Servizio Informazione Religiosa
 Home 
 Prima Pagina 
 Prima Pagina 
Prima Pagina
 
Mercoledì 23 Maggio 2012
CAPACI E VIA D'AMELIO
Il puzzo della mafia
A venti anni dalle due stragi è più forte il profumo della legalità

A vent’anni dalle stragi di Capaci (23 maggio 1992) e via D’Amelio (19 luglio 1992), quali cambiamenti e quali prospettive nell’educazione alla legalità? Lorena Leonardi, per il Sir, ne ha parlato con Paola Ricci Sindoni, docente di filosofia morale e di etica e grandi religioni alla Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Messina.

Sembra che i giovani siano molto attenti e ricettivi al confronto sulla legalità proposto nelle scuole. È d’accordo? Come valuta questa risposta?
“Sono proprio i giovani, in modo particolare gli adolescenti, ad avere fame di proposte concrete, nutrite al contempo di valori grandi, di denso spessore civile. La scuola al riguardo può fare molto, perché rappresenta il luogo ideale per una condivisione generazionale su tematiche etico-politiche che affascinano i ragazzi, molto sensibili a questioni legate al loro territorio. La rinascita morale di un Paese deve partire non da enunciazioni di principio, gestite dall’alto, ma da un’opera educativa che parta dalla famiglia, dalla scuola, dalla parrocchia, là dove si vivono giornalmente le tensioni e i conflitti delle giovani generazioni, che attendono risposte e riferimenti valoriali solidi e credibili”.

Quale eredità ci hanno lasciato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino?
“Falcone e Borsellino rappresentano due figure concrete, vicine a noi nel tempo, che con impegno e costanza hanno saputo incarnare i valori civili della responsabilità e del servizio alla società civile e alla politica, esponendosi, fino alla fine, per garantire credibilità alla loro azione investigativa e giudiziaria”.

Cosa è cambiato in questi vent’anni e cosa, invece, è rimasto com’era?
“Sono cambiate le strategie mafiose, ma la criminalità organizzata continua nella sua opera di disgregazione della società civile, spesso impotente – specie al Sud – a reagire con la dovuta fermezza. Dalle stragi alla microcriminalità diffusiva, questo è il quadro malavitoso che finisce per incidere di più nel tessuto della società, molto di più che con i singoli eventi di strage. La pratica del pizzo, oggi molto diffusa in Sicilia, ha in sé un potere devastante, al pari delle bombe: piccole attività commerciali strozzate, obbligate a chiudere o a rivendere la loro attività alla mafia, che oggi veste i panni perbenistici di investitori in operazioni turistiche, in società alberghiere, in investimenti per centri commerciali e molto altro”.

Cosa si dovrebbe fare per presentare una reale opportunità di rinascita ai giovani siciliani che più degli altri vivono immersi nell’illegalità e nell’omertà?
“La risposta è semplice quanto difficilissima da attuare: servono prospettive di lavoro, dopo il diploma e la laurea, così da sottrarre manovalanza alla criminalità organizzata che cerca sempre nuove leve per le sue attività. È paradossale e inquietante: la mafia assicura un lavoro ben remunerato e non per uccidere, ma per andare, ad esempio, porta a porta a ritirare il pizzo. La mafia resta la padrona del territorio, anche quando assicura alcuni servizi, che lo Stato o il governo della città non sono in grado di garantire, come la corretta erogazione della luce, del gas, del ritiro della spazzatura. Uno stato malavitoso dentro lo Stato: ecco perché la mafia continua a prosperare”.

Ci darebbe tre buoni motivi per continuare a sperare che un cambiamento è ancora possibile?
“Creare una nuova atmosfera morale, di rivolta concreta contro ogni forma di sopraffazione, così che le nuove generazioni possano davvero sperare che la propria terra è un bene di tutti. Rafforzare l’amore nel territorio in cui si vive, sapendo che ciascuno di noi ha il compito specifico di migliorare la propria terra, che ci è stata consegnata e che dobbiamo restituire alle generazioni future migliore di come l’abbiamo trovata. Aiutare i giovani a credere nel lavoro, come impegno civile e non solo come mezzo di sostentamento. Più persone lavorano con responsabilità, più ne giova tutto il corpo sociale”.

“L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo”. L’ha detto Falcone in un’intervista, e al giornalista che chiedeva “Ma chi glielo fa fare?” rispose “Solamente lo spirito di servizio”. Che ai nostri giorni pare sopito...
“Mi pare giusto, al riguardo, fare riferimento ai tanti, molti servitori dello Stato che in silenzio e con grave rischio per la loro incolumità fisica continuano a lavorare nelle sedi investigative e giudiziarie, per dare continuità all’azione di Falcone e Borsellino. Non si parla di loro perché operano in silenzio, lontano dai clamori. Credo che questa giornata commemorativa debba far riferimento anche a loro: perché ci si ricordi anche oggi che la nostra sicurezza è affidata al loro operato costante, pieno di sacrifici e compiuto con grande senso civile. Sono gli eroi normali dei nostri giorni”.

“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”. Queste, invece, sono parole di Borsellino. Come reputa il modo in cui si parla di mafia oggi nel nostro Paese?
“Se ne parla poco, purtroppo, spesso solo nelle occasioni commemorative. Molte volte è la retorica politica che prevale, dando l’idea di una mafia astratta e lontana, mentre abita vicino a noi – parlo della realtà siciliana – e che dovrebbe essere additata nella sua capacità di mimetizzarsi all’interno delle strutture economico-sociali, oltre che nei meandri e nel sottobosco della politica affaristica. Il modo migliore di parlare di mafia e della lotta contro di essa trova in queste parole di Borsellino la sua più icastica espressione: ‘La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità’”.

Articoli correlati

Mercoledì 23/05/2012
GIOVANNI FALCONE
Capaci 23 maggio 1992
 


Tutti gli articoli della settimana

Lunedì 28/05
CRISI E CULTURA
Un bisogno di verità
Sono richieste idee, progetti e comportamenti adeguati alla nuova condizione
Lunedì 28/05
TERREMOTO
Prima le persone
Intervista con don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana
Lunedì 28/05
SIRIA
Vicini al baratro
Continua la strage: voci e testimonianze di pace dei cristiani
Lunedì 28/05
CATTOLICI E POLITICA
Serve un pensiero
L'impegno del Forum dopo il seminario di Todi
Lunedì 28/05
FESTIVAL BIBLICO
Voci credenti e pensanti
L'edizione del prossimo anno su ''Fede e libertà''
Lunedì 28/05
CATTOLICI E POLITICA
Tornare a crescere
Todi: sintesi del manifesto
Domenica 27/05
BENEDETTO XVI
Il vento e la paura
L'omelia alla messa di Pentecoste e Regina Cæli
Domenica 27/05
TERRA FUTURA
Troppi tagli, troppi poveri
Si chiude a Firenze la mostra convegno delle buone prassi per un futuro sostenibile
Domenica 27/05
CRISI ECONOMICA
Bisogno di saggezza
Card. Angelo Bagnasco a Genova: ''Un'epoca è finita''
Domenica 27/05
TERREMOTO IN EMILIA
Abbiate coraggio
La vicinanza dei vescovi alle popolazioni colpite
Domenica 27/05
MEDIA E CHIESA
Per altri percorsi
Un'informazione che la gente segue ma non intende subire
Domenica 27/05
PENTECOSTE
Il grande passo
Dall'''io'' di Babele al ''noi'' della Chiesa
Sabato 26/05
FAMILY 2012
C'è un altro mondo
È la famiglia fondata sul matrimonio: una nota del card. Ennio Antonelli
Sabato 26/05
TERRA FUTURA
Una nuova Europa
Confronto promosso a Firenze dalla Caritas sul documento vescovi Comece
Sabato 26/05
TERREMOTO IN EMILIA
Superare la paura
Oggi i funerali di due operai, veglie e messe di Pentecoste sui luoghi del sisma
Sabato 26/05
I GIOVANI DI BRINDISI
Ecco la speranza
Ieri sera la marcia promossa con le parrocchie
Sabato 26/05
ROM IN EUROPA
Dalle strategie ai fatti
Commissione Ue e Agenzia dei diritti chiedono azioni concrete agli Stati
Venerdì 25/05
CARD. ANGELO BAGNASCO
"Siamo in mezzo a un guado"
Conferenza finale dell'assemblea Cei
Venerdì 25/05
TERREMOTO IN EMILIA
I parroci con la gente
Modena: settemila gli sfollati assistiti; 42 le chiese inagibili
Venerdì 25/05
TERREMOTO
Ciò che conta davvero
Il filo del dolore e della speranza che unisce L'Aquila a l'Emilia
Venerdì 25/05
GIORNALI FISC
L'opinione del territorio
Gli editoriali delle testate cattoliche
Venerdì 25/05
FESTIVAL BIBLICO
La speranza nella parola
L'apertura ieri sera con il pensiero al card. Carlo Maria Martini
Venerdì 25/05
CHIESA IN ITALIA
Le sfide del presente
Il comunicato finale della 64ª assemblea generale della Cei
Giovedì 24/05
CRISI DELL'OCCIDENTE
C'è una risposta
Benedetto XVI la indica nel ''dono prezioso'' della fede
Giovedì 24/05
BENEDETTO XVI
Il primo, vero e unico compito
Il discorso di questa mattina ai vescovi italiani
Giovedì 24/05
EUROPA
Uscire dal disorientamento
Comece-Cec: spiritualità ed etica per un'economia e una politica nuove
Giovedì 24/05
TERREMOTO IN EMILIA
Non ci sono più chiese
La situazione nel mirandolese, a pochi chilometri dall'epicentro
Giovedì 24/05
FEDE E CITTÀ
Le ragioni per vivere
A fine giugno a Orvieto la 62ª Settimana del Cop sull'Eucarestia
Giovedì 24/05
CHIESA E ABUSI
La severità di un padre
Il ruolo affidato al vescovo dalle Linee guida della Cei
Giovedì 24/05
SUMMIT UE
Accordi e disaccordi
Impegno per la crescita e sostegno alla Grecia. Eurobond rimandati
Mercoledì 23/05
GIOVANNI FALCONE
A testa alta
Capaci 23 maggio 1992
Mercoledì 23/05
CAPACI E VIA D'AMELIO
Il puzzo della mafia
A venti anni dalle due stragi è più forte il profumo della legalità
Mercoledì 23/05
TERREMOTO IN EMILIA
L'umile forza degli avi
Gli editoriali dei direttori di tre settimanali diocesani
Mercoledì 23/05
EGITTO
Un momento storico
Alle urne per eleggere il nuovo presidente
Mercoledì 23/05
LEGGE 40
Il diritto e la vita
Occorre continuare a salvaguardare scienza e coscienza
Mercoledì 23/05
I MERCOLEDÌ DEL PAPA
Padre nostro
Nell'udienza di oggi la bellezza e la grandezza di una parola quotidiana
Mercoledì 23/05
FAMILY 2012
Patrimonio di umanità
Il punto a pochi giorni dall'incontro mondiale con Benedetto XVI a Milano
Mercoledì 23/05
RAPPORTO ISTAT
Le due Italie
I dati confermano la situazione difficile
Martedì 22/05
TERREMOTO IN EMILIA
La rete dell'aiuto
Oggi il summit della Caritas per far fronte all'emergenza
Martedì 22/05
FAMILY 2012
Una risorsa sotto pressione
Una ricerca curata dal sociologo Pierpaolo Donati sulle famiglie in Italia
Martedì 22/05
CHIESA IN ITALIA
Parole non scontate
Il card. Bagnasco sulla situazione e sulle prospettive del Paese
Martedì 22/05
SCIENZA E TECNOLOGIA
Quali certezze?
Ragione sapienziale e ragione strumentale: incontro a Roma
Martedì 22/05
PARROCCHIA
Ricominciare sempre
Per essere luogo d'incontro e di gioia sul territorio
Martedì 22/05
TERREMOTO
La forza di rialzarsi
La sfida per un Paese scosso da crisi e ombre inquietanti
Lunedì 21/05
CARD. ANGELO BAGNASCO
Le attese della gente
La prolusione all'assemblea generale della Cei in Vaticano




Come Abbonarsi ?


Note e commenti
Photonotizie
Infografiche
Ultima Settimana
Commento al Vangelo