Questa mattina larcidiocesi de LAquila ha inaugurato il cantiere della chiesa di S. Biagio di Amiternum nel centro storico della città distrutta dal terremoto del 2009. La chiesa potrà essere restaurata grazie al contributo della Fondazione Roma. A darne notizia è un comunicato secondo il quale i lavori, il cui importo si aggira sui quattro milioni di euro, saranno completati entro cinquecento giorni a partire da oggi. Larcivescovo, mons. Giuseppe Molinari, intervenendo allinaugurazione del cantiere ha detto: Lo ripeto tutti i giorni ai responsabili delle istituzioni: cerchiamo di restituire al più presto ai cittadini alcuni dei tanti monumenti-simbolo della nostra città perché solo così la speranza degli aquilani non si affievolirà. Linaugurazione è stata preceduta da un concerto di archi di alcuni giovani aquilani. Intanto stamattina il Consiglio comunale de LAquila ha approvato una mozione in cui si chiede limmediata riapertura di Corso Vittorio Emanuele e altre strade del centro e la ristrutturazione degli immobili che si affacciano su queste vie.
In Bulgaria oltre il 90% dei Comuni è pronto ad iniziare il ritiro dei bambini provenienti dagli orfanotrofi ed offrire loro sistemazioni alternative. È quanto hanno comunicato i sindaci che hanno partecipato ad una riunione del Gruppo di lavoro sulla de-istituzionalizzazione dei bambini. A darne notizia è oggi lassociazione Aibi, che riporta le affermazioni del presidente del Gruppo, Tomislav Donchev, fermamente convinto che è tempo per la Bulgaria di fare un passo avanti a favore della cura dei bambini. Per i bambini senza genitori - spiega - non è sufficiente essere vestiti, essere nutriti o essere al caldo. Così probabilmente ci curiamo dei loro corpi, li aiutiamo a crescere fisicamente, ma li destiniamo ad essere socialmente inadeguati. Per Donchev prendersi cura dei minori soltanto attraverso listituzione non dà loro nessuna possibilità di realizzarsi come individui completi nella società. Secondo la Mappa nazionale dei servizi a residenza elaborata dallAgenzia di Stato per la tutela dei minori (DAZD) è prevista la creazione di 133 centri per lalloggio di tipo familiare e di 27 case di accoglienza in 63 comuni. La loro costruzione sarà finanziata in base ai programmi Sviluppo regionale e Sviluppo rurale.
Domenica 23 gennaio, alle ore 11, nel santuario della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei, mons. Cyril Vasil, segretario della Congregazione per le Chiese orientali, presiederà la solenne celebrazione della Divina Liturgia secondo il rito bizantino-ucraino. Concelebrerà mons. Carlo Liberati, arcivescovo di Pompei. Levento sinserisce negli appuntamenti organizzati in occasione della Settimana di preghiera per lunità dei cristiani, il cui tema per il 2011 è: Erano assidui nell‘ascoltare l‘insegnamento degli apostoli e nell‘unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Il santuario di Pompei - spiega una nota diffusa oggi dallo stesso santuario - ha un particolare legame con la comunità ucraina, presente nella città mariana già dal 2000 e guidata attualmente da don Andriy Yevchuk, delleparchia di Buchach, in Ucraina. La liturgia secondo il rito bizantino-ucraino si celebra il sabato, alle ore 16, la domenica e i giorni festivi, alle ore 10. La presenza di una comunità di tradizione diversa è segno della volontà della Chiesa di Pompei di rendere concreta la preghiera che Gesù rivolge al Padre affinché tutti siano una cosa sola.
"Chiediamo al mondo dellinformazione, in un momento di così grave turbamento, di dare spazio allItalia quale effettivamente è, un Paese che donne e uomini rendono grande con il proprio lavoro, onestà, dignità e sacrificio". Lo chiede oggi Maria Pia Campanile Savatteri, presidente nazionale del Centro italiano femminile (Cif), denunciando "il clima di squallore dellattuale dibattito pubblico, impantanato in una vicenda poco chiara che coinvolge il presidente del Consiglio". "Preoccupa soprattutto - sottolinea - che a questo dibattito le rappresentanti del governo partecipano senza una chiara condanna del decadimento morale del Paese e della denigrazione dellimmagine femminile". "La prostituzione - afferma la presidente del Cif - non è in alcun modo giustificabile ed è assolutamente doveroso che, soprattutto le persone pubbliche facciano chiarezza sulle sconcertanti vicende che le vedono protagonisti".
A distanza di un anno dallevento internazionale promosso dal Comitato per il Progetto Culturale della Cei, Dio oggi. Con Lui o senza di Lui cambia tutto, esce il volume che raccoglie I Dibattiti che hanno animato e arricchito le nove tavole rotonde del convegno, svoltosi a Roma tra il 10 e il 12 dicembre 2009. Il tema di Dio - si legge in una nota della casa editrice Cantagalli - è qui affrontato da un punto di vista più quotidiano e familiare: Dio nel cinema, nella televisione, nella musica, nella letteratura ma anche nella politica, nella scienza e in relazione a temi come anima, creazione, evoluzione, violenza, guerra. Temi, questi, di cui si sente parlare spesso e che gli autori di questi interventi affrontano con chiarezza, offrendo spunti interessanti e originali che invitano luomo a riflettere in profondità su se stesso, sulla sua ragione e sul suo cuore, sul suo rapporto con il mondo, e ad aprirsi al trascendente che risolve in sé tutte le contraddizioni e le aspirazioni umane. Tra i relatori, Denis Alexander, Adriano Aprà, Paola Bignardi, Carlo Caffarra, Giacomo Canobbio, Francesco dAgostino, Fiorenzo Facchini, Giuliano Ferrara, Bruno Forte, Aldo Grasso, Giorgio Israel, Michele Lenoci, Salvatore Natoli, Angelo Panebianco, Ferruccio Parazzoli, Paola Ricci Sindoni, Davide Rondoni, Ignazio Sanna, Eugenia Scabini, Emanuele Severino, Giuseppe Tanzella Nitti.
Un quadro avvilente, che deturpa limmagine delle donne e dovrebbe indignare tutto il Paese. E il commento della neo-responsabile del Coordinamento donne delle Acli, Agnese Ranghelli, alle vicende che stanno investendo in queste ore la politica italiana, che riguardano storie di sfruttamento di giovani donne, addirittura minorenni, e ipotesi gravi di reato. Ci indigna e dovrebbe indignare tutti - afferma la responsabile delle donne delle Acli - la riproposizione di un modello femminile legato esclusivamente allo sfruttamento e alla mercificazione del corpo, che deturpa limmagine delle donne, in spregio alle tantissime giovani che portano avanti con dignità la loro vita, alle donne che ogni giorno, faticosamente e onestamente, lavorano per aggiungere valore alla nostra società. Preoccupano soprattutto le ricadute sul piano educativo - precisa Ranghelli - con la proposizione ossessiva di un modello, che è poi quello predominante in tanta televisione, fondato sullapparire, sul successo e sui soldi, ottenuti non importa come. Sembriamo tornate allanno zero. Ed il silenzio e la sottovalutazione di questo aspetto da parte delle donne impegnate in politica, con incarichi di governo, provoca angoscia e inquietudine.
Il card. Sepe ha anche partecipato ad una colazione di lavoro con diversi esponenti dellAppeal of Conscience Foundation, istituita dal rabbino Arthur Schneier nel 1965, per difendere la libertà religiosa ed i diritti umani in tutto il mondo. Il mondo sta cambiando - ha detto larcivescovo - per un processo di globalizzazione che, nato come elemento positivo che consente lincontro, lo scambio, oggi rischia di dividere anziché unire popoli e nazioni avendo assunto come valore assoluto della globalizzazione il valore economico. È in questo contesto che diviene ancora più decisivo il nostro ruolo come uomini di fede. Spetta a noi umanizzare la globalizzazione. Per il porporato, abbiamo il difficile ed esaltante compito di seminare il seme della pace, perché ogni autentica fede non può che professare la giustizia e la solidarietà. In questo momento così difficile, in cui atti estremi sembrano minacciare ogni possibilità di incontro tra le diverse confessioni religiose, dobbiamo lavorare incessantemente per affermare sempre più, contro il solo uomo economico, luomo religioso che, aperto allaltro, guarda alluomo sempre come fine e mai come mezzo e ha come unica bandiera che accomuna tutti i popoli la bandiera della pace.
Un ulteriore contributo al consolidamento dei buoni rapporti tra cristiani e ebrei e dare voce a una città, la mia, per dire Napoli in maniera nuova: Napoli città solidale, città dellaccoglienza e dellapertura al dialogo. Ne è esempio la Commissione ‘Amicizia ebraico-cristiana che, a Napoli, svolge una intensa e proficua attività. Questo il senso della visita oggi del card. Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, al rabbino Arthur Schenier, nella sinagoga di Park East, a New York. Il cardinale oggi si è recato anche alle Nazioni Unite per visitare la Missione permanente d‘Italia e incontrare l‘ambasciatore Cesare Maria Ragaglini. Poi la delegazione ha visitato la Missione permanente dell‘Osservatore della Santa Sede, dove il porporato è stato accolto dal nunzio apostolico Francis Assisi Chullikatt. Insieme hanno concelebrato la santa messa nella cappella della Missione. È necessario essere ancora più uniti per globalizzare la giustizia, la solidarietà e la pace - ha detto larcivescovo di Napoli nel suo discorso -. Noi tutti sappiamo che nella grande famiglia dei popoli non vi può essere fratellanza senza solidarietà, senza lottare con le armi della giustizia per il bene comune. In questa sede, ha aggiunto, mi permetto di sottolineare la necessità di fare fino in fondo ogni sforzo per assicurare a tutti una delle libertà fondamentali: la libertà religiosa. (segue)
Una serie di incontri per approfondire i temi della libertà religiosa e dellislam in Italia e nel mondo. Il primo appuntamento si svolgerà il 20 gennaio a Roma (ore 17.30, via Aniene, 26A), promosso dallorganizzazione umanitaria Intersos, che interviene in contesti dove talvolta le minoranze vengono maltrattate e vessate. Dopo la strage di cristiani copti in Egitto Intersos vuole interrogarsi sulle cause del rifiuto del pluralismo in forme così violente, nonostante molti Paesi abbiano garantito per secoli una convivenza pacifica. I problemi che le comunità cristiane stanno affrontando in Medio Oriente sono molti - osserva Nino Sergi, presidente di Intersos -. Si tratta davvero di intolleranza solo religiosa oppure si tratta di un rifiuto di qualsiasi tipo di minoranza con idee e aspirazioni proprie? Non è forse la visione di una società pluralista ad essere messa in discussione? Sono temi che riguardano anche le nostre società - aggiunge -, dove i problemi aperti nel rapporto tra lo Stato e le religioni diverse da quella cristiana, in particolare lislam, sono ancora molti. Il quadro giuridico del nostro Paese è lacunoso e la politica sembra non avere il coraggio di colmarlo, rimandando, e quindi aggravando, i problemi. Interverranno, tra gli altri, il sociologo Stefano Allievi, don Augusto Negri, direttore del Centro Peirone, gli imam Yahya Pallavicini e Ezzedine Elzir.
La Costituzione - afferma - deve riconoscere uguale trattamento ai cristiani e non deve renderli cittadini di seconda o terza categoria. Non è più sufficiente limitare le nostre richieste ad una maggiore protezione delle chiese; che cosa ne è infatti delle scuole, delle abitazioni, della vita di tutti i giorni?. La fuga dei cristiani dallIraq è continua: ogni settimana, afferma larcidiacono, quattro aerei lasciano Bagdad diretti a Beirut e la maggior parte dei passeggeri sono cristiani. Lobiettivo della Chiesa è ridare speranza e fiducia alla sua gente. È necessario intervenire soprattutto sui bambini ed i giovani. Essa gioca un ruolo chiave poiché trasmette alla gente un messaggio di speranza e dona sostegno materiale. Il futuro dei cristiani è dunque nelle loro stesse mani, il governo non fa nulla, i cristiani sono senza difesa ma non senza speranza. Ma la speranza non si può fondare solo sulle parole. È importante che i media rendano conto della situazione dei cristiani. La Chiesa universale e le opere di beneficenza offrono una solidarietà morale e materiale forte ma la Chiesa non ha i mezzi per fornire tutte le infrastrutture né per provocare cambiamenti politici. Ed è qui, per padre Youkhana che i governi devono intervenire.
Dire la verità chiaramente: i cristiani vengono regolarmente attaccati e spinti a lasciare lIraq. A chiederlo al mondo occidentale è larcidiacono Emanuel Youkhana, coordinatore degli aiuti umanitari per le famiglie cristiane in Iraq della Chiesa assira dellEst, in unaintervista allassociazione Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs). Larcidiacono nega, come afferma il governo iracheno, che il terrore è diretto non contro i cristiani ma contro tutti. Gli attentati sono chiaramente diretti contro i cristiani. Non è sufficiente condannare ciò che è successo. I cristiani non hanno paura per gli attentati attuali ma temono per lavvenire e per ciò che ancora potrà arrivare. Per larcidiacono essi temono soprattutto lislamizzazione in costante aumento nella società come dimostrerebbe il fatto che numerose donne cristiane non osano lasciare le loro case se non con il velo. Recentemente la facoltà di musica dellUniversità di Bagdad è stata chiusa poiché la musica è incompatibile con la sharia. Nellintervista padre Youkhana critica anche il fatto che la Costituzione irachena discrimina i cristiani. Dispone, ad esempio, che vi siano sempre dei rappresentati religiosi musulmani tra i giudici della Corte Costituzionale del Paese. (segue)
(Strasburgo) È inaccettabile che la Commissione europea non abbia intenzione di ritirare le copie dei diari Generation Europe. Vale la pena ricordare che sono state prodotte più di 3 milioni di copie di questi diari, già consegnate in 21 mila scuole, con un esborso pari a 5 milioni di euro di fondi pubblici: lo dichiarano i due vice presidenti italiani del Parlamento Ue, Roberta Angelilli e Gianni Pittella. Abbiamo ritenuto necessario - continuano - scrivere al presidente Buzek per esprimergli la nostra profonda preoccupazione, perché i contenuti di tali agende, non indicando le celebrazioni cristiane, ma solo le festività musulmane, sikh, indù e cinesi, violano i diritti fondamentali dellUe sulla libertà di religione e sul rispetto della diversità culturale, religiosa e linguistica nonché il diritto di non discriminazione su base religiosa. A proposito delle contestate agende scolastiche, Pittella e Angelilli presenteranno uninterrogazione alla Commissione per chiedere maggiore chiarezza sui criteri che hanno portato alla loro redazione, ritenendole offensive sia dei valori dei nostri cittadini e sia dei trattati su cui lEuropa è stata costruita. Sul tema della libertà di religione e sulle violenze subite dai cristiani nel mondo è annunciata per il 19 gennaio una fiaccolata al Parlamento Ue, che sarà inaugurata dal presidente Jerzy Buzek.
Un singolare ed originale dialogo tra il card. Walter Brandmüller, storico della Chiesa, e Ingo Langner, giornalista pubblicista e cineasta, su uno dei più dibattuti interrogativi di sempre: Fede o ateismo? Scienza o religione? Dio o non Dio?. La Libreria editrice vaticana definisce così il volume Ateismo? No, grazie! di Brandmüller e Langner che ha appena pubblicato e che sarà presentato il 20 gennaio a Roma (Libreria Internazionale Paolo VI - Via di Propaganda, 4, ore 17.30). Presenti i due autori e la vaticanista e scrittrice Alessandra Borghese. A coordinare lincontro, come di consueto, Neria De Giovanni. Lopera, spiega una nota della Lev, spazia con semplicità e disinvoltura dallIlluminismo alle teorie fisiche del Big-Bang, dal pensiero di grandi filosofi e scienziati quali Darwin, Nietsche, Laplace, o Dawkins alle Sacre Scritture, dalla vita di Gesù Cristo ai principi fondamentali della Chiesa Cattolica. Si tratta di unoccasione per pensare, credere o anche riprendere a credere.
Sta per partire lultimo dei progetti promossi dai guanelliani in Colombia: una scuola on line per conseguire il diploma delle superiori. Il progetto - spiega padre Cosimo Pedagna, promotore delliniziativa - nasce dalla percezione che molti giovani e adulti non hanno terminato in Colombia le scuole superiori e non possono neanche iniziarle, perché hanno necessità di lavorare. Da qui lidea di offrire una possibilità di promozione culturale e quindi lavorativa al maggior numero possibile di persone. Le strutture della scuola attuale di Bucaramanga, che accoglie già 425 bambini e ragazzi dai 4 ai 18 anni, non permettevano l ingresso di nuovi studenti. Con la scuola on line possiamo superare questi limiti di spazio e tempo, permettendo a moltissime persone, in tutta la Colombia, di iscriversi e studiare regolarmente. I contenuti delle lezioni saranno messi on line in appositi moduli dai docenti della scuola a cui si aggiungeranno alcuni docenti ad hoc, come tutor dei ragazzi. Considerando la rete delle missioni guanelliane in Colombia, promossa dai Servi della Carità e dalle Figlie di S. Maria della Provvidenza, sono attese una migliaio di iscrizioni. Il diploma, valido a tutti gli effetti, è riconosciuto dal ministero dellEducazione.
Don Fortunato Di Noto, fondatore dellassociazione Meter Onlus (www.associazionemeter.org), è cittadino onorario di Firenze. Lo ha deciso ieri allunanimità (36 voti a favore) il Consiglio comunale della città del Giglio concedendo la cittadinanza onoraria al sacerdote siciliano. Ringraziando tutti i fiorentini a cominciare dal sindaco, don Di Noto afferma che il riconoscimento ricevuto onora e spinge a fare sempre di più. Firenze è una città che ha cuore per i bambini e che ha visto un sindaco santo e bambino come Giorgio La Pira. Ma non solo: questa Toscana è anche la terra di don Lorenzo Milani e della sua scuola di Barbiana, un esempio chiaro di come questa terra bella e generosa sappia amare e difendere i più piccoli. Confido e spero - conclude il sacerdote - che Meter possa avere sempre più amici allombra di Giotto e Michelangelo. Spiega la presidente della Commissione Pace Susanna Agostini: La cittadinanza onoraria a don Di Noto è un impegno della nostra città nel contrasto della violenza ai bambini. Firenze, come altre città, è coinvolta da un fenomeno devastante che non si ferma per differenze di classe, genere, religione, è un fenomeno che richiede la denuncia e la condivisione delle strategie di contrasto e che deve unire tutte le istituzioni.
Sono proprio questi nostri giovani - aggiunge mons. Pelvi - che stanno realizzando lunità dItalia riversando nel cuore dei popoli litalianità che è, offerta, gratuità, accoglienza e solidarietà. Riversando questi nostri valori nel cuore dei popoli in difficoltà, cè una ricaduta positiva sulla crescita morale e spirituale dellItalia. Mons. Pelvi invita anche a superare i tentennamenti che si registrano in situazioni tragiche e sofferte come queste, ritiro o non ritiro, e i relativi schemi ideologici e politici per dare il primato allamore. La morte di questo soldato - dichiara larcivescovo - ribadisce lautenticità umana del militare. I nostri militari sono dei credenti e lavvenire in cui progettano la loro vita è sempre quella della bontà di Dio. E penso a Matteo Miotto, lultimo nostro caduto, nella sua mimetica è stata trovata limmagine di un presepe dono ricevuto dal cappellano dopo la confessione fatta per Natale. Un ragazzo morto con il presepe nella mimetica. Come si fa a parlare dei nostri ragazzi come di guerrafondai? Sono persone da ammirare ed amare. Listituzione militare è un punto forte di fiducia del nostro Paese.
Cè uno stato di smarrimento che fa tornare prepotente la domanda se vale la pena. Ma dobbiamo superare questo stato danimo e andare oltre con il coraggio della preghiera e della fede. Guardiamo al di là di noi stessi e aggrappiamoci con tutte le forze alla speranza che è la guarigione del mondo. Così larcivescovo ordinario militare per lItalia, mons. Vincenzo Pelvi, commenta al SIR la notizia della morte, avvenuta oggi a Bala Murghab in Afghanistan, del caporal maggiore scelto Luca Sanna, originario di Oristano. Salgono così a 36 le vittime del contingente italiano in Afghanistan. La nostra nazione, che vive in una situazione di grande confusione e in un caos di riferimenti solidi, vede nei militari un modello di stabilità, di futuro e di fiducia - afferma il vescovo castrense - ringraziamo Dio dellesempio che arriva da questi giovani meravigliosi che non pensano a loro stessi e che rifuggono da stili di vita effimeri e dediti solo allimmagine e allesteriorità. I nostri militari vivono in fondo una vera umanità poiché vogliono contribuire a guarire il mondo dallegoismo, dallodio, dalle ingiustizie e in questo senso sono ricchi di umanità poiché fanno crescere nel bene coloro che sono più deboli senza chiedere nulla. Sono umanamente ricchi poiché crescono personalmente nella gratuità. (segue)
(Strasburgo) Padre Matteo Ricci, ambasciatore dEuropa nella Cina dei Ming: è il titolo della mostra sul gesuita italiano (Macerata, 1552 - Pechino, 1610) che sviluppò la sua azione missionaria nel grande paese asiatico, esposta nella sede dellEuroparlamento. Ricci è stato il primo occidentale che sia riuscito, allinizio delletà moderna, ad aprire le porte e gli occhi della Cina sul mondo, in particolare sullEuropa e la sua civiltà, si legge nella guida della mostra, dove si trovano libri antichi, carte geografiche, immagini e materiali che segnalano il percorso umano e cristiano del religioso. Il metodo che egli seguì fu quello delladattamento e dello spirito di amicizia. Gli strumenti che gli permisero di affrontare e superare con successo il confronto con la civiltà cinese furono la sua profonda e universale conoscenza, tipicamente rinascimentale, e la pratica indiscussa delle virtù morali. Per il suo impegno culturale e spirituale, Ricci può essere considerato il primo e più radicale europeo delletà moderna.
Dieci tonnellate di aiuti (generi alimentari, vestiario, materiale per ligiene personale ed acqua) sono stati inviati dalla Conferenza episcopale italiana - insieme ad un milione di euro annunciati la scorsa settimana - alla diocesi di Petrópolis, e saranno destinati a due parrocchie della città, a tre parrocchie di Teresópolis, a due parrocchie di São José do Rio Preto e ad una di Areal. Ne dà notizia la diocesi di Petrópolis, la zona dello Stato brasiliano di Rio de Janeiro più colpita dalle alluvioni dei giorni scorsi, che hanno provocato oltre 647 vittime e oltre 13 mila senza tetto. Mons. Filippo Santoro, vescovo di Petrópolis, è ieri andato in visita alla parrocchia Nossa Senhora das Dores, nella città di Areal, completamente sommersa dallacqua del fiume Piabanha. La Chiesa cattolica, insieme alla rete Caritas, è mobilitata per portare aiuto agli sfollati e alle famiglie isolate in località difficili da raggiungere, come spiega mons. Santoro: Abbiamo volontari in auto, moto e anche a piedi, che stanno cercando in tutti i modi di portare il necessario a queste persone. Mons. Santoro precisa che cè particolare bisogno di indumenti intimi e prodotti per ligiene personale. Solidarietà concreta sta arrivando da tutto il Brasile, anche grazie alla campagna Sos Sudeste lanciata il 12 gennaio dalla Conferenza episcopale brasiliana insieme alla Caritas.
Il premier ungherese ha poi espresso il suo impegno a dare una risposta effettiva dellUnione europea alla persecuzione dei cristiani e allincremento degli attacchi alle comunità cristiane nel mondo. Orban ha poi detto ai rappresentanti delle Chiese che una delle priorità della presidenza ungherese allUe sarà quella di portare lEuropa ai suoi cittadini ed ha sottolineato come le Chiese possono in questo senso svolgere un importante ruolo di ponte tra i livelli locale, nazionale e regionale portando la voce del popolo alle istituzioni. Nel comunicato Kek e Comece affermano che lincontro di ieri può essere visto come punto di partenza per un proficuo dialogo tra le Chiese e la presidenza ungherese Ue.
Inserito nella serie di incontri regolari tra le Chiese e la nuova presidenza dellUe, una delegazione di rappresentanti delle Chiese ungheresi ed europee è stata ricevuta ieri a Budapest dal primo ministro ungherese Victor Orban. A darne notizia è un comunicato diffuso oggi dalla Kek congiuntamente con la Comece. Nella delegazione delle Chiese erano presenti per la parte cattolica il card. Peter Erdö, primate di Ungheria nonché presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali dEuropa (Ccee) e il segretario generale della Comece, p. Piotr Mazurkiewicz. A rappresentare invece le Chiese europee legate alla Kek, cera il Rev Rudiger Noll della Commissione Church and Society. Nelle delegazione Cerano poi rappresentanti del Consiglio ecumenico ungherese e quindi membri delle Chiese riformate, luterana, battista, metodista e delle chiese ortodosse. Durante lincontro le Chiese hanno parlato delle questioni relative alle politiche familiari, la situazione dei Rom nei paesi europei, limplementazione della libertà religiosa e la Strategia Ue 2020. Il primo ministro Orban ha risposto alle preoccupazioni delle Chiese ed ha accolto il loro impegno attivo. Riguardo alla situazione dei Rom, il primo ministro ha chiesto il supporto delle Chiese affermando che lintegrazione delle comunità Rom dipende da un impegno europeo e non esclusivamente da un impegno nazionale dei singoli governi europei. (segue)
Il Consiglio dei laici cattolici austriaco (KLRÖ) ha preso posizione ieri sul calendario scolastico Ue, prodotto dalla Commissione dell‘Unione europea per 5 milioni di euro e distribuito in 22mila scuole dell‘Ue, che indica tutte le festività religiose tranne quelle cristiane. Il presidente del KLRÖ, Wolfgang Rank, ha deplorato laccaduto tanto più perché in tal modo si pregiudica in modo inutile anche la fiducia dei cristiani nelle istituzioni Ue. Non basta scusarsi, ha proseguito Rank, auspicando la pubblicazione di unerrata corrige che non solo dichiari l‘errore in modo inequivocabile, ma che fornisca informazioni adeguate sulle feste cristiane. è il minimo che ci si può attendere dalla burocrazia di una istituzione politica che non sarebbe pensabile né futuribile senza il contributo dei cristiani e del cristianesimo. In caso di mancati provvedimenti, occorrerà pensare ad altre misure, ad esempio una protesta presso il difensore civico o una petizione al Parlamento europeo. Rank ha valutato positivamente che il Parlamento Ue continui ad occuparsi della libertà di religione. Ciononostante, ha concluso, resta limpressione che nella prassi lUe dimentichi talvolta gli impegni presi e spesso a svantaggio dei cristiani".
(Strasburgo) La solidarietà è stato il motore dellazione comunitaria in questi mesi, carichi di ostacoli, in cui abbiamo cercato di affrontare i problemi della crisi, del lavoro, della stabilità dei bilanci nazionali. José Manuel Barroso, presidente della Commissione, fa il punto sullagenda dellUnione: parla, nella sede dellAssemblea dei 27, del passaggio di consegne per la presidenza dellUe dal Belgio allUngheria, sottolinea le urgenze legate alla stabilità di Eurolandia (il futuro delleuro corrisponde al futuro dellEuropa) e alle misure da assumere per rafforzare la crescita. Sappiamo che le decisioni per la stabilità dei bilanci corrispondono a misure di austerità, che per i cittadini non sono un concetto vago, ma pesano sulla vita delle persone. Oggi servono azioni volte a sostenere loccupazione, i redditi, e dunque il nostro modello sociale. Con gli eurodeputati, nel corso di un question time, Barroso affronta temi di politica interna e internazionale. Segnala inoltre che domani terrà un incontro con il presidente del Parlamento Ue, Buzek, e con quello della presidenza di turno, Orban, per discutere del bilancio pluriennale dellUnione. Interrogato in aula sul Medio oriente, ribadisce la posizione europea: Convivenza pacifica tra ebrei e palestinesi nella formula: due popoli, due Stati.
In primo luogo, quindi, un centro per il pronto intervento, raccordato con un ufficio centralizzato di servizio sociale, che sia aperto 24 ore al giorno, dotato di strumenti dintervento immediati e di figure professionali in raccordo con le unità mobili di strada e in grado di accogliere quanti gli si rivolgono senza formalità. Un luogo - sottolinea il presidente della Consulta, Paolo Klun - dove le persone possono sentirsi al sicuro, trovare un dialogo e confidarsi nella ricerca della risposta possibile al problema. Riguardo alla residenza, per la consulta occorre modificare limpostazione data al regolamento dei servizi sociali, laddove si escludono dalle prestazioni coloro che non hanno residenza, anche se sono presenti sul territorio da anni, o che sono dichiaratamente di passaggio dalla città per motivi legati alla ricerca di lavoro. Particolare attenzione va alla costituzione di un legame operativo con le realtà organizzate del privato sociale, che già operano sul territorio e che devono essere chiamate non solo a riempire i vuoti, ma a discutere dellorganizzazione del servizio, svolgendo anche un ruolo di controllo sulla qualità del servizio erogato. Da ultimo, si sottolinea lesigenza di organizzare dei seminari per gli operatori pubblici di conoscenza della rete locale del privato sociale.
Dar vita a un percorso condiviso con tutte le parti sociali e le forze propositive della città per giungere a una riforma dei servizi sociali. Lo ha chiesto oggi a Bologna la Consulta cittadina contro lesclusione sociale, che rappresenta realtà sociali, associative ed ecclesiali operanti nel capoluogo emiliano, alla luce della necessità di rivedere lorganizzazione dei servizi rivolti alle persone in maggiore difficoltà, espressa nei giorni scorsi dal Commissario che guida il Comune, Anna Maria Cancellieri, dopo il caso del neonato morto di freddo e stenti nel centro cittadino. La Consulta denuncia lattuale situazione di frammentazione delle strutture di assistenza sociale e la difficoltà a garantire risposte adeguate ai bisogni e alle sofferenze di chi vive in condizioni di estremo disagio, osservando che da sola lamministrazione locale non ce la farà mai a risolvere i problemi di una situazione complessa di fragilità sociale che si sta estendendo a macchia dolio. Le proposte della Consulta, a fronte di questa analisi, vanno dallistituzione di un servizio di pronto intervento al coinvolgimento del privato sociale, passando per il superamento dellattuale regolamento che fa rientrare nellassistenza sociale solo i residenti, la pianificazione di interventi a bassa soglia e, in particolare, per risolvere il problema dellalloggio dei senza dimora. (segue)
(Strasburgo) Ogni anno 1,4 milioni di cittadini europei sviluppano qualche forma di demenza senile. Linvecchiamento della popolazione farà crescere il problema e moltiplicare le situazioni a rischio. Ecco perché Alzheimer e demenza senile devono essere dichiarati dallUe una priorità sanitaria, con interventi sui vari fronti: ricerca, cura, sostegno alle famiglie dei malati. Lo sostiene un rapporto steso dalla deputata portoghese Marisa Matias, presentato allEuroparlamento, per passare al voto domani. Il numero di persone affette da demenza in Europa è stimato a 9,9 milioni - si legge nel documento -, con unampia maggioranza dei casi rappresentata dal morbo di Alzheimer. Le malattie neurodegenerative, sebbene possano colpire persone di qualsiasi età, rappresentano una delle principali cause di disabilità delle persone anziane; si prevede un aumento drastico del numero di persone affette da queste patologie entro il 2020. Matias propone di migliorare la cooperazione degli Stati nella ricerca, cura e prevenzione del morbo di Alzheimer; listituzione di centri specializzati e un miglioramento della formazione del personale sanitario. Per sensibilizzare lopinione pubblica si chiede di dar vita a un Anno europeo per la salute mentale. Ampia lattenzione assegnata ai pazienti e alle famiglie, che spesso si trovano ancora ad affrontare fenomeni di esclusione sociale.
In attesa della pubblicazione del messaggio di Benedetto XVI per la 45ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2011 Verità, annuncio e autenticità di vita nellera digitale, si terrà domani a Salerno il convegno regionale sulle comunicazioni sociali Dal tubo catodico al ‘tube fai da te. Liniziativa è organizzata dallUfficio per le comunicazioni sociali dellarcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, in collaborazione con lUfficio per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale campana (Cec). Il convegno inizierà con il saluto di mons. Luigi Moretti, arcivescovo metropolita di Salerno, cui seguirà la presentazione dei lavori da parte di mons. Carlo Liberati, arcivescovo di Pompei e delegato Cec per le Comunicazioni sociali. Dopo lintroduzione di don Vincenzo Doriano De Luca, incaricato regionale Cec del settore, sono previste le relazioni di Massimo Milone, direttore servizi giornalistici Rai-Napoli, e di Lucio DAlessandro, preside della Facoltà di scienze della comunicazione dellUniversità Suor Orsola Benincasa. Modererà Emilio Polverino, direttore di Tele-Diocesi Salerno. Lincontro rientra in un ciclo di appuntamenti organizzativi dallUfficio Comunicazioni sociali della Cec anche a Benevento, Caserta, Avellino e Napoli. Info: www.ilsamaritano.it.
Quanto alla richiesta di un dibattito durgenza sui cristiani perseguitati in Iraq nellimminente Assemblea parlamentare CdE (24 - 28 gennaio), mons. Giordano spiega che da un incontro di fine 2010 della Commissione esecutiva dellApce è nato il progetto di elaborare un rapporto al quale sta già lavorando una commissione incaricata e che sarà probabilmente discusso in giugno o subito dopo lestate 2011 e porterà ad una raccomandazione e ad una risoluzione. Sulla questione del dibattito durgenza, richiesta sostenuta soprattutto dal gruppo dei popolari, pare vi sia già un certo consenso, ma - precisa - sarà lAssemblea a decidere, lunedì prossimo, se inserirlo o meno nellOdg. Intanto lesponente della Santa Sede annuncia per il 25 gennaio una conferenza al Palais de lEurope sul tema, organizzata con il nostro sostegno da un gruppo di organismi non governativi di ispirazione cristiana presenti a Strasburgo. Alla luce dellattualità, aggiunge, il discorso sarà ampliato anche allEgitto, alla Siria e alle altre aree di persecuzione, e più in generale ad una riflessione di fondo sulla libertà religiosa. Allincontro sono stati invitati anche i parlamentari del CdE, mentre il numero dei partecipanti, un centinaio secondo le nostre previsioni, è già raddoppiato e forse aumenterà ulteriormente, e questo è un segnale positivo della nuova e crescente attenzione verso il fenomeno.
Mons. Giordano parla di un incontro simbolico tra le istituzioni europee e la cattedrale: da una parte le istituzioni che hanno sede in questa terra di frontiera e dallaltra la cattedrale con la sua altissima guglia, simbolo di una storia aperta e proiettata verso il cielo. LEucaristia, prosegue, è la più alta presenza di Dio: la Messa di ieri è stata un modo per ‘avvicinare questa presenza ai responsabili della casa europea. Ma è stata anche un modo per dire come la preghiera costituisca un contributo fondamentale per la prosperità e il futuro dellEuropa. Per lesponente vaticano, dopo avere vissuto la stagione della morte di Dio, oggi il continente vuole andare oltre, magari con lumiltà di cercare in Dio quella bussola che gli è venuta meno, soprattutto di fronte alle grandi sfide che ci interpellano: la presenza e il ruolo dellEuropa sugli scenari internazionali davanti allemergere delle grandi economie politiche come Cina e India, i diritti delluomo, il terrorismo, la libertà religiosa, la povertà e la fame nel mondo, la protezione dellambiente. Grandi questioni sotto le quali scorre sotterranea la più profonda di tutte, la domanda sul senso della vita e sui desideri più profondi delluomo. (segue)
Coltivare la nostra rete e far sentire di più la nostra voce nella società e presso le istituzioni, a livello sia nazionale che europeo: questo, secondo mons. Aldo Giordano, osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio dEuropa, il compito dei cristiani che in tale modo possono contribuire a far ritrovare allEuropa il senso del suo cammino e la speranza per il suo futuro. In unintervista rilasciata a SIR Europa allindomani della Messa per lEuropa, celebrata il 17 gennaio nella cattedrale di Strasburgo in coincidenza con lavvio della sessione plenaria del Parlamento Ue (17-20 gennaio) per iniziare il 2011 in uno spirito di luce e con la benedizione di Dio, mons. Giordano spiega che liniziativa è stata promossa dalla Rappresentanza permanente della Santa Sede a Strasburgo e ha visto la partecipazione di oltre mille persone: ambasciatori e funzionari del Consiglio dEuropa, giudici della Corte europea dei diritti delluomo e una rappresentanza di membri dellEuroparlamento e della Commissione Ue. La celebrazione è stata presieduta dallarcivescovo della diocesi alsaziana, mons. Jean-Pierre Grallet. Mons. Giordano vi ha tenuto lomelia. (segue)
La sfida lanciata dai cristiani locali a quelli delle Chiese nel mondo è rendere questa settimana di preghiera un‘occasione per rinnovare il proprio impegno a lavorare per un vero ecumenismo e ricordarli nella precarietà della loro attuale situazione e di pregare per una giustizia che porterà la pace in Terra Santa. Denso il programma degli eventi di preghiera nelle diverse chiese di Gerusalemme: il 22 gennaio apertura al Santo Sepolcro con lufficio ortodosso, il 23 preghiera nella chiesa greco-cattolica dell‘Annunciazione, il 24 nella cattedrale armena di Saint-Jacques, il 25 nella chiesa luterana del Redentore, il 26 nella chiesa latina di San Salvatore, il 27 nel Cenacolo, il 28 nella chiesa siro-ortodossa di San Marco, il 29 in quella ortodossa etiope e il 30 nella cattedrale anglicana di San Giorgio.
Si aprirà sabato 22 gennaio, dalla basilica del Santo Sepolcro, a Gerusalemme, la Settimana di Preghiera per lunità dei cristiani, il cui tema di questanno è stato scelto proprio dai cristiani di Gerusalemme, "Essi ascoltavano con assiduità l‘insegnamento degli apostoli, vivevano insieme fraternamente, partecipavano alla Cena del Signore e pregavano insieme". Fino al 30 gennaio dalla Chiesa Madre della Città Santa risuona l‘appello all‘unità delle chiese in tutto il mondo. Consapevoli delle proprie divisioni e della necessità di fare di più per l‘unità del Corpo di Cristo - si legge in una nota del Patriarcato latino - le Chiese di Gerusalemme invitano tutti i cristiani a riscoprire i valori che costituivano l‘unità della prima comunità cristiana di Gerusalemme. (segue)
Verrà presentato il 28 gennaio a Roma (Sala Conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale - ore 11) il Rapporto Italia 2011 dell‘Eurispes, occasione per riflettere sull‘andamento generale e sulle prospettive del Paese, e fotografia della complessità del sistema Italia. Giunto quest‘anno alla ventitreesima edizione, il Rapporto, spiega una nota, è stato costruito per scelta metodologica attorno a sei dicotomie (fiducia/sfiducia, progettazione/improvvisazione, nord/sud,benessere/malessere, uomo/donna, cittadinanza/sudditanza) illustrate attraverso altrettanti saggi accompagnati da sessanta schede fenomenologiche. Vengono affrontati attraverso una lettura duale della realtà temi che l‘Istituto ritiene rappresentativi, anche se non esaustivi, della attualità politica, economica e sociale del nostro Paese. Ad arricchire il Rapporto l‘indagine campionaria su situazione economica delle famiglie, fiducia nelle Istituzioni, orientamento dell‘elettorato, rapporto banche-cittadini, gradimento nei confronti di servizi pubblici e privati, salute e questioni etiche come testamento biologico ed eutanasia. Con riferimento alle celebrazioni per il 150° dell‘Unità d‘Italia, la ricerca propone anche unindagine sui sentimenti dei cittadini rispetto alle differenze tra Settentrione e Meridione, sul senso del vivere in Italia e su quanto sia diffusa e radicata l‘idea di Europa.
Verrà presentato lunedì 24 gennaio, alle ore 11.30, nellAula Giovanni Paolo II della sala stampa della Santa Sede, il messaggio del Papa per la 45ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, sul tema: Verità, annuncio e autenticità di vita nellera digitale. Ne dà notizia oggi la sala stampa vaticana informando che alla conferenza stampa di presentazione interverranno mons. Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali (Pccs), mons. Paul Tighe, segretario del Pccs, mons. Giuseppe Antonio Scotti, segretario aggiunto del medesimo Pontificio Consiglio, e Angelo Scelzo, sotto-segretario del Pccs. Il tema - spiegava il Pontificio Consiglio annunciandolo lo scorso 29 settembre - si caratterizza per porre al centro di tutti i processi della comunicazione, la persona umana. Anche in un tempo così largamente dominato - e, spesso, condizionato - dalle nuove tecnologie, resta fondamentale il valore della testimonianza: accostarsi alla verità e assumersi limpegno dellannuncio richiede, per chi opera nel mondo dellinformazione e particolarmente per i giornalisti cattolici, la ‘garanzia di unautenticità di vita che non può venir meno neppure nellera digitale. Il messaggio del Papa, come consuetudine, viene presentato il 24 gennaio, ricorrenza di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.
In occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti (24 gennaio), larcivescovo di Milano card. Dionigi Tettamanzi incontrerà i giornalisti sabato 29 gennaio nella sede dellIstituto dei Ciechi di Milano (via Vivaio, 7) dalle ore 9.30 alle 12.30. Il tema di questanno sarà Faremo (ancora) notizia. La verità, via per la vita e il futuro del giornalismo. Oltre al cardinale, allincontro parteciperanno Chiara Pelizzoni, dellagenzia televisiva H24; Enrico Mentana, direttore del Tg La7; Mario Calabresi, direttore de La Stampa; Marco Tarquinio, direttore di Avvenire; Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. LUfficio comunicazioni sociali della diocesi di Agrigento e la sezione provinciale dellUcsi (Unione cattolica della stampa italiana) con il patrocinio dellUcsi regione Sicilia, organizzano invece un momento di incontro e riflessione tra i giornalisti ed operatori della comunicazione della provincia. Lincontro si terrà lunedì 24 gennaio sul tema Mafia e media. La mafia mediata. A guidare la riflessione Nino Amadore, giornalista de Il Sole 24ore; Laura Vaccaro, sostituto procuratore della Procura di Palermo; Giuseppe Vecchio, presidente regionale dellUcsi e consigliere nazionale dellOrdine dei Giornalisti.
(Strasburgo) LEuropa cerca di darsi uneconomia efficiente e una moneta condivisa. Sono elementi essenziali per la costruzione politica dellUe. Ma allEuropa serve anche unanima, le servono valori e obiettivi alti e condivisi per approfondire lintegrazione, creare risultati per i cittadini, diventare un vero attore mondiale. Yves Leterme, premier belga, nella sede dellEuroparlamento traccia un bilancio della presidenza semestrale dellUnione che ha gestito dal giugno al dicembre 2010. Ma il suo intervento non si limita al lavoro compiuto in quella veste, tende piuttosto a svolgere una analisi del punto cui è giunta lUnione europea e a delinearne i prossimi scenari. Dobbiamo avere fiducia in ciò che lEuropa ha fatto, dei progressi compiuti, degli obiettivi raggiunti. La Comunità, prima di essere un mercato era un sogno, un ideale politico per chi aveva vissuto i drammi della guerra e delle divisioni. Dobbiamo sempre ricordarci di tutto ciò - aggiunge Leterme -. E occorre guardare avanti. Ad esempio oggi ci sono migliaia di profughi, di poveri e immigrati che giungono nel continente in cerca di lavoro, di una vita degna e migliore. Non possiamo chiudere loro le porte in faccia. Occorre, nel rispetto dei diritti dei cittadini europei, accogliere chi si trova nella necessità, per rispettare la dignità di tutti gli esseri umani.
Dopo aver richiamato il valore educativo dei tre consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza, il messaggio prosegue affermando che la vita religiosa costituisce una testimonianza fondamentale per tutte le altre forme di vita cristiana, indicando la meta ultima della storia in quella speranza che sola può animare ogni autentico processo educativo. Inoltre, su queste basi fiorisce limpegno specifico di tanti istituti di vita consacrata nel campo delleducazione, secondo il carisma proprio, la cui fecondità è testimoniata dalla presenza di numerosi educatori santi. La vita consacrata ci ricorda che leducazione è davvero ‘cosa del cuore. Infine, - dice il Messaggio - celebrando la Giornata della vita consacrata, come non sentire lurgenza educativa in riferimento alla animazione vocazionale? Oggi più che mai, abbiamo bisogno di educarci a comprendere la vita stessa come vocazione e come dono di Dio, così da poter discernere e orientare la chiamata di ciascuno al proprio stato di vita. La testimonianza dei consacrati e delle consacrate, attraverso la sequela radicale di Cristo, rappresenta anche da questo punto di vista una risorsa educativa fondamentale per scoprire che vivere è essere voluti e amati da Dio in Cristo istante per istante. In Italia i religiosi sono circa 18 mila e le religiose 120 mila.
I luoghi tradizionali della formazione, quali la famiglia, la scuola e la comunità civile, sembrano tentati di rinunciare alla responsabilità educativa, riducendola a una mera comunicazione di informazioni, che lascia le nuove generazioni in una solitudine disorientante: è quanto afferma in apertura del Messaggio in vista della 15° Giornata Mondiale della Vita Consacrata (2 febbraio 2011), dal titolo Testimoni della vita buona del Vangelo, la Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata che lo ha reso pubblico questa mattina (testo integrale in *.pdf: clicca qui). Nellintroduzione si afferma che i Vescovi italiani hanno voluto concentrare limpegno pastorale delle nostre Chiese nel nuovo decennio su quella che il Santo Padre Benedetto XVI ha appropriatamente definito lemergenza educativa. La sfida delleducazione emerge, infatti, sempre più chiaramente come la questione più urgente per la vita della società, e quindi anche della Chiesa. Al compito urgente di educare alla vita buona del Vangelo - prosegue il Messaggio - sono chiamate tutte le componenti ecclesiali e, in particolare, proprio la vita consacrata, in quanto la sequela di Cristo, casto, povero e obbediente, costituisce di per sé una testimonianza della capacità del Vangelo di umanizzare la vita attraverso un percorso di conformazione a Cristo e ai suoi sentimenti verso il Padre. (segue)
Doppio appuntamento, in Emilia Romagna, in occasione della ricorrenza di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Il primo incontro, su La comunicazione e la sfida educativa, è organizzato dallUfficio regionale per le comunicazioni sociali e si terrà venerdì 21 gennaio alle 16 presso lIstituto Veritatis splendor (via Riva Reno 57). Interverranno Alessandro Rondoni (direttore Ufficio comunicazioni sociali Emilia Romagna), Chiara Giaccardi (docente di sociologia e antropologia dei media allUniversità Cattolica del Sacro Cuore di Milano), mons. Domenico Pompili (direttore Ufficio comunicazioni sociali Cei) e mons. Ernesto Vecchi (vescovo ausiliare di Bologna e delegato Conferenza episcopale Emilia Romagna per le comunicazioni sociali). A concludere, la lectio magistralis dellarcivescovo di Bologna, card. Carlo Caffarra, su J.H. Newman: una proposta educativa per la comunicazione oggi. Lunedì 24 alle 18, invece, il convegno Informazione e credibilità promosso dallUnione cattolica della stampa italiana (Ucsi) sempre al Veritatis splendor, che verrà preceduto, alle 17, da una celebrazione eucaristica presieduta da mons. Vecchi. Nel corso del convegno Ucsi, che vedrà tra i relatori Guido Gili, docente di sociologia e processi culturali e comunicativi allUniversità degli studi del Molise, la presentazione del Manifesto per unetica dellinformazione.
Non siete soli. È il titolo dellappello di sedici associazioni tra le più attive a San Giorgio a Cremano e nella provincia di Napoli, che si rivolgono a chi può aver visto o saputo qualcosa sullomicidio di Vincenzo Liguori, il meccanico ammazzato nei giorni scorsi nella sua officina, vittima innocente di un agguato di camorra. Decine di copie dellappello tappezzeranno, da oggi, gli spazi pubblicitari nella città di San Giorgio a Cremano. Non siete soli è un messaggio per chi ha visto, per chi era presente al momento dellagguato. Noi tutti siamo con voi. Aiutateci ad aiutare, a fare giustizia affinché possa esserci ancora la voglia di vivere: è lappello dei responsabili delle sedici associazioni, che si occupano di bambini, giovani, legalità, sviluppo del territorio. Morire fa male ma morire mentre si è al lavoro, morire da innocenti fa rabbia - è scritto nel documento -. Sentiamo nellaria una forte tensione e questo manifesto è per chiedere a noi tutti da che parte stiamo. Se vogliamo veramente sperare di vivere in una società civile dobbiamo combattere le nostre paure. Siamo tanti. Insieme possiamo sconfiggere il male più grande: lindifferenza. Il documento è firmato, tra gli altri, da Forum nazionale giovani, Acli G.Lazzati, Giovani delle Acli Napoli, Amesci, Radio Siani, Studenti napoletani contro la camorra.
Impazza, in forme inusitate, lennesimo scandalo politico-giudiziario, con le accuse (infamanti) al presidente del Consiglio in relazione alle feste di Arcore. Al di là del gossip, che si alimenta sui giornali e non solo, dei retroscena, dei protagonisti e del livello delle vicende, che sono minuziosamente evocate nellordinanza trasmessa alla Camera per lautorizzazione a procedere ulteriormente, cè ununica certezza. Bisogna che si faccia chiarezza in termini stringenti, che la questione sollevata dalla procura di Milano abbia delle celeri risposte, così da non tenere sul filo la politica, le istituzioni, più ampiamente la governabilità. Roberto Ruffilli a suo tempo, da storico delle istituzioni politiche di vaglia, sottolineò che lo Stato italiano si caratterizza per essere fragile sul piano della legittimazione, anche se resistente e capace di ottime performances di fronte alle emergenze. Ruffilli fu ucciso dalle Brigate Rosse, ma probabilmente avrebbe ripetuto lo stesso giudizio. Sono ormai più di ventanni, per chi ha la memoria lunga, che le iniziative delle procure configgono con il sistema politico e con la stessa figura di Berlusconi, con esiti processuali diversi, e comunque trasmettendo un senso di conflittualità permanente e dunque di precarietà. Per questo, in particolare di fronte ai temi oggi evocati, è necessario arrivare presto a chiarire e così mettere dei punti fermi. Lesito del referendum di Mirafiori, in contemporanea con le questioni sullo scudo al premier e con le accuse della procura milanese, dimostra che è in corso un processo di ristrutturazione importante, di fronte alla crisi economica, che deve essere accompagnato da un sistema paese efficiente. Questi sono i temi su cui concentrarci. E a questi temi non sono estranei, ma anzi ne costituiscono la base, quelli della coesione sociale, a partire dal ruolo della famiglia, non a caso al centro del recente discorso del Papa agli amministratori locali. Ci troviamo poi di fronte allattuazione del federalismo, che in realtà è un appello a tutti i centri di spesa perché operino con senso di responsabilità e legalità. Ma lagenda degli impegni comuni è ancora lunga. Per questo, per mettere mano ai problemi e continuare efficacemente nelle politiche già positivamente messe in atto per affrontarli e in prospettiva risolverli innovando, bisogna che tutti si mettano al lavoro, nella chiarezza e con il massimo senso di responsabilità. Le risposte urgono.
Sono 621 i sacerdoti stranieri in servizio pastorale nel Lazio e di essi 292 nella diocesi di Roma (1 ogni 5 in servizio) i quali, oltre ad occuparsi delle parrocchie romane, seguono anche i loro connazionali. Questa provenienza diversificata, sottolineano i promotori, conferma la dimensione universale della Chiesa e larricchisce di una sensibilità religiosa forte e innovativa. Gli immigrati utilizzano spesso per il loro culto edifici sacri carichi di storia, quasi a simboleggiare lunione tra il passato e il presente e la possibilità di armonizzare nella stessa fede in Dio la diversità di culture e di lingue. Questa dimensione, sconosciuta nel passato quando eravamo noi a inviare missionari nei loro paesi, costituisce di per sé una condanna radicale dei comportamenti ispirati al razzismo. Lo scambio tra le diversità costituisce la base dellarricchimento tanto della società che dei singoli. Siamo chiamati a vivere uno spirito di condivisione al di là delle estrazioni nazionali, culturali e anche religiose. Gli immigrati hanno bisogno di noi e noi di loro. Riconoscere questa reciprocità è indispensabile per la coesione della Capitale, della Provincia e dellintero Paese. Celebrando i 150 anni di storia unitaria - concludono i responsabili -, prepariamoci anche a vivere quelli futuri con gli immigrati. La Guida costituisce linvito a una maggiore apertura sia da parte dei decisori pubblici che dei singoli cittadini, a livello di mentalità e di comportamenti.
La pubblicazione vuole rispondere alle esigenze spirituali degli immigrati e di porre in evidenza anche il ruolo sociale dei loro centri di preghiera, spiegano i promotori. Nella vita degli immigrati, seppure venuti inizialmente per motivi di lavoro, è insita una dimensione sociale, culturale e anche religiosa che abbisogna di appositi spazi per esprimersi nelle sue dimensioni rituali e comunitarie perciò la Guida ha indicato i luoghi di culto di tutte le religioni con gli indirizzi, gli orari e i nomi dei responsabili, così che tutti sappiano dove e a chi rivolgersi. In questi centri si presta attenzione non solo alla dimensione religiosa ma anche a quella sociale e si attivano reti di amicizia e di mutua assistenza con la promozione di diverse iniziative socio-culturali: centri di ascolto e di consulenza, corsi di italiano e di madrelingua - proseguono i promotori -, attività sportive, corali, gruppi giovanili, incontri conviviali in una simbiosi di cura spirituale e di promozione umana. Limmigrato non solo viene aiutato nel processo di integrazione ma, nello stesso tempo, viene salvaguardato il suo legame con la cultura di origine, evitando uno pericoloso sradicamento. La pubblicazione dedica unattenzione specifica ai fedeli cattolici che provengono da molti Paesi del mondo (più di 100 mila tra Roma e Provincia). Essi vivono con una sensibilità specifica lo stesso messaggio di Cristo allinterno di comunità presiedute da preti originari dei loro stessi paesi. (segue)
I luoghi di culto dove si recano gli immigrati a Roma e Provincia sono 256: 208 a Roma e 48 negli altri comuni della Provincia. Ogni 100 immigrati cristiani gli ortodossi sono 54, i protestanti 6, i membri di altri gruppi minori 1, mentre i cattolici sono 39 e dispongono di 153 luoghi di preghiera (di cui 23 fuori Roma) messe a disposizione dalla chiesa cattolica locale. Seguono gli ortodossi con 35 strutture (per la metà fuori Roma) e quindi, in prevalenza o totalmente concentrate a Roma, 34 per i protestanti, 19 per i musulmani, 7 per gli ebrei, 6 per i buddisti, 1 sia per gli induisti che per i sikh. I dati sono contenuti nella nuova Guida Immigrati a Roma e Provincia redatta dalla Migrantes e dalla Caritas diocesana di Roma e presentata questa mattina. I cristiani sono il 65% nella Capitale e il 76,5% negli altri comuni della Provincia (complessivamente oltre 300 mila). I musulmani (in tutto oltre 70 mila) incidono per il 18% tra gli immigrati della Capitale e per il 12% tra quelli della Provincia. Anche i fedeli delle religioni orientali (induisti e buddisti, ciascuna comunità con una consistenza di circa 10 mila fedeli) sono maggiormente concentrati a Roma; fanno eccezione le diverse migliaia di sikh indiani, che si trovano nellarea a scavalco tra le Province di Latina e di Roma. Meno consistente è la presenza degli ebrei e di altri gruppi. (segue)
A misura di bambino, efficaci e sicuri: i prossimi dieci anni vedranno una rapida crescita delle sperimentazioni dei farmaci sui più piccoli, con un investimento da parte dei privati stimato in oltre due miliardi e mezzo di euro per lo sviluppo di medicinali pediatrici sempre più mirati. Un percorso di sicurezza e un flusso di risorse che innescheranno un circolo virtuoso con una spinta propulsiva anche per le sperimentazioni no profit più avanzate, come le terapie geniche, i vaccini a Dna e la biotecnologia. I dati sulle prospettive della sperimentazione pediatrica, del suo impatto sociale ed economico, sono emersi nel corso del Clinical Trial Day, la giornata di studi che ha riunito ieri allOspedale pediatrico Bambino Gesù di Roma i massimi esperti del settore. Nellincontro è stato fatto il punto sulle più avanzate e innovative ricerche messe immediatamente al servizio dellassistenza dei bambini attraverso un percorso circolare che, nel più rigoroso rispetto dei valori etici, dal bancone del laboratorio arriva al letto del paziente trasformando lintuizione di un ricercatore in una nuova terapia. Allo stesso tempo, dal letto del paziente torna al bancone del laboratorio impegnando risorse e conoscenze per individuare nuove soluzioni terapeutiche partendo dallevidenza clinica maturata sul campo.
Realizzare un ponte tra generazioni grazie allaiuto dei nonni che ci trasmettono la loro esperienza, imparare ad avere un rapporto corretto con la natura ed essere, al tempo stesso, solidali. Questo è il senso del progetto Orto in condotta che è nato con lobiettivo di insegnare ai ragazzi di un Istituto superiore di Mantova, il Bonomi Mazzolari, la coltivazione della terra e limportanza di avere un corretto rapporto con il cibo. Liniziativa, cui partecipano attivamente i volontari dellAuser, ha avuto poi una svolta: i prodotti delle coltivazioni biologiche (pomodori, finocchi, carciofi, melanzane, zucchine) nellorto dellIstituto verranno donati agli anziani più indigenti di Te Brunetti, il quartiere in cui si trova la scuola. A consegnare le verdure saranno, la prossima primavera, direttamente insegnanti e studenti. Tutto è pronto - spiega Bruno Bottarelli, responsabile del progetto per lAuser - stiamo solo aspettando due cose: la primavera, quando nasceranno i primi vegetali, e le indicazioni dellassistente sociale, sulle persone che possono essere aiutate: alla consegna delle verdure ci saranno anche insegnanti e studenti. LIstituto Bonomi Mazzolari accoglie circa 800 studenti che rappresentano i Paesi di tutto il mondo.
La Scuola di Pace Don Peppe Diana, in collaborazione con il Comitato don Peppe Diana e Libera Caserta, bandisce il concorso per l‘assegnazione dellVIII edizione del Premio artistico letterario intitolato alla memoria di don Giuseppe Diana, prete di Casal di Principe assassinato dalla camorra il 19 marzo del 1994. Il tema che questanno affrontiamo è quello del bello e del brutto del nostro territorio. Gli Istituti scolastici sono chiamati a fotografare la realtà che ci circonda - spiegano gli organizzatori -, ciò che è bello e ci piace del territorio, dal paesaggio alle tradizioni popolari, dagli antichi borghi alle cose che esaltano la tipicità delle nostre terre, le cose estetiche, che danno e hanno un senso di bello. Accanto a ciò gli studenti sono chiamati a fotografare anche il brutto, quello che inquina, rovina, uccide e fa male, dalle speculazioni edilizie, al caos che ci circonda. Le foto devono essere originali come soggetto e devono riportare un titolo ed una breve spiegazione in massimo 10 righe con lindicazione del luogo dello scatto, il significato e loggetto della foto. Gli Istituti scolastici partecipanti al concorso devono obbligatoriamente inviare una foto per il bello e una per il brutto. Il 31 gennaio scade il termine delliscrizione al concorso. Info: www.liberacaserta.org.
Tre incontri di riflessione sui grandi discorsi di Benedetto XVI. Liniziativa è organizzata dallUfficio per la pastorale universitaria del vicariato di Roma, al Palazzo apostolico lateranense. Il primo incontro si terrà il 20 gennaio sul Discorso allUniversità di Ratisbona e affronterà il tema La questione di Dio oggi: il Dio della Fede e il Dio dei filosofi. Le riflessioni saranno affidate a mons. Enrico dal Covolo, rettore della Pontificia università lateranense; Francesco DAgostino, docente dellUniversità di Roma Tor Vergata; Giorgio Israel, dellUniversità la Sapienza. Il 27 gennaio si rifletterà, invece, sul discorso tenuto al College des Bernardins di Parigi sul tema La cultura europea: origine e prospettive. Interverranno: mons. Sergio Lanza, assistente ecclesiastico dellUniversità Cattolica del Sacro Cuore; Giuseppe della Torre, rettore della Lumsa; Alessandro Ferrara, dellUniversità di Roma Tor Vergata. Infine, il terzo incontro è in programma il 3 febbraio sul discorso alla Westmister Hall di Londra: Secolarità non è neutralità: un nuovo cammino per lo sviluppo integrale della persona umana. Interverranno: mons. Mario Toso, segretario del Pontificio consiglio giustizia e pace; Lorenzo Ornaghi, rettore dellUniversità Cattolica del Sacro Cuore; Antonio Marzano, presidente del Cnel.
Si sono chiuse pacificamente le operazione di voto per il referendum sull‘indipendenza del Sud Sudan dal Nord del Paese, raggiunto il quorum del 60% per la validità della consultazione. Nonostante il clima di gioia e di festa che ha segnato il voto nella capitale Juba e in buona parte del paese, rimangono ancora molti nodi da sciogliere per il futuro del Sud Sudan e per garantire la sicurezza della popolazione - afferma Ludovico Gammarelli, coordinatore di Intersos in Sud Sudan -. In questi giorni si sono registrati scontri e violenze nella regione petrolifera di confine di Abyei, contesa tra Nord e Sud, con oltre 30 vittime. Nella regione di Yambio, nello Stato dell‘Equatoria occidentale, dove ci occupiamo di due campi profughi e sfollati è in corso un escalation di attacchi e imboscate verso i civili da parte della milizia ribelle Lra, lEsercito di liberazione del Signore di Joseph Kony. Una delle questioni umanitarie più urgenti da affrontare è quella della doppia cittadinanza dei sudanesi del Sud. Infatti, sottolinea Gammarelli, i cittadini del Sud sfollati al Nord durante la lunga guerra civile, si troveranno senza cittadinanza e rischieranno di perdere i diritti finora che gli erano riconosciuti, come lassistenza sanitaria e scolastica, proprio per questo da mesi è iniziato un flusso massiccio di ritorno.
Si stima che più di 630 persone siano morte a causa delle alluvioni e dei conseguenti smottamenti e che siano migliaia i senzatetto. Dopo una valutazione nelle aree più interessate dal maltempo, Medici senza frontiere (Msf) sta inviando due equipe mediche a gestire delle cliniche mobili a São José do Vale do Rio Preto e Nova Friburgo. A São José do Vale do Rio Preto, circa 10.000 persone sono state colpite dalle alluvioni e sono più di 1.200 gli sfollati. A Nova Friburgo - prosegue Msf -, una delle città più interessate, si ritiene che più di 5.000 persone siano sfollate o rimaste senza casa. Le equipe di MsF - ciascuna composta da un dottore, uno psicologo e un infermiere - perlustreranno le aree più colpite e isolate dove la popolazione non è ancora riuscita ad avere accesso alle cure mediche. Ha piovuto senza interruzione e laccesso alle aree colpite è difficile. Alcune strade sono impraticabili - racconta Sergio Cabral, uno dei medici che ha partecipato alle missioni di valutazione di Msf - perché bloccate da enormi colate di fango. Inoltre, aggiunge Cabral, abbiamo anche identificato un disperato bisogno di assistenza psicologica nelle aree più colpite, sia da parte delle vittime che del personale sanitario che sta cercando di far fronte a questa tragedia.
Anche per molte comunità cristiane tedesche inizia oggi la settimana di preghiera per lunità dei Cristiani. La funzione ecumenica principale della settimana si svolgerà il 23 gennaio nel Duomo di Spira. La comunità nella fede e nella preghiera ci fa sperimentare il nostro legame spirituale in Gesù Cristo al di là dei confini confessionali, ha dichiarato mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), in un comunicato congiunto con la Chiesa evangelica tedesca, diffuso ieri. La settimana di preghiera per lunità dei cristiani offre una buona opportunità per praticare questa comunità e ci ricorda al contempo di non perdere di vista il fine dellunità visibile della Chiesa, ha proseguito mons. Zollitsch. Per il presidente del Consiglio della Chiesa evangelica tedesca (Ekd), Nikolaus Schneider, lo Spirito Santo non conosce limiti ecclesiastici: già oggi crea comunità in cui noi cristiani possiamo celebrare la nostra fede. Ciò è stato dimostrato in modo impressionante dalla Seconda Giornata ecumenica delle Chiese di Monaco. E noi vogliamo continuare a percorrere il cammino comune, perché il Signore stesso della Chiesa ci chiama a percorrerlo per arrivare a Lui, ha concluso Schneider.
(Strasburgo) I bambini senza famiglia, affidati ai servizi sociali o magari abbandonati in orfanotrofi, spesso non hanno futuro, finiscono nelle spire della povertà, senza reali chance di un domani certo. Roberta Angelilli, vicepresidente dellEuroparlamento, ha illustrato ieri sera in emiciclo linterrogazione con la quale gli eurodeputati sollecitano la Commissione a intervenire sul problema delle adozioni internazionali. Largomento è richiamato dal blocco delle adozioni da tempo deciso dalla Romania, ma più in generale riguarda, come hanno confermato molti deputati, quasi tutti i paesi. Bisogna agire nellinteresse superiore del bambino, ha proseguito Angelilli, muovendosi nel rispetto delle leggi e delle convenzioni internazionali e sempre con massima prudenza. Ma ladozione è un diritto che non dobbiamo negare a questi minori rimasti senza dei genitori che si occupino di loro, e ciò va fatto anzitutto nel paese dorigine dei bambini oppure allinterno dellUe. Al dibattito - che prelude al voto di una risoluzione fissato per il 19 gennaio - hanno preso parte oltre 30 deputati e la commissaria bulgara Kristalina Georgieva. Le posizioni sostenute dai deputati dei paesi dellest, specialmente dei romeni, si sono differenziate da quelle degli altri paesi. La Georgieva ha spiegato che la Commissione sta preparando una relazione sui diritti dei minori che verrà presentata nel 2011.
Un incontro per fare il punto dellattività svolta tramite il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie: si terrà domani sera a Novara (Centro polivalente della parrocchia di S. Antonio - ore 21). Nel corso della serata, promossa dallassociazione Libera, Davide Pati e Francesca Rispoli, rispettivamente referente nazionale e regionale per i beni confiscati per Libera, tracceranno un bilancio del lavoro fatto in questi primi quattordici anni (nel 1996 fu approvata la legge n° 196) e di quanto resta ancora da fare. In Piemonte ci sono 121 beni immobili confiscati alle mafie (2 in provincia di Novara). La Lombardia, a quota 665, è la quarta regione italiana (dopo Sicilia, Campania e Calabria) per presenza di beni confiscati sul proprio territorio. I beni confiscati alle mafie e riutilizzati socialmente sono il simbolo - spiega una nota di Libera - di una società civile che non guarda indifferente lo Stato che combatte la guerra di qualcun altro, ma fa la propria parte per costruire una comunità alternativa alle mafie, trasformando il prodotto di un‘economia illegale in opportunità di lavoro e servizi per la collettività. Di qui il richiamo al circuito Libera Terra (www.liberaterra.it), marchio che indica le produzioni biologiche sulle terre liberate dalla mafie in tutta Italia e date in uso alle cooperative sociali che aderiscono al progetto.
Ieri lassociazione Aibi - Amici dei bambini ha inviato una lettera al presidente del Tribunale di Roma chiedendo la cessazione dei decreti di adozione discriminatori. Lassociazione rammenta che la sentenza della Cassazione 13332/2010, pubblicata l1 giugno 2010 dalle Sezioni unite, sembrava avere messo fine alle brutte vicende dei decreti didoneità che discriminavano i bambini da adottare in base al colore, alletà e al loro stato di salute. Aibi ha invece scoperto lesistenza di alcuni decreti emessi lo scorso anno dal Tribunale per i minori di Roma, che di fatto vietano ai genitori adottivi di adottare minori con età superiore a quella indicate dal decreto stesso. Eppure, sottolinea Aibi, la legge n. 184/1983 e successive modifiche allart. 1 comma 5 prevede che il diritto del minore a vivere, crescere ed essere educato nellambito di una famiglia sia assicurato senza distinzione di sesso, etnia, età, lingua, religione, mentre il principio di uguaglianza di cui allart. 3 della Costituzione, nel riferirsi alle condizioni personali è riferibile anche alletà della persona. Di qui il no ad una prassi che determina un inspiegabile e illegittimo rovesciamento della regola sui limiti di età ed è comunque contraria al principio del superiore interesse del minore.
Cinque giorni di incontri, dibattiti, scambi di idee e buone prassi per contribuire a definire il futuro di WOSM (Organizzazione mondiale del movimento scout). In una nota diffusa ieri pomeriggio lAgesci (Associazione guide e scout cattolici italiani) commenta la chiusura della 39° Conferenza mondiale svoltasi dal 10 al 14 gennaio a Curitiba, in Brasile. Attraverso le mozioni e le risoluzioni votate - spiega Agesci - sono state apportate modifiche costituzionali utili a migliorare il servizio dellOrganizzazione che contribuisce alleducazione dei giovani secondo un metodo, attraverso luso di strumenti pedagogici ed un percorso di esperienze che li coinvolga in attività emozionanti. A Curitiba sono stati eletti sei nuovi membri del Comitato mondiale (lorgano di governo che attua le risoluzioni adottate dalla Conferenza), di cui per la prima volta uno sotto i trentanni. Tutti i nuovi membri rimarranno in carica fino al 2014. A capo del Comitato è stato nominato il coreano Simon Rhee, che ha preso il posto dellamericano Rick Cronk. Il testimone è ora passato alla Slovenia che si è aggiudicata lorganizzazione della prossima Conferenza mondiale e del World scout youth Forum nel 2014. Il 15mo World Scout Moot si svolgerà in Islanda nel 2017 e il 23mo Jamboree mondiale si terrà nel 2019 in Nord America per iniziativa di Usa, Messico e Canada.
(Strasburgo) Anche il Consiglio dEuropa ha deciso di concentrarsi sulle violazioni della libertà religiosa e in particolare sulla situazione dei cristiani in Iraq. Largomento figura allordine del giorno dellAssemblea parlamentare CdE che si svolgerà dal 24 al 28 gennaio. I lavori assembleari saranno particolarmente caratterizzati dalla partecipazione di alcuni rappresentanti politici: sono infatti previste allocuzioni del presidente della Turchia Abdullah Gül, degli omologhi della Serbia Boris Tadić e della Romania Traian Basescu nonché del primo ministro dellAlbania Sali Berisha. I rappresentanti dei 47 Stati membri del Consiglio analizzeranno poi un rapporto sul traffico illecito di organi umani in Kosovo e affronteranno il problema del rispetto della libertà di informazione e la protezione delle fonti giornalistiche alla presenza di Arne Konig, presidente della Federazione europea dei giornalisti. Sul rispetto della democrazia e dei diritti umani si tornerà a parlare a proposito della situazione politica in Bielorussia. LAssemblea dovrà fra laltro procedere alla elezione del presidente e dei vicepresidenti. Figurano fra laltro nel calendario della sessione la politica di prevenzione in materia sanitaria negli Stati aderenti e la presenza delle persone della terza età nel mercato del lavoro (longevità positiva).