“La preparazione resta fondamentale e straordinaria nel cammino ordinario della diocesi e delle famiglie e suscita quell’attesa che siamo certi, crescerà in vista dell’evento”. Lo afferma mons. Enrico Solmi, vescovo di Parma e presidente della Commissione episcopale della Cei per la famiglia, la vita e i giovani, intervistato dal Sir in vista dell’Incontro mondiale della famiglie a Milano (30 maggio – 3 giugno) “Le singole parrocchie e le zone pastorali hanno dato rilevanza al tema con iniziative più capillari” mette in evidenza il pastore, per il quale l’attenzione della diocesi al tema è alto. “Chiamata a portare nella società il senso della famiglia – spiega - creando incontri e rapporti e scoprendosi famiglia di famiglie, la Chiesa di Parma mette al centro di questo interesse l’impegno verso la famiglia, trovandovi la ‘normalità’ della vita, la proposta del valore del matrimonio e della famiglia, l’educazione all’amore, con atteggiamenti che sanno chinarsi su ogni situazione familiare. In tale contesto le mete pastorali sono la preparazione al matrimonio, i ‘gruppi sposi’, le famiglie e gli sposi in crisi con un’attenzione più organica alle situazioni particolari dei battezzati divorziati e risposati”, per i quali è iniziato un ciclo specifico di incontri ‘Sulla misura del cuore di Cristo’.
Famiglia come “soggetto sociale”. In qualità di presidente della Commissione permanente per la famiglia e la vita all’interno della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Solmi auspica che “l’evento dell’incontro mondiale delle famiglie susciti nel contesto italiano una maggiore considerazione della famiglia come soggetto sociale. Specialmente sui delicati temi del lavoro e della festa la famiglia non pare avere il ruolo che le spetta e si trova ancora a patire scelte fatte considerando soltanto la persona in quanto individuo. Non mancano scelte virtuose, ma esse ancora si pongono nelle linee delle ‘buone pratiche’, senza assumere un carattere generale. Il convergere a Milano di tante famiglie, la testimonianza di scelte già operate a livello normativo e legislativo a favore della famiglia, speriamo facciano scattare quel salto di qualità nelle politiche familiari che ancora non si avverte”.
Dagli incontri al pellegrinaggio. All’appuntamento di Milano la diocesi di Parma ha scelto di partecipare alla messa del 3 giugno con Benedetto XVI che è “l’unico momento proponibile in una dimensione familiare anche dal punto di vista aggregativo” afferma don Demetrio Ferri, direttore dell’Ufficio pastorale della famiglia di Parma. Tuttavia la preparazione all’incontro di Milano è in atto da tempo e il programma della diocesi è ricco di iniziative: “L’Ufficio diocesano per la Pastorale familiare ha organizzato presso il Centro di spiritualità coniugale ‘La Tenda di Sara e Abramo’ una serie di incontri sulle catechesi preparatorie. L’Ufficio ha anche preparato alcune schede per le parrocchie, in parallelo a quelle ufficiali, per l’animazione di alcuni momenti di preghiera da vivere con le famiglie e per le famiglie in preparazione ai giorni dell’incontro” continua don Demetrio e “gli incontri sulle tematiche del lavoro e della festa continueranno”, essendo “al centro dell’indirizzo delle politiche socio-economiche del nostro Paese e del conflitto lavoro-famiglia che stiamo vivendo”. La diocesi, inoltre, ha organizzato, in vista di Milano 2012, un pellegrinaggio diocesano guidato dal vescovo presso il Santuario della Sacra Famiglia di Soragna, in provincia di Parma”.
L’esperienza positiva della Consulta. “Saranno circa una sessantina le persone che parteciperanno alla messa del 3 giugno” afferma Giorgio Delsante, condirettore dell’Ufficio pastorale della famiglia. “Dai vari incontri fatti in preparazione emergono le difficoltà delle famiglie – aggiunge. - In questo periodo, segnato dalla crisi, affiorano con forza alcuni problemi come l’innalzamento della difficoltà economica, la disoccupazione per i giovani o l’estromissione dal lavoro per i cinquantenni, la denatalità, l’invecchiamento della popolazione, le famiglie mononucleari, mentre dal punto di vista pastorale: l’aumento delle convivenze, delle separazioni e divorzi, dei matrimoni civili e di contro le diminuzioni dei matrimoni religiosi. Su tutti, poi, emerge il conflitto lavoro-famiglia che anche a Parma inizia a farsi sentire e che sta alla base delle altre problematiche”. E continua: “Anche qui a Parma siamo vittime delle aperture dei negozi e centri commerciali la domenica, un’operazione che va contro il valore della famiglia e del riposo festivo insieme, oltre che contribuisce a far perdere il senso del lavoro”. Ma Delsante ci tiene a sottolineare anche un elemento positivo: “Nel 2004 è stata costituita la Consulta comunale delle associazioni familiari di Parma in seguito a un accordo tra l’Amministrazione comunale e la Fondazione Forum delle associazioni familiari con l’obiettivo di favorire la coesione sociale e la solidarietà tra le famiglie e sostenerle come portatrici di valori, saperi e risorse, rendendole protagoniste delle scelte che le riguardano.
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