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Giovedì 14 Luglio 2011
MEDICINA E PERSONA
Un patto per la vita
Medici cattolici (Amci): “Documento di identità associativa”

Una summa dei "principi irrinunciabili" cui i medici cattolici sono chiamati a rifarsi costantemente nell’esercizio della loro professione: si presenta così il "Documento d’identità associativa" diffuso mercoledì 13 luglio dall’Amci (Associazione medici cattolici italiani). Mentre nel dibattito culturale e politico del nostro Paese sempre più spesso si affrontano temi di bioetica e di biomedicina, i medici cattolici hanno scelto di "esprimere con chiarezza la posizione dell’Associazione maturata sul piano culturale e scientifico, prima ancora che religioso, negli oltre 60 anni della sua storia, con la consapevolezza di essere in piena e irrinunciabile adesione con il Magistero della Chiesa cattolica nelle diverse modalità di pronunciamento". Una scelta fatta per "confermare quanto già espresso in numerosi documenti ufficiali e interventi pubblici, continuando il doveroso sforzo di essere un autorevole punto di riferimento per il mondo sanitario cattolico e, al tempo stesso, un testimone credibile per quello non credente".

I "valori non negoziabili". Il documento si apre con un articolo sulla "ecclesialità" dell’Amci. Il testo afferma che "caratteristiche irrinunciabili di un’associazione ecclesiale - vincolanti per tutti coloro che ad essa hanno liberamente aderito - sono la difesa incondizionata dei valori non negoziabili (vita, famiglia, educazione) e la condivisione di uno ‘stile’ associativo che coniughi, rispettandole, scienza e fede". Da ciò discende la "perfetta consonanza" dell’associazione con il magistero della Chiesa e l’elaborazione di "una visione integrale dell’uomo e della sua vocazione" al cui servizio si pone la scienza medica. Un’ulteriore conseguenza è che "l’essere umano va rispettato e trattato come persona fin dal suo concepimento" e "gli si devono riconoscere tutti i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile di ogni essere umano innocente alla vita". Sulla base di questi principi il documento fa discendere l’inaccettabilità di "qualsiasi proposta di destinare ad usi terapeutici e trattare gli embrioni umani come semplice materiale biologico, manipolandoli con tecniche che comportano la loro distruzione", richiamando anche il Codice deontologico della professione medica (artt. 44 e 45).

Embrioni umani e contragestazione. Dopo aver ricordato che il beato Giovanni Paolo II ammoniva sulla "proibizione di ogni intervento volto a sopprimere l’embrione umano", il documento ribadisce che "l’utilizzo delle cellule staminali embrionali per la ricerca o per eventuali terapie, in cui si renda necessaria la distruzione di un embrione umano, è dall’Amci assolutamente rifiutato e considerato eticamente inaccettabile". Viene proposta, a questo punto, la norma secondo cui "è gravemente immorale sacrificare una vita umana per una finalità terapeutica". Analoga indicazione viene offerta per quanto riguarda la "diagnosi pre-impianto", essendo "finalizzata a una selezione eugenetica degli embrioni, con la distruzione di esseri umani considerati indegni di vivere perché ‘difettosi’". Viene anche "disapprovato" l’uso di "tutti i mezzi di intercezione/contra gestazione" che, operando "dopo la fecondazione, quando l’embrione è già costituito, prima o dopo l'impianto in utero", sono - di fatto – "agenti abortivi".

Il "fine vita". Il "Documento d’identità associativa" sviluppa poi alcune considerazioni sulla "cultura della vita", con riferimento particolare al tema del "fine vita", oggi dibattuto a livello parlamentare per il varo della legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento. L’Amci afferma di essere contraria "a pratiche di accanimento diagnostico e terapeutico" e rifiuta "qualsivoglia forma di deriva eutanasica". In modo particolare, ritiene "inaccettabile la sospensione d’idratazione e alimentazione, in linea con il Codice di deontologia medica". A questo riguardo viene citato l’art. 17 dello stesso Codice e richiamato il "principio secondo cui vero compito della medicina è di ‘guarire se possibile, aver cura sempre’".

Adesione agli ideali associativi. Il pensiero conclusivo del "Documento d’identità associativa" riguarda la sua finalità interna. Il testo viene presentato come "punto di riferimento sicuro per le iniziative associative e anche indefettibile per consentire la permanenza coerente all'interno dell’Amci". Nella parte conclusiva si trova il seguente pensiero: "Chi non si riconoscesse nelle affermazioni sopra riportate - che riteniamo fondate su principi irrinunciabili - sceglierebbe, di fatto, d’interrompere la propria partecipazione alla vita associativa".


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