Dobbiamo forse aspettare lurto della tragedia, della sofferenza e forse della morte - si è chiesto il card. Bagnasco -, perché la società sia richiamata crudamente a questa elementare verità che una certa cultura tende a far dimenticare o a tacere?. Un pensiero poi alla famiglia: non custodirla significa promuovere una cultura individualistica, rendere le persone insicure e la società fragile. Daltra parte, ha avvertito il cardinale, anche dimenticare Dio, volerlo escludere dallorizzonte pubblico, significa non solo impedire un diritto inviolabile, ma anche inaridire la fonte di quella rete di relazioni virtuose che fanno del vivere insieme un tessuto vivo e resistente. Nella vita tutto si rivela debole e insufficiente di fronte allo scorrere inesorabile del tempo e delle cose. Esiste dunque un futuro che non tradisce, una speranza affidabile che non verrà meno?. per il porporato, questo futuro è Dio! Le prove, di qualunque natura siano, ci fanno toccare la nostra piccolezza, il nostro essere pellegrini verso leternità abitata da Dio. Uneternità che in Gesù è entrata nel tempo, che così è diventato anche il tempo di Dio. Egli ci precede nelle vicende liete e tristi dei nostri giorni. Il Signore - ha concluso - non è lontano da noi, non è assente: si fa trovare nelle croci perché le vuole portare con noi; perché nessuno si senta abbandonato.
La giornata di lutto nazionale, a causa del grave terremoto che ha colpito lEmilia Romagna, ci rende più pensosi, oranti e solidali con le vittime e i loro familiari, con quanti sono stati colpiti negli affetti, nelle cose e nel lavoro. Lo ha detto oggi, a Genova, il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nella messa per i terremotati dellEmilia Romagna. Vogliamo stringerci a tutti - ha aggiunto - con la nostra preghiera, con amicizia e generosità, tanto più necessarie e doverose in queste dolorose circostanze. Il porporato ha invitato a meditare sulla universale fragilità, nonostante che a volte luomo si senta quasi onnipotente, lassoluto padrone della propria esistenza. In realtà siamo sì artefici della nostra vita e di quella della comunità, ma non in modo assoluto. Per questo dobbiamo guardarci dalla presunzione e diventare tutti più umili, cioè più veri e saggi di fronte allumana esistenza, che riserva a ciascuno quel misto di luci e ombre che ci chiedono di non vivere soli ma insieme, accanto gli uni agli altri nella famiglia, nella comunità cristiana, nella società civile. Insomma, tutti abbiamo bisogno di tutti: nessuno, in nessun momento, basta a se stesso. (segue)
Però, ha aggiunto il card. Caffarra, voi avete forse percepito più profondamente che ci sono valori grandi che il terremoto non solo non ha distrutto, ma ha reso più forti. Sono laiuto reciproco, lattenzione luno allaltro. Questi, ha precisato, non si capovolgono, restano e nessun terremoto riuscirà a distruggerli. E sono le cose che alla fine contano di più, perché su queste siete chiamati a ricostruire la vostra comunità. Cuore e orgoglio recita uno striscione che ha accolto larcivescovo a Crevalcore. Lo so - ha replicato lui - che voi siete così. Ora vivete questa profonda esperienza di grandi beni umani, è su questa base e su questa radice che noi possiamo costruire e radicarci. Infine, un pensiero al Papa, che ci è vicino - ha ricordato il cardinale - con laffetto e con la preghiera continua. Questa, in questo momento - ha concluso - è la nostra forza: la fede e la preghiera.
(Crevalcore, dal nostro inviato) - La fede e la misericordia del Signore non sono distrutti da nessun terremoto. È il cuore del messaggio che larcivescovo di Bologna, card. Carlo Caffarra, ha offerto questa sera a Crevalcore alle popolazioni terremotate, celebrando leucaristia nel salone della scuola materna. So che vivete questa esperienza come un capovolgimento totale, ha riconosciuto larcivescovo parlando della casa, della chiesa, del municipio. La casa - ha detto nellomelia tenuta a braccio - era il rifugio, il luogo dove le vostre persone si trovavano al sicuro ogni sera, specialmente dopo il rientro dal lavoro, dove si poteva vivere una profonda esperienza dintimità familiare; ora, invece, sono diventate il luogo del pericolo, si è capovolto tutto, da luogo della sicurezza a luogo di pericolo. Così pure la vostra chiesa, quella chiesa nella quale avete fatto battezzare i vostri bambini, nella quale molti di voi si sono uniti nel sacramento del matrimonio, nella quale avete portato i vostri morti per lultimo saluto. E anche il municipio, altro grande luogo della vostra comunità, nel quale condividete una passione vera per il bene comune. (segue)
Sono oltre 150 i pullman provenienti da tutta Italia in occasione del 34° Pellegrinaggio Macerata-Loreto che partirà sabato 9 giugno dallo stadio Helvia Recina di Macerata. A dare il via ufficiale al pellegrinaggio sarà larrivo della fiaccola della pace da Roma. Benedetta dal Papa mercoledì dopo ludienza in piazza San Pietro, la fiaccola giungerà dopo 311 chilometri di staffetta a opera di venti atleti appartenenti a gruppi sportivi marchigiani e pugliesi che si alterneranno nella corsa verso Macerata. Tappe intermedie per i tedofori, da Roma a Macerata, saranno Terni nella serata di giorno 6, la Cattedrale di San Lorenzo a Perugia lindomani, la tomba di San Francesco ad Assisi e San Severino giorno 8. La messa che sarà celebrata sabato alle 20.30 dal prefetto della Congregazione per il Clero mons. Mauro Piacenza allHelvia Recina di Macerata darà ufficialmente il via al cammino verso Loreto. Tra le testimonianze che arricchiranno il pellegrinaggio - preannunciano gli organizzatori - ci sarà quella di Lorenzo Minotti, ex nazionale azzurro di calcio e ora dirigente cesenate, lex tennista Mara Santangelo, e lo scrittore Fabio Salvatore, malato da dieci anni, che farà il cammino per chiedere alla Madonna la grazia della guarigione.
Saranno le ‘domande grandi, che persino il più piccolo degli uomini non può non porsi almeno una volta al centro di Mi metto la mano sulla bocca, il convegno organizzato a Roma mercoledì 6 e giovedì 7 giugno dalla Facoltà Teologica di Sicilia e dallarciconfraternita S. Maria Odigitria dei siciliani. Obiettivo della due giorni - spiega don Massimo Naro della Facoltà teologica di Sicilia - è rintracciare gli echi sapienziali nella letteratura contemporanea, da Primo Levi a David Maria Turoldo, passando per Mario Luzi e Alda Merini. Autori - prosegue - che condividono più che la fede in Dio la pietà per luomo, nel cui nome essi alzano la voce per chiedere conto e ragione alluomo stesso e, in ultima istanza, a Dio, di ciò che lopprime e lo mortifica. Allappuntamento, ospitato dallIstituto Luigi Sturzo (via delle Coppelle 35), interverranno don Giuseppe Bellia, don Vito Impellizzeri e Marida Nicolaci della Facoltà Teologica di Sicilia, don Salvatore Vacca, direttore del Centro per lo studio della storia e della cultura di Sicilia, la saggista Loretta Marcon, don Carmelo Mezzasalma dellIstituto musicale Boccherini di Lucca, Anna Maria Tamburini dellIstituto di Scienze Religiose Marvelli di Rimini, Anna Baldini dellUniversità per stranieri di Siena, Piero Stefani dellUniversità di Ferrara, Aldo Gerbino dellUniversità di Palermo e Salvatore Ferlita della Kore di Enna. Info: www.sturzo.it.
Torna il Forum dellinformazione cattolica per la salvaguardia del creato, organizzato dallassociazione Greenaccord onlus. Lappuntamento è dal 14 al 17 giugno a Trento, per la nona edizione dellevento nazionale organizzato con il sostegno della provincia autonoma di Trento e della diocesi. Tema del Forum: Salì sul monte. Mons sanus pro corpore sano. Tale percorso formativo intende affrontare il tema della montagna sotto varie angolature: luogo di incontro con Dio, luogo per ritemprare il corpo e lo spirito, luogo di lavoro, luogo di residenza. Infine, sarà discusso il rapporto tra montagna e comunicazione e saranno presentate una serie di testimonianze che possano arricchire di storie quanto viene presentato in termini di contenuti. Il Forum è realizzato con la Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc) e con l‘Unione cattolica stampa italiana (Ucsi). All‘interno del Forum è inserita la cerimonia del premio giornalistico Sentinella del creato che sarà conferito a tre giornalisti scelti da Fisc, Ucsi e Greenaccord, nonché ad alcuni personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo. Al Forum parteciperanno un centinaio di giornalisti di testate nazionali, regionali e locali. Giovedì 7 giugno il programma del IX Forum sarà presentato in una conferenza stampa a Trento, presso la sede della Provincia autonoma.
Il livello minimo della testimonianza e della responsabilità del credente nel mondo consiste nella ricerca della coerenza tra ciò che celebriamo e ciò che viviamo ogni giorno. Ne è convinto mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, che oggi è intervenuto al terzo Congresso eucaristico della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea con una relazione sul tema Eucaristia, fonte della vita della comunità. Nessun credente - ha ammonito mons. Crociata - può sentirsi legittimato a lasciare fuori dalla sua responsabilità di famiglia, di lavoro, di relazioni sociali ciò che ha ascoltato e ricevuto nella Eucaristia domenicale, se vi ha partecipato con il cuore e con la vita. Nessuno - ha spiegato infatti il vescovo - può pretendere che un buon cristiano stia ogni giorno in chiesa, basta la messa domenicale, ma nessun buon cristiano può pretendere di lasciare fuori dalla messa domenicale la sua vita di ogni giorno. Fedeltà a ciò che è stato tramandato, partecipazione attiva e capacità di assumere lEucaristia come stile e come modello di vita personale e comunitario: queste le tre indicazioni del vescovo, a partire dalla consapevolezza che dalla fede che si alimenta dellEucaristia devono essere plasmati tutti gli atteggiamenti fondamentali del credente, i sui giudizi, le sue scelte.
È confermato anche questanno lappuntamento dinizio giugno, ormai noto con il motto Gelato prima degli esami, che vede il Patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, con i ragazzi di terza media della diocesi in due appuntamenti paralleli. Domani, alle ore 19, presso il Centro pastorale card. Urbani di Zelarino, per tutta larea di terraferma; giovedì 7 giugno, alle ore 20.30, nel Palazzo Patriarcale di Venezia, per i ragazzi della zona di Venezia e isole. Il Patriarca Francesco - spiegano dallUfficio diocesano per levangelizzazione e la catechesi, che organizza lincontro in collaborazione con la Pastorale giovanile e lUfficio per linsegnamento della religione cattolica nelle scuole - desidera mantenere la bella consuetudine di incontrare i ragazzi in due diversi luoghi e verso la fine di questanno scolastico, prima degli esami di licenza, per essere loro accanto in questo importante momento della vita, non solo scolastica. Allincontro sono invitati anche i responsabili dei gruppi, gli educatori, i docenti e quanti altri li accompagnano nella crescita umana e cristiana affinché, continua la lettera dinvito, come comunità educante possiamo essere tutti partecipi delle loro gioie e delle fatiche della loro maturazione.
La Calabria deve riscoprire - a livello pubblico, politico e delle dinamiche sociali - il valore della vicinanza agli ultimi come impegno primario. Lo ha detto mons. Vittorio Mondello, arcivescovo di Reggio Calabria-Boca e presidente della Conferenza episcopale calabra, nellomelia della Messa celebrata ieri a Paola, nel 50° della proclamazione di San Francesco di Paola quale Patrono della Calabria. Il sostegno della famiglia in quanto tale e lattenzione alle famiglie più povere - ha affermato larcivescovo - deve diventare lobiettivo più alto della politica calabrese: se si vuole la crescita dellintera regione, il luogo da cui partire sono obbligatoriamente i bisogni degli ultimi e laiuto di chi li sostiene. Mons. Mondello ha ricordato che San Francesco di Paola insegna la lealtà, quella lealtà assoluta - figlia dellamore alla Verità - che egli visse coi piccoli e coi grandi della terra: Se cè una fuga, oggi, quanto mai urgente, che ciascuno deve compiere, in ogni contesto di vita è la fuga dalle maschere. Non ci si può rivestire di maschere - non solo dentro la vita della Chiesa, nei rapporti fra credenti, tra presbiteri e anche fra vescovi - ma nella vita quotidiana della gente, nei rapporti tra familiari, tra parenti, tra amici, tra conoscenti, fra colleghi di lavoro. Non si può vivere con maschere ogni giorno diverse - ha concluso mons. Mondello - dentro i rapporti della politica e della pubblica amministrazione.
Un dialogo che cerca una posizione comune su sfide sociali per presentarsi davanti alla società europea e anche alle autorità europee con quella forza dellunità che rappresenta una moltitudine di persone. Con questo spirito cattolici e ortodossi si incontreranno da domani all8 giugno a Lisbona, per il Terzo Forum cattolico-ortodosso che questanno ha scelto come tema La crisi economica e la povertà. Sfide per lEuropa di oggi. In unintervista a Sir Europa (clicca qui) mons. Duarte da Cunha, segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), spiega il motivo che ha spinto ortodossi e cattolici a scegliere questo tema: È una urgenza - dice -. È importante oggi che i cristiani facciano una riflessione insieme su una crisi economico-finanziaria che è in atto e vadano alle radici di questa crisi per capire come possiamo, in quanto cristiani uniti, collaborare perché la gente e le nostre società possano superare questa situazione. Anche partendo da una prospettiva teologica, il Forum non si prefigge un dialogo dottrinale ma un dialogo su questioni sociali e pastorali sulle quali cristiani cattolici e ortodossi facciano unanalisi e diano una proposta comune. Noi siamo convinti che cattolici e ortodossi insieme in Europa hanno un dovere davanti alle autorità e alla società in generale, di dire quello che pensano e di fare proposte concrete.
È entusiasmante che a Londra vi siano dodici ore di preghiere di diverse tradizioni che culmineranno in una funzione celebrata insieme dal vescovo anglicano di Londra, Richard Chartres e dallarcivescovo di Westminster, mons. Vincent Nichols. A parlare è Barbara Kentish, una delle organizzatrici della veglia di preghiera per le prossime Olimpiadi che si terrà, nella chiesa anglicana di St Martin in the Fields a Trafalgar square, dalle undici di sera di venerdì 8 giugno a mezzogiorno del giorno dopo. Un incontro dal forte significato ecumenico preparato dalla Commissione giustizia e pace della diocesi di Westminster, insieme con la chiesa anglicana di St. Martin in the Fields, il gruppo London Church Leaders group, che raccoglie i leader religiosi di Londra e la coalizione Cento giorni di pace. Ogni ora di preghiera sarà animata da un gruppo diverso tra i quali More than gold, lorganizzazione ecumenica che ha guidato limpegno delle chiese cristiane nelle Olimpiadi, London Citizens, alleanza di comunità religiose di Londra, London peace alliance, World Vision, Christian Aid, la charity che si batte per i cristiani perseguitati nel mondo, Cafod, quella per gli aiuti al Terzo Mondo e Pax Christi.
Questa sera, alle ore 19.30, nella basilica di Santa Maria in Ara Coeli al Campidoglio, il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, e il maestro Riccardo Muti saranno protagonisti dellincontro In dialogo: fede e musica. Levento sarà moderato dal direttore de Il Messaggero, Mario Orfeo. Lappuntamento fa parte del progetto Una porta verso linfinito. Luomo e lAssoluto nellarte, promosso dallUfficio comunicazioni sociali del Vicariato in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la cultura, che ha già dedicato una grande attenzione alla musica promuovendo, con il Teatro dellOpera di Roma, una rassegna di concerti di musica sacra nelle parrocchie della città. Il dialogo tra fede e musica è sempre stato una componente ininterrotta della storia della cultura occidentale - spiega il cardinale Ravasi - così come allinterno di altre esperienze religiose. Esiste una ‘sonorità tra fede e musica, perché entrambe adottano un linguaggio universale che non rappresenta il rumore del mondo, ma larmonia ineffabile della realtà. È anche il compito della religione: raggiungere questo oltre e questo altro. In questi giorni, il maestro Muti è impegnato nelle repliche al Teatro dellOpera dellAttila di Giuseppe Verdi. Levento, ad ingresso libero, sarà trasmesso dal vivo in streaming sul sito: www.cortilideigentili.com.
Un profeta dei nostri tempi, che ha saputo amare smisuratamente i poveri senza andare a braccetto con chi fabbricava le croci. A cinque anni dalla sua morte e in coincidenza con i termini necessari per lavvio ad un eventuale iter di beatificazione, è più vivo che mai lesempio di don Oreste Benzi, ricordato nella sua veste di infaticabile apostolo di carità e giustizia da Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII. Ramonda, che ha ribadito linteresse della Comunità a raccogliere testimonianze utili a sostegno della santità in vita di don Oreste, ha annunciato il convegno internazionale che in sua memoria si svolgerà a Rimini il 26 e 27 ottobre. Ad animarlo oltre alla Papa Giovanni, i movimenti e le associazioni religiose e laiche, la società civile, le persone che lhanno conosciuto e nelle quali don Oreste ha lasciato il segno come un trapianto vitale. Don Oreste, testimone e profeta per le sfide del nostro tempo, questo il titolo di quella che, precisa Ramonda, sarà una festa senza fine in grado di rispecchiare la sua gioia contagiosa, vedrà a Rimini oltre cento relatori e sette gruppi di lavoro. Si inizia il 26 ottobre al 105 Stadium con lapertura affidata al ministro per la cooperazione internazionale Andrea Riccardi. La chiusura, sabato 27, sarà affidata al vescovo di Rimini mons. Francesco Lambiasi che celebrerà la santa messa alle 18. Info: www.donoreste.it.
Giovanni Paolo II intuì limportanza di riportare la famiglia a Nazareth e, dintesa con il Pontificio Consiglio per la Famiglia nascerà una fondazione che avrà cura di custodire, gestire e animare questo grande centro. Così Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, ha presentato la struttura che in corso di realizzazione, in continuità con il VII Incontro mondiale delle famiglie conclusosi ieri a Milano. A Nazareth, ha ricordato Martinez, il 40% della popolazione è cristiano e questo può essere un luogo di rilancio della soggettività sociale della famiglia. La struttura offrirà sostegno e assistenza sociale e stabilizzerà la realtà della famiglia nella regione della Terra Santa. Il Centro proporrà unospitalità a misura delle famiglie e delle loro esigenze, ma sarà anche una sorta di vetrina di temi e argomenti relativi a famiglia e welfare, famiglia ed educazione, famiglia e tempo libero, in collaborazione con associazioni culturali e università, per raccontare il bello e il giusto che la famiglia testimonia nel mondo. La costruzione entra ora nella sua fase esecutiva e nello spazio di un paio danni il Centro potrà esser ultimato, con due grandi corpi di fabbrica, uno per laccoglienza e un per le opere di socializzazione e di formazione.
A chiusura del VII Incontro mondiale delle famiglie, il card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, ha sottolineato gli elementi salienti dellevento durante la conferenza stampa di bilancio: La chiesa è viva e la gente in questo giorno lo ha dimostrato. Mi pare che questa possa essere unindicazione anche per i media: fate più attenzione alla vera vita della Chiesa viva e meno alle cose marginali, che in fondo hanno poca importanza. Il Santo Padre ha avuto la percezione di trovarsi in una Chiesa viva e io stesso - ha affermato il card. Antonelli - ho raccolto le testimonianze delle persone in tal senso. Cito lesempio delle famiglie a cui il Papa ha voluto offrire, tramite la Caritas, il pranzo della domenica: quando sono andato a trovarle per portare il saluto del Papa, erano entusiaste e hanno dimostrato verso il Pontefice un calore e un affetto eccezionali. Spiegando la scelta di Filadelfia come sede del prossimo Incontro mondiale delle famiglie nel 2015, il card. Antonelli ha spiegato che è un segno anche perché la famiglia negli Stati Uniti vive una situazione particolare. In vista di quellincontro faremo un cammino in continuità a livello di temi e di priorità.
Dovete rassegnarvi a un dato di fatto: il popolo di Dio ama il Papa e lopinione pubblica italiana non coincide con lopinione mediatica italiana. Così ha affermato il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, durante la conferenza stampa di chiusura del VII Incontro mondiale delle famiglie. E ha spiegato: Cè una grande distanza tra ciò che voi raccontate e ciò che la gente sente. Lopinione pubblica ama il Papa, la gente ama il Papa per la potenza illuminante della sua umiltà, che si unisce a unintelligenza della fede e delluomo veramente superiore. È un dato di fatto che gli riconoscono tutti. Il Papa è amato per questo e labbiamo visto. Larcivescovo di Milano ha aggiunto: Credo che anche uno dei motivi per cui le persone e i ragazzi vogliono bene al Santo Padre stia nel fatto che sentono che il Papa e i vescovi hanno bisogno di loro. Del resto, la Chiesa non è unazienda, con manager che danno indirizzi e ordini, ma una comunione riunita ogni domenica dalla potenza dello spirito di Cristo. La convocazione e la circolazione della carità nellamore della chiesa tra tutti gli stati di vita e i diversi carismi e ministeri sono fondamentali: Proprio perché abbiamo bisogno di essere amati, anche come pastori, tutti i nostri fedeli si sentono coinvolti con noi.
Il Santo Padre era molto contento di questo evento e, quando gli ho chiesto allaeroporto se fosse molto stanco, mi ha detto che questi viaggi così impegnativi per lui sono sempre una grazia speciale. Così si è espresso il card. Angelo Scola stamattina durante la conferenza stampa di chiusura del VII Incontro mondiale delle famiglie (Milano, 30 maggio - 3 giugno). Ha spiegato larcivescovo di Milano: Questo evento ha fatto emergere la grande tradizione e la grande capacità di iniziativa della Chiesa ambrosiana. Si pensi, per esempio, allincontro dellarcivescovo di Milano con i ragazzi della cresima, divenuto tradizione e arricchito questanno dalla presenza del Papa: Un evento come quello di San Siro non si improvvisa, si è potuto fare perché lo si fa da tanti anni e perché cè dietro lesperienza della collaborazione tra famiglia e Chiesa attraverso le parrocchie e gli oratori della nostra diocesi. Dal family 2012 emerge una Chiesa viva, un popolo attratto fortemente dallincisività del tema ‘La Famiglia: il lavoro e la festa che ci riguarda tutti ogni giorno e dalla figura di Benedetto XVI. Il card. Scola guarda al prossimo futuro: Un evento straordinario è importante quando raccoglie lordinario e rilancia lordinario, per questo adesso abbiamo la responsabilità di dare un seguito concreto al VII Incontro mondiale delle famiglie.
È stato don Davide Milani, portavoce del card. Angelo Scola arcivescovo di Milano e responsabile comunicazione del VII Incontro mondiale delle famiglie (Milano, 30 maggio - 3 giugno), a fornire un bilancio dellevento stamattina durante la conferenza stampa di chiusura: 1 milione di persone alla messa celebrata dal Papa di domenica 3 mattina, 150 mila persone sui tragitti percorsi dal Papa domenica; 350 mila i presenti alla Festa testimonianze sabato sera; 95 le autorità incontrate dal Papa; 80 mila ragazzi con i loro accompagnatori allincontro di San Siro n cresimandi e cresimati sabato mattina a San Siro; 5.500 i religiosi, seminaristi e diaconi che hanno pregato con il Santo Padre sabato mattina; 200 mila persone sulle strade sabato nei tragitti del Papa; 1.880 partecipanti al concerto al Teatro alla Scala; 60 mila persone in piazza Duomo per il saluto alla città; 80 mila visitatori della Fiera e della Libreria internazionale della famiglia; 6.900 partecipanti al Congresso teologico pastorale; 5.300 volontari; 900 bambini e ragazzi al Congresso dei figli; 153 nazioni rappresentate; 2 milioni e 97 mila spettatori (25% share) sintonizzati su Rai1 domenica 3 mattina per la messa celebrata dal Papa a Bresso; 3 milioni e 81 mila spettatori sintonizzati sulla diretta della Festa delle testimonianze sabato 2 in prima; 122 mila visitatori unici del sito www.family2012.com dal 31 maggio al 3 giugno.
In occasione della consegna della mitria di mons. Luigi Padovese, arcivescovo di Smirne e vicario apostolico dellAnatolia, ucciso a Iskendurun il 3 giugno 2010, si svolgerà, domani, a Roma una liturgia eucaristica presieduta da fr. Mauro Joehri ministro generale dell‘ordine dei frati minori Cappuccini. La messa, voluta dalla Comunità di santEgidio, avrà luogo alle ore 19.30 nella chiesa di san Bartolomeo allisola Tiberina. Mons. Padovese era presidente dei vescovi turchi e, dal 2004, vicario apostolico dell‘Anatolia. Il 3 giugno di due anni fa è stato ucciso dal suo autista, Murat Altun, che, reo confesso, è attualmente sotto processo.
Quando il Signore mi chiamerà a sé e mi unirà alle persone care che ho conosciuto e con le quali ho vissuto qui sulla terra, io sarò libero da tutti i beni materiali ai quali, per grazia di Dio, non ho mai attaccato il cuore. Così scriveva nel suo testamento don Ivan Martini, il parroco di Rovereto sul Secchia morto per il terremoto, e del quale si sono celebrate questa mattina le esequie (clicca qui). Tra le disposizioni, unofferta al Centro missionario di Carpi al posto dei fiori (È sufficiente, infatti, un cuscinetto a forma di croce sulla mia bara: così aveva desiderato mia madre per sé prima di morire, così desidererei anchio) e, per la sepoltura, il cimitero della parrocchia. Un desiderio che non sarà possibile esaudire a breve, dal momento che quello di Quartirolo è inagibile e, quindi, è stato necessario portare la bara al cimitero di Carpi. Ora, ha chiesto al termine della funzione mons. Cavina, chi di voi è pronto a prendere il suo posto? Questa è la domanda che vi lascio mentre torniamo alle nostre case, o alle nostre tende. Questo è limpegno concreto che don Ivan si aspetta da noi oggi. Il resto sono belle parole. Lopera di don Ivan deve continuare, e per far questo è necessario che qualcuno prenda le redini di ciò che lui ha lasciato.
Se qualche volta si può pensare che la barca di Pietro realmente sia in balia degli avversari difficili, tuttavia è anche vero che vediamo come il Signore è presente, è vivo, è risorto veramente, e ha in mano il governo del mondo e il cuore degli uomini. Lo ha detto ieri Benedetto XVI, al termine del pranzo svoltosi in arcivescovado a Milano, improvvisando un breve discorso in risposta ai saluti dei cardinali Angelo Scola e Dionigi Tettamanzi. Nel testo, diffuso oggi dalla Sala Stampa vaticana, il Papa ha ribadito che la Parola di Dio, è la chiave della vita, la chiave del pensare, del vivere: così abbiamo cominciato e con la Parola di Dio finiamo. Benedetto XVI ha poi ringraziato per tutto quello che ho vissuto in questi giorni. Questa esperienza della Chiesa viva, che vive dall‘amore di Dio, che vive per Cristo Risorto, è - diciamo - il dono di questi giorni. Così rendiamo grazie al Signore. Nel corso del pranzo larcivescovo emerito Tettamanzi ha consegnato una preziosa copia dell‘evangeliario ambrosiano - realizzato da grandi artisti viventi sotto la direzione di don Umberto Bordoni - che reca in copertina una rappresentazione iconografica della Gerusalemme del cielo.
(Sir Europa - Bruxelles) - Consigli pratici e tutela dei consumatori che partecipano come tifosi ai Campionati europei di calcio in Polonia e Ucraina. È questo lo spirito di alcune iniziative, soprattutto a carattere informativo, che la Commissione Ue propone a pochi giorni dal calcio dinizio della competizione sportiva che si svolgerà dall8 giugno al 1° luglio in Polonia e Ucraina. In particolare è disponibile un sito web (accessibile da quello della Commissione, www.ec.europa.eu, oppure da quello dellUefa o da altri di organizzazioni per i consumatori) con notizie di vario tipo, relative ai documenti necessari per raggiungere Varsavia, Kiev e le altre città che ospitano le partite, i numeri telefonici per le emergenze, lassicurazione per infortuni o malattie, indicazioni pratiche per gli acquisti, informazioni turistiche e alberghiere, tutela legale. Il sito è tradotto nelle 23 lingue dellUnione. Sarà a disposizione una linea on line di Europe Direct per tutte le informazioni e una linea telefonica in inglese gestita dallorganizzazione polacca Federacja Konsumentów. Per ogni evenienza il numero europeo durgenza è ovunque il 112. Sono lieto che Uefa e Commissione abbiano lavorato insieme e offrano assistenza e consigli pratici ai consumatori, ha affermato Michel Platini, presidente dellorganizzazione del calcio europeo. Liniziativa aiuterà i tifosi di tutti i paesi ad approfittare del loro soggiorno in Polonia e in Ucraina.
Limpegno matrimoniale è soggetto a scioglimento per le stesse ragioni fondamentali per le quali ogni impegno permanente, estremamente grave e quasi incondizionato, può cessare di esigere un vincolo. Dunque, lobbligo deve essere sciolto e limpegno può essere legittimamente modificato. Così suor Farley, nel suo libro, contesta lindissolubilità del matrimonio, concetto cardine della dottrina della Chiesa, in base al quale lamore coniugale esige dagli sposi, per sua stessa natura, una fedeltà inviolabile. Per la Chiesa, ricorda la Congregazione per la Dottrina della Fede, lamore vuole essere definitivo e non può essere fino a nuovo ordine. La religiosa si dichiara infine favorevole anche a nuove nozze dopo il divorzio. Qualunque tipo di obbligo comporti un legame residuo - sostiene la religiosa - non deve includere la proibizione di un nuovo matrimonio. La dottrina cattolica, invece, esclude la possibilità di seconde nozze successive ad un divorzio. Nonostante oggi in molti Paesi sono numerosi i cattolici che ricorrono al divorzio secondo le leggi civili e che contraggono civilmente una nuova unione, la Chiesa non può riconoscere come valida una nuova unione, se era valido il primo matrimonio. I divorziati risposati si trovano perciò in una situazione che oggettivamente contrasta con la legge di Dio, e non possono accedere alla Comunione eucaristica.
Per quanto riguarda la masturbazione, secondo suor Farley favorisce realmente i rapporti più di quanto non li ostacoli, mentre per il magistero della Chiesa è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato, perché qualunque ne sia il motivo, luso deliberato della facoltà sessuale al di fuori dei rapporti coniugali normali contraddice essenzialmente la sua finalità. Secondo suor Farley, inoltre, gli atti omosessuali possono essere giustificati proprio come le relazioni e gli atti eterosessuali. Tale posizione non è accettabile, si legge nella notificazione, in cui si ricorda che la Chiesa Cattolica distingue tra persone con tendenze omosessuali e atti omosessuali: le prime devono essere accolte con rispetto, compassione, delicatezza, evitando ogni marchio di ingiusta discriminazione. Quanto agli atti omosessuali, invece, sono intrinsecamente disordinati e in nessun caso possono essere approvati. La religiosa si dichiara anche favorevole al riconoscimento delle unioni omosessuali, con una posizione opposta a quella della Chiesa, secondo cui il rispetto verso le persone omosessuali non può portare in nessun modo allapprovazione del comportamento omosessuale oppure al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, che verrebbero così equiparate al matrimonio. (segue)
Lautrice - si legge nella Notificazione firmata dal card. William Levada - non presenta una comprensione corretta del ruolo del magistero della Chiesa quale insegnamento autorevole dei vescovi in comunione col successore di Pietro. Nel trattare argomenti di carattere morale, suor Farley o ignora linsegnamento costante del magistero oppure, quando occasionalmente lo menziona, lo tratta come unopinione tra le altre. Atteggiamento, questo, che non può essere in alcun modo giustificato, neppure allinterno di una prospettiva ecumenica che lautrice desidera promuovere. Suor Farley, per la Santa Sede, rivela inoltre una comprensione difettosa della natura oggettiva della legge morale naturale, scegliendo invece di argomentare sulla base di conclusioni selezionate da determinate correnti filosofiche o dalla sua propria comprensione dellesperienza contemporanea, dando luogo ad un approccio non conforme alla genuina teologia cattolica. Tra i numerosi errori e ambiguità del libro, la Notificazione cita le prese di posizione circa la masturbazione, gli atti omosessuali, le unioni omosessuali, lindissolubilità del matrimonio e il problema del divorzio e delle seconde nozze. (segue)
Un libro non conforme alla dottrina della Chiesa, che non può essere utilizzato come valida espressione di dottrina cattolica né per la direzione spirituale e la formazione, né per il dialogo ecumenico e interreligioso. Così la Congregazione per la Dottrina della Fede, in una Notificazione diffusa oggi, definisce il volume Just Love. A Framework for Christian Sexual Etichs di suor Margaret A. Farley, che contiene posizioni in diretto contrasto con la dottrina cattolica nellambito della morale sessuale. Esprimendo profondo rammarico verso la religiosa, membro di un istituto di vita consacrata, la Congregazione ricorda che con una lettera del 29 marzo 2009 erano già stati segnalati i problemi dottrinali presenti nel testo, ma la risposta fornita dallautrice non risultò sufficiente a chiarificare i problemi segnalati in un libro la cui pubblicazione, a causa degli errori dottrinali presenti, si è rivelata causa di confusione tra i fedeli: di qui la decisione della Congregazione di intraprendere un esame con procedura urgente, in seguito alla quale l8 giugno 2011 è stato confermato che li libro conteneva proposizioni erronee, la cui divulgazione arrischiava grave danno ai fedeli. La nuova risposta di suor Farley, del 3 ottobre 2011, non chiariva adeguatamente i gravi problemi contenuti nel suo libro, e così si è arrivati alla notifica di oggi. (segue)
Lassociazione civile che offre assistenza e consulenze professionali a donne e ragazze in situazioni di difficoltà intende utilizzare la sua parte di fondi per garantire i servizi ad un maggior numero di persone. Infine la fondazione Adiuvare, creata da mons. Jan Graubner, arcivescovo di Olomouc, che vuole contribuire alla promozione di valori morali e spirituali nelleducazione dei ragazzi e alla modernizzazione del processo educativo, aiutando i giovani provenienti da famiglie disagiate.
(Sir Europa - Bratislava) - Le Giornate delle persone di buona volontà: è questo il titolo della raccolta fondi organizzata per sostenere il lavoro delle organizzazioni no profit in Repubblica Ceca. La XIII edizione del progetto, che offre lopportunità di contribuire alla raccolta fondi inviando un sms, ha preso il via il 1° giugno. Questanno i fondi raccolti saranno destinati a quattro progetti, compreso quello della scuola di Cirillo e Metodio di Brno che celebra il 20° anniversario della sua fondazione. Abbiamo bisogno di un laboratorio linguistico ben equipaggiato per rispondere alle esigenze non solo degli studenti ma anche dei loro genitori, perché il prossimo anno vogliamo offrire ai genitori la possibilità di studiare con i propri figli, spiega la direttrice Pavlina Vojtechova. Il secondo beneficiario degli aiuti sarà il Centro per la vita familiare di Olomouc, che si occupa di corsi di preparazione al matrimonio, comunicazione e risoluzione di problemi nelle partnership. (segue)
Rifiuto totale dei tentativi in atto di condurre il Libano verso una nuova guerra, attraverso faide politiche e confessionali; il Paese ha bisogno di tutti i suoi cittadini impegnati per lunità, la giustizia e la condivisione senza che nessun gruppo prevalga sullaltro. E quanto ribadiscono i vescovi maroniti del Paese dei cedri nel comunicato emesso alla fine della loro assemblea svoltasi il 30 maggio a Bkerkeh. I Padri, si legge nel testo, guardano con ansia alla situazione economica e sociale visto l‘aumento del debito pubblico e l‘incapacità del governo di operare interventi necessari a vantaggio dei cittadini e del bene pubblico. Ciò priva il cittadino di molti servizi di base e lo rende facile preda per la mancanza di giustizia sociale. Da qui la richiesta dei vescovi di una politica economica nazionale costruita su basi più umane, più giuste e trasparenti. Ai politici, inoltre, viene chiesto di tenere separati dalla politica e da venature confessionali lesercito e le agenzie di sicurezza in quanto a rischio ci sarebbe la difesa e la sicurezza dello Stato. La dichiarazione finale contiene anche un appello alle autorità affinché privilegino linteresse del Libano al di sopra di ogni cosa, preservino lonore e la dignità del suo popolo e rispondano allinvito del presidente della Repubblica di sedersi intorno ad un tavolo per dialogare senza condizioni.
Sul sito della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles nello spazio dedicato al Giubileo (www.catholic-ew.org.uk/) si ricordano le parole pronunciate dal Papa alla regina Elisabetta, durante la sua visita in Gran Bretagna. I vescovi cattolici hanno anche invitato i fedeli che usano Facebook a mettere sul sito la loro preghiera per la Regina. Per la sovrana il momento spirituale più importante di questo Giubileo sarà martedì 5 giugno. Alla funzione organizzata a St. Pauls, parteciperanno oltre 50 membri della famiglia reale, insieme a 2.000 ospiti. Il Primo Ministro David Cameron leggerà un passaggio della lettera ai Romani nel quale san Paolo chiede di offrire i propri corpi come continuo sacrificio a Dio mentre la predica verrà fatta dal Primate anglicano Rowan Williams. Si leggerà anche una preghiera, preparata dal capitolo della cattedrale, su indicazione della stessa sovrana che verrà usata in tutte le chiese anglicane, nella quale si chiede a Dio di concedere alla Regina i doni di amore, gioia e pace mentre ella continua in fedele obbedienza a te, suo Signore e Dio e in devoto servizio alle sue terre e alle sue genti. Parole suggerite da Elisabetta II che esprimono proprio quella che è stata la missione di questa sovrana, garantire, con umile servizio, per sessantanni, stabilità al Paese.
Una preghiera speciale perché Dio salvi la Regina, proprio come si canta nellinno nazionale inglese. Lhanno pronunciata i cattolici a conclusione della messa domenicale di ieri, al culmine delle celebrazioni per i sessantanni di Regno di Elisabetta II. Oltre un milione di spettatori si sono riuniti sul Tamigi per vedere la processione di mille barche mentre sei milioni di persone in tutta la Gran Bretagna partecipavano a feste di quartiere nelle strade e pranzi organizzati nelle sale parrocchiali. Il Regno Unito e le ex colonie, i Paesi del Commonwealth, festeggiano fino a martedì la sovrana. Questa sera vi sarà un concerto a Buckingham Palace con Robbie Williams, Paul McCartney, Stevie Wonder, Elton John, Tom Jones e Cliff Richard. Nelle chiese cattoliche ieri si è pregato, dopo la Comunione e prima della Benedizione finale della Messa, perché Elisabetta, che, grazie alla Provvidenza divina, ha ricevuto il governo di questo regno, possa continuare a crescere in ogni virtù ed ad essere preservata, insieme alla sua famiglia, dal male. La prima lettura è stata sostituita da un passaggio del Primo Libro dei re nel quale si sono ricordate la saggezza, ricchezza e lunga vita di Salomone. Un paragone inevitabile con Elisabetta, una sovrana molto religiosa, come hanno ricordato più volte, nei loro discorsi rivolti alla sovrana, il Primate cattolico Vincent Nichols e quello anglicano Rowan Williams. (segue)
(Carpi, dal nostro inviato) - Don Ivan aveva capito molto bene il mistero della morte e della vita svelati da Cristo e come buon testimone di Cristo ha cercato di camminare a fianco della sua gente asciugando lacrime di dolore, rianimando la speranza, dando dignità ai poveri e agli ultimi. Così il vescovo di Carpi, mons. Francesco Cavina, ha ricordato questa mattina nella messa esequiale don Ivan Martini, il parroco di Rovereto sul Seccchia morto martedì scorso nella sua chiesa, mentre stava portando in salvo una statua della Madonna. Ad accoglierlo nella chiesa di Quartirolo, periferia di Carpi, il clero diocesano praticamente al completo, il vescovo mons. Cavina e l‘emerito mons. Elio Tinti, il vescovo di Cremona mons. Dante Lafranconi, le autorità, gli scout di Carpi e Rovereto e una folla in lacrime. Don Ivan, ha aggiunto mons. Cavina, ha recato la buona novella della pace per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore Dio. Le comunità nelle quali ha prestato il suo servizio, in particolare la comunità parrocchiale di Rovereto, il carcere e l‘ospedale civile, hanno percepito, senza fatica, la totalità della tua dedizione, la sua vivacità, la sua apertura e disponibilità, unitamene alla sua schiettezza.
Benedetto XVI segue con vicinanza quanto accade in Iraq e in tutto il Medio Oriente, pregando per la pace ed il dialogo E quanto ha dichiarato al SIR mons. Shlemon Warduni, vicario patriarcale di Baghdad, riferendo del pranzo con il papa della famiglia Haseeb di Mosul, che si è svolto ieri a Milano nellambito del VII Incontro mondiale delle famiglie. Benedetto ha pranzato con sette famiglie da tutto il mondo, con i cardinali e i vescovi, tra loro anche il patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, che per loccasione, ha detto mons. Warduni, ha fatto da interprete tra la famiglia irachena ed il Santo Padre. Imad Haseeb, questo il nome del capofamiglia, era accompagnato dalla consorte: Imad è uno dei fondatori, insieme al vescovo caldeo di Mosul, mons. Faraj Raho, rapito ed ucciso nel marzo del 2008, dellassociazione ‘Amore e gioia che si occupa di bambini disabili ed oggi presieduta dallo stesso mons. Warduni. Imad, che è rimasto contentissimo di questo incontro, ha salutato Benedetto XVI chiedendogli di pregare per lIraq e il Medio Oriente, per la pace dei suoi popoli, ottenendo dal Pontefice rassicurazioni. Benedetto XVI ha risposto che prega sempre per il Medio Oriente, per le sue popolazioni e per i suoi dirigenti che siano illuminati da Dio nel guidare i loro Paesi verso la pace. Posso dire che sperimentiamo la vicinanza del Papa tutti i giorni ha ribadito il vicario patriarcale. La delegazione irachena allincontro di Milano era formata da 24 persone, tra cui due consacrati, tre sacerdoti e diverse coppie, e guidata da mons. Warduni.
La teologia allepoca di Facebook. Pensare e vivere la fede al tempo di Internet: è il titolo dellincontro che si terrà oggi, nel teatro della parrocchia romana Sacri Cuori di Gesù e Maria, in via Magliano Sabina 33 alle ore 21. Allevento interverranno padre Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica ed autore del saggio Cyberteologia, e i giornalisti di Radio Vaticana, Fabio Colagrande e Alessandro Gisotti. Oggi, grazie agli smart-phone e ai tablet, la nostra vita è sempre ‘on-line - spiega padre Spadaro - e la rete cambia il nostro modo di pensare e comprendere la realtà. Perciò, mi chiedo, come cambia la ricerca di Dio al tempo dei motori di ricerca?. Al di là di ogni considerazione - rileva il gesuita - va valutato che su Facebook ci sono più di cinquecento milioni di persone, e quindi, soprattutto la Chiesa, non può non esserci. È un dato che fa appello alla nostra moralità. Secondo il direttore di Civiltà Cattolica, che è un sostenitore della spiritualità della tecnologia, proprio nella Rete Cristo chiama lumanità ad essere più unita e connessa. Lappuntamento di oggi è lultimo di un ciclo promosso dalla parrocchia Sacri Cuori di Gesù e Maria, in cui sono stati trattati argomenti come il lavoro, la politica, la musica, la scuola e la sicurezza stradale. Info: www.parrocchiasacricuoriroma.net.
Non intendiamo fare unanalisi prettamente economico-finanziaria dellattuale crisi economica, benché esperti in materia accompagneranno la nostra riflessione, afferma il card. Péter Erdő. Siamo consapevoli che lattuale degrado economico, che mette a repentaglio i nostri stessi modelli di società, costituisca solo la punta dellIceberg e ha origine molto più profonde. E prosegue: Molti hanno evocato linizio di un collasso economico totale, che in definitiva non è altro che il tramonto di un modello culturale, impregnato di liberalismo incontrollato e sfrenato, che pone il guadagno economico al di sopra del bene dellintera persona umana. Secondo il presidente dei vescovi europei, per risalire la china di questa crisi, non vi è altra soluzione che reimparare ad amare. Si, solo uneconomia dellamore che pone lamore per luomo, il suo lavoro, per le nostre società può permetterci di affrontare questa difficile situazione. Le giornate saranno scandite da momenti di lavoro e di preghiera. ci saranno una preghiera ecumenica mercoledì 6 giugno presso il Colégio Bom Sucesso, e una messa solenne in occasione della festività del Corpo di Cristo, giovedì 7 giugno nella Cattedrale di Lisbona. Il 1° Forum europeo cattolico-ortodosso si è svolto nel 2008 a Trento in Italia sul tema La famiglia: un bene per lumanità; il 2° Forum europeo cattolico-ortodosso si è svolto nellIsola di Rodi in Grecia nel 2010 sul tema Relazioni Chiesa-Stato.
Metropoliti delle Chiese ortodosse e vescovi cattolici di Europa si danno appuntamento a Lisbona per parlare di Crisi economia e povertà. Sfide per lEuropa di oggi. Si aprirà domani nella capitale del Portogallo il Terzo Forum europeo cattolico-ortodosso con la partecipazione di due nutrite delegazioni: quella ortodossa vede la presenza del Metropolita Gennadios di Sassima (Patriarcato ecumenico), del Metropolita Policarpo di Spagna e Portogallo (Patriarcato ecumenico), e rappresentanti dei Patriarcati di Mosca, Serbia, Romania, Georgia, della Chiesa di Cipro, Polonia e Albania. La delegazione cattolica è guidata invece dal card. Péter Erdő arcivescovo di Esztergom-Budapest nonché presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee con la partecipazione, tra gli altri, di mons. Tadeusz Kondrusiewicz, arcivescovo di Minsk (Bielorussia), di mons. Paolo Pezzi dellarcidiocesi della Madre di Dio di Mosca e di mons. Mansueto Bianchi vescovo Pistoia. Il tema dellincontro - si legge in un comunicato del Ccee diffuso questa mattina - sarà affrontato da tre prospettive: la ricerca delle cause allorigine dellattuale crisi economica; la ricerca di risposte comune e proprie alle Chiese, e infine, il ruolo che le Chiese sono chiamate a svolgere in questo particolare momento della vita del continente europeo. (segue)
Prendersi cura delle famiglie significa mettere delle basi forti alla nostra società. È questo, secondo Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, il messaggio essenziale che emerge dal VII Incontro mondiale delle Famiglie conclusosi ieri a Milano. Esse portano nella vita civile le loro caratteristiche fondamentali, la vita di relazione, la solidarietà, lamore scambievole, e il dono. E poi mi ha fatto impressione vedere tutte quelle famiglie presenti alla celebrazione finale, come riposta a una chiamata. La presidente dei Focolari segnala al Sir che la famiglie del movimento cercano di essere nella società testimoni di ununità possibile con tutti a partire dal loro interno e dai gruppi più piccoli. Nel colloquio di sabato sera con il Papa - aggiunge - credo che le famiglie abbiano percepito quanto a lui stiano a cuore, cè stata reciprocità e Benedetto XVI ha descritto la famiglia come anticipazione di paradiso.
Qual è la realtà, qual è la finzione?. È la domanda che il card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, intervistato dal Sir, si pone a conclusione di un evento, il VII Incontro mondiale delle famiglie a Milano dedicato ai temi di famiglia, lavoro e festa, che meglio di così non poteva andare, ha superato ogni mia più rosea aspettativa (clicca qui). Il cardinale si riferisce alle parole che gli sono state dette da Benedetto XVI, è bello stare a contatto con la Chiesa viva, e non con quella presunta dipinta in questi giorni di veleni sui giornali, ma si riferisce anche allimmagine della famiglia vera. Infatti - ha affermato il cardinale - la famiglia normale (coppia stabile uomo-donna, unita in matrimonio, con due o più figli) è più felice per le persone che la compongono e più vantaggiosa per la società, perché, sebbene sia mediamente più povera dal punto di vista economico, è più ricca di relazioni umane. Non si tratta di unaffermazione di parte, ma è stata convalidata da ricerche sociologiche rigorosamente scientifiche che abbiamo presentato durante il Congresso teologico-pastorale che si è svolto nellambito del VII Incontro mondiale delle famiglie, a dimostrazione che la posizione della Chiesa non è ideologica, ma confermata dalle scienze e soprattutto dalla realtà.
È un bel messaggio forte, articolato, sereno e carico di speranze quello che il Santo Padre ha inviato alle famiglie di tutto il mondo a conclusione del Family 2012. Franco Miano, presidente dellAzione cattolica italiana, riprende alcuni passaggi dellomelia tenuta ieri da Benedetto XVI alla messa celebrata allaerodromo di Bresso e diversi altri spunti emersi dagli altri discorsi del Papa allIncontro mondiale delle famiglie a Milano. Credo sia anzitutto necessario constatare come la famiglia sia nel cuore del Papa, quale comunità di amore, ambito fondamentale per leducazione umana e per sostenere ciascuna persona a crescere, a trovare la propria strada nella vita. Per Miano, i giorni milanesi costituiscono un punto alto di riflessione ecclesiale sulla famiglia; hanno consentito un confronto sul ruolo della famiglia nella società contemporanea, con uno sguardo non solo allItalia ma al mondo intero. Credo, inoltre, che, come sè affermato più volte nel corso del Family 2012, adesso inizia un nuovo, grande impegno, per portare i contenuti e le indicazioni giunte dal Papa e dal Family nella ferialità della Chiesa e nella stessa vita sociale e politica. In questo senso lAc si sente sollecitata e pienamente coinvolta a fare la propria parte.
Non trovo parole per ringraziare per questa festa di Dio, per questa comunione della famiglia di Dio che noi siamo. Alla fine di questa celebrazione un grande grazie a Dio che ci ha donato questa grande esperienza ecclesiale. Così Benedetto XVI, ieri mattina, allAngelus, al termine della celebrazione eucaristica al parco di Bresso (Milano) per il VII Incontro mondiale delle famiglie. Da parte mia - ha detto il Papa -, rivolgo un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato per questo evento, a partire dal card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, e dal card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano. Ringrazio tutti i responsabili dellorganizzazione e tutti i volontari. Infine, il Pontefice ha annunciato che il prossimo Incontro mondiale delle famiglie avrà luogo nel 2015, a Filadelfia, negli Stati Uniti dAmerica. Saluto larcivescovo di Filadelfia, mons. Charles Chaput, e lo ringrazio fin dora per la disponibilità offerta, ha concluso. Alla fine della celebrazione è stato anche annunciato che il Papa ha deciso di devolvere 500mila euro a favore degli abitanti delle zone colpite dal terremoto.
Secondo Benedetto XVI, il progetto di Dio e la stessa esperienza mostrano, però, che non è la logica unilaterale dellutile proprio e del massimo profitto quella che può concorrere ad uno sviluppo armonico, al bene della famiglia e ad edificare una società più giusta, perché porta con sé concorrenza esasperata, forti disuguaglianze, degrado dellambiente, corsa ai consumi, disagio nelle famiglie. Anzi, la mentalità utilitaristica tende ad estendersi anche alle relazioni interpersonali e familiari, riducendole a convergenze precarie di interessi individuali e minando la solidità del tessuto sociale. Non è mancato, nellomelia del Papa, un riferimento alla Domenica, giorno del Signore, Pasqua settimanale, ma è anche il giorno delluomo e dei suoi valori e il giorno della famiglia. Il Pontefice ha quindi invitato a non perdere il senso del giorno del Signore, che è come loasi in cui fermarsi per assaporare la gioia dellincontro e dissetare la nostra sete di Dio.
Lamore tra un uomo e una donna, fondato sul matrimonio è fecondo innanzitutto per la coppia, nella procreazione, generosa e responsabile, dei figli e per la società, perché il vissuto familiare è la prima e insostituibile scuola delle virtù sociali, come il rispetto delle persone, la gratuità, la fiducia, la responsabilità, la solidarietà, la cooperazione. Lo ha detto ieri mattina Benedetto XVI (clicca qui), nellomelia al parco di Bresso (Milano) per la messa conclusiva dellIncontro mondiale delle famiglie. Un invito agli sposi ad aver cura dei figli e, in un mondo dominato dalla tecnica, a trasmettere loro le ragioni del vivere, la forza della fede. Ma anche i figli mantengano sempre un rapporto di profondo affetto e di premurosa cura verso i genitori. Nel libro della Genesi, Dio affida alla coppia umana la sua creazione e in questa indicazione - ha sottolineato il Papa - possiamo leggere il compito delluomo e della donna di collaborare con Dio per trasformare il mondo, attraverso il lavoro, la scienza e la tecnica. Per il Pontefice, nelle moderne teorie economiche, prevale spesso una concezione utilitaristica del lavoro, della produzione e del mercato. (segue)
Lutto nazionale, oggi, per le vittime delle scosse del 20 e 29 maggio. Come disposto dal Consiglio dei ministri, bandiere a mezzasta sugli edifici pubblici e, nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, si osserverà un minuto di silenzio e raccoglimento. Questa mattina alle 10, nella parrocchia della Madonna della Neve a Quartirolo di Carpi, si terranno le esequie di don Ivan Martini, il parroco di Rovereto rimasto ucciso martedì 29 dal crollo della chiesa. Presiederà il rito funebre il vescovo di Carpi, mons. Francesco Cavina, a fianco del quale vi saranno il vescovo emerito di Carpi, mons. Elio Tinti, e il vescovo di Cremona, mons. Dante Lafranconi. Don Martini verrà quindi tumulato nel cimitero di Carpi in quanto al momento quello di Rovereto, dove desiderava essere sepolto, risulta inagibile. Sempre alle 10, nella camera ardente di Villa Rosati a Cavezzo, le esequie di Enzo Borghi, che verrà poi sepolto nel cimitero del paese. Nella diocesi di Bologna, in suffragio delle vittime, larcivescovo card. Carlo Caffarra celebrerà una messa oggi alle 18.30 allasilo Stagni di Crevalcore; al medesimo orario pure la messa del vicario generale, mons. Giovanni Silvagni, a SantAgostino, mentre il provicario, mons. Gabriele Cavina, presiederà leucaristia alle 18 a San Vincenzo di Galliera, nei locali dellasilo.