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Venerdì 11 Maggio 2012
DOPO IL VOTO
L'opinione del territorio
Gli editoriali dei settimanali Fisc sulle elezioni amministrative

I risultati delle elezioni amministrative, l'antipolitica, la crisi e i suicidi, l'incontro mondiale delle famiglie e la festa della mamma... Sono alcuni degli argomenti di cui parlano gli editoriali dei settimanali diocesani aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Ne proponiamo una rassegna tra quelli giunti in redazione.

La lezione delle elezioni. "Sapranno i partiti e i loro uomini far tesoro di questa lezione?". È l'interrogativo che accomuna molti editoriali dedicati ai risultati della tornata elettorale del 6-7 maggio. Dalle urne, scrive Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), sono usciti "messaggi chiarissimi" come, ad esempio, il "bisogno di uomini di governo inteso come servizio, che la smettano di raccontare frottole... persone rette ed esemplari anche nella vita". Per Raffaele Mazzoli, direttore del Nuovo Amico (Pesaro-Fano-Urbino), "alla politica oggi si chiede cambiamento di rotta, rinnovamento dei ranghi, riacquistare credibilità, colmare il divario tra gente e Palazzo". Si attendono "segnali concreti e immediati", aggiunge Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina): "Ne va del nostro futuro e anche di quella mediazione che i partiti hanno sempre assicurato, nel bene e nel male, dal dopoguerra ad oggi. Occorre una cura dimagrante... La lezione uscita dalle urne è evidente e sarebbe gravissimo non coglierne il contenuto: tutti sono chiamati ai sacrifici, nessuno escluso, politici e amministratori compresi". Per la Voce del Popolo (Brescia), "la politica deve tornare a proporre un universo di valori e modalità di comportamenti, attraverso persone credibili, un profondo ricambio generazionale, una rinnovata passione per le ragioni della democrazia, quello spazio – scriveva il beato Giuseppe Toniolo – nel quale tutte le forze sociali, giuridiche ed economiche cooperano proporzionalmente al bene comune". Commentando i risultati del voto, Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza) si sofferma sul "disorientamento dei moderati": oggi "il problema non è tanto riuscire a esprimere una proposta politica unitaria per i moderati, quanto piuttosto dare loro la possibilità di una rappresentanza politica credibile, che renda normale la sobrietà, la trasparenza, il ricambio generazionale, e su tutto questo si attendono ancora segnali significativi". Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), ricorda che "mancano dodici mesi per evitare che anche la Seconda Repubblica finisca al pari della prima: travolgendo tutti i suoi protagonisti. Anche quelli onesti e competenti. Anche quelli che già credevano di avere la vittoria in tasca".

Antipolitica e "grillini". Al successo ottenuto dai "grillini" (Movimento 5 Stelle, ispirato da Beppe Grillo) e al fenomeno dell'antipolitica guarda Sandro Vigani, direttore di Gente Veneta (Venezia). "Siamo convinti – dice Vigani – che l'antipolitica non serve a costruire qualcosa di veramente nuovo. Solo l'arte della politica, che è ricerca del compromesso nobile tra le differenti forze in campo per giungere al bene comune, può aiutare il Paese a uscire dalla crisi. È vero che i grillini dovranno fare i conti con la necessità di cercare quel compromesso nelle amministrazioni nelle quali sono stati eletti e, perciò, vincere la tentazione di quel massimalismo provocatorio che li caratterizza. Ma dovranno far presto, altrimenti la loro forte affermazione non farà che complicare la situazione politica dell'Italia". Di opinione diversa è Luca Sogno, direttore del Corriere Eusebiano (Vercelli), per il quale "si può condividere o meno il messaggio del Movimento 5 Stelle, ma non si può bollare come 'antipolitico' un soggetto che, da qualche anno, si presenta con regolarità a quasi tutte le competizioni elettorali amministrative accettando e praticando (con un certo successo...) proprio le regole della politica". Per Mario Banchio, direttore del Corriere di Saluzzo, "la realtà è che il fenomeno '5 stelle' coglie impreparata una generazione di politici (e di commentatori) vecchia maniera che fa fatica a decifrarlo. Più che normale visto che il movimento di Grillo è nato, è cresciuto e si è consolidato nell'area del web ed è animato da 'nativi digitali'. La fatica dunque, per chi nativo digitale non è, è improba".

Il voto e il territorio. A Cuneo, dove si è votato per scegliere il nuovo sindaco, "ci vorrà il ballottaggio, il 20 e il 21 maggio", annota Ezio Bernardi, direttore della Guida (Cuneo), il quale elenca "qualche elemento emerso dal voto", tra cui "la frammentazione". È lì, sostiene Bernardi, che "si fa evidente la debolezza dei partiti: nessuno raggiunge il 10% dei voti. Non era mai accaduto nelle elezioni cuneesi. Il più votato, il Pd, si ferma poco sopra il 9%. Anche tra le liste civiche nessuno supera la soglia del 10%. A vincere sono le coalizioni di liste. Di qui l'importanza decisiva di candidati che abbiano la capacità e la forza di unire, e di programmi e valori che siano chiari e condivisi fin dalla partenza". Anche a Piacenza si andrà al ballottaggio il 20 e il 21 maggio. Intanto, al sindaco che sarà eletto, Davide Maloberti, direttore del Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), chiede "il coraggio di riconoscere con onestà il pilastro capace di dare solidità a una città, a uno Stato, al mondo: la famiglia", perché "è a partire da una visione più ampia, che passa per la famiglia, che Piacenza avrà un futuro oppure no". A Mondovì, "come nel resto d'Italia", osserva Corrado Avagnina, direttore dell'Unione Monregalese (Mondovì) e della Fedeltà (Fossano), il calo dei votanti (-6%) alle amministrative "è eloquente. Insomma, persone che hanno voltato le spalle alla politica dietro l'angolo, ritenendo di non doversi esprimere. Un peccato. Perché a soffrirne è la democrazia, in cui a decidere ognuno è chiamato. Ma questo 'abbandono' va anche interpretato perché possa essere intercettato". Per Marco Caramagna, direttore della Voce Alessandrina (Alessandria), "se disaffezione c'è – e quel circa 40% di non votanti lo sottolinea - è necessario individuare i motivi e indicare le soluzioni". Un segnale in controtendenza giunge dal Friuli Venezia Giulia, dove – sostiene Roberto Pensa, direttore della Vita Cattolica (Udine) – ha vinto la "buona politica": "I tanti sindaci, che qui si sono visti riconfermare, sono lo specchio di una 'buona politica' che non è morta nei nostri paesi, dove fare il sindaco o il consigliere comunale non è un privilegio ma prima di tutto un servizio e un impegno per la comunità". Marco Piras, direttore dell'Arborense (Oristano), dedica l'editoriale al referendum "antisprechi" e per l'abolizione immediata di quattro province su otto, che si è svolto in Sardegna il 6 e il 7 maggio. "Nelle prossime settimane – afferma Piras – probabilmente, ci saranno problemi legati alla cancellazione delle ultime quattro province istituite dieci anni fa, ma certamente la causa non può essere imputata agli elettori che hanno risposto democraticamente ad alcuni quesiti referendari. La nostra classe politica ha l'opportunità di dimostrare di essere all'altezza del compito per cui è stata chiamata a operare".

Dall'Italia all'Europa... La tornata elettorale non ha riguardato solo l'Italia ma anche Francia, Grecia e Serbia. Per la Cittadella (Mantova), "non è semplice e immediato decifrare in modo univoco i risultati dell'importante fine settimana elettorale che ha caratterizzato una parte significativa di Europa. Il vecchio continente appare sospeso tra prospettive opposte e contraddittorie. Da un lato gli aspetti virtuosi: le regole e le alternanze della vita democratica... Parallelamente si moltiplicano anche gli episodi di segno preoccupante: crescono le espressioni politiche intolleranti ed estreme in varie regioni, cresce in Europa più che altrove l'insoddisfazione e lo scetticismo verso l'Europa stessa con pericolose derive di un segno o dell'altro, come insegnano le elezioni greche". Serve "una scossa per l'Europa", titola il Ticino (Pavia), che pubblica una nota di Arturo Colombo, docente emerito all'Università di Pavia. "Il vero, l'unico obiettivo da raggiungere – scrive Colombo – è la costruzione di un'Europa politica, che implica di riconoscere – come diceva già Luigi Einaudi – che gli Stati nazionali sono ormai 'polvere senza sostanza', e quindi s'impone una coerente battaglia per una vera Europa federale, dotata di una carta costituzionale europea, di un governo europeo e di un parlamento europeo, in grado di dare leggi e regole vincolanti per tutti".

Crisi, suicidi e mass media. I settimanali Fisc riflettono anche sulle continue notizie di suicidi a causa della crisi, diffuse dai mass media. "Ai media – sottolinea Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone) – tocca un ruolo importante in questo frangente. Tenendo presente che le notizie sui suicidi possono generare effetti d'imitazione in persone già inclini ad atti disperati, occorre porsi il problema della loro pubblicazione e della loro enfatizzazione o marcata sottolineatura". Si tratta di "assunzione di responsabilità, di sensibile attenzione alle persone, di etica umana e deontologica". Dello stesso avviso è Giuseppe Rabita, direttore di Settegiorni dagli Erei al Golfo (Piazza Armerina), il quale ricorda che "esiste un Codice non scritto tra gli operatori della comunicazione che dicono d'ispirarsi a una corretta deontologia professionale, che ha come fine il bene della società e dell'individuo. In esso una norma da sempre rispettata è stata quella di non dare rilievo alle notizie di suicidi" per non "ingenerare un meccanismo imitativo e rafforzativo in quei soggetti psicologicamente fragili che hanno avuto talvolta idee suicide". Da Adolfo Putignano, direttore dell'Ora del Salento (Lecce), l'invito ai "canali di comunicazione sociale" a valorizzare il "tanto bene seminato", perché anche da qui passano "il rinnovamento e il futuro". In questo momento, evidenzia Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), "se cade il circuito della solidarietà, anche l'intero Paese precipita in un rovinoso qualunquismo, che taglia fuori i poveri... Anche per questo occorre che sia ristabilita la pienezza della moralità pubblica". Secondo Giampiero Moret, direttore dell'Azione (Vittorio Veneto), "uno degli effetti brutti di questa crisi è di far sparire quel po' di senso civico che resta ancora nel Paese". Per Moret, "la rabbia, l'indignazione sono sentimenti umanissimi, possono anche essere la leva potente per rovesciare situazioni insopportabili, ma solo se guidate dalla ragione e dalla coscienza".

Famiglia e festa della mamma. Si avvicina il VII Incontro mondiale delle famiglie (Milano, 30 maggio - 3 giugno) e le testate diocesane continuano ad approfondire il tema dell'incontro, "La famiglia: il lavoro e la festa", cui è stato dedicato anche l'ultimo convegno nazionale della Fisc (Fabriano, 3-5 maggio). "Il tema dell'Incontro mondiale – nota Luigi Taliani, direttore di Emmaus (Macerata) – mette in rapporto la coppia uomo-donna con i suoi stili di vita, illustrando il modo di vivere le relazioni (la famiglia), di abitare il mondo, occupando lo spazio sociale attraverso il lavoro, di umanizzare il tempo della festa, impegnandosi a rispettare la sacralità della domenica, spazio di comunione e luogo sociale". Vincenzo Finocchio, direttore dell'Appennino Camerte (Camerino), offre una sintesi dei lavori del convegno di Fabriano rimarcando l'impegno dei settimanali diocesani a favore della famiglia che "è oggi la vera emergenza educativa". Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), parla della "festa della mamma" (13 maggio), la cui "poesia – retorica commerciale a parte – richiede anche la concretezza delle scelte e la fedeltà a esse, ampiamente ripagate per la donna dall'intima gioia di dare la vita a un essere umano e di vederlo crescere, accompagnandolo – discretamente ma intensamente – fino alla sua maturità. Sentirsi figli, d'altra parte, è riconoscere un legame originario e riscoprire sempre in esso, riconoscenti, il sapore e la grazia del dono".

Attualità ecclesiale e cronaca locale. Non mancano, sui settimanali diocesani, riflessioni su temi ecclesiali e cronaca locale. Bruno Cappato, direttore della Settimana (Adria-Rovigo), sottolinea l'importanza della bellezza per "sollevare l'animo umano dalle paludi di un universo di immagini che gli innumerevoli schermi dispensano ogni giorno nell'effimero vortice del virtuale". Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste), riferisce dell'incontro tenuto lunedì scorso all'Università di Trieste per la presentazione del libro del Papa "Gesù di Nazaret". "Non si è trattato solo di un omaggio al 'Papa professore' – rileva Fontana – ma dell'ingresso della religione cristiana nel luogo della cultura come a casa propria". Il Nuovo Diario Messaggero (Imola) informa che, dal 13 al 20 maggio, si svolgeranno le "Rogazioni cittadine". Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), si occupa di "evangelizzazione", spiegando che "non è la Chiesa che evangelizza, ma lo Spirito Santo per mezzo di essa e ai bordi della sua testimonianza". Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto), commenta la ricerca sull'"iniziazione cristiana in Europa" realizzata dal Consiglio delle Conferenze episcopali europee. "Contro l'idea spesso prevalente di vivere gli eventi della fede come 'fatti personali' o 'di famiglia' (vedi, ad esempio, i matrimoni, ma anche altro!) – sintetizza Mariani – sembra imporsi la necessità che sorgano comunità che siano 'la famiglia delle famiglie'". Mario Barbarisi, direttore del Ponte (Avellino), prende spunto dalla classifica di Legambiente sulle piste ciclabili con "numerose città 'maglia nera' al Sud, tra cui Avellino", per evidenziare che "altrove queste soluzioni migliorano la qualità della vita e rendono piacevole spostarsi e vivere la propria città".

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