Si è aperto oggi a Roma, sul tema Trentanni dopo: dallaborto alleugenetica, il quarto incontro nazionale delle associazioni locali di Scienza & vita. Nellinconscio collettivo è insanabile la contraddizione tra la funzione generativa del sesso femminile e linterruzione volontaria della gravidanza, ha sottolineato il filosofo del diritto Francesco DAgostino, ricordando che proprio per questo motivo, pur essendo laborto una pratica universalmente conosciuta, ampiamente tollerata ma allo stesso tempo oggetto di deplorazione e riprovazione sociale, non è mai esistita unadeguata elaborazione simbolica. In Italia in trentanni gli aborti sono diminuiti, ha ricordato Assuntina Morresi, docente di Chimica fisica allUniversità di Perugia. Ma non è merito della contraccezione, che è al minimo, rispetto agli altri Paesi occidentali, quanto piuttosto della tenuta della famiglia e del permanere di una cultura cristiana diffusa, argini al diffondersi di una mentalità abortiva. Piuttosto, ha evidenziato la giornalista Nicoletta Tiliacos, cè disinformazione, ad esempio nel caso della diagnosi prenatale, che non va certo proibita, ma piuttosto accompagnata da informazione vera. I lavori proseguiranno domani sulla questione dellobiezione di coscienza, in riferimento alla pillola del giorno dopo.
Le autorità municipali di Morón de la Frontiera proclameranno nella tarda mattinata di domani 24 maggio, nel corso di una riunione comunale straordinaria aperta al pubblico, Maria Ausiliatrice sindaco onorario della cittadina spagnola. A darne notizia è oggi lAgenzia di informazione salesiana. La riunione della mattina - si legge in una nota - precederà la processione in onore di Maria Ausiliatrice che alle 6 del pomeriggio muoverà dallIstituto Salesiano verso la piazza del Consiglio Comunale dove avrà luogo latto ufficiale della nomina a ‘Sindaco e la consegna del ‘Bastone del comando della città da parte del sindaco di Morón de la Frontiera, Manuel Morilla. Successivamente la processione proseguirà il suo percorso per le strade della città che si concluderà in serata presso la chiesa dedicata allAusiliatrice. Il titolo onorario di Sindaco della città a Maria Ausiliatrice, spiegano i salesiani, è un desiderio espresso già da quattro anni dal sindaco e dalla Corporazione municipale a motivo della radicata devozione che la cittadina ha nei confronti della Vergine Maria.
"Come il Battista, don Aldo ci ha insegnato quell‘affidarsi a Dio, le cui vie non sono le nostre vie e i cui pensieri non sono i nostri pensieri. La sua morte ci ha colti di sorpresa. Non è stato affatto facile accettarla. Il suo apporto alla Chiesa in Sicilia e in Italia avrebbe potuto crescere e svilupparsi in maniera singolare. Ma è accaduto diversamente". È il ricordo di mons. Cataldo Naro, vescovo di Monreale scomparso prematuramente nel 2006, che il card. Camillo Ruini ha tracciato alla presentazione - a Caltanissetta - del volume Il Duomo di Monreale, pubblicato in occasione del 65° anno di attività della Tipografia Editrice Lussografica e dedicato alla memoria di mons. Naro. "Non ci rimane che tornare alla sua vita - ha detto il porporato - e in essa cogliere quanto profondo sia stato il suo affidamento a Dio, un affidamento vero e sofferto, vero perché sofferto". Il card. Ruini ha sottolineato l‘"ansia missionaria" del presule e come "in lui si fosse realizzata una sintesi esemplare tra la riflessione e la missione", "tanto nella sua attività accademica nella Facoltà teologica di Sicilia quanto nell‘impegno di animazione culturale tramite il Centro Cammarata, quanto ogni giorno nell‘esercizio del ministero presbiterale ed episcopale". Fino all‘impegno per il progetto culturale, che in lui "non rischiava mai l‘astrattismo di una cultura fine a se stessa e non radicata nel rapporto dell‘uomo con Dio".
"Il crescente senso di paura va ben oltre i lavavetri, i campi nomadi, il variegato mondo dei rom, travalica confini e frontiere. Gli effetti di un mondo squilibrato e sempre più collegato sono sotto i nostri occhi, con una crescente globalizzazione anche delle povertà". Lo denuncia mons. Vittorio Nozza, direttore della Caritas italiana, in un articolo sull‘Osservatore Romano di oggi. "È ormai dunque esigenza comune", prosegue il direttore della Caritas, "una politica ispirata al perseguimento del bene comune per cercare di governare con lungimiranza i processi sociali, senza paure, con coraggio e preveggenza". Una politica mossa dalla "solidarietà" come "principio organizzativo", rafforzando "azioni di tutela dei diritti essenziali e fondamentali". Viceversa, prosegue mons. Nozza, "una politica puramente di contrasto, non promozionale né lungimirante, non riuscirà mai a ridimensionare traffici, trafficanti, criminalità e tensioni. Anzi contribuisce ad alimentare un pregiudizio culturale, che porta a ritenere gli immigrati di per sé una minaccia per le regole fondamentali sancite nella costituzione del Paese che li accoglie". "Le misure più efficaci per contrastare insicurezza e violenze - conclude - consistono, come auspicato dalla Commissione europea, nell‘equiparazione la più ampia possibile degli immigrati ai cittadini nazionali, attraverso l‘attribuzione di un‘ampia gamma di diritti sociali".
È necessario custodire nel cuore la memoria per non rendere vano il sangue di martiri civili come Falcone e Borsellino. Ci sono due modi di fare memoria: uno è ricordarli negli anniversari con manifestazioni pubbliche, dibattiti e cortei, laltro è alimentarla con limpegno quotidiano nel far crescere la società civile e la coscienza, ma anche con limpegno a far funzionare la giustizia, ad accelerare i processi al fine di evitare che i mafiosi siano scarcerati e sfuggano al giudizio di condanna per decorrenza dei termini. Così Francesco Ciriaco, direttore regionale dellUfficio per la pastorale sociale, del lavoro, per la giustizia e la salvaguardia del creato della Conferenza episcopale siciliana nel giorno del 16° anniversario della strage di Capaci, in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta. Il nostro impegno pastorale - aggiunge Ciriaco - pur non ignorando lutilità del primo modo ricorrente di far memoria e, quindi, non sottraendosi alla necessaria e testimoniale presenza, deve essere ed è più attento e sensibile alla costruzione quotidiana dei valori civili, sociali, di solidarietà, di giustizia e di pace nel mondo giovanile e in quello del lavoro.
Nella cultura autoctona africana, la dimensione umana è un valore importante: quando la perdiamo di vista, cominciano tutti i problemi, con conseguenze nefaste nella società. Ne è convinta suor Marie Rachel Zongo, dell‘Università di Stato del Burkina Faso, intervenuta oggi al congresso su Identità e missione di una Facoltà di comunicazione di una Università Cattolica, in corso a Roma (fino a domani) per iniziativa del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali. "C‘è un legame tra i nuovi media e la comunicazione culturale autoctona africana", ha detto la religiosa citando come esempio il linguaggio dei "tam tam", che "testimonia il valore dell‘ascolto, il senso della famiglia e della comunità, la solidarietà, la mediazione, la lealtà e l‘integrità". In Africa, in altre parole, "la comunicazione tradizionale favorisce la coesione sociale, il dialogo, la pace, la solidarietà, e dà importanza alle relazioni umane. Ciò può portare molto ai media moderni". Soprattutto per lo svilimento dei media che osserviamo, se guardiamo al contesto dei mezzi di comunicazione occidentali, che provoca conflitti". "Ogni etnia africana ha la sua specificità culturale, ma esiste anche una certa unità tra di esse", ha concluso la religiosa, secondo la quale "anche il tipico umorismo africano contribuisce a smorzare i possibili motivi di conflitto, e a stabilizzare la pace".
Non utilizzare la Chiesa per promuovere noi stessi, ma servire la Chiesa per far sì che possa trarre beneficio dalla nostra attività, soprattutto sul versante della ricerca e della formazione. È questo, in sintesi, il ruolo delle Università Cattoliche per unetica della comunicazione. Lo ha detto Javier Fernandez Del Moral, intervenendo questo pomeriggio al congresso su Identità e missione di una Facoltà di comunicazione di una Università Cattolica", in corso alla Pontificia Università Urbaniana per iniziativa del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali. Per il relatore, esiste un modo cattolico di fare giornalismo, e consiste nel farlo bene, garantendo cioè una qualità che faccia dell‘informazione un servizio all‘essere umano, il quale ha diritto ad un‘informazione vera. Secondo Del Moral, per fornire dal punto di vista giornalistico "un prodotto eccellente", "il diritto alla verità deve essere assoluto", ma le Università Cattoliche "devono fare un passo avanti: fare dell‘etica un percorso virtuoso", proponendo "un percorso pedagogico per l‘esercizio delle virtù". L‘info-etica" auspicata dal Papa, dunque, come "punto di partenza e itinerario su cui orientare la formazione accademica cattolica", per "evitare i due rischi dell‘incollarci all‘umanesimo laicista, o di isolarci ed essere minoranza".
Sarà mons. Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Boiano, a presiedere, domani mattina, una solenne celebrazione eucaristica nel 121° anniversario della nascita di Padre Pio. Le celebrazioni, in occasione di questo anniversario, inizieranno a Pietrelcina questa sera con la recita del Rosario nel tragitto che porta dalla casa natale fino alla masseria, nella zona di Piana Romana dove il Frate ebbe le prime stimmate nel settembre del 1910, un mese dopo la sua ordinazione sacerdotale. Al termine una celebrazione eucaristica presieduta da fra Livio Di Matteo, superiore del locale convento. Domani, dopo la celebrazione con mons. Bregantini, la processione per le vie del paese della statua del Santo e in serata un concerto dell‘orchestra del Conservatorio di Benevento. Per lunedì 26 maggio (domenica è la solennità del Corpus Domini) sono previste altre celebrazioni che si concluderanno nel pomeriggio con una messa presieduta da mons. Andrea Magione, arcivescovo di Benevento, seguita da una fiaccolata dalla Chiesa matrice alla casa natale di Padre Pio.
Lapproccio educativo ai media - dice Viganò - è oggi cruciale: essi proprio per la loro autoreferenzialità, non sono in grado di costruire un sapere e un patrimonio di valori condivisi. Per questo, lobiettivo educativo da parte della Chiesa e, in particolare, delle facoltà di comunicazione delle Università Cattoliche è proprio la costruzione del patrimonio valoriale condiviso. Da qui limportanza di promuovere spazi di formazione che istruiscano sul nuovo ambiente mediale. Solo in questo modo si potrà realizzare una comunicazione progettuale, capace cioè di trasmettere beni condivisi, e relazionale, ossia tesa a costruire un tessuto di relazioni umane. Al congresso, promosso dal Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali, partecipano studiosi ed esperti provenienti da 43 Paesi, in rappresentanza di 45 atenei e di 13 istituzioni ed organismi operanti nel campo dei media. Come preside dellIstituto pastorale del Laterano - racconta Viganò - ho incontrato molte Università Cattoliche allestero: da Buenos Aires a Lima, da Washington a Nairobi. Si presentano profili differenti nellofferta formativa circa la comunicazione, rispondenti alle necessità e urgenze dei vari Paesi. Da notare lesigenza in tutte le Università di individuare un approccio al sistema mediale che sappia essere sempre rispettoso della dignità della persona umana.
Studiare i mass media a partire dalla prospettiva antropologica cristiana sapendo che essi non sono valori in sé ma in quanto capaci di creare relazioni che vanno qualificate e accompagnate nel tempo. A delineare lidentità della proposta formativa delle facoltà di comunicazione delle Università Cattoliche è mons. Dario Edoardo Viganò, preside dellIstituto pastorale Redemptor Hominis (Università Lateranense), che domani interverrà al congresso organizzato dal Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali su Identità e missione. Uno sguardo al futuro delle comunicazioni insieme a tutta la Chiesa. Loriginalità della proposta formativa delle Università Cattoliche - afferma Viganò, anticipando al SIR alcuni passaggi della sua relazione - sta nellindividuare un approccio al sistema mediale che sappia essere sempre rispettoso della dignità della persona umana, capace di offrire letture degli avvenimenti secondo la logica di una visione cristiana della storia e del mondo. Mons. Viganò si sofferma anche sulla missione delle Università Cattoliche che consiste nel comprendere la portata dei cambiamenti in atto per avviare processi di rinnovamento del modo concreto dei cristiani di vivere nelle piazze senza perdere il sapore del Vangelo. (segue)
Cari ragazzi - ha detto mons. Miccichè agli studenti di Trapani - leggete il Vangelo e troverete la risposta ai vostri perché, alle istanze della vostra vita; troverete la luce per percorrere la via della legalità, della giustizia, del bene comune. Solo un di più di amore ci aiuterà a vincere la battaglia contro la mafia. Lamore è il «disinquinante» che nel bagaglio della nostra vita non deve mancare. Falcone è lesempio bello di questa umanità che intende spendersi per amore: per questo non ha esitato a dare la propria vita, ha rischiato ed è morto sul campo da eroe, da cittadino che ha creduto fino in fondo alla redimibilità della Sicilia e alla capacità dei siciliani di scrollarsi di dosso il peso insopportabile della mafia atea e assassina. Mons. Miccichè ha consigliato ai ragazzi di iniziare nel vostro piccolo a non essere prepotenti, a non vittimizzare i compagni più deboli, a non fare i furbi dribblando lo studio, a coltivare in voi il senso del dovere, lobbedienza alle regole, rifuggendo da ogni atteggiamento che sa di bullismo, oggi purtroppo così diffuso nelle scuole e nella società. I bulli di oggi saranno i mafiosi di domani e i mafiosi non hanno vita felice.
Questo è un giorno particolare, un giorno in cui vogliamo celebrare la memoria di una persona che ha speso la sua vita fino al martirio per liberare la Sicilia dalla triste piaga della mafia. Lo facciamo da cristiani: celebrando messa pregheremo per un magistrato, la moglie e la scorta che sono caduti nel compimento del loro dovere, vittime della mafia, ma pregheremo anche per tutti noi, per quanti soffrono ancora oggi a causa della mafia, per quanti continuano con alto senso di responsabilità a combatterla, per la nostra città perché sia città libera da questo flagello. È quanto ha affermato oggi mons. Francesco Miccichè, vescovo di Trapani, celebrando una messa con gli studenti e i docenti della scuola Falcone di Trapani, nel 16° anniversario della strage di Capaci in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta. La logica del «non cè niente da fare», la rassegnazione, lapatia - ha detto il vescovo - sono segnali di mancanza di rispetto della persona umana, il non riconoscimento della dignità umana al di là del proprio reddito, del ruolo sociale che occupa, della sua istruzione, delle sue amicizie. La scuola, palestra di pensiero e di cultura, è e deve essere una risorsa per il nostro territorio, per la nostra città perché si viva una stagione nuova. (segue)
Saranno cinquanta le persone sordocieche che, provenienti da diverse regioni dItalia e affiancate da operatori, interpreti e volontari della lega del Filo dOro, arriveranno sabato prossimo a Modena per partecipare ai lavori della quinta Conferenza nazionale delle persone sordo cieche. AIo per gli altri il tema dellincontro, promosso dalle stesse persone sordo cieche che si riuniranno da domenica 25 fino a mercoledì 28 maggio (Hotel Raffaello) per riflettere sul ruolo attivo della persona disabile, non più soltanto da considerarsi bisognosa di aiuto ma anche risorsa reale per la società, con pieni diritti e doveri. Di qui limportanza di valorizzare le proprie reali possibilità di autonomia, per poter finalmente essere protagoniste nel contesto sociale e territoriale in cui si trovano a vivere. Il programma della conferenza - spiegano gli organizzatori - prevede per tutti i partecipanti la possibilità di ascoltare - ciascuno coi linguaggi, le metodologie e gli strumenti di comunicazione che è in grado di utilizzare - le diverse relazioni; ci sarà inoltre lopportunità di partecipare a momenti sociali e ricreativi, laboratori esperienziali e di visitare alcune mostre, aperte anche gratuitamente a tutti i cittadini modenesi fino al 31 maggio. Info: www.legadelfilodoro.it
Il Trattato di Lisbona non sarebbe stato possibile senza limpegno e la leadership messa in gioco dal cancelliere tedesco Angela Merkel e dalla presidenza di turno della Germania: il riconoscimento viene da José Manuel Barroso, presidente della Commissione Ue, con una dichiarazione che segue lapprovazione del Trattato da parte di Berlino. Dopo il Bundestag - afferma Barroso -, il Bundesrat ha ora approvato il testo siglato lo scorso autunno e che dovrebbe entrare il vigore il 1° gennaio 2009. Vorrei ringraziare il governo e il parlamento tedesco per il costante sostegno al Trattato, il quale, aggiunge il capo dellEsecutivo, risulta adesso ratificato da oltre la metà dei paesi membri dellUnione europea. Spero che ciò sia seguito al più presto dagli altri Stati. I paesi che hanno finora detto sì per via parlamentare sono: Ungheria, Francia, Portogallo, Polonia, Malta, Slovenia, Slovacchia, Bulgaria, Romania, Austria, Lettonia, Lituania e Danimarca. Per il 12 giugno è invece fissato lunico referendum popolare in materia, che si svolgerà in Irlanda. Gli altri paesi hanno deciso di seguire la via della ratifica tramite le assemblee legislative.
Sarà dedicato a Giovanni Paolo II e al suo rapporto con la bioetica, il primo numero di "Studia Bioethica",la rivista internazionale della facoltà di Bioetica dell‘Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, che sarà presentata al pubblico e alla stampa giovedì prossimo, 29 maggio, alle 15.30, a Roma, presso lo stesso ateneo (via degli Aldobrandeschi 190). All‘incontro interverranno il direttore, padre Gonzalo Miranda, L.C., il direttore responsabile Antonio Gaspari, il rettore padre Pedro Barrajon ed alcuni autori. La Facoltà di Bioetica dell‘Ateneo Pontificio Regina Apostolorum - la prima al mondo - è nata nel 2001 per rispondere all‘invito fatto da Giovanni Paolo II nell‘Evangelium Vitae a "mettere in pratica una grande strategia in favore della vita". "In quanto facoltà di un ateneo pontificio - scrive nel suo editoriale il direttore padre Gonzalo Miranda - ci sentiamo strettamente legati al successore degli apostoli. E il ‘papa venuto da lontano‘ era quel successore quando la nostra facoltà vide la luce, nell‘ottobre del 2001. Per tutti i cattolici, ma non solo per noi, Giovanni Paolo II ha rappresentato, e rappresenta ancora, un punto fermo e luminoso di riferimento". Il primo numero della rivista ospita anche interviste al cardinale Javier Lozano Barragán, a Mons. Elio Sgreccia e al cardinale Ersilio Tonini.
Ascoltare dalla voce degli adolescenti qual è il loro rapporto con gli adulti per capire le dinamiche di una società in evoluzione. Questo lobiettivo di un incontro che si terrà ad Avellino il 26 maggio (ore 17, Palazzo vescovile), su iniziativa del settimanale diocesano Il Ponte in collaborazione con la diocesi irpina. Il tema sarà appunto Capire i nostri figli. Protagonisti ed esperti a confronto. Dinanzi ai sempre più frequenti episodi di cronaca che vedono protagonisti adolescenti, spiegano gli organizzatori, siamo chiamati ad interrogarci sulle cause del disagio giovanile, ascoltando dalla stessa voce dei ragazzi, quale sia il rapporto con genitori ed educatori, quali i motivi di insoddisfazione che trovano sfogo in azioni violente. Il settimanale diocesano, spiega il direttore Mario Barbarisi, ha più volte affrontato largomento registrando un interesse proprio tra i giovani che sono intervenuti ponendo quesiti. Per questo, abbiamo ritenuto opportuno aprire un confronto pubblico, alla presenza di esperti ed educatori, ma con protagonisti proprio i giovani. Un incontro, quindi, per capire le ragioni di un disagio che non deve essere taciuto ma affrontato e discusso. A volte è proprio la mancanza di dialogo che spinge i giovani alla deriva, a comunicare in modo errato le difficoltà del vivere quotidiano. Info: www.ilpontenews.it.
Disaccordo e preoccupazione su alcuni aspetti del "pacchetto sicurezza" presentato due giorni fa dal Governo, sono stati espressi oggi da Loris de Filippi, responsabile dei progetti di Medici Senza Frontiere Italia. Lorganizzazione, che lavora da tanti anni sul tema dell‘immigrazione, ha convocato una conferenza stampa e chiede di poter accedere ai Centri di permanenza temporanea (Cpta). Medici Senza Frontiere si dice contraria alla proposta del Governo di estendere a diciotto mesi dagli attuali due la presenza allinterno dei Centri di permanenza. E spiega : Siamo in disaccordo per ovvi motivi. Dal 2000 al 2004 abbiamo avuto la possibilità di entrare all‘interno dei centri, e nel 2004 abbiamo scritto un rapporto molto duro che in qualche modo chiariva quali fossero le condizioni all‘interno dei centri: abuso di psicofarmaci, abusi da parte delle forze dell‘ordine, condizioni di vita inaccettabili all‘interno del Centro. Secondo Medici senza Frontiere ancora oggi, malgrado alcuni enti di tutela siano presenti all‘interno del Centri, siamo sicuri che, se l‘estensione ai diciotto mesi sarà approvata, in qualche modo quelle condizioni inaccettabili si riproporranno. Chiede perciò al Governo italiano e in particolare al Ministro dell‘Interno di poter monitorare le condizioni di vita e di salute all‘interno dei Centri di permanenza temporanea nel futuro".
Riflettendo sullodierna situazione sociale, Benedetto XVI ha poi aggiunto: Sarebbe una tragedia per il futuro dellumanità se i nuovi strumenti della comunicazione, che consentono di diffondere la conoscenza e le informazioni in maniera molto rapida ed efficace, non fossero accessibili a quanti vivono in condizioni di marginalità economica e sociale, sottolineando anche che le odierne tendenze della comunicazione rischiano di eliminare i costumi tradizionali e le culture locali, specialmente per quanto riguarda i valori familiari e sociali, lamore, la solidarietà e il rispetto della vita. Riferendosi poi al tema dell identità di una Università o Scuola cattolica, ha affermato che tale identità non è semplicemente una questione di numero di studenti cattolici; è soprattutto una questione di convinzione. Ha poi esortato i docenti presenti, rimarcandone il ruolo privilegiato non solo nella vita dei vostri studenti, ma anche nella missione delle vostre Chiese locali e dei loro Pastori per far conoscere la Buona Novella dellamore di Dio a tutte le genti.
Le diverse forme di comunicazione - dialogo, preghiera, insegnamento, testimonianza, proclamazione - ed i loro diversi strumenti - stampa, elettronica, arti visive, musica, voce, gestualità e contatto - sono tutte manifestazioni della fondamentale natura della persona umana: lo ha detto stamane in Vaticano il Papa Benedetto XVI, rivolgendosi ai partecipanti al congresso delle Facoltà di comunicazione delle Università Cattoliche, promosso dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. E evidente - ha aggiunto - che al cuore di ogni seria riflessione sulla natura e gli scopi dellumana comunicazione deve esserci un impegno sulla questione della verità (...) in quanto il valore finale di ogni comunicazione si trova nella sua veridicità. Benedetto XVI ha poi esortato i presenti (un centinaio tra decani, docenti e studiosi da una cinquantina di paesi diversi) a nutrire la passione per la verità e il bene che è sempre forte nei giovani. La formazione specifica non dovrebbe mai - secondo il Pontefice - essere affrontata come un semplice esercizio tecnico o come il solo desiderio di fornire informazioni, ma dovrebbe essere volta a promuovere la giustizia e la solidarietà, rispettando in ogni circostanza il valore e la dignità di ogni persona, che ha diritto a non essere ferita in ciò che concerne la sua vita privata. (segue)
Rendere note al grande pubblico le soluzioni migliori alle attuali sfide energiche e climatiche: è lobiettivo dellEnergy Globe Awards che verrà consegnato il 26 maggio nellemiciclo dellEuroparlamento a Bruxelles. LUe è da tempo impegnata sul fronte ambientale e conferma linteresse al tema facendosi rappresentare alla cerimonia dalle tre principali cariche comunitarie: il presidente del Parlamento Hans-Gert Poettering, quello della Commissione José Manuel Barroso e quello del Consiglio Janez Jansa. I premi, spiega una nota dellAssemblea, sono suddivisi in cinque categorie: terra, fuoco, acqua, aria e gioventù. Ricompensano progetti locali e regionali, provenienti dal mondo intero, che contribuiscono alla conservazione dellenergia, alla protezione dellambiente o alla fornitura di risorse di base, come lacqua e lelettricità, a comunità che vivono in zone remote o in condizioni di povertà. Alla edizione di questanno partecipano progetti provenienti da 109 paesi. I premi saranno consegnati ai vincitori dallex segretario Onu, Kofi Annan, e dallattore indiano Aamir Khan. Alla serata prenderanno parte, con esibizioni musicali, i cantanti Dionne Warwick, Zucchero e Alanis Morissette. Il giorno seguente al Parlamento si svolgerà una conferenza sul tema dellenergia sostenibile.
La divisione fra i cristiani e fra le Chiese - ha aggiunto il card. Kasper - è in contraddizione con il sacramento centrale e il mistero più alto della Chiesa. Ricordando poi il testamento di Gesù, che tutti siano una sola cosa, il cardinale ha chiesto: Abbiamo preso sul serio questo suo testamento? Forse non completamente. Pertanto c‘è ragione di pregare ininterrottamente e, in ogni celebrazione eucaristica, preghiamo soprattutto per la pace e l‘unità della Chiesa, ma non solo questo, dobbiamo essere attivi, fare del nostro meglio per preparare le vie per la ricomposizione dell‘unità. Il rappresentante vaticano è dal 21 al 30 maggio in Russia ed il programma del viaggio prevede una fitta serie di incontri e visite, tra cui un incontro con Sua Santità, il Patriarca Alessio II al quale il card. Kasper consegnerà un messaggio ed un dono da parte di Sua Santità, Papa Benedetto XVI.
La divisione dei cristiani è in contraddizione con la volontà di Cristo che, alla vigilia della sua morte, ha pregato affinché tutti siano una sola cosa. Lo ha detto il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dellunità dei cristiani, nellomelia pronunciata ieri sera durante la celebrazione della festa del Corpus Domini nella cattedrale cattolica della Madre di Dio a Mosca. LEucarestia - ha detto il cardinale - è il sacramento dell‘unità. Essa fa l‘unità della Chiesa ed è segno dell‘unità della Chiesa. Nella sua ultima enciclica, Papa Giovanni Paolo II ha ricordato questa antica tradizione dell‘Oriente e dell‘Occidente. Se si riflette su questa verità, ci si rende conto di quanto sia assurdo che i cristiani siano divisi nella celebrazione eucaristica e che non possano mangiare dello stesso pane e bere dello stesso calice. (segue)
Una personalità umana e sacerdotale che ha saputo realizzare una sintesi meravigliosa delle caratteristiche dellanimo africano con quelle proprie dello spirito cristiano, della cultura e dellidentità africana e dei valori evangelici. Così papa Benedetto XVI ha delineato la figura del card. Bernardin Gantin, nellomelia che ha pronunciato questa mattina a Roma durante una messa celebrata in suo suffragio dal card. Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, insieme con gli altri cardinali. IL Papa ha descritto il card. Gantin come un fedele e devoto servitore della Chiesa per lunghi anni morto il 13 maggio scorso (giorno in cui si fa memoria della Madonna di Fatima) a Parigi alletà di 86 anni. Difficile - ha detto il Papa - sintetizzare in brevi cenni le mansioni, i compiti e gli incarichi pastorali che il cardinale ha assunto in questi anni. E stato - ricorda il Papa - il primo ecclesiastico africano ad aver ricoperto ruoli di altissima responsabilità nella Curia Romana, e li ha svolti sempre con quel suo tipico stile umile e semplice, il cui segreto va ricercato probabilmente nelle sagge parole che la mamma gli volle ripetere quando divenne Cardinale, il 27 giugno del 1977: ‘Non dimenticarti mai del lontano e piccolo villaggio dal quale proveniamo".
Il fenomeno dell‘emigrazione, sia all‘interno che fuori del Paese - ha detto Benedetto XVI - vi pone di fronte a gravi problemi pastorali, che interpellano il vostro cuore di Vescovi non soltanto per quanto riguarda i fedeli che vivono nel vostro territorio, ma anche i fedeli della diaspora. Il Papa ha accennato a problemi di ordine pratico per i quali è necessario pure il contributo efficace delle istanze civili, mediante proposte che non rispondano solo a preoccupazioni di ordine politico, ma che tengano conto anche delle concrete situazioni sociali. Dal punto di vista cattolico - ha suggerito Benedetto XVI -, sia in Patria sia nel contesto dell‘emigrazione, dovrebbe emergere un‘attenzione che, pur preservando l‘identità specifica della vostra gente, non trascuri il suo inserimento nei contesti sociali di arrivo.
"Riscoprire una comune grammatica che possa nuovamente sostenere l‘edificio sociale" dopo la triste eredità lasciata in Albania da un passato dittatoriale, che aveva proclamato l‘ateismo come ideologia di Stato. E questo linvito che Benedetto XVI ha rivolto oggi ai vescovi albanesi, ricevuti in separate udienze in visita ad limina apostolorum Dopo la notte oscura della dittatura comunista, incapace di comprendere il popolo albanese nelle sue ataviche tradizioni, la Chiesa provvidenzialmente ha potuto rinascere, grazie anche alla forza apostolica" di Giovanni Paolo II, che vi fece visita nel 1993, "ricostituendo in modo stabile la gerarchia cattolica, per il bene dei credenti e a vantaggio del popolo albanese". Il Papa ha invitato i vescovi albanesi a dare sostegno agli emigranti, favorendone anche l‘inserimento nei contesti sociali che li ospitano. (segue)
Piena solidarietà al professor Giuseppe Profiti, presidente dellospedale pediatrico Bambino Gesù, e oggetto in queste ore di una indagine relativa al territorio ligure e ai suoi precedenti incarichi pubblici è stata espressa oggi dalla Santa Sede in una nota nella quale manifesta totale fiducia e collaborazione verso le autorità inquirenti italiane. Nel testo si legge che Profiti, che ha assunto lo scorso gennaio la responsabilità di guidare il Bambino Gesù, punto di riferimento di livello internazionale sul fronte della ricerca e della cura in campo pediatrico, ha avuto modo di manifestare quotidianamente la propria dedizione e grande professionalità, raccogliendo sul campo il consenso anche da parte del personale, impegnato nello sforzo congiunto di offrire risposte di eccellenza alla domanda di salute da parte di piccoli pazienti provenienti dall‘Italia e dall‘estero che si rivolgono ogni giorno con fiducia all‘ospedale pediatrico di proprietà della Santa Sede. Una solidarietà dei singoli e istituzionale che nei fatti si traduce nel proseguire in Ospedale il lavoro quotidiano a favore di chi soffre seguendo le indicazioni organizzative e metodologiche dettate dal Presidente Profiti, nella speranza che l‘azione della Magistratura saprà in tempi brevi chiarire la posizione del Professore e restituirlo così al proprio lavoro.
Abbiamo standard internazionali molto alti - ha detto Silvia Pellegrini, decana della facoltà di comunicazione della Pontificia Università Cattolica, dove ogni anno studiano circa 800 studenti -. La nostra identità cattolica è molto forte e siamo anche vicini alla Conferenza episcopale. Per cui ci interessa, tra altro, preparare gente per il lavoro nelle diocesi, ma anche nei media laici. Abbiamo radio cattoliche e un canale tv che appartiene alluniversità. I giornalisti cattolici in Cile, ha precisato, sono tra il 20 e il 40% del totale. Molti nostri ex-alunni sono ora direttori di testate. Ci interessa anche avere buoni docenti che siano anche buoni cattolici. In Nigeria, come ha raccontato padre Joseph Oladejo Faniran, direttore del Centro per lo studio della cultura africana e comunicazione con sede a Port Harcourt, è importante formare laureati ben preparati in scienze della comunicazione, con una visione ecclesiale, in modo da contribuire allo sviluppo sociale e culturale dellAfrica. Padre Franz Josef Eilers, direttore dellufficio comunicazioni sociali della Federazione delle Conferenze episcopali dellAsia, ha precisato che ogni Paese ha una situazione diversa ma i cristiani sono spesso minoranza. Nelle Filippine abbiamo lassociazione delle università cattoliche con più di 16 membri: ora lurgenza è formare docenti e professionisti cattolici.
Nei 50 collegi universitari cattolici degli Stati Uniti la sfida è formare giornalisti che offrano un punto di vista cattolico nei media laici, ma anche professionisti ben formati per la stampa confessionale. In Cile luniversità cattolica di Santiago sforna in continuazione i migliori giornalisti del Paese. In Nigeria si mira a preparare comunicatori che portino avanti lapostolato della Chiesa nei contesti poveri o di conflitto. In Asia, dove i cattolici sono minoranza, bisogna ancora insistere sulla formazione dei docenti e dei professionisti. Se ne è parlato questa mattina a Roma nel convegno promosso dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali su Identità e missione di una facoltà di comunicazione di una Università cattolica, alla presenza di un centinaio tra decani, docenti e studiosi provenienti da 45 Paesi del mondo. Negli ultimi 40 anni - ha detto William J.Thorn, della facoltà di giornalismo della Marquette University - ci sono stati dei cambiamenti enormi che hanno messo in pericolo lessere cattolici. Nelle nostre comunità cè comunque un dinamismo, una sorta di rinascimento cattolico che vuole recuperare una forte identità cattolica. In Cile luniversità cattolica di Santiago è una delle migliori del Paese. (segue)
Il sollievo in presenza di malattie gravi e soprattutto nelle fasi terminali della vita non solo è desiderabile, ma è anche possibile e necessario, come una vera forma di civiltà: è il messaggio della VII Giornata nazionale del Sollievo, che verrà celebrata domenica 25 maggio in tutta Italia, presso un rilevante numero di ospedali con manifestazione centrale al Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma. I promotori della giornata sono Ministero della Salute, Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome e Fondazione nazionale Gigi Ghirotti. Questultima si è fatta particolarmente attiva nel sensibilizzare la classe medica ad adottare procedure e interventi di tipo lenitivo. Dicono alla Fondazione: Quando inizia il processo che conduce alla morte, il malato viene spesso abbandonato o lasciato a se stesso, perché nessuno è preparato ad affrontare questa realtà, a cominciare dal medico, che non affronta il problema, fino alla famiglia che incontra molte difficoltà ad assistere il congiunto, poiché la sofferenza è straziante. La proposta è di organizzare gruppi di medici specialisti nella terapia del dolore, che escano dallospedale per andare sul territorio e, insieme al medico di famiglia, pratichino la terapia del dolore e aiutino ad affrontare la morte. Questa organizzazione non esiste ancora in modo capillare, anche se si stanno facendo importanti passi avanti.
Lassociazione italiana Guide e Scout dEuropa sarà presente allassemblea generale della Cei che si svolgerà in Vaticano a partire dal 26 maggio (fino al 30). La vicepresidente Angela Vanini, parteciperà, infatti, al tavolo di lavoro su giovani e Vangelo nel quale presenterà il cantiere Sfide educative. Si tratta di una verifica degli stili di vita dei Capi, chiamati ad essere per i ragazzi testimoni autorevoli e credibili in tutti gli ambiti della loro vita - spiega Laura Galimberti, consigliere nazionale dellassociazione -. A questo scopo abbiamo messo a punto uno strumento di lavoro comune accompagnato da un dvd, che verrà presentato a giugno a livello regionale e a settembre ai Capi dei 215 gruppi dellassociazione. Si tratta di spunti di riflessione ma anche di domande specifiche su diversi temi per portare alla luce la distanza tra fede e stile di vita cristiano (dalla castità, alla preghiera, dalla povertà allo stile di condivisione). Parallelamente vogliamo mettere in evidenza le scelte di tanti Capi che cresciuti nellassociazione si sono aperti ad esperienze coraggiose rilanciando il dono e il rispetto della vita: come affido, adozione, le vocazioni religiose, lapertura di case famiglia, esperienze di missione, situazioni di grande dolore e affrontate e illuminate nella preghiera, generando grazie e benefici in tanti giovani e adulti.
Suha Rassam, medico iracheno, fondatrice della charity Icin, Iraqi Christians in need (Cristiani iracheni che soffrono), e autrice del libro Cristianesimo in Iraq è stata insignita del titolo di Donna cattolica dellanno. La notizia è stata diffusa dalla stessa organizzazione che ha sede in Inghilterra. Il riconoscimento giunge ad un anno di distanza dalla fondazione dellIcin, voluta per sostenere finanziariamente e spiritualmente i cristiani iracheni sia quelli che vivono in Iraq che quelli emigrati e rifugiati allestero. Nativa di Mosul, nel nord dellIraq, Suha Rassam è diventata medico per poi assumere la docenza presso la facoltà di medicina delluniversità di Baghdad. Nel 1990 si è trasferita a Londra dove ha lavorato in diversi ospedali fino a quando, nel 2005, è andata in pensione. Il riconoscimento Donne cattoliche dellanno è stato istituito nel 1968 da una rete di organizzazioni cattoliche, tra cui Unione delle mamme cattoliche, la Lega delle donne cattoliche e lassociazione nazionale delle famiglie cattoliche. La portavoce del premio, Joanna Bogle, ha così spiegato la motivazione: il premio vuole essere un riconoscimento a quelle donne, come Suha Rassam, che hanno dato un contributo eccezionale alla vita cattolica. Le vincitrici non riceveranno denaro ma solo ammirazione e sostegno da parte delle altre donne cattoliche. La premiazione si svolgerà a Londra il prossimo 10 ottobre.
Musica, software, cinema, editoria: sono i campi più problematici per la tutela del diritto dautore, specialmente oggi con la diffusione di internet e la possibilità di scaricare dalla rete, appunto, brani musicali, programmi, film a volte ancora prima che escano nelle sale, testi vari. Muovendo da questi aspetti, lUniversità Europea di Roma ha promosso il congresso Scenari e prospettive del diritto dautore (27 maggio, ore 10-17,30) con la presenza di alcuni tra i maggiori esperti della materia. In particolare - spiegano i promotori - si confronteranno due tendenze: quella legata ad una visione più libera del diritto dautore, e quella che invece vorrebbe un rafforzamento degli strumenti di protezione. Aprirà i lavori Alberto Maria Gambino, presidente del Comitato consultivo permanente per il diritto dautore, mentre i lavori saranno coordinati da Alberto Heimler, Autorità garante della concorrenza e del mercato. Tra i relatori previsti ci saranno Roberto Mastroianni, Giovanni Cavani, Paola Frassi, Vittorio De Sanctis, Mario Fabiani, Andrea Zoppini, Gustavo Ghidini. E stato invitato il ministro per i Beni e le attività culturali. Informazioni: tel. 06-66527800 e www.unier.it.
Rilanciare la missione, rinvigorire la gioia dell‘annuncio, uscire dal chiuso delle nostre strutture per spingerci al largo di ogni angolo del territorio. Sono questi i frutti che la diocesi di Altamura - Gravina - Acquaviva delle Fonti si attende dal Sinodo pastorale, indetto ieri sera dal vescovo Mario Paciello durante la celebrazione diocesana del Corpus Domini. È il primo Sinodo che la Chiesa pugliese celebra dopo lunificazione - avvenuta nel 1986 - della diocesi di Gravina e delle Prelature di Altamura e di Acquaviva delle Fonti. Il Sinodo, che ha come tema Cristo via, verità e vita, sarà suddiviso in tre tappe e si concluderà nel 2011 con la celebrazione del Congresso eucaristico diocesano. Si tratta, ha spiegato mons. Paciello, di un grande evento di grazia in cui siamo invitati a scrollarci di dosso la stanchezza, la fede di facciata, il grigiore dellesperienza cristiana e di impegnarci nella ricerca di nuove forme di annuncio, che siano allaltezza dei tempi e dei linguaggi attuali. Il Sinodo, ha aggiunto, è unità, è camminare insieme: questo è compito e impegno di tutti. Per questo nuovo cammino della diocesi il Papa ha concesso lindulgenza plenaria fino al 30 maggio.
Il taglio del nastro nella sede della redazione (una sala della parrocchia) e la benedizione da parte del vescovo di Savona-Noli, mons. Vittorio Lupi. È così che, domani a Savona, nella parrocchia di S. Spirito e Concezione di Zinola, si festeggerà il primo anniversario del giornalino parrocchiale Melograno, nato per coinvolgere catechisti, ragazzi e genitori in un ampio progetto di comunicazione e di attenzione ai media per lintera parrocchia. Liniziativa, curata da Alessandro Raso, catechista e membro del laboratorio Copercom Animatori cultura e comunicazione, fa proprio limpegno del Copercom (www.copercom.it) nel diffondere sul territorio iniziative di comunicazione. Il Melograno - spiega Raso - propone pagine che possano interessare bambini e adulti. Lattenzione, oltre alle iniziative parrocchiali, è rivolta alla vita della diocesi, alla cultura e alla spiritualità. Non mancano, poi, per incentivare i talenti di ognuno, rubriche di ricette, giochi della playstation, recensioni di libri e altro ancora. Partecipare alle riunioni di redazione, da parte dei ragazzi della parrocchia, è unoccasione che li avvicina alla realtà della parrocchia in modo simpatico e coinvolgente. La festa di domani si concluderà con la messa concelebrata dal direttore dellufficio stampa diocesano, don Angelo Magnano.
Sono più di mille gli oratori della diocesi di Milano che da lunedì 9 giugno apriranno i cancelli per le attività estive, cui parteciperanno oltre 400.000 ragazzi. Ad animare le loro giornate, 30.000 volontari, la maggior parte adolescenti. Sono loro che larcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, incontrerà venerdì 23 maggio alle 20,30 in piazza Duomo a Milano (10.000 i ragazzi attesi) per consegnargli un ideale mandato educativo. Prima dellincontro, dalle 17, i giovani visiteranno gli stand allestiti in diversi punti del centro città, partecipando a laboratori di canto, ballo, gioco, artigianato. Per gli oratori estivi 2008 la diocesi ha scelto il titolo Passinpiazza: È un invito - spiega don Massimiliano Sabbadini, direttore della Fom (Fondazione Oratori Milanesi) - a non aver paura di abitare con coerenza i diversi ambiti della vita quotidiana, ma a farsi animatori di un messaggio che contribuisce a costruire la civiltà dellamore a partire dagli ambienti che frequentiamo o da quelli che forse non riusciamo più -o non ancora - ad abitare, come gli spazi sociali, pubblici e civili.
Nonostante i cambiamenti sociali e i mutamenti del costume, la famiglia non può che continuare a trarre la sua origine dal matrimonio che ne è latto costitutivo, ad avere come membri essenziali il marito, la moglie e i figli nati dalla loro unione, e a costituire la struttura base della società e il primo fondamento e pilastro dellordine legale e giuridico. E quanto ribadisce il giurista Alessandro dAvack, presidente del Comitato nazionale per lo studio del principio di sussidiarietà, solidarietà ed uguaglianza, da Leone XIII alla Costituzione europea, alla vigilia del convegno promosso il 27 e 28 maggio a Bucarest dallo stesso Comitato e dallIstituto teologico romano-cattolico Santa Teresa della capitale rumena. Tema dellincontro, Humanae vitae tra attualità e provocazione. Una risposta moderna ad un problema multisecolare. DAvack, che approfondirà il tema della solidarietà familiare, spiega: Compito del legislatore non è solo modificare e adattare le norme al comune sentire, ma anche educare i cittadini a vivere in maniera eticamente e giuridicamente corretta le pulsioni e i rapporti familiari. Al convegno interverranno, tra gli altri, il presidente del Ccee, card. Péter Erdo; larcivescovo di Bucarest, mons. Ioan Robu; il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, mons. Elio Sgreccia; Victor Dumitrescu del citato Istituto teologico.
Dopo la Santa Messa nella Basilica, i presenti si trasferiranno allUrbaniana, dove daranno vita ad un incontro di conoscenza reciproca e di approfondimento su aspetti legati alla pastorale per le comunità cattoliche cinesi sparse in Italia. A fine mattinata di domenica 25 maggio, i fedeli cinesi si ritroveranno in piazza San Pietro per unirsi al Santo Padre nella preghiera mariana dellAngelus. Il card. Dias nelle settimane scorse ha inviato una lettera ai conventi contemplativi per invitare a promuovere momenti di preghiera: questa giornata - ha scritto il porporato - sarà una buona occasione per uno studio approfondito della Lettera pontificia (scritta un anno fa da papa Benedetto XVI, ndr) in modo da conoscere meglio la realtà della Chiesa in Cina e i suoi aspetti più significativi. Ciò permetterà di far crescere la comunione con quella Chiesa locale e di alimentarla con una preghiera costante e con iniziative di vario genere. In Italia i cinesi, secondo il Dossier Statistico Immigrazione Caritas-Migrantes, sono 186.522 (dati aggiornati al 31 dicembre 2006), 5,1% della popolazione straniera soggiornante in Italia. In Cina i cattolici, secondo recenti stime, sono 12 milioni di cui 4milioni appartengono alla Chiesa ufficiale.
Sarà il card. Ivan Dias, prefetto della Congregazione per levangelizzazione dei popoli, a presiedere, domani mattina nella Basilica di Santa Maria Maggiore, la celebrazione eucaristica in occasione della Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina. Liniziativa, sostenuta dalla Fondazione Migrantes, vuole rispondere allappello di papa Benedetto XVI di celebrare il 24 maggio una giornata di preghiera per la Chiesa in Cina e promuovere il lavoro missionario e pastorale in favore degli immigrati cinesi. Sarà la prima volta che i cattolici di questo Paese immigrati in Italia si incontreranno insieme a Roma. La Migrantes, si legge nellinvito alliniziativa, presta una viva attenzione al lavoro pastorale e di evangelizzazione a favore dei cinesi e, sotto la sua coordinazione, molte diocesi italiane hanno fondato delle comunità cattoliche cinesi. Questo lavoro è ancora agli inizi, ma è un fatto ben conosciuto che il numero dei cattolici di tutte le comunità è in costante crescita, così che in alcune di esse è necessaria la nomina di sacerdoti cinesi per la loro cura pastorale. In occasione della Giornata, lUfficio Migrantes della Cei ha voluto riunire a Roma per la prima volta: sacerdoti, religiosi studenti e quanti collaborano per la cura pastorale dei cattolici cinesi in Italia. (segue)
Combattere la dispersione scolastica, soprattutto dei ragazzi con difficoltà di apprendimento e comportamentali, attraverso un giornalino: è la sfida che ha lanciato la scuola secondaria di I grado M. Zannotti-Giovanni XXIII di San Severo nellambito del progetto nazionale Di.Sco. che sta, appunto, per Lotta alla dispersione scolastica. Il 24 maggio ci sarà la manifestazione conclusiva, per lanno in corso, del progetto portato avanti dalla scuola di San Severo, Un giornale nel sociale, a cui interverrà, tra gli altri, il vescovo di San Severo, mons. Lucio Angelo Renna. Il nostro territorio - spiega Mario Bocola, uno dei docenti referenti del progetto - è ad alto rischio di dispersione scolastica e per attirare gli studenti proponiamo attività alternative: oltre al giornalino, laboratori di giardinaggio, di ceramica, di lavorazione del legno e del vetro. Liniziativa di punta, però, è il giornalino. Durante lanno la ventina di ragazzi che hanno partecipato al progetto hanno prodotto due numeri del giornalino ‘LInformascuola, ma dopo questo primo anno sperimentale contiamo di potenziare il progetto lanno prossimo creando una vera e propria redazione. Durante la manifestazione del 24 maggio agli alunni che hanno partecipato finora al progetto saranno consegnati attestati utili per lacquisizione di crediti formativi.
Riflettere sui temi della cooperazione internazionale e dellaiuto ai Paesi in via di sviluppo, illustrare i progetti di solidarietà in corso e stilare un bilancio di quanto realizzato nel mondo negli ultimi anni: questi i principali obiettivi del convegno Accanto alla vita. Nel mondo, in programma oggi e domani a Milano, promosso dallArea solidarietà internazionale della Fondazione Don Gnocchi. Da alcuni anni, infatti, la Fondazione ha esteso il proprio campo di intervento oltre i confini nazionali. Impegno, spiegano alla Don Gnocchi, che finora 2si è concretizzato con la realizzazione di centri per bambini disabili in Bosnia Erzegovina e in Ecuador e di strutture per la realizzazione di giovani e donne mutilate4 in Rwanda e Sierra Leone. Altri interventi sono in corso in Georgia, Ucraina, Cina e Sri Lanka. Al convegno interverranno, tra gli altri, il card. Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e pace, Sergio Marelli, presidente dellAssociazione Ong italiane, e il sentatore Giulio Andreotti. Stasera, al teatro Buratto di Milano, sarà presentato lo spettacolo La Georgia e le sue danze tradizionali, con esibizione del gruppo folkloristico del Centro giovanile di Tbilisi (ragazzi di strada recuperati grazie a progetti di Caritas Georgia) e testimonial del mondo dello spettacolo e dello sport.
Prima ordinazione di un presbitero per larcivescovo che dallautunno scorso guida la diocesi di Mosca, litaliano mons. Paolo Pezzi. Sabato 24 maggio a San Pietroburgo, nella chiesa cattolica dellAssunzione, mons. Pezzi ordinerà il diacono Nikolaj Vojtechovič, 31 anni, di origini bielorusse. Battezzato nella città natale Ivje nel 1989 e cresimato a Częstochowa dieci anni più tardi, il futuro prete ha frequentato il seminario «Maria Regina degli Apostoli» di San Pietroburgo, presentando nel 2007 una tesi di baccalaureato sulleucaristia come origine della misericordia nella spiritualità di santa Faustina Kowalska. Il seminario di San Pietroburgo è lunico seminario cattolico in tutta la Russia. È stato aperto il 29 giugno 1993 a Mosca, trasferendosi in seguito a San Pietroburgo nelledificio del seminario cattolico (dipendente dalla metropolia di Mogilev) chiuso dai bolscevichi nel 1918. Oggi è frequentato da 19 aspiranti sacerdoti e 12 frati. In Russia dal 1996 a oggi sono stati ordinati sacerdoti 28 seminaristi. Lattuale rettore è lo stesso mons. Paolo Pezzi. Il 29 giugno a Tomsk (Siberia sud-occidentale) verrà ordinato un altro seminarista, il diacono Vasilij Zazdravnych.
Oggi, nello stand Caritas, a partire dalle 10.30, si parlerà di Alleanze per la tutela dei diritti e per la costruzione di cittadinanza e verrà presentato un volume su Lobby e advocacy a fianco dei dimenticati. Interverrà il vescovo di Lira, in Nord Uganda, mons. Giuseppe Franzelli. Alle 12.00, nella Palazzina Lorenese, sarà presentato il progetto Obiettivo qualità: la squadra per un aiuto allo sviluppo più efficace, iniziativa grazie alla quale molti organismi italiani della cooperazione internazionale - tra cui anche la Caritas - sono al fianco della Campagna del Millennio delle Nazioni Unite per chiedere al governo di migliorare l‘efficacia dell‘aiuto pubblico allo sviluppo. Alle 15, sempre nello stand Caritas, si approfondirà il tema Alleanze per le future generazioni: riflessione sullo stile delle esperienze allestero di volontariato e servizio. Il 24 maggio ci si confronterà, tra laltro, sulla Giornata nazionale del creato 2008 voluta dalla Chiesa italiana e saranno presentate esperienze di chiese sostenibili. Dalle 14.30, nella Sala della Corte, si discuterà su 2008 con le Nazioni Unite per unimpresa umana, in un seminario a cura di Volontari nel mondo-Focsiv. Domenica 25 maggio Caritas e Acli organizzano un seminario su Conoscersi e ri-conoscenersi: alleanze per la pace e i diritti umani. La Caritas porterà inoltre la sua esperienza ad un seminario sul microcredito nel contesto italiano ed internazionale.
Imparare a costruire un pannello solare o scoprire i segreti per creare una connessione internet artigianale, scoprire iniziative come il cohousing o il car-sharing per condividere case e automobili. Sono alcune delle opportunità che verranno offerte ai visitatori della V edizione di Terra Futura, la mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità che si apre oggi (fino al 25 maggio) a Firenze, alla Fortezza da Basso. Vi partecipano 550 espositori in rappresentanza di 5000 realtà, con 220 appuntamenti culturali e 850 relatori, 160 momenti tra animazioni e laboratori. Tema di questanno, spiegano gli organizzatori, è costruire alleanze trasversali per mettere in atto alternative ad un modello di sviluppo che ormai ha dimostrato di essere insostenibile. Caritas italiana è uno dei partner dell‘iniziativa, promossa e organizzata dalla fondazione culturale Responsabilità Etica onlus per conto del sistema Banca Etica (Banca Etica, Consorzio Etimos, Etica Sgr, Rivista "Valori") e Adescoop-Agenzia dell‘Economia Sociale. La Caritas sarà presente con uno stand (Padiglione Spadolini, 1° piano) e diverse iniziative sulla tutela dei diritti dei dimenticati, sulle alleanze per le future generazioni tramite il volontariato in Italia e allestero, sul rispetto dellambiente e la sostenibilità. (segue)
La Chiesa, le famiglie, la città e lintera società. Sono i cardini della preghiera finale che larcivescovo di Milano, card. Dionigi Tettamanzi, ha rivolto ieri sera in duomo al termine della processione eucaristica del Corpus Domini. Signore Gesù (...) invochiamo per la tua Chiesa la grazia di vivere anzitutto come comunità contemplativa e ardente di fede, per essere anima e fuoco del mondo. Liberaci dalle meschinità dei calcoli e dei progetti puramente umani, dalle pigrizie e dalle lamentele, dalla paura per il futuro e dallo scoraggiamento nella debolezza. Poi linvocazione per le nostre famiglie, affinché siano autentiche scuole di amore e di fiducia nella vita. Vinci le nostre ansie e la nostra fretta, e nelle preoccupazioni di ogni giorno dona agli sposi, ai genitori e ai figli di saper guardare a Te, come al Pastore sicuro cui fare riferimento, come allAgnello offerto da cui tutto riceviamo. Infine, la preghiera per la nostra città, per lintera società, perché riceva la grazia di essere accogliente palestra di speranza, anzitutto per i più piccoli e i più deboli. Liberaci - ha chiesto larcivescovo - dallidolatria del denaro e del potere, salvaci dalla chiusura del cuore che ci rende indifferenti a chi soffre e vinci la nostra paura con il calore del tuo amore.
Oltre 100 partecipanti in rappresentanza di 44 Paesi europei sono riuniti in questi giorni (21-24 maggio) a Bled, in Slovenia, per lannuale convegno di Caritas Europa, sul tema Dallesclusione allequità in Europa. Consapevoli che in Europa esistono diversi modelli sociali, spiega Caritas Europa, di recente è stato elaborato un documento che fornisce i principi di base per un sistema sociale sostenibile. Lobiettivo principale - precisa lorganismo caritativo ecclesiale - è la coesione sociale in quanto capacità di una società di assicurare il benessere di tutte le persone, riducendo le disparità ed evitando le polarizzazioni. Il programma del convegno prevede anche approfondimenti sulle tutele sociali, e i diversi modelli saranno analizzati alla luce della dottrina sociale della Chiesa, tenendo conto dei cambiamenti demografici e sociali nei diversi Paesi. Levento è anche unoccasione per ragguagliare i partecipanti sulla maggiore collaborazione tra Caritas Europa e istituzioni europee. Una conferenza stampa è prevista oggi a Bled (ore 13.30, Hotel Golf). Interverranno, tra gli altri, Erny Gillen, presidente di Caritas Europa; Vladimir Spidla, della Commissione europea per limpiego, gli affari sociali e le pari opportunità e Marjeta Cotman, ministro sloveno per il lavoro, la famiglia e gli affari sociali.