Di fronte alle sofferenze del terremoto, il Papa ha voluto ricordare la visita al teatro di Arturo Toscanini nel maggio 1946 e la sua esclamazione "è sempre la mia Scala" di fronte alledificio ricostruito dopo la guerra. "La ricostruzione della Scala - ha ricordato Benedetto XVI - fu un segno di speranza per la ripresa della vita dellintera Città dopo le distruzioni della Guerra". Nonostante le difficoltà e le sofferenze del terremoto, ha proseguito il pontefice, "non abbiamo bisogno di un discorso irreale di un Dio lontano e di una fratellanza non impegnativa. Siamo in cerca di un Dio vicino. Cerchiamo una fraternità che, in mezzo alle sofferenze, sostiene laltro e così aiuta ad andare avanti". E proprio a questo "ci sentiamo chiamati da questo concerto". Un segno di pace e fraternità che vale anche e, soprattutto, per le famiglie. "Mi pare che questo messaggio - ha proseguito Benedetto XVI - sia prezioso anche per la famiglia, perché è in famiglia che si sperimenta per la prima volta come la persona umana non sia create per vivere chiusa in se stessa, ma in relazione con gli altri". "È in famiglia - ha concluso il Pontefice - che si comprende come la realizzazione di sé non sta nel mettersi al centro, guidati dallegoismo, ma nel donarsi; è in famiglia che si inizia ad accendere nel cuore la luce della pace perché illumini questo nostro mondo".
"La Nona Sinfonia di Beethoven ci permette di lanciare un messaggio con la musica che affermi il valore fondamentale della solidarietà, della fraternità e della pace". Lo ha detto Benedetto XVI al termine del concerto offerto, questa sera, dal teatro alla Scala di Milano al Pontefice e alle delegazioni internazionali presenti al VII Incontro mondiale delle famiglie. Un appuntamento a cui hanno partecipato anche i vescovi delle diocesi emiliane colpite dal sisma. "Su questo concerto, che doveva essere una festa gioiosa in occasione di questo incontro di persone provenienti da quasi tutte le nazioni del mondo - ha proseguito il Papa - vi è lombra del sisma che ha portato grande sofferenza su tanti abitanti del nostro Paese". In loro onore lOrchestra e il Coro del Teatro, i quattro Solisti e il maestro Daniel Barenboim hanno intonato la Nona Sinfonia di Beethoven, opera che contiene lInno alla gioia di Schiller, inno ufficiale dellUnione Europea. "Le parole riprese dallInno - ha spiegato Benedetto XVI - suonano come vuote per noi, anzi, sembrano non vere", perché siamo "paralizzati dal dolore per così tanta e incomprensibile distruzione che è costata vite umane, che ha tolto casa e dimora a tanti". (segue)
La diocesi di Modena invita i parroci delle chiese storiche della città e dei luoghi interessati dal terremoto ad effettuare una verifica strutturale, realizzata da tecnici specializzati ed esorta per precauzione a tenere chiuse tali chiese, suggerendo che domenica 3 giugno si celebri in ambienti con strutture antisismiche o allaperto. Per solidarietà con le comunità colpite dal sisma, la diocesi ha inoltre scelto di rimandare ad altra data la tre giorni di programmazione pastorale, che era in calendario dal 4 al 7 giugno. Lunedì 4 giugno, giornata di lutto nazionale, la diocesi di Modena-Nonantola invita i sacerdoti a celebrare lEucarestia per le popolazioni colpite dal terremoto e per le vittime del sisma, e rinnova linvito per le comunità parrocchiali alla colletta del 3 giugno. La celebrazione cittadina del Corpus Domini si svolgerà il 7 giugno, a Modena, alle ore 20.30 nella parrocchia di Gesù Redentore, in via Leonardo da Vinci, sul piazzale, allaperto. Seguirà una breve processione eucaristica che terminerà con la benedizione solenne impartita dallarcivescovo.
Il Rinnovamento nello Spirito Santo è presente a Milano al VII Incontro mondiale delle famiglie con oltre 200 delegati. Domani si terrà un meeting nazionale del RnS sul tema Rinnovamento nello Spirito Santo e famiglia. Lincontro inizierà alle ore 9 nella Sala Gold della Fiera MilanoCity. Il programma del meeting dedicato alle famiglie prevede un momento di preghiera comunitaria carismatica, due esortazioni tematiche, unesperienza spirituale e la celebrazione eucaristica. In conclusione del meeting il presidente nazionale, Salvatore Martinez, incontrerà i giornalisti interessati al progetto del Centro internazionale per la famiglia a Nazareth, che sarà poi presentato nella conferenza stampa conclusiva dellIncontro mondiale delle famiglie, il 4 giugno. Interverranno mons. Renzo Bonetti, coordinatore nazionale del Progetto Parrocchia-Famiglia della Cei; don Carlo Rocchetta, fondatore della Casa della Tenerezza; Salvatore Martinez, presidente nazionale RnS. La celebrazione eucaristica sarà presieduta da mons. Fouad Twal, patriarca di Gerusalemme dei Latini. Il Centro internazionale per la famiglia a Nazareth è un progetto promosso dal Pontificio Consiglio per la Famiglia, affidato al Rinnovamento nello Spirito Santo e rappresenta unopera segno del VII Incontro mondiale delle famiglie a Milano.
Piangiamo e soffriamo, come Cristo dinnanzi alla tomba dellamico Lazzaro, con coloro che hanno perso persone care e preghiamo per chi non è riuscito a scampare dalla furia sismica. Sono le parole di Daniel Ciobotea, patriarca della Chiesa ortodossa romena, in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A nome della sua Chiesa, il patriarca si fa vicino nella fede e nella speranza alle sofferenze che le persone delle zone colpite stanno vivendo, condividendo il disagio per le perdite umane e materiali e impegnandosi ad essere accanto a ciascuno di questi fratelli per sostenerne le ansie e le attese. Un pensiero particolarmente solidale viene rivolto ai romeni che in Italia vivono con il popolo italiano il disagio della perdita delle cose care, del lavoro, delle certezze materiale così gravemente danneggiate. Il patriarca si dice certo che dalle macerie si rialzerà una nazione più forte e coesa, più generosa e laboriosa. Noi - promette - vi saremo accanto con la preghiera e con laiuto umano necessario, attraverso la nostra Chiesa dItalia, nel sostenere i tanti, italiani e romeni, che in loco hanno bisogno di tutto. Un pensiero finale viene rivolto alla festività del 2 giugno, perché rappresenti un giorno di speranza e di rinascita per unItalia più forte e solidale.
(Finale Emilia, dallinviato Sir) - Ci stiamo avviando verso una forma di coordinamento delle diverse Caritas diocesane che possa essere di supporto allimpegno straordinario che in questo momento è richiesto. Lo spiega al Sir (clicca qui) il delegato regionale della Caritas, Gianmarco Marzocchini, al termine della riunione che si è tenuta oggi pomeriggio a Finale Emilia, ricordando che le diverse Caritas, a livello sia diocesano sia parrocchiale, avevano già prima del terremoto unintensa attività quotidiana. Il nostro ruolo è quello di essere a supporto delle Caritas locali, puntualizza Luca Manfredini, che a Finale rappresenta il Coordinamento regionale della Caritas e segue il magazzino allestito nella zona industriale. Per il momento, le tende rappresentano il bene più richiesto: una parrocchia ne ha chieste 40, altre 5 sono in partenza per il mirandolese e così via. Con la scossa di martedì tutto il carpigiano è in stato di necessità, rimarca Manfredini, mentre Marzocchini evidenzia il dato psicologico che porta a non accettare quello che è successo mentre, al tempo stesso, è forte lattaccamento alla propria casa e a ciò che vi è dentro.
Il Pontefice ha quindi lodato quanto la diocesi di Milano ha fatto e continua a fare per andare incontro concretamente alle necessità delle famiglie più colpite dalla crisi economico-finanziaria, e per essersi attivata subito, assieme allintera Chiesa e società civile in Italia, per soccorrere le popolazioni terremotate dellEmilia Romagna, che sono nel nostro cuore e nella nostra preghiera e per le quali invito, ancora una volta, ad una generosa solidarietà. Spetta ora a voi, eredi di un glorioso passato e di un patrimonio spirituale di inestimabile valore - ha sostenuto Benedetto XVI -, impegnarvi per trasmettere alle future generazioni la fiaccola di una così luminosa tradizione. Voi - ha proseguito - ben sapete quanto sia urgente immettere nellattuale contesto culturale il lievito evangelico. La fede in Gesù Cristo, morto e risorto per noi, vivente in mezzo a noi, deve animare tutto il tessuto della vita, personale e comunitaria, privata e pubblica, così da consentire uno stabile e autentico ‘ben essere, a partire dalla famiglia, che va riscoperta quale patrimonio principale dellumanità, coefficiente e segno di una vera e stabile cultura in favore delluomo. Per il Papa, la singolare identità di Milano non la deve isolare né separare, chiudendola in se stessa.
Essere un crocevia - Mediolanum - di popoli e di culture. È questa la vocazione di Milano, come ha detto, stasera, Benedetto XVI (clicca qui), incontrando la cittadinanza a piazza Duomo, nel suo primo impegno per la visita pastorale allarcidiocesi di Milano, in occasione del VII Incontro mondiale delle famiglie. Il Papa è stato accolto dai cardinali Angelo Scola, Ennio Antonelli e Dionigi Tettamanzi. La storia e i destini di questa ‘terra di mezzo (Mediolanum) sono impregnati da un solido intreccio di cristianesimo e civiltà ha detto il card. Scola rivolgendosi al Pontefice. L‘arcivescovo ha quindi aggiunto che i cristiani sono a loro agio nella società plurale, non sono profeti di sventura, ma testimoni e quindi edificatori tenaci di vita buona. Tra le autorità presenti il ministro per la cooperazione internazionale e l‘integrazione, Andrea Riccardi, e il presidente della Giunta regionale della Lombardia, Roberto Formigoni. La città ha saputo coniugare sapientemente - ha osservato il Papa - lorgoglio per la propria identità con la capacità di accogliere ogni contributo positivo che, nel corso della storia, le veniva offerto. Ancora oggi, Milano è chiamata a riscoprire questo suo ruolo positivo, foriero di sviluppo e di pace per tutta lItalia. (segue)
Una piazza cosmopolita, allegra, piena di lingue e di colori diversi. Così la piazza del Duomo si presenta davanti a Benedetto XVI. Ci sono pellegrini da tutta la diocesi di Milano, naturalmente. Ma anche da tutta la Lombardia e non solo. Ci sono i turisti, che si fermano appoggiati alle transenne scrutando la folla che si assiepa. Ci sono i partecipanti al Family 2012 che arrivano alla spicciolata nella zona loro dedicata. Vengono da 150 diversi Paesi del mondo. Si stringono le mani, si abbracciano. È una festa. E il clima della festa è tutto intorno. In galleria, sotto i portici… Milano, sempre in movimento, sembra aspettare il momento buono per fermarsi. In piazza si allestiscono gli striscioni, si levano le bandiere. La gente cerca riparo dal sole con gli ombrelli, i foulard distribuiti dal servizio dordine. E tra un canto e laltro - ci sono gruppi e scolaresche che fanno la loro parte - lentusiasmo sale, si prepara. Esplode nellapplauso quando arriva il Papa.
In questo tempo di grande travaglio, Milano è cambiata. È vero e naturale. È forse meglio dire che sta cercando il suo nuovo volto. Frammentazione, progettualità diverse e talora contrastanti, necessità di ripensare il mondo del lavoro e della finanza, di cui Milano resta in Italia la capitale, fame di educazione e di cultura, incontrano già risposta in non pochi luoghi vivi. Così il card. Angelo Scola si è rivolto questa sera a Benedetto XVI in piazza Duomo. Difatti - ha continuato larcivescovo - si intravvedono i lineamenti della Milano del futuro. I cristiani stanno contribuendo a questa comune impresa. Sono a loro agio nella società plurale; non sono profeti di sventura, ma testimoni e quindi edificatori tenaci di vita buona. Consapevoli che la vera novità non è tanto linedito, quanto piuttosto linnesto dellantico nelle condizioni mutate delloggi. A questo riguardo il cardinale ha citato la straordinaria esperienza degli oratori: più di 400.000 bambini e ragazzi si apprestano a vivere lappassionante esperienza delloratorio estivo e la capillare condivisione del bisogno materiale e spirituale, soprattutto degli ultimi, che può contare su migliaia, in senso letterale, di istituzioni ed iniziative di condivisione. Infine un richiamo ai recenti terremoti che hanno visto diversi gesti di solidarietà che fanno di Milano una città attraente.
Le testimonianze allincontro su Separati, divorziati, risposati civilmente, svoltosi allUniversità Statale nellambito del Family 2012, prosegue con varie testimonianze. Vittorio, marito e padre di due figli, dopo 15 anni viene lasciato dalla moglie: Da allora in poi è stato tutto un andare e venire per Tribunali, i figli ne hanno sofferto moltissimo. È difficile vivere e svolgere il ruolo di genitori in questo contesto, ammette. Giorgio ha vissuto una storia simile, una vicenda di mutilazione negli affetti. Piange mentre spiega quanto gli è accaduto; si riprende però nel momento in cui il racconto passa dal passato al presente, a un nuovo amore che è nato, accompagnato da una unione civile e da altri tre figli. Ora mia moglie e io abbiamo cinque figli, due del precedente matrimonio e tre insieme. Organizziamo pranzi insieme, insieme cerchiamo di vere le feste e i due maggiori sono orgogliosi dei tre fratelli minori. Unesperienza diversa è quella che raccontano Clive e Kathy Jones, giunti a Milano dallIrlanda: spiegano che anche una unione può entrare in crisi dopo 30 anni quando ciascuno vive per sé e percorre la propria strada. Don Eugenio Zanetti, della diocesi di Bergamo, indica alcuni possibili impegni per la pastorale ordinaria delle parrocchie per rimanere accanto a chi vive situazioni difficili. E segnala limportanza del lavoro per continuare ad amare e della festa per continuare a sperare.
Abbiamo distrutto la nostra vita di coppia. Il paradiso è diventato un inferno. Louisette, francese di Rennes, insegnante, racconta la sua storia di donna divorziata e di madre che ha visto vanificati i sogni della propria vita. Durante lincontro su Separati, divorziati, risposati civilmente tra lavoro e festa, al Family 2012, porta, davanti a 400 persone, la sua vicenda personale e familiare, dolorosa ma vera. Come avevamo potuto lasciar sprofondare la nostra relazione? Cosa avevamo fatto della nostra promessa del primo giorno? Quale il peso delle nostre scelte sui figli?. Fatti e domande, che si incrociano in una testimonianza che giunge a ricordare: La posta in gioco è fondamentale: occorre ritrovare la pace dentro di sé e intorno a sé, per tornare a vivere. Si susseguono le testimonianze: André è originario dellisola di Mauritius. Giunto da emigrato in Italia nel 1990 con la moglie, ha la gioia di un lavoro e dei figli. Poi la moglie lo abbandona, senza fornirgli spiegazioni, né tanto meno risposte. Ho avuto la tentazione di non credere più nellamore. Ma poi ho trovato, anche grazie alla fede, la gioia del perdono, e oggi porto ancora la fede al dito; i figli sono stati lo stimolo a non lasciarmi andare. Non tutto si chiarisce nella vita di André, ma è tornato a vivere: il datore di lavoro e altre famiglie lo hanno aiutato. Ho scoperto - afferma - che cosa sia concretamente la provvidenza.
Lo scrittore Alessandro DAvenia prosegue la riflessione partendo dal mondo degli studenti per arrivare gli adulti: Per diventare adulti è necessario ‘adolescere, che significa portare a pieno compimento ciò che già cè. E il processo non si ferma, non si smette di portare a compimento, anche nelladulto: non per essere adolescenti di ritorno, ma perché nessuno come i ragazzi ha conservato il desiderio. Dunque si cresce sempre. DAvenia continua ricordando che lo studio è il lavoro dei ragazzi. Come gli adulti nel lavoro coltivano loro stessi, così i ragazzi non devono studiare per linterrogazione, ma per lamore del sapere. Lo scrittore cita poi Gaudium et Spes 67: Sappiamo per fede che luomo, offrendo a Dio il proprio lavoro, si associa allopera stessa redentiva di Cristo, il quale ha conferito al lavoro una elevatissima dignità, lavorando con le proprie mani a Nazareth.
Fino a quando sono piccoli i bambini sono tenerissimi - mamma ti voglio bene, voglio stare sempre con te, non ti abbandonerò mai, dicono -. E poi, a un certo punto, come dimprovviso, cambia tutto: che cosa vuoi dalla mia vita? Che cosa facevi tu alla mia età?. Lincontro su Adolescenti e giovani tra festa e tempo libero, nellambito del Family 2012, inizia con la proiezione di tre video tra cui uno spezzone di uno spettacolo del comico Fiorello che dipinge in poche battute il passaggio dallinfanzia alladolescenza. I video hanno introdotto la discussione tra lo psichiatra Gustavo Charmet e lo scrittore e insegnante superiore Alessandro DAvenia. Charmet sottolinea nella sua relazione la dinamica che si crea tra il gruppo dei pari e la famiglia, ponendo una serie di interrogativi sui quali invita alla riflessione: Il gruppo di amici, anche nella celebrazione della festa, acquista un valore crescente nella vita, nella ritualità della vita degli adolescenti. Che cosa può fare la famiglia per controbilanciare la trasformazione del tempo libero solamente in tempo del divertimento? Quale alleanza educativa è possibile costruire per rinsaldare lalleanza tra la festa del gruppo dei pari e la festa della famiglia in senso stretto?. (segue)
Stipulato il primo accordo in Italia tra una associazione di pensionati e una banca per garantire conti correnti a costo zero per laccredito mensile delle pensioni. La Fap (Federazione anziani e pensionati Acli) e il Banco popolare hanno firmato un patto che prevede l‘offerta di servizi bancari agli associati Fap attraverso il nuovo Conto Libretto: si tratta un conto corrente innovativo, senza canone né spese, che abbina alla completezza dei servizi del conto corrente la semplicità del tradizionale libretto di risparmio. Conto Libretto offre queste condizioni privilegiate: canone zero e operazioni illimitate; accredito della pensione gratuito; prelievi e versamenti allo sportello gratuiti; bonifici e domiciliazioni gratuiti; carta bancomat e carte di credito gratuite. Conto Libretto conserva inoltre il tradizionale libretto fisico su cui vengono annotate tutte le operazioni e che viene conservato dal titolare. L‘offerta è destinata agli associati Fap-Acli che non siano già titolari di un conto corrente presso il Banco popolare o il Credito bergamasco oppure che abbiano provveduto alla chiusura di tali rapporti entro il 30 dicembre 2011. Il Banco popolare, sempre nel quadro dell‘offerta Conto Libretto, ha messo a disposizione degli iscritti Fap-Acli la possibilità di accedere ai finanziamenti garantiti dalla cessione del quinto della pensione.
Confido che la prossima settimana il giornale possa uscire. Lo annuncia Luigi Lamma, direttore del settimanale diocesano di Carpi Notizie, che questa settimana non è uscito a causa del sisma (ed è stato ospitato dalle pagine di Nostro Tempo, settimanale della vicina arcidiocesi di Modena-Nonantola). La sede della redazione, al momento, non è agibile e ieri con non pochi rischi e patemi - riferisce il direttore - il nostro grafico Fabrizio è andato insieme ai Vigili del fuoco a recuperare in tutta fretta alcuni computer della redazione. Ora un amico con uno studio grafico - prosegue Lamma - ci ha dato ospitalità in alcuni locali vuoti. Tra oggi e domani, una volta avute le assicurazioni circa la sicurezza degli ambienti, vediamo di sistemarci e di capire cosa ci può servire nellimmediato. Confido che la prossima settimana il giornale possa uscire anche se nella parte della diocesi più interessata al sisma sarà un problema recapitare il giornale. Lamma ricorda come sul piano pastorale la situazione sia tragica, con solo 4 chiese utilizzabili su una cinquantina presenti in diocesi. Serve davvero - sottolinea - un sostegno forte anche sul piano della riorganizzazione della vita delle nostre comunità. In ogni caso - conclude - penso sia importante far sentire la nostra presenza e la vicinanza della Chiesa tutta che a cominciare dal Papa è davvero un conforto e un incoraggiamento.
Nellesperienza di don Pietro Sigurani, parroco della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo a Roma, la celebrazione domenicale ci fa incontrare Dio ‘relazione e ci dona un rapporto carnale con lui ‘parola e cibo e tra noi. Questo rapporto carnale genera la gioia di sentirci famiglia di famiglie. Infatti la festa nasce dalla scoperta del Dio di Gesù ‘relazione di persone che si amano. Don Roko Glasnović, sacerdote della parrocchia di san Giacomo a Sibenik (Croazia), ha raccontato, invece, che ci sono diversi incontri dopo la messa, dove alcune famiglie, è meglio dire coppie, rimangono nella comunione e nella conversazione, e dopo vanno al pranzo familiare. È nata così lidea di aiutare le famiglie bisognose: cinque famiglie ne aiutano unaltra con circa 100 euro ogni mese, una bella forma di solidarietà. Don Glasnović ha poi sottolineato che le catechesi per la famiglia si svolgono nel pomeriggio di domenica, mentre dei bambini si prendono cura gli animatori. Queste catechesi sono state preparate lanno scorso in occasione del primo incontro nazionale delle famiglie in Croazia, a cui è intervenuto anche Benedetto XVI.
La celebrazione delleucarestia non è un momento separato o a parte, bensì inserito nella vita e nella storia delle persone e della comunità. È questa lesperienza di mons. Olinto Ballarini, sacerdote fidei donum a Lusaka, in Zambia, che questo pomeriggio è intervenuto allincontro La Domenica in famiglia: tempo della comunione e della missione, uno dei momenti tematici del programma del VII Incontro mondiale delle famiglie in corso a Milano. Mons. Ballarini ha paralato della sua esperienza africana con le Piccole comunità cristiane (Small Christian Communities), che adottano uno stile di Chiesa del vicinato, ovvero una nuova comprensione dellessere Chiesa di Gesù Cristo, che viene resa sua espressione viva a partire dallEucarestia domenicale (nella parrocchia in comunione con il vescovo) e nella comunione di piccole comunità. Queste comunità vivono ciò che celebrano e ogni domenica viene preparata la chiesa, lanimazione liturgica, la cura e accoglienza della comunità; vengono preparati con cura anche i ministeri legati alla celebrazione: lettorato, distribuzione dellEucarestia, ammalati, accoglienza, giovani-ragazzi, guide della preghiera. Le Scc si trovano poi anche nelle case, dove avviene la formazione, lo studio della Bibbia, la progettazione del cammino. (segue)
Lopera di distruzione del terremoto ha colpito anche le strutture del Movimento per la vita in Emilia Romagna. Non pochi dei 23 Centri di aiuto alla vita operanti nella Regione - spiega in una nota il Mpv - non sono più in grado di operare interrompendo così lattività di incontro e sostegno delle donne in difficoltà per una gravidanza inattesa o indesiderata. Situazioni di difficoltà destinate, per giunta, ad aumentare a causa dei problemi abitativi e della crisi del sistema produttivo come insegna lesperienza maturata in occasione di precedenti catastrofi. In attesa di poter elaborare un piano organico di sostegno che richiede una conoscenza completa degli effetti del terremoto sul territorio e sulle strutture del Movimento, è stato costituito un fondo nazionale sul quale è possibile da subito testimoniare la propria solidarietà con la vita nascente. Per informazioni e contribuit: www.mpv.org.
La reazione del ministro della giustizia ungherese non si è fatta attendere e, in un comunicato, ha ricordato che il rapporto di Ai ha omesso di segnalare le misure che lUngheria ha preso negli ultimi due anni per garantire il rispetto dei diritti umani, passando sotto silenzio le offese subite dalle minoranze etniche ungheresi allestero. Il ministro ha ribadito che né il governo ungherese né nessunaltra organizzazione, politica o civile, ha il diritto o la possibilità di interferire con il lavoro quotidiano dei media tradizionali o digitali. Dal comunicato si apprende che la legge ungherese sulla Chiesa è riconosciuta come una delle più liberali dEuropa anche dalla Commissione di Venezia del Consiglio dEuropa, e non toglie a nessuno la liberà di praticare la propria religione. Per quanto concerne la situazione dei rom, il ministro ha richiamato ladozione da parte del governo di misure decisive per aumentare lefficienza del sistema giudiziario, delle procedure penali e della polizia allo scopo di contrastare limpunità e garantire che i rom non siano più oggetto di violenti attacchi. Per quel che riguarda le critiche espresse da Ai sulla nuova costituzione ungherese, infine, si evidenzia la conformità alla tradizione costituzionale europea, la soddisfazione dei requisiti dello stato di diritto e il rispetto degli impegni assunti dallUngheria dopo ladesione allUe nel 2004.
(Sir Europa - Bratislava) - Restrizioni alla libertà di espressione e a quella religiosa e gravi discriminazioni contro la popolazione rom: sono questi i punti più criticati da Amnesty international (Ai), per la parte relativa allUngheria, nella Relazione sugli Stati 2011 pubblicata nei giorni scorsi. Secondo Orsolya Jeney, direttrice della sezione ungherese di Ai, la nuova legislazione del Paese sui media potrebbe dare adito a eccessive e ingiustificate limitazioni del diritto alla libertà di espressione e di opinione. Jeney ha affermato che già lanno scorso vi erano state restrizioni alla libertà religiosa dopo ladozione della legge sulla Chiesa che conferiva ai legislatori il diritto di decidere circa lo status di Chiesa delle organizzazioni. Secondo la relazione, la discriminazione contro i rom è uno dei maggiori problemi dellUngheria e si citano a questo proposito gli avvenimenti di Gyongyospata, un villaggio al nord dellUngheria che nella primavera scorsa era stato scenario di tensioni razziali. Ai ha citato la nuova costituzione ungherese entrata in vigore allinizio di gennaio, affermando che la protezione dei diritti del feto dal concepimento rappresenta un passo indietro in termini di diritti umani poiché potrebbe condurre a una legislazione imprevedibile. (segue)
Una sfilata sobria ed essenziale, che si caratterizza come opportunità per un risveglio fattivo della solidarietà verso le popolazioni colpite dal terremoto. Così mons. Vincenzo Pelvi, ordinario militare per lItalia, definisce la Festa del 2 giugno in unintervista a Radio Vaticana. La ricorrenza, prosegue larcivescovo, è un evento dedicato esclusivamente alla memoria delle vittime, al dolore delle famiglie e di intere comunità che hanno visto frantumare i simboli della loro storia oltre che gli spazi fisici della preghiera, del lavoro e della festa. La maturità dellItalia è nel fare buon uso delle prove, sostiene mons. Pelvi, secondo il quale il 2 giugno conferma limpegno di tutti, particolarmente della famiglia militare, per diffondere una visione solidale delluomo, la necessità di coesione nazionale, una concezione buona e retta della vita. Nessuna calamità naturale può indebolire tra i cittadini lattaccamento e lappartenenza radicata alla comunità nazionale, afferma larcivescovo citando quella coscienza unitaria che è sopravvissuta a prove terribili e che saprà superare anche le difficoltà non facili che oggi ci sono davanti. Mons. Pelvi richiama lesempio delle centinaia di militari che in queste ore rimuovono detriti, trasportano derrate, danno supporto logistico ai campi di accoglienza, esprimendo loro riconoscenza.
In un tempo di grandi trasformazioni della società indiana dalla Chiesa arriva forte il richiamo a non smarrire il valore della famiglia e a riscoprire le relazioni. È questa la testimonianza, raccolta dal Sir tra i corridoi della Fiera di Milano, della famiglia Joseph presente insieme ai quattro figli al VII Incontro mondiale delle famiglie. Rifon e la moglie Tessy provengono dallarcieparchia di Ernakulam, nello Stato indiano del Kerala. La famiglia - spiega Rifon, che da 16 anni coordina le attività di pastorale familiare della Chiesa locale - è una risorsa necessaria in questo tempo non solo per lIndia, come ci dimostra questo incontro mondiale. La famiglia Joseph racconta il volto di un Paese in grande trasformazione da un punto di vista economico e sociale. Lo sviluppo - racconta Rifon - ha portato con sé aspetti positivi, ma anche uneccessiva attenzione al profitto e ai soldi. Io sono cresciuto con la consapevolezza che i miei genitori fossero un modello da seguire. Oggi questa consapevolezza si sta un po perdendo. Da qui la necessità di richiamarla, anche dialogando con le altre religioni. Tra poche ore Rifon, Tessy e i loro figli vedranno il Papa per la prima volta nella vita: Aspettiamo con trepidazione e gioia questo incontro. Un altro dono del Family, un incontro che ha il sapore della Pentecoste.
Domani, alle ore 9.30, il card. Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, si recherà allOspedale dellAnnunziata, e in particolare al Reparto di terapia intensiva neonatale, per linaugurazione della nuova struttura, realizzata su progetto dellOspedale dellAnnunziata condiviso dalla Chiesa di Napoli, indispensabile per il rapido soccorso dei bambini a rischio di encefalopatie causate da asfissie neonatali, subite durante il parto. Le risorse finanziarie necessarie per approntare un posto letto dedicato, completo di sofisticate attrezzature necessarie per il trattamento di ipotermia dei neonati asfittici, ai fini della prevenzione di danni neurologici, sono frutto di una generosa donazione degli eredi di Lidia e Vincenzo Scarpetta e in particolare del figlio Edoardo, nonché del ricavato dellasta di Beneficenza, tenutasi lo scorso 5 gennaio 2012 presso il Teatro Mediterraneo della Mostra dOltremare, per volere dello stesso card. Sepe. Alla manifestazione inaugurale, presieduta dal direttore generale dellAzienda ospedaliera Santobono-Pausilipon, Annamaria Minicucci, prenderanno parte i rappresentanti della famiglia Scarpetta, autorità e operatori sanitari.
Mancano pochi giorni alla scadenza, prevista per il 5 giugno, delliscrizione al Corso di formazione per operatori pastorali Linee di pastorale migratoria promosso dalla Fondazione Migrantes. Liniziativa, spiegano gli organizzatori, vuole fornire una solida base di formazione per agire con efficacia e ‘in rete nella pastorale della mobilità umana, attraverso chiavi di lettura sociologico-ecclesiali e teologico-pastorali. Tra i relatori del corso: padre Gabriele Bentoglio, sottosegretario del Pontificio Consiglio per i migranti e gli itineranti; mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes; Delfina Licata, caporedattore del Rapporto Migrantes Italiani nel Mondo; padre Giovanni Terragni, del Simi; padre Luigi Sabbarese, docente alla Pontificia Università Urbaniana; Maurizio Certini, presidente del Centro internazionale La Pira di Firenze; Maurizio Ambrosiani dellUniversità degli Studi di Milano; Caterina Boca della Caritas di Roma. Il Corso si svolgerà a Roma nella Domus Pacis (via di Torre Rossa 94) dal 25 al 28 giugno. Info: www.migrantes.it/unpir.
Si svolgerà a Roma, dal 21 al 23 giugno, il IX Simposio internazionale dei docenti universitari sul tema: Giovani Formazione Università. La cerimonia inaugurale dell‘incontro avrà luogo il 21 giugno alle ore 16, nella Sala della Protomoteca del Campidoglio. Il 22 e il 23 giugno i lavori proseguiranno nell‘Auditorium Antonianum in Via Merulana 124. Alliniziativa partecipano docenti provenienti non solo dall‘Europa, ma anche dagli Stati Uniti, dal Sudamerica, dall‘Africa e dall‘Asia. Il 21 giugno, dopo i saluti delle autorità, Cesare Mirabelli, presidente del Comitato scientifico, presenterà i lavori, mentre gli interventi introduttivi saranno affidati al card. Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, e al ministro dellIstruzione, dellUniversità e della Ricerca, Francesco Profumo. Le relazioni introduttive sono affidate a Salvatore Rossi, vicedirettore generale della Banca dItalia (Artigiani o scienziati? Capitale umano e crescita economica), e a Salvador Giner, dellUniversità di Barcellona (Luniversità di fronte alle attese dei giovani.) Seguiranno le testimonianza di Maria Carmela Benvenuto, dellUniversità Sapienza di Roma, e di Massimo Caneva, del Mae. Il moderatore è Giuseppe Dalla Torre, rettore della Lumsa.
Bisogna insegnare alle persone a pregare, insieme, aiutando la famiglia a scoprire limportanza di essere famiglia, anche nel contesto dellEucarestia. Lo ha dichiarato oggi alla conferenza stampa di chiusura della mattinata del VII Incontro mondiale delle famiglie il card. Sean OMalley, arcivescovo di Boston e presidente della Commissione attività Pro-Vita. Nei Paesi occidentali - ha proseguito il cardinale - siamo ormai dipendenti dal divertimento, così la gente va in chiesa chiedendo di essere divertita. Dallaltra parte ci scontriamo con una cultura altamente individualistica, anche nel modo di pregare. Da qui la diffusione di pratiche come la new age. Per questo, ha proseguito il cardinale, dobbiamo essere insieme nella Chiesa e preparare le famiglie allincontro. Sul tema dellindividualismo è tornato anche lAbbé Barthélémy Adoukonou, segretario generale della Conferenza episcopale dellAfrica occidentale francofona. Nella nostra cultura - ha spiegato il vescovo del Benin - la festa più importante è la festa che raduna tutti i membri della parentela nella memoria ancestrale. Il culto degli antenati diventa così il luogo di incontro tra la Chiesa e lAfrica tradizionale. Voi europei in cui la famiglia è uscita dalla parentela, nel senso dellindividualismo, dovreste riscoprire questa dimensione della festa come incontro tra generazioni.
Matrimonios en victoria è un movimento di famiglie in Costa Rica, racconta la famiglia Gallo Quiros, giunta nei giorni scorsi a Milano per il Family 2012, mentre i genitori attendono davanti allaula della Fiera Milanocity dove stanno giocando le tre figlie, Julia, Ariana e Himena. La famiglia Gallo Quirinos è abituata a seguire percorsi di riflessione comuni tra genitori e figli, proprio come il congresso teologico del XVI Incontro mondiale delle famiglie. I ragazzi hanno infatti svolto durante le tre giornate un percorso parallelo al convegno, giocando e riflettendo insieme, sul tema famiglia, lavoro e festa. Con il nostro movimento ci ritroviamo tutte le settimane e seguiamo un percorso parallelo tra genitori e figli, sulle stesse tematiche, ovviamente con sfumature diverse. Vogliamo cogliere loccasione dellincontro mondiale - spiegano i coniugi al Sir - per fare un passo in più al nostro ritorno, loccasione per iniziare un vero e proprio percorso di catechesi dalle famiglie per le famiglie.
Ladozione resta una delle alternative fondamentali allaborto. Lo hanno ribadito questoggi, dal VII Incontro mondiale delle famiglie, il Movimento per la vita italiano (Mvp) e lassociazione Comitato di Collegamento di Cattolici per una Civiltà dellAmore che si sono uniti per rinnovare lo slogan lanciato nel 1997 da Madre Teresa di Calcutta: Adoption no Abortion. Ladozione è una possibile soluzione allaborto come dimostra anche lesperienza di Progetto Gemma che è unadozione a distanza per sostenere la mamma ed il nascituro ha detto Paola Mancini, segretaria generale del Mpv. Nonostante queste opportunità in Italia a fronte di un numero di 200 mila famiglie disposte ad adottare, ci sono ancora circa 120 mila aborti allanno. Con questa iniziativa - afferma Giuseppe Rotunno, Segretario Nazionale del Comitato - vogliamo far sapere a tante donne e famiglie in difficoltà che un bimbo inatteso può trovare quellaccoglienza umana di cui ha bisogno. Per questo è attivo anche un numero verde (800813000) a cui chiedere tutte le informazioni necessarie per aiutare le donne che affrontano da sole gravidanze indesiderate. In questi giorni - ha concluso Mancini - siamo impegnati nella campagna Uno di Noi per chiedere al Parlamento europeo di riconoscere allembrione la dignità di persona. Questo però non basta se non si offrono alternative praticabili allaborto.
Aiutare 40 donne egiziane a costruire un futuro per loro e le loro famiglie. È questo il progetto, presentato in occasione del VII Incontro mondiale delle famiglie, che vede fianco a fianco il Patriarcato copto-cattolico e il Comitato di cattolici per una Civiltà dellAmore. Da anni - spiega Giuseppe Rotunno, segretario nazionale dellassociazione - siamo impegnati oltre che nelle adozioni a distanza con liniziativa adotta un papà, lanciata nel 2001 insieme a Giovanni Paolo II, che ha permesso ladozione di oltre mille genitori in 15 Paesi. Come naturale prosecuzione abbiamo deciso di allargare il progetto alle madri rispondendo allappello del patriarca di Alessandria dei copti, il card. Antonios Naguib. Secondo quanto riferiscono dal patriarcato copto-cattolico dalla rivoluzione del 25 gennaio 2011 la situazione economica in Egitto è diventata più difficile e la percentuale di persone che soffrono la povertà è arrivata al 40%. Grazie al sostegno dellassociazione lUfficio di Sviluppo del Patriarcato Copto potrà così organizzare alcuni corsi di formazione per donne, iniziando con un primo gruppo di quaranta, e sostenendole nellavvio di unattività. A loro - continua Rotunno - verrà insegnato a realizzare piccoli lavori manuali, la cui vendita permetterà di sostenere lintera famiglia. Sarà un modo per tendere la mano alle famiglie dellaltra sponda del Mediterraneo.
Da Haiti sono venute qui a Milano le persone più impegnate, le più appassionate e attive nella nostra comunità cristiana, spiega al Sir Jean Guillome Felix mentre suona la chitarra in mezzo cerchio formato dalla delegazione di Haiti nel corridoio del centro congressi di Milano. Gli ospiti centroamericani sono rimasti colpiti in particolare dalla relazione delleconomista Luigino Bruni e dalla sua spiegazione di cosa sia la gratuità. Interessante la differenza tra gratis e gratuità - osserva Felix -: è proprio vero che il gratuito ha valore infinito, non valore zero. Ciascuno di noi mette infatti del gratuito quando si impegna per far bene il proprio lavoro. Sicuramente porteremo con noi limmagine del muratore nel campo di concentramento nazista che per difendere la sua dignità e la sua professionalità costruisce il muro diritto per i suoi carcerieri. Essere qui a Milano - osserva ancora Felix - è una straordinaria opportunità anche per il nostro cammino di fede. Vivere il congresso e vivere lincontro con il Santo Padre è una grazia particolare.
Nella diocesi di Huacho in Perù sta nascendo la pastorale famigliare, racconta Gregory al Sir, giovane papà membro della delegazione internazionale proveniente dal Perù presente al Family 2012. Nel nostro gruppo sono presenti catechisti e persone impegnate nelle parrocchie, e siamo qui per imparare, per ascoltare, per incontrare altre esperienze così da poter tornare e dare un forte impulso alla pastorale familiare nella nostra terra. Dalla diocesi di Huacho i delegati sono trentuno, con due sacerdoti e tre bimbi; anzi i bimbi sono quattro, perché, come spiega lei stessa, Mayra porta dentro di sé una piccola creatura. Per noi questa sarà probabilmente lunica occasione nella vita di incontrare il Santo Padre, prosegue Gregory: siamo qui per ricevere la sua benedizione e per vivere di persona la sua presenza come segno della universalità della Chiesa.
Nella riflessione del card. Antonelli, la famiglia è un fenomeno universale nella storia del genere umano. A parte variazioni accidentali, ha una struttura permanente, costituita dal rapporto tra i due sessi, legame uomo-donna, e dal rapporto tra le due generazioni, legame genitori-figli. Anche oggi, secondo le indagini statistiche, la famiglia costituita da una coppia stabile con figli, è al primo posto nelle aspirazioni della gente, seguita al secondo posto dal lavoro. La famiglia autentica comporta la donazione totale reciproca dei coniugi e la loro comune donazione ai figli mediante la procreazione, la cura e leducazione e permette lo sviluppo di legami non solo affettivi, ma anche etici. Il card. Antonelli ha concluso la sua sintesi con un auspicio: La cultura individualista, utilitarista, consumista, relativista ha impoverito le relazioni umane e ha compromesso la fiducia tra le persone; ha provocato la crisi delleconomia, del lavoro e della famiglia. La riscoperta delluomo come soggetto essenzialmente relazionale e la cura per la buona qualità delle relazioni porteranno al superamento della crisi del lavoro e della famiglia. La crisi fa emergere il malessere latente da tempo e apre prospettive nuove.
Lintervento del card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio della famiglia, ha concluso stamattina i lavori dellassemblea plenaria del Congresso internazionale teologico pastorale (clicca qui), allinterno del VII Incontro mondiale delle famiglie (Milano, 30 maggio - 3 giugno) al MiCo Fieramilanocity. Il card. Antonelli ha evidenziato che il tema La famiglia: il lavoro e la festa è stato trattato in una prospettiva prevalentemente antropologica, secondo lispirazione della Genesi riguardo ai tre nuclei tematici, tre beni che si realizzano nella relazione con gli altri e con Dio. Questa relazionalità è da valorizzare: Gli altri non vanno guardati come rivali da sovrastare e utilizzare, ma come alleati con i quali aiutarsi, per crescere insieme. Non è lecito ridurli a strumento. Sono un bene in se stessi e meritano di essere rispettati, amati e valorizzati. Nellattuale contesto in cui la persona è ridotta ad individuo, la società a gioco dinteressi, la felicità a piacere, la verità a opinione, anche la famiglia, il lavoro e la festa subiscono riduzioni e distorsioni. Tutte le dimensioni della vita devono essere plasmate dallamore. Secondo il card. Antonelli non solo nella famiglia e nella festa, ma anche nel lavoro e nelleconomia deve prevalere la logica del dono, integrando utilità e gratuità, bene strumentale e bene voluto per se stesso. (segue)
(Sir Europa - Bruxelles) - Il tasso di disoccupazione nellarea euro ha raggiunto l11% alla fine di aprile 2012: lo attesta Eurostat, che al contempo indica un tasso del 10,3% per lUe27. Nei 17 Paesi che adottano la moneta unica le persone senza impiego sono cresciute di 1,1 punti percentuali nellarco di dodici mesi, mentre nei 27 Stati dellUe laumento è più contenuto (0,8%). Listituto di statistica della Commissione europea stima che le persone senza lavoro sono complessivamente 24 milioni e 667mila; in un anno i disoccupati sono aumentati di quasi 2 milioni di unità in ragione della crisi economica. Le percentuali più elevate a livello nazionale si confermano quelle di Spagna (24,3%), Grecia (21,7), Lettonia e Portogallo (15,2). I livelli di disoccupazione più contenuti sono invece quelli che si verificano in Austria (3,9%), Lussemburgo e Paesi Bassi (5,2), Germania (5,4). Rispetto a un anno fa - segnala Eurostat - la disoccupazione è aumentata in 15 Stati, è diminuita seppur lievemente in 11 ed è rimasta stabile in Irlanda. Il numero dei giovani, di età inferiore a 25 anni, che risulta senza impiego è di 5 milioni e 462mila, con un aumento di quasi 300mila unità rispetto ad aprile 2011. La situazione più problematica è, in questo caso, quella della Grecia (52,7% di giovani fuori dal mercato del lavoro), seguita dalla Spagna 51,5).
La Chiesa è nata intorno allEucaristia e in essa abbiamo qualcosa di più importante del divertimento: abbiamo lamore portato agli estremi. Partendo da questa premessa, il card. Sean OMalley, arcivescovo cattolico statunitense, ha proposto la sua riflessione su Santificare la festa: la famiglia nel giorno del Signore nel corso della terza sessione del Congresso internazionale teologico pastorale al MiCo Fieramilanocity, nellambito del VII Incontro mondiale delle famiglie (Milano, 30 maggio - 3 giugno). Secondo il cardinale, la nostra celebrazione dellEucaristia, il sacrifico della messa, è per noi cattolici un pasto familiare. È lì che noi facciamo esperienza dellamore di Dio e impariamo la nostra identità, chi siamo, perché siamo al mondo e cosa fare della nostra vita. Nella riflessione del card. OMalley, il legame tra Eucaristia è famiglia è strettissimo: Quando partecipiamo alla messa con loro, insegniamo ai nostri figli e nipoti una delle lezioni più importanti. I bambini che sentono dai loro genitori quanto e perché essi amano la messa, saranno meno portati a paragonare la messa con la televisione e considerarla noiosa. La celebrazione dellEucaristia, ha concluso il card. OMalley, non è solamente qualcosa di simbolico: le grazie e le intuizioni che Dio dona in ogni celebrazione della messa ci aiutano a vivere una vita più felice, una vita più santa. Non andare a messa è come smettere di respirare la vita del corpo di Cristo.
In questi giorni è stato rifornito il campo allestito dalla Protezione civile a Reggiolo (Re) inviando acqua, materiale di riuso (piatti, bicchieri ecc.) e alimenti a lunga conservazione, oltre a pannolini per bambini e materiale per lanimazione. Così la Caritas di Reggio Emilia-Guastalla sta rispondendo alle esigenze della popolazione colpita dal sisma, oltre a esprimere vicinanza alle comunità e alle persone, unendosi nella preghiera alle famiglie delle persone morte anche con le scosse del 29 maggio. Lopera avviene in stretto coordinamento con la Delegazione regionale Caritas Emilia Romagna e con Caritas italiana. La Caritas reggiana ha attivato, nella sua sede, una raccolta di alimenti a lunga conservazione (pasta, olio, scatolame, zucchero, biscotti ecc.), materiale per bambini (omogeneizzati, pannolini), materiale per igiene personale (saponi, dentifrici, spazzolini, shampoo, detersivi, assorbenti femminili ecc.), mentre non vi è richiesta di indumenti per i terremotati. Si raccolgono anche altre disponibilità, in particolare di tende, roulotte, camper, strutture per accoglienze temporanee, precisa la Caritas, avvertendo di verificare insieme le effettive necessità e come procedere con la sua segreteria (segreteria@caritasreggiana.it, tel. 0522922520) prima di organizzare raccolte particolari o di consegnare il materiale. Info: www.caritasreggiana.it.
Una legge organica, che tenga conto della dignità umana dei rifugiati, per rifondare il sistema di accoglienza italiano, portandolo agli standard del nord Europa. Lo chiede oggi don Mussie Zerai, presidente dell‘Agenzia Habeshia, commentando le parole pronunciate ieri dal presidente della Camera Gianfranco Fini, sulla necessità di un salto di qualità che presuppone un intervento di tipo normativo, un quadro legislativo chiaro ed organico. Da anni molte organizzazioni come la nostra, impegnate nel sostegno ai profughi e rifugiati - ricorda don Zerai - chiedono di mettere mano a un impianto legislativo fragile, che mette in condizione di totale precarietà i rifugiati stessi. I nuovi interventi vanno varati anche nell‘ottica dell‘imminente attuazione del Sistema europeo comune di Asilo, per garantire uno standard comune di accoglienza nel territorio europeo. Don Zerai sottolinea anche le forti carenze che si incontrano nella fase successiva, quella dell‘effettiva integrazione dei rifugiati. Su questa questione le opinioni possono essere diverse - osserva - ma non ci si può limitare all‘accoglienza sulla carta e poi omettere le politiche di una accoglienza reale e dignitosa, una integrazione fatta con strumenti di accompagnamento linguistico, lavorativo, abitativo, aprendo anche spazi sociali e politici, come la cittadinanza.
(Sir Europa - Bratislava) - Kirikute Öö - La Notte delle chiese si svolgerà per la prima volta in Estonia l8 giugno. 13 chiese situate nelle due più grandi città del Paese - Tallin e Tartu - apriranno le porte ai visitatori offrendo una sessantina di eventi. Il programma prevede visite guidate e mostre, con la possibilità di salire sui campanili delle chiese e di esplorare luoghi che non sono generalmente aperti al pubblico. Si dice degli estoni che non hanno combattuto con le armi per la libertà, ma che per essa hanno cantato con le loro voci. I cori formati da migliaia di cantanti sono parte della tradizione del Paese e le loro esibizioni assicureranno alla Notte delle chiese unatmosfera davvero speciale. In questi giorni il team incaricato di coordinare levento sta visitando la Repubblica Ceca, la Slovacchia e lAustria in cerca di ispirazione e consigli pratici. Lidea del progetto ha inoltre ricevuto lapprovazione di mons. Philippe-Jean Charles Jourdan, amministratore apostolico dellEstonia, che è stato solo il secondo vescovo cattolico romano dal XVI secolo. Il suo predecessore, il vescovo Eduard Profittlich, morì martire nel 1942 in una prigione sovietica. Secondo recenti statistiche, solo 6 mila persone si dichiarano cattoliche nel Paese su 1,4 milioni di abitanti.
Sono marocchina e vivo in Italia, da quando avevo 10 anni, cioè da 23 anni. Prima è arrivato mio papà, per cercare lavoro, poi mia madre, io, e i miei fratelli, come ricongiungimento familiare. Laccoglienza allora era più semplice, perché noi immigrati non eravamo ancora numerosi come oggi. La terra di origine di Fatiha è il Marocco, ma la sua vita ora è in Europa. Racconta la storia della sua famiglia attraverso lassociazione familiare Una casa per Pollicino, presente allIncontro mondiale delle famiglie con uno stand alla Fiera Milanocity. Lassociazione, attiva nella diocesi di Milano, mette in comune energie, risorse e il tempo di ciascuno a favore delle famiglie associate ma anche di persone in difficoltà e di famiglie straniere. Siamo un gruppo di famiglie con il pallino della solidarietà, affermano i soci. Ci siamo accorti che vivere la dimensione della coppia e della famiglia è unavventura entusiasmante ma anche un compito impegnativo, a volte difficile. Per chi è solo e non ha una rete di rapporti di sostegno, questa avventura a volte può diventare molto faticosa e le difficoltà possono travolgere genitori e bambini. In preparazione al Family, Una casa per Pollicino (www.pollicino.org) ha realizzato varie iniziative, con una sottolineatura specifica nel far conoscere e incontrare famiglie di diversa nazionalità, fra cui Fatiha, dal Marocco, e altre esperienze da Costa dAvorio, Romania, Algeria, Perù, Pakistan e Cina.
Una persona capace di essere amichevole, informale, estremamente divertente in privato, anche ben disposta a prendere in giro e lasciarsi prendere in giro pur mantenendo sempre la sua dignità. È limmagine che larcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, dà della Regina Elisabetta in un video registrato oggi dalla Lambeth Palace per il Giubileo di Diamante della Regina. Sarà larcivescovo Williams a pronunciare il sermone durante la cerimonia nazionale di ringraziamento che verrà celebrata nella Cattedrale di St. Paul giovedì 5 giugno. Penso - aggiunge Williams - che in questo paese abbiamo avuto una immensa fortuna ad avere come nostro capo dello Stato una persona dalla grande personalità. La Regina - prosegue larcivescovo - ha svolto un ruolo importante come segno di stabilità e in un certo senso di sicurezza. Parlando del suo ruolo nella Chiesa, larcivescovo ha ricordato come uno dei titoli dati alla Regina è quello di Difensore della Fede, in latino Defensor Fidei. E come custode della fede cristiana, la Regina ha saputo stabilire un posto reale della fede nella vita pubblica. Negli ultimi anni, la Regina ha sorprendentemente ribadito la presenza di altre religioni come parte della vita britannica. E ciò dimostra quanto la Regina sia stata intelligentemente impegnata a comprendere la società nella quale viveva, seguendo il flusso dei cambiamenti che stavano avvenendo.
E in corso oggi e domani a Vienna il Congresso internazionale sulla fame nel mondo e la sicurezza alimentare, organizzato da Caritas Austria, Caritas Europa e Caritas Internationalis, dal titolo Un futuro senza fame. Oltre 700 i partecipanti, da tutto il mondo. Un evento per cercare soluzioni globali e durature alla situazione di 925 milioni di persone che nel mondo ancora soffrono la fame, spiega Caritas internationalis. A Vienna sono presenti una trentina di relatori di fama mondiale: inizialmente era prevista la partecipazione di Kofi Annan, inviato speciale di Onu e Lega Araba in Siria, ma ha dovuto disdire. Al suo posto parla Tesafai Tecle, ex-vice direttore generale della Fao(Food and Agriculture Organization). Oggi interviene il commissario europeo Kristalina Georgieva e il cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, presidente di Caritas internationalis. "Considero un segno importante che l‘argomento della fame venga discusso in maniera così approfondita e con una partecipazione così ampia - commenta da Vienna Heiner Schweigkofler, direttore della Caritas di Bolzano-Bressanone -. Viene coinvolta leconomia, il terzo settore, la Chiesa, la società: solamente così si può combattere insieme la fame.
Viviamo in un momento storico che può aiutarci a riscoprire la struttura della famiglia e lappartenenza a una genealogia. Ogni persona è un dono prima di tutto per se stessa e un dono per gli altri. Da questo assunto ha preso spunto la relazione di Blanca Castilla de Cortàzar, teologa e antropologa che insegna al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II di Madrid, intervenuta al Congresso internazionale teologico pastorale nellambito del VII Incontro mondiale delle famiglie. Nella sua relazione su La famiglia e la festa tra antropologia e fede, la docente ha ricordato la peculiare struttura della famiglia, aperta alla relazione e alla pienezza per rappresentare nellunità della coppia anche lunità della divina Trinità. Per la famiglia lesperienza della festa è esperienza di un tempo molto speciale: Parte dellemozione della festa è desiderarla, aspettarla e prepararla. Diciamo che essere in festa si apprende, la festa non si improvvisa come non si improvvisa essere amici. La festa è un ingrediente per creare legami che uniscono le persone che diventano parte della nostra vita. Nel focolare della famiglia, la festa - ha concluso Castilla - è un giorno speciale, dove cè posto per la contemplazione, ladorazione, la gratitudine, come è la domenica.
I temi affrontati a questo Incontro mondiale della famiglia interrogano tutti i continenti e tutte le comunità cristiane sparse per il mondo. E toccano specifici argomenti che riguardano da vicino la presenza della donna nella società contemporanea e nella Chiesa dei diversi continenti. Maria Giovanna Ruggieri è presidente di World Union of Catholic Womens Organizations (Unione mondiale delle organizzazioni femminili cattoliche), fondata nel 1910 con sede a Parigi, che raccoglie un centinaio di organizzazioni femminili in 60 Paesi riconosciute dalle Conferenze episcopali nazionali. LUnione mondiale intende favorire la presenza, la partecipazione e la corresponsabilità delle donne cattoliche nella società e nella Chiesa per la nuova evangelizzazione. Presente a Milano per seguire il Family2012, Ruggieri afferma al Sir: Siamo sollecitati a riflettere ulteriormente su problemi di rilievo come listruzione, leducazione alla corporeità, la cura degli anziani di famiglia cui spesso si dedicano proprio le donne, il ruolo delle ragazze e delle giovani donne nella società odierna. Le relatrici che hanno preso la parola qui a Milano hanno portato, a suo avviso, un contributo particolare al Family? Certamente. Stiamo ascoltando, per così dire, laltra metà della sensibilità umana, riscopriamo la reciprocità e la complementarietà dei ruoli donna-uomo, con una moltiplicazione dei doni e delle conoscenze.
Le famiglie sono ancora solide, la comunione, la fedeltà e il rispetto tra marito e moglie sono ritenuti importanti, ma stanno aumentando le separazioni a causa del lavoro. È questa la situazione della famiglia nellIndia del boom economico, almeno secondo le parole di padre Michael Peters, segretario della Commissione per la famiglia della Conferenza dei vescovi cattolici dellIndia, che il Sir ha incontrato a Milano al VII Incontro mondiale delle famiglie in corso fino al 3 giugno (clicca qui). Lattività della pastorale familiare indiana è piuttosto vivace, considerando che i cattolici sono il 2,1% della popolazione, divisi in 13 regioni e 128 diocesi. Sono infatti presenti in quasi tutte le chiese locali i centri per le famiglie con relativi segretari che si occupano, soprattutto - dice padre Peters - di salvaguardare il benessere delle famiglie e aiutarle a vivere la propria fede, tramite la catechesi, incontri e cammini di preparazione al matrimonio. Molto curato è il percorso per il dopo-matrimonio, con incontri organizzati una o due volte lanno per le coppie sposate da tre, cinque, dieci o quindici anni: Il corso è centrato sulla loro vita, sulle loro relazioni familiari e vuole aiutarli a rivivere le promesse matrimoniali e a rinfrescare il loro impegno.
Casa Emmaus, la struttura residenziale per laccoglienza di persone malate dAids e sieropositive, gestita dalla Caritas di Bolzano-Bressanone a Laives (Bolzano), compie 15 anni. Il 9 giugno 2012, con inizio alle ore 11.30 si terrà la festa per i 15 di casa Emmaus. Ai festeggiamenti hanno aderito molti cantanti e gruppi musicali dellAlto Adige. Una conferenza stampa per ricordare la celebrazione si svolgerà il 6 giugno a Laives (ore 11.00, via Pietralba 100). Nel 1994, Suor Imelda Augscheller - poi responsabile di Casa Emmaus - fece partire un progetto pilota in favore delle persone sieropositive che, allepoca, lospedale di Bolzano non riusciva ad accompagnare. Nel 1997 la Caritas prese in gestione un ex-albergo a Laives e lo adattò per permettere laccoglienza di persone che necessitavano cure di tipo sanitario, psicologico ed educativo. Oggi, nella Casa, sono ospitate 14 persone che arrivano alla Casa su segnalazione del Reparto di Malattie infettive dellOspedale di Bolzano. Alcune sono sieropositive, altre invece sono malate dAids. In questi anni, ricorda la Caritas, la Casa ha sviluppato il modo di lavorare, adattandosi a nuove condizioni sociali, e ha allargato il raggio del suo intervento. Casa Emmaus non è più un luogo dove morire ma dove vivere con dignità, al di là dei pregiudizi e delle paure che ancora condizionano la società.
I modi di fare famiglia sono diversi nel mondo e a volte possono funzionare al di là dei pregiudizi. Ad esempio in Pakistan dove sono i parenti che decidono i matrimoni e spesso abbiamo visto che è un vantaggio se le famiglie di origine sono coinvolte nel lavoro di costruzione della coppia. È il parere di mons. Rufin Anthony, vescovo di Islamabad-Rawalpindi, che il Sir ha incontrato a Milano al VII Incontro mondiale delle famiglie che si è aperto il 30 maggio (clicca qui). Il pastore racconta di una realtà molto diversa da quella europea e nordamericana, ma siamo qui per ascoltare e imparare - dice - e crediamo che anche gli altri possono imparare qualcosa da noi. Mons. Anthony sottolinea che comunque, le famiglie da noi sono tanto unite, cè molto rispetto e fedeltà tra marito e moglie. Quello che eventualmente mette in crisi la vita familiare è il cambiamento sociale, molti si spostano in città, ma non sono preparati e non cè lavoro per tutti. I cristiani sono solo il 3% della popolazione, a maggioranza musulmana, godono di libertà religiosa ma nella società sono discriminati, soprattutto nel lavoro e i matrimoni misti sono scoraggiati.
Festa è un parola importante, necessaria quanto il lavoro, anzi: in questi tempi di diffusa crisi economica, solo il fatto di avere un buon lavoro oggi è già motivo sufficiente per fare festa. Con queste parole mons. Emilio De Scalzi, presidente della Fondazione Milano Famiglie 2012, ha aperto stamattina i lavori della terza sessione plenaria del Congresso internazionale teologico pastorale presso il MiCo di Fieramilanocity, dedicata al tema della festa, nellambito del VII Incontro mondiale delle famiglie (Milano, 30 maggio - 3 giugno). La festa - ha affermato mons. De Scalzi - è componente fondamentale di una vita che vuole essere pienamente umana, ma è necessario capire cosa è festa. Luomo moderno, infatti, ha creato il tempo libero, ma ha perso il senso della festa e in particolare della domenica. Sulla festa i cristiani sono chiamati a dire qualcosa di chiaro al mondo, per ricordare a tutta la società che esiste un tempo non commerciale e non commerciabile. Secondo il presidente della Fondazione Milano Famiglie, la scelta è tra unesistenza svuotata di verità, di scopo, di ragionevolezza e la speranza che qualche evento doni un senso e una meta alla nostra vita. Leconomia, ha concluso, avrà pure le sue ragioni sul tema della festa, ma occorre difenderla come giorno che salva la nostra umanità, libera le risorse di socialità e riunisce la famiglia rigenerandola. La domenica non ha prezzo.
Alle persone omosessuali è dovuto il riconoscimento di dignità e il rispetto propri di ogni persona umana e ogni forma di emarginazione e di offesa va riprovata, contrastata e denunciata. Precludere ai gay la possibilità del matrimonio e della genitorialità non è invece discriminazione, perché luno e laltra sono ‘istituti dordine naturale, definiti dalla natura e non dalle volontà e dalle opinioni dei soggetti. Mons. Mauro Cozzoli, docente di teologia morale presso la Pontificia università lateranense, spiega in unintervista a Sir Europa (clicca qui) i contorni e il significato della recente risoluzione del Parlamento Ue intitolata Lotta allomofobia in Europa. Il documento suscita un duplice ordine di riflessione, ispirato a condivisione il primo, a preoccupazione il secondo, spiega Cozzoli. Anzitutto la condivisione della denuncia di ogni forma di paura, di odio, di violenza, di emarginazione basati sullorientamento sessuale delle persone. Infatti ogni individuo umano è persona e come tale ha valore in sé. La risoluzione suscita al tempo stesso delle perplessità quando, dal diritto reale della persona gay, lesbica, bisessuale o transgender ad essere riconosciuta e rispettata nella sua dignità, si passa alla rivendicazione e al riconoscimento di diritti presunti, come il diritto al matrimonio e alla genitorialità.
È la famosa spiaggia di Copacabana il luogo scelto per accogliere Benedetto XVI al suo arrivo in Brasile, il 25 luglio 2013, per la Giornata mondiale della Gioventù che si svolgerà a Rio de Janeiro dal 23 al 28 luglio 2013. Ad anticiparlo alla stampa brasiliana larcivescovo di Rio de Janeiro, nonché presidente del Comitato organizzatore locale (Col), mons. Orani João Tempesta, che questa mattina in conferenza stampa annuncerà i luoghi degli eventi papali della Gmg. A Copacabana, dove per tradizione si concentrano i grandi meeting di Rio, si svolgeranno anche la cerimonia di accoglienza dei giovani, il 23 luglio, e la Via Crucis del 26 luglio. Il luogo scelto per la Veglia del sabato 27 e la messa finale della domenica è la base aerea di Santa Cruz.
In occasione della festa della Repubblica, oltre 700 scout provenienti da tutta la Puglia si ritroveranno sui beni confiscati per discutere di cittadinanza attiva, lottare per uno sviluppo eco-sostenibile del territorio ed essere terreno fertile per la parola di Dio. L‘evento Divenire competenti per meglio servire, conclusivo dell‘anno associativo dell‘Agesci Puglia-Branca R/S, è in programma domani presso la villa gestita da Libera Terra-Terre di Puglia in contrada Santa Barbara agro di Torchiarolo nelle vicinanze di San Pietro V.co (Br). L‘evento, il primo di questo genere in collaborazione tra Agesci Puglia, Libera e Libera Terre di Puglia, si articolerà in forum, laboratori, incontri, tavole rotonde sui tre temi proposti. La data ed il luogo dell‘evento sono scelti con coscienza e intenzionalità. Le terre di Libera sono luoghi di impegno civico - dice l‘incaricata regionale della Branca R/S dell‘Agesci Puglia, Tea Di Lorenzo -, dove coltivare e produrre in modo legale su terreni confiscati alla mafia, alimentare la cultura della giustizia, lealtà e responsabilità sociale, luoghi in cui si sperimenta il diritto e il sacrificio del lavoro. Il 2 giugno, inoltre, è la festa della Repubblica. L‘Italia, repubblica democratica, da proteggere e valorizzare. Info: www.puglia.agesci.it.
(Sir Europa - Bratislava) - LIstituto per i diritti umani e le politiche familiari (www.hfi.sk) della Slovacchia ha rivolto un appello alle autorità pubbliche slovacche per un maggior impegno in difesa del matrimonio. Nel testo si sottolinea che la famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna come luogo in cui i figli nascono e crescono, è una cellula insostituibile della società. Secondo i rappresentanti dellIstituto, il matrimonio merita un posto di primo piano, nonché il rispetto e la protezione di ogni persona e istituzione, Stato incluso. Per questo motivo si chiede ai membri del parlamento slovacco e del governo, al presidente della Repubblica e alle autorità civili del Paese di sostenere il matrimonio come unione esclusiva e permanente di un uomo e una donna, respingendo le assurde richieste di chi vorrebbe introdurre un eventuale matrimonio o unione civile di persone dello stesso sesso. È possibile sostenere la petizione on line sul sito http://www.peticia.sk/skutocny-pride/index.php fino al termine di giugno.