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00:00 - Proteggere i più piccoli

"Ogni ora un bambino muore in Europa a causa di un incidente, ma le strategie di prevenzione dell'Ue potrebbero salvare queste vite, non solo consentendo ai giovani di crescere in modo sano e sicuro, ma dando anche un contributo alla crescita economica con un notevole risparmio nelle cure mediche". Questo il monito lanciato dall'europarlamentare Christel Schaldemose durante la conferenza a Strasburgo, il 12 giugno, per la presentazione delle "Schede per la sicurezza dei bambini". Presenti all'evento John Dalli, commissario Ue per salute e politica dei consumatori e l'eurodeputato Malcolm Harbour, presidente della commissione per il mercato interno.

Alleanza continentale. L'indagine, resa nota in contemporanea in diversi Paesi aderenti all'iniziativa, è stata voluta dall'Alleanza per la sicurezza dei bambini di EuroSafe, in partnership con Oms Europa, Unicef e grazie al cofinanziamento della Commissione. In realtà l'iniziativa nasce nel 2007 con il coinvolgimento di 18 Paesi, per arrivare a 31 nel 2012, ben oltre i confini comunitari. Nel 2011 questo lavoro è stato anche insignito del Premio europeo per la salute da European Health Forum Gastein. "La consapevolezza e gli incentivi sono necessari per spingere gli Stati membri a ridurre il rischio di incidenti in età giovanile e questa iniziativa ha proprio l'obiettivo di valutare il livello di sicurezza, segnalare i livelli di miglioramento e sollecitare i Paesi a fare sempre meglio", ha dichiarato Malcolm Harbour.

Le schede di valutazione. Le pagelle per ciascuno Stato valutano la presenza di politiche di sicurezza, la loro adozione e la reale attuazione all'interno nei singoli sistemi nazionali. Queste schede non sono solo uno strumento di monitoraggio per valutare i progressi compiuti, ma – è stato spiegato - anche un mezzo per individuare le lacune politiche attuali e indicare le priorità di intervento per rendere più sicuri gli ambienti. "Più di 100 provvedimenti connessi alla sicurezza sono stati analizzati in 12 settori legati agli incidenti e – ha spiegato Christel Schaldemose - su un massimo di 60 punti vi sono differenze che vanno da 14 a 40 punti"; in particolare 16 Paesi (Austria, Repubblica Ceca, Finlandia, Germania, Islanda, Irlanda, Israele, Italia, Lettonia, Malta, Polonia, Paesi Bassi, Scozia, Slovenia, Spagna e Svizzera) hanno ricevuto un "buono", mentre 13 Paesi (Belgio, Danimarca, Croazia, Francia, Ungheria, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Romania, Portogallo, Slovacchia e Galles) hanno ottenuto "abbastanza buono". "Voto, infine, negativo per Bulgaria e Grecia".

Risultati disomogenei. Dall'analisi emerge che è presente una forte disomogeneità e incoerenza nell'adozione e attuazione di politiche a sostegno della sicurezza dei bambini. "Due esempi per tutti", ha chiarito l'eurodeputata: "Solo in 15 Paesi dei 31 è presente una legge che prevede delle confezioni di prodotti medici che non siano facilmente apribili dai bambini e solo in 16 sussistono leggi ambientali per l'inserimento di protezioni in edifici superiori a un piano, ma questo è vero solo per edifici nuovi o per quelli ristrutturati". Al momento nessuno dei Paesi ha ottenuto margini di miglioramento in tutte le categorie. Sono stati, però, riscontrati dei parametri positivi nella diminuzione degli incidenti connessi ai trasporti, mentre molto va ancora attuato per quanto riguarda i rischi legati alle cadute, all'annegamento, al soffocamento e all'avvelenamento (maggiori dettagli sono disponibili al sito http://www.childsafetyeurope.org/reportcards/).

Nuova direttiva comunitaria. "I bambini sono la nostra speranza, il nostro futuro ed è nostro preciso impegno quello di garantire la loro sicurezza, anche in quanto soggetti vulnerabili", ha sottolineato il commissario John Dalli. Troppi bambini in Europa continuano a morire per ferite e danni spesso prevenibili ed è per questo che il Programma per la salute dell'Unione europea sostiene iniziative volte a ridurre tali incidenti. "Il programma di quest'anno mostra dei miglioramenti rispetto al 2007, ma non basta. È fondamentale mettere in pratica le raccomandazioni del Consiglio sulla prevenzione dei danni e sulla sicurezza". I consumatori devono poter contare su una miglior protezione dei prodotti difettosi e potenzialmente pericolosi. Proprio per rispondere a un'esigenza di maggiore efficienza è in preparazione una revisione della direttiva in materia, che "dovrebbe essere presentata entro l'anno", ha dichiarato Dalli. "Abbiamo bisogno di rafforzare il sistema di sorveglianza e garantire una coerenza e una sistematicità in tutto il mercato unico". ha sottolineato Schaldemose, che è relatrice di tale proposta di revisione. In linea con tali presupposti è stata recentemente presentata dalla Commissione l'"Agenda del consumatore europeo" che presenta quattro obiettivi principali intesi a creare un clima di fiducia, attraverso l'aumento della sicurezza dei consumatori, il miglioramento delle conoscenze, l'intensificazione delle misure repressive e la garanzia di meccanismi di riparazione.




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