Servizio Informazione Religiosa
 Home 
 Prima Pagina 
 Prima Pagina 
Prima Pagina
 
Lunedì 16 Luglio 2012
SIRIA
Gli occhi su Damasco
Il bombardamento della città è il segnale della definitiva deflagrazione del conflitto?
Riccardo Moro

È iniziata la battaglia di Damasco? Voci e video dalla capitale siriana mostrano come l’esercito stia bombardando il quartiere al Tadamon. I colpi seguono gli scontri durissimi dei giorni scorsi nei quartieri meridionali e occidentali della capitale con decine e decine di morti. Kofi Annan aveva appena confessato la difficoltà di trovare una soluzione alla crisi siriana, il nuovo presidente egiziano Morsi era appena stato ricevuto dal Segretario di Stato Usa Hillary Rodham Clinton per registrare la sintonia sull’equilibrio tra tentazioni fondamentaliste e consenso (e conseguente finanziamento) internazionale, quando a Damasco la tensione ha iniziato a degenerare.
Non sappiamo in questo momento dire se i colpi a Damasco siano i sintomi della definitiva deflagrazione del conflitto, che non rimane più confinato in alcune aree del paese, ma giunge sino alla capitale a insediare un presidente sempre più piccolo e isolato. Ciò che è sotto gli occhi di tutti è che la situazione è ormai insostenibile, mentre non si trova il percorso per un intervento realmente risolutivo.
La vicenda siriana infatti ha una dimensione interna e una internazionale. In quella internazionale pesa il confronto tra Russia e Cina e paesi occidentali. Al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite Russia e Cina minacciano il veto di fronte a risoluzioni che intimino a Bashar al Assad di lasciare il potere o autorizzino azioni militari contro di lui. Non possono opporlo però in sede di Assemblea Generale, dove infatti è già stato approvato un documento che intima il presidente a lasciare il potere per celebrare libere elezioni, e che è naturalmente rimasto lettera morta. La memoria dell’azione armata in Libia pesa tuttora e i due grandi big orientali non hanno alcuna intenzione di lasciare di nuovo carta bianca a europei e americani. Si tratta di una zona strategica del pianeta, ma soprattutto ritengono che sia in gioco la loro autorevolezza internazionale, necessaria per negoziare con peso su altri tavoli e preziosa per legittimare le scelte interne. Non si dimentichi che Putin è tornato alla presidenza contestato per la prima volta da movimenti popolari in grado di riempire le piazze di Mosca, e che in Cina è in corso il delicato avvicendamento guidato dal Partito Comunista che porterà tra qualche mese al rinnovo del vertice del potere. In una logica di solo potere, perdere autorevolezza all’estero indebolisce a casa.
Se sulla scacchiera siriana si sviluppano giochi che poco hanno a che vedere con la Siria, gli attori che occuperanno gli spazi creati col concorso di quelle dinamiche sono locali. Difficile dire con certezza di chi si tratti in questo momento. Nell’opporsi al potere assoluto del presidente Bashar, succeduto al padre senza elezioni scimmiottando i processi dinastici delle monarchie assolute, si incontrano sia le componenti più liberali della società siriana sia quelle fondamentaliste. Difficile dire chi potrebbe prevalere. Preoccupa la capacità militare di alcuni tra gli oppositori, che richiede capacità organizzativa, risorse finanziarie e contatti per garantire l’approvvigionamento di armi. Elementi che non sembrano caratterizzare l’opposizione politica liberale spontanea. Per questo esiste la preoccupazione che la caduta di Bashar al Assad possa aprire la strada a derive fondamentaliste anche peggiori dell’attuale inaccettabile regime.
La Siria è riuscita ad inimicarsi anche la Turchia abbattendo un aereo turco fuori dei propri spazi di sovranità. Assad si fregiava di un’amicizia speciale con la Turchia e con lo stesso presidente Erdogan, con la cui famiglia aveva spesso condiviso le vacanze negli anni scorsi e quell’azione rivela la improvvisazione con cui si muove ormai la leadership siriana. La Turchia ha fatto sapere che non avrebbe dato vita a rappresaglie, invitando però la Siria alle scuse che, sia pure in ritardo, sono giunte piene di sentimenti di amicizia. Forse dovrebbe essere proprio Ankara l’asse per la costruzione di un negoziato per giungere prima ad un cessate il fuoco e successivamente ad una pace duratura. Potrebbe essere un’occasione per sperimentare l’efficacia di un’azione UE-Turchia in appoggio alla diplomazia ONU. Se avvenisse dimostrerebbe l’urgenza dell’ingresso di Ankara nell’Unione: l’appartenenza al sistema Europa faciliterebbe per la Turchia l’ancoraggio ai principi democratici e darebbe all’Europa una opportunità autorevole a facilitare dialogo e pace dando protagonismo al maggior paese a maggioranza islamica dell’area.
La via di una mediazione guidata da un attore regionale, di fronte all’impasse in cui si trova l’azione internazionale, potrebbe smuovere gli equilibri cristallizzati ma instabili di oggi e il bombardamento di Damasco potrebbe essere una delle ultime improvvisazioni di Assad: Russia e Cina non possono sostenere al lungo chi bombarda le case dei propri cittadini, gli Usa difficilmente possono promuovere un’altra azione militare, dopo la Libia, in un anno elettorale. Il governo italiano si muoverà in questa direzione? Ogni proiettile in più oggi rende più difficile la ricostruzione di una pace vera domani, quando le armi avranno perso la parola.

Articoli correlati

Venerdì 27/07/2012
SIRIA-LIBANO
Caritas Libano, ''aumentano i profughi, situazione più grave che mai''
 

Giovedì 26/07/2012
SIRIA
Il dialogo al centro della richiesta degli esponenti siriani riuniti oggi dalla Comunità di Sant'Egidio
 

Mercoledì 18/07/2012
SIRIA
La Chiesa cattolica continua a denunciare l'interferenza di elementi stranieri
 


Tutti gli articoli della settimana

Lunedì 23/07
FAMIGLIA E LAVORO
Prigionieri del presente
Quale futuro se la politica economica non saprà svincolarsi dalla logica dei mercati?
Lunedì 23/07
UNIONE EUROPEA
Sovranità condivisa
Per superare la crisi il presidente Bce scommette sull'integrazione politica
Lunedì 23/07
STRAGE DI DENVER
Non è stato un film
Riflettori accesi sui gesti sanguinari di folli armati
Lunedì 23/07
COPPIE DI FATTO
Un registro sbagliato
Oggi in Consiglio comunale a Milano il dibattito
Lunedì 23/07
FUGA DOCUMENTI VATICANO
Quale rispetto dei lettori?
Nota di padre Lombardi su articolo del quotidiano ''La Repubblica''
Domenica 22/07
CHIESA E OLIMPIADI
Un avvincente spettacolo
Questa sera a Londra il messaggio del card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, agli atleti italiani
Domenica 22/07
BENEDETTO XVI
Il desiderio più profondo
All'Angelus il tema di Dio padre e pastore. Un pensiero a Olimpiadi e strage negli Usa
Domenica 22/07
CHIESA E OLIMPIADI
La gioia di esserci
Questa sera a Londra la messa alla quale parteciperà la delegazione azzurra
Domenica 22/07
TERREMOTO
Camminare insieme
I gemellaggi tra le Delegazioni regionali Caritas e le parrocchie colpite
Domenica 22/07
L'AQUILA
Simbolo di rinascita
La messa alla riapertura e consacrazione della chiesa di San Giuseppe artigiano
Sabato 21/07
ECUMENISMO
Un dialogo sull'etica sociale
Dal 22 luglio al 28 luglio la 49ª settimana di formazione del Sae
Sabato 21/07
SIRIA
Lettera da Damasco
La tragica situazione della città raccontata da mons. Samir Nassar, arcivescovo maronita
Sabato 21/07
TEATRO DELLO SPIRITO
Il miracolo di Sara
A San Miniato il dramma di una donna incinta nel tempo della diossina di Seveso
Sabato 21/07
IL DRAMMA DI UNA MADRE
Si poteva evitare
Il Movimento per la vita sul caso dei gemellini di Ozzano Emilia
Venerdì 20/07
UE-SPAGNA
La strada obbligata
Da Madrid si alza un grido di aiuto che non può rimanere inascoltato
Venerdì 20/07
TERREMOTO
Vita da campo
A due mesi dal sisma un progetto per raccontare il dramma vissuto
Venerdì 20/07
GIORNALI FISC
L'opinione del territorio
Gli editoriali delle testate cattoliche
Giovedì 19/07
MEDIO ORIENTE
Ancora più buio
Gli attacchi a Damasco e la strage a Burgas: una scia interminabile di violenza e di morte
Giovedì 19/07
ROSSELLA URRU
Finalmente!
Grande gioia per la liberazione della cooperante rapita il 22 ottobre scorso
Giovedì 19/07
PARLARE DELLA MAFIA
Liberare i giovani
Ricorrono oggi 20 anni dall'assassinio di Paolo Borsellino preceduto di 56 giorni da quello di Giovanni Falcone
Giovedì 19/07
AZIONE CATTOLICA
Sull'onda del Concilio
Percorso annuale modellato attorno a Vaticano II, Anno della fede e Sinodo
Giovedì 19/07
LIBERTÀ RELIGIOSA
Un patrimonio di tutti
L'''Osservatorio'' italiano sulle persecuzioni in Nigeria e in altri Paesi
Mercoledì 18/07
SANTA SEDE
Un partner affidabile
La risposta al Rapporto Moneyval sulla trasparenza finanziaria
Mercoledì 18/07
SIRIA
Riforme, non armi
La Chiesa cattolica continua a denunciare l'interferenza di elementi stranieri
Mercoledì 18/07
LASZLO CSATARY
La fonte della giustizia
Il pensiero di un prete testimone di stragi naziste in Italia
Mercoledì 18/07
TERREMOTO
Dal Sud al Nord
Iniziative di solidarietà di diocesi, parrocchie e associazioni
Mercoledì 18/07
PARLARE DELLA MAFIA
Non solo cronaca
A 20 anni dalle stragi di via D'Amelio (19 luglio) e Capaci (23 maggio)
Martedì 17/07
POVERTÀ
Sulle spalle dei figli
Il commento della Caritas italiana ai dati Istat
Martedì 17/07
POVERTÀ
Strette nella morsa
Le famiglie con figli resistono, ma fino a quando?
Martedì 17/07
INCENDI IN SARDEGNA
Non ne possiamo più
L'odore di bruciato, della macchia mediterranea e dei boschi, non è il ''nostro'' odore
Martedì 17/07
GIORNATA MONDIALE PACE
Dignità e libertà
Dalla ''Pacem in Terris'' un insegnamento valido per l'oggi
Martedì 17/07
CRISI ECONOMICA
Il mattone sfiduciato
Nel primo trimestre 2012 i mutui immobiliari calati del 50% rispetto al 2011
Martedì 17/07
MISSIONI
La bellezza dei doni
Il valore della cooperazione tra le ''Chiese antiche'' e le ''Chiese giovani''
Lunedì 16/07
SIRIA
Gli occhi su Damasco
Il bombardamento della città è il segnale della definitiva deflagrazione del conflitto?




Come Abbonarsi ?


Note e commenti
Photonotizie
Infografiche
Ultima Settimana
Commento al Vangelo