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Mercoledì 20 Aprile 2011
BLOGGERS IN VATICANO
Faccia a faccia
La Chiesa cerca l'incontro anche nell'''on line''

Sono tante e diversificate le risposte della blogosfera all'"incontro dei bloggers in Vaticano", organizzato per il 2 maggio dai Pontifici Consigli della cultura e delle comunicazioni sociali (Auditorium San Pio X, via della Conciliazione 5). Basta leggere qualche blog per rendersi conto del "fermento" suscitato dalla notizia: c'è chi ritiene che si tratti di un'iniziativa positiva, chi sospende il giudizio, chi è del tutto contrario. "Questi sono i blog - commenta mons. Paul Tighe, segretario del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali -, un mondo molto animato e diretto. Una realtà che esiste, è importante e noi non possiamo ignorarla".

Mons. Tighe, perché un incontro con i bloggers?
"Si tratta di una piccola iniziativa che intende promuovere un dialogo tra bloggers e rappresentanti della Chiesa, per condividere le esperienze di coloro che sono attivi in questo campo e per meglio capire le esigenze di tale comunità. È un primo approccio per instaurare un dialogo. Per questo, un aspetto importante è costituito dalla possibilità di offrire nuovi contatti, scambi informali tra i partecipanti, nuove piste d'interazione. L'incontro sarà strutturato in due sessioni, durante le quali diversi relatori presenteranno alcuni punti centrali per avviare una discussione aperta a tutti i partecipanti. Nella prima sessione, cinque bloggers, rappresentanti le diverse aree linguistiche, affronteranno temi specifici d'importanza generale. Nella seconda, ci sarà la testimonianza di persone impegnate nelle strategie comunicative della Chiesa, che presenteranno anche le iniziative per un incontro efficace tra Chiesa e blogosfera".

Nei giorni scorsi è stata diffusa la lista dei 150 bloggers invitati a partecipare di persona all'incontro. Ci sono state molte richieste?
"Sono giunte più di 750 richieste e abbiamo dovuto mettere in atto un difficile processo di selezione per offrire, nella misura del possibile, un ampio quadro rappresentativo della blogosfera. Ci sono blog istituzionali, personali, quelli che raccontano storie vocazionali e quelli che commentano fatti o questioni, sia internazionali sia locali. Per la selezione finale abbiamo assegnato un numero a ogni blogger e ne abbiamo estratto a sorte alcuni. Speriamo che coloro che non si trovano nella lista non si sentano esclusi. Essere stati selezionati non implica alcuna approvazione dei contenuti dei blog da parte del Vaticano. Viceversa, il non essere stati selezionati non significa una disapprovazione. Non si tratta di un giudizio".

Cosa rispondere a chi pensa che dietro questo incontro ci sia una volontà del Vaticano di "controllare" o "censurare" la blogosfera?
"Non è nostra intenzione. E, poi, sarebbe impossibile. La blogosfera è una realtà libera, un luogo dove ognuno può dire ciò che pensa. Lo scopo dell'iniziativa è ascoltare e incoraggiare il dialogo. Personalmente sono convinto che, quando le persone s'incontrano 'faccia a faccia', nasce una forma alta di dialogo".

Durante l'incontro verranno presentate anche alcune iniziative. Al riguardo, può anticiparci qualcosa?
"Posso anticipare che verrà presentato, anche se in forma molto embrionale, il nuovo portale che stiamo sviluppando e che raggrupperà tutte le informazioni del Vaticano. Sarà un portale multimediale e sociale. Potrebbe essere di grande interesse per chi opera nella blogosfera. Non mancherà la presentazione di alcuni siti istituzionali o che riguardano iniziative ecclesiali, come ad esempio la prossima Giornata mondiale della gioventù".

La scelta della data del 2 maggio, all'indomani della beatificazione di Giovanni Paolo II, non è del tutto casuale...
"Giovanni Paolo II ha avuto un'attenzione particolare per il mondo dei media. Questo incontro vuole essere anche un modo per celebrare e ricordare il suo impegno per la comunicazione. Papa Wojtyla, in un certo senso, aveva già anticipato gli sviluppi dei new media. Nel 1990, infatti, così scriveva nell'Enciclica 'Redemptoris missio': 'Occorre integrare il messaggio in questa nuova cultura creata dalla comunicazione moderna. È un problema complesso, poiché questa cultura nasce, prima ancora che dai contenuti, dal fatto stesso che esistono nuovi modi di comunicare con nuovi linguaggi, nuove tecniche e nuovi atteggiamenti psicologici'. Si tratta di un'intuizione davvero incredibile: le novità mediatiche non sono solo tecniche ma anche culturali. C'è un nuovo modo di rapportarsi, di condividere le notizie. E i bloggers sono tra coloro che stanno formando questa nuova cultura. Per questo vogliamo ascoltarli".

È possibile comunicare i contenuti della fede cristiana con questi nuovi linguaggi?
"È possibile far nascere delle domande, suscitare un interesse per la fede, un primo incontro con la Parola di Dio... È chiaro che si tratta sempre di un inizio, sostenuto da un linguaggio d'impatto, che aiuta ad aprire la porta. Si tratta di trovare nel contesto del mondo digitale una proposta che inviti alla riflessione. Perciò la sfida principale sta nel conoscere e capire la nuova cultura digitale per non correre il rischio di usare un linguaggio che i nostri contemporanei non capiscono".


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