"Dobbiamo pensare - ha detto mons. Ruiz - alla sicurezza delle pagine, alla veicolazione di contenuti compatti e non frammentari come si trovano altrove, a conciliare la tempestività della rete con la correttezza delle informazioni e delle traduzioni. È importante - ha aggiunto - essere fruibili per i Paesi in cui le tecnologie sono meno avanzate, e arrivare a chi è superavanzato: siamo su iPad e iPhone, con apps e widget". Di "cyberteologia" ha parlato padre Antonio Spadaro, direttore de "La Civiltà Cattolica", sottolineando che il web "non è il luogo sbagliato in cui cercare Dio" perché "luomo tecnologico" è, al contempo "uomo spirituale". Alla base, ha spiegato, cè "il desiderio di significato: il cyberspazio è lespressione del bisogno di completezza, in presenza, relazione e conoscenza. Luomo moderno è un decoder, perché non cerca un segnale, ma il canale daccesso per una ricerca costante. Certo, soffriamo di iperinformazione, è difficile trovare un senso nella molteplicità di messaggi. La fede è diventata un contesto orbitale, sradicato ma orbitante attorno ai nostri bisogni. Comunicare con altri, il desiderio di conoscere, capire il mondo e costruire relazioni: alla base del web - ha ribadito padre Spadaro - ci sono bisogni antichissimi. Il problema non è luso pastorale di internet, ma come la rete ha cambiato il nostro modo di pensare la fede".
"Essere presenti e raggiungere la gente e i giovani nel loro modo di comunicare. Questa è la nostra missione oggi: servire il mondo di Dio nella Chiesa, e per farlo in modo realmente appassionato dobbiamo far giungere a tutti la buona novella". Lo ha detto questo pomeriggio, nella sede di Radio Vaticana, padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, al 17° incontro annuale con i membri dell"European Christian Internet Conference" (Ecic), che rappresenta diverse Chiese cristiane europee impegnate nellevangelizzazione attraverso le nuove tecnologie. "Nel mio lavoro - ha raccontato padre Lombardi ai 50 rappresentanti di diverse Chiese cristiane - ho bisogno della collaborazione di tante persone, perché è necessaria molta prudenza nellutilizzo delle parole e i tranelli sono numerosi. Ci sono buone notizie, ed esperienze spirituali da condividere: limportante è rimanere in dialogo col mondo di oggi". Il segretario del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, mons. Paul Tighe, ha sottolineato la necessità di "adattarsi al cambiamento" e "trovare un linguaggio specifico per esserci". Della storia della presenza del Vaticano sul web e delle difficoltà, anche pratiche, di gestire "diverse strategie comunicative assieme" ha parlato mons. Lucio Adrian Ruiz, capo ufficio del Servizio internet vaticano.
A fronte di 250.360 matrimoni celebrati nel 2007 si registrano 81.359 separazioni; nel 2008 su 246.613 matrimoni le separazioni sono state 84.165 e nel 2009 su 230.613 matrimoni le separazioni aumentano a 85.945. Il dato è reso significativo dal fatto che a fronte di una diminuzione del numero dei matrimoni si registra un aumento del numero delle separazioni. La separazione costituisce un passo propedeutico per ottenere il divorzio. Nel triennio 2007-2009 il numero dei divorzi risulta in crescita: dai 50.669 del 2007 ai 54.456 del 2009, in linea con il trend crescente delle separazioni. Secondo i curatori della ricerca, si assiste ad un radicale cambiamento dei valori dominanti: quelli che erano considerati i valori tradizionali, come la religione, il matrimonio, la famiglia sono sempre più condizionati o sostituiti da altri valori come il successo e laffermazione personale, il denaro, il benessere, la libertà di scelta dellindividuo.
Al contrario, ad un basso livello di istruzione corrispondono percentuali più basse di soggetti favorevoli: il 74,5% dei privi di titolo o possessori di licenza elementare ed il 75,6% dei possessori di licenza media. Oggi, secondo Pollo, si è smarrita la capacità di assumersi la responsabilità delle proprie scelte e di tenere fede, magari con fatica e sacrificio, ad un impegno assunto, ma si tratta di una forte regressione a livello dellumano. Una cultura che, avverte il sociologo, ha permeato in particolare le nuove generazioni, più esposte alla perdita del concetto di sacralità del legame matrimoniale. Quanto alla corrispondenza tra elevato titolo di studio e atteggiamento favorevole al divorzio breve, Pollo la legge provocatoriamente come una sorta di ‘hubris (termine greco per indicare superbia) da livello socio-culturale che fa ritenere di essere in grado di governare maggiormente tutti gli aspetti della vita emancipandosi da quelli che possono apparire arcaici e superati e di ostacolo al pieno sviluppo della persona. Lindagine informa che, pur con un andamento fluttuante nel corso del quinquennio, il numero complessivo dei matrimoni dal 2005 al 2009 ha subìto una diminuzione. A questa tendenza corrisponde il costante aumento delle convivenze, sempre più spesso una fase propedeutica o una vera e propria alternativa alle nozze. (segue)
Il sintomo del compimento di quello che Bauman ha definito la ‘liquefazione dei legami comunitari allinterno della nostra società, che fa sì che oggi le persone preferiscano legami a ‘bassa soglia, senza assunzione di responsabilità, nei quali entrare e dai quali uscire agevolmente. Mario Pollo, sociologo e docente di pedagogia generale alla Lumsa, commenta a caldo per il SIR i dati dellindagine Il divorzio breve. Lopinione degli italiani, diffusa oggi dallOsservatorio permanente sulle famiglie dellEurispes. Dal sondaggio emerge che l82,2% degli italiani è favorevole allintroduzione del cosiddetto divorzio breve; ad essere contrario è invece il 15,8%; non risponde l1,8%. La normativa attuale prevede, come presupposto per il divorzio, che la separazione tra i coniugi si sia protratta ininterrottamente per almeno tre anni dalla decisione del presidente del Tribunale nel procedimento di separazione, mentre con il divorzio breve sarebbe possibile, in presenza di consensualità e in assenza di prole, porre fine al matrimonio entro un anno dalla separazione. Sono i giovanissimi a far registrare la più elevata percentuale di favorevoli: un quasi plebiscitario 92/%. L83,7% dei diplomati e l85,5% dei laureati risulta favorevole allintroduzione del divorzio breve (segue).
La confusione tra Vangelo e cultura. È questo, per Fabrice Hadjadj, filosofo francese, il dramma che sta a monte di un altro dramma: la rottura tra Vangelo e cultura, secondo Paolo VI allorigine di tanti drammi della nostra epoca. Intervenendo alla Giornata di studio per i 30 anni del Pontificio Consiglio della cultura, il filosofo ha fatto notare come laver confuso il Vangelo con una cultura ha fatto sì che la fine di questa cultura ha sancito la fine del Vangelo, e ha addirittura costituito una cultura contro il Vangelo. Per Hadjadj, è sbagliato credere che siano i non cristiani i responsabili della rottura tra il Vangelo e la cultura: è vero il contrario, sono quei cristiani che hanno confuso il cristianesimo con la cristianità ad aver prodotto la nostalgia di una cristianità perduta. A 30 anni dallaffermazione di Paolo VI, inoltre, non cè più solo la rottura tra il Vangelo e la cultura, ma anche la rottura allinterno della stessa cultura, che è ormai divisa e in Europa è alle prese con un odio di sé. Cè poi, secondo il filosofo, la rottura interna alla cultura legata alla successione delle generazioni, per cui i padri intendono la cultura semplicemente come patrimonio, possesso di opere darte del passato e i figli non sidentificano più con essa, anzi la odiano e si gettano verso le novità tecnologiche.
"La cultura di sua natura non è monocroma, è policroma, e per questo è necessario che abbia tanti volti, i quali si ricompongono poi nellunità del bianco, che è la sintesi di tutti i colori, e il colore più difficile da disegnare". Il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha citato il filosofo francese Jean Guitton per illustrare le attività principali del suo dicastero ed individuarne le prospettive future (clicca qui). "Una cultura che non si ricompone come un mosaico non ha più senso", ha proseguito il cardinale soffermandosi sulla "policromia" della cultura, al centro innanzitutto delle attività del Cortile dei gentili, "areopago di dialogo con la secolarità e la secolarizzazione". Cè poi il dialogo del dicastero con il mondo dellarte, lattenzione alle scienze, ai nuovi linguaggi come il mondo digitale, allinterculturalità, tutte oggetto di rispettivi dipartimenti, di cui uno dei più recenti è quello delleconomia, intesa come "legge delle cose del mondo", e non come "una serie di giochi finanziari e virtuali, o una modellistica di mercato e di sviluppo". Infine, ha sottolineato il card. Ravasi, il neonato dipartimento dedicato allo sport, caratterizzato da "un approccio teologico, filosofico, culturale, globale" che comprende ambiti come "la festa e il tempo libero, il corpo, i riti di massa e di aggregazione che lo sporto comporta".
(Dublino, dagli inviati Sir) - Il matrimonio non è un momento, ma una vita intera, in cui ogni giorno vivi le promesse che hai fatto. È lesperienza di Breda OBrian, che questo pomeriggio ha portato la sua testimonianza al 50° Congresso eucaristico internazionale, dedicato oggi ai temi della famiglia e del matrimonio. Sono promesse impossibili da mantenere - ha aggiunto - con le tue sole forze e risorse, ci puoi riuscire con la grazia di Dio. La donna, giornalista di Irish Times e madre di quattro figli, ha raccontato che nella sua famiglia il tavolo è molto importante perché è il luogo in cui simpara ad ascoltare, a dimenticare ed essere dimenticati, a nutrire anima e corpo, a ringraziare di tutto ciò che abbiamo: È il luogo dove abbiamo imparato il significato dellEucaristia e sperimentato la presenza di Dio in mezzo a noi. La giornalista ha poi rilevato che oggi è di moda la mitologia dellunico, lunico che ti completa, che risponde a tutte le tue necessità e che è tutto ciò che stavi cercando. In realtà il matrimonio non riguarda solo due persone ma due famiglie, con le loro storie, debolezze e forze. Questo apre alla dimensione comunitaria del matrimonio che è di vitale importanza: il Concilio ricorda infatti che esso non è un bene solo per i partner e i loro figli, ma anche per la Chiesa e la società.
"Con grande gioia presiedo questa Eucaristia in occasione del XXV anniversario della visita del beato Giovanni Paolo II a Gdansk (Danzica, ndr). Cinque anni fa ero qui fra voi, per celebrare il XX anniversario e, nel frattempo, la Chiesa intera ha ricevuto il grande dono della beatificazione di Giovanni Paolo II, avvenuta il 1° maggio 2011 in piazza San Pietro fra un tripudio di gioia e di preghiera": si è aperta con queste parole l‘omelia della Messa presieduta questa sera dal card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, nella cattedrale di Oliwa a Danzica. Una messa che - ha detto il cardinale - permette di "fare memoria di tante memorabili parole" del Beato Giovanni Paolo II durante le sue storiche visite nel suo Paese natale dopo l‘elezione al soglio di Pietro. Parlando dello stile del "servizio pastorale" del Papa Beato, il card. Bertone ha detto che esso "si basa sulla piena fiducia tra Cristo e il suo apostolo, un vincolo che non si può misurare con la logica umana. Questa fiducia è riconosciuta profondamente solo dal Signore, che scruta i più profondi segreti del nostro cuore. Il Figlio di Dio ben conosce il cuore dell‘apostolo e gli affida la missione di pascere il suo gregge". Ha aggiunto che "per esercitare questa funzione pastorale si richiede la disponibilità a una testimonianza senza riserve, fino al martirio".
(Dublino, dagli inviati Sir) - Il card. Marc Ouellet, legato pontificio per la celebrazione del 50° Congresso eucaristico internazionale - Iec 2012 (Dublino, 10-17 giugno), ha intrapreso oggi, su richiesta di Benedetto XVI, un pellegrinaggio di riconciliazione e penitenza per le vittime di abusi sessuali. Lo ha fatto sapere mons. Diarmuid Martin, arcivescovo di Dublino, durante la Messa di questo pomeriggio, terzo giorno del Congresso. Il pellegrinaggio si svolge al santuario di Lough Derg, chiamato il Purgatorio di san Patrizio, dove da secoli gli irlandesi si recano per chiedere grazie speciali. Il cardinale svolgerà una Via Crucis, secondo la tradizione del santuario.
(Dublino, dagli inviati Sir) - Unoriginale visione delluomo, della vita di famiglia, dellimpegno sociale e delle relazioni con il lavoro, il denaro e il creato. È ciò che, secondo il card. André Armand Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, offrono i cristiani che sono sale della terra e luce del mondo. Il cardinale lo ha affermato nellomelia della celebrazione comune di questo pomeriggio allarena della Royal Dublin Society, dove si sta svolgendo il 50° Congresso eucaristico internazionale (Iec 2012). Per il card. Vingt-Trois, vivere e portare la comunione nel mondo non è un progetto ipotetico. Il senso stesso della vita dei cristiani è dedicarsi al servizio dei fratelli e delle sorelle, capacità data dal prendere parte allEucaristia e dal potere dello Spirito. Nella giornata dedicata alla comunione nel matrimonio e nella famiglia il cardinale ha ricordato che la testimonianza delle famiglie cattoliche è particolarmente decisiva nel riportare nel mondo il sale del Vangelo e la loro prima missione è vivere concretamente secondo i valori di riconciliazione, accettazione reciproca, gioia vicendevole nelloffrire la vita luno per laltro.
Giovedì 14 giugno, presso la Federazione nazionale stampa italiana in Roma (corso Vittorio Emanuele II, ore 11), verrà presentata la campagna nazionale Mettiamoci in gioco, promossa da Acli, Alea, Arci, Auser, Avviso pubblico, Cnca, Conagga, Feder consumatori, FeDeSerD, Fict, Gruppo Abele, InterCear, Libera e Uisp. Secondo dati diffusi dalle associazioni promotrici della campagna, nel solo 2011 sono stati spesi 80 miliardi di euro in lotterie, slot machine, poker, scommesse e gioco dazzardo vari; una somma che ha portato lItalia a essere il primo paese al mondo per spese pro capite per il gioco dazzardo. Le associazioni denunciano come il 2,2% della popolazione adulta italiana risulta essere a rischio per il gioco dazzardo se non addirittura vittima di una patologia. Sensibilizzare i cittadini e fare pressioni sulle istituzioni è dunque lobiettivo della campagna.
(Sir Europa - Strasburgo) - Aperti i negoziati tra Ue e Cina verso un reciproco riconoscimento dei prodotti biologici. Gli accordi hanno preso avvio oggi a Pechino alla presenza del commissario europeo per lagricoltura e lo sviluppo rurale, Dacian Ciolos, e il ministro cinese Zhi Shuping. Lobiettivo è di trovare una convenzione che faciliti il commercio in questo settore. Le esportazioni comunitarie di prodotti biologici in Cina sono, infatti, aumentate in modo significativo nel 2011, con promettenti prospettive per i prossimi anni. Il fatturato del mercato biologico Ue è stimato in 18 miliardi di euro mentre il mercato interno cinese dei prodotti biologici si sta sviluppando rapidamente, con significative prospettive future. Le esportazioni comunitarie di prodotti biologici verso la Cina - ha spiegato il commissario - hanno visto un aumento significativo nel corso degli ultimi anni e il valore del commercio mondiale dei prodotti biologici è stato stimato a 59 miliardi di dollari nel 2010, un valore che potrebbe raggiungere i 100 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni. Larea di produzione biologica globale è stimata a 37 milioni di ettari, di cui 9,2 milioni nellUe, con un tasso di crescita medio del 10% negli ultimi anni, e 2 milioni di ettari in Cina, con un tasso di crescita del 30%.
(Sir Europa - Strasburgo) - In Siria proseguono senza sosta massacri, violenze, bombardamenti, con innumerevoli vittime civili fra bambini, donne e uomini. Catherine Ashton, Alto rappresentato dellUe per la politica estera, riferisce allEuroparlamento la situazione nel Paese mediorientale e le azioni internazionali sinora avviate. Dobbiamo assicurare i criminali alla giustizia e occorre fermare le azioni del regime che rischiano di estendersi in altri Stati, a partire dal Libano. Assad non può avere alcun ruolo nel futuro della Siria. La Ashton ricorda quanto sta facendo la Turchia per accogliere i rifugiati e ricorda lo stanziamento complessivo finora di 28 milioni di euro per intervenire con aiuti umanitari in questa fase emergenziale. Noi appoggiamo il piano che sta portando avanti Kofi Annan e ci muoviamo in sintonia con le Nazioni Unite. La Ashton ribadisce limpegno per una road map in tre punti per la soluzione della crisi siriana: creazione di un gruppo di contatto più efficace, che comprenda anche Russia e Siria; azione congiunta e unita del Consiglio di sicurezza Onu; massimo consenso internazionale intorno a questa operazione. Ashton cita inoltre la necessità di unire le forze di opposizione affinché siano una alternativa credibile al regime di Assad per il bene di tutti i siriani.
Questo ricorso alla Consulta riapre inevitabilmente il dibattito e potrebbe attivare unautentica novità. A dichiararlo in unintervista al Sir (clicca qui) è Francesco DAgostino, presidente dellUnione giuristi cattolici italiani, ad una settimana dal 20 giugno, quando la Corte Costituzionale esaminerà latto con cui il giudice tutelare di Spoleto ha sollevato la questione di legittimità dellart. 4 della legge 194 sullinterruzione volontaria di gravidanza. Il caso è stato sollevato nellambito di un procedimento riguardante una minorenne rivoltasi ad un consultorio familiare con la volontà di sottoporsi ad aborto senza coinvolgere i genitori. Nel suo ricorso alla Consulta, il giudice di Spoleto ha citato anche la storica sentenza della Corte di giustizia Ue (18/10/2011), secondo la quale sin dalla fase della sua fecondazione qualsiasi ovulo umano deve essere considerato come un embrione umano. Per DAgostino, la novità dei giudici europei è lavere stabilito che la dignità umana è già presente tutta intera fin dallinizio di un individuo umano. Questa affermazione ribalta obiettivamente, anche se non intenzionalmente, la valutazione in chiave gradualistica, ossia in base al suo stadio di sviluppo, della dignità della vita umana, espressa a suo tempo dalla nostra Consulta e in virtù della quale da una trentina danni ci siamo abituati a ritenere che la legge 194 sia ‘costituzionale.
Si terrà domani mercoledì 13 giugno, presso lauditorium del Ministero della salute in Roma (ore 11), la conferenza stampa di presentazione della Giornata mondiale del donatore di sangue 2012. Allincontro, occasione per presentare i dati relativi alla donazione del sangue in Italia nel 2011, prenderanno parte il ministro della salute Renato Balduzzi, Giuliano Gazzini, direttore del centro nazionale sangue, e i rappresentati del Coordinamento interassociativo volontari italiani del sangue. La Giornata è celebrata in tutto il mondo il 14 giugno, anniversario della nascita del biologo Karl Landsteiner, scopritore dei gruppi sanguigni. Lo slogan scelto per questanno è Every blood donor is a hero (ogni donatore di sangue è un eroe), e intende rendere omaggio agli eroi silenziosi e anonimi che salvano ogni giorno vite umane grazie alla donazione del loro sangue, e incoraggiare fortemente le persone nel mondo a donare il loro sangue volontariamente e regolarmente. Diverse le occasioni di raccolta sangue organizzate per loccasione e gli incontri promossi dalle associazioni in tutta italia. Per informazioni: www.avis.it, www.fidas.it, www.who.int.
Fa bene il ministro Riccardi a pensare a norme più severe per la propaganda razzista sul web. È da tempo che ripetiamo come internet non possa essere considerata una terra di nessuno. Lo afferma, in una nota diffusa oggi, lassociazione di telespettatori cattolici Aiart, commentando la richiesta del ministro per la Coooperazione internazionale e l‘integrazione, Andrea Riccardi che oggi, a margine di una conferenza stampa, ha richiamato la necessità di leggi più dure e incisive contro il razzismo sul web. Se i provvedimenti richiesti venissero attuati, conclude lAiart, servirebbero a individuare più facilmente i responsabili di questa odiosa propaganda e comunque incentivare la collaborazione internazionale. Info: www.aiart.org.
Un convegno per dialogare su un tema di strettissima attualità. Così il Coordinamento regionale per il progetto culturale della Conferenza episcopale sarda presenta il convegno che si terrà a Cagliari il 15 giugno (ore 17, Aula Magna dellUniversità), sul tema Etica, finanza e imprese in Sardegna. Allincontro, organizzato dal Coordinamento regionale, parteciperanno, tra gli altri, mons. Mario Toso, segretario del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, Mario Medde, segretario regionale della Cisl, mons. Pietro Meloni, vescovo delegato per il progetto culturale in Sardegna, Vittorio Sozzi, responsabile del Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei. Le conclusioni del convegno sono affidate a mons. Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari. Il coordinamento regionale per il progetto culturale, afferma il coordinatore, don Antonello Mura, ancora una volta, propone dincontrarsi e dialogare su un tema di attualità. Ancora una volta, sulla scia delle finalità del progetto culturale della Chiesa italiana, intende porre al centro le persone e la loro concreta situazione, persone che oggi sembrano quasi un ‘dettaglio nel contesto di una crisi che vede prevalere articolazioni e strategie finanziare che rischiano di essere disumanizzanti, soprattutto quando tendono più a salvare i mercati che i luoghi dove la gente vive e lavora.
Molto spesso essi dichiarano pubblicamente che tutto il territorio, inclusa la Cisgiordania, è terra di Israele e quindi continueranno a creare una situazione sul terreno finalizzata allestensione delle colonie; nonostante siano consapevoli che queste aree non potranno mai essere annesse a Israele come risultato di colloqui di pace. Netanyahu, continuando a creare queste realtà sul territorio, ha dimostrato che Israele non vuole la pace. Non accetteremo una interpretazione fondamentalista della Bibbia che viola i diritti dei Palestinesi si legge nella missiva. Signor Presidente Obama: il governo locale e linteresse internazionale (incluso quello degli Stati Uniti) per troppo tempo ha tralasciato di fare il necessario. La continuazione del conflitto tra palestinesi e israeliani non servirà ad altro che agli estremisti di entrambi i fronti e indebolirà i sostenitori della pace. Se lei interverrà potrà salvaguardare la prospettiva della pace prima che si estingua a causa dellestremismo e della violenza. Interpellato dal Sir il parroco, che in passato ha portato la sua testimonianza al Congresso americano, ha detto che, con questa lettera, intende ribadire la volontà di pace palestinese e spronare il presidente Usa ad impegnarsi per rendere concreta la ripresa dei negoziati per creare due Stati per due popoli che vivano in sicurezza e stabilità uno vicino allaltro.
Signor Obama, forse lei non sa che…: comincia così la lettera che padre Firas Aridah, parroco latino di Jifna, ha scritto al presidente degli Stati Uniti dAmerica dopo che questi, nel corso di un incontro con dirigenti ebrei ortodossi, aveva dichiarato di temere che lAutorità Palestinese di Mahmoud Abbas fosse politicamente troppo debole per offrire un accordo di pace. Le dichiarazioni del presidente Usa, riportate dai media israeliani il 6 giugno, hanno provocato la pronta risposta del giovane parroco che, carta e penna alla mano, ha ricordato ad Obama limpegno del presidente palestinese per pervenire a un accordo definitivo e globale di pace con Israele. Signor Obama - si legge nella lettera (testo integrale sul sito del Patriarcato latino, Lpj.org) - forse lei non sa che il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha invitato ripetutamente il Primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu a riprendere i colloqui di pace?. E da qui in poi tutta una serie di riferimenti ad articoli, discorsi e colloqui in cui Abbas ribadisce la volontà di pace palestinese. Signor Obama - continua il parroco - lei forse ignora che sono proprio i dirigenti israeliani che non vogliono offrire accordi di pace.
Il Pontificio Consiglio della cultura raccoglie le grandi aspirazioni del Concilio, di cui è continuatore nella Curia e nella Chiesa. Lo ha detto mons. Sanchez de Toca Y Alameda, sottosegretario del Pontificio Consiglio della cultura, presentando oggi - in anteprima - un filmato sul dicastero, realizzato in collaborazione con la Rai, che verrà trasmesso domani sera, alle 21, sul canale Rai Storia, diretto da Giovanni Minoli. Istituito da Giovanni Paolo II con una lettera autografa il 20 maggio 1982, il dicastero della Santa Sede, che festeggia questanno i suoi 30 anni di vita, è legato a filo doppio con il magistero di Giovanni Paolo II, che fin dallinizio del suo pontificato ha concepito la cultura - ha ricordato mons. De Toca - non come unaggiunta alle sue preoccupazioni pastorali, ma come la priorità, tanto che la pose come tale già durante la prima riunione con i cardinali, nel novembre 1979. Priorità, quella della cultura, poi confermata nel discorso allUnesco, il 2 giugno 1980, e nella Laborem exercens, la prima enciclica sociale di Giovanni Paolo II.
Le Nazioni Unite e le autorità siriane hanno raggiunto un accordo per mettere in atto un piano per lassistenza umanitaria. Secondo laccordo siglato la scorsa settimana alcune organizzazioni e agenzie umanitarie che lavoravano con i rifugiati iracheni, dovranno essere messe nelle condizioni di portare assistenza a chi necessita di aiuto. Medici Senza Frontiere (Msf), in una nota diffusa oggi, giudica insufficiente questo piano per rispondere allurgenza medica attuale e ritiene che oggi sia fondamentale che le vittime del conflitto, feriti e i pazienti che hanno bisogno di cure urgenti, vengano curate. Per coloro che sono impegnati nel dialogo con le autorità siriane - spiega Msf -, laccesso alle cure per tutte le vittime del conflitto dovrebbe essere una priorità. Ciò significa il rispetto dellintegrità dei pazienti, del personale medico e delle strutture sanitarie. Le violenze in Siria vanno avanti da più di 16 mesi e fornire agli ospedali i farmaci e il materiale medico non è sufficiente per far fronte allafflusso di feriti. È necessario incrementare la capacità di curare i pazienti. Pertanto, si legge ancora nella nota, Msf ribadisce la sua richiesta alle autorità siriane di poter intervenire nelle regioni toccate dalle violenze e si dichiara pronta a mobilitare rapidamente le proprie risorse mediche. Info: www.medicisenzafrontiere.it
Il VII incontro mondiale delle famiglie (Family 2012), svoltosi a Milano dal 30 maggio al 3 giugno, sul tema Famiglia, lavoro e festa, e le iniziative per lAnno della fede, indetto dal Papa per celebrare i cinquantanni del Concilio Vaticano II. Sono questi i due argomenti principali della riunione dei vescovi della Conferenza episcopale piemontese (Cep), svoltasi ieri presso il Priorato di Saint-Pierre (Valle dAosta). A riferire dei lavori è una nota diffusa oggi dallUfficio regionale per le comunicazioni sociali della Cep. Durane la mattinata, si legge nella nota, i vescovi hanno ascoltato la relazione di mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara, sullincontro mondiale delle famiglie, il quale ha riferito delle novità presenti nelledizione milanese dellincontro (ad esempio il Convegno dei bambini), del clima gioioso che ha accompagnato le giornate e soprattutto dei contenuti declinati dalle relazioni tenutesi nei giorni del Convegno internazionale. Successivamente vi è stato un momento di scambio circa le iniziative che ogni diocesi della regione ecclesiastica intende mettere in campo per la celebrazione dellAnno della fede. Durante la riunione, infine, è stata presentata la bozza di un progetto per la valorizzazione e la fruizione delle realtà culturali delle diocesi del Piemonte e della Valle dAosta attorno al progetto ‘Città e Cattedrali già realizzato alcuni anni fa.
(Dublino, dagli inviati Sir) - In questo Congresso eucaristico internazionale (Iec 2012) siamo dentro lispirazione centrale del Concilio Vaticano II: per il quale la Chiesa è la comunione di Dio-trinità qui sulla terra. Nel ribadirlo questa mattina a Iec 2012, in corso a Dublino sul tema La Comunione con Cristo e tra noi, lirlandese padre Thomas Norris, membro della Commissione teologica internazionale, ha ricordato che il Papa nella Deus caritas est scrive che la fede cristiana è amore per gli altri perché è incontro con Gesù Cristo. Tuttavia - ha aggiunto padre Norris - le divisioni tra i cristiani continuano a essere ben visibili anche se nella giornata di ieri le testimonianze di frére Alois, priore di Taizé, di Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, le parole dellarcivescovo anglicano Jackson e le cerimonie della Parola e dellacqua hanno testimoniato che lamore che viene dal Vangelo, è presente, un bel segno di unità. Per quanto riguarda la fede in Europa, ad avviso del teologo, cè un certo risveglio e il futuro è certamente in mano ai laici e ai movimenti ecclesiali, che possono dare un grande contributo alla nuova evangelizzazione. E questo perché vivono una forte spiritualità, i loro membri sono spesso giovani e, senza essere clericali, fanno esperienza di comunità sperimentando una grande unità con la Chiesa.
La vice presidente del Parlamento Ue, Anni Podimata, pur senza dirlo, teme alle elezioni del 17 giugno un nuovo successo delle forze antieuropeiste. Per questo, conclude, occorre una realistica revisione del memorandum, per porre la Grecia in condizione di mantenere i suoi impegni verso leuro e lUnione europea. Lappello pro-Grecia diffuso oggi a Strasburgo afferma che i cittadini greci hanno già pagato per gli errori dei loro governanti. Inoltre, occorre fare il possibile per evitare il default greco: da qui la richiesta di modifiche concrete al memorandum volto a fissare gli impegni di Atene per superare la crisi. Gianni Pittella, presidente vicario del Parlamento europeo, tra i firmatari dellappello, commenta: La politica finora tenuta verso la Grecia si è rivelata fallimentare e si stanno sottovalutando i rischi connessi alla eventuale uscita dalla Grecia dalleuro. Pittella fa dunque riferimento al voto per le legislative di domenica prossima: Dobbiamo augurarci che emerga una solida maggioranza europeista, dunque una soluzione che favorisca la governabilità, così da ridiscutere il percorso per salvare Atene dal fallimento, con ricadute che riguarderebbe tutta lUnione europea.
(Sir Europa - Strasburgo) - Il grande problema che si avverte nel mio Paese in queste ultime settimane è la perdita di speranza. Non si vede la luce in fondo al tunnel. Anni Podimata, greca, è vice presidente dellEuroparlamento. A pochi giorni dal voto delle legislative (17 giugno) traccia un quadro preoccupante della realtà. Siamo consapevoli - afferma - delle forti responsabilità nazionali che hanno portato a questa situazione, riconosce. Ma abbiamo visto anche quanto sono state riluttanti del istituzioni Ue a intervenire. LEuropa deve ripristinare la fiducia verso il progetto europeo presso i cittadini greci. Podimata commenta anche un appello, firmato da alcuni eurodeputati e personalità della cultura, che indica nella revisione del memorandum della troika (che contiene la road map tracciata da Ue, Bce, Fmi) un passaggio essenziale per ridare fiducia al Paese mediterraneo. Podimata prosegue: Stiamo subendo pesanti riflessi economici e sociali. Avvertiamo che in Europa crescono i giudizi e gli stereotipi verso il nostro Paese. I cittadini greci vivono pesanti tagli ai salari, sperimentano tanta insicurezza per il futuro. In vista delle elezioni di domenica vediamo anche crescere una speculazione politica sui sacrifici e le incertezze che gravano su di noi. (segue)
(Sir Europa - Strasburgo) - I lavori dellEuroparlamento proseguono a Strasburgo affrontando una serie di tematiche di politica estera assieme allAlto rappresentante Catherine Ashton. Lesponente britannica è intervenuta in aula anzitutto a proposito della istituzione della figura del Rappresentante Ue per i diritti umani che, ha affermato, durerà in carica due anni e non uno per dare maggiore continuità al mandato, e i cui strumenti a disposizione saranno, fra gli altri, la diplomazia e la comunicazione. Il dibattito in emiciclo prosegue trattando della situazione in Medio oriente, e in particolare in Siria, del commercio delle armi e dei problemi più urgenti in Afghanistan, Congo e Tibet. Laula ha visto anche un dibattito sulla nuova legislazione relativa alla governance economica, conosciuta come two-pack, che sarà votata domani dagli eurodeputati. Più volte è stato chiesto che le normative e le azioni comunitarie siano maggiormente orientate alla crescita (con la creazione di uno specifico strumento da 100 miliardi per le infrastrutture), pur senza trascurare il rigore nei conti pubblici: il Parlamento spinge inoltre per specifici strumenti come gli eurobond, il Fondo europeo di redenzione, finalizzato a mettere in comune una parte del debito pubblico degli Stati delleurozona.
Preoccupazione e prudenza nellapplicare le nuove disposizioni sugli istituti comprensivi da parte delle associazioni genitori: è quanto viene espresso nel comunicato stampa diffuso oggi dallAge (Associazioni genitori) a nome del Fonags (Forum nazionale delle associazioni dei genitori della scuola). I genitori affermano che, dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 147/2012, che ha dichiarato lincostituzionalità di parte della legge concernente il dimensionamento della rete scolastica, soprattutto circa lobbligo di realizzare istituti di almeno 1.000 alunni, cè la disponibilità ad accettare risparmi e virtuosità ma a condizione che si giunga alla nuova strutturazione dei corsi in maniera condivisa e co-decisa in modo ampio. Laccoglimento di tali istituti comprensivi può avere luogo ma in presenza di una progettualità di tipo pedagogico e organizzativo, cercando di evitare confusione e disagio e prevedendo uneventuale moratoria (totale o parziale) nellapplicazione dei provvedimenti di dimensionamento della rete scolastica.
La sessione plenaria della Commissione, che si riunirà ancora il 6 dicembre in Israele, è stata presieduta dal viceministro degli Esteri israeliano, Danny Ayalon e dal sottosegretario vaticano per i rapporti con gli Stati, mons. Ettore Balestrero. Questultimo, in unintervista a Radio Vaticana, ha dichiarato che si sono fatti progressi, ma ci sono ancora questioni da risolvere e ribadito che lAccordo a cui si sta lavorando riguarda la vita, le attività ed il regime fiscale della Chiesa cattolica in Israele. NellAccordo ci si vuole tenere al margine delle dispute territoriali: non si parlerà di Gerusalemme Est, né di località nella Cisgiordania. Già da tempo si è deciso di trattare, nellAccordo che si firmerà, solo alcune proprietà, che non si trovano a Gerusalemme Est o in Cisgiordania.
Camminiamo verso la firma. E evidente che se si registrano sempre dei progressi un giorno arriveremo alla conclusione. Stiamo lavorando da tanto tempo e per questo ci si comincia a credere. Con queste parole il nunzio apostolico in Israele, mons. Antonio Franco, commenta al Sir i lavori della Commissione bilaterale Santa Sede-Stato dIsraele che si è riunita oggi, in Vaticano, per proseguire i negoziati sullAccordo economico. Nel comunicato congiunto, diffuso al termine della riunione, si legge che i negoziati si sono svolti in unatmosfera positiva e costruttiva facendo registrare significativi progressi verso la conclusione dellAccordo. Tuttavia, ha aggiunto larcivescovo, serve ancora un poco di tempo dare una risposta a tutte le cose pendenti. Ma siamo sulla buona strada per arrivare ad una conclusione del negoziato. Il lavoro - ha concluso mons. Franco - è impegnativo, richiede perseveranza, pazienza ma soprattutto volontà di arrivare a risultati concreti. Volontà non solo di condannare, criticare o di lamentarsi ma anche di lavorare per fare evolvere le situazioni ed arrivare così a risultati che, se anche non sono lottimo, perlomeno sono il bene ed il buono. (segue)
Cè una comprensione istintiva e diffusa del significato del matrimonio condivisa da persone religiose e non, che precede la Chiesa e la sua essenza è catturata nellidea di ununione volontaria di un uomo e una donna ad esclusione di tutti gli altri, scrivono ancora i vescovi cattolici di Inghilterra e Galles. È questa definizione di matrimonio che rischia di scomparire dalla nostra civiltà se il cambiamento della legge voluto da Cameron va in porto. I vescovi sono particolarmente preoccupati per i figli. La proposta del governo rischia di iniziare un cambiamento sociale che, forse senza volerlo, mette i migliori interessi dei figli da una parte, concentrandosi soltanto sul rapporto della coppia, scrivono i vescovi. La realtà di questo rischio è espressa in modo eloquente dal fatto che i figli non vengono nominati neppure una volta nel processo di consultazione, mentre le politiche dovrebbero essere guidate dal desiderio di promuovere giustizia, preservare libertà e servire il bene comune per tutti, soprattutto i vulnerabili nel lungo periodo, si legge ancora nel documento della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles.
È di grave preoccupazione per i vescovi che questa proposta, che ha il potenziale di un impatto immenso per listituzione unica del matrimonio e per la vita familiare non sia stata sottoposta a sufficiente studio e analisi. Nel documento di risposta al processo di consultazione sui matrimoni gay avviato da David Cameron lo scorso marzo e che si conclude giovedì prossimo i vescovi cattolici di Inghilterra e Galles spiegano che un cambiamento così radicale della definizione di matrimonio che avrà un impatto, non soltanto sulla società, ma sulla storia umana, sta per essere introdotto con grande superficialità senza i controlli di un iter legislativo che è stato riservato ad altre materie. I vescovi spiegano che una volta che questo cambiamento legislativo verrà introdotto sarà irreversibile e le sue conseguenze non saranno controllate o predette dal governo. Eppure il processo avviato dal premier conservatore sembra concentrarsi, secondo i vescovi, soltanto su come questo cambiamento legislativo può essere ottenuto nel modo migliore senza chiedersi se questo cambiamento dovrebbe avvenire oppure no. Ben diversa è la posizione della Chiesa cattolica, secondo la quale il cambiamento che Cameron propone rischia di distruggere il matrimonio come blocco positivo della società umana, riconosciuto da diverse culture come meritevole di protezione legale. (segue)
I ministri di culto e i sacerdoti rischiano di essere citati in giudizio se non permettono le cerimonie di matrimonio omosessuale nelle loro chiese. Gli studenti potrebbero essere obbligati a frequentare lezioni di storia gay. E le coppie che si oppongono ai matrimoni gay potrebbero vedersi rifiutata ladozione. Sono solo alcune delle conseguenze pratiche e legali sulla vita di tutti i giorni che la nuova definizione di matrimonio (includendo lunione civile di coppie dello stesso sesso) potrebbe portare. A indicarle è il gruppo scozzese Qc che si oppone alla nuova definizione e al quale aderiscono gruppi religiosi e non religiosi della società. In una riflessione rilanciata dalla Conferenza episcopale francese, Qc fa notare che se il governo scozzese introduce il matrimonio gay, ma vieta alle coppie gay di sposarsi in una chiesa, mentre alle coppie eterosessuali permette di farlo, il governo scozzese potrebbe trovarsi deferito alla Corte europea dei diritti delluomo. Ciò significa che la promessa del governo che chiese, sinagoghe o moschee non saranno costrette a celebrare matrimoni gay, può rivelarsi una garanzia che non può mantenere. Le implicazioni sarebbero enormi. Qc chiede, pertanto, al governo scozzese di esprimersi sui diversi scenari che la nuova legge potrebbe rivelare su molte questioni fondamentali.
Dal 1° luglio saranno sospese, da parte di Radio Vaticana, tutte le trasmissioni in onde medie e corte dirette verso la maggior parte dellEuropa e delle Americhe. Ne dà notizia oggi lemittente della Santa Sede parlando di una nuova tappa nella storia della Radio Vaticana. Dalle Onde Corte alle nuove strategie di comunicazione. Tali trasmissioni non scompariranno ma potranno essere captate con i nuovi sistemi possibili via satellite e con il web, vale a dire collegandosi in rete al sito www.radiovaticana.va, e scaricando on demand o in podcast in ogni punto del mondo ciò che si vuole ascoltare. Nel comunicato si sottolinea che la riduzione riguarderà circa la metà dei tempi di trasmissione, mentre rimarranno le emissioni in onde corte e medie rivolte a quelle aree e popolazioni più povere o in situazioni di difficoltà (in particolare Africa, Medio Oriente e Asia) che non hanno altre vie alternative per ricevere capillarmente la voce del Papa e della Chiesa. Il comunicato afferma che tali trasmissioni internazionali (in totale circa 40 lingue diffuse in 80 Paesi) hanno svolto un servizio di valore incalcolabile nella storia della Chiesa - soprattutto in Europa - a sostegno delle popolazioni oppresse dalla guerra e dai totalitarismi.
I cittadini del Sud continuano a pagare più tasse sia di quelli del Nord sia di quelli del Centro: non in cifra fissa, perché nel 2010 ogni cittadino del Sud ha versato 303 euro procapite, contro i 392 del Centro e i 416 del Nord, ma in termini di peso sul Pil, al Sud è dell1,74%, al Centro dell1,34%, al Nord dell1,36%. La quasi totalità delle entrate tributarie, circa l81% nel 2010 nella media nazionale, deriva da addizionale Irpef, Ici e Tarsu. Queste imposte hanno pesato al Centro- Nord, nel 2010, per l80%, al Sud per l86%. Secondo la Svimez sono necessari più poteri alle Regioni in materia di coordinamento del sistema finanziario locale e di implementazione dei servizi pubblici; interventi perequativi in attuazione delle norme costituzionali; riconsiderazione dei vincoli concernenti mutui e investimenti. Tre le questioni decisive secondo Federico Pica. La prima riguarda landamento di lungo periodo delle grandezze della finanza dei Comuni appartenenti a Regioni a statuto ordinario, con riferimento alle circoscrizioni Nord Italia, Centro, Mezzogiorno. La seconda le variazioni intervenute negli anni 2007-2010, e cioè limpatto della crisi sulla finanza degli enti, con particolare riferimento alla questione del Patto di stabilità interno e agli investimenti dei Comuni. La terza le prospettive di attuazione della riforma costituzionale del 2001.
Le spese in conto capitale dei Comuni italiani si sono ridotte di un terzo nellultimo decennio. In particolare gli investimenti diretti, grazie ai quali si aumentano le infrastrutture pubbliche fruite dai cittadini, sono calati nello stesso periodo del 17,7% e tra il 2010 e il 2011 di un ulteriore 5,3% e nel Mezzogiorno del 5,7%. Di fatto si è creato un vero e proprio blocco quasi totale degli investimenti. Lo rileva la Svimez nel Rapporto 2011 sulla Finanza dei Comuni, curato da Federico Pica e Salvatore Villani e presentato oggi al Cnel. Non solo: nel 2011 le entrate correnti dei Comuni sono diminuite a livello nazionale del 4,3% rispetto al 2010. Le entrate correnti negli ultimi venti anni nei Comuni del Centro-Nord sono passate da 1.075 euro pro capite del 1991 a 987 del 2010, con una riduzione dell8,2%. Nel Mezzogiorno nello stesso periodo le entrate correnti sono, invece, salite da 774 euro del 1991 a 790 euro nel 2010. Le entrate tributarie sono schizzate dal 1991 al 2010 del 151% al Sud e dell82% al Centro-Nord: ciò spiega laumento delle entrate correnti nel Mezzogiorno. In termini pro capite, negli ultimi ventanni le entrate tributarie sono raddoppiate nei comuni del Centro-Nord, passando da 224 euro nel 1991 a 408 euro nel 2010, ma al Sud sono addirittura triplicate: i 121 euro del 1991 sono lievitati fino a 303 euro nel 2010. (segue)
Un mese intero di Estate ragazzi, il grest estivo organizzato dalla parrocchia, aperto gratuitamente a tutti i bambini e ragazzi del paese. È liniziativa della parrocchia di Crevalcore, allestremo Nord della diocesi di Bologna, paese danneggiato dal sisma del 29 maggio: tutto il centro, infatti, è stato transennato, diventando zona rossa, gli abitanti accampati in sistemazioni di fortuna o sotto le tende della Folgore, al campo sportivo. Abbiamo deciso di aprire liniziativa parrocchiale a tutto il paese come servizio alle famiglie e ai ragazzi, spiega al Sir (clicca qui) il parroco di Crevalcore, don Adriano Pinardi. Divise per fasce detà, le attività si terranno in tre punti del Paese. Lanimazione, in verità, è già cominciata con i ragazzi della tendopoli, precisa il diacono Michele Zanardi. Intorno al campo sportivo laccesso è libero e i giovani della parrocchia - che hanno cominciato le vacanze in anticipo a causa del sisma - vanno a volte tutto il giorno, altre solo qualche ora, alternandosi con le diverse realtà del territorio, per far giocare i più piccoli. Ma non cè solo gioco, e dal momento che le scuole sono chiuse abbiamo organizzato la preparazione per lesame di terza media (che sarà solo orale nei luoghi del terremoto, ndr) sotto un tendone, conclude il diacono.
Nell‘interesse di difendere l‘unicità del matrimonio come una istituzione civile per il bene comune della società, si consiglia vivamente al governo di non procedere con le proposte legislative che consentono a tutte le coppie, indipendentemente dal loro sesso, di avere una cerimonia di matrimonio civile". È diretta la richiesta di mons. Peter Smith, vice-presidente della Conferenza dei vescovi cattolici di Inghilterra e Galles, contenuta in una lettera al ministro dellinterno britannico Theresa May che presenta il documento di risposta che la Chiesa cattolica inglese dà alle proposte del governo Cameron per ridefinire la definizione legale di matrimonio includendo l‘unione civile di coppie dello stesso sesso. Mons. Smith fa notare come nel documento di consultazione il governo chiarisce di essere principalmente interessato a raccogliere pareri su come un cambiamento legislativo potrebbe essere realizzato al meglio e non chiede se tale cambiamento dovrebbe o no accadere. La questione - prosegue il vescovo - è di grave preoccupazione per lepiscopato cattolico in quanto ha una immensa importanza per la stabilità sociale della nostra società ed implicazioni significative per l‘unica istituzione del matrimonio e della vita familiare. Si tratta di questioni di grande portata, con conseguenze di vasta portata per come la nostra società si vede anche in futuro.
Noi vogliamo giustizia e verità per il bene delluomo e di tutti i siriani, senza nessuna distinzione di fede, censo, etnia. Chiediamo anche obiettività nelle cose che si scrivono e si raccontano intorno alla Siria. A parlare è mons. Elias Tabe arcivescovo siro-cattolico di Damasco che al Sir (clicca qui)commenta il conflitto in corso nel Paese che vede contrapposti le forze fedeli al regime di Bashar al Assad e quelle dell‘Esercito Siriano di Liberazione, al cui interno, secondo molti analisti, operano, in modo indipendente, anche bande e gruppi militari radicalisti islamici che stanno vessando la minoranza cristiana. I Paesi della comunità internazionale hanno satelliti e media e tuttavia ignorano la verità - afferma larcivescovo - qui vengono disattesi i più elementari diritti umani. Mostrano interesse solo al loro tornaconto politico inseguendo logiche colonialiste. I problemi della Siria sono dallestero. Parlando poi dei cristiani mons. Tabe aggiunge: si interessano tanto dei cristiani, ma dove stavano prima? E non parlo solo dei fedeli siriani ma anche di quelli di tutta la regione. I cristiani del mondo facciano pressione sui loro governi perché si adoperino per il rispetto del diritto di tutti i siriani, siano essi cristiani, musulmani o ebrei. Non è una guerra di religione ma politica. Ricerchiamo il bene delluomo e preghiamo perché non manchi mai la speranza in Dio.
Sport come luogo privilegiato di dialogo tra Chiesa, cultura e mondo giovanile, e come nuovo areopago di incontro tra credenti e ‘non-credenti, nello spirito del Cortile dei gentili. In occasione degli Euro 2012 appena iniziati e delle Olimpiadi di luglio e agosto a Londra, e di fronte agli scandali del calcioscommesse e del doping, il 14 giugno i Pontifici Consigli della cultura e per i laici illustrano a Roma le nuove linee di approccio culturale per uno sport per l‘uomo aperto all‘Assoluto (via della Conciliazione 5 - ore 10). Per loccasione verrà presentato anche il nuovo dipartimento del Consiglio della Cultura, Cultura e sport, che opererà in collaborazione con la Sezione "Chiesa e sport" del dicastero per i Laici e con la Fondazione "Giovanni Paolo II" per lo sport. Oggi lo sport ha bisogno di un nuovo umanesimo, afferma Edio Costantini, direttore della Fondazione, e deve arrivare a far esprimere a tutti la bellezza come fascino che rimanda alla capacità di andare oltre il corpo, verso la contemplazione del mistero che esso custodisce. Oltre allo stesso Costantini, parteciperanno allincontro il card. Gianfranco Ravasi (presidente Pontificio Consiglio cultura), p. Kevin Lixey (responsabile "Chiesa e sport" Pontificio Consiglio laici), mons. Melchor Sánchez de Toca, sottosegretario Pontificio Consiglio cultura e incaricato del neodipartimento.
Il Bollettino della Sala Stampa è stato pubblicato finora principalmente in lingua italiana, tranne quando si abbiano testi originali in altre lingue, mentre il Vis ha operato regolarmente in quattro lingue. Linserimento di parte del personale del Vis (di lingua inglese, francese, spagnola) nel lavoro ordinario della Sala Stampa - si legge nel comunicato - permetterà un opportuno rinnovamento della pubblicazione online del Bollettino, che comprenderà le traduzioni integrali di diversi testi del Bollettino stesso e anche sintesi in lingua di testi di cui non sia possibile dare la traduzione integrale. Ciò avverrà in misura graduale, a cominciare da settembre 2012. Le parti tradotte del Bollettino, unitamente alle sintesi nelle lingue diverse dallitaliano, continueranno a venire inviate allindirizzo dei circa 60.000 abbonati al Vis. Anche il ricco archivio di 85.000 notizie in diverse lingue realizzate in oltre ventanni dal Vis, dotato di un sistema di ricerca semplice e rapido, verrà conservato e integrato nel sito della Sala Stampa.
Con il 31 luglio 2012 il Vatican Information Service termina di esistere come ufficio con un suo servizio specifico di informazione distinto dal Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, ma i suoi abbonati continueranno a ricevere un ampio servizio informativo. A darne notizia è la Sala stampa vaticana, che informa come nel quadro dello sviluppo e del coordinamento delle attività di comunicazione sociale della Santa Sede, in seguito ad orientamenti ricevuti dalla Segreteria di Stato, il personale del Vis viene destinato in parte al rafforzamento del portale multilinguistico news.va, costituito da circa un anno nellambito del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, in parte allo sviluppo multilinguistico del bollettino della sala stampa. Il portale news.va raccoglie regolarmente e presenta in forma facilmente accessibile le principali notizie di attualità sulla Santa Sede e la vita della Chiesa che vengono pubblicate ogni giorno da Sala stampa, LOsservatore Romano, Radio Vaticana, Agenzia Fides, arricchite dai video del Ctv e da fotografie del servizio fotografico de LOsservatore Romano. Opera quotidianamente in italiano, inglese, spagnolo e francese, ed è strutturato in modo da offrire la facile possibilità di condividere i suoi materiali nei social networks (come Facebook e Twitter) e di renderli accessibili con nuove applicazioni su diverse piattaforme mobili. (segue)
(Dublino, dagli inviati Sir) - Un santo che ha percorso mezza Europa. È questo san Colombano, il monaco irlandese morto a Bobbio nel 615 che nella sua vita toccò la Francia, la Germania, la Svizzera e lItalia, fondando monasteri, ma soprattutto portando o riportando alla fede cristiana le popolazioni europee che rischiavano di ricadere nel paganesimo. San Colombano è anche uno dei patroni del 50° Congresso eucaristico internazionale in corso a Dublino e questa mattina mons. Piero Marini, presidente del Pontificio Consiglio per i congressi eucaristici internazionali, ha sottolineato come la sua opera e la sua fondazione di monasteri, che erano dei veri e propri centri culturali, rappresentino quelle radici cristiane dellEuropa che oggi sembrano messe in discussione. Mons. Marini ha rilevato che il santo scrisse un libro sulle penitenze, che può sembrare un po arido e duro, ma in realtà fu il primo che nel Continente introdusse la penitenza privata cambiando di fatto il sacramento della confessione. Prima la penitenza avveniva una sola volta nella vita, era un atto pubblico e dopo cera lassoluzione: negli scritti di san Colombano, invece, non cera nulla di punitivo e il suo libro sulle penitenze è una specie di ricettario per le malattie spirituali: per il santo, infatti ,il peccato avviene ogni volta che si antepone la propria volontà a quella di Dio e non consiste nel senso di colpa.
(Dublino, dagli inviati Sir) - Tante le anime della galassia ecclesiale rappresentate nell‘area fieristica del Congresso eucaristico internazionale di Dublino (10-17 giugno). Tra gli oltre duecento espositori le congregazioni religiose tradizionali, quali i Carmelitani e i Redentoristi, siedono a fianco di nuove realtà di evangelizzazione. Eddie Cotter, ad esempio, direttore della Dead Theologians Society, spiega che lorigine di questo nome bizzarro dipende dal fatto che siamo nati nel 1997 sulla scia della Dead Poets Society del film ‘Lattimo fuggente. Facciamo pastorale con adolescenti presentando la vita dei santi nelle scuole e in parrocchia. Il canto gregoriano ci aiuta far scoprire loro i tesori della fede cattolica. Abbiamo cominciato in Ohio negli Stati Uniti ed ora stiamo sbarcando in Europa". Donald O‘Sullivan, della Family and Media Association, promuove in valori cristiani sui nuovi media, particolarmente in Irlanda: "Monitoriamo programmi televisivi, Twitter e Facebook, interveniamo nelle discussioni online, insegniamo agli studenti ad usare le nuove tecnologie in modo critico". Fondata nel 1994, lassociazione viene spesso contattata per dibattiti televisivi e radiofonici. "Andiamo oltre la protesta, proponiamo un modo diverso di essere attivi. Questa è la nuova evangelizzazione. -
(Sir Europa - Bratislava) - Conoscere meglio il lavoro del Commissariato di Terra Santa di Presov: è lo scopo della prima visita in Slovacchia di padre Pierbattista Pizzaballa, superiore dei Francescani della Custodia di Terra Santa. Nel corso della sua visita di tre giorni che si è conclusa ieri, padre Pizzaballa ha incontrato larcivescovo metropolita di Kosice, mons. Bernard Bober, con il quale ha discusso del ruolo dei commissariati di Terra Santa e della loro missione nelle rispettive diocesi, ma anche dei crescenti problemi della regione mediorientale. Padre Pizzaballa ha mostrato interesse per le relazioni della Slovacchia con Israele e gli altri Paesi della regione ed ha espresso lauspicio che possa aumentare il numero di pellegrini che dallEuropa centrale giungono in Terra Santa, perché è un luogo in cui vivono fedeli di diverse denominazioni e religioni, con i quali ci si può unire creando legami spirituali. Secondo il custode, i Commissariati sono chiamati a svolgere un ruolo importante nella promozione delle relazioni reciproche non solo per quanto riguarda la raccolta delle offerte per il mantenimento dei luoghi sacri cattolici, ma anche per quel che concerne il sostegno di attività sociali e di volontariato dei cristiani locali, la divulgazione di informazioni sul prezioso patrimonio della regione e la promozione dei pellegrinaggi.
Secondo il governo del primo ministro Cameron è possibile, per le chiese cristiane, rifiutarsi di celebrare matrimoni tra gay, ma la Chiesa di Inghilterra chiarisce che anche su questo punto non è daccordo. È politicamente improbabile prevenire matrimoni tra persone dello stesso sesso in luoghi religiosi, si legge nel documento della Chiesa di Inghilterra. Qualunque cittadino inglese che, per legge, ha diritto a sposarsi in una chiesa anglicana, indipendentemente dalla sua appartenenza religiosa, potrebbe ricorrere allAlta Corte Europea per ottenere un matrimonio omosessuale religioso. Una prospettiva che dividerebbe profondamente la Chiesa dallo Stato e che potrebbe portare, secondo alcuni commentatori inglesi, alla separazione della Chiesa di Inghilterra dallo Stato. Per la Chiesa anglicana e per la Chiesa cattolica la proposta di legge del governo rimane comunque ambigua. Non è chiaro a quali nuovi diritti, opportunità o responsabilità porterebbe lintroduzione dei matrimoni omosessuali dal momento che le differenze legali tra coppie eterosessuali sposate e partner dello stesso sesso sono state già rimosse con lintroduzione delle unioni civili, scrive la Chiesa di Inghilterra nel suo documento.
La Chiesa di Inghilterra non può sostenere la proposta del governo di permettere a tutte le coppie, senza considerazione per il loro sesso, di celebrare un matrimonio civile. Con queste parole, pubblicate in un documento, la Chiesa di Stato inglese si oppone al tentativo del governo di David Cameron di legalizzare i matrimoni tra gay. Il governo, che ha promesso che i matrimoni omosessuali saranno legge entro le prossime elezioni generali nel 2015, ha cominciato lo scorso marzo un processo di consultazione di dodici settimane su questa materia che si concluderà giovedì. Istituzioni e cittadini sono stati invitati ad esprimere il loro parere. Anche la Chiesa cattolica ha chiarito con una posizione che si può intendere per matrimonio soltanto lunione tra un uomo e una donna. Nel suo documento la Chiesa di Inghilterra dice di aver sostenuto, negli ultimi anni, vari cambiamenti nella legge per creare diritti maggiori per coppie dello stesso sesso ma di ritenere impossibile da accettare un cambiamento nella definizione del matrimonio. Rimuovere dalla definizione di matrimonio questa complementarietà essenziale - si legge nel documento - significa perdere qualsiasi istituzione sociale nella quale la differenza sessuale viene esplicitamente riconosciuta. (segue)
Avviare una riflessione approfondita sul ruolo che le istituzioni ecclesiali socio-assistenziali e sanitarie del nostro Paese possono ricoprire nel sostenere una rete di assistenza più prossima ai bisogni delle persone, attraverso una rete orientata alla promozione del bene comune, al contrasto delle disuguaglianze, al riconoscimento della salute come diritto senza esclusione. È lo scopo del volume Opere per il bene comune, promosso dalla Consulta Cei degli organismi socio-assistenziali per render conto della rilevazione nazionale dei servizi collegati alla Chiesa. Il libro sarà presentato il 14 giugno, a Roma (ore 12, Sala Marconi della Radio Vaticana). Alla conferenza stampa, moderata da mons. Domenico Pompili, direttore dellUfficio Cei per le comunicazioni sociali, parteciperanno mons. Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e presidente di Caritas Italiana, mons. Andrea Manto, direttore dell Ufficio Cei per la pastorale della sanità, mons. Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, Michele Loiudice e Renato Marinaro, responsabili del gruppo di lavoro che ha curato la rilevazione, che ha permesso di elaborare una fotografia il più possibile fedele dei diversi servizi territoriali e di cogliere il processo di evoluzione dei servizi ecclesiali attivi oggi, per verificarne eventuali carenze e porre le basi per un dialogo con il servizio pubblico e con le autorità locali.
"I grandi cambiamenti possono arrivare se accadono i piccoli cambiamenti. È un appello ad agire per uno sviluppo sostenibile quello che larcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, ha lanciato ai governi e alle comunità di fede in un messaggio video diffuso oggi da Londra in vista della Conferenza delle Nazioni Unite Rio+20 che si terrà appunto a Rio de Janeiro, in Brasile, dal 20 al 22 giugno. Il leader della Comunione anglicana evidenzia il contributo delle fedi religiose al dibattito ambientale. "Tutte le persone religiose - afferma - vedono il mondo come un dono di Dio. E tutte le persone religiose sono pertanto tenute a chiedersi: se questo è il dono che ci è stato dato, come possiamo farne noi un dono per gli altri, alla prossima generazione"? L‘arcivescovo suggerisce che un simile dono richieda oggi "la saggezza di come abitare un ambiente limitato e sottolinea a questo riguardo il ruolo fondamentale che governi e comunità religiose svolgono: "I governi possono e naturalmente devono fare la loro parte offrendo per esempio incentivi fiscali per lo sviluppo verde e promuovendo programmi che incoraggiano tutti noi a ridurre i nostri rifiuti. Hanno bisogno di rendere ‘verde‘ la nostra economia. E noi, tutti noi, le comunità di fede, sono chiamate a collaborare con i governi per supportare questa visione.
Chiese in campo per dare una visione etica e spirituale allimpegno per lambiente con una serie di iniziative collaterali che si terranno per tutta la durata della Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile (Uncsd) Rio+20 in programma a Rio de Janeiro, Brasile, dal 20 al 22 giugno. Alla Conferenza parteciperà una delegazione del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc) e al Summit dei Popoli per la giustizia sociale e ambientale organizzato dalla società civile. "Ci auguriamo che i risultati di Rio - dice Guillermo Kerber che guida la delegazione del Wcc - riflettano effettivamente quel grande ‘noi‘ che comprende le comunità più vulnerabili e più povere del mondo. La delegazione del Wcc si concentrerà ad evidenziare le preoccupazioni etiche e le visioni religiose in una serie di eventi che abbiamo organizzato". "Il futuro che vogliamo" è il titolo del documento finale che sarà presentato il 22 giugno dalle Chiese ai partecipanti del Summit e dovrebbe includere un appello all‘azione e allimpegno. Alla manifestazione, verrà letto un messaggio del Patriarca ecumenico Bartolomeo I di Costantinopoli. L‘evento è stato co-organizzato dal Wcc con la Caritas Internationalis, la Federazione luterana mondiale e Religions for Peace.
(Sir Europa - Strasburgo) - Un bilancio europeo più trasparente, sostenibile, e che dipende in misura minore dai trasferimenti statali verso le casse di Bruxelles. È la posizione che da tempo sostiene una maggioranza trasversale allEuroparlamento. LAssemblea tornerà a discuterne il 13 giugno per poi votare una risoluzione il giorno successivo in plenaria. Gli eurodeputati sostengono in sostanza che i contributi al bilancio comunitario provenienti dagli Stati membri potrebbero essere notevolmente ridotti (dal 75 al 40% del bilancio stesso), mediante una riforma del sistema di finanziamento al budget: Le nuove risorse proverrebbero da una tassa sulle transazioni finanziarie, una nuova Iva europea e labolizione dei rimborsi previsti e di altre misure correttive. La discussione in emiciclo avverrà nel quadro della definizione del bilancio pluriennale 2014-2020, alla presenza del presidente della Commissione Barroso e del commissario al bilancio Lewandowski. Il messaggio che il Parlamento intende lanciare si rivolge direttamente agli Stati membri, i cui leader si ritroveranno il 28 e 29 giugno anche per discutere del prossimo bilancio pluriennale. La discussione avviene sulla base della proposta della Commissione sui conti per il periodo 2014-2020 avanzata nel giugno dello scorso anno, attorno alla quale sta lavorando anche la presidenza di turno danese del Consiglio Ue.
Si svolgerà domani, a Roma (Via Aurelia 796), il 5° Laboratorio dei direttori e responsabili diocesani dellInsegnamento della religione cattolica (Irc), nominati nellultimo quinquennio. I lavori si svolgeranno dalle ore 10 alle ore 17 sul tema: Le indicazioni per lIrc nel sistema educativo di istruzione e formazione. Oltre alla gestione quotidiana del lavoro dufficio, legata spesso a questioni di tipo istituzionale - spiega mons. Vincenzo Annicchiarico, responsabile del Servizio nazionale per lIrc - ci si trova impegnati anche nella progettazione della proposta formativa al fine di offrire unIrc sempre di qualità. Per far questo, bisogna puntare su insegnanti di religione cattolica davvero preparati, che possano essere una risorsa culturale non solo per la scuola, ma anche per la stessa diocesi, in quanto espressione, nella scuola, di quellattenzione culturale della Chiesa che si vorrebbe maggiormente evidente. In questa prospettiva, spiega mons. Annichiarico, curare la formazione in servizio degli insegnanti di religione significa, da una parte, cogliere le esigenze formative dei docenti e, dallaltra, progettare consci del nuovo assetto scolastico e delle indicazioni dellIrc. Il laboratorio dellincontro del 13 giugno consentirà ai partecipanti anche di esercitarsi a costruirne limpegno secondo alcune coordinate di riferimento. Info: www.chiesacattolica.it/irc.
Ha toccato la quota record delle centomila persone il 34° Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto che si è svolto lo scorso fine settimana sui 27 chilometri che separano lo stadio Helvia Recina di Macerata dalla Santa Casa di Loreto. Lo si apprende da un comunicato diffuso oggi dallufficio stampa del Pellegrinaggio. Dopo 8 ore dalla partenza, la testa del Pellegrinaggio, guidata dal vescovo di Fabriano-Matelica don Giancarlo Vecerrica, è entrata nella piazza della Basilica ed insieme al card. Piacenza, prefetto della Congregazione per il Clero che aveva celebrato la messa la sera precedente, e agli altri vescovi Giuliodori (Macerata), Tonucci (Loreto) e Menichelli (Ancona), sono stati accolti i pellegrini, snodati lungo una coda di oltre sette chilometri. Il cammino è stato scandito dalla preghiera, dai canti e dalle testimonianze, tra le quali quelle del comico di Zelig Paolo Cevoli e dello sportivo cesenate Lorenzo Minotti. Limmagine della Madonna ha fatto il suo ingresso nella piazza della Santa Casa dopo oltre unora e tre quarti dallarrivo dei primi pellegrini, perché da due anni la Vergine, trasportata dai militari dellAeronautica, aspetta lultimo pellegrino per chiudere la fila, come a voler proteggere ogni singolo partecipante. Numerose le intenzioni che, sotto forma di bigliettini, sono state bruciate nel sagrato per chiedere una grazia alla Madonna. Il pellegrinaggio si è concluso con un atto di consacrazione alla Vergine.
Il 20 giugno si celebra la Giornata mondiale del rifugiato. LItalia - ricorda la Cemi - ha vissuto lo scorso anno il drammatico esodo dal Nord Africa, che ha coinvolto, però, persone di diversi altri Paesi africani e asiatici. Lesperienza ha dimostrato la necessità di un piano europeo, oltre che nazionale, che garantisca lesigibilità del diritto dasilo, ma anche lorganicità di unaccoglienza che si trasformi in una forma di protezione internazionale, lappello della Cemi, che fa notare come lItalia da Paese di passaggio per i rifugiati si è trasformato in Paese anche di residenza dei richiedenti asilo e rifugiati (oltre 50.000). Per questa ragione, la tutela dei richiedenti asilo e rifugiati non può essere legata alla provvisorietà dei proventi dell8 per mille o alle risorse della Protezione civile nellemergenza, ma deve prevedere un fondo strutturale che valorizzi anche, e in maniera sussidiaria, la rete dei servizi che il mondo ecclesiale, associativo, cooperativo e del volontariato ha creato in questi anni. Senza un piano, ogni sbarco rischia di diventare unemergenza, ammonisce la Cemi, e non aiuta lopinione pubblica a leggere correttamente un fenomeno, quello dei richiedenti asilo, generato da 23 guerre in atto nel mondo e dalle molte persecuzioni politiche e religiose che coinvolgono ancora purtroppo oltre il 70% della popolazione mondiale.
Solidarietà e vicinanza ai tanti immigrati presenti nelle zone terremotate dellEmilia Romagna. Ad esprimerle è la Commissione episcopale per le Migrazioni (Cemi), in un messaggio diffuso oggi. Nelle province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia - ricordano i vescovi - sono presenti circa 190.000 dei 500.000 immigrati regolari residenti in Emilia Romagna, con unincidenza sulla popolazione che a Modena e a Carpi è già vicina al 13%; anche a Mantova gli immigrati sono il 13% della popolazione e sono oltre 53.000; a Rovigo gli immigrati sono quasi 20.000. Il terremoto, inoltre, non ha risparmiato gli immigrati e le loro famiglie nelle campagne dove lavorano numerosi, nelle aziende, nelle famiglie: anche tra loro contiamo i morti, i feriti, i numerosi sfollati, i disoccupati. Numerosi sacerdoti immigrati al servizio delle comunità etniche, sottolinea la Cemi, hanno dimostrato impegno e vicinanza alle persone colpite; alcune famiglie hanno fatto rientrare in patria la propria famiglia. Anche gli immigrati stanno dimostrando un amore a questa terra ospitale e vivono il dramma, ma anche la speranza della ricostruzione. Domenica scorsa, in tutte le parrocchie italiane, come anche nelle Missioni cattoliche italiane allestero (Germania, Scandinavia, Svizzera…), si è pregato per le persone e le famiglie terremotate e si è espresso nella colletta un gesto di solidarietà e condivisione. (segue)
In un tempo di crisi della politica, la Chiesa francese punta ai giovani dai 18 ai 35 anni e propone loro un corso al senso della politica, al gusto di impegnarsi nella vita della loro città (associazioni, partiti politici, sindacati), al rispetto del pluralismo in democrazia e alla non facile impresa di fondare il loro impegno sulla fede e nella dottrina sociale della Chiesa. Questi gli obiettivi di Politique, bonne nouvelle, un corso estivo di formazione politica sostenuto da una dozzina di organismi cattolici associativi, che si terrà a Aix-en-Provence dal 20 al 26 agosto. Liniziativa sarà presentata domani mattina a Parigi nella sede della Conferenza episcopale francese da mons. Hippolyte Simon, arcivescovo di Clermont e vice presidente dei vescovi francesi, da padre Christian Mellon, gesuita e membro del Centro di ricerca e azione sociale e dai giovani che hanno partecipato alle sessioni precedenti. La Conferenza stampa di domani - puntualizza una nota della Cef - sarà anche loccasione per affrontare con la stampa i risultati della prima tornata delle elezioni legislative che vedrà il ballottaggio domenica prossima 17 giugno e che ha già fatto segnare domenica scorsa un‘astensione al voto vicina a livelli record, intorno al 43%. Al corso estivo di Aix-en-Provence si parlerà anche di Impegno per la pace in Medio Oriente; di riforma fiscale e di cristianesimo e pluralismo politico.
Ho memoria di unattesa serena, umile, orante e fiduciosa da parte delle comunità cristiane non soltanto cattoliche. Anche nellopinione pubblica, si percepiva un senso di rispetto per un avvenimento accolto e interpretato come evento religioso. È il ricordo di mons. Loris Francesco Capovilla, segretario particolare di Giovanni XXIII per oltre un decennio, che in unintervista al Sir (clicca qui) racconta gli anni del Vaticano II e la vita della Chiesa nel 50° dellapertura del Concilio. Ho scelto per me, in questo ultimo tratto della vita, un motto tratto dal discorso di apertura del Concilio: ‘Tantum aurora est. È quello che disse papa Giovanni ai vescovi: abbiamo celebrato una grande giornata, abbiamo avviato un evento religioso voluto da Dio, ci prodighiamo con tutta la nostra buona volontà ma non ci facciamo illusioni perché siamo appena allaurora della giornata cristiana. Dopo 20 secoli di evangelizzazione - aggiunge mons. Capovilla -, viviamo ancora alla prima ora del giorno.
Don Silvano mi spingeva. Don Silvano mi spronava. Don Silvano mi invitava a giocarmi la mia responsabilità fino in fondo. Di questo sono e sarò sempre grato a lui e al Signore che me lo ha fatto incontrare. È il ritratto di mons. Silvano Montevecchi, arcivescovo di Ascoli Piceno, tracciato da mons. Paolo Pezzi, arcivescovo metropolita di Mosca, sulle pagine de La vita picena che dedica a don Silvano un numero speciale in occasione del suo 50° di sacerdozio. Le tante testimonianze raccolte - scrive don Giampiero Cinelli, direttore del settimanale diocesano marchigiano - mostrano una vita sacerdotale fedele al dono ricevuto con instancabile servizio alla Chiesa e alle Comunità a lui affidate nel corso di questi 50 anni, la tenacia e la lungimiranza con una attenzione tutta particolare allincarnazione del Vangelo nella realtà attuale, tramite qualità come la bontà, la misericordia, il sostegno alle categorie più deboli, ai malati, lascolto di tutti. Le celebrazioni per il 50° di sacerdozio di mons. Montevecchi si svolgeranno in due momenti: il 15 giugno, con una Giornata di santificazione dei sacerdoti nella chiesa del S. Cuore, ne il 16 giugno, quando alle ore 17, nella sede del Comune di Ascoli Piceno, verrà conferita al vescovo la cittadinanza onoraria. Alle 18.30 la concelebrazione in cattedrale.
Ancora sangue cristiano sulla Siria dove continua lesodo dei fedeli: notizia di oggi, riportata dallagenzia Fides, è luccisione di un cristiano a Qusayr, nei pressi di Homs. Dei diecimila cristiani che abitavano la cittadina, prima del conflitto, ne sono rimasti solo mille. Gli altri sono stati costretti a fuggire in fretta a furia in seguito a un ultimatum lanciato da una fazione armata, nelle forze di opposizione, guidata dal generale Abdel Salam Harba. L‘opposizione armata, come confermano numerosi osservatori in Siria e all‘estero, si sta gradualmente radicalizzando verso una ideologia sunnita estremista di marca salafita con bande e gruppi militari che operano in modo del tutto indipendente dal coordinamento dell‘Esercito siriano di liberazione. Gli abitanti cristiani di Qusayr, riferisce Fides che cita fonti locali, subiscono vessazioni come il divieto di circolare per strada e l‘obbligo di cedere il passo se incontrano un musulmano, come ai tempi del califfato ottomano. Ultimatum rigettato dal coordinamento dello stesso Esercito Siriano di Liberazione, di stanza a Qusayr, che in una nota si è detto scioccato per la notizia. Secondo fonti di Fides, la situazione nella zona è esposta a totale illegalità. I cristiani si confrontano con un dura realtà: o unirsi all‘opposizione o essere vittime di vessazioni, discriminazioni, violenze.
Oggi pomeriggio, a Benevento, si terrà la manifestazione conclusiva della quinta edizione di Cives - Laboratorio di formazione al bene comune, promosso dallUfficio per i problemi sociali e il lavoro della diocesi di Benevento in collaborazione con il Centro di cultura Raffaele Calabria e l‘Università Cattolica del Sacro Cuore. Lappuntamento, che ha per tema Le buone notizie della politica, costituisce loccasione in cui i partecipanti, organizzati in vari gruppi di lavoro, presentano alla comunità locale alcune riflessioni e proposte concrete su specifici ambiti tematici e di impegno, che per questa edizione sono stati giovani, famiglie ed anziani. Ci sarà anche lillustrazione dei risultati della giuria popolare sulle politiche sociali della città di Benevento. Interverranno Pasquale Gallucci, presidente del Centro di cultura R. Calabrìa, Ettore Rossi, direttore dellUfficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro, Aniello Cimitile e Fausto Pepe, rispettivamente presidente della Provincia e sindaco di Benevento. La relazione principale sarà tenuta da Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, mentre concluderà mons. Andrea Mugione, arcivescovo di Benevento. coordinerà i lavori Paolo Rizzi, direttore operativo del Laboratorio di economia locale dellUniversità cattolica del Sacro Cuore e direttore scientifico di Cives.
È stata inaugurata ieri, a Bonn, la Katholisches Medienhaus, la struttura che ospita le attività svolte dalla Chiesa cattolica tedesca nellambito dei media. Mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), ha presieduto linaugurazione e ha ricordato che la Chiesa compie con coraggio un grande passo in avanti in un mondo di media in rapida evoluzione. La struttura inaugurata rappresenta, più che un edificio, il tentativo di realizzare concretamente il raggruppamento delle energie profuse dalla Chiesa nel settore dei media. In questo modo, vogliamo trovare risposte adeguate alla sfide dellera dei media digitali e creare una presenza più forte nellopinione pubblica, nellinteresse della Chiesa e dei temi della fede. Larcivescovo ha precisato che la Medienhaus non rappresenta una centralizzazione o una concentrazione del lavoro sui media. Tra i partner che collaborano alla Katholisches Medienhaus vi sono il portale cattolico katholisch.de e lagenzia di stampa cattolica Kna, la testata Christ & Welt e diverse redazioni radiofoniche cattoliche nazionali, nonché lemittente radio dellarcidiocesi di Colonia Domradio.
Grande è stato limpegno anche per purificare la devozione popolare che accompagna le feste patronali tenendo conto che, aggiunge mons. Depalma, la Chiesa, con i suoi preti e i suoi laici, non alza barricate, allarga le braccia per accogliere tutti, anche i camorristi, perché possano ricevere una testimonianza di salvezza e di possibilità di cambiamento. Perciò, lattacco alla Festa dei Gigli, scrive mons. Depalma, ha prodotto sgomento e meraviglia in me e in tanti che spinti da una fede autentica lavorano ogni anno perché la Festa dei Gigli di Nola sia segno di solidarietà, fratellanza, civiltà, cultura, in poche parole sia segno della scelta fatta da S.Paolino: Cristo e la testimonianza del Vangelo. Non nego che purtroppo questa nostra terra sia inquinata da logiche di malaffare che possono contaminare anche i luoghi in cui viene vissuta la religiosità - ammette il vescovo -: ma non posso condividere laccusa generalizzata verso un intero popolo, verso unintera città che attraverso la Festa vuole ogni anno ripromettersi di essere migliore. Non posso condividere perché di quel popolo fanno parte soprattutto i giovani di questa terra che hanno bisogno di proposte positive, di segni di speranza e non di profeti di sventura o amanti del catastrofismo. In questo senso va anche lesperienza della Scuola di formazione socio-politica, avviata a gennaio della diocesi.
Non solo affermare la distanza della Festa dei Gigli di Nola da logiche di gestione camorristiche ma soprattutto testimoniare la ferma volontà della Chiesa di Nola, come di quella campana, di lavorare per educare le coscienze a scelte di vita rispettose della convivenza civile e, per quanti, attraverso la devozione ai Santi testimoniano la fede in Cristo, rispettose della verità evangelica. È lintento con il quale il vescovo di Nola, mons. Beniamino Depalma, ha pubblicato una nota sulla prossima Festa dei Gigli, dedicata al patrono San Paolino, rispondendo a chi ritiene che debbano essere abolite le processioni per evitare eventuali infiltrazione della camorra. Daltra parte, limpegno della Chiesa di Nola a favore della legalità non è di oggi, con tanti interventi e iniziative del vescovo in questo senso, fino allultima lettera di mons. Depalma per il ventennale della visita di Giovanni Paolo II alla diocesi, nella quale facendo appello agli uomini e alle donne che vivono di malaffare, che spesso si rifugiano in simboli religiosi idolatrandoli e tradendoli, chiede loro di convertirsi, cambiare, pentirsi saldando il conto con la società e la giustizia. (segue)
Quanto al mondo aeroportuale e al ruolo specifico dei cappellani, il cardinale ha affermato che è in questa nuova situazione che occorre risvegliare in ognuno di noi lentusiasmo e il coraggio che mossero le prime comunità cristiane ad essere intrepide annunciatrici della novità evangelica, anche nellambito dellAviazione Civile, sia negli aeroporti internazionali sia in volo. Il card. Vegliò ha ricordato come Benedetto XVI abbia riconosciuto questi luoghi ambiente e luogo di testimonianza cristiana dove lannuncio del Vangelo devessere unattenzione costante nellimpegno pastorale della Chiesa. Sono segni concreti di questimpegno, da favorire e sostenere, la presenza di Cappelle negli aeroporti, il ministero dei Cappellani e di quanti collaborano alla loro opera. Negli aeroporti del nostro mondo contemporaneo, moderni areopaghi, troviamo lopportunità provvidenziale per annunciare o ri-annunciare il Vangelo, - ha proseguito - analoga possibilità di quelle che si trovano nellambito delle altre forme di mobilità umana. A proposito della missione di annuncio, il cardinale ha ricordato che oggi non è più necessario recarsi in ‘terre di missione per far conoscere la Parola di Dio. Occorre invece cogliere ogni occasione per lannuncio, anche in aeroporto, perché il viaggiatore ha il diritto di ascoltare il kerygma, che viene proposto e non imposto.
I migranti, gli esuli, i profughi e i rifugiati, i nomadi, la gente del circo e dei lunapark, i pescatori e i marittimi, gli addetti ai trasporti aerei e correlati servizi, quanti intraprendono viaggi per motivi di pietà, di studio o di svago, gli addetti a trasporti terrestri ed altre simili categorie: sono coloro ai quali si deve rivolgere la sollecitudine degli incaricati della pastorale per i migranti e gli itineranti. Lo ha ricordato oggi a Roma, durante il XV Seminario mondiale dei cappellani cattolici dellaviazione civile e membri delle cappellanie, il card. Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per i migranti. Riflettendo sulla nuova evangelizzazione nel mondo della mobilità umana, il cardinale ha richiamato limpegno di annuncio del Vangelo da parte della Chiesa che per secoli non ha risparmiato forze e mezzi. Eppure, ha constatato, ancora oggi ci sono popoli a cui non è arrivato il lieto annuncio e inoltre persino ai cristiani, a molti cristiani, occorre ri-annunciare il Vangelo. È limpegno richiesto dal Papa per la cosiddetta nuova evangelizzazione, che occorre offrire anche negli ambienti dellaviazione civile, gli aeroporti. Il card. Vegliò ha detto, a questo riguardo, che labbattimento delle frontiere e i nuovi processi di globalizzazione rendono ancora più vicine le persone e i popoli e ciò avviene largamente tramite gli aeroporti. (segue)
Questo anniversario è il coronamento di un anno pastorale in cui tutta la chiesta locale è chiamata a lavorare nellimpegno educativo e vocazionale. Così mons. Domenico Ciavarella, vicario generale della diocesi di Bari-Bitonto, commenta il 25° anniversario di episcopato di mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto. E significativo - prosegue Ciavarella - che questo anniversario ricada lo stesso anno in cui festeggiamo i 400 anni di fondazione del seminario diocesano, che larcivescovo, mediante la lettera pastorale ‘Cerca e troverai, ha consegnato alla comunità diocesana; il seminario rappresenta il sì di Dio agli uomini e il sì di tanti uomini della nostra terra al Signore. Per festeggiare lanniversario di mons. Cacucci questa sera, alle 18, nella Cattedrale di Bari si terrà una concelebrazione eucaristica, che sarà anche trasmessa in streaming video su www.arcidiocesibaribitonto.it. Inoltre, venerdì 15 giugno, alle 21, nella Cattedrale di Bari si terrà un concerto del Coro della Cappella Musicale Pontificia Sistina. Mons. Cacucci è stato vescovo ausiliare di Bari-Bitonto dal 1987 al 1993, quando fu promosso alla sede arcivescovile di Otranto (Le), dove è rimasto fino al 1999, per poi tornare nella diocesi di Bari-Bitonto. E attualmente presidente della Conferenza episcopale pugliese.
Sarà Orvieto a ospitare, dal 25 al 28 giugno, la 62ª Settimana nazionale di aggiornamento pastorale. LEucaristia per la vita del mondo. La comunità cristiana contempla e testimonia è il tema che farà da filo conduttore allannuale iniziativa del Centro di orientamento pastorale (Cop - www.centroorientamentopastorale.org). Al centro della Settimana -rivolta a sacerdoti, religiosi e religiose, laici impegnati nella pastorale - vi è la riflessione sullEucaristia con la riscoperta tra i fedeli e le comunità parrocchiali dellimportanza delladorazione eucaristica, del fermarsi in preghiera davanti al Santissimo. Il corpo e il sangue di Cristo posti al centro della vita cristiana - riflettono gli organizzatori - non si riducono a una devozione o a una delle tante pratiche cristiane. Questo però esige che ogni adorazione eucaristica sia esplicitamente collegata in continuità con la celebrazione eucaristica, con quellesperienza assolutamente centrale che è la messa domenicale. Per riflettere su tutto ciò si vuole entrare nella vita concreta della gente di fede e lasciarsi interrogare dai fatti. Ad accompagnare i partecipanti, lesperienza del miracolo eucaristico di Bolsena (1263-1264), lespressione artistica del duomo di Orvieto e lanniversario della bolla con cui papa Urbano IV nel 1264 istituì la festa del Corpus Domini.
(Dublino, dagli inviati Sir) - Unità non è uniformità: unità è diversità abbracciata dallamore. Così, nel giorno del Congresso eucaristico internazionale di Dublino dedicato allecumenismo, la reverenda Ruth Patterson, ministra presbiteriana irlandese. Partendo dal famoso brano dei discepoli di Emmaus, Patterson ha proposto quello che ha chiamato il sacramento dellincontro, cioè lasciarsi avvicinare sulla via della delusione e dello scoraggiamento da un Dio straniero che ci chiede: perché trovate così difficile credere?. Oggi noi, come i discepoli di Emmaus - ha proseguito - ci troviamo al limite della fede e cè una domanda che potremmo fare a noi stessi: crediamo che cè futuro e c‘è speranza per noi?. La reverenda ha notato che la cosa più difficile, anche più difficile del comprendere il mistero dellEucaristia, è avere la consapevolezza che Dio crede in te, che gli sei caro, che crede ancora nella Chiesa e soprattutto in noi che siamo le sue pietre vive. Quando cominciamo a capire che siamo amati - ha aggiunto - basta un piccolo sussurro di Gesù per rivolgerci verso laltro, sia cattolico, protestante, ortodosso, uomo o donna, come parte della nuova famiglia di Dio. Infine si è detta convinta che in ogni caso siamo in una stagione di speranza, perché come fedeli di Cristo, che è la cosa che abbiamo da offrire agli altri, portiamo un segno di speranza nel mondo.
(Dublino, dagli inviati Sir) - Provengono da 120 nazioni diverse i partecipanti al 50° Congresso eucaristico internazionale e sono qui per testimoniare il loro attaccamento allEucaristia, come dicono Otiliah Chida e Florence Katyora dello Zimbabwe. Per noi è un viaggio di fede - raccontano - veniamo da Milano, dove si è svolto lIncontro mondiale delle famiglie e siamo state a Roma. La prima, che è impegnata in unassociazione contro la violenza e in un movimento pro-life, si occupa di metodi di pianificazione familiare. Ines Schaberger ha 18 anni e fa parte di un gruppo di 30 giovani e bambini provenienti da Austria e Germania. Mettiamo in scena un musical con i nostri ragazzi e 30 bambini irlandesi sulla vita di san Paolo. Il nostro gruppo si chiama Kisi - spiega -, ed è diffuso in Austria Germania, Olanda, Uganda. Ci sono centinaia di gruppi come quello di Ines in Austria, dove 19 anni fa è nata questa esperienza particolare di evangelizzazione attraverso la musica, il canto e il ballo. Devid Frank e Alice Fernandes, indiani che vivono a Dubai, dicono di essere qui per pregare per la pace e per la salute. Noi vogliamo conoscere di più la cristianità e il Congresso ci offre la possibilità di incontrare fedeli, preti, vescovi da tutto il mondo, con cui pregare scambiare i nostri sentimenti di fede.
È necessario trovare un giusto equilibrio tra progresso scientifico e tutela della privacy. A questo fine il Consiglio dEuropa ha annunciato la conferenza dedicata alle biobanche, che promuove il 19 e 20 giugno a Strasburgo. Le biobanche sono unità di servizio finalizzate alla raccolta, conservazione, stoccaggio e distribuzione di materiale biologico umano a scopo di ricerca, determinante sia per la cura che per la prevenzione di gravi patologie. Tuttavia le biobanche conservano anche i dati personali sanitari, di stili di vita e genealogici delle persone cui appartiene il suddetto materiale. Per questo il CdE è convinto che i loro diritti fondamentali vadano tutelati. In particolare, spiega una nota, occorre aggiornare la Raccomandazione adottata nel 2006 dal Comitato dei ministri e che ora, con la rapida evoluzione della scienza, appare obsoleta, e codificare le sfide che appaiono già allorizzonte della scienza. Alla Conferenza interverranno scienziati dei 47 Paesi membri dellistituzione di Strasburgo, ma anche organizzazioni di pazienti, rappresentanti dellindustria farmaceutica e un gruppo di esperti della Commissione europea, strettamente legata alliniziativa del Consiglio dEuropa. Il dibattito verterà soprattutto sulla riservatezza delle informazioni che riguardano i donatori e lutilizzo che le biobanche ne possono fare.