Assistiamo ancora ad un sequestro di tre pescherecci della nostra marineria mazarese da parte delle motovedette libiche nel mar Mediterraneo. E assistiamo ancora al solito rituale di solidarietà e di proteste. Quanto accaduto non è più sostenibile e cioè che della questione del confine delle acque internazionali se ne torni a parlare soltanto quando avviene un sequestro. Lo ha dichiarato il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero nellapprendere del sequestro di tre pescherecci mazaresi da parte di navi militari della Libia. Non è più possibile aspettare e soprattutto sopportare che un confine delle acque sia posto unilateralmente dalle autorità libiche. La questione - ha aggiunto il vescovo - va affrontata subito, con un impegno concreto del Governo italiano e della diplomazia dei due Paesi. In questo momento, auspicandomi che la questione abbia una rapida soluzione, come pastore di questa Chiesa partecipo allansia delle famiglie e sono vicino a loro».
La Santa Sede ha appreso con sorpresa e preoccupazione le recenti vicende in cui è stato coinvolto il Prof. Gotti Tedeschi. Ripone nellautorità giudiziaria italiana la massima fiducia che le prerogative sovrane riconosciute alla Santa Sede dallordinamento internazionale siano adeguatamente vagliate e rispettate. Inizia così il comunicato diffuso questa sera dalla sala stampa della Santa Sede sulla questione Gotti Tedeschi. La Santa Sede - si legge ancora nel comunicato - conferma inoltre la sua piena fiducia nelle persone che dedicano la loro opera con impegno e professionalità allIstituto per le Opere di Religione e sta esaminando con la massima cura leventuale lesività delle circostanze, nei confronti dei diritti propri e dei suoi organi. Nella nota ribadisce infine che la mozione di sfiducia adottata nei confronti del Prof. Gotti Tedeschi da parte del Consiglio di Sovrintendenza è stata fondata su motivi oggettivi, attinenti alla governance dellIstituto, e non determinata da una presunta opposizione alla linea della trasparenza, che anzi sta a cuore alle Autorità della Santa Sede, come allIstituto stesso.
(Sir Europa - Bratislava) - Larcivescovo di Praga, card. Dominik Duka, parteciperà alla cerimonia di commemorazione del 70° anniversario dei massacri di Lidice e Lezaky che si terrà il 10 giugno. I due villaggi furono completamente incendiati e i loro abitanti assassinati o inviati in campi di sterminio come conseguenza diretta delluccisione del leader nazista Reinhard Heydrich per mano di agenti cechi. In tutto furono brutalmente assassinati 340 cittadini di Lidice e 52 di Lezaky, solo 143 donne e pochi bambini riuscirono a ritornare in patria al termine della Seconda guerra mondiale. Queste azioni disumane commesse dai nazisti contro civili disarmati hanno alimentato una sempre maggiore resistenza contro la Germania hitleriana diventando in tutto il mondo simbolo di barbarie. Fortunatamente, però, il piano nazista di cancellare i due villaggi dalle carte geografiche e dalle menti delle persone fallì. Numerosi villaggi e città di vari Paesi si chiamano oggi Lidice per tener viva la memoria di questi eventi. Parteciperanno allevento commemorativo del 10 giugno - che prevede, oltre a momenti di preghiera, lesibizione Luce per Lidice con la partecipazione di cori di voci bianche - diversi rappresentanti della Chiesa e della vita pubblica e politica della Repubblica Ceca. Lentrata al museo e alla galleria di Lidice sarà gratuita.
Accanto alla sua gente. È così che il vescovo di Carpi, mons. Francesco Cavina, trascorrerà la domenica del 10 giugno, giornata della colletta nazionale indetta dalla Cei per sostenere le popolazioni colpite dal terremoto. Dopo la messa delle 8.30, che il presule celebrerà al pronto soccorso dellospedale di Carpi, mons. Cavina si sposterà a Limidi, dove visiterà la comunità parrocchiale e le persone, ancora più di un centinaio, che vivono in tenda nel campo allestito nei pressi della chiesa guidata da don Antonio Dotti. Alle 18.30 il vescovo andrà a Cibeno di Carpi per la preghiera del Vespro assieme ai soci dellAzione cattolica e ai sacerdoti provenienti da tutta la diocesi.
Una presa di posizione netta contro lannunciato aumento delle accise sulla benzina e aumentare, invece, la tassazione sui giochi dazzardo attualmente esistenti, senza pertanto istituirne altri. È quanto chiedono per far fronte ai danni creati dal terremoto in Emilia Romagna la Consulta nazionale antiusura e il Cartello Insieme contro lAzzardo al Governo e in particolare ai Ministri Riccardi, in qualità di Ministro delegato ai problemi della famiglia, e Passera. Lo rende noto un comunicato diffuso oggi dalle due organizzazioni. In situazioni di emergenza, mentre si impone un contributo solidaristico da parte di tutti i cittadini - prosegue la nota - non sarebbe tollerabile il perdurare di un carico fiscale quasi esclusivamente incentrato sulla famiglia, a fronte di un trattamento di favore per i concessionari del gioco dazzardo. Questi ultimi hanno trovato nel nostro Paese un vero e proprio paradiso fiscale!. Di fronte alla nuova emergenza del terremoto in Val Padana - concludono le due organizzazioni -la scorciatoia di reperire risorse con nuove accise sui carburanti aggraverebbe perciò sia il bilancio delle famiglie e sia i costi per leconomia produttiva.
Tanti bambini e ragazzi sono andati via, ma ora stanno cominciando a tornare sui luoghi del terremoto. Ilaria Vellani, presidente diocesana dellAzione cattolica di Carpi, fa presente al Sir (clicca qui) la situazione dei più piccoli al tempo del sisma. Nella sua diocesi tutto il territorio è colpito e le parrocchie - in 25 delle quali è presente lassociazione - sono inagibili, con pochissime eccezioni. Per lestate - racconta - avevamo in programma, prima del sisma, alcuni campi-scuola diocesani per giovani, ma anche per adulti e ‘adultissimi (dai 55 anni in poi, ndr), oltre a diversi organizzati dalle parrocchie per i ragazzi dellAcr. Ora confermiamo quelli gestiti a livello diocesano, e ci piacerebbe che venissero mantenuti anche tutti quelli parrocchiali. La presidente diocesana non nasconde, però, come in questo frangente siano sorti problemi economici: con tante famiglie che hanno perso il lavoro o rischiano la cassa integrazione pure il costo di un campo può fare la differenza.
(Sir Europa - Bratislava) - Circa 50 sacerdoti, seminaristi e laici slovacchi parteciperanno al 50° Congresso eucaristico internazionale (Iec) che si aprirà domenica a Dublino. Il loro punto di riferimento sarà la chiesa locale di Santa Maria Stella del Mare, situata nel quartiere di Sandymount, dove tutti giorni si celebrerà la messa in lingua slovacca. I partecipanti saranno ospitati dai loro connazionali residenti in Irlanda; circa 16 famiglie hanno offerto le loro case e li ringraziamo per lospitalità, ha detto Katarina Giertlova, coordinatrice della Comunità cristiana slovacca a Dublino. Lo speciale programma nazionale culminerà con la celebrazione eucaristica del 16 giugno presieduta da mons. Tomas Galis, vescovo di Zilinae, e la consacrazione delle due statue dei santi Cirillo e Metodio: un regalo del villaggio slovacco di Mutne per ricordare agli slovacchi residenti in Irlanda il loro patrimonio nazionale ma anche il 1150° anniversario (nel 2013) dellarrivo dei due santi nella regione della Grande Moravia.
La vocazione delluomo è di essere il custode e non il predatore del creato. Oggi si deve essere consapevoli del debito che abbiamo verso le generazioni future alle quali non dobbiamo trasmettere un ambiente degradato e invivibile. Nel mondo globalizzato, la mano che regge la vita dei popoli deve essere quella di una politica di controllo e di trasparenza delle scelte degli attori sociali e degli Stati. I partecipanti al Forum hanno quindi rivolto una parola di incoraggiamento ai governi nazionali e ai responsabili delle istituzioni europee nei loro sforzi volti a concretizzare una via giusta ed equa per uscire dalla crisi economica e finanziaria, con unattenzione particolare ai Paesi che sono più in difficoltà. Un appello poi allunico agente del cambiamento in grado di far evolvere le nostre società verso un nuovo stile di vita: il cittadino dei nostri Paesi europei. Se tale cittadino capisce la necessità vitale di un cambiamento rispetto alle sue abitudini di consumo - si legge nel testo -, i suoi rappresentati presso le istanze parlamentari lo seguiranno, lindustria si adatterà alle sue nuove scelte, listruzione insegnerà un nuovo modello di cittadinanza più sobrio e più solidale con i poveri. Infine, luomo europeo avrà la gioia di ravvivare le radici cristiane e coltivare la dimensione spirituale del suo essere, lunica in grado di colmare la sua ricerca di felicità e di senso.
Se gli europei vogliono uscire dalla crisi, si legge nel messaggio finale, devono capire che è necessario cambiare stile di vita. La crisi può essere loccasione di una presa di coscienza salutare. Gli europei devono dare un senso allattività economica partendo da una visione integrale, non troncata, della persona umana e della sua dignità. Rimettendo la persona nella sua giusta collocazione, subordinando leconomia agli obiettivi di sviluppo integrale e solidale, aprendo la cultura alla ricerca del vero, facendo spazio alla società civile e allingegnosità dei cittadini che operano per il benessere dei loro contemporanei, creeranno le condizioni per far emergere un nuovo tipo di rapporto con il denaro, con la produzione e con il consumo. In questo mutamento, deve essere accordata una priorità al lavoro. È opportuno privilegiare le attività generatrici di posti di lavoro. Ognuno deve poter vivere dignitosamente, realizzarsi grazie al lavoro ed essere solidale con gli altri. Ogni forma di corruzione e di sfruttamento deve essere soppressa. Il mercato, perciò, non deve essere una forza anonima e cieca, ma chiede di essere regolato in funzione dello sviluppo integrale della persona. Inoltre, non è più possibile dilapidare le risorse del creato, inquinare lambiente in cui viviamo come stiamo facendo. (segue)
LEuropa di oggi sta attraversando una crisi gravissima e molti europei soffrono direttamente per le conseguenze di questa crisi, nutrendo preoccupazioni rispetto al loro futuro. Di fronte a questa situazione, le nostre Chiese accolgono e sono attente a queste sofferenze e preoccupazioni. Esse desiderano rivolgere ai loro fedeli e a tutti gli europei un messaggio di fiducia e di speranza. Dobbiamo continuare ad avere fiducia nella Provvidenza divina e nella nostra capacità di correggere gli errori del passato, e dobbiamo tracciare le linee di un futuro di giustizia e di pace. Lo si legge nel messaggio finale dei partecipanti al III Forum cattolico-ortodosso che si è tenuto a Lisbona, dal 5 giugno ad oggi, sul tema La crisi economica e la povertà. Sfide per lEuropa di oggi. Luomo - prosegue il messaggio - trova il proprio compimento in Dio, suo Creatore e Salvatore, ma sotto linflusso del processo di secolarizzazione, molti europei hanno preso le distanze da questo legame costitutivo con Dio, cercando il senso della vita nel solo orizzonte terrestre. Perciò, le Chiese osservano che la crisi che stiamo attraversando non è soltanto una crisi economica. Si tratta invece di una crisi non solo morale e culturale ma più profondamente antropologica e spirituale. La società deve essere organizzata in modo da essere sempre al servizio delluomo, e non il contrario. (segue)
Anche questanno sarà il Papa ad aprire il Convegno della diocesi di Roma, l11 giugno alle 19.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano. Il tema: Andate e fate discepoli, battezzando e insegnando (Mt 28, 19-20). Riscopriamo la bellezza del battesimo. La serata di lunedì - informa lUfficio comunicazioni sociali del Vicariato di Roma - aprirà una tre giorni di incontro, confronto e scambio, fino al 13 giugno, alla quale sono chiamati a partecipare sacerdoti, religiosi e fedeli laici di tutte le parrocchie. Dopo lEucaristia domenicale e la testimonianza della carità, lambito pastorale che impegna la comunità cristiana a generare la fede - si legge in una nota del cardinale vicario Agostino Vallini - prenderà in esame la prima tappa delliniziazione cristiana, quella battesimale. Nella prima serata, dopo il saluto del card. Vallini e il discorso di Benedetto XVI, interverrà mons. Cristpino Valenziano, del Pontificio Istituto Liturgico SantAnselmo, consultore della Pontificia commissione per i beni culturali, che parlerà della bellezza del battesimo partendo dalliconografia del Battistero e della basilica lateranense. Martedì 12, la relazione del card. Vallini. Chiuderà la serata mons. Andrea Lonardo, direttore dellUfficio catechistico diocesano, che presenterà il sussidio per la pastorale battesimale. Il 13 giugno i lavori si concluderanno nelle prefetture.
Mi rallegro di sapere che gli incontri sulla scia di San Martino continuano, anno dopo anno, con la preoccupazione oggi molto bella e opportuna di dare allEuropa una nuova coscienza della sua storia, del suo passato e così direi che questa memoria è speranza per il futuro. Così mons. Paul Poupard, presidente emerito del Pontificio consiglio della cultura, ha salutato la comunità di San Martino Siccomario in occasione del Crossroads of Europe. Cultural and religious routes, evento della Commissione Europea a Pavia, crocevia di cammini e vie di pellegrinaggio. Il porporato ha ricordato la vita di San Martino che, ha spiegato, è una sorta di ‘programma europeo: nato in Pannonnia, l‘odierna Ungheria, poi attraverso differenti paesi arriva a San Martino Siccomario e quindi giunge in Francia, a Tours. Ha poi auspicato che si possa ravvivare la memoria di San Martino perché ci riunisce. Noi - ha aggiunto - non siamo cresciuti dal nulla, siamo stati preceduti da altri Europei, riuniti da convinzioni comuni, e se Goethe ha detto che lEuropa si è fatta peregrinando e il cristianesimo era la sua lingua materna, oggi conosciamo una certa afasia in merito che si tramuta anche in amnesia.
Dare un segno di solidarietà e di condivisione con le comunità che stanno subendo con dignità e fierezza, ma tra grandi disagi e sofferenze, i colpi interminabili del flagello del terremoto. È quanto chiede mons. Mario Paciello, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, in un messaggio che verrà letto, durante le Messe e al termine delle processioni cittadine, domenica 10 giugno, solennità del Corpus Domini, giorno in cui si svolgerà la colletta nazionale per i terremotati promossa dalla Conferenza episcopale italiana. Pur attraversando un periodo non facile per le nostre economie - scrive il vescovo - diamo quel che possiamo; ma, come fratelli nella fede, non stanchiamoci di pregare, perché il Signore sostenga il coraggio e la volontà di ricostruire e di ricominciare che le famiglie vittime del terremoto hanno. Il frutto della nostra generosità sarà inviato, tramite la Curia, al più presto, a Caritas Italiana per gli interventi più urgenti. Nel messaggio il vescovo ricorda anche che la diocesi si sta preparando a vivere due grandi eventi: la Missione giovani (22-30 settembre 2012) e il Congresso eucaristico diocesano (30 settembre-6 ottobre 2012) invitando a viverli come due straordinari eventi di grazia, per il risveglio della nostra fede e per un annuncio forte e ricco di testimonianze ai giovani.
La situazione dei migranti in Messico è sempre più grave. Negli ultimi due mesi sono stato minacciato sei volte da alcuni politici coinvolti in azioni delittuose, che incaricano i sicari. Lo racconta in unintervista al Sir (clicca qui) padre Alejandro Solalinde, direttore del centro rifugiati Hermanos en el Camino di Ixtepec, nello Stato messicano di Oaxaca. È stato più volte minacciato di morte per aver difeso i diritti dei migranti che dal Centro America transitano in Messico su treni merci in condizioni disumane, per poi essere torturati a scopo di riscatto. Le donne vengono violentate e chi non paga viene ucciso. Il crimine organizzato gestisce il traffico in complicità con politici e poliziotti corrotti. Sono un prete e per portare a termine la mia missione non ho paura - dice padre Solalinde -. Continuerò a confrontarmi con chiunque. È stato dimostrato che i cartelli del narcotraffico tengono a libro paga dai funzionari di polizia municipale fino agli alti funzionari del governo - racconta il sacerdote -. Si dice che il 75% dellapparato sia corrotto, anche nella polizia. Ma se il 1° luglio, con le elezioni, cambierà qualcosa, è possibile che si faranno scoperte sorprendenti. Ci risulta che ci siano fosse comuni clandestine lungo la rotta migratoria della frontiera sud fino alla frontiera con gli Usa, attraverso Chiapas, Oaxaca, Vera Cruz....
(Sir Europa - Bratislava) - Un festival sulle opere creative degli emigrati intitolato Verso laltro si terrà a Leopoli, in Ucraina, il 10 giugno. Lo scopo principale dellevento è di riunire insieme gli ucraini che vivono entro i confini della propria patria o allestero per abbattere le frontiere reali e immaginarie tra le persone. Secondo Maksym Bondarenko, responsabile progetti e programmi della Chiesa greco-cattolica ucraina, per i migranti è spesso molto difficile trovare il modo di relazionarsi con gli altri perché la gente non è abituata a manifestare apertamente i propri sentimenti. Per questo, durante la celebrazione liturgica di domenica che precederà il festival, pregheremo per aprirci allaltro, unito a noi da legami di sangue, di patria, o di spiritualità comune, ha affermato Bondarenko, spiegando lo scopo dellevento. Il programma prevede lesibizione di vari gruppi musicali e corali, sketch umoristici, poesia e riproduzioni storiche dello stile di vita dei cosacchi nel XVII secolo.
Dopo aver richiamato il contributo che le Università cattoliche possono dare nello sviluppo del dialogo incessante tra le diverse discipline, a cominciare da quello tra fede e ragione, il cardinale ha sottolineato lesigenza di un dinamismo missionario che deve entrare in una nuova tappa storica dellazione evangelizzatrice della Chiesa. Circa i metodi della nuova evangelizzazione ha parlato dellesigenza che ogni università debba fornire - non solo proporre - a tutti gli studenti una informazione solida sullinsieme della fede cristiana (e non solo sulle religioni), ciò pur nel rispetto della diversità delle convinzioni degli studenti iscritti. In conclusione ha notato come un certo numero di insegnanti e di persone impegnate nelle Università cattoliche danno una testimonianza di vita edificante nel servizio agli studenti, nella trasmissione e nella ricerca del sapere. Il non-cristiano ha il diritto di aspettarsi una coerenza di vita da parte di colui che si dice cristiano, uno stile di vita conforme alle esigenze evangeliche. Colui che è la Verità e la Vita ha vissuto questa unità.
Le università cattoliche rivestono una particolare importanza nel quadro della nuova evangelizzazione, ha spiegato il card. Bertone, in quanto dopo il primo annuncio (kerygma) e la catechesi, la fede è chiamata progressivamente ad impregnare le culture, senza tuttavia mai identificarsi con esse. In questo impegno le Università cattoliche hanno per missione di fare da ponte tra la fede e la cultura, cooperando con lazione della Chiesa che consiste anche nel raggiungere e quasi sconvolgere mediante la forza del Vangelo i criteri di giudizio, i valori determinanti, i punti di interesse, le linee di pensiero, le fonti ispiratrici e i modelli di vita dellumanità. Un altro motivo rende oggi particolarmente urgente il coinvolgimento delle Università cattoliche nellopera della nuova evangelizzazione - ha quindi proseguito -: essa "deve, tra l‘altro, creare nei ricchi la coscienza che è venuto il momento di farsi realmente fratelli dei poveri nella comune conversione allo sviluppo integrale, aperto all‘Assoluto". Infatti, - ha spiegato - una delle finalità fondamentali delle istituzioni superiori di insegnamento cattolico è il servizio della società: "La missione fondamentale di una Università è la continua indagine della verità mediante la ricerca, la conservazione e la comunicazione del sapere per il bene della società". (segue)
Secondo la propria natura, ogni Università cattolica offre un importante contributo alla Chiesa nella sua opera di evangelizzazione. Si tratta di una vitale testimonianza di ordine istituzionale da rendere a Cristo e al suo messaggio, così necessario nelle culture contrassegnate dal secolarismo, o là dove Cristo e il suo messaggio di fatto non sono ancora conosciuti: lo ha detto questo pomeriggio a Cracovia il card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano, nella Lectio magistralis sul tema Il ruolo delle Università Cattoliche nellopera della Nuova Evangelizzazione, pronunciata al Collegium Maius in occasione del conferimento del dottorato Honoris causa da parte della Pontificia Università Giovanni Paolo II. Il cardinale ha sottolineato che tutte le attività fondamentali di una Università cattolica sono collegate e armonizzate con la missione evangelizzatrice della Chiesa: la ricerca condotta alla luce del messaggio cristiano, la formazione attuata in un contesto di fede, la formazione professionale che comprende i valori etici e il senso di servizio alle persone e alla società. Ha anche parlato di tentazione della secolarizzazione per le università cattoliche che può portarle a cancellare laspetto confessionale a minimizzare i segni della loro identità cattolica, riducendola ad un umanesimo consensuale e il Cristianesimo a un insieme di valori. (segue)
Un fatto politicamente importante, per certi versi una rivoluzione culturale. È il commento del presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, al Piano nazionale per la famiglia varato ieri dal Consiglio dei ministri e presentato dal ministro per la Cooperazione con delega alla Famiglia Andrea Riccardi. È la prima volta - segnala Olivero - che il nostro Paese si dota ufficialmente di un piano organico che punta specificatamente sulla famiglia come soggetto di investimenti, che le riconosce centralità e cittadinanza sociale, superando la logica degli interventi frammentari e una tantum. Il nodo problematico resta purtroppo sempre quello delle risorse, aggiunge però Olivero: È vero che vanno considerati parte integrante di questo Piano i fondi per gli asili nido e lassistenza degli anziani, circa 800 milioni di euro. Ma se si vuole sostenere la formazione di nuove famiglie, servono altre risorse per le politiche abitative e fiscali. Il presidente delle Acli è perplesso rispetto alla scomparsa di qualsiasi riferimento allo strumento del Fattore Famiglia: Non è sufficiente la riforma dellIsee. Occorre un progetto complessivo di riforma fiscale che riconosca la famiglia come soggetto sociale. Non è solo un problema di risorse da trovare ma di volontà politica, di scelte da compiere. Al presidente del consiglio Mario Monti le Acli chiedono più coraggio, lo stesso che serve alle famiglie per andare avanti.
Lindifferenza e lateismo nella Sicilia centrale è il tema di Gentili senza cortile, lindagine che verrà presentata sabato 16 giugno alle ore 15.30 allIstituto salesiano di Gela. Vogliamo tenere desta la ricerca attorno alla questione di Dio - spiega mons. Michele Pennisi, vescovo di Piazza Armerina -. Soprattutto si tratta di rispondere alla sfida dellateismo contemporaneo impegnandosi nellavventura di una nuova evangelizzazione. Massimo Introvigne, direttore del Cesnur (Centro studi sulle nuove religioni), e autore, con Pierluigi Zoccatelli, del volume che racchiude lindagine e che sarà presentato nel corso dellincontro, sottolinea come rispetto ad altri Paesi europei, il numero complessivo di atei, distinti in forti e deboli sia relativamente contenuto: 7,4%. La maggioranza della popolazione, aggiunge, circa il 70%, si dichiara lontano dalla Chiesa: da qui deve ripartire levangelizzazione. La nostra ricerca sinserisce nel solco di cinque anni dindagini condotte sui diversi aspetti della religione nella Sicilia centrale - spiega Pierluigi Zoccatelli, vicedirettore del Cesnur - e il riferimento al Cortile dei Gentili indica la ricerca dinterlocutori non credenti disposti a porsi come quei gentili, i non ebrei che rimanevano allesterno del Tempio di Gerusalemme ma ne seguivano i riti con interesse e simpatia. Info: www.cesnur.org.
È ovvio che non si può non essere daccordo sulle motivazioni che accompagnano la legge, dal momento che mira a promuovere la realizzazione di progetti positivi di sostegno al cittadino contro ogni forma di manipolazione e controllo nella vita di relazione, prevenendo e contrastando linduzione alla dipendenza tramite comportamenti e tecniche tali da alterare lautodeterminazione dellindividuo. È il parere espresso a Sir Regione (clicca qui) dalla sociologa Gabriella Burba, in merito alla legge approvata dalla regione Friuli Venezia Giulia intitolata Norme a sostegno dei diritti della persona e della libertà intellettuale, psicologica e morale dellindividuo, al fine di tutelare le fasce più deboli della popolazione che potrebbero cadere nelle reti delle sette e organizzazioni pseudo-religiose e migliorare il supporto a coloro che già sono vittime di tali raggiri. Esprime parere positivo sulla legge anche don Nicola Ban, responsabile della pastorale giovanile dellarcidiocesi di Gorizia, il quale quotidianamente si trova a contatto con una tra le categorie più a rischio di manipolazione, appunto quella dei giovani. Sia nellambito delle proposte pseudo-religiose, sia nellambito del mercato - afferma don Ban - è forte la tentazione di ricorrere a strumenti che riducono la libertà di scelta e davanti ai quali ci si trova spesso sprovveduti.
Il tempo libero può diventare benedetto se sarà occasione per riallacciare rapporti un po abbandonati e soprattutto per stare più vicini a persone sofferenti o comunque sole e bisognose di qualcuno che dedichi loro attenzioni. Così mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, nel suo messaggio alle famiglie e agli studenti in occasione della fine della scuola e dellinizio delle vacanze. In questi giorni di fine scuola e di inizio estate - scrive larcivescovo - desidero augurare buone vacanze a tutti voi. Forse questanno molti di noi dovranno limitare notevolmente le proprie ferie fuori casa o addirittura rinunciare a farle, vista la crisi economica che colpisce tutte le famiglie. Per non parlare di coloro che sono già a casa forzatamente perché in cassa integrazione o in mobilità o comunque senza lavoro. Tuttavia, Gesù ci garantisce anche nei momenti più bui un risvolto di serenità e speranza, nella riscoperta continua del suo Amore. Mons. Nosiglia sottolinea come il tempo in cui si resta a casa può diventare prezioso per ritrovare una dimensione profonda dellanima, attraverso la riflessione e la preghiera. E anche un tempo qualificato per riposare realmente nel corpo e nella mente, a differenza di quanto accade invece adottando formule vacanziere frenetiche che lasciano al ritorno più stanchi e distrutti di prima.
Il momento è propizio per indicare altre forme di edilizia sociale come lautocostruzione e lautorecupero, già regolate dalla legge regionale n. 55/98, attualmente priva di finanziamenti, che consente la realizzazione di alloggi con un abbattimento fino al 60% dei costi rispetto a quelli tradizionali di edilizia economica e popolare. Lo afferma a Sir Regione (clicca qui) Fulvio Ferrari, ingegnere che collabora con la Caritas di Roma sul tema delle politiche abitative, a proposito del Piano casa della Regione Lazio, analizzando la circolare n. 184 dell8 maggio scorso, che fornisce spiegazioni per la corretta applicazione del Piano stesso. Secondo Luigi Di Fazio, presidente di Federabitazione Lazio di Confcooperative, i punti di forza del Piano sono quelli di aver affrontato il tema con ampiezza dinterventi, dallurbanistica alledilizia, dalle procedure allemergenza casa, dalla riqualificazione al recupero del patrimonio edilizio esistente; di essere intervenuto al centro di una grave crisi con sufficiente tempismo e di aver liberato nuove possibilità dinvestimenti.
Lorganizzazione per i diritti umani Iran Human Rights(www.iranhr.it) ha denunciato ieri le cattive condizioni dei prigionieri politici in Iran. Ronaghi Hossein Maleki, studente blogger, esperto di sicurezza Internet e attivista per i diritti umani e Mohammad Sedigh Kaboudvand, fondatore della prima organizzazione per i diritti umani nella provincia del Kurdistan in Iran sono gravemente malati e richiedono limmediato congedo per malattia dal carcere. Nonostante le loro condizioni di salute, sono in sciopero della fame da due settimane e vengono tenuti in prigione dalle autorità iraniane, senza adeguata assistenza sanitaria. Kaboudand, Maleki e altri prigionieri di coscienza in Iran - ha dichiarato Mahmood Amiry-Mghaddam, portavoce internazionale di Iran Human Rights - sono dietro le sbarre solo per aver praticato i loro diritti civili. Questa - prosegue - è una chiara violazione del patto sui diritti civili e politici delle Nazioni Unite, di cui lIran è parte. Conclude il portavoce: I due prigionieri politici dovrebbero essere rilasciati immediatamente. Le autorità iraniane non danno una risposta positiva a questa richiesta.
(Sir Europa - Bruxelles) - I cittadini dellUnione europea temono possibili catastrofi naturali oppure causate dallattività umana. Lo rivela un sondaggio di Eurobarometro, diffuso oggi, in cui si legge: A suscitare principale preoccupazione (75%) sono le catastrofi causate dalluomo, come le maree nere e gli incidenti nucleari, seguite da inondazioni e terremoti (67%). Il 64% degli interpellati ha dichiarato invece di essere principalmente preoccupato per gli attentati terroristici e il 59% per i conflitti armati. Il sondaggio, realizzato in parallelo a quello sugli aiuti umanitari, rientra nel quadro delle attività predisposte per il ventesimo anniversario di Echo, la direzione generale della Commissione Ue responsabile per gli aiuti umanitari e la protezione civile. Eurobarometro indica però che solo il 38% dei cittadini intervistati sa che lUe coordina su scala europea gli interventi della protezione civile. Allo stesso tempo l82% degli interpellati ritiene più efficace, in caso di catastrofi, un intervento coordinato dellUnione piuttosto che azioni dei singoli Paesi.
I Campionati europei di calcio sono un evento sportivo che coinvolge non solo gli organizzatori, gli atleti e i tifosi, ma - in diversi modi e nei diversi campi della vita - tutta la società. Anche la Chiesa non rimane indifferente a tale evento, in particolare alle necessità spirituali di coloro che ne prendono parte. Lo dice oggi il Papa nel messaggio inviato al presidente della Conferenza episcopale polacca mons. Józef Michalik, in occasione dellapertura dei Campionati europei di calcio 2012 che iniziano oggi in Polonia e Ucraina. Con riconoscenza - osserva Benedetto XVI - accolgo le informazioni che giungono di programmati incontri catechetici, liturgici e di preghiera. Lo sport di squadra, poi, qual è il calcio - afferma il Papa -, è una scuola importante per educare al senso del rispetto dellaltro, anche dellavversario sportivo, allo spirito di sacrificio personale in vista del bene dellintero gruppo, alla valorizzazione delle doti di ogni elemento che forma la squadra; in una parola, a superare la logica dellindividualismo e dellegoismo, che spesso caratterizza i rapporti umani, per lasciare spazio alla logica della fraternità e dellamore, la sola che può permettere - a tutti i livelli - di promuovere lautentico bene comune. Benedetto XVI conclude incoraggiando a vivere levento come lespressione delle più nobili virtù e azioni umane, nello spirito di pace e di sincera gioia.
(Sir Europa - Bruxelles) - L88% dei cittadini Ue, cioè 9 punti in più rispetto allultimo sondaggio del 2010, trovano importante che lUnione continui a dispensare aiuti umanitari e una percentuale simile (84%) ritiene che lUe debba continuare a finanziare gli aiuti a prescindere dalla crisi economica e dalle pressioni sulle finanze pubbliche. Eurobarometro rende noto un sondaggio sugli aiuti umanitari e la vera sorpresa, secondo gli esperti dellistituto demoscopi, risiede proprio nel fatto che la politica di aiuti umanitari attuata dai 27 guadagna sostegno nellopinione pubblica nonostante la crisi economica. Kristalina Georgieva, commissaria per la cooperazione internazionale e gli aiuti umanitari, osserva: Anche in tempi di crisi lopinione pubblica europea continua ad appoggiare il nostro impegno in soccorso delle popolazioni che ovunque nel mondo si ritrovano in gravi difficoltà. E questo appoggio è cresciuto negli ultimi due anni. Il sondaggio rivela inoltre un deciso appoggio per il ruolo della Commissione come coordinatrice degli aiuti umanitari attuati dallUe27 (il maggior donatore a livello mondiale sul versante aiuti umanitari e cooperazione allo sviluppo), sostenuto dal 71% degli interpellati. Una forte maggioranza (88%) si dichiara a favore di eventuali operazioni umanitarie coordinate da un corpo volontario dellUe con il coinvolgimento dei giovani.
Tra le testimonianze che arricchiranno il pellegrinaggio - preannunciano gli organizzatori - ci sarà quella di Lorenzo Minotti, ex nazionale azzurro di calcio e ora dirigente cesenate, lex tennista Mara Santangelo, e lo scrittore Fabio Salvatore, malato da dieci anni, che farà il cammino per chiedere alla Madonna la grazia della guarigione. Il pellegrinaggio Macerata-Loretosarò seguito anche questanno dai media con varie dirette. A cominciare da èTv che trasmetterà lintera cerimonia di apertura allo stadio di Macerata in diretta, a partire dalle ore 20.30, sui canali 12 e 605 del digitale terrestre. Sul sito www.pellegrinaggio.org sarà invece possibile seguire levento in streaming, direttamente dal proprio computer. Infine, anche Radio Nuova inBlu seguirà in diretta il Pellegrinaggio a partire dalle ore 18 con interviste agli ospiti ed ai pellegrini e successiva messa: frequenze 96.90 e 90.00 in Fm, e sul canale 888 del digitale terrestre.
Solo chi rimane chiuso nei propri palazzi, o nello stretto ambito delle proprie idee astratte, può evitare di commuoversi contemplando un popolo, e soprattutto un popolo che ‘si muove verso una meta. Così il card. Mauro Piacenza, prefetto della Congregazione per il Clero, parla del 34° pellegrinaggio Macerata-Loreto nellultimo numero del Bollettino Amici del pellegrinaggio (www.pellegrinaggio.org). Oltre 150 i pullman provenienti da tutta Italia per partecipare al pellegrinaggio che partirà sabato 9 giugno dallo stadio Helvia Recina di Macerata. A dare il via ufficiale al pellegrinaggio sarà larrivo della fiaccola della pace da Roma. Benedetta dal Papa mercoledì 6 giugno dopo ludienza in piazza San Pietro, la fiaccola giungerà dopo 311 chilometri di staffetta a opera di venticinque atleti appartenenti a gruppi sportivi marchigiani e pugliesi che si alterneranno nel cammino. Tappe intermedie per i tedofori, da Roma a Macerata, sono state Terni nella serata del 6 giugno, la Cattedrale di San Lorenzo a Perugia lindomani, la tomba di San Francesco ad Assisi e San Severino oggi. La messa che sarà celebrata sabato, alle ore 20.30, dal card. Piacenza allHelvia Recina di Macerata darà ufficialmente il via al cammino verso Loreto. (segue)
(Sir Europa - Bratislava) - Hai avuto la possibilità di nascere, aiuta gli altri!: è questo il motto delle diverse attività pro-vita organizzate in diverse città della Bielorussia nei primi giorni di giugno per sensibilizzare lopinione pubblica e i media sul problema della crisi familiare e lo sviluppo demografico del Paese, in relazione alla difesa della vita. Secondo il Ministero della salute, nel 2011 sono stati 30.000 gli aborti in Bielorussia. A Vitebsk, levento è stato organizzato dallUfficio diocesano per la pastorale familiare in collaborazione con la Fondazione per la protezione dei valori della vita e della famiglia Aprite i vostri cuori. 14 automobili con le scritte Bielorussia senza aborti e Per la vita hanno attraversato le strade principali della città per sottolineare la necessità di proteggere la vita dal concepimento fino alla morte naturale. Con questa iniziativa abbiamo voluto sensibilizzare la società sul problema dellaborto, sul bisogno dei bambini nel ventre materno di essere protetti, ha spiegato uno degli organizzatori, Aleksiej Waranko, affermando che il problema degli aborti in Bielorussia è molto grave e in un certo senso tocca quasi ogni famiglia. La manifestazione pro-vita di Vitebsk si è conclusa con unadorazione eucaristica e la preghiera comune dei partecipanti nella cattedrale locale.
Ci sarà anche una delegazione della Terra Santa alla 50ª edizione del Congresso eucaristico internazionale (Iec 2012) che si aprirà il 10 giugno (fino al 17) a Dublino. Partecipazione che fa il paio con quella di Milano al VII Incontro mondiale delle famiglie. La delegazione - dichiara in unintervista al Sir Europa (clicca qui) mons. William Shomali, ausiliare del patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal - è composta da 34 persone e sarà guidata dal patriarca. Con lui anche quattro sacerdoti e alcune famiglie provenienti da Palestina, Israele e Giordania. Siamo una piccola delegazione ma molto grande se consideriamo lesiguità dei fedeli della nostra Chiesa di Gerusalemme. Una partecipazione fortemente voluta dallAssemblea degli Ordinari cattolici di Terra Santa e che, per questo, ha permesso di superare tante difficoltà, in primis quelle legate al viaggio. Ottenere visti, come si sa, qui non è facile ma nonostante tutto siamo riusciti ad organizzarci e a prepararci bene. Quattro i riti rappresentati nella delegazione, latino, greco-cattolico, maronita e siro-cattolico. Andremo a Dublino - conclude mons. Shomali - per onorare lEucarestia, essere a nostra volta pellegrini per condividere i doni che si hanno e sostenere la Chiesa locale segnata dallo scandalo degli abusi.
In questi giorni è in corso a Lione una mostra sulla figura del missionario nei fumetti, organizzata dalle Pontificie Opere Missionarie. "Il fumetto belga è nato in ambito cattolico", dice Philippe Delisle, storico presso l‘Università di Lyon 3. Secondo Delisle il missionario non è un personaggio ricorrente, come può essere il giornalista - dice al quotidiano cattolico La Croix - ma una figura di spicco, soprattutto nelle avventure verso destinazioni esotiche. E aggiunge: "Ci sono pochissimi preti nei fumetti. L‘immagine del missionario corrisponde quindi alla figura romantica a volte trasmessa dalle Pontificie Opere Missionarie. Philippe Delisle sottolinea che "per incoraggiare le donazioni, i giornali religiosi non disdegnavano di presentare il missionario come un uomo d‘azione. Tuttavia, apparsa nel 1930, la figura del missionario nei fumetti è poi impallidita nel 1950 e scomparsa nel 1951, sostituita da una figura contemporanea dellavventuriero in missione in terre lontane. E poi cambiata con la fine della colonizzazione nel 1960, per diventare quella del sacerdote locale.
Tra gli interventi della rete Caritas, la cura e presa in carico di anziani, ammalati, disabili e minori, attività di animazione con i volontari e aiuto nel disbrigo delle pratiche amministrative. Dopo la prima fase Caritas Italiana assicurerà un affiancamento duraturo, nel medio e lungo termine, nel periodo più difficile della ricostruzione materiale e del tessuto sociale, con attenzione alla ricostruzione socio-economica, allanimazione e ai luoghi di aggregazione delle comunità. La Cei ha messo a disposizione tre milioni di euro ed ha indetto per domenica 10 giugno una colletta in tutte le comunità ecclesiali a sostegno dellimpegno di Caritas italiana. Per offerte e informazioni: www.caritasitaliana.it
Continua limpegno della rete Caritas nelle zone colpite dal terremoto, attraverso le Caritas diocesane coinvolte, supportate dal delegato regionale delle Caritas dellEmilia Romagna e la pronta mobilitazione di quelle delle altre regioni toccate dal sisma (Lombardia e Triveneto). Il direttore di Caritas italiana, don Francesco Soddu, è oggi nelle zone colpite, dove si è recato più volte. Anche il presidente di Caritas italiana, il vescovo di Lodi mons. Giuseppe Merisi ha voluto portare personalmente nei giorni scorsi un messaggio di concreta vicinanza, visitando Gonzaga e Moglia nella provincia di Mantova, e Carpi, Fossoli e Mirandola in Emilia Romagna. A Finale Emilia è stato allestito a un Centro di coordinamento Caritas per facilitare l‘incontro tra bisogni rilevati e disponibilità di risorse materiali e di volontari. In questa fase di emergenza gli interventi riguardano: monitoraggio della situazione e dei bisogni delle parrocchie coinvolte (vittime, sfollati, danni alle strutture pastorali); sostegno al lavoro dei parroci coinvolti; sostegno alle operatività della Chiesa locale tramite le Caritas diocesane (Caritas parrocchiali, centri di ascolto...); aiuto nei Centri di accoglienza (tendopoli, scuole, palestre) con lattivazione di azioni di incontro, relazione e ascolto, risposte ai bisogni primari (generi alimentari, vestiario, letti, coperte, igienico-sanitari). (segue)
La delegazione delle Missioni cattoliche italiane (Mci) in Germania e Scandinavia aderisce alla proposta della Conferenza episcopale italiana di promuovere, domenica 10 giugno, in tutte le chiese, una colletta a favore delle popolazioni dellEmilia Romagna duramente colpite dal terremoto. Con unapposita circolare la delegazione delle Mci - spiega il delegato, padre Tobia Bassanelli - ha informato delliniziativa tutte le proprie comunità, invitandole a destinare le collette di domenica per i terremotati dellEmilia Romagna e proponendo dinviarle sul conto di solidarietà della delegazione. Liniziativa non si limiterà a domenica 10 giugno. Si concluderà il 30 giugno, per permettere una maggior informazione tra i connazionali e la diffusione della proposta anche tra le parrocchie e le istituzioni tedesche, in modo da ampliare il raggio della possibile partecipazione e della solidarietà. La delegazione, conclude padre Bassanelli, ringrazia in anticipo tutti coloro che parteciperanno e sosterranno questa azione di solidarietà non solo con il proprio contributo economico, ma anche facendo conoscere liniziativa nel rispettivo ambiente operativo.
L‘Europa è realtà complessa dove ci sono cristiani, ebrei, musulmani, credo che il dialogo interreligioso sia uno strumento utile per diffondere le nostre idee di rispetto e di dignità della persona. Da noi certamente nessuno viene perseguitato per motivi religiosi. Lo ha dichiarato al Sir Antonio Tajani, vice presidente della Commissione europea, a margine del convegno Crossroads of Europe. Cultural and religious routes, organizzato dal 6 al 10 giugno dalla Commissione europea, a Pavia. Quanto accade in certi Paesi - ha proseguito - rappresenta per noi una vergogna. Il massacro dei cristiani non deve più accadere. Una delle nostre missioni è diffondere nel mondo i valori fondanti della nostra cultura, della nostra Europa. Tajani non ha mancato un riferimento alla situazione della Grecia: Per lo stesso motivo noi non possiamo non ricordare, quando parliamo della situazione attuale in Grecia, che le nostre radici affondano anche in Grecia. L‘Europa è nata alle Termopili, a Platea,a Salamina; se non ci fossero stati Platone e Socrate la nostra cultura sarebbe differente. Ecco perché io credo che dobbiamo fare di tutto perché la Grecia rimanga nell‘Europa e sia protagonista della storia europea.
Si terrà domani, a Brescia, presso lIstituto dei Padri Saveriani, il convegno organizzato in occasione del quarantesimo anniversario della Federazione dai 13 soci Focsiv in Lombardia dal titolo Cooperazione internazionale e immigrazione: un impegno coerente. Obiettivo del convegno, spiegano i promotori, è ragionare a più voci sulle due tematiche della cooperazione internazionale e dellimmigrazione, per meglio comprenderne problemi e prospettive, per raccogliere elementi utili a orientare le attività delle ong sia in Italia sia nel sud del mondo. Ma quale contributo e quale riflessione può dare la cooperazione internazionale alla progressiva integrazione degli immigrati nella società italiana? Quale apporto e quali stimoli possono venire dalle comunità immigrate presenti nei nostri territori alla cooperazione internazionale? Come precisa il presidente Focsiv, Gianfranco Cattai, queste sono alcune delle domande a cui il convegno si propone di dare risposte. Interrogativi importanti che sottolineano come cooperazione e immigrazione siano un binomio inscindibile in un mondo in cui labbattimento delle frontiere e i nuovi processi di globalizzazione rendono sempre più vicine le persone e i popoli.
(Lisbona, dalla nostra inviata) - Non abbiamo centrato lincontro sulla ricerca di soluzioni tecniche ma di risposte alla luce della nostra fede comune perché è diventato chiaro che anche sul tema della crisi economica e della povertà le fedi cattolica e ortodossa hanno la stessa base per affrontare queste difficoltà. Riassume così il card. Péter Erdő, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee, il Forum europeo cattolico-ortodosso che si conclude oggi a Lisbona. In unintervista a Sir Europa (clicca qui), il card. Erdő afferma: Abbiamo visto che leconomia deve funzionare non soltanto in base a una tecnica matematica o astratta della finanza ma deve avere forti rapporti prima di tutto con leconomia reale. Ed aggiunge: Siamo di fronte a una molteplicità di alienazioni: le finanze alienate dalleconomia reale; leconomia reale alienata dallo Stato e dalla società; lo Stato e le società tante volte alienati dalla vita delle persone. Per vincere queste alienazioni, il cardinale ritiene necessario cominciare a rafforzare la famiglia, come luogo di socializzazione dove la persona impara la responsabilità e il rispetto verso laltro, lamore. Inoltre occorre valorizzazione il lavoro umano come valore e come fonte di benessere e approfondire la nostra responsabilità nei confronti della comunità.
(Lisbona, dalla nostra inviata) - Una parola sana, che abbia il dinamismo della speranza, altrimenti le persone cadrebbero nella disperazione. È questo il ruolo che le Chiese cristiane in Europa possono svolgere in questo momento di crisi economica e di ricerca di soluzioni per vincere recessione e disoccupazione. A indicarlo a conclusione del Terzo Forum europeo cattolico-ortodosso è il metropolita del patriarcato di Costantinopoli Gennadios di Sassima. Il Forum si conclude oggi dopo una tre giorni di lavoro e confronto su crisi economica e povertà cui hanno partecipato rappresentanti delle Conferenze episcopali europee e delegati di Patriarcati e Chiese ortodosse in Europa. In Grecia - aggiunge il metropolita Gennadios che insieme al card. Péter Erdő, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) ha presieduto le sessioni di lavoro -, i politici hanno perso credibilità. Molte persone sono in sciopero, molte altre hanno perso il lavoro, molte ancora hanno perso ogni speranza e in tante sono arrivate addirittura al suicidio. La Chiesa condivide questa sofferenza del suo popolo. Usa tutti gli strumenti materiali a sua disposizione per rispondere alla richiesta di aiuto ai poveri e a quelli che sono divenuti poveri ma ci sono anche altri strumenti a cui la Chiesa fa riferimento: la fede, la speranza e il ritorno alle radici della vita spirituale.
Dovè la stanza per celebrare la Pasqua del Signore?. Linterrogativo se lo è posto mons. Antonio Lanfranchi, arcivescovo di Modena-Nonantola, ieri sera nellomelia per la celebrazione cittadina del Corpus Domini. Dove sono - si è chiesto - le nostre Chiese nelle terre colpite dal terremoto? Scomparsi molti campanili, molte chiese implose altre mortalmente ferite e irrecuperabili; la stragrande maggioranza profondamente segnate. I secolari campanili che richiamavano a tutti, credenti e no, praticanti o meno, che lì cera una Presenza, la presenza di Gesù Eucaristico, che dava valore alla vita quotidiana. Eppure, è la risposta del vescovo, se è stata sfregiata limmagine della Chiesa come casa di Dio in mezzo e a protezione delle case degli uomini, il Signore non ci lascia mancare una stanza, come quella di questa sera, che ha per tetto la volta del cielo, costruita in un certo senso da Lui stesso. Noi siamo qui, ha aggiunto, per trasformare, con laiuto dellEucarestia, la nostra esistenza in dono; quel dono che diventerà la forza e il segreto della ricostruzione. Infine, la presenza di Cristo nellEucaristia si compie in un pezzo di pane che è frutto della terra e del lavoro delluomo, ha ricordato mons. Lanfranchi portando davanti al Signore il problema drammatico del lavoro, ancora più drammatico nelle zone terremotate.
La scuola cattolica è un insieme di famiglie che condividono un progetto familiare e sociale non in opposizione alla scuola pubblica ma per arricchire il contesto educativo nel territorio. Lo ha detto ieri sera don Filippo Morlacchi, direttore dell‘Ufficio Scuola del Vicariato di Roma, intervenendo alla tavola rotonda sul tema La scuola cattolica: una risorsa per il territorio svoltosi presso lIstituto San Giovanni Evangelista di Roma. Don Morlacchi ha sottolineato la necessità di una stretta collaborazione tra scuola, parrocchia e famiglia: Non si costruisce un progetto educativo adeguato nel territorio se si lavora separatamente e da soli. Serve un progetto educativo condiviso. Per il direttore dell‘Istituto, p. Agostino Piovesan, è necessario conoscere il territorio per poi calarsi nella realtà: questo lo scopo della scuola cattolica che deve costruire sentimenti di comunità per una autentica cittadinanza. Questa scuola è la scuola dei cristiani ha affermato Mario Bergamo, responsabile dell‘Ufficio Scuola cattolica del Vicariato: i cristiani oggi hanno un ruolo decisivo nel progetto educativo e padagogico. Durante l‘incontro è stata ribadita la difficoltà dei genitori degli alunni delle scuole cattoliche che si sentono discriminati anche dal punto di vista fiscale, considerato che le spese sostenute non usufruiscono di nessuna detrazione fiscale mentre pagano regolarmente le tasse per sostenere la scuola.
La Fondazione Don Gnocchi inaugura domani, al Centro Ronzoni Villa-Don Gnocchi di Seregno (Mb), un nuovo reparto per bambini disabili in età evolutiva. Si tratta della nuova unità di degenza di mantenimento per soggetti in età evolutiva avviata nel 2012 dalla Fondazione Don Gnocchi allinterno della struttura di Seregno, dove sono stati trasferiti i 36 piccoli ospiti fino allo scorso anno accolti nella storica struttura del Centro S. Maria alla Rotonda di Inverigo (Como). Il trasferimento del reparto si è reso necessario per poter far fronte ai criteri per laccreditamento, che richiedono specifici requisiti sia strutturali sia organizzativi. I bambini ospiti del Centro Ronzoni Villa - Fondazione Don Gnocchi di Seregno sono in parte affetti da patologie neurologiche complesse, come esiti di paralisi cerebrali infantili, spesso associate a forme di epilessia farmaco resistenti, problemi respiratori oltre a deficit cognitivi, mentre una parte di loro manifesta problemi relazionali e comportamentali che si inscrivono nei disturbi dello spettro autistico. In occasione dellinaugurazione è prevista anche una tavola rotonda sul tema Accanto ai bambini con disabilità. Limpegno della Fondazione Don Gnocchi, che sarà conclusa da mons. Angelo Bazzari, presidente della Fondazione.