Solidarietà ai numerosi colleghi impegnati da giorni nelle zone colpite dal terremoto è stata espressa oggi dalla giunta esecutiva dellUnione cattolica stampa italiana (Ucsi). Ancora una volta - si legge nella nota - le voci del dramma vissuto da migliaia di senzatetto rimbalzano sulle reti televisive, sui servizi video e radiofonici, sui siti web continuamente aggiornati che consentono, nel rispetto della verità e delle persone, di avere un quadro complessivo della situazione. I giornalisti, come le tante persone impegnate nelle operazioni di soccorso, si confermano ancora una volta a disposizione del Paese senza facili protagonismi. Info: www.ucsi.it.
Sul terremoto interviene oggi anche il Consiglio nazionale dei geologi (Cng) esprimendo, in una nota, dolore per le vittime e solidarietà, assieme allinvito, rivolto ai geologi dellEmilia Romagna e delle regioni vicine, a mettersi a disposizione delle autorità preposte alla gestione dellemergenza. Nonostante dei terremoti si conosca la genesi, la scienza - prosegue il Cng - non è in grado di prevederne laccadimento, né tantomeno di assicurare le popolazioni sul loro sviluppo e protrarsi nel tempo. Laugurio auspicato dal Consiglio è che, arrivata la normalità, venga aperto uno spazio di profonda riflessione su questa Italia a rischio: oggi quello sismico, ieri quello idrogeologico, idraulico o geomorfologico. Secondo i geologi è necessario rivedere le norme che hanno portato alla chiusura di tutti i dipartimenti di Scienze della Terra dellEmilia Romagna, che soli garantiscono la preparazione di tecnici allaltezza di affrontare lo studio, la previsione e la gestione dei rischi naturali. Assieme al desiderio che la voce dei geologi venga tenuta in debito conto in materia di edilizia, il Consiglio richiama la necessità di rivedere la zonazione sismica italiana.
Non abbiamo più un luogo di culto, eccezion fatta per 2-3 chiese a Carpi, le più recenti, e la cappella privata di una famiglia nel mirandolese. Lo riferisce, in unintervista al Sir (clicca qui), il vescovo di Carpi, mons. Francesco Cavina. Ieri, nel crollo della sua chiesa, è morto don Ivan Martini, parroco di Rovereto sulla Secchia, sacerdote molto disponibile - lo ricorda il vescovo -, sempre sorridente, generoso, molto attento alla dimensione sociale e con un forte carisma sulla popolazione. Mons. Cavina è convinto che bisogna cominciare al più presto la ricostruzione. In questi paesi - spiega - le strutture parrocchiali erano lunico luogo di aggregazione, oltre che unimportante realtà storico-artistica e punto di riferimento per la fede. Se non si comincia a ricostruire appena possibile - ammonisce - il rischio è che la coesione sociale con il tempo venga meno e le comunità cristiane vadano dissolvendosi. Poi, un pensiero è rivolto allincontro con Benedetto XVI, la scorsa settimana in Vaticano. È stato - racconta il vescovo - di una delicatezza e di unattenzione straordinarie: si è interessato alle nostre chiese distrutte, al danno economico, mi ha chiesto persino del vescovado. Mi ha fatto cogliere davvero la sollecitudine di un padre, e gliene sono enormemente grato. Sappiamo con certezza che il Papa non ci ha dimenticato.
Nel cielo aperto dallo Spirito, Maria ci appare come stella del mattino che illumina e guida il nostro cammino per le strade difficili e spesso buie delle nostre città e dei nostri quartieri. Lo ha detto, stasera, il card. Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, in occasione dellAtto di affidamento della diocesi a Maria, alla fine del mese di maggio, tradizionalmente dedicato alla Madonna. Ogni giorno - ha affermato il porporato - scopriamo sempre più la profonda umanità della nostra gente, ricca di valori, desiderosa di un vero riscatto e pronta a dare corpo ai tanti segni di speranza contro i seminatori di violenza e sopraffazione. Ricordando il Giubileo per Napoli, il cardinale ha osservato: Col Giubileo, lo Spirito ci ha spinti ad andare ‘oltre, a non fermarci davanti ai tanti problemi, al dolore, alla sofferenza della nostra gente; a non aver paura o scoraggiarci quando il male sembra dominare e determinare lagire e il pensare di tanti. Maria, la donna del ‘sì, ci insegna ad aver fiducia in Dio e negli uomini. Un pensiero anche ai terremotati e ai giovani: Affidiamo a Maria il dolore e il lutto di tante madri e di tante famiglie martoriate dal terremoto che ha colpito il Nord del nostro Paese. Affidiamo a Lei le difficoltà che quotidianamente vivono i nostri giovani e la nostra gente per la perdita o la mancanza del lavoro.
Benvenuti a tutti i bambini del mondo. Con queste parole pronunciate in italiano, inglese, spagnolo, tedesco, francese e molte alte lingue si è aperto oggi il Congresso dei ragazzi a Fieramilanocity, che si svolge in contemporanea a quello teologico pastorale al quale partecipano i genitori dei giovani, accolti da 150 animatori. A Milano arriveranno 900 ragazzi e 600 sono arrivati al Mico già questa mattina, soprattutto bambini fra i 3 e gli 8 anni. Per portare ai ragazzi il saluto dell‘arcivescovo di Milano Angelo Scola e del presidente della Fondazione Milano famiglie 2012 Erminio de Scalzi, è intervenuto don Luca Violoni segretario generale: Siamo come le dita che insieme fanno funzionare la mano. Qui siamo in tanti e parliamo lingue diverse, ma siamo insieme. Don Violoni ha toccato anche il tema del congresso dei più piccoli, il giardino: Il giardino è il nostro simbolo: siamo noi, le piante, i fiori, i frutti. Gesù ha detto ‘lasciate che i bambini vengano a me, ognuno di noi sta già andando verso di lui. Mano nella mano tutti hanno recitato il Padre Nostro, ciascuno nella propria lingua. Per i vostri genitori ma oggi, in particolare, per le vittime del terremoto, ha spiegato don Violoni. Ad accogliere i ragazzi da tutti i continenti anche la famiglia Pisani di Milano.
Si svolgerà dal 20 al 23 giugno tra Firenze, Prato e Lastra a Signa, liniziativa Destini incrociati, la prima rassegna nazionale di teatro in carcere. Levento è promosso dal Coordinamento nazionale teatro in carcere, di cui fanno parte trentadue compagnie teatrali in altrettanti istituti di pena, nato nel 2011 con lintento di creare occasioni di confronto e di qualificazione del movimento teatrale sorto allinterno delle carceri negli ultimi decenni. Liniziativa è sostenuta dalla Regione Toscana, col patrocinio del Ministero della giustizia e del Ministero dei beni culturali, ed è organizzata dal Teatro polare darte, attivo nelle case circondariali di Arezzo, Prato e Pistoia. La rassegna ospiterà gli spettacoli di alcune delle compagnie teatrali riconosciute dal coordinamento nazionale, frutto di laboratori attivati con i detenuti allinterno delle carceri italiane. Destini incrociati è stata voluta, fanno sapere gli organizzatori, per far emergere più chiaramente sia limportanza sociale che la specificità e loriginalità del lavoro nelle carceri in un momento in cui le crescenti difficoltà economiche rischiano di aggravare gli annosi problemi degli istituti di pena: sovraffollamento, carenza di personale, ritorno a un carcere prettamente esecutivo della pena, crescita del numero di detenuti stranieri e giovani. Info: www.intoscana.it
Le diocesi si mobilitano a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto. In occasione della colletta nazionale indetta dalla presidenza Cei per domenica 10 giugno, la Chiesa di Cesena-Sarsina (www.diocesicesena.it) annuncia che le offerte verranno raccolte in tutte le parrocchie, associazioni, gruppi e movimenti di ispirazione cristiana, al centro pastorale di Palazzo Ghini (Cesena), negli uffici della Curia, o direttamente sul conto corrente intestato alla Caritas con la causale Terremoto nord Italia 2012. La diocesi di Cremona (www.diocesicremona.it), dalla quale è partito, oggi pomeriggio, il materiale necessario per la costituzione di due campi di accoglienza, raccoglie anche generi alimentari a lunga conservazione e, negli oratori, anche acqua. A Tivoli (www.diocesitivoli.it) già domenica 3 giugno sarà possibile aderire allappello alla solidarietà contribuendo ad una colletta straordinaria: direttamente in Curia, o sul conto corrente postale e bancario della Caritas locale, con la causale Terremoto Emilia Romagna.
Una scelta di grande significato, in continuità con lattenzione e la vicinanza ai terremotati in Emilia. Così la Comunità di SantEgidio definisce la presenza del presidente del consiglio Mario Monti oggi alla mensa di Trastevere, dove ha pranzato con 150 ospiti della Comunità che ogni giorno offre da mangiare a circa mille persone, tra italiani e stranieri. In un momento doloroso e triste per il nostro Paese, con il suo gesto lei dice agli italiani che cè bisogno di solidarietà ha affermato, accogliendo il premier, il presidente della Comunità, Marco Impagliazzo, ringraziando Monti per essersi fatto commensale e amico di un popolo particolare che qui è come a casa. Durante il suo intervento, il presidente Monti, che ha ascoltato le storie dei suoi commensali, si è soffermato sullimpegno svolto dalla comunità di santEgidio nellascolto di chi è in difficoltà, ciò di cui il Pese ha bisogno in maniera particolare in questo momento. La vostra Comunità - ha aggiunto - è un esperienza importante e la dimostrazione che si può fare del bene anche in un momento difficile, segnato da evidenti difficoltà economiche. Il Paese - ha concluso - si salva solo se è unito.
Così come diverse altre associazioni e movimenti, le Acli nazionali e le Acli dellEmilia Romagna, in collaborazione con i presidenti provinciali e lUs Acli regionale, mobilitano i circoli e gli iscritti in azioni di solidarietà e di aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto. La raccolta di fondi verrà destinata al sostegno della popolazione sfollata, al ripristino delle strutture parrocchiali, agli asili e ai circoli delle Acli. Il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, ha invitato a trasformare simbolicamente il 2 giugno, festa della Repubblica, nella giornata nazionale delle solidarietà, moltiplicando per quella data le donazioni e i gesti di generosità concreta. È la solidarietà - ha detto Olivero - che ci costituisce come comunità e che ci caratterizza come popolo. Gli italiani sapranno dare prova della loro generosità facendo ciascuno quanto possibile per aiutare e sostenere l‘Emilia. Info e solidarietà: www.acli.it
Solidarietà e vicinanza alle popolazioni dell‘Emilia così duramente colpite, e in particolar modo alle famiglie che nei terremoti hanno perso i loro cari è stata espressa oggi dalla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei). La Federazione, informa il presidente Massimo Aquilante, ha aperto una sottoscrizione a sostegno di progetti specifici, prevalentemente tesi all‘accompagnamento delle persone più bisognose, che saranno messi in campo in collaborazione con le Chiese, la associazioni ed organizzazioni sul territorio e le amministrazioni pubbliche" (Info e solidarietà: www.fcei.it). Anche lAgenzia avventista per lo sviluppo e il soccorso (Adra) ha avuto un contatto diretto con i responsabili della Protezione Civile dellEmilia Romagna, mettendosi a disposizione per le eventuali richieste di aiuti di emergenza. Info: www.adraitalia.org.
Si terrà venerdì 1° giugno, alle ore 21, a Mesagne, nel piazzale antistante la parrocchia Santuario Mater Domini, una veglia di preghiera e di riflessione, organizzata dal Servizio di pastorale giovanile della diocesi di Brindisi-Ostuni. Liniziativa, informa la diocesi in una nota diffusa oggi, intende essere un segno di vicinanza alle ragazze coinvolte nellattentato del 19 maggio scorso presso la scuola ‘Morvillo-Falcone di Brindisi. Sarà un momento che vedrà uniti i giovani della diocesi nella solidarietà verso Veronica, Vanessa, Selene, Azzurra e Sabrina. In questo momento, spiegano gli organizzatori, presentando liniziativa, non possiamo incontrare le ragazze ferite, né abbracciarle e dire loro che le vogliamo bene. Ma certamente il Signore saprà far giungere loro il sostegno e lincoraggiamento, laffetto e la tenerezza della nostra preghiera. Ancora una volta, manifestiamo la forza di ciò che ci unisce nella fede e nei valori in cui crediamo. Rinsaldiamo i legami di attenzione reciproca e aiuto vicendevole che ci possono sostenere nellaffrontare le grandi difficoltà e le fatiche quotidiane. Tutti sono invitati a partecipare e ad esprimere, con la propria adesione, sensibilità, premura, compagnia, incoraggiamento.
Una Notte bianca dello spirito e una Festa diocesana delle famiglie: così larcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia si prepara, il 1° e il 2 giugno, a vivere a distanza il VII Incontro mondiale delle famiglie, per chi non può andare a Milano. La Notte bianca vedrà protagonisti i giovani che pregano per la famiglia con ladorazione eucaristica nella concattedrale di Castellammare di Stabia, dalle 22, che si concluderà alluna di notte con una celebrazione eucaristica. La Festa delle famiglie, il sabato sera nella Villa comunale di Castellammare, sarà animata con testimonianze, momenti di musica, il collegamento con la veglia del Papa a Milano e unintervista allarcivescovo, mons. Francesco Alfano. La scelta che abbiamo fatto come diocesi è condividere questo momento stando nel cuore della città, nella forma della festa, della testimonianza, dellincontro con la gente - chiarisce mons. Alfano -. Anche la scelta della Villa comunale come luogo della festa serve ad aiutare la famiglia a uscire dal privato in cui si sta rifugiando per i tanti problemi che ha e a coinvolgere la città sui problemi della famiglia. Anche a Pompei uniniziativa in occasione di Family 2012: lufficio di pastorale familiare, sabato 2 giugno, promuove alle 20, nel piazzale Giovanni XXIII del santuario, una fiaccolata di preghiera per la famiglia.
Una affettuosa parola di conforto e di incoraggiamento, assicurando un particolare e costante ricordo nella preghiera specialmente per quanti hanno perso la vita. E quanto Benedetto XVI ha fatto giungere ieri allarcidiocesi di Modena-Nonantola, duramente colpita dallevento sismico che ha causato altre 17 vittime. Il Sommo Pontefice - si legge in un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, inviato allarcivescovo mons. Antonio Lanfranchi e reso noto oggi - ha appreso con trepidazione la notizia dellulteriore evento sismico che ha colpito il territorio di codesta arcidiocesi, distruggendo gravemente chiese e provocando sofferenza e disagio in tante famiglie. Di qui lauspicio che non venga meno la pronta solidarietà e il necessario aiuto per far fronte a questo momento difficile e una speciale benedizione apostolica allo stesso arcivescovo, al presbiterio e allintera comunità diocesana, cui il card. Bertone aggiunge la propria personale vicinanza e fervida preghiera. Anche mons. Lanfranchi, si legge in una nota dellarcidiocesi, profondamente colpito e addolorato dalle perdite così gravi che le famiglie e le comunità hanno subito, si unisce nel ricordo e nella preghiera e assicura la vicinanza ed il sostegno dellintera comunità diocesana.
Anche la Caritas Italiana si mobilita insieme alla rete delle Caritas diocesane delle zone colpite dal terremoto. Nei giorni scorsi il direttore di Caritas Italiana, don Francesco Soddu è tornato più volte sui luoghi del terremoto per manifestare piena solidarietà e vicinanza da parte di Caritas Italiana. Dopo laggravarsi della situazione - afferma un comunicato di questo pomeriggio - Caritas Italiana ha messo a disposizione centomila euro e rafforza la sua presenza inviando operatori sul posto per affiancare e collaborare con la delegazione regionale Caritas dellEmilia Romagna nel coordinamento dellemergenza. Il comunicato prosegue ricordando che è stato allestito a Finale Emilia un Centro di coordinamento per organizzare risposte mirate ed evitare invii indiscriminati di volontari o di aiuti materiali. Il comunicato sottolinea più avanti che prosegue intanto la raccolta fondi che come sempre vede una generosa gara di solidarietà e per domenica 10 giugno, in tutte le chiese è attesa la risposta alla colletta indetta dalla CEI, il cui ricavato perverrà poi a Caritas Italiana. Da tutta Italia e dallestero anche le Caritas continuano a far giungere messaggi di solidarietà e disponibilità a sostenere gli interventi in atto. Info e solidarietà: www.caritasitaliana.it.
Il rapporto accende i riflettori anche sul tema delle donazioni private, mettendo a confronto la mobilitazione dei cittadini di 7 paesi europei nelle ultime tre maggiori crisi umanitarie. Per Haiti i cittadini italiani hanno donato circa 90 milioni di dollari. Una cifra considerevole se paragonata ad altre crisi (inondazioni in Pakistan, 7 milioni; siccità nel Corno dAfrica, 19 milioni), ma meno rispetto a quanto raccolto in Germania (305 milioni di dollari per Haiti, 265 per il Pakistan, 237 per il Corno dAfrica), Inghilterra (182 milioni di dollari per Haiti, 121 per il Pakistan, 132 per il Corno dAfrica) o Francia (107 milioni di dollari per Haiti, 13 per il Pakistan e 36 per il Corno dAfrica). Secondo Nicoletta Dentico, membro del comitato dei garanti di Agire e relatrice della presentazione, è drammatico constatare come le debolezze strutturali del ‘sistema-Italia determinano un netto arretramento del nostro paese nella capacità di mobilitazione e di solidarietà internazionale per rispondere ai bisogni delle popolazioni in pericolo. Il rapporto però, fornisce anche spunti di lettura positivi. Il più interessante - ha sottolineato Dentico - è la constatazione che la cultura della solidarietà e dellassistenza umanitaria ha raggiunto ormai angoli prima inesplorati del pianeta, fino a lambire paesi che un tempo erano meri destinatari dellaiuto.
Il settore umanitario mondiale nel 2010 ha mobilitato 16,7 miliardi di dollari, di cui 11,7 provenienti dai governi dei paesi donatori, con una crescita dell85% rispetto al 2000, mentre limpegno pubblico dellItalia resta invariato dal 2000 al 2009 (da 358 milioni di $ del 2000 a 362 nel 2009). È il quadro che emerge dal rapporto Il Valore dellaiuto, presentato oggi a Roma da Agire, alla presenza di istituzioni e rappresentanti della società civile. Giunto alla terza edizione, il rapporto - realizzato questanno con la collaborazione di ActionAid e Islamic Relief - scatta una fotografia complessiva dei fondi umanitari pubblici e privati stanziati per rispondere alle emergenze umanitarie internazionali. Dal rapporto emerge che lItalia è in decisa controtendenza rispetto alla crescita dei flussi per lassistenza umanitaria registrata a livello internazionale negli ultimi 10 anni. In generale, laumento del volume degli aiuti internazionali non corrisponde a una maggiore copertura dei bisogni umanitari. Al contrario, è notevolmente cresciuta negli ultimi anni la sproporzione tra i bisogni rilevati in una data emergenza e i fondi che i donatori decidono di investire nella corrispondente azione di risposta. Il 2010 registra un record negativo: un tasso di mancata copertura finanziaria degli appelli lanciati dalle Nazioni Unite pari al 37%, il più alto degli ultimi 9 anni. (segue)
Prende il via oggi a Norrköpingh(Svezia) la XII edizione della Unesco Most (Management of Social Transformations) Conference Diritti del lavoro come diritti umani? Migrazione, ristrutturazione del mercato del lavoro, e ruolo della società civile nella governance globale (fino al 1°giugno). Promossa dallUnesco insieme con lInstitute for Research on Migration, Ethnicity and Society (Remeso), la conferenza, spiegano gli organizzatori, riunirà esperti di scienze sociali e stakeholder in diritti del lavoro e diritti umani per discutere politiche alternative e coordinate a livello internazionale volte alla promozione dei diritti dei lavoratori migranti e ad un ruolo più inclusivo della società civile. Obiettivo di fondo, riflettere sulla conoscenza e promuovere il dialogo sociale sul ruolo dei sindacati e delle altre organizzazioni della società civile nella governance globale delle migrazioni. Tali questioni saranno discusse nel contesto della ristrutturazione del mercato del lavoro e di fronte allemergere di norme internazionali relative ai diritti del lavoro intesi come diritti umani. La conferenza sis volge sotto legida del Programma Unesco Management of Social Transformations (Most) che si propone di costruire ponti fra ricerca, politica e best pratice.
Stasera, alle ore 19, in piazza del Gesù, a Napoli, il card. Crescenzio Sepe, a conclusione del mese mariano, affiderà, con uno speciale atto di consacrazione, la città di Napoli a Maria, Madre del Buon Consiglio. Licona della Madonna sarà portata in processione, partendo dalla basilica di Santa Chiara fino al palco posto in piazza del Gesù. Ci sarà poi la recita del Rosario con animazione dei cinque misteri gloriosi. Successivamente il card. Sepe pronuncerà lomelia e, quindi, procederà allatto di affidamento della città e della diocesi alla Madonna. Prevista una larga partecipazione delle comunità parrocchiali, delle associazioni, dei movimenti e dei gruppi ecclesiali, del popolo di Dio.
Anche LOsservatore Romano vara una novità al femminile: come scrive sul numero in edicola oggi il direttore Giovanni Maria Vian, per la prima volta in una storia ultracentenaria, da oggi LOsservatore Romano pubblicherà, nel numero dellultimo giovedì di ogni mese, un inserto femminile. Quattro pagine interamente a colori, ideate e curate con passione e gentile determinazione da alcune colleghe, per allargare lo sguardo del giornale della Santa Sede a donne, Chiesa, mondo. Le tre parole costituiscono il titolo della nuova rubrica aperta a una realtà fondamentale nella tradizione cristiana e che vuole idealmente allargarsi a cerchie sempre più ampie. Vian richiama la crescente attenzione dei Papi verso luniverso femminile, citando Giovanni XXIII e Paolo VI che nel 1964 invitò, con una decisione senza precedenti, alcune donne a prendere parte al concilio Vaticano II e, nel 1970, proclamò dottori della Chiesa due sante come Caterina da Siena e Teresa dAvila, seguito da Giovanni Paolo II che farà altrettanto con Teresa di Lisieux nel 1997 e da Benedetto XVI, che ha deciso questa solenne definizione per una delle più grandi donne del medioevo, Ildegarda di Bingen. Il direttore riconosce anche che la valorizzazione della donna ha dovuto confrontarsi con contraddizioni dovute nei secoli soprattutto ai contesti culturali e oggi a persistenti pregiudizi.
(Sir Europa - Bratislava) - Il Concilio Vaticano II: doni dello Spirito Santo. Mistero della Chiesa. Testimonianza umana: è questo il titolo della conferenza scientifica internazionale che si terrà dal 31 maggio al 2 giugno presso la sede dellUniversità cattolica ucraina (Ucu) di Leopoli in occasione del 50° anniversario del Concilio Vaticano II. Secondo quanto riferito dal dipartimento per linformazione della Chiesa greco-cattolica ucraina, è previsto lintervento di uno dei testimoni diretti del Concilio, il vescovo Andrii Sapeliak. I partecipanti avranno inoltre lopportunità di discutere i principali documenti, nonché il carattere ecumenico del Concilio Vaticano II e la sua influenza sullo sviluppo della tradizione teologica della Chiesa, la liturgia, le relazioni ecumeniche e il dialogo visto come strategia delle relazioni interreligiose. Levento è organizzato congiuntamente dallIstituto di studi ecumenici dellUcu, dallIstituto di religione e società dellUcu a Leopoli e dallIstituto San Clemente Papa dellUcu a Roma.
(Sir Europa - Bruxelles) - Il 28% dei cittadini dellUnione europea fuma regolarmente; il 70% dei fumatori e degli ex fumatori si è abituato a fumare prima dei 18 anni. Unindagine di Eurobarometro resa nota alla vigilia della Giornata mondiale senza tabacco, segnala numerosi dati e curiosità sul vizio del fumo, che a tuttoggi rappresenta il maggiore fattore monocausale di decessi evitabili nellUe; a sigari, sigarette e pipe sono infatti ascrivibili annualmente circa 700mila decessi prematuri fra la popolazione Ue. Dallindagine si evidenzia che il numero di sigarette fumate quotidianamente nei 27 Stati comunitari è pari a 14,2, il che rappresenta un lieve calo rispetto all‘indagine precedente del 2009 (14,4 sigarette/giorno). Metà della popolazione europea non ha mai fumato; il 61% dei fumatori attuali ha già tentato di smettere di fumare, senza successo; sebbene si sia registrata una contrazione del 17% nella proporzione di persone esposte al fumo di tabacco nei ristoranti e nei bar, il 14% dei cittadini Ue ha segnalato ancora di essere stato esposto al fumo nei ristoranti e il 28% nei caffè e bar negli ultimi 6 mesi. Inoltre il 73% dei cittadini intervistati da Eurobarometro è a favore dellintroduzione di elementi di sicurezza per ridurre il traffico illecito di sigarette, anche se ciò finirà per rendere più costose le sigarette.
Soares ha sottolineato che politiche di flessibilità, che vadano incontro alle esigenze delle famiglie a tutti i livelli, dai bambini agli anziani, sono esempi di politiche familiari responsabili e vari studi hanno dimostrato che i lavoratori che sono felici e hanno un impiego ben armonizzato con la vita familiare sono più produttivi nel loro lavoro. Infine è importante che famiglie e compagnie paghino le tasse e controllino che siano spese per politiche che bilancino lavoro e vita e aiutino le famiglie. Quasi una risposta allintervento di Soares è stato lintervento di Enzo Rossi, titolare dellazienda La Campoflone, che nel 2007 ha provato a vivere per un mese con la paga media degli operai: dal 20 del mese i soldi erano già finiti e io e mia moglie abbiamo deciso di aumentare lo stipendio a tutti i dipendenti di 200 euro netti. Infatti allepoca la nostra azienda si stava affermando, il fatturato era in crescita e abbiamo pensato di condividere con i nostri collaboratori il valore aggiunto dellazienda perché è anche dalla loro felicità e dalla loro soddisfazione che la nostra impresa trae successo.
Cè un modo vero per conciliare la famiglia, il lavoro e la festa? Questo pomeriggio allinterno del programma del VII Incontro mondiale delle famiglie a Milano, una sessione dei lavori è stata dedicata alle buone pratiche. Nuria Chinchilla, spagnola, è convinta che nessuna iniziativa istituzionale di conciliazione famiglia-lavoro, soprattutto se innovativa rispetto agli strumenti classici, può avere successo senza il coinvolgimento che le singole persone compiono su se stesse. Dunque sentirsi artefici del nostro destino stimola ognuno a cambiare prima di tutto se stesso, per cambiare anche lambiente circostante e creare il giusto equilibrio tra i ‘tempi professionali e i ‘tempi di vita. Anche le aziende devono progressivamente diventare parti consapevoli di sistemi più complessi nei quali le persone, siano esse clienti o a maggior ragione collaboratori, devono essere riconosciute come attori e non semplici risorse umane dalle quali acquisire alcune utilità. José Jacinto Iglesias Soares, portoghese, ha raccontato che lui e la moglie, che lavorano in campo bancario e finanziario e hanno 6 figli, hanno cercato di stare vicini a questi ultimi aiutando, ad esempio, la più giovane a preparare la prima confessione e comunione o andando alla messa alla cappelle dellUniversità dei figli più grandi. (segue)
Al VII incontro mondiale delle famiglie (Milano, 30 maggio - 3 giugno) cè anche una delegazione della Chiesa cattolica irachena, composta da 2 sacerdoti, 2 laici, una giovane consacrata e 9 coppie provenienti da Baghdad e Mosul. A guidarla mons. Shlemon Warduni, vicario patriarcale caldeo di Baghdad (clicca qui) che, a fine aprile, aveva espresso al Sir il desiderio di partecipare con una rappresentanza irachena. Desiderio che si è realizzato come spiega al sito Baghdadhope: Sono felice di essere a Milano perché è la prima volta che una rappresentanza irachena partecipa allincontro mondiale delle famiglie. Da pochi mesi è nato in Iraq un Comitato religioso per la famiglia e la nostra presenza è un primo, grande risultato. Siamo arrivati a Milano per spezzare lisolamento in cui le nostre famiglie si trovano - aggiunge mons. Warduni - questa esperienza ci darà speranza e coraggio. Le famiglie irachene vogliono testimoniare la necessità di non perdere la speranza cristiana che è sempre viva, reagire insieme alle altre famiglie agli attacchi cui sono sottoposte in modi e misure diverse in tutto il mondo. La famiglia è sotto attacco di chi la vuole disgregare e la fede che ne unisce i componenti è la risposta. Le coppie di Baghdad e Mosul da Milano torneranno a casa ricche di nuove speranze e non mancheranno di trasmetterle perché la rete delle famiglie cristiane nel mondo diventi più forte.
Credo sia buono mantenere i legami - ribadisce il card. Turkson - per incoraggiare il governo siriano a rispettare il punto di vista della comunità internazionale. Dobbiamo trovare una via diplomatica per la pace, perché le bombe, in tutte le guerre, uccidono indiscriminatamente militari e civili. Prego perché Kofi Annan riesca nei suoi tentativi di mediazione. Il simposio, che ha riunito in Vaticano una cinquantina di personalità da diversi Paesi del mondo coinvolti in azioni di pace (Nigeria, Sri Lanka, Uganda, Somalia, R.D.Congo, Colombia, Myanmar, Uganda, Filippine, ecc.) sinserisce nelle iniziative per il 50mo anniversario dellenciclica di Giovanni XXIII Pacem in terris, che ci celebrerà nel 2013. Scopo dellincontro - ha precisato il card. Turkson - è stata la condivisione di metodi per contrastare la violenza, riconciliare i gruppi e costruire la pace, anche attraverso il dialogo interreligioso. Michel Roy, segretario generale di Caritas internationalis, ha sottolineato limportanza di agire insieme a livello internazionale. Oggi più che in passato è necessario che tutte le componenti della Chiesa lavorino uniti per promuovere la pace, che non deve essere imposta dallalto ma nascere dalla base.
Proteggere la popolazione è il primo dovere di un governo. Prego affinché il governo siriano ascolti linviato speciale dellOnu Kofi Annan, che sta lavorando molto per cercare di portare la pace in Siria. Non possiamo rischiare di nuovo unaltra guerra internazionale come in Libia. Lo ha detto oggi al Sir il card. Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, a margine della conferenza stampa che ha concluso il simposio Nuove sfide per i cattolici costruttori di pace, organizzato nella sede del dicastero vaticano insieme a Caritas internationalis, al Catholic Peacebuilding Network e al Kroc institute for international peace studies of University of Notre Dame (Usa). Il card. Turkson ha fatto riferimento al dolore del Papa per la recente strage di Hula, in cui hanno perso la vita 180 persone, tra cui molti bambini. Dobbiamo fare tutto il possibile per evitare unaltra guerra internazionale, ha sottolineato il cardinale ghanese, connazionale di Kofi Annan. E poi, riferendosi allespulsione degli ambasciatori siriani da alcuni Paesi occidentali: Questo non è il momento di tagliare i legami diplomatici. Chi lavora nelle attività di mediazione conosce il grande valore di mantenere vivo il legame, altrimenti come si fa a mandare un messaggio forte al governo?. (segue)
Le comunità italiane allestero esprimono la loro vicinanza e la loro solidarietà ai connazionali colpiti dal sisma in Emilia Romagna. Lo ha detto questa mattina mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Migrantes a margine della presentazione del Rapporto Migrantes 2012 Italiani nel Mondo. Molte comunità hanno iniziato delle sottoscrizioni per raccogliere fondi a favore di queste popolazioni come era già successo in passato e soprattutto dopo il terremoto in Abruzzo attraverso associazioni e missioni cattoliche italiane.
Si svolgerà sabato 2 giugno, vigilia della Pentecoste ortodossa, presso la Chiesa armena cattolica di Gerusalemme, lottava Preghiera straordinaria di tutte le Chiese per la riconciliazione, l‘unità e la pace, cominciando da Gerusalemme. A presiederla sarà lesarca patriarcale di Gerusalemme per la chiesa armena cattolica, mons. Joseph Kelekian. La liturgia della Chiesa armena cattolica per la Pentecoste, che corrisponde da vicino alla liturgia della Chiesa armena ortodossa, prevede la benedizione dei quattro angoli della terra, con la lettura di quattro Vangeli e un‘invocazione allo Spirito Santo in ogni punto cardinale. La benedizione dei quattro angoli della terra sarà seguita dalla preghiera del Vespro, dedicato alla Trinità. La preghiera straordinaria di tutte le Chiese è nata durante una veglia di preghiera al Santo Sepolcro tenutasi tra pochi rappresentanti del clero e laici nel 2005, e ha come ispirazione l‘urgenza di una grande preghiera di intercessione a Dio Padre per il nostro tempo, che coinvolga tutte le Chiese, cominciando da Gerusalemme. Tre le intenzioni della preghiera comune: la riconciliazione, l‘unità e la pace, con Dio e in tutto il mondo attraverso la Chiesa. La settima edizione della Preghiera si è svolta il 28 gennaio scorso presso la chiesa copto-ortodossa di Gerusalemme.
Ringrazio il presidente Lombardo, ma resto in attesa dei fatti. Così al Sir don Fortunato Di Noto, presidente di Meter onlus, risponde al presidente della regione Sicilia, Raffele Lombardo, intervenuto oggi con un comunicato stampa riguardo la chiusura della sede Meter di Ragusa a seguito dei tagli ai finanziamenti decisi dalla Regione. Nellultima assemblea regionale - spiega don Di Noto - i parlamentari hanno deciso di abbassare lunico finanziamento pubblico che lassociazione riceve, passando da 90.000 a 63.000 euro. Un fallimento e una mortificazione perché quei soldi pubblici appartengono ai bambini. Don Di Noto aveva lanciato stamane un appello al presidente Giorgio Napolitano perché intervenga contro questo attacco politico al cuore di Meter. Lassociazione si riunirà in unassemblea il prossimo 5 giugno nella sede di Ragusa, al momento inattiva. Dopo lappello al presidente della Repubblica è intervenuto Lombardo, con un comunicato stampa, per rassicurare don Di Noto perché è stata già data disposizione allassessorato al bilancio per intervenire subito con risorse che facciano fronte alle esigenze immediate dellassociazione Meter e scongiurino, così, la chiusura della sede di Ragusa. La risposta di don Di Noto: Resto in attesa dei fatti.
LAchol ribadisce contrarietà alla giustizia fai-da-te verso coloro che, tra i richiedenti asilo, hanno commesso dei crimini. Per costoro, affermano, deve essere la polizia ad applicare la legge. Una violenza vendicativa, a opera della folla, non ha posto in una società dove siano assicurate le leggi e il mantenimento dellordine. Nel testo si riconosce il diritto sovrano dello Stato di Israele di attuare politiche e di promulgare leggi che regolino lafflusso di stranieri sul suo territorio purché queste siano formulate in modo responsabile e conforme alle procedure rispettose delle convenzioni internazionali che proteggono i diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Daltra parte, ricordano gli ordinari, Israele ha firmato la Convenzione delle Nazioni Unite sullo status dei rifugiati (1951); i richiedenti asilo in Israele hanno diritto alla protezione di fronte alla violenza vendicativa e allespulsione arbitraria.
È un grido di angoscia e di sofferenza quello che gli ordinari cattolici di Terra Santa (Achol) alzano in una dichiarazione in cui condannano le manifestazioni di protesta e le violenze contro immigrati, in particolare africani, avvenute nei giorni scorsi in diverse città israeliane. Nella nota, diffusa dal Patriarcato Latino di Gerusalemme, gli ordinari si dicono preoccupati, sia come residenti in Terra Santa sia come pastori del nostro gregge, dal momento che molte vittime di questi attacchi sono cristiani. I nostri fratelli e sorelle dellAfrica, in particolare del Sudan e dellEritrea - si legge nella dichiarazione - sono venuti a bussare alla nostra porta, chiedendo compassione e cercando rifugio. Molti di loro hanno vissuto esperienze strazianti nel proprio paese, nei Paesi visitati, e ora sono esposti alla violenza e allaggressività nel nostro Paese. (segue)
Cerchiamo di resistere alle pressioni dell‘industria e portiamo avanti la nostra visione di un mondo senza tabacco: è lesortazione del segretario generale Onu Ban Ki-moon, alla vigilia della Giornata mondiale senza tabacco che ricorre domani. Nel suo messaggio Ban invita i governi e la società civile ad impedire all‘industria del tabacco di interferire con l‘attuazione della Convenzione quadro dell‘Oms sul controllo del tabacco, firmata da 174 Paesi e che costituisce una misura efficace per combatterne l‘uso e tutelare le politiche di sanità pubblica affinché non vengano indebolite dall‘industria del tabacco sempre più aggressiva. Il tabacco uccide perché provoca cancro, malattie cardiache e respiratorie - spiega il segretario Onu -. Si tratta di uno dei principali fattori di rischio prevenibili per le malattie non trasmissibili. Ogni anno, circa 5 milioni di persone muoiono perché usano tabacco. Altre 600 mila muoiono a causa dell‘esposizione al fumo passivo. Inoltre tabacco e povertà creano un circolo vizioso poiché sono i poveri a fumare di più e a sostenere il peso maggiore delle malattie dovute al fumo. Infine il denaro speso per acquistare tabacco non può essere utilizzato per pagare cibo, istruzione e cure mediche. E l‘uso del tabacco sta aumentando più velocemente nei Paesi a basso reddito, i meno attrezzati per affrontarne le conseguenze.
(Sir Europa - Bruxelles) - Esprimo a nome dellintero collegio dei commissari le condoglianze alle famiglie delle vittime del terremoto e vicinanza alle persone ferite. La Commissione europea è profondamente rattristata per quanto accaduto nelle province italiane colpite dal sisma e sottolinea la piena solidarietà con le popolazioni che stanno soffrendo anche per i danni materiali che si sono registrati. Nellambito delle nostre possibilità - afferma il presidente José Manuel Barroso a margine della conferenza stampa per presentare le raccomandazioni economiche agli Stati membri - porteremo aiuti concreti alle zone terremotate. Il commissario agli affari regionali, Johannes Hahn, sarà presente in Emilia domenica 3 giugno, accompagnato dal vice presidente Antonio Tajani per rendersi conto di persona dei danni subiti dalle abitazioni, dalle aziende e dagli edifici pubblici e per verificare con le autorità italiane e regionali i possibili interventi.
Anche il mercato ha bisogno di uomini che dicono la verità. Lo ha affermato questa mattina il card. George Pell, arcivescovo di Sydney, membro del Comitato di presidenza del Pontificio Consiglio per la famiglia, intervenuto alla conferenza stampa di metà giornata del VII incontro mondiale delle famiglie (in corso a Milano). Con questo sistema del libero mercato - ha notato larcivescovo - è molto difficile cambiare anche nel piccolo. Dobbiamo mantenere i mercati, dobbiamo produrre il denaro, la prosperità, ma allo stesso tempo introdurre i valori cristiani nelleconomia, non è certo facile capire come fare. Mons. Franz Peter Tebartz-van Elst, vescovo di Limburg, ha sottolineato, nella stessa circostanza, limportanza del tema della famiglia e del matrimonio. In questo momento si sta discutendo, nel nostro Paese - ha detto il vescovo - di sostenere economicamente la famiglia e non di relativizzarla, anzi va difesa perché può sostenere la società. Mons. Tebartz-van Elst ha poi sottolineato che il lavoro e le giovani coppie rappresentano una sfida alla Chiesa, che dovrebbe contribuire a creare le condizioni allinterno della società per far crescere queste giovani famiglie.
Con il ritrovamento del cadavere dellultimo disperso sono salite a 17 le vittime del terremoto di ieri in Emilia, a cui vanno sommate le 7 della scorsa settimana; 350 i feriti. Circa un migliaio, secondo lIngv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), le scosse che si sono verificate dal 20 maggio. Le persone assistite dalla protezione civile regionale e nazionale - informa la Regione - sono salite complessivamente a 13 mila. Al momento sono stati resi disponibili circa 5 mila posti in più per laccoglienza, allestiti dopo le nuove scosse di ieri; posti che in tutto sono ora sufficienti a garantire lassistenza alle persone tra i 9 campi di assistenza della protezione civile, alberghi, palestre e scuole messe a disposizione dai Comuni. Tra le modalità per contribuire anche la Regione Emilia Romagna ha attivato una raccolta fondi e un sms solidale, per donare due euro mandando un messaggio al numero 45500 (gestito dalla Regione Emilia Romagna e dalla Protezione civile nazionale). Chi, invece, volesse comunque fare donazioni di beni materiali - prosegue la Regione - potrà contattare le grandi organizzazioni di volontariato che già sono attive, come la Caritas, la Croce rossa o lAssociazione nazionale alpini. Se invece qualcuno vuole impegnarsi in prima persona è necessario rivolgersi alle associazioni di volontariato locali.
(Cavezzo, dallinviato Sir) - La gente adesso ha solo paura. Nessuno può entrare da solo in casa e tanti non sanno come siano dentro le loro abitazioni. A parlare al Sir è il parroco di Cavezzo, don Giancarlo Dallari. Solo pochi giorni fa lo avevamo incontrato mentre sfrecciava in bici per le strade del centro; ora è tutto zona rossa, tanti sono i palazzi collassati e gli oltre 7 mila abitanti si trovano accampati nelle automobili, in accampamenti di fortuna o al Palaverde, la struttura di accoglienza allestita dopo la scossa del 20 maggio, che ora è piena. Chi può è partito, mentre alcune centinaia di persone da stanotte potranno contare su un secondo campo daccoglienza, la tendopoli che la Protezione civile dellAbruzzo e gli alpini - partiti subito dopo la nuova emergenza di ieri mattina - stanno allestendo al campo sportivo. Ieri - prosegue il sacerdote - eravamo alla scuola materna per la messa quando ci sono state le nuove scosse; oggi celebreremo allaperto, in una piazza. E domenica? Vedremo, è la laconica risposta. Nel territorio della parrocchia vi erano tre chiese, una a Cavezzo e due nelle frazioni. Ora nella prima la sommità del campanile è caduta dentro e dallesterno sono visibili lo squarcio sul tetto e le vetrate in frantumi; molto danneggiata, riferisce don Dallari, quella a Motta, mentre a Disvetro non cè più, è distrutta.
Per quanto riguarda la situazione di Paolo Gabriele, padre Lombardi ha smentito ancora una volta che - come asserito da alcuni organi di stampa - siano state trovate in casa sua buste con indirizzi già scritti, e ha ricordato che proseguono da una parte il procedimento penale della Gendarmeria vaticana e dallaltra le indagini della Commissione cardinalizia, la quale ha un mandato molto ampio, ma non di carattere processuale, informando che gli interrogatori formali avranno probabilmente luogo o alla fine di questa settimana o allinizio della prossima. Quanto alle vicende dello Ior, padre Lombardi ha smentito categoricamente che ci sia stata, come alcuni organi di stampa hanno scritto, una colazione di affari tra il card. Bertone, Giuseppe Profiti e altri esponenti della finanza a proposito della gestione dello stesso Ior e ha precisato che è stato il ‘board e non la Commissione cardinalizia a formulare la stesura del comunicato di non fiducia a Gotti Tedeschi. La Segreteria di Stato ha poi preso atto della mozione di sfiducia e ha trasmesso il comunicato alla sala stampa della Santa Sede, di cui la segreteria di Stato è il naturale superiore gerarchico, come stabilisce la Pastor Bonus.
Ad una domanda sulle modalità di comunicazione che la sala stampa vaticana intende adottare, padre Lombardi ha risposto: È una situazione un po nuova anche per me, vedremo a seconda dello svilupparsi della situazione oggettiva. In questi anni - ha proseguito il portavoce vaticano - si sono prese delle decisioni, per esempio sugli abusi sessuali, che sono state anche comunicate e rese pubbliche nelle forme previste dalle procedure ecclesiastiche. La linea scelta dalla Santa Sede, insomma, è di volontà di chiarezza e di trasparenza. Stiamo cercando di gestire questa situazione nuova, ha assicurato padre Lombardi: Cerchiamo la verità, ma prima di comunicarla bisogna cercare prima di capire con sicurezza cosa è successo. Interpellato sulla richiesta avanzata da alcuni di dimissioni del Papa, padre Lombardi ha commentato: Quelli che lo dicono sono quelli che lo stavano già dicendo prima. Certamente non è il mio pensiero, né quello della Curia romana. Significativo, invece, è il grande apprezzamento universale verso la figura del Santo Padre, la sua superiorità dal punto di vista morale e spirituale: in una situazione del genere, anche coloro che si sono mossi in maniera aggressiva verso la Sana Sede generalmente non hanno coinvolto il Papa in questo tipo di critica. (segue)
Quello del Papa è un atteggiamento di fermezza, nonostante la tristezza in questa prova. Lo ha detto il direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in un briefing svoltosi oggi con i giornalisti sulle vicende salite in questi giorni alla ribalta in seguito allarresto di Paolo Gabriele, maggiordomo papale. Benedetto XVI, secondo padre Lombardi, durante ludienza generale di oggi ha tracciato una valutazione di unimmagine falsa della Santa Sede, esageratamente negativa, che non corrisponde alla realtà e ha rivolto parole di incoraggiamento e fiducia ai sui collaboratori. Anche quella di ieri su LOsservatore Romano, ha aggiunto il portavoce vaticano, è stata una condanna molto forte degli eventi, da parte del sostituto alla segreteria di Stato, mons. Angelo Becciu, che ha usato in proposito parole molto decise. In merito al rapporto con la giustizia italiana, padre Lombardi ha ricordato che i passi saranno, prima di tutto, vedere più approfonditamente quanto risulta dagli interrogatori o da eventuali indagini. In secondo luogo, si tratterà di approfondire le dimensioni di queste responsabilità, anche in rapporto ad altre persone o iniziative al di là della situazione di Paolo Gabriele. Infine, si tratterà di vedere se interpellare la giustizia italiana, ad esempio tramite rogatorie. (segue)
Si è aperta il 28 maggio, per chiudersi il 3 giugno, la Settimana di preghiera per la pace in Palestina e Israele, promossa dal Forum ecumenico Palestina Israele (Pief) che opera in seno al Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc). Scopo delliniziativa, si legge in un comunicato, è promuovere azioni a sostegno della fine delloccupazione illegale della Palestina e di una pace giusta per tutti in Palestina e Israele. Congregazioni e singole persone che in tutto il mondo condividono la speranza di giustizia sono invitate ad unirsi in questa settimana per intraprendere azioni pacifiche e per creare una comune testimonianza pubblica internazionale. Come nelle precedenti edizioni della Settimana, anche questanno è prevista la partecipazione di chiese di almeno 21 Paesi del mondo che invieranno in tal modo un chiaro segnale ai loro responsabili politici, ai gruppi e alle parrocchie circa l‘urgenza e la necessità di un accordo di pace che ponga fine alloccupazione illegale e protegga i legittimi diritti e il futuro di entrambi i popoli. Le iniziative di questa Settimana si incentrano su tre principi: pregare con le chiese che vivono sotto l‘occupazione, educare ad azioni di pace, sostenere i leader politici che utilizzano politiche ecumeniche a favore della pace e della giustizia.
Venerdì il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni unite terrà a Ginevra una sessione speciale sulla Siria, dedicata in particolare al massacro dello scorso finesettimana nella città di Houla. Lo riferiscono fonti diplomatiche, precisando che a volere questo incontro sono stati soprattutto Stati Uniti, Qatar, Turchia e Unione europea, e che per la quarta volta dallinizio della rivolta scoppiata nel Paese, la situazione della Siria verrà analizzata dallorganismo Onu per i diritti umani. è stato trasportato presso l‘organo delle Nazioni Unite dei diritti in quanto rivolta scoppiata nel paese all‘inizio dello scorso anno. Ieri l‘inviato speciale delle Nazioni unite e della Lega araba Kofi Annan ha incontrato Assad a Damasco per tentare di salvare ciò che resta del suo piano di pace presentato lo scorso marzo, ma che non è ancora riuscito a fermare le violenze sul terreno. Intanto oggi il generale Robert Mood, capo degli osservatori Onu in Siria, ha denunciato un nuovo orribile e ingiustificabile crimine nella provincia di Deir Ezzor, dove ieri sera sono stati rinvenuti i cadaveri di 13 persone giustiziate sommariamente nella zona di Assukar, trovati con le mani legate dietro la schiena e segni di percosse alla testa, inflitti ad una distanza ravvicinata.
Il terremoto nelle zone colpite ha lasciato un grande vuoto, una grande paura, un grande dolore. Oltre ai danni al nostro patrimonio artistico e al tessuto industriale, ci sono stati dei morti e purtroppo molti bambini hanno perso un luogo sicuro e confortevole in cui poter vivere; altri invece, per molto tempo, non sentiranno di essere al sicuro. Così Giacomo Guerra, presidente Unicef Italia, esprime, tramite un messaggio diffuso oggi, solidarietà e vicinanza ai bambini e alle famiglie vittime di questo disastro. LUnicef Italia e i suoi volontari - aggiunge - si stringono attorno alle persone colpite dal terremoto. Il sostegno di tutti è un grande supporto per ricostruire e ridare sicurezza a chi è stato colpito, soprattutto ai bambini. La disponibilità e il tempo di ognuno di noi, di ognuno dei nostri volontari, laddove richiesti, saranno un piccolo aiuto per ripartire subito.
(Sir Europa - Bruxelles) - Abbiamo analizzato in modo approfondito la situazione dei Paesi aderenti e ora proponiamo una cura concreta per la crescita, la competitività e loccupazione, ha affermato Barroso nel presentare le raccomandazioni economiche agli Stati Ue. Ci sono delle raccomandazioni per tutti i singoli Paesi, ma esse fanno parte di una visione e di un approccio comune per superare la crisi. Gli Stati hanno preso sul serio le raccomandazioni dello scorso anno e i risultati si cominciano a vedere, ma il percorso è lungo. Barroso parla in particolare di azioni per il completamento del mercato unico, per i servizi, il digitale, la ricerca, la presenza delle imprese e dei prodotti Ue sui mercati internazionali. Invoca investimenti per infrastrutture e formazione, così da contrastare la disoccupazione giovanile, che ha raggiunto livello drammatici e insostenibili. Il presidente della Commissione rivolge poi tre richieste al Consiglio dei capi di Stato e di governo che si riunirà a fine giugno: Anzitutto chiediamo un pieno avallo a queste raccomandazioni. Inoltre occorre laccordo per una iniziativa volta alla crescita, che comprenda project bond, una maggiore capacità di credito della Bei e una ottimizzazione dei fondi strutturali. Infine bisogna che si accetti un dato: il bilancio Ue deve crescere per investire maggiormente a favore di progetti specifici per lo sviluppo economico e per loccupazione.
(Sir Europa - Bruxelles) - Non esiste una bacchetta magica e la soluzione ai problemi richiede tempo e determinazione. Ma la Commissione ritiene che lEuropa può superare la crisi attuale; occorre avviare con decisione un processo per una maggiore integrazione economica e finanziaria. E occorre difendere leuro, che finora ha portato benefici e altri ne può portare in futuro. José Manuel Barroso, presidente dellEsecutivo, presenta le raccomandazioni ai 27 Stati membri e una specifica per larea euro per contenere i deficit di bilancio, realizzare riforme in chiave di competitività e per creare occupazione, ridare slancio alla crescita. Le raccomandazioni passeranno quindi al vaglio del Consiglio europeo di fine giugno per essere poi varate a luglio. La situazione dei deficit nazionali sta migliorando, ma molto resta da fare, dice Barroso, che fornisce una chiave interpretativa politica ai documenti presentati oggi, costituiti da più di 1500 pagine. Oltre le raccomandazioni, lEsecutivo ha steso una serie di documenti riguardanti i 12 paesi con maggiori squilibri macroeconomici e altri in relazione a procedure per deficit eccessivo, dalle quali possiamo già dire - ha spiegato Barroso - che saranno escluse Germania, Bulgaria e Ungheria. Dobbiamo soprattutto creare la fiducia nei mercati, nei cittadini, in sede internazionale, affinché la crescita possa concretizzarsi. (segue)
Sabato sera, alla festa delle testimonianze con Benedetto XVI, sarà presente una famiglia terremotata. Lo ha annunciato don Davide Milani il responsabile della comunicazione di Family 2012, alla conferenza stampa di questa mattina. Il sacerdote ha annunciato anche alcune iniziative della Caritas ambrosiana, che ha attivato un punto di raccolta fondi allinterno della struttura di Milano Congressi dove si sta svolgendo il VII Incontro mondiale delle famiglie; Caritas ambrosiana ha raccolto 15.000 euro dopo il primo terremoto che sono stati già inviati. Sono inoltre 1.500 i kit igienico-sanitari e tre le tendo-strutture, per 600 posti, che si stanno inviando nella diocesi di Mantova. Venerdì sera al termine delladorazione eucaristica prevista in Duomo e nelle chiese milanesi ci sarà una colletta per i terremotati. La ristorazione della zona di Bresso, dove si svolgono gli incontri con il papa, che garantisce i pasti di sabato e domenica, invierà immediatamente il cibo avanzato non deperibile alla popolazioni colpite dellEmilia.
Secondo Robert Fico, il governo sta esaminando la relazione tra una legge statale e lAccordo di base tra la Slovacchia e la Santa Sede in base al quale alcune festività cattoliche erano state dichiarate festività pubbliche ufficiali. Tuttavia, la decisione di abolizione deve ancora essere presa. Durante lincontro si è inoltre parlato di questioni relative al finanziamento della Chiesa. Lultima proposta a riguardo era stata avanzata dallex ministro della cultura, Daniel Krajcer, il quale aveva suggerito di finanziare le Chiese e le organizzazioni religiose mediante il modello della redistribuzione delle imposte, una proposta considerata però inaccettabile dai rappresentanti della Chiesa cattolica.
(Sir Europa - Bratislava) - Lo sviluppo attuale della società, le proposte per il consolidamento delle finanze pubbliche e leventuale riduzione del numero delle festività pubbliche: sono alcuni dei temi discussi ieri durante il meeting tra il primo ministro della Slovacchia, Robert Fico, e la delegazione della Conferenza episcopale slovacca, guidata dal presidente mons. Stanislav Zvolensky. Il premier ha informato i rappresentanti della Chiesa cattolica circa la proposta avanzata da alcuni datori di lavoro di ridurre il numero attuale di festività pubbliche in Slovacchia. I prelati si sono dichiarati contrari sottolineando limportanza che tali festività rivestono per la vita della società. Noi le vediamo come radici spirituali necessarie allesistenza stessa della società, come una grande opportunità di motivare la gente che durante i giorni di riposo può recuperare energia spirituale e affrontare così le difficoltà della vita quotidiana, ha spiegato mons. Zvolensky. (segue)
I volti smarriti emergono chiaramente dalle prime immagini del nuovo terremoto e ci raccontano sempre la stessa cosa: ‘Perché proprio a noi?. Ho letto le stesse espressioni sulle facce dei tanti sacerdoti che ho visitato in questi giorni. Continuo a scrivere, mentre mi gira la testa in modo persistente e prendo coscienza che sto scrivendo ‘in diretta. È il racconto del terremoto vissuto in diretta ieri da don Massimo Manservigi (clicca qui), direttore della Voce di Ferrara-Comacchio, mentre si trovava in redazione per limpaginazione dellultimo numero del giornale. Purtroppo - annota Manservigi - ci sono stati altri morti e le mie mani vorrebbero smettere di scrivere, ma è necessario che raccontiamo i fatti, perché i giornalisti non devono abbassare lattenzione su coloro che stanno subendo le peggiori conseguenze di queste scosse. Il pensiero va alle nuove vittime, a coloro che hanno perso la vita e ai loro cari, a quelli che sono senza casa o che hanno appena dovuta abbandonarla, e poi a tutti i sacerdoti le cui chiese sono crollate o inagibili.
Da questa mattina sono in vendita negli spazi fieristici della Milano Congressi, dove si sta svolgendo il VII Incontro mondiale delle famiglie, 3.000 pezzi di Grana Padano per loperazione Il Grana della solidarietà. Si tratta di uniniziativa della Coldiretti, sostenuta dallorganizzazione dellIncontro, per aiutare le aziende agricole e i caseifici duramente colpiti dai terremoti di ieri e di alcuni giorni fa. La Coldiretti ha stimato che i danni causati dagli eventi sismici ammontano, per il settore agroalimentare, a oltre 250 milioni di euro.
I vescovi italiani partecipano alle sofferenze delle popolazioni dellEmilia Romagna, provate dal terremoto. La presidenza della Cei, dopo aver messo a disposizione un milione di euro proveniente dai fondi dell‘otto per mille, indice una colletta nazionale da tenersi in tutte le chiese domenica 10 giugno, solennità del Corpus Domini. Il ricavato dovrà essere consegnato tempestivamente alle rispettive Caritas diocesane, che provvederanno a inoltrarlo a Caritas italiana, già operativa nelle zone colpite con un proprio Centro di coordinamento.
(Sir Europa - Bruxelles) - La decima edizione degli Open days, Settimana europea delle regioni e delle città, organizzata congiuntamente dal Comitato delle regioni e dalla Commissione Ue, si profila come una edizione record. La manifestazione è fissata dall8 all11 ottobre a Bruxelles, e risultano già arrivate 219 adesioni da enti territoriali di 33 diversi Paesi. Gli Open days richiamano ogni anno dalle 5 alle 6mila persone e non è escluso che per il 2012 la cifra possa aumentare. Gli organizzatori segnalano, fra laltro, ladesione giunta da 50 grandi comuni, fra cui 21 capitali nazionali o capoluoghi regionali, e 169 regioni rappresentative della varietà dellEuropa: cantoni, contee, comunità autonome, dipartimenti, distretti, länder, province. Nella storia decennale, ledizione in fase di preparazione sarà quindi una delle più affollate. Il programma della settimana (www.opendays.europa.eu), in fase di definizione, prevede numerosi eventi: una sessione dapertura al Parlamento europeo in contemporanea con una sessione plenaria del Comitato delle regioni; oltre cento incontri fra seminari, gruppi di lavoro e dibattiti; il Punto dincontro, con gruppi di lavoro sullo sviluppo locale di tipo partecipativo, una mostra su Interreg IV C, uno studio televisivo; diversi eventi per consentire ai partecipanti di fare conoscenza.
(Milano, dallinviata Sir) - Si trova qui a Milano perché è convinto che solo le famiglie e leducazione possono cambiare le cose nel suo Paese, infatti quando le famiglie sono distrutte, il Paese è distrutto. Al VII incontro mondiale delle famiglie in corso a Milano, il Sir (clicca qui) ha incontrato mons. Martin Igwe Uzoukwu, vescovo di Minna (Nigeria), che ha visto morire 43 persone, e numerose rimanere ferite o mutilate, il giorno di Natale, per una bomba scoppiata davanti alla chiesa di santa Teresa, a Medalla, dopo la fine della messa. Quel giorno altre bombe scoppiarono per colpire chiese cristiane e tutti gli attentati vennero rivendicati da Boku Aram, un gruppo fondamentalista islamico. Il vescovo da allora si adopera per la guarigione delle persone e delle famiglie: sto raccogliendo dei fondi per ricostruire la chiesa di santa Teresa, anche se la cosa più importante è ricostruire la Chiesa-popolo di Dio. Ho scritto una preghiera in varie lingue locali e ogni giorno i sacerdoti, quando celebrano messa, la recitano e ricordano ciò che è accaduto e le vittime. Mons. Uzoukwu sottolinea che il Paese ha molti problemi, legati alla dilagante corruzione, ma in positivo i nigeriani hanno valori familiari molto forti: nella famiglia lamore cresce e ‘fioriscono le persone. In Nigeria, inoltre prevale una cultura pro-life che ha bloccato, ad esempio, la legalizzazione dellaborto.
Il rifiuto di ogni forma di violenza è precondizione per un processo politico guidato dalla Siria, aspetto importante del Piano Annan. Lo afferma oggi la Commissione per gli affari politici e la democrazia dell‘Assemblea parlamentare del Consiglio d‘Europa (Apce), riunitasi a Parigi sotto la presidenza di Pietro Marcenaro (Italia, SOC). In una dichiarazione rilasciata al termine dellincontro, la Commissione esprime anzitutto ferma condanna per i massacri perpetrati lo scorso fine settimana nei pressi della città di Houla, dove oltre 100 persone, soprattutto donne e bambini, sono stati selvaggiamente e sommariamente giustiziate. Evdente la responsabilità del governo siriano in questi massacri, condannati dal Consiglio di sicurezza Onu e da molti Stati europei e non che per questo stanno espellendo gli ambasciatori siriani. Crediamo - prosegue la Commissione Apce - che sia ancora possibile far funzionare il Piano Annan, anche se, dopo l‘accettazione di tutte le parti del cessate il fuoco, oltre 1.000 persone sono state uccise e gli altri punti chiave del piano devono ancora essere attuati. Quante altre ‘ultime possibilità dovrebbero essere ancora concesse ad Assad' Il tempo sta scadendo. Nel pomeriggio di oggi la Sottocommissione per il Medio Oriente discuterà della situazione con l‘ambasciatore Hitti, direttore della Missione della Lega degli Stati arabi a Parigi.
Qual è il significato del lavoro oggi? Secondo Luigino Bruni, occorre partire dal grande tema della gratuità e del dono, che è ciò che accumuna la famiglia, il lavoro e la festa. Nella riflessione di Bruni dire gratuità significa dunque riconoscere che un comportamento va fatto perché è buono e non per la sua ricompensa o sanzione esterni. Ecco perché, secondo il docente, non cè lavoro ben fatto senza gratuità, perché la gratuità ha bisogno non di unetica utilitaristica ma di unetica delle virtù. Il lavoro è un valore in sé, da rivalutare rispetto alle ciniche logiche economico-finanziarie. A questo tema si collega molto da vicino quello della festa, dimensione caratterizzata per Bruni da tre aspetti. Innanzitutto la festa ha bisogno del lavoro e quando si è disoccupati o sotto-occupati si perde non solo il lavoro ma anche la festa. In secondo luogo, la festa è uno dei momenti in cui si valorizzano persone che durante lattività lavorativa sono meno valorizzate. Infine, la festa ha bisogno di tempo, non si può acquistare sul mercato, deve essere prodotta e consumata insieme. Linvito conclusivo di Bruni è accorato: La famiglia, essendo la principale generatrice di beni relazionali, non serve oggi leconomia consumando di più, ma consumando di meno, consumando cioè meno merci e creando più beni: più beni relazionali, beni spirituali, beni di prossimità, che poi sono anche beni essenziali per la ripresa e per lo sviluppo economico.
La famiglia è sempre stata, ed è, il principale luogo sia del lavoro che della festa. Ogni civiltà umana ha trovato nelle sue diverse fasi storiche, e quindi nei diversi contesti culturali, le modalità e i linguaggi per declinare i tempi e i momenti del lavoro con i tempi e i momenti della festa, ma in tutte ritroviamo una comune nota di fondo: i tempi e i momenti della festa e quelli del lavoro sono stati molto intrecciati tra di loro. A partire da questa riflessione storica, Luigino Bruni, docente di Economia politica dellUniversità di Milano-Bicocca, ha proposto al Congresso internazionale teologico pastorale il suo intervento su La famiglia, il lavoro e la festa nel mondo contemporaneo. Secondo il professore, oggi, in una cultura dei consumi e della finanza che non capendo più il lavoro non riesce a capire e a vivere neanche la festa, occorre tornare a rileggere la famiglia, il lavoro e la festa assieme, senza commettere lerrore di assegnare a ciascuno di questi tre termini dei luoghi e degli ambiti separati e non comunicanti tra di loro. Nellattuale momento di crisi e di difficoltà, secondo Bruni la famiglia si trova al centro della più grave crisi finanziaria ed economica che il sistema capitalistico ha attraversato dalla fine della seconda guerra mondiale. Infatti, quando manca il lavoro, o quando è fragile e precario, è sempre e prima di tutto la famiglia che soffre. (segue)
Tristezza, ma anche ferma certezza che la Chiesa è guidata dallo Spirito Santo. Ad esprimerle, riguardo agli eventi di questi giorni che hanno riguardato il Vaticano, è stato il Papa, che al termine delludienza generale di oggi, durante i saluti ai fedeli di lingua italiana, ha definito le notizie circolate a questo proposito illazioni del tutto gratuite. Gli avvenimenti successi in questi giorni circa la Curia e i miei collaboratori - le parole di Benedetto XVI - hanno recato tristezza nel mio cuore, ma non si è mai offuscata la ferma certezza che, nonostante la debolezza delluomo, le difficoltà e le prove, la Chiesa è guidata dallo Spirito Santo e il Signore mai le farà mancare il suo aiuto per sostenerla nel suo cammino. In questi giorni, ha proseguito il Papa, si sono moltiplicate illazioni, amplificate da alcuni mezzi di comunicazione, del tutto gratuite e che sono andate ben oltre i fatti, offrendo unimmagine della Santa Sede che non risponde alla realtà. Desidero, per questo - ha assicurato il Santo Padre - rinnovare la mia fiducia e il mio incoraggiamento ai miei più stretti collaboratori e a tutti coloro che, quotidianamente, con fedeltà, spirito di sacrificio e nel silenzio, mi aiutano nelladempimento del mio ministero.
Agli amici della redazione di ‘Notizie e allintera comunità diocesana di Carpi - affermano Malagoli e Seghedoni - la nostra solidarietà concreta e la vicinanza nella preghiera. Con Luigi Lamma, il direttore di ‘Notizie, ci siamo sentiti e, nel ringraziare per questa disponibilità di ‘Nostro Tempo (che a noi in realtà pare davvero qualcosa che non si poteva non fare) il direttore ricorda che rimane attivo, pur in condizioni di emergenza, lUfficio stampa della diocesi di Carpi. In questi giorni difficili, concludono Malagoli e Seghedoni, ci accomuna il dolore per la perdita di vite umane, la constatazione della disperazione di tanti e lo scoraggiamento per questa ulteriore, durissima prova. Rimane però salda in noi la speranza che, pur nel buio e nella tristezza di questi momenti, la luce che giunge dallalto diventa conforto e consolazione per tanti.
Notizie, il settimanale della diocesi di Carpi, non uscirà nel fine settimana del 2-3 giugno perché la redazione, causa il terremoto di ieri, non è nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro: la sede del settimanale carpigiano è, infatti, nella zona rossa del centro storico, in cui vige il divieto di transito, proprio di fianco al Duomo, anchesso danneggiato dal sisma. Per far sì che i lettori di ‘Notizie possano ritrovare, anche solo in parte, il loro giornale in queste difficili giornate, il settimanale della confinante arcidiocesi di Modena-Nonantola, Nostro Tempo ospita nelle proprie pagine uno spazio riservato alle notizie della diocesi di Carpi. Il settimanale modenese - spiegano il direttore Stefano Malagoli e il responsabile della redazione Paolo Seghedoni - verrà questa settimana distribuito, pur con una tiratura più limitata rispetto a quella consueta di ‘Notizie, anche nel carpigiano, nel mirandolese, nella zona di Concordia e di Novi. Nelle pagine dedicate a Carpi in ‘Nostro Tempo, sotto la testata ‘Notizie, la redazione carpigiana ha inviato a Modena le notizie più rilevanti che riguardano la comunità diocesana di Carpi, a partire dalla morte del parroco di Rovereto sul Secchia, don Ivan Martini, rimasto sotto le macerie della chiesa danneggiata mentre ieri cercava di recuperare limmagine della Madonna. (segue)
Preghiera, affetto, vicinanza, cordoglio, ma anche auspicio che terre così duramente provate possano riprendere al più presto la vita normale, con laiuto di tutti e la solidarietà dellintera nazione. Sono i sentimenti espressi dal Papa alle persone colpite dal terremoto, che dal 20 maggio scorso sta sconvolgendo lEmilia. Il mio pensiero - ha detto Benedetto XVI al termine delludienza generale di oggi, subito prima di salutare i fedeli di lingua italiana - va ancora una volta alle care popolazioni dellEmilia, colpite da ulteriori forti scosse sismiche, che hanno causato vittime e ingenti danni, specialmente alle chiese. Sono vicino con la preghiera e laffetto ai feriti, come pure a coloro che hanno subito disagi - ha assicurato il Papa - ed esprimo il più sentito cordoglio ai familiari di quanti hanno perso la vita. Auspico che con laiuto di tutti e la solidarietà dellintera nazione - ha concluso il Santo Padre - possa riprendere al più presto la vita normale in quelle terre così duramente provate.
Nellambito dellVII Incontro mondiale delle famiglie il Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) presenterà domani alla Fiera di Milano (ore 13) il nuovo volume edito dalla Cantagalli, dal titolo I vescovi europei su: demografia e famiglia in Europa, a cura di Giancarlo Blangiardo e Simona Maria Mirabelli. Alla presentazione porterà il saluto del Ccee il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e vice-presidente del Ccee, a cui seguirà la presentazione del volume da parte di uno dei curatori, Giancarlo Blangiardo, docente di demografia e direttore del Dipartimento di statistica nellUniversità di Milano-Bicocca.
Nelle parole del card. Ravasi, la casa ha pareti di pietre vive, rappresentate dai figli. Sulle pareti di pietre vive della casa familiare sono incise due epigrafi che delineano limpegno vitale morale dei suoi abitanti. Sono i due comandamenti capitali della famiglia. Da un lato, il precetto nuziale della fedeltà: ‘Non commetterai adulterio. Dallaltro lato, il comandamento sociale: ‘Onora tuo padre e tua madre, dove la figura paterno-materna incarna tutta la complessa rete delle relazioni sociali, essendo appunto la famiglia la cellula germinale del tessuto comunitario. Dentro la casa che rappresenta la famiglia, ci sono tre stanze: del dolore, del lavoro e della festa. Questi tre ambiti rappresentano la concretezza delle relazioni familiari, delle fatiche del lavoro, della gioia della festa: Luomo e la donna, quando celebrano la liturgia festiva, entrano nel tempio/tempo eterno divino. In questultima stanza - ricorda il card. Ravasi - si presenta Dio per asciugare ogni lacrima dagli occhi e far scomparire quei cittadini oscuri che ci sono in tutte le città e villaggi del mondo, che non vorremmo: morte, lutto, lamento e affanno. Nella festa piena della salvezza, non ci saranno più. Guardando dalla finestra di questa casa, ha concluso, possiamo vedere e apprezzare il dono della tenerezza.
Il tema che mi è stato assegnato ha due poli estremi: la creazione e la salvezza. Il mio intervento è una sorta di piccolo disegno, un bozzetto allinterno del quale tanti altri relatori aggiungeranno molti elementi. Per questo ho pensato di usare un simbolo fondamentale, che disegnerò e cercherò di colorare, non col pennello ma con le parole e, prima di tutto, con le parole della Scrittura: la casa. Così il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontifico Consiglio della cultura, ha iniziato lintervento su La famiglia: tra opera della creazione e festa della salvezza con cui si è aperto il Congresso internazionale teologico pastorale inserito allinterno del VII Incontro mondiale delle famiglie (Milano, 30 maggio - 3 giugno). La casa, ha spiegato il cardinale, non è soltanto ledificio di mattoni, di pietra e di cemento o la capanna o la tenda in cui si dimora, ma è anche chi vi abita, è il ‘casato fatto di persone vive e di generazioni. Anzi, talora la ‘casa per eccellenza è persino il tempio, residenza terrestre di Dio. Il simbolo della casa rende possibile la declinazione tematica di altri concetti, a partire dalle fondamenta, ovvero la base da cui sorge la famiglia, la coppia uomo-donna. (segue)
(Sir Europa - Bruxelles) - Mettere da parte le polemiche per trovare un nuovo senso di fraternità e di solidarietà, essendo tutti chiamati a contribuire a rinnovare il senso di unità nazionale. Manlio DAgostino, presidente nazionale del giovani Ucid, interviene sulle vicende legate al terremoto in Emilia e sulle polemiche seguite al crollo di alcuni capannoni industriali che hanno causato vittime. Un terremoto è un evento catastrofico che lascia segni indelebili tra le persone e sul territorio, afferma. Nella lunga e tragica esperienza italiana di eventi sismici, i sentimenti di sgomento e di rabbia si sono sempre tramutati in una positiva buona volontà che ha portato a rialzarsi. Le polemiche che stanno emergendo sulla solidità dei capannoni sembrano lo strumento per attaccare ed accusare quanti hanno avuto il coraggio di mettere da parte lo sconforto e, rimboccandosi le maniche, stanno operando per combattere tanto la crisi economica quanto la furia della natura. La posizione di DAgostino è la medesima espressa da Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, a nome degli imprenditori delle province colpite dal sisma. Quegli imprenditori e lavoratori non vogliono mettere a rischio la vita e lincolumità propria e dei propri collaboratori, aggiunge DAgostino. Chi è morto prima di essere operaio è una persona umana... In questo momento delicato bisognerebbe mettere da parte le polemiche per trovare un nuovo senso di fraternità e di solidarietà.
Un invito a non lasciarsi vincere dalla tribolazione e dalle difficoltà, ma a vivere ogni situazione uniti a Cristo, che carica su di sé tutta la sofferenza e il peccato del mondo per portare luce, speranza e redenzione, donandoci consolazione in mezzo alle tempeste della vita, nonostante le nostre infedeltà e i nostri rinnegamenti. A rivolgerlo è stato il Papa che, nella catechesi delludienza generale odierna (clicca qui), si è soffermato sul tema della consolazione, e sul dialogo tra il sì fedele di Dio e lamen fiducioso dei credenti. Prendendo spunto dalla seconda lettera di san Paolo ai Corinzi, inviata a una Chiesa che più volte ha messo in discussione il suo apostolato, Benedetto XVI ha fatto notare che Dio, attraverso Cristo, ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione: lesempio da seguire è quello di Paolo, che nonostante le molte tribolazioni, difficoltà, afflizioni che ha dovuto attraversare, non ha mai ceduto allo scoraggiamento. Per annunziare Cristo ha subito anche persecuzioni fino ad essere rinchiuso in carcere, ma si è sentito sempre interiormente libero.
Dopo laggravarsi della situazione nelle zone terremotate in Emilia Romagna, Caritas italiana ha messo oggi a disposizione centomila euro e rafforza la sua presenza inviando operatori sul posto per affiancare e collaborare con la delegazione regionale Caritas dellEmilia Romagna nel coordinamento dellemergenza. Giorni fa è stato infatti allestito a Finale Emilia un Centro di coordinamento, per organizzare risposte mirate ed evitare invii indiscriminati di volontari o di aiuti materiali. Prosegue intanto la raccolta fondi promossa da Caritas italiana (per info: www.caritasitaliana.it). Come sempre cè una generosa gara di solidarietà - rende noto Caritas italiana -. Da tutta Italia e dallestero anche le Caritas continuano a far pervenire messaggi di solidarietà e disponibilità a sostenere gli interventi in atto. Considerando che le necessità e i bisogni anche di ripresa del tessuto produttivo e di riaggregazione socio-comunitaria si protrarranno nel tempo - osserva Caritas italiana -, è necessario coordinare e programmare al meglio ogni intervento, a partire da una completa ricognizione della situazione nelle diverse zone. Si invitano perciò le Caritas diocesane a collegarsi con la delegazione regionale e con Caritas italiana. Nellarco di qualche giorno potranno essere date indicazioni più dettagliate su eventuali bisogni specifici, anche per quanto riguarda linvio di volontari.
Non è mancato dal card. Antonelli uno sguardo alla difficile realtà sociale del momento: Lattuale crisi, che non è solo economica ma anche relazionale, culturale e religiosa, fa emergere un malessere che era latente da tempo, ci provoca a una revisione delle dinamiche di mercato e degli stili di vita, invita a riconoscere il primato della persona e della solidarietà, delle buone relazioni e della collaborazione, malgrado i pericoli che minacciano oggi la famiglia. In questo quadro, ha concluso, il VII Incontro mondiale delle famiglie vuole offrire un messaggio di speranza, fondata su molti fenomeni positivi che si riscontano anche oggi e sulla triplice benedizione di Dio, portata a compimento dal Signore Gesù Cristo salvatore di tutti gli uomini.
Il tema scelto dal Papa per il VII Incontro mondiale delle famiglie (Milano, 30 maggio - 3 giugno), La famiglia: il lavoro e la festa, riguarda tre valori umani che la Scrittura presenta fin dallinizio come tre benedizioni di Dio, collegate allorigine delluomo: tre doni originali, fondanti, permanenti, essenziali per le persone e per la società. È quanto ha ricordato questa mattina il card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, inaugurando il Congresso internazionale teologico pastorale nellambito dellIncontro mondiale. Solo luomo - ha detto il cardinale - fa famiglia perché egli solo è capace di amare gratuitamente. Solo luomo lavora perché egli solo sa ragionare, progettare e scegliere. Solo luomo conosce il senso della festa, perché solo lui sa compiacersi della bellezza dellessere, del vivere e del vivere insieme. Si tratta, ha spiegato il card. Antonelli, di tre ambiti di comunicazione e di relazioni interumane che concorrono a definire lidentità delle persone e a costruire la loro felicità. (segue)
(Sir Europa - Bruxelles) - Misure per contenere i bilanci nazionali, riforme strutturali, azioni per favorire la crescita, che gli Stati Ue dovranno adottare nei prossimi dodici mesi per consolidare leconomia comunitaria, il mercato unico e leuro. Sono gli obiettivi delle raccomandazioni che la Commissione Ue indirizzerà oggi ai singoli Stati aderenti allinterno del cosiddetto semestre europeo, e che saranno nuovamente valutate al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno e formalmente adottate dal Consiglio dei ministri dellUe a luglio. Le raccomandazioni si basano su una valutazione dettagliata - si legge in una nota dellEsecutivo - dei dati economici, di bilancio e dellimpiego e delle politiche adottate dai governi di ciascun Paese. Inoltre lEsecutivo renderà noti i risultati delle analisi realizzate nel quadro della procedura sugli squilibri macroeconomici in 12 Paesi (Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Spagna, Finlandia, Francia, Italia, Ungheria, Slovenia, Svezia, Regno Unito). Le priorità che saranno indicate alle capitali sono strettamente correlate agli obiettivi della strategia Europa 2020 per la competitività, il lavoro e la lotta alla povertà. Una serie di raccomandazioni complessive riguarderà inoltre la zona euro.
Nel rapporto tra famiglia e lavoro sinnesta il riposo, che favorisce lequilibrio, dà un ritmo agli affetti e al lavoro, perché è lo spazio della ri-generazione, della ri-creazione ed è compiuto quando diventa festa, cioè riposo, sosta gratuita, comunitaria e piena di gioia. Nelle parole dellarcivescovo di Milano la scelta del Santo Padre di convocarci da tutto il mondo per riflettere sugli aspetti fondamentali dellumana esperienza dice con chiarezza linsostituibile risorsa che la famiglia rappresenta per ogni persona e per lintera società. Il lavoro del Congresso ci permetterà di cogliere il proprio della famiglia stessa nelle variegate modalità culturali in cui si è andata esprimendo. Infatti questo VII Incontro mondiale delle famiglie è anzitutto e soprattutto un evento di testimonianza reciproca e di testimonianza a ogni nostro fratello uomo.
Benvenuti a Milano. La nostra città, la diocesi ambrosiana e tutte le diocesi lombarde vi accolgono e vi ringraziano di cuore per la vostra presenza. Da secoli la vocazione della nostra città è quella di essere generosa e ospitale. Sono certo che tutti voi lo potrete toccar con mano in questi giorni. Con queste parole il card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano, ha aperto ufficialmente il Congresso internazionale teologico pastorale nellambito del VII Incontro mondiale delle famiglie (Milano, 30 maggio - 3 giugno). Larcivescovo ha ricordato la felice intuizione del titolo - La famiglia: il lavoro e la festa - che lega tra loro gli aspetti principali della vita quotidiana di ognuno di noi, di ogni persona, che è sempre in rapporto, in relazione con gli altri. La famiglia permette la comprensione e lo sviluppo delle due differenze costitutive delluomo: la differenza sessuale tra luomo e la donna e quella delle differenti generazioni di figli, padri, nonni. Custodendo queste due differenze nellunità, la famiglia è la prima e insostituibile scuola di comunione. Il lavoro è lambito in cui ogni uomo, ogni donna racconta se stesso e collabora con le proprie abilità, anche con la fatica, allazione creatrice del padre e a quella redentrice di Gesù. (segue)
Chi vive in Italia deve inquadrare lemigrazione come una parte viva del suo presente e chi vive allestero deve mostrare un maggiore attaccamento alle vicende italiane: entrambi devono offrire il loro apporto progettuale. Lo ha detto questa mattina mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, introducendo i lavori del convegno di presentazione della VII edizione del Rapporto Migrantes Italiani nel Mondo (clicca qui). Per mons. Perego contrariamente a quanto si crede, la politica per gli italiani allestero è innanzi tutto una questione di idee e può costituire un ‘motore di sviluppo, allargando contatti, percorsi, progetti anche di cooperazione e risorse per la crescita, che valorizza anche gli italiani fuori dallItalia, aiutando anche così a leggere il Paese reale. Secondo il direttore della Migrantes, è necessario utilizzare nuove chiavi di lettura spinti dalle caratteristiche diverse che ineriscono gli attuali migranti, a cominciare dalla loro preparazione e dal progetto con cui partono e che il più delle volte finiscono col riuscire a realizzare allestero, avendo più volte tentato di aprire inutilmente porte in Italia.
Rispetto agli oltre 60 milioni di italiani residenti in Italia, i connazionali residenti allestero incidono per circa il 7%. Sono infatti oltre 4 milioni i cittadini italiani allestero al 1° gennaio 2012. È il dato presentato questa mattina dal Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes (clicca qui). Gli iscritti allAire - lanagrafe della popolazione italiana residente allestero - sono 4.208.977 di cui 2.017.163 donne (47,9%). Il 54% del totale ha dato come motivo di iscrizione lespatrio, ma prosegue lascesa dei nati allestero arrivati al 38,3% (più di 1 milione e 600 mila). A rilevante distanza, invece, si collocano coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana (3,2%, 133.577). Il 37,1% (1,6 milioni) è allestero da più di 15 anni e il 14,9% (quasi 630 mila) lo è da 10-15 anni. Continuano ad aumentare (1 milione e 131 mila) coloro che sono iscritti allAire da 5-10 anni, il 26,9% del totale. L11,5% (quasi 500 mila italiani) è, invece, iscritto solo da 3 anni (tra di essi, quindi, anche i nuovi espatriati). Quasi 800 mila hanno più di 65 anni (19%), circa 665 mila sono minorenni (15,8%). Il numero maggiore vive in Europa con 2.306.769 (54,8%). In America sono 1.672.414 (39,7%), in Oceania 134.008 (3,2%), in Africa 54.533 (1,3%), in Asia 41.253 (1%). LArgentina torna ad essere nel 2012 il primo Paese di emigrazione (664.387, 15,8%) prendendo il posto che nel 2011 era stato della Germania.
Aprendo il lavori del Congresso internazionale teologico pastorale nellambito del VII Incontro mondiale delle famiglie il card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano, e il card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, hanno dedicato un pensiero e una preghiera alle vittime del terremoto dellEmilia Romagna. Pregheremo per le vittime del terremoto - ha affermato il card. Scola - e troveremo forme di concreta solidarietà nei loro confronti. Gli ha fatto eco il card. Antonelli: Siamo una grande assemblea, riunita in un clima di fraternità e di gioia, ma aleggia su di noi una nube di mestizia, per il disastroso terremoto che non molto lontano da qui ha colpito la popolazione dellEmilia Romagna. Ai morti, ai feriti, alle famiglie che hanno perduto la casa e ai lavoratori che hanno perduto il lavoro va il nostro commosso pensiero, insieme alla nostra solidarietà, avvalorata dalla preghiera.
Il 3 giugno 2010 fu ucciso in Turchia mons. Luigi Padovese, vicario apostolico dell‘Anatolia. A due anni dalla scomparsa la ricorrenza sarà celebrata in diversi luoghi con celebrazioni e incontri. Venerdì 1° giugno, presso il monastero S. Chiara di Camerino, sarà ricordato con una messa alle ore 18, richiamando la lettera che inviò alla stessa comunità di clarisse poco prima della morte. Domenica 3 giugno, anniversario della morte, nel santuario antoniano dei protomartiri francescani di Terni sarà celebrata una messa da padre Paolo Martinelli, preside dellIstituto francescano di spiritualità. Lo stesso Istituto il 5 giugno propone due momenti. Presso la Pontificia Università Antonianum, la presentazione del volume di mons. Padovese, La Verità nell‘amore. Omelie e scritti pastorali (2004-2010). Intervengono padre Priamo Etzi, fr. Raffaele della Torre, padre Paolo Martinelli, Kenan Gürsoy, Romano Penna, Francesca Cocchini, Maria Grazia Mara. Nella chiesa di San Bartolomeo all‘Isola Tiberina, invece, si terrà una messa presieduta da fr. Mauro Jöhri, ministro generale dell‘Ordine dei Frati minori cappuccini. In questa occasione sarà offerto alla chiesa, dedicata al martiri del nostro tempo, un oggetto-simbolo, appartenuto a mons. Padovese, in ricordo del suo impegno per la diffusione del Vangelo e per il dialogo tra popoli e religioni.