumo o abitudini, lo stesso non è invece accaduto al restante 19,5%. Molte persone, nel periodo quaresimale, hanno cambiato anche il loro comportamento: il 42,3% ha moderato le abitudini alimentari, il 16,9% ha passato più tempo con altre persone, l11,9% ha praticato più sport del solito e il 5,6% ha ridotto coscientemente le attività per evitare lo stress.
La condizione di minore età è prima di tutto una condizione fisiologica che li colloca come figli, all‘interno di un processo formativo-educativo la cui responsabilità è ancora in gran parte dei genitori. È il commento di Letizia ed Elio Giannetti, condirettori della pastorale familiare della Conferenza episcopale umbra, alla vicenda della giovane donna (minorenne) che senza coinvolgere i genitori si è rivolta al consultorio familiare manifestando la propria volontà di non portare a termine la gravidanza. Un Giudice del Tribunale di Spoleto, nei giorni scorsi, ha chiesto in merito il riesame dellarticolo 4 della legge 194, presentato un ricorso alla Consulta che verrà esaminato il 20 giugno dalla Corte Costituzionale. La condizione di minore età, spiegano i coniugi in una nota, si riverbera almeno su tre aspetti. Uno pubblico, in cui i diritti e i doveri nei confronti dell‘Istituzione sono molto limitati e comunque soggetti alla tutela dei genitori. Uno familiare, dove il legame con le figure parentali è ancora prioritario rispetto agli altri rapporti. Nel figlio, infine, prevale ancora uninsufficiente capacità valutativa rispetto ad alcune responsabilità, per cui ne viene limitata l‘assunzione per favorire un processo di emancipazione consapevole, spostando gradualmente col passare degli anni la quota di libertà e di responsabilità dai genitori al figlio stesso.
(Dublino, dagli inviati Sir) - Trocaire, la Caritas irlandese, compirà nel 2013 il suo quarantesimo anno di vita. In occasione del Congresso eucaristico internazionale in corso a Dublino (Iec 2012, 10-17 giugno), il direttore, Justin Kilcullen, ne ha ripercorso i momenti salienti illustrando le attività svolte in 28 Paesi con testimonianze dal vivo e in video. Il card. Oscar Andrés Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras) e presidente di Caritas Internationalis, ricordando il motto Piccolo è bello delleconomista cattolico Ernst Schumacher, ha elogiato lo stile della Caritas irlandese, basato su interventi concentrati e quindi efficaci. Non importa quanto piccolo possa essere il nostro contributo, perché serviamo Cristo proprio servendo i piccoli, ha sottolineato. Limpegno però deve allargarsi anche alla società. La Caritas lavora in tutto il mondo in aiuto ai più emarginati, ma anche per cambiare le strutture sociali che causano povertà e disuguaglianza, ha aggiunto il cardinale. Mons. John Kirby, vescovo di Clonfert e presidente di Trocaire, ha dichiarato che non possiamo affermare di amare Dio se non ci impegniamo per i nostri fratelli più bisognosi. Questo ci insegna lEucarestia, dar da mangiare a chi ha fame.
I problemi della zona euro saranno ovviamente al centro dellattenzione del G20 dellinizio della prossima settimana: Grazie a unazione decisa, affermano Van Rompuy e Barroso, lUe riuscirà a dare una risposta globale alla crisi del debito sovrano affrontando le sfide che si pongono ai paesi vulnerabili, sostenendo la crescita attraverso riforme strutturali e un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita, rafforzando le protezioni finanziarie della zona euro, finanziando e ricapitalizzando le banche e potenziando la governance economica di Eurolandia. LUnione ritiene che il piano dazione di Los Cabos per la crescita, che dovrà essere adottato dai leader G20, debba essere un mix equilibrato di risanamento fiscale e riforme strutturali, comprendente impegni equilibrati di tutti i membri del G20, tra cui Stati Uniti, Giappone e Cina, e che costituirà un quadro concreto in cui tutti i Paesi del G20 potranno rinnovare limpegno a rilanciare la crescita mondiale.
(Sir Europa - Bruxelles) - Ribadiremo ai partner del G20 il nostro impegno a tutelare la stabilità finanziaria e lintegrità della zona euro ed esprimeremo chiaramente la nostra volontà che la Grecia rimanga nella zona euro, pur rispettando i propri impegni: il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e quello della Commissione, José Manuel Barroso, rappresenteranno lUnione europea al vertice G20 in programma il 18 e il 19 giugno a Los Cabos, che avrà allordine del giorno soprattutto i temi della crisi economica, le azioni per la crescita, lo sviluppo, la sicurezza alimentare e la crescita verde, il commercio mondiale. Informeremo i nostri partner di ciò che stiamo facendo per rafforzare e approfondire ulteriormente la nostra unione economica affinché sia commisurata alla nostra unione monetaria, sottolineano i due leader Ue, che al contempo chiederanno agli altri partner di riconoscere le proprie responsabilità, dando un forte impulso per riequilibrare leconomia mondiale. (segue)
(Sir Europa - Bruxelles) - La solidarietà è qualcosa di cui avremo sempre più bisogno. Dopo Haiti ho viaggiato in molti altri posti nei quali i terremoti, gli tsunami, le inondazioni, la siccità, le eruzioni vulcaniche e le frane hanno travolto le comunità locali e messo a dura prova le capacità nazionali, ma la rapida risposta internazionale ha salvato la vita e ridotto la sofferenza e i danni. Con queste parole Kristalina Georgieva, commissaria per la cooperazione internazionale, aiuti umanitari e risposta civile, ha aperto la cerimonia di Pechino per la presentazione del progetto Ue-Cina di gestione del rischio delle catastrofi. Dal 1975, il numero delle catastrofi registrate è aumentato di cinque volte e la maggioranza delle vittime è stata registrata in Asia, ma nessun continente può ritenersi al sicuro. In Europa, per esempio, negli ultimi 10 anni si sono registrate 100mila vittime. Sono rimasta impressionata dellefficienza e dallimmediata risposta fornita dalla Cina allemergenza di Haiti, nonostante la notevole distanza e lassenza di relazioni diplomatiche tra le due nazioni e sono, quindi, fiduciosa verso questa nuova partnership tra Europa e Cina perché la cooperazione contro le catastrofi e la prevenzione sono le risposte fondamentali per la nostra sicurezza e per il futuro. In occasione dellevento è stata inaugurata la sede dellIstituto di gestione delle emergenze Ue-Cina.
Ogni cammino nazionale delle nostre Confraternite interpreta, nel modo a esso tutto proprio, quellideale dellunità dItalia di cui specialmente oggi si avverte tanta necessità di sincere manifestazioni. Sono, queste, parole di mons. Salvatore Di Cristina, arcivescovo di Monreale, che ospiterà da oggi a domenica 17 giugno il XXI Cammino nazionale delle Confraternite dItalia. Questa, prosegue larcivescovo, è una vera festa dellincontro tra amici provenienti da tutte le regioni italiane, indubbiamente diversi per abitudini, stili di vita, riferimenti culturali, e che pure sanno di essere e si sentono profondamente accomunati, non solo dalla speciale visione-comprensione di sé, del mondo e degli avvenimenti che a loro deriva dalla comune fede cristiana, ma anche dallo stile confraternale che caratterizza la manifestazione della loro fede e il loro affetto per Cristo, la Vergine Madre e i suoi santi. La rinnovata vitalità delle confraternite - sottolinea Francesco Antonetti, presidente della Confederazione delle Confraternite delle diocesi dItalia - visibile su tutto il territorio nazionale, è segno dellattualità della proposta ecclesiale che trova radici profonde nelle tradizioni di fede, pietà popolare e carità che da secoli sono stati esercitati dai confratelli e dalle consorelle. Info: www.camminoconfraternitamonreale.it.
Lesperienza sportiva come grande risorsa educativa a disposizione della persona umana e della collettività. È questa la premessa che ha portato lUfficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza episcopale italiana alla definizione del Manifesto dello sport educativo (clicca qui) in collaborazione con il Laboratorio di comunione tra le associazioni sportive di ispirazione cristiana. La conferenza stampa di presentazione avrà luogo il 18 giugno, alle 11.45, a Roma, nel Salone donore del Comitato olimpico nazionale italiano (largo Lauro De Bosis). Interverranno il presidente del Coni, Gianni Petrucci, e il segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata. Lo sport - si legge nel ‘Manifesto - è un bene educativo di cui nessun ragazzo dovrebbe fare a meno. Tra i tanti modi di concepire, organizzare e vivere la pratica sportiva, a noi interessa uno sport per luomo aperto allAssoluto, che educhi ai fondamenti etici della vita e consideri la persona nella sua dimensione unitaria: corpo, anima spirito. Alla conferenza stampa saranno presenti mons. Mario Lusek, direttore dellUfficio Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, e i rappresentanti degli enti e delle associazioni promotori e primi firmatari del Manifesto. A moderare il dibattito sarà don Ivan Maffeis, vicedirettore dellUfficio Cei per le comunicazioni sociali.
Porre lattenzione su temi di etica con voce di donna, unetica femminile nel pensiero, senza alcuna intenzione di rivendicazione sociale, ma con lunico obiettivo di consentire alle donne la libertà di dare forma a se stesse in accordo con tutte le peculiarità dellessere donna. È questo lobiettivo principale dellOsservatorio medicina ed etica in rosa, promosso dallUniversità Cattolica di Roma con il patrocinio dellAssociazione medici cattolici italiani. Lunedì 18 giugno, alle ore 15, nellAula Brasca del Policlinico Gemelli, avrà luogo il secondo seminario dellOsservatorio sul tema Donne per le donne: il volto femminile del volontariato in sanità e non solo. Tra le peculiarità delliniziativa, spiega la moderatrice e ideatrice Leda Galiuto, dellIstituto di Cardiologia dellUniversità Cattolica di Roma, quella di porre laccento sulle esperienze di cura e di pratica delle relazioni che trovano la loro massima espressione nel mondo della medicina. In particolare, in questo seminario, si incontreranno donne dedite al volontariato a tutela della salute fisica, psichica e morale di altre donne più svantaggiate perché malate, oppresse, discriminate o violentate. Interverranno tra gli altri Robin Tonci, presidente della Squadra di Velia, Bruna Bellesi, fondatrice progetto Nicaragua. Le conclusioni sono affidate a Vincenzo Saraceni, presidente dellAmci.
Impegnarsi contro la povertà in tutto il mondo: è lappello di mons. Ludwig Schwarz, vescovo di Linz, rivolto ieri ai rappresentanti del governo austriaco che parteciperanno al vertice Onu sulla sostenibilità a Rio de Janeiro il 20 giugno. Un miliardo di persone fanno la fame, gli obiettivi sul clima non sono rispettati e gran parte della popolazione mondiale è esclusa da uno sviluppo dignitoso, si legge in una dichiarazione del Koo, lUfficio di Coordinamento per lo sviluppo internazionale e la missione della Conferenza episcopale austriaca presieduto da mons. Schwarz. Occorre ripensare a un nuovo modello economico, poiché quello attuale consente un sistema commerciale iniquo e lo sfruttamento delle risorse naturali. Gli effetti sono subiti maggiormente dai più poveri del mondo, ha affermato, avvertendo che stiamo andando verso una catastrofe ecologica che possiamo impedire solo se agiamo ora. Il Koo, insieme con altre organizzazioni ecclesiastiche e laiche, riunite nelliniziativa Rio+20 - giustizia in un mondo finito, hanno consegnato ieri un documento di richieste formulate nei confronti del ministro per lambiente, Nikolaus Berlakovich, e al segretario di Stato per gli esteri, Wolfgang Waldern, che prenderanno parte allincontro in Brasile.
In Francia continuano i preparativi per le Giornate mondiali della Gioventù chi si svolgeranno a Rio de Janeiro dal 23 al 28 Luglio 2013. Circa 160 delegati diocesani si sono incontrati nei giorni scorsi a Parigi nella Casa dei vescovi di Francia. Per loccasione sono stati presentati i primi due spot pubblicitari sulle giornate e i risultati del concorso lanciato attraverso i social media nelle ultime settimane. Una delle vincitrici è Aimery Ferron, giovane parigina, che vedrà il suo lavoro utilizzato come cartellone ufficiale. Entrambi gli spot sono disponibili sul canale YouTube della squadra nazionale JMJRio13 (http://youtu.be/Qo7dmZzB-js?hd=1). Il primo video invita a raggiungere i giovani del mondo intero che si riuniranno a Rio e a scoprire la storia delle Giornate mondiali della Gioventù. Il secondo è una parodia in chiave umoristica di un film famoso.
Si terrà a Roma, da oggi pomeriggio a domenica, presso la Casa Frate Jacopa, una nuova sessione della Scuola di Pace incentrata sul tema Stili di vita per un nuovo vivere insieme. Riparare la casa della convivenza umana. Liniziativa si inserisce nel progetto Educare alla custodia del Creato, con il quale la Fraternità francescana e la cooperativa sociale Frate Jacopa hanno inteso accogliere il duplice appello della Chiesa italiana a prendere coscienza dellemergenza educativa e a diventare parte attiva nel cammino di conversione che il rapporto con il Creato richiede. Il Creato come realtà destinata alla vita di tutti - spiegano i promotori - ci interpella attraverso le nostre scelte a rendere ragione nei fatti delloriginaria fraternità umana. E questo passa dallassunzione di uno stile di vita più sobrio e solidale, vero e proprio cammino di prossimità in un ritorno allessenziale. Tra i relatori che intervengono ai lavori, domani Martin Carbajo, docente di teologia morale e vicerettore Pontificia Università Antonianum, sul tema Stili di vita nel villaggio globale: il pellegrino e il turista e domenica Simone Morandini, docente di teologia della creazione presso la Facoltà Teologica del Triveneto, sul tema Abitare la Terra. Custodirne i beni.
Descrivendo lodierna crisi di fede, mons. Crociata ha poi detto: Il problema di oggi è che ladolescente ha preso il posto delladulto maturo, e - in un certo senso - lo ha sostituito come paradigma antropologico. Si è persa così levidenza fondamentale secondo cui a dare gusto e pienezza alla vita è generare nuove creature, dedicarsi a farle crescere, creare qualcosa per loro e per il loro futuro, dare corpo a progetti per il bene degli altri e della società intera realizzando qualcosa di buono anche a costo di sacrifici. Questa adolescenza degli adulti fa sì che il mito dellautorealizzazione a tutti i costi (individualistica, privata e direi quasi solipsistica) è un principio di consunzione che si è incistato nella mente collettiva. Così finisce - ha proseguito - la cura dellaltro. E senza la cura dellaltro non cè generazione, non cè educazione, non cè progetto condiviso, non cè futuro comune. Secondo il segretario generale della Cei, siamo tornati a parlare di educazione perché è venuto meno il presupposto su cui si basava la vita sociale, prima che la stessa vita cristiana, ovvero una sana antropologia della dedizione e della cura dellaltro e della comunità nel suo insieme. Non è più ovvio che stare al mondo come umani abbraccia come compito fondamentale la trasmissione della vita in senso completo, dalla procreazione alla maturazione della persona.
La preoccupazione per la profonda crisi di fede in atto non cancella quella fiducia più volte manifestata nel potere che ha lesperienza della gioia dellincontro con Cristo e lentusiasmo per la sua trasmissione; ma se solo la forza di questa gioia e di questo entusiasmo può vincere ogni difficoltà, nondimeno i motivi di preoccupazione sono ben fondati e gravi: lo ha detto questa mattina a Cassano delle Murge (Ba), in occasione della Giornata di santificazione sacerdotale, mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, nella relazione proposta ai sacerdoti dellarcidiocesi di Bari-Bitonto alla presenza dellarcivescovo, mons. Francesco Cacucci, che il 13 giugno ha festeggiato il XXV anniversario di ordinazione episcopale. Tema dellintervento è stato La sfida delleducazione alla fede. Rifacendosi a recenti discorsi del Papa, mons. Crociata ha sottolineato che con preoccupazione, non soltanto fedeli credenti, ma anche estranei osservano come le persone che vanno regolarmente in chiesa diventino sempre più anziane e il loro numero diminuisca continuamente; come ci sia una stagnazione nelle vocazioni al sacerdozio; come crescano scetticismo e incredulità. Ha poi aggiunto che se dobbiamo rilevare una crisi di fede, non possiamo fare a meno di constatare una contestuale crisi dellumano. Se è diventato un problema educare alla fede, non è meno problematico semplicemente educare. (segue)
(Sir Europa - Bruxelles) - Una nuova iniziativa, in vista del Summit della Terra Rio+20 (Rio de Janeiro, 20-22 giugno), viene lanciata da Eurostat per sensibilizzare i cittadini sul tema della sostenibilità ambientale. Si tratta di una guida dal titolo Le cifre per il futuro. 20 anni di sviluppo sostenibile in Europa (http://epp.eurostat.ec.europa.eu), in cui vengono resi noti gli indicatori di sviluppo sostenibile dellUe (Sdi). Lanalisi viene però condotta attraverso gli occhi di una studentessa di 17 anni, Anne, che ha il compito di umanizzare i dati statistici forniti da Eurostat, informando i cittadini di tutto il mondo sulle novità degli ultimi due decenni. Nel documento vengono presentati 70 indicatori utilizzati dallUnione europea per lo sviluppo sostenibile e per rafforzarne il contenuto sono stati realizzati anche quattro video. I cittadini, grazie al personaggio della giornalista Marta, vengono, inoltre, guidati allapprofondimento di temi chiave come la crescita del Pil, loccupazione, lenergia, i trasporti, le disparità regionali, la povertà e lesclusione sociale, i rifiuti, i cambiamenti climatici, la globalizzazione, gli impegni comunitari internazionali, linvecchiamento della società e la crescita verde. Lo scopo di questa pubblicazione è di rendere accessibili tali problematiche a tutti i cittadini, non solo agli specialisti, attraverso un approccio più diretto e comprensibile.
Oggi la Congregazione per la Dottrina della Fede, a norma della Costituzione Apostolica Anglicanorun coetibus, ha eretto lOrdinariato Personale di Our Lady the Southern Cross nel territorio della Conferenza Episcopale Australiana. Sempre oggi, il Santo Padre ha nominato primo Ordinario il Reverendo Harry Entwistle. La notizia è stata ufficializzata da una nota della Santa Sede anche se a dare lannuncio di un nuovo Ordinariato (il terzo, dopo quelli costituiti nel Regno Unito e negli Stati Uniti) fu in maggio il presidente della Conferenza episcopale australiana, larcivescovo Denis Hart. Sono fiducioso - disse in quella occasione - che quegli ex-anglicani che hanno fatto un cammino di fede che li ha portati alla Chiesa cattolica, troveranno una pronta accoglienza. Il Rev. Harry Entwistle è nato il 31 maggio 1940 a Chorley, in Inghilterra ed è stato battezzato come anglicano. Emigrato in Australia nel 1988, è stato "Senior Chaplain" per il "Department of Corrective Services" nella diocesi di Perth. Nel 2006 è entrato a far parte della "Traditional Anglican Communion" ed è stato nominato vescovo per la regione occidentale e Parroco a Maylands in Perth. Dopo essere stato accolto nella piena comunione con la Chiesa Cattolica ed essere stato ordinato diacono, riceve l‘ordinazione sacerdotale nella Cattedrale di Perth il 15 giugno 2012.
In un‘intervista ad una tv brasiliana mons. Chullikatt ha parlato del ruolo della Chiesa a Rio+20, mettendo in evidenza tre aspetti dello sviluppo sostenibile: economico, sociale e ambientale. Riguardo all‘aspetto economico - ha detto lOsservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite -, la Chiesa è da sempre interessata ai problemi dei Paesi poveri. È inoltre pienamente coinvolta nel miglioramento delle condizioni sociali nel mondo. Ci interessa anche la tutela dellambiente e siamo preoccupati per il disastro ecologico in Amazzonia. Ci prendiamo cura della natura, perché come cattolici crediamo nella salvaguardia del creato. Siamo venuti soprattutto per portare la voce di coloro che non hanno voce - ha precisato mons. Chullikatt -, in particolare le persone dei Paesi poveri.
La Santa Sede - tramite mons. Francis Chullikatt, Osservatore Permanente presso le Nazioni Unite - e la Chiesa brasiliana sono presenti alla Conferenza delle Nazioni Unite sull‘ambiente e lo sviluppo (Rio+2) in corso in questi giorni (fino al 22 giugno) a Rio de Janeiro, con i leader di tutto il mondo riuniti per parlare di cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile. In contemporanea al summit mondiale, si apre oggi al Parco Flamengo (Aterro do Flamengo), la Cùpula dos Povos, un incontro della società civile organizzata con numerosi eventi e dibattiti, a cui parteciperà l‘arcidiocesi di Rio de Janeiro e la Conferenza episcopale brasiliana (Cnbb). La delegazione della Santa Sede è guidata dal cardinale Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di San Paolo. É un compito importante - afferma il card. Scherer - ed una occasione per esprimere la posizione della Chiesa sulle questioni trattate durante Rio+20. Oggi, nella Tenda della Pace al Parco Flamengo, ci sarà un dibattito su ambiente e giustizia sociale. La Chiesa ha un suo pensiero, un suo sguardo su questi temi - prosegue il card. Scherer -, una visione dell‘uomo, una posizione sull‘economia, la cultura, la vita… Perciò la parola della Chiesa, tramite la Santa Sede, può aiutare a servire ed illuminare, e ciò fa parte della sua missione evangelizzatrice. (segue)
Questo è uno straordinario atto di umanità e di aiuto alle famiglie - scrivono i vescovi cattolici e ortodossi - che non smettono di vivere nel dolore, alcune da più di venti anni. A tutti coloro che sono nel dolore e soffrono i Vescovi esprimono non solo cordoglio ma anche la loro umana vicinanza, solidarietà cristiana e partecipazione al dolore. Il processo di guarigione delle ferite del passato deve però avvenire con giustizia e parità di trattamento e quindi affrontato con la luce del Vangelo. Il comunicato si conclude esprimendo il desiderio che lincontro di Zagabria sia di testimonianza dei valori cristiani fondamentali comuni di entrambe le Chiese. Alla fine dellincontro il patriarca ha donato al cardinale la croce che la Chiesa ortodossa serba dona alle personalità più importanti; da parte sua il cardinale ha omaggiato il patriarca di unesemplare unico dellimmagine della Beata Vergine Maria Madre di Dio della Porta di Pietra, patrona della Città di Zagabria.
Riflettere con rispetto e responsabilità su ogni avvenimento del passato, perché solo così si possono guarire le ferite e si può guardare al futuro più serenamente. Lo scrivono il primate della Chiesa ortodossa serba, il Patriarca Ireneo, e larcivescovo di Zagabria, card. Josip Bozanić, in un comunicato congiunto diffuso oggi in seguito ad un incontro che i responsabili delle due Chiese accompagnati da alcuni membri del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa serba e della Conferenza episcopale croata hanno avuto venerdì 8 giugno nel palazzo arcivescovile di Zagabria. I partecipanti allincontro, quali Pastori dei loro fedeli e cittadini dei loro Paesi sono consapevoli che molte domande sul passato sono ancora pietre dinciampo. Ed aggiungono: È necessario quanto prima chiarire gli avvenimenti di cui ancora non esiste abbastanza sensibilità nellopinione pubblica sia croata che serba. I vescovi hanno quindi dato il loro appoggio alle commissioni che lavorano nella ricerca dei crimini del regime comunista e il loro sostegno affinché vengano segnate in modo decoroso le tombe delle vittime. Il comunicato lancia un importante appello ai responsabili della vita politica e sociale, ma anche ad ogni uomo che ha qualche conoscenza sulle persone scomparse negli eventi di guerra degli anni Novanta del secolo scorso, che non sono state ancora trovate, affinché aiutino al loro ritrovamento o informino dove sono sepolti. (segue)
(Sir Europa - Bruxelles) - Questo studio sottolinea che lintegrazione europea non può essere perseguita senza tener conto delle opinioni pubbliche, al fine di evitare ogni tentativo di ripiegamento su di sé, che sarebbe dannoso in un momento in cui lUe ha più che mai bisogno di saldarsi in un contesto globale. Lassociazione Notre Europe, fondata nel 1996 da Jacques Delors, già presidente della Commissione Ue, pubblica oggi uno studio (www.notre-europe.eu) di Daniel Debomy, intitolato Gli europei credono ancora allUe?, basato su indagini quantitative e qualitative per misurare levoluzione dellopinione pubblica nei confronti dellUnione. Lautore indica quattro grandi periodi in relazione alla vicinanza e al sostegno dei cittadini nei confronti della costruzione comunitaria: Un record di appartenenza al progetto europeo nella primavera del 1991, cioè allindomani della caduta del Muro di Berlino e in vista del Trattato di Maastricht, un abbassamento della tensione nel 1997, un parziale recupero fino al 2007, ovvero dopo lallargamento, e un nuovo crollo dal 2008. Lo studio mostra che gli europei hanno generalmente compreso la necessità di unEuropa forte e unita e la maggioranza delle persone è consapevole dellesistenza di una comunità storica e culturale, con valori comuni. Tuttavia esistono fattori di disincanto, che variano tra gli Stati membri.
Esprimersi con coraggio in favore di unEuropa forte: lo ha auspicato mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), nel suo intervento ieri a Düsseldorf in occasione di una conferenza organizzata dalla Fondazione Konrad Adenauer. Mons. Zollitsch ha rivolto un appello a rendere lEuropa un continente di speranza. Occorrono cristiani coraggiosi e responsabili, che declinino il messaggio del Vangelo nelle questioni attuali, affinché la Casa Europa sia stabile e resistente alle intemperie, ha affermato. In tempi di salvataggi e di tagli ai debiti, si impone la domanda su cosa si debba intendere esattamente per Europa solidale e libera, ha detto mons. Zollitsch, preoccupato per latteggiamento di deriva nazionalistica mostrato dai popoli europei nellattuale crisi. Al contrario, lEuropa unita è lunico modello europeo di successo che abbia garantito al nostro continente non solo pace e libertà ma anche un crescente benessere, libertà e anche una moneta unica. Mons. Zollitsch ha inoltre esortato i politici ad adoperarsi maggiormente per incrementare laccettazione dellEuropa nella popolazione: al proposito, la crisi dellEuro potrebbe sfociare in un rafforzamento dellunificazione europea e dei rapporti tra i popoli europei.
(Dublino, dagli inviati Sir) - Un muro, nello spazio dedicato alla preghiera, dove fioriscono centinaia dintenzioni scritte su post-it colorati e in tutte le lingue. Il 50° Congresso eucaristico internazionale (Iec 2012, Dublino 10- 17 giugno) è anche questo, almeno secondo quanto racconta a Sir Europa Colette Furlong, responsabile nazionale irlandese per la pastorale (clicca qui). La preparazione al Congresso, spiega Furlong, è stata loccasione, per i fedeli irlandesi, dincontrarsi per parlare della vita, di quanto è successo in questi ultimi anni nella Chiesa e nella società ma anche per confrontarsi sui valori, su cosa è veramente importante nella vita di ogni persona, su come riprendere il cammino. In Irlanda, aggiunge, per tanto tempo abbiamo accettato lesistenza di Dio senza cercarlo. In questi giorni di Congresso abbiamo invece toccato con mano una fede profonda e feconda. Sono rimasta stupita dal grande numero di persone che sono andate alle catechesi e ai workshop per ascoltare, imparare e condividere. Abbiamo imparato molto da queste testimonianze che ci hanno portato a prendere consapevolezza che la vita cristiana non è privata, ma personale e quindi anche comunitaria. Occorre ritrovarsi di più e testimoniare pubblicamente la nostra fede, insomma questo Congresso ci ha dato motivo e forza per riprendere il cammino.
Si sono aperti con un pensiero di solidarietà alle popolazioni terremotate, stamattina a Trento, i lavori del 9° Forum dellinformazione cattolica per la salvaguardia del creato, promosso da Greenaccord. Un pensiero, ha sottolineato il direttore dellUfficio di pastorale sociale, ambiente e turismo dellarcidiocesi di Trento, Rodolfo Pizzolli, rivolto a chi ha il territorio devastato dagli eventi naturali: lEmilia, ma anche lAbruzzo, che ancora patisce le conseguenze del terremoto di tre anni fa. Dopo linaugurazione, ieri sera nella sede della Provincia autonoma, questa mattina la riflessione sul legame tra montagna e ricerca spirituale, seguita da un approfondimento sul ruolo che lambiente montano ha nella vita delle comunità. La cura della montagna - spiega al Sir Paolo Castelnovi, docente al Politecnico di Torino - è un tesoro che si accumula generazione dopo generazione e che con la crisi dellagricoltura ha trovato un punto di equilibrio nel turismo. Il docente sottolinea limportanza di un turismo buono e consapevole, capace di dare alle popolazioni montane una sostenibilità economica rispettando al contempo quella ambientale. Daltra parte, evidenzia, labbandono delle montagne è un disastro per lambiente: i nostri ecosistemi sono legati alla presenza delluomo, che nel mondo tradizionale ha trovato equilibri fondamentali con la natura.
Attualmente il sistema di accoglienza italiano - rileva la ricerca - di fatto non garantisce unadeguata accoglienza a tutti coloro che ne avrebbero diritto: troppo disomogenee sono le misure messe in campo, troppo episodici e parziali gli interventi per lintegrazione. I posti disponibili sono vistosamente insufficienti, la capacità di finanziare percorsi individuali e mirati di sostegno allintegrazione è limitata rispetto alla domanda. Si suggerisce di puntare soprattutto sulle misure che favoriscano linclusione lavorativa (oltre l88% degli intervistati attualmente non è occupato) e la formazione (il 42% conosce troppo poco la lingua italiana), oltre a ristabilire un dialogo con queste persone, ricostruire il rapporto di fiducia indispensabile alla riuscita di qualunque percorso. Lemergenza Nord Africa dello scorso anno e le risposte messe in campo sono, secondo i promotori della ricerca, unoccasione per dotare lItalia di un Sistema di accoglienza capace di risposte sufficienti per tutti quelli che richiedono protezione. La proposta è che i posti in accoglienza attivati con i fondi della Protezione Civile non vengano dismessi, ma contribuiscano a costituire, insieme ai progetti Sprar e a quelli delle città metropolitane, un unico Sistema nazionale di accoglienza capace di ospitare 25-30.000 persone contemporaneamente, affiancato da un monitoraggio nazionale dei percorsi sociali.
Solo a Roma vivono in insediamenti spontanei, in condizioni abitative al di sotto di ogni standard igienico, sanitario e di sicurezza, tra i 1200 e i 1500 richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. A Firenze circa 150. Molti abitano lì dagli sbarchi del 2008. E si rischia un aumento ulteriore di migranti che vivranno in strada quando usciranno dallaccoglienza le decine di migliaia di persone sbarcate lo scorso anno da Tunisia e Libia. È quanto emerge dalla ricerca - presentata oggi a Roma - co-finanziata dal Fondo Europeo per i Rifugiati 2008-2013 e promossa dalla Crs-Caritas di Roma in partenariato con lAssociazione Centro Astalli di Roma, la Solidarietà Caritas Onlus di Firenze e la Fondazione Caritas Ambrosiana di Milano, nellambito del progetto Mediazioni Metropolitane. Studio e sperimentazione di un modello di dialogo e intervento a favore dei richiedenti e titolari di protezione internazionale in situazione di marginalità. Sono stati intervistati 520 richiedenti e titolari di protezione internazionale in 8 insediamenti spontanei a Roma, Milano e Firenze. Il 75% degli intervistati è titolare di protezione internazionale e l11,3% ha ottenuto la protezione umanitaria. Tutti esprimono una profonda mancanza di fiducia nei confronti di uno Stato che commette ingiustizie e non riesce a garantire ai rifugiati gli stessi diritti che hanno negli altri Paesi europei. (segue)
Un incontro per non dimenticare. Martedì 19 giugno, a Milano, padre Giovanni Vettoretto, missionario del Pime ad Arakan Valley nelle Filippine e per anni compagno di missione di padre Fausto Tentorio, spiegherà la situazione in quella terra dopo la tragica scomparsa di padre Fausto e parlerà anche dei progetti di sostegno a distanza che attualmente segue, progetti a cui padre Fausto teneva in modo particolare. L‘incontro avrà luogo alle ore 20.45 nella Sala Girardi del Centro missionario Pime di Via Mosè Bianchi 94. Padre Fausto Tentorio, 59 anni, originario del lecchese, è stato ucciso il 17 ottobre 2011 davanti alla sua parrocchia di Arakan, North Cotabato, a Mindanao, isola del Sud delle Filippine. Verso le 8 del mattino stava salendo sulla sua auto per recarsi a Kidapawan, 60 km dalla missione, per un incontro diocesano, quando un killer con casco in motocicletta si è avvicinato e gli ha sparato diversi colpi. Da oltre 32 anni padre Fausto lavorava a stretto contatto con gli indigeni del luogo, i Manobos, nella formazione e organizzazione delle loro piccole comunità montane.
(Dublino, dagli inviati Sir) - Qui a Belfast, non si può non pensare con gratitudine a quante iniziative sono portate avanti con eroismo per costruire e far crescere la pace. Lo ha affermato ieri sera Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, in un incontro ecumenico nella cattedrale anglicana di SantAnna di Belfast, evento correlato al programma del 50° Congresso eucaristico internazionale (Iec 2012, Dublino 10-17 giugno). Allappuntamento hanno partecipato circa 300 persone e rappresentanti delle chiese metodiste, presbiteriane e cattoliche. Maria Voce ha sottolineato che non si può non pensare a quanto le lacrime sparse durante gli anni dei disordini hanno preparato il terreno ad una nuova primavera dello Spirito aprendo la strada alla riconciliazione di cui lIrlanda del Nord sta diventando sempre più modello. Parlando della costruzione della cultura della fiducia, che era il tema della serata, la presidente ha citato due scuole di Belfast, che da tanti anni pur appartenenti ad opposte fazioni lavorano in stretto rapporto per progetti comuni. Il patto dellamore reciproco - ha aggiunto - non è limitato solo al rapporto fra individui, ma si può viverlo fra comunità. Per esempio, lo si attua fra le circa 250 comunità e movimenti che aderiscono al progetto ‘Insieme per lEuropa.
Si svolgerà dal 2 al 5 luglio, a Roma, la III edizione dellInternational Catholic Film Festival. La manifestazione, ideata dalla regista, produttrice ed editrice Liana Marabini, nasce con lintento di dare spazio ai produttori e ai registi di film, documentari, docu-fiction, serie tv, cortometraggi e programmi che promuovono valori morali universali e modelli positivi. Nel corso della conferenza stampa di presentazione del Festival - in programma il 25 giugno a Roma - saranno annunciati i titoli dei film finalisti che concorreranno per le varie categorie: miglior film, miglior documentario, miglior cortometraggio, migliore attrice o attore protagonista, migliore regista. Verrà inoltre nominato il vincitore del premio alla carriera. Nell‘ambito del festival, inoltre, verrà presentato il programma del congresso internazionale Cinema e nuova evangelizzazione che avrà luogo presso lauditorium della Conciliazione il 2 luglio e costituirà levento dinaugurazione del Festival. Il congresso, che gode dellalto patronato dei Pontifici Consigli della cultura e per la nuova evangelizzazione, sarà il primo di una serie di appuntamenti che si svolgeranno in 10 città del mondo (tra cui Vienna, Los Angeles, Toronto e Rio de Janeiro) nel corso del 2012 e del 2013.