Contro la mafia, ‘possiamo sempre fare qualcosa. È una delle frasi di Giovanni Falcone. È con questo spirito che la Regione Sicilia ha pubblicato oggi il sito internet www.insiemeperricordare.com attraverso il quale i cittadini sono chiamati ad esprimere e condividere i loro pensieri, i ricordi ma anche a descrivere luoghi, emozioni, sentimenti, stati d‘animo, propositi. Tutto ciò allo scopo di disegnare una sorta di ‘mappa attraverso la quale leggere il nostro passato per costruire il futuro. È necessario - si legge nella nota di presentazione - contrastare il rischio concreto che le ricorrenze delle stragi di mafia, a partire dagli attentati contro Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli agenti delle loro scorte si trasformino in mero evento rituale. Ogni anno - si afferma ancora - la partecipazione della gente comune, dei cittadini, pare affievolirsi mentre aumenta in maniera esponenziale il presenzialismo di esponenti politici che spesso utilizzano quei giorni come passerelle mediatiche fini a se stesse. I cittadini, le giovani generazioni, i parenti delle vittime devono riappropriarsi anche dei momenti di celebrazione. La lotta alla mafia passa necessariamente da una crescita dell‘intera società civile che deve trovare e coltivare gli anticorpi contro un sistema come quello mafioso basato sulla violenza e sull‘oppressione.
Una messa celebrata con l‘ausilio della Lis, la lingua italiana dei segni. Domenica 27 maggio, alle ore 10, nella cattedrale, mons. Salvatore Pappalardo celebrerà la messa della Pentecoste con l‘ausilio della Lis, lingua italiana dei segni, per consentire la piena partecipazione e inclusione anche ai sordi. La traduzione simultanea della messa consentirà ai presenti sordi di seguire tutte le fasi del rito. L‘iniziativa è stata attivata in collaborazione con l‘Ente nazionale sordi di Siracusa, guidata dal presidente Salvatore Risuglia. In questa occasione l‘arcivescovo comunicherà l‘istituzione a Siracusa di una messa per tutti che sarà celebrata periodicamente nel santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa, grazie ad un interprete Lis. La messa sarà celebrata ogni seconda domenica del mese alle ore 12. Dopo aver formato altri interpreti Lis in campo religioso, si offrirà un servizio continuativo tutte le domeniche. Questo progetto pilota in Sicilia è stato voluto dalla referente per la Sicilia del Fondo italiano abbattimento barriere architettoniche (Fiaba) Bernadette Lo Bianco. Questa iniziativa avrà una valenza non solo di natura religiosa, ma anche di natura turistica - ha detto Lo Bianco -, in quanto sarà un servizio che verrà offerto non solo ai cittadini sordi di Siracusa, ma anche ai turisti e pellegrini sordi italiani.
È stato costituito oggi a Bologna il Comitato Vivi la famiglia. A promuoverlo, nove associazioni che operano a sostegno delle famiglie e che uscirono nel dicembre scorso dalla Consulta comunale di Bologna delle associazioni familiari, in opposizione alla decisione dincludere nella Consulta le rappresentanze di associazioni omosessuali. Abbiamo sentito lesigenza - afferma una nota diffusa dal Comitato - di darci uno strumento di coordinamento, per sviluppare sinergie atte a promuovere il bene delle famiglie del territorio provinciale e per meglio rappresentare le istanze familiari presso le istituzioni pubbliche locali. La nostra fuoriuscita - ribadisce il comitato facendo riferimento agli eventi dello scorso dicembre - è stata determinata dal fatto che si è voluto ammettere nella Consulta familiare realtà associative che manifestamente promuovono un concetto di famiglia in contrasto con quello sancito dalla Costituzione italiana, a cui - tra laltro - fa specifico riferimento lo statuto della Consulta stessa. Le nove associazioni fondatrici sono Mcl, Cif, Acli, Club Punto Giovani, Famiglie per laccoglienza, Sav, Sidef, Cides e Circolo Mcl G. Pastore; il Comitato è comunque aperto ad altre realtà associative che ne vogliano condividere gli scopi e i principi.
Giovanni Paolo II nel 1992 ha invitato la Chiesa di Nola ad essere testimone della speranza lavorando per costruirla. ToWeR HoPe vuole essere un cantiere di questa costruzione dedicato alla componente apparentemente più fragile del nostro territorio: i giovani. Così don Mariano Amato, referente dellUfficio diocesano di pastorale giovanile presenta la giornata che, nel ventennale della visita di Giovanni Paolo II, in collaborazione con il Progetto Policoro, la Chiesa di Nola propone ai giovani, domani, a Torre Annunziata. La giornata, intitolata Il lavoro: non aspettarlo, è qui, sottolinea don Amato, vuole offrire lopportunità di acquisire consapevolezza sulle proprie attitudini e passioni per costruire il proprio lavoro. Lintento è dimostrare che il futuro è possibile anche in zone, come Torre Annunziata, considerate difficili. I ragazzi svilupperanno in gruppo unidea imprenditoriale e/o associativa. I lavori dei laboratori saranno presentati ad un gruppo di imprenditori locali in presenza del vescovo Beniamino Depalma. Alle 18,30, la carovana della Speranza si incamminerà verso la basilica Madonna della Neve. Seguirà la veglia di Pentecoste nei pressi dello scoglio di Rovigliano, dove S. Paolino approdò tornando dalla prigionia testimoniando che è segno di responsabilità trasformare ogni momento di crisi in speranza.
Il Consiglio nazionale delle Acli, nella prima riunione dopo il 24° Congresso nazionale, ha approvato la composizione della nuova presidenza proposta dal presidente Andrea Olivero. Gianni Bottalico e Santino Scirè sono i due nuovi vicepresidenti nazionali delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani. Il primo con delega alla comunicazione, il secondo con delega allimmigrazione e allintegrazione di sistema. Nuovi anche i responsabili dei dipartimenti lavoro e welfare, rispettivamente Stefano Tassinari (che avrà la delega anche per la vita cristiana) e Gianluca Budano (che si occuperà anche del coordinamento del programma). Confermati Pierpaolo Napoletano allo sviluppo associativo (e coordinamento delle associazioni specifiche), Lidia Borzì alle politiche familiari (più progettazione e innovazione sociale), Alfredo Cucciniello al dipartimento pace e stili di vita. Michele Consiglio resta responsabile della rete mondiale aclista e delle relazioni internazionali, mentre Paola Vacchina si occuperà della formazione e del servizio civile. Il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, mantiene la presidenza dei Servizi e assume la responsabilità per le istituzioni (in collaborazione con la Fondazione Achille Grandi) e lufficio studi. Eletti anche i componenti della direzione nazionale, organo incaricato di programmare e verificare lattività delle Acli nellambito delle scelte decise dal Consiglio.
Humburg ha prima di tutto spiegato chi sono i rifugiati, persone costrette a fuggire dal proprio Paese dorigine per un ben fondato timore di persecuzione, mentre gli immigrati almeno in teoria, lasciano per scelta la loro terra. La paura e la speranza, il binomio che fa da filo conduttore a tutto il Festival, sono, ha sottolineato il funzionario, aspetti fondamentali, la vera essenza del sistema di asilo, e caratterizzano alla perfezione la condizione dei rifugiati. Che sono vittime o potenziali vittime di persecuzioni, quindi hanno paura, e poi con lesperienza dellasilo vivono la speranza. Secondo le stime dellAlto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, nel mondo sono attualmente circa dieci milioni, di cui due milioni distribuiti tra Europa e America. Circa sessanta mila i rifugiati in Italia, pochi a fronte dei circa quattro milioni di immigrati. Ma i problemi che vivono i rifugiati - ha detto - sono diversi: spesso hanno subito torture e traumi, con un bagaglio di sofferenza così non trovano subito la capacità e la forza di ricominciare. Perciò la grande sfida - ha concluso Humburg - è trovare delle soluzioni durevoli. I rifugiati non meritano particolare attenzione solo da parte dello Stato, ma anche tutti noi possiamo apportare dei contributi.
Rifugiati: dalla paura alla speranza. Questo il tema sviluppato nella conversazione che sè tenuta questo pomeriggio nella Sala degli stucchi di Palazzo Trissino a Vicenza, allinterno delle iniziative del Festival biblico in corso in questi giorni. Il percorso di riflessione, partito dal racconto biblico per giungere alla lettura della realtà, ha coinvolto la teologa Cristina Simonelli e Jurgen Humburg, funzionario dellAlto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unchr). La Scrittura non sta chiusa in una teca da qualche parte, ma è spirito e vita. E diventa speranza se penetra nei temi della vita e della giustizia, assumendo le paure di tutti ed entrando nelle problematiche della storia, ha esordito la teologa, che dal 1976 vive in un campo rom - prima di prendere in esame tre brani: lannunzio della resurrezione dellevangelista Marco, la visione della donna e del drago dallApocalisse e uno stralcio da una lettera di san Paolo sulla vita del cristiano nello Spirito. Può avere speranza solo chi ha provato cosè la paura, come le donne che trovano il sepolcro vuoto: sono le stesse che hanno pianto ai piedi della croce. E anche nellApocalisse - ha spiegato - che sembra assurdo e visionario, cè un messaggio di speranza. E ‘il drago che si fermò sulle spiagge del mare ci ricorda scenari più che attuali. (segue)
Dire sì alla vita, nonostante tutto. Sofferenza e trauma come opportunità di crescita è il tema del convegno promosso il 16 giugno allUniversità pontificia salesiana di Roma dallAlaef (Associazione di logoterapia e analisi esistenziale frankliana). La giornata di studio, informa una nota dei promotori, riguarda la sofferenza, tematica assai cara allo psichiatra Viktor Frankl, il fondatore stesso dellapproccio psicoterapeutico denominato, appunto, ‘logoterapia e analisi esistenziale. Lincontro è rivolto non solo a psichiatri e psicologi ma anche a educatori, insegnanti, medici, infermieri, volontari e religiosi. È unopportunità anche per chi voglia trarre giovamento dagli insegnamenti di Frankl sulla possibilità di imparare a dare un senso alla sofferenza, trovando in essa unoccasione di crescita e maturazione personale. Tra i relatori suor Pina Del Core, preside della Pontificia Facoltà di Scienze delleducazione Auxilium di Roma e membro del Comitato direttivo dellAlaef. Ci si può iscrivere entro il 31 maggio su www.logoterapiaonline.it.
Dove dormi stanotte?. La domanda è dobbligo nelle zone del terremoto, ed è ciò che chiede a chi incontra don Giancarlo Dallari, parroco di Cavezzo, nel modenese. La situazione non è disastrosa come a Finale, San Felice e Mirandola, ma non nascondiamo che è difficile, racconta al Sir il sacerdote (clicca qui) mentre, in sella alla sua bici, non sembra affatto intenzionato a perdersi danimo. Ci facciamo coraggio, ce la faremo, ricostruiremo, dice convinto. Scuole, negozi e appartamenti sono inagibili, mentre in chiesa sono venute giù le volte e si sta distaccando la facciata. Le chiese sono parzialmente crollate pure nelle vicine frazioni di Disvetro e Motta, ma in questultima è almeno agibile la cappella del cimitero per le funzioni funebri. Alcune centinaia di abitanti di Cavezzo hanno trovato rifugio al Palaverde, una struttura sportiva coperta, mentre fin dalla domenica mattina cè stato un fuggi fuggi generale verso parenti o amici, almeno per chi poteva.
Un corso di formazione per animatori della comunicazione sociale. A promuoverlo è la diocesi di Ragusa che, in questo modo, intende formare una figura che sappia utilizzare tutte le forme della comunicazione per promuovere attività culturali e comunicative allinterno della propria comunità e della propria diocesi con particolare attenzione al territorio e ai relativi contesti culturali. Il corso, informa la diocesi, avrà la durata di 6 mesi (da giugno a dicembre) e si strutturerà in 10 incontri seminariali. Le attività daula saranno articolate in moduli formativi, ciascuno comprendente sia lezioni teoriche sia attività di tipo esperienziali. Questo progetto formativo, spiega la diocesi, si rivolge in modo particolare a tutti coloro che per interesse, principalmente giovani, intendono acquisire i primi rudimenti necessari per collaborare nella promozione di iniziative di comunicazione a favore delle proprie comunità parrocchiali o aggregazioni locali a servizio della diocesi di Ragusa. Quanti verranno formati potranno ricoprire incarichi di responsabilità nel coordinare e promuovere la pastorale della cultura e della comunicazione allinterno della comunità cristiana e tra questa e la società civile. Info: www.diocesidiragusa.it.
Saranno i giovani psicologi del master in Relazioni daiuto in contesti di vulnerabilità e povertà nazionali ed internazionali dellUniversità Cattolica di Milano a gestire, durante il Family 2012 (30 maggio - 3 giugno), quattro postazioni in cui verranno portati tutti i minori smarriti. Del milione di persone attese nellarea dellaeroporto di Bresso - spiegano dalla Cattolica - un numero consistente sarà costituito da minori. In questo contesto è alta la probabilità che qualche minore perda di vista i propri genitori e in una situazione di tale stress per il bambino e la famiglia, lintervento specialistico è utile e necessario. I giovani volontari, nellattesa di ricongiungimento con i propri genitori, metteranno in pratica le attività e le tecniche apprese nel percorso formativo del Master per laccoglienza dei bambini e la rassicurazione dei genitori. Attraverso il disegno, il gioco con i palloncini, il gioco individuale, il colorare magliette e lavori singoli o in gruppo i bambini potranno esprimersi liberamente.
Le comunità migranti presenti nella diocesi di Como saranno protagoniste domenica 27 maggio della Festa dei Popoli che, questanno, punta ad allargare le proprie attività per coinvolgere sempre più comaschi e lanciare un messaggio di unità allintera città. Come gli anni scorsi - spiega suor Bruna Birollo, referente diocesana per la Pastorale dei migranti - il cuore della Festa sarà la celebrazione della messa in Duomo, presieduta dal vescovo. Accanto a questo momento forte, però, abbiamo pensato di organizzare una serie di attività che occuperanno lintero pomeriggio. Una festa non solo per le comunità migranti ma, speriamo, per tutti. La giornata inizierà, alle ore 14, con il ritrovo al Teatro Lucernetta. Da qui, vestiti con gli abiti tradizionali e le bandiere dei vari Paesi, i gruppi sfileranno per le vie della città murata fino a piazza Duomo dove, dalle 15.30, ci sarà spazio per la musica con canti e balli tipici di varie parti del mondo. Alle 17 la messa, seguita da un aperitivo etnico con vari stand allestiti nel piazzale vicino alla Cattedrale. Saranno presenti anche alcuni profughi arrivati in provincia di Como nel corso del 2011 a seguito della rivoluzione tunisina e della guerra in Libia. Questo - spiega Roberto Bernasconi, direttore della Caritas diocesana - vuole essere un modo per accoglierli.
(Firenze, dallinviata Sir) - Esiste una concezione condivisa di umanità e democrazia, pur nelle diversità, alla quale dobbiamo tornare: una concezione che vede leconomia intimamente legata al benessere della terra e alla protezione delle persone che la abitano: queste le parole di Vandana Shiva, massima teorica dellecologia sociale, pronunciate oggi a Firenze durante lincontro di apertura della nona edizione di Terra Futura (fino al 27 maggio). Nella prima giornata si è parlato di riconversione ecologica delleconomia. Shiva ha espresso la sua preoccupazione per la concentrazione della ricchezza nelle mani di poche persone, per limperante privatizzazione delle risorse naturali, a partire dallacqua, per lesproprio delle terre e il crescere dellinstabilità sociale e politica. Si è però detta ottimista riguardo alla forte potenzialità delle alleanze nate nel mondo fra gli esclusi. Al convegno è intervenuta anche la politologa Susan George, che ha chiesto programmi ampi a livello europeo, che prevedano importanti investimenti e riportino la finanza sotto controllo con azioni precise: dalla tassazione sulle transazioni finanziarie ai paradisi fiscali: È fondamentale investire nella green economy anche per rilanciare loccupazione, mettendo in campo politiche attive che informino e orientino sulle ampie possibilità occupazionali.
Media e minori sono due tematiche importanti che vanno colte come unopportunità. Infatti i bambini e gli adolescenti non sono solo degli utilizzatori, ma già oggi e ancor più in futuro, vivranno da abitanti il mondo dei media che, lo ricordiamo, è un autentico luogo. Lo afferma don Giacomo Ruggeri, esperto di catechesi e media, che mercoledì 30 maggio, alle ore 21, interverrà alla quinta e ultima diretta web del laboratorio online animatori cultura e comunicazione del Copercom sul tema Media e minori: cosa cambia nelleducare alla fede? (www.copercom.it). Durante la serata verrà citata, tra laltro, una ricerca Weca (Webmaster cattolici italiani), tuttora in corso, su I consacrati nei social network: presenza e usi. Laltro aspetto importante è cosa integrare tra media e minori - precisa don Ruggeri -. La prima cosa da dire è che a cambiare non sono solo i media ma cambiano anche i minori. Vuol dire che nei ragazzi cambia il modo di pensare, di relazionarsi, di pensare anche Dio stesso e la fede. Dobbiamo prendere coscienza che non possiamo più annunciare il Vangelo e fare catechesi come si faceva una volta. Bisogna dotarsi di codici linguistici, relazionali e visivi e formare nuove figure di catechisti che sappiano non solo utilizzare questi nuovi media, ma valorizzarli per lannuncio del Vangelo.
Con il comma 4 dellarticolo 2, spiega Zanotti nella lettera, gli editori previsti dal comma 3 dellarticolo 3 della legge 250/1990 non potranno beneficiare dellapplicazione del maggior rigore previsto dallo stesso decreto dell11 maggio scorso su un eventuale e molto probabile riparto delle risorse disponibili tra gli aventi diritto. Inoltre viene stabilito il 5 per cento di un importo non noto, ma che di certo sarà in diminuzione rispetto alle somme destinate negli anni scorsi al Fondo per leditoria, come stabilito dal comma 1 dellarticolo 1 che a tal proposito recita: ‘le disposizioni del presente decreto sono volte a razionalizzare lutilizzo delle risorse. Per questo la Fisc chiede che venga tolto il limite del 5 per cento stabilito dal comma 4 dellarticolo 2 del decreto dell11 maggio scorso e che permanga unicamente il limite dei contributi, in capo ad ogni editore, erogati nellanno 2010, come previsto dal comma 2 dellarticolo 2 del decreto in oggetto: ‘il contributo... non può comunque superare quello riferito allanno 2010.
Una lettera per ribadire il giudizio della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici, cui fanno capo 185 testate per un milione di copie a settimana) sul Decreto sulleditoria approvato dal Consiglio dei ministri l11 maggio scorso e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nr. 117 del 21 maggio. Viene consegnata oggi pomeriggio dalla stessa Fisc a Paolo Peluffo, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, con delega allinformazione e alla comunicazione. Già in alcune sedi - si legge nella lettera, firmata dal presidente della Federazione, Francesco Zanotti - abbiamo manifestato le nostre impressioni positive su diversi aspetti previsti dalla nuova normativa. Tuttavia, non possiamo non esprimere riserve circa linserimento della frase: ‘Le risorse complessivamente destinabili a tali contributi sono pari al 5 per cento dellimporto stanziato, per i contributi diretti alla stampa, sul pertinente capitolo del bilancio del Dipartimento per linformazione e leditoria della Presidenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In caso di insufficienza delle risorse stanziate, si procede alla liquidazione del contributo mediante riparto proporzionale tra gli aventi diritto, contenuta nella seconda parte del comma 4 dellarticolo 2. (segue)
LArci propone di rivisitare tutto il sistema creando un Comitato nazionale di indirizzo con una regia collettiva unica (con rappresentanti dei ministeri dellinterno, del lavoro, dellintegrazione, degli enti locali), che programmi interventi e faccia monitoraggio, con un fondo per finanziare iniziative, dalla frontiera fino allinclusione. Anche Daniela Di Capua, direttore del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, pensa che ci possa essere un sistema diverso, includendo le esperienze attivate da Caritas, Arci e altri soggetti virtuosi, fino ad arrivare a 16-17.000 posti. Riccardo Compagnucci, vicecapo Dipartimento libertà civili e immigrazione, chiede una rivisitazione intelligente del sistema, pur rendendosi conto che il mondo sta cambiando e anche lEuropa migrerà. Per cui i movimenti migratori non saranno più solo laterali ma rotatori.
Una situazione al collasso, resa molto critica dai ritardi nei pagamenti delle rette e dallincertezza sullo status giuridico dei profughi, perché molti hanno ricevuto il diniego allasilo. Decine migliaia di persone con prospettive non chiare e vite sospese. Ma se dovessero ricominciare gli sbarchi, dove li accogliamo? Ancora nelle tendopoli?, si è chiesto Oliviero Forti, responsabile ufficio immigrazione di Caritas italiana: Oggi le proposte sono molte ma nessuna è stata presa in carico. Da parte delle istituzioni competenti non ci sono la disponibilità e la sensibilità necessarie. Cè invece bisogno di un percorso unitario di accoglienza e risposte in termini di qualità, quantità e costi. Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dellArci, ha condiviso con la Caritas gli stessi ostacoli e problemi: siamo in situazione di estrema gravità. In Italia sono state firmate, nel momento dellemergenza, più di 800 convenzioni con enti attuatori, ma non sono coperte da risorse governative. Ci siamo fidati dello Stato che ci ha chiesto aiuto - ha detto Miraglia -. Ma se entro qualche settimana non si trovano soluzioni concrete dovremo portare le carte in tribunale. (segue)
(Firenze, dallinviata Sir) - Un sistema unico centrale, con un comitato di indirizzo formato dai responsabili delle varie istituzioni e realtà coinvolte, per la presa in carico e laccoglienza dei richiedenti asilo dal momento dellarrivo nei porti e negli aeroporti, fino allinclusione nei territori. E la proposta condivisa emersa oggi pomeriggio durante la tavola rotonda Il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati: quale futuro?, organizzata da Caritas italiana, Acli e Arci nellambito di Terra Futura, la mostra mercato delle buone pratiche di sostenibilità, in corso fino al 27 maggio a Firenze, sul tema del lavoro. Caritas, Acli e Arci sono tra i partner storici delliniziativa, promossa da Fondazione culturale responsabilità etica per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia delleconomia sociale. Le tante persone che vengono da noi perché in fuga da guerre e carestie - ha detto don Andrea La Regina, responsabile Ufficio macroprogetti di Caritas italiana - non possono andare incontro anche alla mancanza di accoglienza e solidarietà. Dei 25.000 profughi dal Nord Africa ancora in accoglienza dallo scorso anno, la rete Caritas ne accoglie 3.000 nelle diocesi, lArci 2.000, gli altri sono in alberghi o altre strutture. Anche i 3.000 posti del Sistema accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati sono al completo. (segue)
Il presidente del Pontificio Consiglio ha notato che la famiglia è intimamente connessa allidentità della persona umana e alla verità dellamore tra le persone e da essa e dalle relazioni umane ad essa collegate dipendono la coesione e lo sviluppo della società. Inoltre la famiglia genera i futuri cittadini e lavoratori, contribuisce in misura rilevante a trasmettere il patrimonio culturale della società e alimenta le virtù sociali come rispetto, responsabilità, fiducia, solidarietà, laboriosità, collaborazione: perciò è interesse della società e dello Stato sostenere culturalmente, giuridicamente, socialmente ed economicamente la famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una donna. In ogni caso il card. Antonelli si è detto fiducioso per il futuro, perché la famiglia naturale è il valore più desiderato e rimane in cima alla scala delle aspirazioni della popolazione, anche dei giovani e ovunque nel mondo, sono in aumento minoranze di famiglie esemplari, più consapevoli che non in passato, generose, responsabili, capaci di andare controcorrente. In molti Paesi si sta sviluppando un nuovo protagonismo delle famiglie attraverso varie forme associative, sia in ambito religioso sia in ambito civile.
La causa generale della crisi ritengo che vada identificata nella cultura individualista, utilitarista e consumista che a partire dal cosiddetto Occidente si propaga nel resto del mondo. Lo ha affermato il card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, intervenendo oggi a Madrid al Congresso mondiale delle famiglie Matrimonio e famiglia, futuro della società (fino al 27 maggio). Si tratta di un evento (www.worldcongress.es), che si tiene alla vigilia del VII incontro mondiale delle famiglie (Milano, 30 maggio - 3 giugno; www.family2012.com) e che vede la presenza di 2.000 leader e famiglie da circa 80 Paesi, in rappresentanza di 500 associazioni pro-famiglia che simpegnano nella difesa della famiglia naturale pur appartenenti a fedi diverse. Queste culture - ha sottolineato il cardinale - procurano sicuramente il malessere esistenziale; moltiplicano le povertà umane, come solitudine, vuoto interiore, angoscia del nulla; corrodono come un tarlo la stabilità della famiglia e la coesione della società. (segue)
Come sistema, lotto per mille tiene bene. Lo dimostra il fatto che, stando agli ultimi dati, cè stato un aumento delle firme a favore della Chiesa cattolica, ed è aumentata anche la cifra finale, a fronte di un aumento anche delle firme a favore dello Stato. A renderlo noto è stato il card. Bagnasco, segnalando ai giornalisti che la rendicontazione dellotto per mille è consultabile sul relativo sito (www.8xmille.it). Il sistema dellotto per mille - ha commentato il card. Bagnasco - tiene perché risponde al criterio di libertà fiscale, in base al quale i cittadini sono liberi di affidare una parte delle loro risorse dovute ad uno dei soggetti previsti. Il fatto che, oltre alle firme per la Chiesa cattolica, siano aumentate anche quelle per lo Stato, secondo il presidente della Cei, dimostra che persone che prima non firmavano per nessuno, adesso hanno firmato per lo Stato. Nella ripartizione dei fondi dellotto per mille, la Cei - ha informato il presidente - ha aumentato di 20 milioni di euro la voce della carità: Sono stati tutti dati alle diocesi, che sono i soggetti più vicini al territorio e in grado di rispondere i modo più diretto e concreto ai bisogni della gente. A Genova, fra il 2010 e il 2011 gli interventi caritativi sono passati da 6 mila a 25 mila, penso valga purtroppo per tutte le diocesi italiane, il commento del card. Bagnasco.
(San Felice sul Panaro, dall‘inviato Sir) - Sono psicologi e di fronte allemergenza si rimboccano le maniche, come volontari, per occuparsi degli effetti del disagio psichico e prevenire i le conseguenze del trauma. Gli psicologi per i popoli sono una delle associazioni attive nella gestione del Campo Trento, a San Felice sul Panaro. 370 gli ospiti, tutti residenti nel Comune ma nella stragrande maggioranza extracomunitari. Già la presenza di così tanti stranieri - spiega Manuela Bailoni, psicologa dellassociazione - crea una criticità nella suddivisione delle tende: ci sono diverse etnie, il che vuol dire ritmi, usanze, pratiche religiose, alimentazioni differenti. E poi cè sempre ladrenalina che si scatena in casi del genere. Il nostro intervento è a 360 gradi - prosegue - per prevenire le situazioni di stress: principalmente verso chi è sfollato, ma anche per gli stessi operatori e volontari. Nel campo vi sono 57 bambini dai 3 ai 13 anni. Stiamo cercando di organizzare attività soprattutto per loro, ma anche gli adulti hanno bisogno: sono rimasti traumatizzati, chiedono di essere ascoltati, supportati nellelaborazione della paura. Anzi, aiutare loro ha un effetto positivo anche sui figli. I bambini allinterno della famiglia sono quelli che hanno più risorse, ma si spaventano - conclude Bailoni - se vedono il proprio papà o la propria mamma spaventati.
Lattività di indagine avviata dalla Gendarmeria sulla diffusione di documenti riservati vaticani secondo istruzioni ricevute dalla Commissione cardinalizia e sotto la direzione del Promotore di Giustizia, ha permesso di individuare una persona in possesso illecito di tale materiale. Lo ha affermato questa mattina padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana, rispondendo ad alcune domande dei giornalisti. Questa persona - ha aggiunto padre Lombardi, secondo quanto riferisce Radio Vaticana - si trova ora a disposizione della magistratura vaticana per ulteriori approfondimenti.
Un dato non altissimo, ma significativo: così il card. Bagnasco ha definito la frequenza dei fedeli alla messa domenicale, rispondendo a una domanda sullattenzione posta nellultima assemblea Cei alla formazione degli adulti. Il dato citato, per il cardinale, segnala la preoccupazione costante di una massa non indifferente di persone alla celebrazione eucaristica - con percentuali differenziate nel territorio nazionale - che è il cuore della vita cristiana. Senza contare, poi, la partecipazione alla vita caritativa, alla rete sconfinata delle iniziative di solidarietà che sta crescendo nelle nostre comunità anche a fronte della crisi, e che implica la presenza di molti giovani e adulti. Il tema della presenza fondamentale degli adulti nella comunità cristiana, per una maturazione della fede cristiana che è la condizione per un umanesimo integrale, a partire da Cristo, è stato al centro dei lavori della 64ª assemblea, e sarà al cuore anche del Convegno di metà decennio in programma a Firenze, in cui dopo aver fatto il punto su cosa si è fatto in questi primi cinque anni in ordine alla sfida educativa, ci si aprirà alla prospettiva ad extra. In un dialogo - ha precisato il card. Bagnasco - volto a intensificare il confronto costruttivo con la società civile, con tutte le agenzie educative laiche, con tutte le presone che hanno a cuore il tema delleducazione.
Non vedere solo il male dimenticando il bene. È questa la regola aurea che vale per tutti noi, nei rapporti personali, nella famiglia, nel lavoro, tanto più avendo responsabilità più ampie. Così il card. Bagnasco ha risposto a una domanda sul clima di tensione nel collegio cardinalizio, secondo alcuni organi di stampa emerso anche nel recente pranzo del Papa con i cardinali, a cui il card. Bagnasco non era presente perché impegnato nei lavori dellassemblea, ha precisato. Mi ha commosso - ha detto - questa semplicità profonda, tipica del nostro Papa, che in quelloccasione ha detto: ‘È bello avere dei buoni amici. Certamente il male, il peccato originale è presente in tutti - ha commentato il presidente della Cei - è il Papa stesso che ce lo ha detto tante volte in questi anni, mettendo in guardia dal peccato, che è realtà molto concreta che tocca tutti gli uomini, credenti e non credenti, ecclesiastici o laici. Il Papa continua a ricordarci che siamo tutti in stato di conversione, e cioè che ci vuole un cambiamento di mentalità per poter cambiare la prassi, perché il peccato è sempre sinonimo di divisione. Non si tratta di occultare la realtà, nel bene o nel male - ha precisato il card. Bagnasco - ma anche di non eccedere, enfatizzare, e vedere solo il male dimenticando il bene.
Non ci si può mai ritirare nel privato. Può essere difficile o impegnativo, ma fa parte della missione del credente, che quanto più cresce tanto più deve partecipare alla vita pubblica, ognuno secondo le proprie responsabilità. È il forte appello alla partecipazione alla vita sociale e politica, rivolto oggi dal card. Bagnasco ai laici cattolici, in risposta alla domanda di un giornalista sul cosiddetto Todi due, in programma in autunno e al quale il presidente della Cei - durante la conferenza stampa finale dellassemblea dei vescovi - ha dichiarato di non sapere ancora se interverrà o meno. Al di là della sua partecipazione allincontro, il card. Bagnasco ha fatto notare che cè bisogno di una presenza sempre maggiore, convinta, argomentata dei cattolici alla vita e alla costruzione del Paese per il bene comune. Di qui lincoraggiamento dei vescovi a partecipare alla vita sociale, affinché i cattolici che hanno consapevolezza della propria fede, della propria coscienza cristiana, cattolica, si pongano nel meccanismo della democrazia e decidano, valutino in merito alle circostanze, formulando quel giudizio di merito, di circostanze storiche che è peculiarmente affidato ai laici.
(Sir Europa - Bruxelles) - Si moltiplicano le prese di posizione nellUe in vista della finale del 26 maggio del festival di musica Eurovision, organizzato questanno in Azerbaigian. Mentre gli artisti europei disputano la gara canora, nella capitale Baku e in altre città proseguono gli arresti e le vessazioni contro la popolazione civile che, seppure con presenze numeriche modeste, protesta contro il regime del presidente Ilham Aliyev. Le poche forze di opposizione culturale e politica, che non hanno rappresentanza in parlamento e che non si possono esprimere liberamente mediante i mass media, vengono represse dalla polizia. Jo Leinen, presidente del Movimento europeo, nel corso dellassemblea federale ha ricordato che lAzerbaigian deve dimostrare di rispettare i valori europei. Ieri aveva preso posizione ufficiale lEuroparlamento di Strasburgo, affermando, in una risoluzione, che ogni azione intesa a sopprimere la libertà di espressione e di riunione nel Paese deve cessare immediatamente. Il concorso Eurovision della canzone deve fornire allAzerbaigian loccasione di dimostrare il suo attaccamento alla democrazia e ai diritti delluomo. Il Parlamento denuncia aggressioni, molestie, minacce, arresto di giornalisti e di difensori dei diritti umani. Nel frattempo la cantante svedese Loreen, tra gli artisti più noti presenti a Baku, ha incontrato alcuni oppositori del regime, che ha subito protestato contro gli organizzatori di Eurovision.
La finanza è un elemento del vivere sociale, ma deve rapportarsi in modo equilibrato alleconomia in generale, e allindustria in particolare. Il card. Bagnasco è partito dai concetti di base della dottrina sociale della Chiesa, per rispondere alla domanda di un giornalista sulle questioni finanziarie, e sulla notizia delle dimissioni del presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, in merito alla quale il presidente della Cei ha risposto: Ho appreso oggi la notizia dai giornali, non posso andare oltre. La finanza, ha precisato il cardinale, deve rapportarsi nellequilibrio allinterno del quadro più generale del mondo economico, altrimenti - ha aggiunto - nascono mostri, sia sul versante personale, sia nellambito sociale, in ordine a quella sintesi che chiamiamo bene comune e che è lo scopo della giustizia, e quindi della società. La finanza, leconomica, la politica, le industrie - ha ricordato il card. Bagnasco - hanno un criterio unificante e normativo che è la persona: quando si dimentica che tutto deve essere in funzione dei benefici, della positività della persona, la persona diventa uno strumento e non un fine, anche nella finanza e nelleconomia, e così vediamo i disastri. Altra esigenza da salvaguardare, in ambito finanziario, è la trasparenza, che va perseguita da tutti gli attori in gioco, ai diversi livelli.
È salito a circa 7 mila il numero degli sfollati nei Comuni emiliani colpiti dal sisma. A fronte delle nuove richieste di assistenza avanzate dai cittadini - informa lAgenzia regionale di protezione civile - è stato necessario ricorrere a 4 nuovi moduli da 250 posti ciascuno, forniti dalle Regioni Piemonte, Valle DAosta, Liguria e dallassociazione nazionale di volontariato delle Misericordie, che arriveranno entro la giornata di oggi. Attualmente vi sono 12 campi, 46 strutture al coperto (come scuole, palestre e strutture comunali) e 14 alberghi. Circa 1.200 i volontari della Protezione civile impegnati nellaccoglienza, di cui 700 provenienti dallEmilia Romagna. Prosegue intanto lattività delle squadre dei Vigili del Fuoco (3 mila sopralluoghi effettuati finora sugli edifici) e del Nucleo di Valutazione, cioè squadre di tecnici della Protezione civile, del Servizio geologico regionale, dei Servizi tecnici di bacini, integrati da geometri e ingegneri volontari, che hanno effettuato un migliaio di accertamenti di agibilità.
In particolare, per il cardinale, ci vuole attenzione a non perdere il patrimonio industriale, ma semmai a potenziarlo; a non lasciarsi guidare prevalentemente dalla necessità di onorare i debiti, ma anche dalla necessità di avere una prospettiva industriale perché il Paese possa continuare e migliorare in questa prospettiva, partendo dalla consapevolezza che non cè crescita, non cè sviluppo, senza tecnologia o ricerca. È fondamentale mantenere il lavoro, non perderlo - ha ribadito il presidente della Cei - ma credo che non si riesca a farlo senza intervenire sulla crescita, sulla ricerca, sullinnovazione. Tra finanza e impresa - ha affermato il cardinale - ci deve essere un rapporto virtuoso, complementare, di reciproco sostegno, per un obiettivo, quello della crescita nello sviluppo, che è ormai lobiettivo dellintera Europa.
In politica siamo in mezzo a un guado, perciò tutti dobbiamo chiederci seriamente se vogliamo andare avanti o andare indietro, perché i sacrifici ormai sono innescati, e devono avere dei risultati, portare dei frutti. Lo ha detto il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, rispondendo alle domande dei giornalisti, durante la conferenza stampa finale della 64ª assemblea generale dei vescovi, che si è chiusa oggi in Vaticano. A una domanda sullemergenza lavoro, uno dei temi centrali della sua prolusione, il presidente della Cei ha osservato che è stato messo in pista un cammino, sul piano politico, che dice di affrontare la situazione veramente grave non solo del Paese, ma di tutto lOccidente, con le misure che tutti conosciamo. Adesso bisogna che chi ha responsabilità nazionali - a qualunque livello, non solo politico, ma economico, finanziario, e tutti noi nella vita quotidiana - decida delle proprie azioni, in ordine al superamento il più tempestivo possibile di una situazione che pesa sulla gente. (segue)
Le sfide del tempo presente non possono essere affrontate con risposte semplicistiche. Al riguardo, tra le priorità rimarcate cè lobiettivo dellaccesso al lavoro e, quindi, di segnali che consentano soprattutto ai giovani di andare oltre lattuale precarietà. Sono alcuni passaggi del comunicato finale (clicca qui), diffuso oggi al termine della 64ª assemblea generale della Conferenza episcopale italiana. Lassemblea dei vescovi ha evidenziato che, prima ancora del pur reale bisogno di riforme economiche, cè quello di un autentico ripensamento culturale collettivo: Ad una crisi epocale si deve rispondere con un cambiamento altrettanto epocale, innanzitutto di mentalità. Lepiscopato ha sottolineato come questo comporti il superamento della cifra dellindividualismo e della logica dellutilitarismo: se un ciclo si è definitivamente interrotto, il nuovo sarà comunque diverso e richiederà idee, progetti e comportamenti adeguati alla nuova condizione. Nella consapevolezza che ci vuole intelligenza, coraggio e perseveranza per proporre strade concrete, efficaci e percorribili, i pastori della Chiesa italiana hanno rinnovato limpegno a fare fino in fondo la loro parte. È parte essenziale di questo impegno la tutela e la promozione della famiglia.
Anche se lemergenza per ora è finita - spiega Tessari - continueremo ad operare con programmi di medio e lungo termine, supportando la Chiesa locale tramite la rete Caritas. Tessari mette in evidenza soprattutto il legame tra cambiamenti climatici e crisi alimentare, il problema della violenza, soprattutto in Somalia, che provoca povertà e fame. La comunità internazionale deve trovare una soluzione a questa situazione di instabilità diffusa nella regione - afferma -. Ma non sembra intenzionata ad agire. Mi chiedo se sia per impotenza o per complicità. Evidentemente fa comodo a qualcuno. Nel frattempo Caritas italiana è impegnata anche nellaltra grande crisi umanitaria nei Paesi del Sahel (Mali, Niger, Burkina Faso, Ciad, Mauritania, Senegal), con 13,4 milioni di persone vulnerabili e oltre 1 milione di bambini a rischio malnutrizione. Una crisi a cui è stata data minore attenzione, soprattutto dai media. Finora abbiamo raccolto 65.000 euro di offerte - dice Anna Arcuri, di Caritas italiana - e messo a disposizione 100.000 euro. Sosteniamo primi interventi di emergenza, piccole attività generatrici di reddito, distribuzione di sementi gratuite, assistenza sanitaria, riabilitazione idrica. Caritas ha anche lanciato una Campagna nazionale, intitolata Fame di pane e di futuro per sensibilizzare al tema della lotta alla fame, la sovranità alimentare e lo sviluppo sostenibile dei popoli, fornendo a tutte le Caritas diocesane materiali e suggerimenti per iniziative concrete.
(Firenze, dallinviata Sir) - Anche se la situazione agricola nel Corno dAfrica è migliorata, ci sono ancora delle fragilità, come la povertà endemica e il clima di violenza diffusa. Il prossimo anno ci potremmo trovare davanti ad una nuova crisi umanitaria, a causa della siccità e della carestia: a lanciare lallarme, parlando al Sir, è Silvio Tessari, di Caritas italiana, che ha presentato stamattina a Terra Futura - la mostra-mercato delle buone pratiche di sostenibilità in corso a Firenze -, il rapporto conclusivo sullimpegno di Caritas italiana per la popolazione colpita dalla crisi alimentare nel Corno dAfrica nel 2011. Caritas italiana ha stanziato a luglio 300.000 euro, nello stesso mese la Cei ha messo a disposizione 1 milione di euro e ha poi indetto, il 18 settembre, una colletta nazionale in tutte le parrocchie: le offerte pervenute fino al 20 aprile 2012 ammontano a 9.699.993 euro. Di questa cifra sono stati già impegnati 6.216.178 euro, per la realizzazione di 35 progetti destinati a 50-60.000 persone nei diversi Paesi (Somalia, Kenya, Etiopia, Gibuti) coinvolti nellemergenza. Oltre 13 milioni le persone colpite dalla carestia. Molti hanno trovato rifugio nel campo profughi di Dadaab, in Kenya, il più esteso al mondo, che ha accolto fino a 460.000 persone. I progetti di Caritas italiana vanno dallaiuto durgenza, allaccesso allacqua, alla riabilitazione e sviluppo. (segue)
Il comunicato del Wcc ricorda che l‘idea di articolare una cooperazione tra cristiani e musulmani in risposta a situazioni di violenza emerse per la prima volta nel 2007 in occasione della stesura del testo A Common World. Nel novembre 2010, un gruppo di circa 60 leader religiosi si incontrò per una consultazione cristiano-musulmana a Ginevra, in Svizzera, presso la sede della Wcc e lì fu raggiunto un accordo per lavorare in modo più cooperativo in situazioni di conflitto, evidenziando la necessità di "trovare il modo di disimpegnare la religione" dal ruolo di creare conflitto e di "re-impegnarla verso la risoluzione dei conflitti". A tal fine, la riunione raccomandò la mobilitazione di un gruppo di lavoro congiunto in caso di crisi e qualora cristiani e musulmani si trovano in conflitto". Il 23 e il 24 maggio, la delegazione ha visitato Kaduna e Jos nella Nigeria settentrionale, zone fortemente colpite dalla violenza perpetrata dal gruppo militante Boko Haram. I delegati si sono incontrati con funzionari governativi, leader religiosi, capi tradizionali e le famiglie delle vittime di violenza per acquisire una conoscenza diretta della situazione. Al termine della visita, si terrà una conferenza stampa. Il 26 maggio, la delegazione presenterà una relazione congiunta su quanto ha visto e vissuto e identificherà le aree e i progetti in cui cristiani e musulmani possono lavorare insieme.
Una delegazione di alti dirigenti musulmani e cristiani sta svolgendo in questi giorni una visita in Nigeria, dove negli ultimi mesi un aumento della violenza ha minacciato le relazioni tra le due comunità religiose soprattutto nella zona settentrionale del Paese. La delegazione è guidata dal Rev. Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), e dal principe Ghazi bin Muhammad di Giordania, presidente del Royal Aal Al-Bayt Institute for Islamic Thought. Oltre a svolgere indagini dirette sulla situazione e sui fattori che generano le tensioni attuali - si legge oggi in un comunicato del Wcc - la delegazione con la sua presenza sta esprimendo ai leader politici e religiosi in Nigeria, le preoccupazioni della comunità internazionale sulla violenza. Secondo il segretario generale del Wcc, "la partecipazione congiunta di leader cristiani e musulmani in questa visita è destinata non solo a incoraggiare la fine della violenza, ma anche a servire come esempio di cooperazione interreligiosa per la promozione della pace e l‘armonia tra persone di diverse religioni. "Siamo qui, grazie a Dio - afferma il Principe Ghazi - per capire con umiltà dai nigeriani la loro esperienza e le sfide che hanno per difendere larmonia, lunità, la pace e la sicurezza del loro grande paese, e per vedere se e dove le voci internazionali e gli istituti religiosi possono essere di qualche aiuto". (segue)
Un bilancio superiore alle aspettative ha permesso di allungare lelenco dei progetti beneficiari dai sette inizialmente previsti a undici. Il campo lavoro missionario della diocesi di Rimini ha chiuso il bilancio delledizione 2012, svoltasi il 24 e il 25 marzo nei quattro punti di raccolta di Rimini, Riccione, Bellaria e Verucchio, con un utile, al netto delle spese, di oltre 165.000 euro. Le entrate, informa la diocesi in una nota, sfiorano i 187 mila euro. Tra i progetti missionari beneficiari figurano lattività dellospedale di Mutoko a cura della dottoressa Marilena Pesaresi, che riceverà 30 mila euro, la missione diocesana in Albania, a Kucove (29 mila euro), quella delle Suore di SantOnofrio in Etiopia, impegnate nella costruzione di un centro formativo per ragazzi di strada (20 mila) e della Papa Giovanni XXIII in Tanzania dove verrà realizzato un centro diurno per bambini poveri (18 mila). Tra le nuove destinazioni aggiunte, la Casa daccoglienza per ragazze madri di Padre Bernardo Coccia in Etiopia cui andranno 15 mila euro, la struttura per ragazze di strada delle Maestre Pie dellAddolorata in Brasile (10 mila) e la realizzazione di un dormitorio a cura della missione di padre Policarpo in Tanzania (6.500) La consegna degli utili avverrà sabato 16 giugno, alle 19, presso la parrocchia di San Martino a Riccione. Info: www.campolavoro.it.
(Sir Europa - Bruxelles) - Nellera digitale la competenza mediatica ha per obiettivo la responsabilizzazione e lemancipazione dei cittadini e per tale ragione occorre che diventi materia scolastica e che sia appresa lungo tutto il corso della vita. Androulla Vassiliou, commissario Ue alleducazione, è intervenuta oggi a Nicosia (Cipro), allassemblea dellAssociazione europea degli editori dei giornali, che raccoglie 5.200 testate locali, regionali e nazionali, per circa 150 milioni di copie in 26 Paesi. Il discorso della commissaria cipriota si è concentrato su due filoni: il primo volto a sottolineare limportante ruolo dei mass media nellepoca contemporanea, anche per consolidare la partecipazione dei cittadini alla vita sociale e alla democrazia. Giornali, periodici, siti web sarebbero dunque al servizio della cittadinanza europea. Il secondo argomento toccato è stato proprio quello della educazione ai mass media, definita appunto competenza mediatica. Su questo punto Vassiliou ha insistito sul ruolo della scuola. La stessa Vassiliou ha inoltre aggiornato sui lavori della commissione di esperti, creata proprio dallEsecutivo Ue, per un progetto di educazione ai mass media, che dovrebbe consegnare il rapporto finale nel corso del prossimo anno.
La catechesi classica oramai non funziona più - prosegue il vicedirettore di Caritas Firenze, che è anche insegnante di religione -, bisogna partire dal vissuto e dai problemi concreti, per poi parlare di Dio. Il prossimo anno la Caritas di Firenze continuerà il progetto nelle scuole e nelle parrocchie con un percorso sullintercultura e luso consapevole del denaro. La Caritas diocesana di Cuneo ha invece parlato ai ragazzi della partecipazione al Forum alternativo sullacqua, che si è svolto in parallelo al Forum di Marsiglia a marzo, con i governi di tutto il mondo. E stato un evento importantissimo - spiega al Sir Claudia Aceto, di Caritas Cuneo -, ingiustamente trascurato dallopinione pubblica. Con 5000 partecipanti e 250 eventi, nel Forum della società civile sono state poste le basi per costruire alternative sul territorio. Anche se in Italia abbiamo vinto un referendum, preso a modello allestero, dobbiamo continuare a portare avanti la battaglia per lacqua come bene comune. Oggi ci troviamo di fronte a sfide nuove e più impegnative, perché le multinazionali delle acque minerali si stanno infiltrando negli apparati statali. Come Chiesa siamo molto coinvolti sul tema dellacqua, anche se non è facile arrivare alla comunità, più presa dai problemi dovuti alla crisi economica. Comunque negli anni, in Italia, cè sempre maggiore apertura.
(Firenze, dallinviata Sir) - Centinaia di studenti delle scuole elementari e medie di Firenze stanno parlando stamattina dellacqua come bene comune, nello stand di Caritas italiana allestito durante la nona edizione di Terra Futura, la mostra mercato delle buone pratiche di sostenibilità che si apre oggi a Firenze, alla Fortezza da Basso, fino al 27 maggio, sul tema. Caritas e Acli, sono tra i partner storici delliniziativa, promossa da Fondazione culturale responsabilità etica per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia delleconomia sociale. Oltre 600 le aree espositive, con 5.000 realtà rappresentate. Lo scorso anno sono stati 94.000 i visitatori, questanno se ne prevedono ancora di più. Lo stand della Caritas è arricchito dai lavori degli studenti - disegni, poesie, racconti - che hanno partecipato allanimazione sul tema dellacqua portata avanti, durante tutto lanno scolastico, dalla Caritas diocesana di Firenze. Oggi vengono premiati i vincitori del concorso legato alliniziativa, finanziata anche dagli enti locali. Oltre 550 i ragazzi coinvolti, in quindici scuole elementari e medie. La risposta degli studenti è stata molto positiva - racconta al Sir don Fabio Marella, vicedirettore della Caritas di Firenze. I bambini e i giovani, che spesso sottovalutiamo, sono molto interessati a questi temi, soprattutto se chiamati ad agire in prima persona. (segue)
Indulgenza plenaria alle solite condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre) per i fedeli che parteciperanno allIncontro mondiale delle famiglie a Milano (30 maggio - 3 giugno) e anche per coloro che, pur non presenti, saranno uniti spiritualmente ai fedeli presenti a Milano e pregheranno per invocare dalla Divina Misericordia le finalità dellincontro voluto dal Papa. È quanto si legge nel Decreto della Penitenzieria Apostolica diffuso oggi dalla Sala stampa vaticana a firma del card. Manuel Monteiro De Castro, penitenziere maggiore. Nel testo si sottolinea che Benedetto XVI ha molto volentieri concesso ai fedeli partecipanti il dono delle indulgenze, ricordando il tema del raduno mondiale (La famiglia, il lavoro e la festa) e confermando che la condizione per ottenere lindulgenza plenaria consiste nellessere veramente pentiti, stimolati alla carità e dediti alla santificazione della famiglia. Una norma ulteriore prevede la concessione dell indulgenza parziale ai fedeli ogniqualvolta, con cuore contrito, nel tempo indicato pregheranno per il bene delle famiglie. Tra i temi che verranno affrontati allIncontro mondiale: la conciliazione del lavoro con le esigenze della famiglia, la domenica come Pasqua settimanale da salvaguardare quale giorno di riposo, la preghiera e la vita comunitaria.
LUnitalsi ha accolto la richiesta di intervento del Dipartimento nazionale di protezione civile per offrire il sostegno di uomini e mezzi alle persone disabili e agli anziani che risiedono in Emilia e che vivono i disagi del terremoto dando un contributo non solo da un punto di vista strettamente logistico, ma anche e soprattutto attraverso un supporto psicologico e di attenzione alla persona. Lo dichiara il presidente nazionale dellUnitalsi, Salvatore Pagliuca, relativamente al supporto dellassociazione agli abitanti dellEmilia colpiti dal sisma. A Finale Emilia - spiega Pagliuca - abbiamo messo a disposizione alcuni mezzi attrezzati per il trasporto disabili, oltre a dare disponibilità per la distribuzione dei generi alimentari alle persone non autosufficienti e unassistenza notturna alle persone. Siamo certi che, con limpegno di tutti, presto si riuscirà a superare questo momento difficile per gli amici emiliani. In Emilia - ha aggiunto Dante DElpidio, vicepresidente nazionale Unitalsi - siamo presenti con circa 20 volontari e tre mezzi attrezzati, per svolgere un servizio di assistenza in particolare presso il campo sportivo di Via Montegrappa e presso la palestra del Liceo Morandi, entrambi a Finale Emilia. Nelle prossime ore, tuttavia, valuteremo lopportunità di incrementare il numero di volontari e mezzi.
La ricostruzione è un debito che abbiamo nei confronti di chi quella notte, in Abruzzo come in Emilia ci ha lasciato. Significative, a tal proposito, le parole di Benedetto XVI che durante la visita nella tendopoli di Onna il 28 aprile del 2009 esortava tutti dicendo che coloro che non ci sono più attendono da chi è sopravvissuto una testimonianza di coraggio e di speranza. Così don Claudio Tracanna, direttore del quindicinale della diocesi di L‘Aquila Vola, in una riflessione sul dolore e la speranza che unisce LAquila a lEmilia (clicca qui). Don Tracanna ricorda la difficoltà a trovare un senso a quanto accaduto soprattutto quando ai danni del sisma si aggiungono quelli delluomo: Sì, perché se è vero che è stata davvero straordinaria la solidarietà di tutti gli italiani nei confronti degli abruzzesi (anche da Piacenza sono arrivati molti aiuti fatti di braccia e risorse varie) è altrettanto vero che alcuni, aquilani e non, hanno pensato di guadagnare sulla pelle dei terremotati. Sono i cosiddetti ‘furbetti del terremoto ovvero chi, magari per paura o per pura voglia di speculare, ha cercato di accaparrarsi il più possibile. Un terremoto, infatti, come un insegnante severo - aggiunge don Tracanna -, ti ricorda con violenza che è proprio unillusione pensare di controllare la realtà che si vive.
Anche questanno la ong salesiana Jóvenes y Desarrollo lancia la campagna Iniciativa Solidaria, promossa dallAgenzia spagnola per la cooperazione internazionale allo sviluppo (Aecid). Si tratta di uno spazio che promuove i processi di educazione allo sviluppo per aumentare la partecipazione e il coinvolgimento dei giovani nelle attività solidali. Iniciativa Solidaria sostiene, riconosce e apprezza lo sforzo che i giovani, incoraggiati dai loro educatori, insegnanti, familiari e amici, fanno per realizzare piccoli progetti di beneficenza nelle loro scuole. Liniziativa è promossa affinché questi gruppi sentano di non essere i soli coinvolti nel miglioramento della realtà e, anzi, percepiscano come sono sempre più coloro che collaborano al cambiamento. Vengono riconosciute le migliori attività di solidarietà avviate da giovani tra i 14 e i 20 anni; a loro viene offerta lopportunità di vivere unesperienza di interscambio con altri giovani. Dal 2008 quasi 40 giovani vincitori delle varie edizioni hanno visitato un progetto di cooperazione per lo sviluppo della ong salesiana Jóvenes y Desarrollo. Per partecipare, i giovani devono presentare qualche attività a sfondo solidale. Tre le categorie previste. Al termine del concorso, Iniciativa Solidaria 2012 consegnerà un premio, due menzioni speciali e una menzione internazionale.
Tutti in piazza domani, a Brindisi per gridare Io non ho paura e ricordare Melissa e lottare per il futuro, ad una settimana dallattentato vicino allistituto Falcone-Morvillo. Liniziativa è stata organizzata da studentesse e studenti dello stesso istituto e rilanciata poi, a livello nazionale, da alcune associazioni tra cui Libera. Non si può morire entrando a scuola. Queste parole continuano a rimbalzare nella testa di ciascuno di noi nelle ultime ore. Finora nessuno si era mai permesso di toccare la scuola in questo modo, con un atto che oltre ad essere assassino e criminale è vigliacco e vergognoso, dicono gli studenti promotori dellevento, secondo i quali colpire la scuola vuol dire colpire il futuro di un Paese, la speranza di costruirne uno migliore. Colpire la scuola vuol dire colpire la democrazia, soprattutto in un territorio come il nostro, in cui da anni lottiamo contro le mafie e ci scontriamo contro l‘assenza di lavoro, in un territorio in piena crisi ambientale. Le scuole, soprattutto nella nostra terra, rappresentano uno dei pochi luoghi collettivi e di partecipazione. Di qui la scelta di scendere in piazza per creare un fronte sociale forte che combatta la violenza scellerata, di qualunque matrice sia, con la speranza, la solidarietà e la giustizia e ci aiuti a ricostruire una cultura radicata di legalità e democrazia.
Laccostamento alle Sacre Scritture ci apre lintelligenza e il cuore allamore di Dio e alla riscoperta di nuovi stili di vita. Così mons. Roberto Tommasi, presidente del Festival biblico, in corso a Vicenza fino a domenica, ha ufficialmente aperto ieri, in cattedrale, la rassegna con la serata inaugurale dedicata al cardinal Carlo Maria Martini, arcivescovo emerito di Milano e biblista. In anni convulsi - ha detto - il card. Martini ha saputo destare la speranza in città, nella diocesi e nel Paese. Tutto questo nella grande conoscenza della Bibbia: lui vive, e ha insegnato anche a noi a farlo, nellincontro con le Scritture. Sulla speranza nella parola si sono poi confrontati il priore della Comunità di Bose, Enzo Bianchi, e Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera (clicca qui). Il cristiano è tenuto a ‘rendere conto della speranza che lo abita a chiunque glielo chiede - ha spiegato il priore - e lannuncio del Vangelo ci indica con chiarezza la via per lottare vittoriosamente contro la paura della morte. Nellesegesi dei testi sacri cè una risposta convincente alle nostre ansie contemporanee - ha detto De Bortoli -. Il benessere ha ridotto la percezione del senso della vita alla materialità: la sfida contemporanea è recuperare un significato diverso per la nostra esistenza, misurata nel rapporto di apertura verso il prossimo.