Ad ascoltare Benedetto XVI questa sera a Bresso cerano famiglie, migliaia di famiglie. In totale circa 350 mila persone arrivate dalle prime ore del pomeriggio a colorare il prato con le loro bandiere. Più delle parole erano i loro volti e i loro sorrisi a raccontare dalle felicità di esserci. Una gioia - scandita dai canti dei gruppi di Christian music - che non nasconde le difficoltà e i problemi. E il Papa felice per tanto affetto ha risposto anche alle molteplici preoccupazioni e attese.
Chi non si è commosso questa sera davanti al volto di Cat Tien, la piccola vietnamita che ha salutato il Papa e ha posto un mazzolino di fiori dinanzi allicona della Santa Famiglia? Cè anche Bin, il fratellino, e i genitori Dang e Thao. E le altre famiglie, dallAfrica, dalla Grecia, dagli Usa, dal Brasile…E poi le famiglie ferite dalle separazione, dal divorzio…
Una mobilitazione capillare, per lo più discreta, capace di lasciare il segno. Le associazioni, i movimenti e i gruppi ecclesiali sono stati tra i protagonisti del Family 2012. Nel rispetto dei diversi carismi e dei differenti ambiti di impegno, hanno spianato la strada allIncontro mondiale delle famiglie, scommettendo soprattutto sulla preparazione dei propri associati. Hanno inoltre tracciato possibili percorsi per una ricezione dei temi e delle indicazioni emerse dallevento, così da calarli allinterno della vita ordinaria delle comunità cristiane e negli spazi dellimpegno laicale, dalla politica alla cultura, dalla società alla scuola, alleconomia, al volontariato.
Nella misura in cui viene superata la concezione di uno Stato confessionale, appare chiaro, in ogni caso, che le sue leggi debbono trovare giustificazione e forza nella legge naturale, che è fondamento di un ordine adeguato alla dignità della persona umana, superando una concezione meramente positivista dalla quale non possono derivare indicazioni che siano, in qualche modo, di carattere etico.
Molto positivo lincontro con la Milano laica e cattolica. È il commento di padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana, intervenuto oggi in conferenza stampa, in merito allaccoglienza ricevuta ieri da papa Benedetto XVI, giunto nella città lombarda per il VII Incontro Mondiale delle Famiglie.
Rileggendo i Principi fondamentali della Costituzione repubblicana si può ben comprendere non solo da quale tragedia si era riemersi, ma quali erano e devono rimanere le fondamenta su cui ricostruire la grande casa così devastata dalle violenze della guerra e delle contrapposizioni ideologiche. E oggi messa a dura prova da una crisi e da un terremoto.
Tendete ad alti ideali, siate santi! Ma è possibile essere santi alla vostra età? Vi rispondo: certamente! La santità è la via normale del cristiano: non è riservata a pochi eletti, ma aperta a tutti. E state, attenti, perché il Signore oggi vi chiama. È un invito a puntare in alto e a mettersi in ascolto, non da soli ma con la forza delle Spirito Santo, quello rivolto da Benedetto XVI ai circa 70 mila cresimandi e cresimati dellarcidiocesi ambrosiana radunati questa mattina allo stadio Meazza di San Siro. Molti hanno portato fratelli più piccoli e più grandi, molti sono genitori in coppia, ma ci sono anche educatori, catechisti, sacerdoti, madrine e padrini. È una festa delle famiglie. Lo slogan è Prendi il largo con Pietro e domina la simbologia del mare; ogni parrocchia ha una vela con scritto il nome: una grande flotta di parrocchie che prende il largo insieme a Pietro. Il clima è informale e gioioso, ma cè grande concentrazione dei ragazzi e tensione positiva, sono tranquilli e ordinati. Prima dellarrivo del Papa cè stato anche un attimo di commozione quando la presentatrice Lorena Bianchetti ha letto una lettera di Laura e Mauro, genitori del piccolo Andrea, morto l11 maggio scorso per una leucemia fulminante, il giorno dopo aver ricevuto - in ospedale - il sacramento della Cresima.
"Sono molto lieto di sostare un poco con voi! Rivolgo un affettuoso pensiero di saluto a tutti e a ciascuno in particolare, e vorrei farlo arrivare in modo speciale a quelli che sono malati e molto anziani". Lo ha detto, stamattina, Benedetto XVI, nella sua meditazione per lOra media con clero, seminaristi e consacrati nel duomo di Milano. Ad accoglierlo il card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano, che nel suo saluto ha sottolineato: "Sulla scia di Ambrogio e di Carlo, i fedeli ambrosiani e anzitutto i fedeli consacrati hanno sempre coltivato con consapevole intensità il legame con Pietro. È questo legame anzi che assicura il respiro cattolico alla nostra Chiesa. Lapertura missionaria della Chiesa ambrosiana non si vede solo nellimponente contributo della missio ad gentes, ma sta mostrando tutta la sua fecondità nellassunzione del compito della nuova evangelizzazione, ormai imprescindibile anche in queste nostre terre". Presenti allincontro anche i card. Tarcisio Bertone ed Ennio Antonelli e numerosi vescovi. Per loccasione in duomo cerano anche 300 claustrali.
Ieri sera il Papa alla Scala, non al posto di onore ma in platea. Certamente non una indelicatezza, Benedetto XVI non la conosce proprio, ma un messaggio che solo da lui poteva venire. Ha scelto il posto migliore per ascoltare la magistrale esecuzione della Nona di Beethoven e per ascoltare il mondo, rappresentato nel teatro, dalle delegazioni di famiglie. È il Papa dellascolto. Un ascolto vissuto come spazio interiore per accogliere gli altri e lAltro. Tutta la vita di Benedetto è ascolto perché è dallascolto che nasce il magistero più alto. Come un padre e una madre nei confronti dei figli. Ascoltare è il primo fondamentale passo delleducare e del lasciarsi educare alla verità e alla bellezza.
"La Nona Sinfonia di Beethoven ci permette di lanciare un messaggio con la musica che affermi il valore fondamentale della solidarietà, della fraternità e della pace". Lo ha detto Benedetto XVI al termine del concerto offerto, ieri sera, dal Teatro alla Scala di Milano al Pontefice e alle delegazioni internazionali presenti al VII Incontro mondiale delle famiglie. Un appuntamento a cui hanno partecipato anche i vescovi delle diocesi emiliane colpite dal sisma. "Su questo concerto, che doveva essere una festa gioiosa in occasione di questo incontro di persone provenienti da quasi tutte le nazioni del mondo - ha proseguito il Papa - vi è lombra del sisma che ha portato grande sofferenza su tanti abitanti del nostro Paese".